NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELLA SALUTE E DELLA PREVIDENZA
NO AGLI ULTERIORI TAGLI ALLA SCUOLA
Docenti ed ATA a tempo indeterminato o con supplenze
fino al 31 agosto o al 30 giugno dovranno decidere entro il 20 settembre 2026
se aderire o meno alla polizza sanitaria integrativa gratuita prevista dal MIM,
la cui gestione è affidata a UniSalute, in coassicurazione
con Poste Assicura SPA e Intesa Sanpaolo Protezione
SPA.
Come scrivevamo al momento della sottoscrizione del CCNI sull’assicurazione sanitaria
integrativa, il MIM e le OO.SS. firmatarie hanno previsto una spesa complessiva di 320
milioni di euro dal 2026 al 2029, che vengono sottratti alla Scuola:
200 milioni di euro «mediante corrispondente
riduzione del Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche», 60
milioni «utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero
dell’istruzione e del merito» nell’ambito dei fondi di riserva del MEF
e 60 milioni dal taglio da 7 a 5 dei componenti della commissione di esami al
superiore.
In un contesto di pesanti tagli al diritto alla
salute, comprendiamo le perplessità dei lavoratori e non diamo indicazioni
perentorie sulla scelta da fare. In questa situazione di smantellamento della sanità
pubblica, di fronte alla mancanza di alternative concrete, è prevedibile che
una gran parte della categoria sarà indotta o di fatto costretta a dare
l’adesione a questo sistema assicurativo convenzionato.
Come organizzazione sindacale esprimiamo, però,
contrarietà al provvedimento che avvia anche nella scuola il cd Welfare
contrattuale e dubbi su cosa veramente “copra” a livello sanitario.
Il Welfare contrattuale, inaugurato anni fa dal CCNL dei
metalmeccanici, prevede coperture assicurative al posto di aumenti contrattuali
o di finanziamenti ai servizi pubblici.
Si tratta di un’operazione di sistematica privatizzazione che colpisce il cuore
del welfare e del diritto costituzionale alla salute, mettendoli anche in
conflitto con il diritto all’istruzione. La previdenza integrativa, lungi
dall’essere uno strumento di tutela per i lavoratori, rappresenta di fatto la
negazione del principio di solidarietà sancito dall’articolo 38 della
Costituzione e sposta il baricentro della protezione sociale dal sistema
pubblico e universalistico a quello privato e assicurativo, dove il diritto
alla cura e alla pensione diventano una merce da acquistare sul mercato,
accessibili solo a chi può permetterselo. Questo dispositivo appartiene alla
stessa logica che sta smantellando la sanità pubblica, riducendola a un sistema
di liste d’attesa infinite e costringendo i cittadini a rivolgersi altfrla sanità
privata per curarsi. Così facendo, si vuole trasformare la previdenza pubblica
in un sistema residuale. Infatti, i fondi pensione da tempo investono il TFR
dei lavoratori aderenti sul mercato più aleatorio e speculativo, quello
finanziario. Ma almeno in quel caso i lavoratori hanno ancora la possibilità di
scegliere l’alternativa di conservare il TFR rivalutato automaticamente, mentre
nell’assicurazione sanitaria integrativa non hanno alternative!
Il personale docente e ATA, con stipendi fermi al palo
e con un potere d’acquisto in caduta libera, non ha bisogno di “integratori”
previdenziali, ma di un salario dignitoso, di una pensione pubblica adeguata, e
di un sistema sanitario pubblico efficace. La precarietà strutturale, i
contratti spezzettati e il ciclo di riforme neoliberiste hanno già prodotto un
esercito di lavoratori che arriveranno alla soglia pensionistica con contributi
ridotti e buchi contributivi. La risposta non deve essere quella di affidarsi
ai mercati finanziari e assicurativi, ma di rivendicare un sistema
previdenziale pubblico che garantisca sanità e una vita dignitosa dopo il
lavoro.
I COBAS Scuola ribadiscono il proprio
netto rifiuto alla previdenza complementare contrattata o imposta, così come di
ogni tentativo di legare il diritto all’istruzione e alla salute alla capacità
di spesa individuale.
La difesa della scuola pubblica passa anche dalla difesa della sanità pubblica
e del sistema pensionistico pubblico. Non accettiamo che la nostra salute e la
nostra vecchiaia diventino affari privati.
Contro la privatizzazione della salute, della
previdenza e della scuola: difendiamo la Costituzione, i diritti per tutte e
tutti, non i profitti delle assicurazioni.
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