Di solito l’incontro annuale si svolge in un attico di New York, ma nel 2023 si è tenuto a Charleston (Carolina del sud), patria di massoni (1a), di mercanti di schiavi (1b), di costruttori di armi (1c), di suprematisti bianchi (1d), in una grande dimora di schiavisti si sono riuniti i rappresentanti del quella famosa cupola che è il complesso militare industriale politico finanziario criminale (che esiste davvero, citato per la prima volta da Eisenhower (2a), il 17 gennaio 1961), per celebrare, analizzare e prendere decisioni che riguardano il mondo intero.
Quello che sembra un gigantesco risiko, su una grande parete, è in realtà la mappa del pianeta.
I componenti del conglomerato criminale sono avvolti da una nebbia fitta, ma si possono provare a individuare studiando i tanti indizi visibili.
Ci sono le grandi imprese di produzione di armi, quelle che si dedicano al furto di risorse e alla ricostruzione dei danni delle guerre, le grandi banche d’affari e negli ultimi anni sono apparsi, in subordine, i grandi fondi d’investimento e come consulenti alcuni centri studi (2b).
E come non ricordare la Massoneria di rito scozzese (Supremo consiglio madre del mondo, fondato nel 1801) (3a-3b) , arrivata in America con le navi europee, cariche di poveracci alla ricerca di fortuna e di chi andava a comandare, e dell’ordine segreto dei Rosacroce (4), come anche di divinità europee (come racconta Neil Gaiman, in American Gods).
La Massoneria controlla, tra l’altro, anche la Mafia (5), che quindi fa parte del club esclusivo, in maniera indiretta, come sicario, al bisogno.
Non sono da dimenticare la CIA, il Pentagono e FBI, ca va sans dire.
In un angolo c’è un prestigioso trono riservato al Presidente degli Usa, che a volte viene convocato per prendere gli ordini, dopo JF Kennedy nessuno ha più preteso di dare ordini (6).
Il dogma assoluto è il suprematismo bianco (7), e quindi nella cupola, formata da WASP (8) non sono ammessi i non bianchi (tranne quelli che in una cerimonia massonica abiurano alla loro storia e alla loro appartenenza etnica).
Gli altri dogmi sono il colonialismo, la menzogna, il tradimento, la schiavitù, l’inganno, il genocidio, l’umiliazione, lo sfruttamento, la rapina, tutti questi dogmi sono l’orgoglio dei paesi occidentali, e strumenti della loro missione civilizzatrice.
Gli Indiani d’America dicevano che i bianchi hanno la lingua biforcuta, tutto il mondo lo sa, ma finora il mondo ha sempre dovuto subire.
Il complesso militare-industriale-politico finanziario criminale ha cinque motti, il Caos è Ordine,Muoia Sansone con tutti i filistei,Finché c’è guerra c’è speranza, Dio è con noi, Il futuro è oggi e La guerra è pace (George Orwell capirebbe più di tutti cosa significano quegli slogan).
Gli Usa (cioè il complesso militare-industriale-politico finanziario criminale) occupano con basi militari una gran parte del mondo (i paesi che si fanno occupare, evidentemente), ma soprattutto occupano l’immaginario dei cittadini del mondo.
Inoltre è necessario che negli stati influenzati dagli Usa, i candidati eletti in democratiche elezioni vengano scelti dagli Usa, il presidente eletto e i suoi avversari saranno sempre sciocchi sudditi degli Usa, come pure i nominati alla presidenza delle entità multinazionali, dall’Onu alla Nato (fra loro quelli del complesso li individuano tutti come gli inutili idioti).
I governanti dei paesi sudditi (ma anche gli oppositori più importanti) vanno formati dagli Usa, con un training propedeutico in banche d’affari o in organismi internazionali, o con ricatti vari.
E poi porteranno avanti le politiche degli Usa, spacciandole per loro.
In tutto il mondo esistono alcuni stati che sono micce pronte a incendiarsi, preparati allo scopo in anni e anni di faticoso lavoro. Tutte le volte che i colonialisti e gli imperialisti disegnano confini sempre li creano in maniera confusa, nel senso che all’interno devono esserci etnie e nazionalità spesso in conflitto.
