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martedì 13 ottobre 2015

il 12 ottobre 1492 raccontato da Eduardo Galeano

Cristoforo Colombo ha scoperto l’America nel 1492? O prima di lui la scoprirono i vichinghi? E prima dei vichinghi? Quelli che lì vivevano, non esistevano?
La storia ufficiale racconta che Vasco Nuñez di Balboa fu il primo uomo che vide, da una cima di Panama, i due oceani. E coloro che lì vivevano? Erano ciechi?
Chi mise i primi nomi al mais, alla patata e al pomodoro e al cioccolato e alle montagne e ai fiumi dell’America? Hernàn Cortés, Francisco Pizarro? Coloro che lì vivevano, erano muti?
Ci hanno detto, e continuano a dirci, che i pellegrini della Mayflower popolarono l’America. L’America era vuota? Siccome Colombo non capiva ciò che dicevano, credete che non sapessero parlare?
Siccome andavano in giro nudi, erano mansueti e davano tutto in cambio di niente, credete che fossero persone senza intelletto?
E siccome era sicuro di essere entrato in Oriente dalla porta posteriore, credete che fossero indiani?
Durante il suo secondo viaggio, l’Ammiraglio dettò una legge stabilendo che Cuba faceva parte dell’Asia.
Il documento del 14 luglio 1494 riconosceva che era così e chi avesse sostenuto il contrario sarebbe stato colpito cento volte, avrebbe pagato una pena di dieci mila maravedi e avrebbero avuto la lingua tagliata.
Il notaio Hernan Perez de Luna diede fede. E al piè firmarono i marinai che sapevano firmare.
I conquistatori esigevano che l’America fosse ciò che non era. Non vedevano ciò che vedevano, ma ciò che volevano: la fonte della giovinezza, la città dell’oro, il regno degli smeraldi, il paese della cannella. E ritrassero gli americani come avevano immaginato fossero i pagani d’Oriente.
Cristoforo Colombo vide nelle coste di Cuba sirene con volti d’uomo e piume di gallo, e seppe che non lontano da lì gli uomini e le donne avevano code.
Nella Guayana, secondo sir Walter Raleigh, c’era gente con gli occhi nelle spalle e la bocca nel petto.
In Venezuela, secondo un frate ,Pedro Simon, c’erano indios con orecchie così grandi che le trascinavano per terra.
Nel Rio delle Amazzoni, secondo Cristobal de Acuña, i nativi avevano i piedi al contrario, con i talloni davanti e le dita dietro, e secondo Pedro Martin di Angleria, le donne si mutilavano un seno per sparare meglio le loro frecce.
Angleria, che scrisse la prima storia d’America non essendoci mai stato, affermando che nel Nuovo Mondo c’erano persone con la coda, come aveva raccontato Colombo, e le code erano così lunghe da impedire loro di sedere se non su sedie bucate.
Il Codice Nero vietava la tortura degli schiavi nelle colonie francesi. Ma i padroni picchiavano i neri e quando fuggivano li tagliavano i tendini.Erano commoventi le leggi d’India, che proteggevano gli indios nelle colonie spagnole. Ma più commoventi erano la gogna e la forca collocate al centro di ogni Piazza Maggiore.
Molto convincente risultava la lettura del Requerimento, che alla vigilia dell’assalto a ogni villaggio spiegava agli indios che Dio era venuto al mondo,che aveva lasciato al posto suo San Pietro,che San Pietro aveva come successore il Santo Padre,che il Santo Padre aveva concesso alla Regina di Castiglia tutte quelle terre e che per quel motivo dovevano andarsene da lì o pagare un tributo in oro e che in caso di negazione o ritardo sarebbero stati trasformati in schiavi,donne e bambini compresi.
Ma questo Requerimento di obbedienza si leggeva sul monte, in piena notte, in lingua castigliana e senza interprete, in presenza del notaio e di nessun indio, perché gli indios dormivano, a qualche km di distanza e non avevano la più pallida idea di quel che stava per succedere.
Fino a non poco tempo fa il 12 Ottobre era il Giorno della Razza. Ma esiste una simile cosa? Cos’è la razza oltre ad una bugia utile per sfruttare e sterminare il prossimo?
Nell’anno 1942, quando gli Stati Uniti entrarono nella guerra mondiale, la Croce Rossa decise che il sangue “nero”non sarebbe stato ammesso nelle sue banche del plasma. Così da evitare che la mescolanza delle razze, vietata sessualmente, si concretizzasse attraverso iniezione.
Qualcuno ha mai visto il sangue “nero”?
Successivamente, il Giorno della Razza è diventato il Giorno dell’Incontro.
Sono incontri le invasioni coloniali? Quelle di ieri, e quelle di oggi, sono incontri? Non sarebbe corretto definirle, piuttosto, violazioni?
Forse l’episodio maggiormente rivelatore della storia d’America avvenne nel 1563 in Cile. Il fortino di Arauco era occupato dagli indios, senza acqua ne cibo, ma il capitano Lorenzo Bernal si negò alla resa. Dallo steccato urlò:
“Noi saremo sempre di più!
-Con quali donne, chiese il capo indio.
-Con le vostre. Noi faremo figli che saranno i vostri padroni.
Gli invasori chiamarono cannibali i nativi americani, ma più cannibale fu Cerro Rico de Potosì, le cui bocche mangiavano carne d’indios per alimentare lo sviluppo capitalista d’Europa.
E furono chiamati idolatri, perché credevano nella sacralità della natura e che siamo fratelli di tutti coloro che hanno gambe, zampe, ali o radici.
E li chiamarono selvaggi. In questo, almeno, non si sbagliarono. Erano così grezzi gli indios che ignoravano di dover esigere visti, certificati di buona condotta e permessi di lavoro a Colombo, Cabral, Cortés, Alvardao, Pizarro e ai pellegrini di Mayflower.

