La crisi è «la gente che muore di fame», ma di
questo «non passa niente», mentre «se calano gli investimenti delle banche si
fa una tragedia». Alla folla variegata delle organizzazioni laicali il Papa
sottolinea che è «contro questa mentalità che deve andare la Chiesa». E lo deve
fare «con la testimonianza», perché al mondo – ha aggiunto citando i suoi
predecessori – servono «testimoni e non maestri»…
Slec
La Libertà Non Sta Nello Scegliere Tra Bianco E Nero, Ma Nel Sottrarsi A Questa Scelta Prescritta. (Theodor W.Adorno)
sabato 18 maggio 2013
venerdì 17 maggio 2013
Videla non c'è più, era ora!
La presidente de Abuelas de Plaza de Mayo, Estela de Carlotto, se refirió esta mañana a la muerte del
exdictador Jorge
Rafael Videla, quien murió hoy a los
87 años, condenado por múltiples crímenes de lesa humanidad.
"Podemos tener
diferencias pero, en general, en absoluto es de alegría, no hay alegría porque
la muerte no es alegría, no es costumbre nuestra festejar este tipo de
acontecimientos pero si deja la faz de la tierra felizmente un genocida, a un
hombre deshumanizado, que no tuvo ningún escrúpulo, ni él ni sus secuaces en
idear un plan de extermino, y muchos años después, sentir jactándose de lo que
hizo",destacó Carlotto, en
una conferencia de prensa autoconvocada, desde la sede de Abuelas de Plaza de
Mayo.
"No confesar, no arrepentirse, no tener un
gesto de humanidad, y por el contrario, reivindicar lo que hizo y prometer
volver a hacerlo si fuera necesario..., de manera que la muerte de este hombre
nos deja aliviados", añadió.
"Él seguía diciendo que era una víctima y un
preso político, en algunos puede quedar la duda o la lástima, nosotros sentimos
un alivio pero a la vez el pesar de que no se haya arrepentido ni haya ayudado
a encontrar a los desaparecidos que todavía seguimos buscando", continuó.
"Si alguno quiere llorar puede hacerlo pero
que sepa que no llora a una buena persona, llora a un hombre que violentó y
robó la constitución en todo momento",concluyó.
tutti i diritti acquisiti sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri
…Il governatore del
Lazio, Nicola Zingaretti, commenta: «Da quando sono arrivato abbiamo tagliato 240 milioni di
costi della politica, e siamo solo all'inizio. Ci siamo diminuiti gli stipendi
e tagliato i vitalizi. Per i vitalizi del passato c'è un problema di diritti
acquisiti»…
e per quelli a cui cancellano gli scatti di
anzianità, e per quelli che dovranno lavorare 42 anni anziché 35, ecc. ecc., c'era un problema di diritti
acquisiti?
“E poi si stupiscono se il PD non lo voterà più
nessuno”, potrebbe essere il titolo di un film con Bud Spencer e Terence Hill.
giovedì 16 maggio 2013
dice Uriel Fanelli, sul mancato accordo fra PD e M5S
…Essendo un governo che dipende da
Berlusconi, non cadrà' sinché Berlusconi non ne avrà tratto profitto. Farà
bloccare l' IMU, farà fermare gli ultimi processi che lo riguardano, farà
tutto quanto serve per prendere voti, avendo cura di bloccare ogni iniziativa
"di sinistra" che possa far prendere voti alla sinistra.
Trascinerà
in lungo le altre iniziative, in modo che cadano dopo una certa data X, data
nella quale ha scelto di far cadere il governo e andare al voto. Le condizioni
del paese precipiteranno ancora, e ovviamente tutta la colpa sarà' dell' Europa
e della Merkel.
Ah, si: e di
Grillo. Così come gli alieni hanno costretto Sara Tommasi a girare un film
porno, ultimamente sembra che Grillo abbia rapito quelli della sinistra e li
abbia costretti a fare un governo con Silvio. Sembra di vedere quei mariti
patetici che, lasciati dalla moglie, minacciavano "adesso vado sul
marciapiede e mi prendo la prima che capita!", e poi tornavano dalla
moglie dopo essersi sfogati con qualche bagascia, dicendole "e' tutta
colpa tua se sono andato con quella".
In realtà' ,
il fatto che M5S non si sia alleato col PD non ha mai obbligato nessuno a fare
un governo col PDL, così come se una donna vi rifiuta non siete obbligati ad
andare con un'altra. Questa scusa del PD e' patetica, e serve a nascondere il
fatto che il PD si trovi sin troppo a suo agio col PDL. Fino a quando nessuno
si degnerà' di far notare che un partito non deve comportarsi come un uomo
patetico e andare con la prima che capita se una donna non lo vuole .