Quando quelli del Complesso decidono di far scoppiare conflitti, per qualsiasi motivo, il terreno sarà già pronto.
Ucraina e Israele sono due, Taiwan e Kosovo sono altri due, fra gli altri, pronti a essere dinamitati.
Ci sono voluti decenni e guerre, ma l’Occidente è pronto per la guerra infinita contro il comunismo, avrebbero detto un tempo, ma lo pensano come se il tempo non fosse passato. Il loro obiettivo è fottere il mondo, rubare, violentare i paesi, e dopo abbandonarli, se non riescono a vincere (Iraq, Afghanistan, Ucraina, per esempio).
Alcuni di questi stati saranno distrutti, loro non lo sanno, i loro governanti sono e saranno burattini nelle mani del complesso militare-industriale-politico finanziario criminale.
Russia e Cina sono i grandi nemici per l’Occidente. Per colpa loro, hanno voluto essere comunisti e rifiutare l’Occidente e i suoi valori. Negli anni della caduta del Muro di Berlino la Russia è stata saccheggiata e umiliata, fino a che non è salito al potere Putin. La Cina è stata convertita nella fabbrica dell’Occidente dall’ultimo quarto del XX secolo, e i cinesi trattati come schiavi. Ora non vogliono più esserlo, non vogliono più essere umiliati (fra loro quelli del complesso li soprannominano tutti figli di puttana).
Un po’ di anni fa il Complesso ordinò agli Europei di implementare l’Alta Velocità, con lo slogan Da Lisbona a Kiev, gli europei pensarono alle esportazioni di bacalhau dal Portogallo verso l’Est e alle esportazioni di mozzarella di bufala in Europa. Il Complesso sapeva che l’Alta Velocità serve per mandare armi e soldati in Ucraina, per distruggere la Russia (o l’Europa), e per ripulire i soldi sporchi della mafia, e non solo.
Il tassello mancante in questo puzzle diabolico si chiama propaganda, dal cinema ai giornali, dalle tv a internet, secondo le auree regole di Joseph Goebbels (9).
Il mondo è tutto cosa nostra, dicono quelli del Complesso militare-industriale-politico finanziario criminale.
3b – nell’ultimo film di Martin Scorsese, Killers of the Flowers Moon, appaiono, a sorpresa, la Massoneria e i suoi rituali; in Gangs of New York invece Scorsese mostrava la nascita della classe dirigente degli Usa.
di Francesco Masala – ancora troppi credono alle bugie dell’Impero, purtroppo.
I servizi segreti, Cia, Mossad, Fbi, Shin Bet sono buoni per tutti gli usi.
Sempre ci dicono che niente sfugge ai loro occhi e orecchie, e che sono degli assassini matricolati, al servizio del Potere, lo testimoniano le Pantere Nere, Julian Assange, Leonard Peltier, Ghassan Kanafani, Wael Abdel Zuaiter, fra le loro innumerevoli vittime.
In certi speciali momenti ci raccontano che i Servizi Segreti sono composti da gente che non capisce niente, poveretti, e bisogna capirli, passano il tempo al bar a giocare a zecchinetta e si distraggono, e i terroristi li imbrogliano come bambini deficienti.
Naturalmente queste sono tutte menzogne, ma le menzogne governano il mondo, e se ben raccontate convincono tutti (o quasi).
Vorrei fare qualche esempio delle menzogne che riguardano i poveri Servizi Segreti.
A – Le Torri Gemelle
È possibile che dei sauditi, conosciuti e osservati dai servizi segreti, possano aver fatto quello che hanno fatto senza che nessuno se ne sia accorto in tempo?
In realtà qualche agente se n’era accorto, ma è stato messo a tacere.
Quegli aerei avevano il pilota automatico?
Ci ricordiamo dell’esplosivo con cui avevano imbottito le Torri Gemelle, e la terza Torre (non gemella) sbriciolata anch’essa dall’esplosivo?
I servizi segreti sapevano tutto e hanno organizzato tutto, dicono i cattivi.
Ecco due film imperdibili, per chi dubita e vuole dubitare:
Agli Usa in crisi serviva riaffermare il loro potere e potenza nel mondo, cosa sono 5 o 6mila morti e due grattacieli, il Potere ha le sue strategie, ben nascoste, per i troppi creduloni.
