La Libertà Non Sta Nello Scegliere Tra Bianco E Nero, Ma Nel Sottrarsi A Questa Scelta Prescritta. (Theodor W.Adorno)
domenica 26 aprile 2026
venerdì 28 marzo 2025
l'attualità di Karl Marx
scrive
Karl Marx:
"Hegel osserva da qualche parte che tutti i grandi
avvenimenti e i grandi personaggi della storia universale si presentano, per
così dire due volte. Ha dimenticato di aggiungere: la prima volta come tragedia,
la seconda come farsa."
Il 10 giugno 1940 Benito Mussolini pronuncia il discorso con il quale annuncia l'ora delle decisioni irrevocabili. “Comincerò dall'Esercito, al quale spetta il compito della difesa delle frontiere terrestri. Aggiungo subito che la difesa non deve essere interpretata in senso limitativo: spesso la miglior difesa è l'offesa.”
Mattarella: «Sulla difesa Ue decisioni non più rinviabili. Compito delle Forze armate è difendere la democrazia»
martedì 15 agosto 2023
Vai avanti tu soldato ucraino, che la vittoria è vicina
di Francesco Masala con Bob Dylan, Michele Santoro, Scott Ritter, José Saramago, Peppe Sini … ma anche video e altro
Siamo in guerra ed è una guerra di accerchiamento, ognuno di noi assedia l’altro ed è assediato, vogliamo abbattere le mura dell’altro e mantenere le nostre. L’amore verrà quando non ci saranno più barriere, l’amore è la fine dell’assedio – José Saramago
Nel complesso, c’è chi nota che LA SUPERFICIE GUADAGNATA IN TRE MESI DI KONTRASTUP È INFERIORE A QUELLA CHE I CIMITERI UCRAINI HAN DOVUTO CREARE EX NOVO PER FARE SPAZIO ALLE NUOVE SALME… (da qui)
Fin dall’inizio di questa guerra ci hanno descritto Putin come il nuovo Hitler.
In 18 mesi secondo l’ufficio del procuratore generale ucraino, sono 499 i bambini uccisi dall’inizio dell’invasione (Guardian).
Nei primi sette mesi del 2023 secondo l’Unicef sono morti 289 i bambini morti nel Mediterraneo
E se guardiamo i morti civili in Ucraina sono 9000 dall’inizio della guerra (da qui), mentre i migranti morti (meglio, lasciati morire) nel Mediterraneo sono stato 2060 nei primi mesi del 2023 (da qui)
Osservate la cruda verità dei numeri: vengono lasciati morire nel mare Mediterraneo almeno tanti bambini quanti ne muoiono nella guerra in Ucraina.
Fate qualche conto, guardate in faccia i governanti europei e vomitategli addosso, guardate in faccia quei venditori di armi all’Ucraina che sono la Nato (compresa la cristiana Europa), quegli assassini.
“E spero che moriate
e che la vostra morte giunga presto
seguirò la vostra bara
in un pallido pomeriggio
e guarderò mentre
vi calano giù nella fossa
e starò sulla vostra tomba
finché non sarò sicuro che siate morti.”
Ascoltate la canzone di Bob Dylan, e leggete la traduzione di Riccardo Venturi, sembra scritta ieri, per questa e tutte le guerre
PADRONI DELLA GUERRA
Venite padroni della guerra
voi che costruite i grossi cannoni
voi che costruite gli aeroplani di morte
voi che costruite tutte le bombe
voi che vi nascondete dietro i muri
voi che vi nascondete dietro le scrivanie
voglio solo che sappiate
che posso vedere attraverso le vostre maschere
Voi che non avete mai fatto nulla
se non costruire per distruggere
voi giocate con il mio mondo
come se fosse il vostro piccolo giocattolo
voi mettete un fucile nella mia mano
e vi nascondete dai miei occhi
e vi voltate e correte lontano
quando volano le veloci pallottole
Come Giuda dei tempi antichi
voi mentite e ingannate
una guerra mondiale può essere vinta
voi volete che io creda
ma io vedo attraverso i vostri occhi
e vedo attraverso il vostro cervello
come vedo attraverso l’acqua
che scorre giù nella fogna
Voi caricate le armi
che altri dovranno sparare
e poi vi sedete e guardate
mentre il conto dei morti sale
voi vi nascondete nei vostri palazzi
mentre il sangue dei giovani
scorre dai loro corpi
e viene sepolto nel fango
Avete causato la peggior paura
che mai possa spargersi
paura di portare figli
in questo mondo
poiché minacciate il mio bambino
non nato e senza nome
voi non valete il sangue
che scorre nelle vostre vene.
