lunedì 21 settembre 2026

Buone notizie dal mondo - Lavinia Marchetti

Riepilogo per i fratelli bianchi (o ricchi). Dunque abbiamo:

·         USA. Trump e l’ICE, tra rastrellamenti, deportazioni e uccisioni. Il sogno americano comprende finalmente il risveglio con brutali agenti alla porta che ti rispediscono a “casa”, anche se quella è casa tua.

·         Argentina. Milei, tra cani clonati e il governo che rivendica record di espulsioni e respingimenti. I cani sono migliori delle persone. Lo sappiamo.

·         Israele. Netanyahu, al top del top, col genocidio a Gaza e l’apartheid in Cisgiordania. Lo «spazio vitale» torna sul Mediterraneo. Il programma tedesco degli anni 30 dello scorso secolo in tutto il suo splendore. Un mediterraneo tutto nostro. Gli abitanti continuano a disturbare il progetto.

·         Germania. Weidel e l’AfD, con la «remigrazione» e il riarmo, in nome del mai abbastanza compianto Adolfo. Ovvio che il 1933 abbia assunto un consulente di comunicazione. Sento odore di Polonia.

·         Italia. Meloni e Salvini, coi centri per migranti in Albania. Il Ventennio scopre la delocalizzazione. Il generale Vannacci, fulgido esempio di maschio italico tutto Dio, patria, famiglia, che ha scritto pagine indelebili di questo paese.

·         Le Pen e Bardella, con la «preferenza nazionale». Liberté, égalité, fraternité, ma prima il documento grazie.

·         Paesi Bassi. Wilders, islamofobia e libertà. Con la grande proposta di un esercito alle frontiere e porte chiuse ai richiedenti asilo.

·         Austria. Kickl e l’FPÖ, con la remigrazione degli «ospiti indesiderati». L’Austria sente un certo profumino di anni Trenta e si prepara.

·         Spagna. Abascal e Vox, col progetto di espellere milioni di persone di origine straniera, compresi i figli nati in Spagna. La Reconquista in sala parto.

·         Portogallo. Ventura e Chega, bellissimi manifesti contro i rom. Una vecchia specialità europea in ristampata in formato sei per tre. Sublime.

·         Belgio. Il Vlaams Belang di Tom Van Grieken, partito di estrema destra, propone la «remigrazione»: espellere gli immigrati irregolari e gli stranieri che commettono reati, anche quando possiedono un regolare permesso di soggiorno. la caccia allo straniero alla ricerca di un ufficio stabile anche a Bruxelles.

·         Inghilterra. Farage, finalmente qualcuno che lo dice chiaro: i diritti umani sono una palla al piede. Si deve poter deportare liberamente! Dopo la Brexit, l’uscita dall’umanità.

·         Svezia. Åkesson e i Democratici Svedesi, sostenitori dei premi al rimpatrio volontario. Il welfare, in Svezia, ti accompagna gentilmente all’uscita.

·         Polonia. Braun, eurodeputato polacco di estrema destra, ha definito false le camere a gas di Auschwitz ed è stato incriminato per negazionismo. È lo stesso che aveva interrotto una celebrazione ebraica nel Parlamento polacco usando un estintore. Ma i veri antisemiti sono quelli che protestano contro il genocidio!

·         Estonia e Lettonia, tra cittadini russi esclusi dal voto locale e permessi di soggiorno che dipendono dagli esami di lingua. Ci insegnano che “lo straniero” si può fabbricare anche dopo decenni di vicinato.

·         Lituania. Žemaitaitis. Un partito dichiataratamente antisemita arrivato al governo. Certe eccellenze europee non muoiono mai

·         El Salvador. Bukele, ha fatto rinchiudere nel megacarcere CECOT centinaia di venezuelani deportati dagli Stati Uniti. Human Rights Watch e Cristosal hanno documentato torture e detenzioni arbitrarie, anche di persone senza condanne penali.

·         Cile. Il presidente Kast ha avviato la costruzione di “trincee” al confine con il Perù per bloccare gli ingressi irregolari, rafforzando la presenza militare alla frontiera.

·         Ecuador. Noboa con le autorità che hanno represso le proteste indigene e congelato i conti di organizzazioni e dirigenti. Le mobilitazioni contestavano anche l’espansione delle estrazioni petrolifere nei territori indigeni. Non imparano mai questi nativi.

·         Brasile. Bolsonaro e il bolsonarismo, con gli indigeni giudicati «sempre più esseri umani come noi». Cinquecento anni di colonialismo e stanno ancora decidendo chi è umano e chi no. La partita è ardua.

·         India. Modi e il BJP, con le discriminazioni religiose e le demolizioni di case di musulmani denunciate dalle organizzazioni per i diritti umani. India Hate Lab documenta inoltre un aumento dei discorsi d’odio contro musulmani e cristiani.

·         Giappone. Kamiya e Sanseitō in Giappone, «Japanese First» e gli stranieri come problema nazionale. L’internazionale dei nazi-onalisti funziona. si copiano persino gli slogan. Fanno campagna contro una presunta «invasione silenziosa» degli immigrati, presentati come una minaccia per la sicurezza e il lavoro dei giapponesi.

·         Tunisia. Saied in Tunisia, con le espulsioni collettive dei migranti subsahariani verso le frontiere. Con le forze di “sicurezza” responsabili di espulsioni collettive di migranti verso le frontiere con Algeria e Libia. Human Rights Watch riferisce anche torture e violenze sessuali.

·         Myanmar, Min Aung Hlaing e la giunta militare, con la persecuzione dei Rohingya, minoranza prevalentemente musulmana. Human Rights Watch documenta un regime di apartheid e privazione della libertà ai loro danni.

·         Sudafrica. Operation Dudula con intimidazioni e caccia agli stranieri. Movimento xenofobo sudafricano che organizza azioni contro gli immigrati e ha impedito loro l’accesso a strutture sanitarie. La nazionalità viene usata per decidere chi può entrare a curarsi.

Direi che il problema del nuovo secolo, esattamente come quello del precedente, è finalmente svelato, rullo di tamburi: ci sono esseri umani nel posto sbagliato. Il posto giusto lo decidono quelli che hanno il potere, gli eserciti, la polizia, per cacciarlio sterminarli.

Ma ehi, nessuno osi parlare di nazisfascismo. Quelli appartengono a una storia ormai superata, con baffetti e Fez. Questa è democrazia e soprattutto una sana difesa della razza e dei confini.

da qui

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