Vi ricordate quel pagliaccio di Colin Powell con la fialetta di antrace (forse borotalco o crema pasticciera)?
A sorpresa (!) l’esercito russo è entrato in Ucraina, dopo 20-30 anni di politiche e provocazioni (5) della Nato, e di ciascuno dei suoi componenti, i Servizi Segreti non l’avevano previsto, che distratti.
C – Hamas entra in Israele e compie una strage
Shin Bet e Mossad, spietati e criminali esecutori della volontà dei politici nazisti israeliani, sapevano tutto, hanno collaborato, per omissione (e non solo).
Forse non tutti sanno che Hamas si sviluppa con il sostegno di Israele, in chiave anti OLP (1,2).
Così come l’Isis è un prodotto a stelle e strisce (3) e i terroristi del Sahel sono a libro paga dei francesi (4).
Gli assassini al potere in Israele hanno tentato il colpo grosso, definitivo.
Si sono detti:
“Ad Hamas facciamo fare quello che vogliono, dal 1948 insegniamo nei fatti ai palestinesi che non hanno niente da perdere, loro faranno orrende stragi, hanno i loro obiettivi, noi distruggeremo quello che resta della Palestina, e dei palestinesi non ci interessa niente, che crepino o se ne vadano, questa è tutta roba nostra, vincere e vinceremo, come i nostri padroni a stelle e strisce hanno fatto, con successo, con gli indiani che si ostinavano a esistere. Non c’è la possibilità che le cose vadano male. Dio, Patria e Colonia, i nostri valori per l’eternità, questa terra è nostra, dio ce l’ha data, si è dimenticato degli atti catastali, ci pensiamo noi, il Brasile insegna, costi quel che costi”.
ps: in un bel libro di Michael Chabon, Il sindacato dei poliziotti yiddish, dopo la seconda guerra mondiale Israele nasce in Alaska!
(1)…le prime attività di quello che sotto la guida di Yassin sarebbe diventato Hamas, risalgono agli anni ’70. All’epoca, la principale preoccupazione di Israele nei territori occupati – sia la Cisgiordania che la Striscia di Gaza – erano le organizzazioni laiche e nazionaliste, come l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP). I gruppi di natura religiosa non erano perseguitati e in alcuni casi erano anche aiutati da Israele in progetti per la costruzione di scuole e moschee. Yassin cominciò le sue attività in Palestina in questo modo, fondando la sezione palestinese dei Fratelli Musulmani…( https://www.ilpost.it/2014/07/27/hamas)
(2)…Haaretz ha pubblicato ieri, 9 ottobre, un tweet che recita ‘ “Chiunque voglia contrastare la creazione di uno Stato palestinese deve sostenere il rafforzamento di Hamas e il trasferimento di denaro a Hamas”, ha detto Netanyahu ai membri della Knesset del suo partito Likud nel marzo 2019. “Questo fa parte della nostra strategia” ‘ .(https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_dramma_di_gaza_israele_e_la_nascita_di_hamas/8_51192/)
È noto che ogni Paese stila una propria lista contenente i nomi dei gruppi e
delle organizzazioni considerate terroriste (interne e internazionali) e quindi
attenzionate. Con tutto ciò che sta accadendo (in Afghanistan per esempio),
tali liste sono più che mai d’attualità. A tal proposito vi interesserà sapere
che negli USA nella lista stilata dall’FBI oltre ai nominativi tristemente
famosi di organizzazioni come l’Isis e Al Qaida, c’è
anche quello del movimento Food Not Bombs!
Sembra impossibile ma è proprio così e a confermarlo è uno dei fondatori di
FNB: Keith McHenry con un post nel suo profilo facebook. Infatti il 29 agosto 1988 l’FBI
JTTF (Joint Terrorism Task Force) afferma che il movimento FNB è una
minaccia per la sicurezza nazionale, dunque rientra a pieno titolo tra le
organizzazioni terroristiche interne, questo perché osava fornire pasti vegani
gratuiti a persone umane indigenti e al contempo faceva attivismo
anticonsumista, antimilitarista e antinucleare.