Che cosa sono io per parlare quando
non è il mio turno?
Direte che sono giovane
direte che non ne so abbastanza.
Ma c’è una cosa che so
anche se sono più giovane di voi:
so che perfino Gesù
non perdonerebbe quello che fate
Voglio farvi una domanda:
il vostro denaro vale così tanto
vi comprerà il perdono
pensate che potrebbe?
Io penso che scoprirete
quando la morte esigerà il pedaggio
che tutti i soldi che avete accumulato
non serviranno a ricomprarvi l’anima
E spero che moriate
e che la vostra morte giunga presto
seguirò la vostra bara
in un pallido pomeriggio
e guarderò mentre
vi calano giù nella fossa
e starò sulla vostra tomba
finché non sarò sicuro che siate morti.
(traduzione di Riccardo Venturi)
Ascoltate Michele Santoro e provate a non essere d’accordo, se ci riuscite:
Aaron Mate qui spiega perché la guerra continua, fino all’ultimo ucraino (e non è un modo di dire)
I soldati ucraini morti senza pace, spiega qui NicolaiLilin.
Diego Ruzzarin e Santiago Armesilla ci dicono qui quanto la fine della guerra sarebbe vicina, se fosse una guerra normale.
Diceva, pare, Abe Lincoln (già presidente Usa e noto proprietario di schiavi) :Puoi imbrogliare una persona tutte le volte, puoi anche imbrogliare tutti almeno una volta, ma non puoi imbrogliare tutti tutte le volte.
Douglas MacGregor (qui) ricorda quanto le bugie alimentano bugie, e a Washington, fra una tirata e l’altra di polvere bianca, raccontano che la vittoria è vicina, ma anche Hitler era ottimista sulla sua vittoria anche quando il bunker a Berlino era circondato dai carri armati russi.
Anche Nicolai Lilin ci parla delle bugie della maggior parte dei giornalisti qui
Nel 1915 apparve nei cinema degli Usa il capolavoro di David W. Griffith, The Birth of a Nation (Nascita di una Nazione), che dava largo spazio alla rappresentazione del Ku Klux Klan come controllori di un ordine sociale messo in pericolo dall’integrazione dei neri in America, un atto d’amore verso il Ku Klux Klan (vedere per credere, il film è anche online, per esempio qui).
Oggi David W. Griffith girerebbe Morte di una Nazione, un atto d’amore verso i nazisti ucraini e della Nato.
Se avete la pazienza di vedere e ascoltare Manlio Dinucci (qui) potete scoprire che Zelensky è stata (ancora lo è) una spia/agente dei servizi segreti anglosassoni, Scott Ritter lo ha capito, guardate il suo documentario completo, in due parti:
Ho letto da poco che anche Mussolini era a libro paga della perfida Albione (qui).
Vi ricordate Putin ladro di bambini? Sembra che dall’Ucraina li portino negli Usa (qui), si potrà dire?
Avete presente quei ragazzini che per non andare all’interrogazione inventano le cose più assurve, tipo che è morta (per la quarta o quinta volta) la nonna?
Nilolai Lilin spiega qui che la Nato, in attesa di trovare una scusa per mollare tutto, continua a far ammazzare i soldati ucraini, e non solo.
Alla Casa Bianca tra una tirata di cocaina e un videogioco sull’imbattibilità della Nato, studiano il caso, senza fretta.
D’altronde, si sa, gli Usa (e la Nato) vincono guerre contro i deboli, per esempio Grenada, nel 1983 (qui).