lunedì 13 aprile 2015

ricordo di Eduardo Galeano

nell'agosto del 1989 mi trovavo ad Avila, tutto il  mese, per studiare spagnolo.
avevo una stanza, come altri studenti, nel Real Monasterio de Santo Tomás, dove visse gli ultimi cinque anni di vita fray Tomás de Torquemada (qui).
c'erano tre bellissimi chiostri, dove passeggiavo e leggevo con libro e matita.
uno dei primi libri che avevo comprato, edizione economica di Alianza Editorial, nella libreria Medrano (ero un buon cliente) era "Días y noches de amor y de guerra", di Eduardo Galeano (eccolo in pdf) e lo spagnolo che so è anche merito suo.




Introduzione alla storia dell’arte
Ceno con Nicole e Adoum.
Nicole racconta di uno scultore che conosce, un uomo di grande talento e famoso. Lo scultore lavora in un atelier enorme, circondato di bambini. Tutti i bambini del quartiere sono suoi amici.
Un giorno il comune gli commissionò la scultura di un cavallo per una piazza della città. Un camion portò all’atelier un grandissimo blocco di granito. Lo scultore cominciò a lavorarlo, dall’alto di una scala, a colpi di martello e scalpello. I bambini lo guardavano lavorare. Poi i bambini partirono in vacanza, in montagna o al mare.
Quando tornarono, lo scultore mostrò loro il cavallo terminato. E uno dei bambini, con gli occhi spalancati, gli chiese:
-Ma…come sapevi che dentro quella pietra c’era un cavallo?
(Ceno con Nicole y con Adoum.
Nicole habla de un escultor que ella conoce, hombre de mucho talento y fama. El escultor trabaja en un taller inmenso, rodeado de niños. Todos los niños del barrio son sus amigos.
Un buen día la alcaldía le encargó un gran caballo para una plaza de la ciudad. Un camión trajo al taller el bloque gigante de granito. El escultor empezó a trabajarlo, subido a una escalera, a golpes de martillo y cincel.
Los niños lo miraban hacer.
Entonces los niños partieron, de vacaciones, rumbo a la montaña o el mar.
Cuando regresaron, el escultor les mostró el caballo terminado. Y uno de los niños, con los ojos muy abiertos, le preguntó:
-Pero... ¿cómo sabías que adentro de aquella piedra había un caballo?