Nel confermare la notizia a Veganzetta, Keith aggiunge «Sì, siamo stati
elencati come gruppo terroristico nel 1988 […]. Siamo ancora elencati come un
gruppo terroristico e siamo ancora al centro dell’attenzione della Joint
Terrorism Task Force dell’FBI. È possibile che la nuova legge sul
terrorismo interno aumenti gli sforzi per metterci a tacere».
Se volete leggere tutta la storia di ciò che è accaduto nell’agosto del
1988, con gli arresti delle persone umane attiviste e l’inserimento nella lista
delle organizzazioni terroristiche negli USA, potete visitarequesta pagina del sito blog di Keith
McHenry (in inglese).
L’intervista che segue è stata filmata presso l’Ambasciata
dell’Ecuador a Londra – dove Julian Assange è rifugiato politico – e mandata in
onda il 5 novembre 2016.
John Pilger: Qual è il
significato dell’intervento dell’FBI in questi ultimi giorni della campagna
elettorale degli Stati Uniti, in questo caso contro Hillary Clinton?
Julian Assange: Se si guarda
alla storia dell’FBI, ci si rende conto come di fatto sia diventata la polizia
politica dell’America. L’FBI lo ha dimostrato facendo cadere l’ex capo della
CIA [il generale David Petraeus] per aver passato informazioni riservate alla
sua amante. Quasi nessuno è intoccabile. L’FBI sta sempre cercando di
dimostrare che nessuno le si può opporre. Ma Hillary Clinton si è opposta molto
apertamente alle indagini dell’FBI, per cui c’è rabbia tra i Federali, perché
l’FBI è stata fatta sembrare debole. Abbiamo (a WikiLeaks, ndt) pubblicato
circa 33.000 email della Clinton quando era Segretario di Stato. Provengono da
un lotto di poco più di 60.000 email, [di cui] la Clinton ha tenuto circa la
metà – 30.000 – per se stessa, e noi ne abbiamo pubblicato circa la metà.
Abbiamo poi pubblicato le email di Podesta. [John] Podesta è il responsabile
della campagna per le primarie di Hillary Clinton, quindi c’è un nesso che
attraversa tutti quei messaggi di posta elettronica; ci sono un bel po’ di
“pay-for-play”, come le chiamano loro, che danno accesso a stati, individui o
società in cambio di denaro. [Queste email sono] inserite con la copertura
delle email di Hillary Clinton quando era Segretario di Stato, [il che] ha
creato un ambiente in cui la pressione sull’FBI è aumentata.
John Pilger:La campagna della Clinton ha affermato
che dietro tutto ciò c’è la Russia, che è stata la Russia a manipolare la
campagna e che è la fonte delle email di WikiLeaks.
Julian Assange: La cerchia
della Clinton ha voluto proiettare questo tipo di neo-isteria alla McCarthy:
che la Russia è responsabile di tutto. Hillary Clinton ha dichiarato più volte,
falsamente, che diciassette agenzie di intelligence degli Stati Uniti avevano
provato che la Russia era la fonte delle nostre pubblicazioni. Questo è falso;
possiamo garantire che il governo russo non è la fonte.
WikiLeaks sta pubblicando da dieci anni, e in questi dieci anni abbiamo
pubblicato dieci milioni di documenti, diverse migliaia di pubblicazioni
individuali, da migliaia di fonti diverse, e non ci siamo mai sbagliati.
John Pilger:Le email che provano l’accesso (a
vantaggi) per denaro, a come Hillary Clinton ne abbia beneficiato e come ne
stia tuttora beneficiando politicamente, sono davvero incredibili. Sto pensando
a quando al rappresentante del Qatar sono stati dati cinque minuti con Bill
Clinton per un assegno di un milione di dollari.
Julian Assange: E dodici
milioni di dollari provenienti dal Marocco…
John Pilger: Dodici milioni
dal Marocco, già.
Julian Assange: A Hillary
Clinton per partecipare ad una festa.
John Pilger:Per quanto riguarda la politica estera
degli Stati Uniti, è lì che le email rivelano di più, dove mostrano il
collegamento diretto tra Hillary Clinton e la fondazione del jihadismo,
dell’ISIL, in Medio Oriente. Puoi parlarmi di come le email dimostrano il
collegamento tra coloro che dovrebbero combattere i jihadisti dell’ISIL, ma che
sono in effetti quelli che hanno contribuito a crearla.