Contro gli altri popoli e paesi che non sono Grenada, bombardano, fanno stragi di civili (le famose vittime collaterali, innumerevoli), fanno i terroristi (qui), o li creano e li finanziano (Isis o Daesh, per fare un nome conosciuto), rubano (come in Siria, i soldati Usa sono ancora lì, non invitati), poi fanno gli indifferenti, zitti zitti se ne vanno come se non li avessero mandati via, lasciano le macerie e trovano un altro stato da invadere, o bombardare, e si ricomincia.
domenica 13 agosto 2023
qualche considerazione sulla cancel culture
La cancel culture è un contenitore (semplice, e non complesso, come sono le cose umane) per milioni di parole e immagini che esistono, e che qualcuno, a torto o a ragione, vorrebbe cancellare.
Faccio
tre esempi.
Se
qualcuno facesse sparire la statua, in qualche piazza, di Adolf Hitler sarebbe
da disprezzare? E perché fare sparire, o solo imbrattare, con vernice
indelebile, la statua a cavallo di Leopoldo II re del Belgio (assassino di
almeno 10 milioni di africani, qui e qui)
sarebbe deprecabile?
Non
si parla di censure per gli storici, o la ricerca, solo degli omaggi pubblici in
forma di statue, in luoghi pubblici, a serial killer.
Poi
ci sono anche quegli incapaci che mai hanno scritto o scriveranno un libro
memorabile e si mettono a riscrivere i libri degli altri, e dai libri di Mark
Twain vogliono cancellare la parola negro (l’unica esistente allora, per
indicare gli schiavi africani e i loro discendenti afroamericani).
Come
se qualche governo italiano (composto da ministri fini
intellettuali) decidesse di cambiare i nomi dei non italiani, per esempio
cambiando Oliver Stone in Oliviero Pietra, o John Cage in Giovanni Gabbia.
Quando
ero bambino, negli anni sessanta, sui muri c’erano ancora tante scritte (come
canta De Gregori qui), citazioni di quel tipo delle decisioni irrevocabili, si chiamava Mussolini.
Non ci sono più, non so se per la cancel culture, o per la speculazione edilizia,
comunque meno male che sono sparite dai muri delle città (qualcuno le avrà
fotografate, sono in qualche libro, e va bene così).
venerdì 14 settembre 2018
SPERGIURO (il senso politico della sconfessione della magistratura da parte di un ministro della repubblica) - Gian Luigi Deiana
al parlamento da parte di una parte politica, ma della sconfessione di un massimo organo dello stato da parte di un suo primo ministro: cronologicamente ebbe inizio qui la ”dittatura”;
IL VUOTO
sabato 3 marzo 2018
altri pensieri elettorali
martedì 3 gennaio 2017
Non viviamo in un mondo di “post verità”, viviamo le bugie di altri - Robert Fisk
Date soltanto un’occhiata alla devastazione del Medio Oriente con la sua storia di repubbliche popolari e di odiosi dittatori. Si deliziano della disonestà, anche se tutti loro – tranne il defunto Muammar al-Gaddafi – chiedono elezioni regolari per fingere il loro ritorno al potere.
Ora, suppongo, siamo noi che abbiamo elezioni regolari basate su bugie e così, forse
Trump e gli autocrati arabi andranno piuttosto d’accordo. A Trump già piace il Maresciallo/ Presidente al-Sissi dell’Egitto, e ha già un campo da golf a Dubai. Il fatto che Sissi “traffichi” in bugie, che falsifichi i fatti, dovrebbero far sentire Trump molto a suo agio in Medio Oriente. La misoginia, il bullismo, le minacce ai suoi oppositori politici, l’autoritarismo, la tirannia, la tortura, lo scherno nei riguardi delle minoranze, è parte integrante del mondo arabo.
E guardate Israele. Il futuro ambasciatore degli Stati Uniti che potrebbe essere anche l’ambasciatore di Israele negli Stati Uniti, non può aspettare a spostare l’ambasciata americana a Gerusalemme. Sembra provare maggior antagonismo verso la sinistra ebrea in America che verso i palestinesi che rivendicano Gerusalemme Est come capitale e per il cui stato non ha nessun interesse. Trump farà infuriare gli arabi? Oppure se la caverà con una piccola risistemazione domestica dell’ambasciata israeliana poiché gli Arabi del Golfo, per lo meno, sanno che l’anti-Sciismo contro la Siria, l’Iran ed Hezbollah – si adatta abbastanza bene ai potentati sunniti che hanno continuato a finanziare Isis e Jabhat al-Nusra e tutti gli altri allegri jihadisti?