Días y noches de amor y de guerra - Eduardo Galeano).







Los nadies (Eduardo Galeano - Augusto Blanca)


Sueñan las pulgas con comprarse un perro
y sueñan los nadies con salir de pobres,
que algún mágico día
llueva de pronto la buena suerte,
que llueva a cántaros la buena suerte;
pero la buena suerte no llueve ayer,
ni hoy, ni mañana, ni nunca,
ni en llovizna cae del cielo la buena suerte.

Los nadies: los hijos de nadie, los dueños de nada.
Los nadies: los ningunos, los ninguneros,
corriendo la liebre, muriendo la vida,
jodidos los nadies, jodidos:
Que no son, aunque sean.
Que no hablan idiomas, sino dialectos.
Que no practican religiones, sino supersticiones.
Que no hacen arte, sino artesanía.
Que no aplican cultura, sino folklore.
Que no son seres humanos, sino recursos humanos.

Los nadies: los hijos de nadie, los dueños de nada.
Que no tienen cara, sino brazos.
Que no tienen nombre, sino número.
Que no figuran en la historia universal,
sino en la crónica roja de la prensa local.

Los nadies: los hijos de nadie, los dueños de nada.
Los nadies: los nada,
los nadies, que cuestan menos que la bala que los mata.



domenica 2 novembre 2014

Sono un caso disperato (Soy un caso perdido) - Mario Benedetti

Finalmente un critico sagace ha rivelato 
(sapevo che lo avrebbero scoperto)
che nei miei racconti sono parziale
e a margine mi esorta
a far mia la neutralità
come ogni intellettuale che si rispetti

credo cha abbia ragione
sono parziale
su questo non c'è dubbio
più ancora io direi un parziale irrecuperabile
in fin dei conti un caso disperato
perché per quanti sforzi faccia
non potrò arrivare mai a essere neutrale

in vari paesi di questo continente
specialisti di valore
hanno fatto il possibile e l'impossibile
per curarmi dalla parzialità
per esempio nella biblioteca nazionale del mio paese
ordinarono lo spurgo parziale
dei miei libri parziali
in argentina mi diedero quarantotto ore
(altrimenti mi ammazzavano) perché me ne andassi
con la mia parzialità alle costole
da ultimo in perù imbavagliarono la mia parzialità
e quanto a me mi deportarono

se fossi stato neutrale
non avrei avuto bisogno
di queste terapie intensive
però cosa posso farci
sono parziale
incurabilmente parziale
e per quanto possa suonare un poco strano
totalmente
parziale

già lo so
questo significa che non potrò aspirare
a tantissimi onori e riconoscimenti
e glorie e cariche
che il mondo riserva agli intellettuali
che si rispettino
vale a dire ai neutrali
con un'aggravante
poiché ogni volta ci sono meno neutrali
i riconoscimenti sono ripartiti
tra pochissimi

dopo tutto e a partire
dalle mie confesse limitazioni
devo riconoscere che per quei pochi neutrali
provo una certa ammirazione
o meglio li considero con stupore
perché in realtà è necessaria una tempra d'acciao
per mantenersi neutrali davanti a episodi come
girón
tlatelolco
trelew
pando
la moneda(1)