Julian Assange: C’è un’email
di Hillary Clinton di inizio 2014, non molto tempo dopo aver lasciato il
Dipartimento di Stato, al responsabile della sua campagna, John Podesta, che
dichiara che l’ISIL è finanziato dai governi di Arabia Saudita e Qatar. Ora,
questa è l’email più significativa di tutta la collezione, e forse perché il
denaro dell’Arabia Saudita e del Qatar è spalmato su tutta la Fondazione Clinton.
Persino il governo degli Stati Uniti concorda sul fatto che alcune figure
saudite hanno sostenuto ISIL, o ISIS. Ma si aggiunge sempre che, beh, si tratta
solo di alcuni Principi corrotti, che usano le tangenti del petrolio per fare
ciò che vogliono, ma che in realtà i loro governi disapprovano. Ma quell’email
dice no, sono proprio i governi di Arabia e Qatar che hanno finanziato l’ISIS.
John Pilger:I sauditi, il Qatar, il Marocco, il
Bahrein, ma in particolare i sauditi e il Qatar, danno tutti quei soldi alla
Fondazione Clinton mentre Hillary Clinton è Segretario di Stato e il
Dipartimento di Stato sta approvando massicce vendite di armi, in particolare
all’Arabia Saudita.
Julian Assange: Sotto Hillary
Clinton, la più grande vendita di armi al mondo è stata fatta con l’Arabia
Saudita, [del valore di] più di 80 miliardi di dollari. Infatti, durante il suo
mandato di Segretario di Stato, il totale delle esportazioni di armi dagli
Stati Uniti in termini di valore del dollaro, è raddoppiato.
John Pilger:Naturalmente la conseguenza di tutto
ciò è che il noto gruppo terrorista chiamato ISIL o ISIS è stato creato in gran
parte con i soldi di quelle stesse persone che stanno dando i soldi alla
Fondazione Clinton.
Julian Assange: Sì.
John Pilger:Incredibile.
Julian Assange: Per la verità
mi dispiace per Hillary Clinton come persona perché in lei vedo qualcuno
mangiato vivo dalle proprie ambizioni, tormentato al punto di ammalarsi
letteralmente; che sviene per reazione alle sue ambizioni. Lei rappresenta
tutta una rete di persone e una rete di relazioni con particolari stati. La
domanda è: come fa Hillary Clinton a rientrare in questa rete più ampia? Ne è
un ingranaggio fondamentale. Qui ci sono diversi meccanismi in funzione, dalle
grandi banche come Goldman Sachs e dai principali protagonisti di Wall Street,
all’Intelligence alla gente del Dipartimento di Stato e ai sauditi.
Lei è il catalizzatore che collega tutti questi diversi ingranaggi. È la
raffinata rappresentazione centrale di tutto questo, e “tutto questo” è più o
meno ciò che è al potere adesso negli Stati Uniti. È ciò che noi chiamiamo la
classe dirigente o il consenso DC. Una delle più significative email di Podesta
che abbiamo rilasciato era su come il gabinetto di Obama fosse formato e di
come la metà del gabinetto Obama in sostanza fosse stato nominato da un
rappresentante di Citybank. Questo è piuttosto sorprendente.
John Pilger:Non ha forse Citybank fornito un
elenco…?
Julian Assange: Sì.
John Pilger: ...che si è
rivelato costituire la maggior parte del gabinetto di Obama.
Julian Assange: Sì.
John Pilger:Quindi Wall Street decide il gabinetto
del Presidente degli Stati Uniti?
Julian Assange: Se seguivi da
vicino la campagna di Obama di allora, vedevi che si era avvicinata molto agli
interessi bancari.
Julian Assange: Perciò penso
che non si può capire bene la politica estera di Hillary Clinton senza capire
l’Arabia Saudita. I collegamenti con l’Arabia Saudita sono molto esclusivi.