Suppongo che “post-verità” abbia più a che fare con i media sociali che con le elezioni ingannevoli. L’uso dei media sociali nel raccontare la battaglia di Aleppo Est è stato straordinario, strano, pericoloso, perfino violento, quando non un solo giornalista occidentale ha potuto riferire di persona la guerra ad Aleppo Est. E’ stato fatto un grande danno proprio alla credibilità del giornalismo – e ai politici – con l‘accettazione di una parte della storia soltanto quando non un/una solo/a giornalista può confermare con i propri occhi che cosa si sta riferendo.
Abbiamo consegnato il giornalismo ai media sociali; gli uomini armati che controllano le zone dalle quali sono arrivati questi rapporti, sanno che possono ricorrere di nuovo allo stesso strattagemma la prossima volta. Lo faranno, a Idlib. Questo problema nella regione è, però, molto molto più grosso di una provincia siriana. Si tratta ora della malleabilità dei fatti nell’intero Medio Oriente.
Le 250.000 persone “intrappolate” ad Aleppo Est, ora che 31.000 hanno scelto di andare ad Idlib, molti di più ad Aleppo Ovest – sembra siano state un po’meno di 90.000. E’ ora possibile che almeno 160.000 dei civili “intrappolati” ad Aleppo Est non esistessero realmente, ma nessuno lo dice. Quella fondamentale statistica di 250.000, proprio la punteggiatura di ogni rapporto sull’enclave assediata, è ora dimenticato o ignorato (forse saggiamente) da coloro che la hanno citata.
E, inoltre, nessuno ci parla dei civili di Palmira ora che l’Isis è ritornata: E Mosul? Non stavamo per liberare un milione di civili intrappolati là dai jihadisti – certamente non meno meritevoli dei 250.000 o dei 100.000 odei 90.000 o meno, civili intrappolati ad Aleppo Est?
Gli americani ora dicono che le forze irachene si stanno “raggruppando e “posizionando di nuovo” intorno alla seconda città dell’Iraq; “raggrupparsi e “organizzarsi di nuovo” è quello che le Forze di Spedizione britanniche avevano fatto durante la loro ritirata verso Dunkirk.
Come possiamo lamentarci delle bugie di Trump di chi è favorevole alla Brixit, quando noi giornalisti stiamo sminuzzando i fatti del Medio Oriente? Noto, tuttavia, nei nostri giornali e alla televisione, che il muro di Israele è un “recinto di sicurezza”, che le sue colonie sono insediamenti” che sono “controversi” invece che illegali.
Possiamo davvero scuotere la testa increduli di fronte alle bugie elettorali, quando abbiamo continuato per anni a mentire ai nostri lettori e telespettatori?
Il mio filosofo giornalistico preferito, Fintan O’Toole del giornale The Irish Times, lo ha capito bene questo mese quando ha scritto che la “falsità della politica nel 2016 è stata davvero incredibile sia per la sua sfrontatezza che per la sua efficacia. La dichiarazione della parte favorevole all’uscita, nel referendum per la Brexit, che sarebbero state presi 350 milioni di sterline alla settimana dal contributo del Regno Unito al bilancio del Regno Unito per metterli nel Servizio Sanitario Nazionale, è stato rapidamente e globalmente demolito. Essere stati “beccati” a mentire non contava…era una prova di uno strano genere di autenticità. Bugie palesi dimostravano che eri uno degli esperti che il massimo sostenitore della Brexit, Michael Gove invitava gli elettori del Regno Unito a disprezzare e ignorare…”
Raccontare bugie, secondo O’Toole, “fluttua liberamente senza nessuna pretesa di essere ancorato alle prove”. Da nessuna parte questo potrebbe essere rappresentato in maniera più spaventoso che negando l’Olocausto degli Ebrei (o l’Olocausto degli Armeni) quando i media sociali – O’Toole specificamente nomina Facebook e Google – “ora indirizzano gli utenti verso false notizie di cronaca e disgustosa propaganda neo-nazista con appena un’alzata di spalle. Le compagnie invocano, in loro difesa, un’idea della ‘diversità di prospettive’, un eufemismo orwelliano in cui la convinzione che l’Olocausto non era mai avvenuto è valido quanto la cognizione che era avvenuto.”
