Riepilogo per i fratelli bianchi (o ricchi). Dunque abbiamo:
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USA. Trump e l’ICE, tra rastrellamenti,
deportazioni e uccisioni. Il sogno americano comprende finalmente il risveglio
con brutali agenti alla porta che ti rispediscono a “casa”, anche se quella è
casa tua.
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Argentina. Milei, tra cani clonati e il governo
che rivendica record di espulsioni e respingimenti. I cani sono migliori delle
persone. Lo sappiamo.
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Israele. Netanyahu, al top del top, col
genocidio a Gaza e l’apartheid in Cisgiordania. Lo «spazio vitale» torna sul
Mediterraneo. Il programma tedesco degli anni 30 dello scorso secolo in tutto
il suo splendore. Un mediterraneo tutto nostro. Gli abitanti continuano a
disturbare il progetto.
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Germania. Weidel e l’AfD, con la «remigrazione»
e il riarmo, in nome del mai abbastanza compianto Adolfo. Ovvio che il 1933
abbia assunto un consulente di comunicazione. Sento odore di Polonia.
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Italia. Meloni e Salvini, coi centri per
migranti in Albania. Il Ventennio scopre la delocalizzazione. Il generale
Vannacci, fulgido esempio di maschio italico tutto Dio, patria, famiglia, che
ha scritto pagine indelebili di questo paese.
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Le Pen e Bardella, con la «preferenza
nazionale». Liberté, égalité, fraternité, ma prima il documento grazie.
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Paesi Bassi. Wilders, islamofobia e libertà. Con
la grande proposta di un esercito alle frontiere e porte chiuse ai richiedenti
asilo.
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Austria. Kickl e l’FPÖ, con la remigrazione
degli «ospiti indesiderati». L’Austria sente un certo profumino di anni Trenta
e si prepara.
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Spagna. Abascal e Vox, col progetto di espellere
milioni di persone di origine straniera, compresi i figli nati in Spagna. La
Reconquista in sala parto.
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Portogallo. Ventura e Chega, bellissimi
manifesti contro i rom. Una vecchia specialità europea in ristampata in formato
sei per tre. Sublime.
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Belgio. Il Vlaams Belang di Tom Van Grieken,
partito di estrema destra, propone la «remigrazione»: espellere gli immigrati
irregolari e gli stranieri che commettono reati, anche quando possiedono un
regolare permesso di soggiorno. la caccia allo straniero alla ricerca di un
ufficio stabile anche a Bruxelles.
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Inghilterra. Farage, finalmente qualcuno che lo
dice chiaro: i diritti umani sono una palla al piede. Si deve poter deportare
liberamente! Dopo la Brexit, l’uscita dall’umanità.
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Svezia. Åkesson e i Democratici Svedesi,
sostenitori dei premi al rimpatrio volontario. Il welfare, in Svezia, ti
accompagna gentilmente all’uscita.
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Polonia. Braun, eurodeputato polacco di estrema
destra, ha definito false le camere a gas di Auschwitz ed è stato incriminato
per negazionismo. È lo stesso che aveva interrotto una celebrazione ebraica nel
Parlamento polacco usando un estintore. Ma i veri antisemiti sono quelli che
protestano contro il genocidio!
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Estonia e Lettonia, tra cittadini russi esclusi
dal voto locale e permessi di soggiorno che dipendono dagli esami di lingua. Ci
insegnano che “lo straniero” si può fabbricare anche dopo decenni di vicinato.
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Lituania. Žemaitaitis. Un partito
dichiataratamente antisemita arrivato al governo. Certe eccellenze europee non
muoiono mai
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El Salvador. Bukele, ha fatto rinchiudere nel
megacarcere CECOT centinaia di venezuelani deportati dagli Stati Uniti. Human
Rights Watch e Cristosal hanno documentato torture e detenzioni arbitrarie,
anche di persone senza condanne penali.
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Cile. Il presidente Kast ha avviato la
costruzione di “trincee” al confine con il Perù per bloccare gli ingressi
irregolari, rafforzando la presenza militare alla frontiera.
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Ecuador. Noboa con le autorità che hanno
represso le proteste indigene e congelato i conti di organizzazioni e
dirigenti. Le mobilitazioni contestavano anche l’espansione delle estrazioni
petrolifere nei territori indigeni. Non imparano mai questi nativi.
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Brasile. Bolsonaro e il bolsonarismo, con gli
indigeni giudicati «sempre più esseri umani come noi». Cinquecento anni di
colonialismo e stanno ancora decidendo chi è umano e chi no. La partita è
ardua.
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India. Modi e il BJP, con le
discriminazioni religiose e le demolizioni di case di musulmani denunciate
dalle organizzazioni per i diritti umani. India Hate Lab documenta inoltre un
aumento dei discorsi d’odio contro musulmani e cristiani.
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Giappone. Kamiya e Sanseitō in Giappone,
«Japanese First» e gli stranieri come problema nazionale. L’internazionale dei
nazi-onalisti funziona. si copiano persino gli slogan. Fanno campagna contro
una presunta «invasione silenziosa» degli immigrati, presentati come una
minaccia per la sicurezza e il lavoro dei giapponesi.
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Tunisia. Saied in Tunisia, con le espulsioni
collettive dei migranti subsahariani verso le frontiere. Con le forze di
“sicurezza” responsabili di espulsioni collettive di migranti verso le
frontiere con Algeria e Libia. Human Rights Watch riferisce anche torture e
violenze sessuali.
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Myanmar, Min Aung Hlaing e la giunta militare,
con la persecuzione dei Rohingya, minoranza prevalentemente musulmana. Human
Rights Watch documenta un regime di apartheid e privazione della libertà ai
loro danni.
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Sudafrica. Operation Dudula con intimidazioni e
caccia agli stranieri. Movimento xenofobo sudafricano che organizza azioni
contro gli immigrati e ha impedito loro l’accesso a strutture sanitarie. La
nazionalità viene usata per decidere chi può entrare a curarsi.
Direi che il problema del nuovo secolo, esattamente come
quello del precedente, è finalmente svelato, rullo di tamburi: ci sono esseri
umani nel posto sbagliato. Il posto giusto lo decidono quelli che hanno il
potere, gli eserciti, la polizia, per cacciarlio sterminarli.
Ma ehi, nessuno osi parlare di nazisfascismo. Quelli
appartengono a una storia ormai superata, con baffetti e Fez. Questa è
democrazia e soprattutto una sana difesa della razza e dei confini.
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