John Pilger:Perché era così palesemente entusiasta
riguardo alla distruzione della Libia? Puoi dirmi un po’ di più riguardo
proprio a quello che le email ci hanno svelato, circa ciò che è successo lì,
perché la Libia è una tale fonte di tanta parte del caos odierno in Siria, il
jihadismo ISIL e così via, ed era quasi l’invasione di Hillary Clinton. Che
cosa ci raccontano le email in proposito?
Julian Assange: Più di
chiunque altro, la Libia è stata la guerra di Hillary Clinton. Dapprima Barak
Obama si oppose. Chi è stata la persona che l’ha caldeggiata? Hillary Clinton.
Questo è documentato in tutte le sue email. Ci aveva assegnato il suo agente
favorito, Sidney Blumenthal; delle trentatremila email di Hillary Clinton che
abbiamo pubblicato, circa 1700 riguardano la Libia. Non è che il petrolio della
Libia fosse a buon mercato. Lei si rese conto che avrebbe potuto usare la
rimozione di Gheddafi e il rovesciamento dello Stato Libico nella sua corsa
alle presidenziali nelle elezioni generali.
Quindi, verso la fine del 2011 appare un documento interno chiamato Libia Tick
Tock che è stato realizzato per Hillary Clinton, ed è la descrizione
cronologica di come lei fosse la figura centrale nella distruzione dello Stato
Libico, che provocò circa 40.000 morti; poi arrivarono i jihadisti, l’ISIS, e
tutto ciò portò alla crisi dei rifugiati e dei migranti europea.
Non c’erano solo persone in fuga dalla Libia, in fuga dalla Siria e la
destabilizzazione di altri paesi africani a causa dei flussi di armi, ma lo
Stato Libico non era più in grado di controllare il movimento delle persone che
lo attraversavano. La Libia si affaccia sul Mediterraneo ed era a tutti gli
effetti il tappo nella bottiglia dell’Africa. Così tutti i problemi, i problemi
economici e la guerra civile in Africa – prima chi fuggiva da quei problemi non
finiva in Europa perché la Libia teneva il Mediterraneo sotto controllo.
Gheddafi lo disse chiaramente all’inizio del 2011: “Cosa pensano di fare questi
europei nel bombardare e distruggere lo Stato Libico? Ci saranno maree di
migranti e jihdaisti dall’Africa all’Europa”. E questo è esattamente ciò che è
successo.
John Pilger:C’è gente che si lamenta dicendo,
“Cosa sta facendo WikiLeaks? Sta cercando di mettere Trump nella Casa Bianca?”
Julian Assange: La mia
risposta è che a Trump non sarebbe permesso vincere. Perché dico questo? Perché
ha avuto tutti quelli che contano contro di lui; Trump non ha simpatizzanti tra
le élite, forse con l’eccezione degli Evangelici, se si possono chiamare un’élite,
ma le banche, le agenzie di intelligence, i produttori di armi… i grandi soldi
stranieri… sono tutti schierati dietro Hillary Clinton, e anche i media, nonché
i proprietari dei media e persino gli stessi giornalisti.
John Pilger:Si accusa WikiLeaks di essere in
combutta con i russi. Alcuni dicono, ‘Beh, perché WikiLeaks non indaga e
pubblica email sulla Russia?”
Julian Assange: Abbiamo
pubblicato circa 800.000 documenti di vario genere che riguardano la Russia, la
maggior parte critici. Un gran numero di libri sono usciti grazie alle nostre
pubblicazioni sulla Russia, la maggior parte dei quali sono critici. I nostri
documenti [sulla Russia] sono stati utilizzati in molti casi giudiziari: casi
di esuli in fuga da un qualche tipo di sopruso politico, che usano i nostri
documenti per argomentare le proprie ragioni.
John Pilger:Personalmente, che cosa ne pensi delle
elezioni USA? Hai una preferenza per Clinton o per Trump?
Julian Assange: Parliamo di
Donald Trump. Che cosa rappresenta nella mente americana e nella mente europea?