Non ho mai accettato la sciocchezza del nazismo e della destra americana. Trump non è Hitler, anche se c’è una specie di fascismo teatrale riguardo alla sua interpretazione. E’ più buffone che satanico, più Duce che Fuehrer. Cesare Rossi uno dei primi collaboratori di Mussolini, una volta descrisse il suo leader come una persona che si spostava rapidamente “dal cinismo all’idealismo, dall’impulsività alla prudenza, dalla generosità alla crudeltà…dalla moderazione all’intransigenza. Era come se non avesse mai conosciuto il suo ego genuino e stesse sempre impegnandosi qualche imitazione falsa.” Poteva esserci una migliore descrizione di Trump? Come disse Giovanni Gentile, il filosofo del fascismo dell’epoca di Mussolini: “la risata è del diavolo e i veri credenti non sorridono tranne che per amaro sarcasmo.”
Quel cupo uso della parola “risata” è la chiave per comprendere questo. La Seconda Guerra mondiale è finita quando sono nato, ma ci sono abitudini angoscianti che coloro che appartengono alla destra della politica europea dimostrano, quando vogliono schernire i loro nemici, caratteristiche che trovo profondamente inquietanti. E’ la politica della “ultima risata”, dell’umiliazione di coloro che pensavano di essere più giudiziosi e che ora devono rimpiangere il giorno della loro ipotetica superiorità. Contate soltanto quanti titoli di prima pagina e quanti scrittori si sono riferiti alla “ultima risata di Trump”. E’ una cosa brutale e vendicativa.
La maggior parte di noi ricorda le parole vergognose e false di Nigel Farage (politico britannico, capo del Partito per l’Indipendenza del Regno Unito dal 2006 al 2009 e dal 2010 al 2016, n.d.t.) al Parlamento Europeo il 28 giugno, quando sostenne che la maggior parte dei suoi membri “non ha mai svolto un buon lavoro”. E’ stata, però, l’altra sua osservazione che è stata spaventosa: “Non è un buffo? Quando sono arrivato qui 17 anni fa e ho detto che volevo condurre una campagna per convincere la Gran Bretagna a lasciare l’Unione Europea, tutti avete riso di me – ebbene, devo dire, che ora non state ridendo, vero?”
Quelle parole hanno rinfrescato la mia memoria. Dove avevo sentito prima questo scherno?
Poi, proprio per caso, eccomi in Polonia pochi giorni fa, a leggere il libro del defunto Martin Gilbert, intitolato Auschwitz and the Allies, che tratta del fallimento degli Stati Uniti e della Gran Bretagna di reagire militarmente alla notizia dei campi di sterminio nazisti. E lì lessi queste parole, pronunciate da Adolf Hitler il 30 settembre 1942: “Anche in Germania gli ebrei una volta ridevano delle mie profezie. Non so se stiano ancora ridendo o se hanno perduto la loro propensione alla risata, ma posso assicurarvi che dovunque smetteranno di ridere.” Nel 1925, appena liberato dalla prigione, Hitler aveva scritto un lungo editoriale sul Volkischer Beobachter, attaccando gli ebrei, i marxisti e la Repubblica di Weimar. Accadeva 17 anni prima il suo discorso del 1942 del “non ridere”.
Il disprezzo è radicato nell’anticamera di un uomo arrabbiato. No, Farage non è un nazista e no lo è Trump. E non lo sono i politici europei da quattro soldi, della destra che ci spaventano con i loro discorsi razzisti. Quello che è terrificante – e profondamente simile al fascismo – è la nostra abilità di “pensare” come passare dalla verità alle bugie.