è chiaro che uno
e forse è questo che voleva dirmi il critico
potrebbe essere parziale nella vita privata
e neutrale nelle belle lettere
diciamo indignarsi contro pinochet
durante l'insonnia
e scrivere racconti diurni
su atlantide

non è una cattiva idea
e chiaramente
presenta il vantaggio
che da un lato
uno ha conflitti di coscienza
e questo rappresenta sempre
un buon nutrimento per l'arte
e d'altro lato non presta il fianco alle gragnole
della stampa borghese e/o neutrale

non è una cattiva idea
però
mi vedo già scoprire o immaginare
nel continente sommerso
l'esistenza di oppressi e oppressori
parziali e neutrali
torturati e carnefici
ossia la stessa contesa
cuba sì yankee no
dei continenti non sommersi

di maniera che
poiché pare che per me non esista rimedio
e che sia definitivamente perduto
per la fruttuosa neutralità
la cosa più probabile è che io continui a scrivere
racconti non neutrali
e poemi e saggi e canzoni e romanzi
non neutrali
però avverto che sarà così
anche quando non tratteranno di torture e carceri
o di altri temi che sembrano
risultare insopportabili ai neutrali

sarà così anche quando tratteranno di farfalle e nubi
e fantasmi e pesciolini


(1) La Playa Girón è la Baia dei Porci, teatro nel 1961 di una tentata invasione di Cuba da parte di esuli finanziati dagli Stati Uniti; Tlatelolco , o Piazza delle Tre Culture, è una piazza di Città del Messico in cui, nel 1968, le forze di polizia aprirono il fuoco sugli studenti, uccidendone centinaia; Trelew è una città argentina le cui caserme, negli anni '70, durante la dittatura militare, furono famigerati centri di tortura; Cecilia Pando è una nota attivista del movimento argentino dei parenti delle vittime dei "colonnelli"; LaMoneda è il palazzo presidenziale cileno in cui, nel 1973, fu assassinato Salvador Allende. 

(Traduzione di Valerio Evangelisti)


SOY UN CASO PERDIDO

Mario Benedetti 

Por fin un crítico sagaz reveló
(ya sabía yo que iban a descubrirlo)
que en mis cuentos soy parcial
y tangencialmente me exhorta
a que asuma la neutralidad
como cualquier intelectual que se respete

creo que tiene razón
soy parcial
de esto no cabe duda
más aún yo diría que un parcial irrescatable
caso perdido en fin
ya que por más esfuerzos que haga
nunca podré llegar a ser neutral

en varios países de este continente
especialistas destacados
han hecho lo posible y lo imposible
por curarme de la parcialidad
por ejemplo en la biblioteca nacional de mi país
ordenaron el expurgo parcial
de mis libros parciales
en argentina me dieron cuartenta y ocho horas
(y si no me mataban) para que me fuera
con mi parcialidad a cuestas
por último en perú incomunicaron mi parcialidad
y a mi me deportaron

de haber sido neutral
no habria necesitado
esas terapias intensivas
pero qué voy a hacerle
soy parcial
incurablemente parcial
y aunque pueda sonar un poco extraño
totalmente
parcial

ya sé
eso significa que no podré aspirar
a tantísimos honores y reputaciones
y preces y dignidades
que el mundo reserva para los intelectuales
que se respeten
es decir para los neutrales
con un agravante
como cada vez hay menos neutrales
las distinciones se reparten
entre poquísimos

después de todo y a partir
de mis confesadas limitaciones
debo reconocer que a esos pocos neutrales
les tengo cierta admiración
o mejor les reservo cierto asombro
a que en realidad se precisa un temple de acero
para mantenerse neutral ante episodios como
girón
tlatelolco
trelew
pando
la moneda

es claro que uno
y quizá sea esto lo que quería decirme el crítico
podría ser parcial en la vida privada
y neutral en las bellas letras
digamos indignarse contra pinochet
durante el insomnio
y escribir cuentos diurnos
sobre la atlántida

no es mala idea
y claro
tiene la ventaja
de que por un lado
uno tiene conflictos de conciencia
y eso siempre representa
un buen nutrimeto para el arte
y por otro no deja flancos para que lo vapulee
la prensa burguesa y/o neutral