Rappresenta la feccia dell’americano bianco, [che Hillary Clinton ha chiamato]
‘deplorevole e irrecuperabile’. Significa che dal punto di vista di un
establishment colto, cosmopolita, perbene, queste persone sono zoticoni, e non
si può mai trattare con loro. Perché lui chiaramente – tramite le sue parole,
le sue azioni e il tipo di persone che si presentano ai suoi comizi –
rappresenta persone che non sono al centro, non sono la classe media superiore
istruita, borghese; si ha paura di essere associati a loro in qualsiasi modo,
una paura sociale che abbassa lo status di chiunque possa essere in qualche
modo accusato di sostenere Trump in qualunque maniera, anche solo criticando
Hillary Clinton. Se si guarda da dove deriva il potere economico e sociale
della classe media, tutto ciò ha un senso assoluto.
John Pilger:Vorrei parlare dell’Ecuador, il
piccolo paese che ti ha dato rifugio e asilo politico in questa ambasciata a
Londra. Ora l’Ecuador ha tolto Internet da qui, da dove stiamo facendo questa
intervista, in questa Ambasciata, per l’evidente ragione che sono preoccupati
di sembrare di intervenire nella campagna elettorale statunitense. Puoi dirci
perché hanno deciso così e la tua opinione sulla solidarietè dell’Ecuador per te?
Julian Assange: Torniamo
indietro di quattro anni. Ho fatto domanda d’asilo all’Ecuador in questa
Ambasciata, per il caso di estradizione degli Stati Uniti, e il risultato è
stato che, dopo un mese, la mia richiesta di asilo è stata accolta. Da quel
momento l’ambasciata è stata circondata dalla polizia: un’operazione di polizia
piuttosto costosa per cui il governo britannico ammette di aver speso più di
12,6 milioni di sterline; lo ha ammesso più di un anno fa. Ora c’è la polizia
sotto copertura e ci sono telecamere robot di sorveglianza di vario genere –
così c’è stato una disputa abbastanza grave proprio qui, nel cuore di Londra,
tra Ecuador, un paese di sedici milioni di persone, e il Regno Unito, e gli
americani che hanno aiutato alla chetichella. Ciò che ha fatto l’Ecuador è
stato un atto di coraggio e di principio. Adesso c’è la campagna elettorale
negli Stati Uniti, e le elezioni in Ecuador sono a febbraio del prossimo anno,
e la Casa Bianca sta attraversando un periodo caldo a seguito delle vere informazioni
che abbiamo pubblicato.
WikiLeaks non pubblica dalla giurisdizione dell’Ecuador, da questa Ambasciata o
dal territorio dell’Ecuador; pubblichiamo dalla Francia, dalla Germania, dai
Paesi Bassi e da un certo numero di altri paesi, per cui la pressione su
WikiLeaks è tramite il mio status di rifugiato; e questo è davvero
intollerabile. [Significa] che [essi] stanno cercando di arrivare a una
organizzazione editoriale; [Essi] cercano di prevenire che si pubblichino vere
informazioni che sono di grande interesse per il popolo americano e non solo,
circa le elezioni.
John Pilger:Dimmi che cosa accadrebbe se tu
uscissi di questa Ambasciata.
Julian Assange: Sarei
immediatamente arrestato dalla polizia britannica e verrei poi estradato
prontamente negli Stati Uniti o in Svezia. In Svezia non ho pendenze
giuridiche, sono già stato in precedenza dichiarato innocente [dal Senior
Procuratore di Stoccolma, Eva Finne]. Non siamo certi di cosa succederebbe lì
esattamente, ma sappiamo che il governo svedese si è rifiutato di dire che non
mi avrebbero estradato negli Stati Uniti ma sappiamo altresì che hanno
estradato il 100 per cento di persone che gli Stati Uniti hanno richiesto
almeno dal 2000. Quindi, nel corso degli ultimi quindici anni, ogni singola
persona di cui gli Stati Uniti ha chiesto l’estradizione dalla Svezia è stata
estradata, e si rifiutano di fornirci una garanzia [che non accadrà].
John Pilger:La gente spesso mi chiede come riesci
a gestire l’isolamento qui.
Julian Assange: Guarda, una
delle migliori proprietà degli esseri umani è che sono adattabili; e una delle
peggiori proprietà degli esseri umani è che sono adattabili. Si adattano e
cominciano a tollerare abusi, si adattano ad essere loro stessi coinvolti in
abusi, si adattano alle avversità e continuano così. Quindi, nella mia
situazione, francamente, io sono un po’ istituzionalizzato – questo
[l’Ambasciata] è il mondo … è visivamente il mondo [per me].