Oggi non abbiamo bisogno di manifestazioni o di cinegiornali perché abbiamo internet e i media sociali, la dipendenza del nostro tempo. E’ una dipendenza da una droga che sotto la famigerata “diversità di prospettive” presenta la moralità e l’immoralità come parte di un panorama che si estende piatto all’orizzonte. Anche noi, umili giornalisti, sappiamo vedere che cosa accade. In una misura di cui non siamo stati mai testimoni prima, tante persone hanno cominciato a credere a cose che non sono vere. Ed accettabile farlo. E noi li aiutiamo.
Oggi non si può soltanto negare la storia – gli Olocausti armene ed ebrei, il diario di Anna Frank, le camere a gas di Auschwitz – potete anche raccontare frottole, grandi o piccole, su qualsiasi cosa che vi disturba. Il Medio Oriente, con il nostro aiuto giornalistico, affonda nello stesso mondo falso. Ogni dittatore sta ora combattendo il “terrorismo” insieme agli Stati Uniti, alla Nato, all’UE, alla Russia, a Hezbollah, all’Iran, a tutto il Golfo Arabo (meno lo Yemen, per motivi piuttosto imbarazzanti), la Cina, il Giappone, l’Australia e –chissà? – anche la Groenlandia.
La giustizia però, non fa parte del menu. E’ una parola che pochi politici, statisti, perfino giornalisti non usano più. Né Trump, né la Clinton, né chi è favorevole alla Brexit, ha parlato della giustizia. Non parlo della giustizia per le vittime del “terrore” o dei britannici che pensano di essere stati imbrogliati dall’UE, ma della vera giustizia per intere nazioni, per i popoli, per il Medio Oriente perfino – posso osare nominarli? – per i palestinesi. Non vivono in un mondo di “post-verità”. Hanno continuato a vivere per decenni tra le bugie di altra gente.
L’unico effetto dei terremoti politici dello scorso anno, è che ci sentiremo meno colpevoli quando ripeteremo tutte queste bugie. Sono ora diventate normali, come la guerra, una “diversità di prospettive”, parte di un noto mondo fraudolento in cui la falsità ha acquisito una “strana autenticità”.
Trump è Hitler. Trump è Gesù. Il suicidio nazionale è la reincarnazione, ma ci sono molti in Medio Oriente che ci comprenderanno. Forse saranno loro a ridere per ultimi.
https://it.wikipedia.org/wiki/Post-verit%C3%A0
Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo
www.znetitaly.org
lunedì 19 maggio 2014
21 maggio 1937: i “bravi italiani” fanno una strage a Debre Libanos, in Etiopia
IOIWTW Clip - The Massacre of Debre Libanos from Awen Films on Vimeo.
I focolai di guerriglia sono presenti nello Scioa e lungo la ferrovia Addis Abeba-Gibuti. Difficoltà anche a causa della stagione delle piogge che blocca i movimenti nelle strade e rende difficili i rifornimenti.
Graziani è praticamente assediato ad Addis Abeba, mentre Badoglio è in Italia a riscuotere premi e onori.
In complesso il periodo da maggio a ottobre ha un carattere prevalentemente difensivo. Si intensifica la repressione del ribellismo.
Nei primi giorni di giugno Mussolini telegrafa a Graziani i seguenti ordini:
“Tutti i ribelli fatti prigionieri devono essere passati per le armi” (tel n. 6496)
“Per finirla con i ribelli…impieghi i gas” (tel.6595)
“Autorizzo ancora una volta V.E a iniziare e condurre sistematicamente la politica del terrore e dello sterminio contro i ribelli e le popolazioni complici. (tel n. 8103)
Poggiali, nel suo Diario AOI, scrive a proposito di Addis Abeba: “Intorno alla città vi sono bande armate e minacciose. Da una settimana si vive sotto l’incubo di un assalto in grande stile“.
L’attacco viene sferrato il 28 luglio.
Nel timore che la popolazione insorga i carabinieri operano arresti di massa di etiopi adulti e Poggiali afferma: “Probabilmente la maggior parte è innocente persino di quanto accaduto. Trattamento superlativamente brutale da parte dei carabinieri, che distribuiscono scudisciate e colpi di calci di pistola”…