Ma
ovviamente, se un alieno può rapire la Tommasi, entrare nella sua testa e
costringerla a fare porno, Grillo può entrare nella testa del PD e costringerlo
ad allearsi con Silvio. E' credibile, suppongo.
mercoledì 15 maggio 2013
E' mai possibile che le avventure in codesto reame debban risolversi tutte con grandi puttane?
Esiste
una legge, la 361 del 1957, che stabilisce che “non sono eleggibili (...) coloro
che
(...)
risultino vincolati con lo Stato (...) per concessioni o autorizzazioni
amministrative di notevole entità
economica”(leggi qui).
Negli ultimi 30 anni, nei quali le economie si sono sempre
più finanziarizzate, e i mercati dei derivati sono sempre più importanti,
infinitamente di più del credito alle piccole imprese, le banche e gli
istituti finanziari sono sempre più una controparte, per non dire avversari,
per i bilanci degli Stati.
La proposta è questa, che non siano eleggibili (…) coloro
che sono o siano stati nel consiglio d’amministrazione, o consulenti (o
advisor), per banche e istituti finanziari.
Il motivo è sempre lo stesso, evitare il conflitto
d’interesse. Politici come Amato (consulente in Italia per la Deutsche
Bank, vedi qui)
o Monti ( international advisor per Goldman
Sachs, vedi qui),
nell'azione di governo favoriscono lo Stato o i soggetti (privati) dai quali
ricevono emolumenti?
Ecco un’interessante materia su cui si potrebbe intervenire.
Europa, il sonno della politica – Barbara Spinelli
…Non resta quindi che lo
Scisma: la costruzione di un'altra Europa, che parta dal basso più che dai
governi. Un progetto già c'è, scritto dall'economista Alfonso Iozzo: secondo i
federalisti, può divenire un'"iniziativa dei cittadini europei"
(articolo 11 del Trattato di Lisbona), da presentare alla Commissione. L'idea è
di munire l'Unione di risorse sufficienti per fare crescita al posto di Stati
costretti al rigore. Una crescita non solo meno costosa, perché fatta insieme,
ma socialmente più giusta e più ecologica, perché alimentata dalla tassa sulle
transazioni finanziarie, dalla carbon tax (biossido di carbonio) e da un'Iva
europea. Dalle prime due tasse si ricaverebbero 80/90 miliardi di euro: il
bilancio comune rispetterebbe la soglia dell'1,27 concordata a suo tempo.
Mobilitando Banca europea degli investimenti ed eurobond, avremmo un piano di
300/500 miliardi, e 20 milioni di nuovi posti di lavoro nell'economia del
futuro (ricerca, energia).
Per fare queste cose occorre tuttavia che la politica torni alla ribalta e ridiventi, come dice l'economista Jean-Paul Fitoussi, non un insieme di regole automatiche ma una scelta. Occorre l'auto-sovversione di Lutero, quando scrisse le sue 95 tesi e disse, secondo alcuni: "Qui sto diritto. Non posso fare altrimenti. Che Dio mi aiuti, amen".
Per fare queste cose occorre tuttavia che la politica torni alla ribalta e ridiventi, come dice l'economista Jean-Paul Fitoussi, non un insieme di regole automatiche ma una scelta. Occorre l'auto-sovversione di Lutero, quando scrisse le sue 95 tesi e disse, secondo alcuni: "Qui sto diritto. Non posso fare altrimenti. Che Dio mi aiuti, amen".
martedì 14 maggio 2013
una (bellissima) lettera ad Alex Langer
Palermo, 12 luglio 2007
Caro Alex,
forse tu potresti capire perché non aziono il pulsante del semaforo pedonale e aspetto pazientemente, per attraversare la strada, che non ci siano automobili vicine. Quella che agli occhi di un passante può apparire una condotta civica poco adeguata è solo, da parte mia, il disperato tentativo di non aumentare i livelli di anidride carbonica nell'aria con la fuoriuscita dei gas di scarico della dozzina di macchine che, per qualche decina di secondi, si sarebbero dovute fermare per consentirmi di attraversare con sicurezza la via Oreto.
Ormai è quasi un’ossessione.
A Natale, mi rovina la festa il pensiero che la montagna infinita di panettoni, il tripudio di luminarie per tutta la città, la corsa ai regali infiocchettati non facciano che accrescere colpevolmente il logoramento del pianeta…Gli scaffali dei negozi, traboccanti di merci e cianfrusaglie, mi danno sconcerto e disgusto. Di ogni oggetto, più che il valore d’uso o quello di scambio, considero il peso dell’impatto ambientale. E soffro per la nostra Madre terra depredata, ferita, inquinata.