no es mala idea
pero
ya me veo descubriendo o imaginando
en el continente sumergido
la existencia de oprimidos y opresores
parciales y neutrales
torturados y verdugos
o sea la misma pelotera
cuba sí yanquis no
de los continentes no sumergidos

de manera que
como parece que no tengo remedio
y estoy definitivamente perdido
para la fructuosa neutralidad
lo más probable es que siga escribiendo
cuentos no neutrales
y poemas y ensayos y canciones y novelas
no neutrales
pero advierto que será así
aunque no traten de torturas y cárceles
u otros tópicos que al parecer
resultan insoportables a los neutros

será así aunque traten de mariposas y nubes
y duendes y pescaditos



Mario Benedetti è nato a Paso de los Toros, Uruguay, nel 1920, ed è morto nel suo paese il maggio 2009. È considerato uno dei massimi poeti e narratori del XX secolo. Educato in un collegio tedesco, cominciò a guadagnarsi la vita come commerciante, contabile, impiegato pubblico, giornalista e traduttore. L'ambiente impiegatizio, nel suo grigiore, lungi dal scoraggiarlo, gli fornì argomento di poesia (Poemas de la oficina, 1956). Dal 1945 al 1975 collaborò al settimanale "Marcha" di cui fu anche direttore, la rivista più influente della vita politica e culturale dell'Uruguay e uno dei più importanti dell'America Latina, poi chuso dalla dittatura militare. Ha scritto racconti, romanzi, poesie, drammi, saggi, testi di critica letteraria, copioni cinematografici, testi di canzoni. Con il romanzo La Tregua (1960), Benedetti acquisì notorietà internazionale: il libro ebbe più di cento edizioni, è stato tradotto in diciannove lingue e adattata per il teatro, la radio, la televisione e il cinema. Da allora, lo scrittore uruguagio ha pubblicato più di 40 libri, tradotti in 18 lingue. E' stato direttore del Centro di Ricerche Letterarie della "Casa de las Américas", all'Avana, e del Dipartimento di Letteratura Latinoamericana, dell'Università di Montevideo. Dopo il golpe militare del 1973, rinunció all'incarico all'Università e fu costretto all'esilio, durato 12 anni, prima in Argentina e poi in Perù, a Cuba e in Spagna. Nella sua vasta produzione spiccano le sue raccolte poetiche Inventario e Inventario Dos, i canti La muerte y otras sorpresas (1968), Con y sin nostalgia (1977) e Geografías (1984), le novelle Gracias por el fuego (1965) e Primavera con una esquina rota.
Il suo ultimo libro è 'Memoria y esperanza. Un mensaje a los jóvenes' (Ed. Destino). Negli ultimi anni di sua lunga e fertile esistenza, Benedetti rivolgeva spesso un messaggio chiaro ai giovani perchè non si abbandonino al consumismo, al conformismo e al capitalismo che vuole impossessarsi globalmente, di tutto il pianeta.

da qui

venerdì 26 luglio 2013

Il mondo al contrario - Eduardo Galeano

Il 20 marzo dell’anno 2003 l’aviazione irachena ha bombardato gli Stati Uniti. Subito dopo le bombe, le truppe irachene hanno invaso il suolo degli Stati uniti. Ci sono stati danni collaterali. Molti civili, la maggior parte dei quali donne e bambini, sono stati uccisi o mutilati. Nessuno sa quanti, perché la tradizione ordina di tabulare le perdite sofferte dalle truppe che invadono e proibisce di fare la conta delle vittime tra la popolazione che è stata invasa.
La guerra era inevitabile. La sicurezza dell’Iraq e di tutta l’umanità era minacciata dalle armi di distruzione di massa accumulate negli arsenali negli Stati uniti. 
Non c’era però una base alle voci ingannevoli che indicavano che l’Iraq intendeva mantenere tutto il petrolio in Alaska.
da qui