John Pilger:È il mondo senza la luce del sole,
innanzitutto, non è vero?
Julian Assange: È il mondo
senza la luce del sole, ma non ho visto la luce del sole da così tanto tempo
che non me ne ricordo.
John Pilger:Sì.
Julian Assange: Quindi, sì, ci
si adatta. L’unica cosa veramente esasperante è che i miei bambini piccoli –
anche loro si adattano. Si adattano ad essere senza il loro padre. Questo è un
pesante, penoso adattamento che non hanno cercato.
John Pilger:Ti preoccupi per loro?
Julian Assange: Sì, mi
preoccupo per loro; mi preoccupo per la loro madre.
John Pilger:Qualcuno direbbe, ‘Beh, perché non la
finisci qui semplicemente uscendo dalla porta e lasciando che ti mandino in
Svezia?”
Julian Assange: Le N.U. [il
gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria] ha esaminato
tutta questa situazione. Hanno trascorso diciotto mesi in contesti formali,
contenzioso contraddittorio. [Quindi sono] io e le N.U. contro Svezia e Regno
Unito. Chi ha ragione? Le N.U. hanno concluso che io sono arbitrariamente
detenuto e illegalmente privato della mia libertà, e che ciò che è accaduto non
si è verificato nel rispetto delle leggi che il Regno Unito e la Svezia devono
obbedire. Si tratta di un abuso illegale. Le Nazioni Unite chiedono
formalmente, “Cosa sta succedendo qui? Qual è la vostra spiegazione legale per
questo? [Assange] dice che dovreste riconoscere il suo asilo” [Ed è qui].
La Svezia risponde formalmente alle Nazioni Unite dicendo, “No, non
riconosciamo la sentenza delle Nazioni Unite”, così si lasciano aperta la via
dell’estradizione.
Trovo assolutamente incredibile che questa vicenda non salti fuori
pubblicamente sulla stampa, perché non soddisfa la narrativa ufficiale
occidentale – che sì, anche l’Occidente ha i suoi prigionieri politici, è una
realtà, non ci sono soltanto io, ci sono molte altre persone. L’Occidente ha
prigionieri politici. Naturalmente, nessuno stato riconosce [che dovrebbe
chiamare] la gente che imprigiona o la detenzione per motivi politici,
prigionieri politici. Non li chiamano prigionieri politici in Cina, non li
chiamano prigionieri politici in Azerbaigian e non li chiamano prigionieri
politici negli Stati Uniti, nel Regno Unito o in Svezia; è assolutamente
intollerabile avere quella percezione di sé.
Julian Assange: Qui abbiamo un
caso, il caso svedese, in cui non sono mai stato accusato di alcun crimine, in
cui sono già stato dichiarato innocente [dal procuratore di Stoccolma], in cui
la donna stessa (che lo aveva accusato di stupro, ndr) ha detto che la polizia
mi ha incastrato, dove le Nazioni Unite hanno formalmente dichiarato che tutto
ciò è illegale, un caso che anche lo Stato dell’Ecuador ha indagato e
riconosciuto che mi si doveva dare asilo. Questi sono i fatti, ma che cosa è la
retorica?
John Pilger:Sì, è diversa.
Julian Assange: La retorica
mente, asserendo di continuo che sono stato accusato di un crimine, senza mai
dire che ne sono già stato scagionato, senza mai menzionare che la donna stessa
ripete che è stata la polizia ad inventarselo.
[La retorica] sta cercando di evitare [la verità che] le Nazioni Unite hanno
formalmente trovato che il tutto è illegale, senza mai dire che l’Ecuador ha
fatto una valutazione formale attraverso i suoi formali processi e ha scoperto
che sì, io sono oggetto di persecuzione da parte degli Stati Uniti.
John Pilger
Fonte: http://johnpilger.com
Link
http://johnpilger.com/articles/the-secrets-of-the-us-election-julian-assange-talks-to-john-pilger
5.11.2016
Scelto e tradotto Tradotto da
Gianni Ellena per comedonchisciotte.org