Ci manchi da 12 estati. Se fossi qui, avresti 61 anni. Saresti un poco più curvo, con i capelli grigi e qualche ruga in più sulla fronte. Sono certa che avresti sempre il tuo sorriso “da coniglio intelligente e affettuoso” e quell'aria ironica, buona, curiosa da eterno ragazzo, “quell'aria eternamente trafelata e provvisoria, i sandali francescani d’estate e il maglione norvegese d’inverno”.
Non saresti invecchiato: lo avrebbero impedito la tua coerenza, la tua pulizia, la tua capacità di guardare alle cose con occhi sempre nuovi. Per te, la fanciullezza non era un dato anagrafico, ma una condizione dell’anima.
All'alba del 3 luglio di dodici anni fa ci voleva una mano che ti sfiorasse, qualcuno che ti accarezzasse il ciuffo, che sapesse abbracciarti interamente. Che ti “tenesse” per intero, nella mente e nel cuore.
Due anni prima, avevi confessato “Vivo in un tale incrocio di dolori che non riesco né a dare né a ricevere quel che vorrei, e ho deciso di usare e rispettare più di prima le corazze difensive del caso”.
Bisognava abbattere quella corazza.
C’era una volta un bravo ragazzo: sveglio e curioso, con un’ intelligenza lucida e critica.
Era nato il 22 febbraio 1946, a Sterzing-Vipiteno, in SüdTirol-Alto Adige, una bellissima terra di confine. Che, austriaca sino al 1918, ospitava una maggioranza di lingua tedesca – tra cui la sua famiglia, il papà nato a Vienna - e una minoranza italiana.
Questo ragazzo per strada giocava a indovinare chi parlava tedesco e chi italiano, verificando col saluto. Non sbagliava quasi mai…
forse tu potresti capire perché non aziono il pulsante del semaforo pedonale e aspetto pazientemente, per attraversare la strada, che non ci siano automobili vicine. Quella che agli occhi di un passante può apparire una condotta civica poco adeguata è solo, da parte mia, il disperato tentativo di non aumentare i livelli di anidride carbonica nell'aria con la fuoriuscita dei gas di scarico della dozzina di macchine che, per qualche decina di secondi, si sarebbero dovute fermare per consentirmi di attraversare con sicurezza la via Oreto.
Ormai è quasi un’ossessione.
A Natale, mi rovina la festa il pensiero che la montagna infinita di panettoni, il tripudio di luminarie per tutta la città, la corsa ai regali infiocchettati non facciano che accrescere colpevolmente il logoramento del pianeta…Gli scaffali dei negozi, traboccanti di merci e cianfrusaglie, mi danno sconcerto e disgusto. Di ogni oggetto, più che il valore d’uso o quello di scambio, considero il peso dell’impatto ambientale. E soffro per la nostra Madre terra depredata, ferita, inquinata.
Ci manchi da 12 estati. Se fossi qui, avresti 61 anni. Saresti un poco più curvo, con i capelli grigi e qualche ruga in più sulla fronte. Sono certa che avresti sempre il tuo sorriso “da coniglio intelligente e affettuoso” e quell'aria ironica, buona, curiosa da eterno ragazzo, “quell'aria eternamente trafelata e provvisoria, i sandali francescani d’estate e il maglione norvegese d’inverno”.
Non saresti invecchiato: lo avrebbero impedito la tua coerenza, la tua pulizia, la tua capacità di guardare alle cose con occhi sempre nuovi. Per te, la fanciullezza non era un dato anagrafico, ma una condizione dell’anima.
All'alba del 3 luglio di dodici anni fa ci voleva una mano che ti sfiorasse, qualcuno che ti accarezzasse il ciuffo, che sapesse abbracciarti interamente. Che ti “tenesse” per intero, nella mente e nel cuore.
Due anni prima, avevi confessato “Vivo in un tale incrocio di dolori che non riesco né a dare né a ricevere quel che vorrei, e ho deciso di usare e rispettare più di prima le corazze difensive del caso”.
Bisognava abbattere quella corazza.
C’era una volta un bravo ragazzo: sveglio e curioso, con un’ intelligenza lucida e critica.
Era nato il 22 febbraio 1946, a Sterzing-Vipiteno, in SüdTirol-Alto Adige, una bellissima terra di confine. Che, austriaca sino al 1918, ospitava una maggioranza di lingua tedesca – tra cui la sua famiglia, il papà nato a Vienna - e una minoranza italiana.
Questo ragazzo per strada giocava a indovinare chi parlava tedesco e chi italiano, verificando col saluto. Non sbagliava quasi mai…
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