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domenica 25 gennaio 2026

Toussaint Louverture. La Rivoluzione francese e il problema coloniale - Aimé Césaire

 


Aimé Césaire racconta e spiega bene cosa è successo nell'isola di Haiti dopo la rivoluzione francese.

le parole Liberté, Égalité, Fraternité hanno affascinato il mondo, e nell'isola caraibica, sotto la guida di Toussaint Louverture, i neri si sono sollevati contro gli occupanti e colonialisti francesi.

a loro spese hanno capito che quel motto valeva solo per i francesi bianchi, e neanche tutti, e i governanti francesi, quelli della rivoluzione francese, dei neri colonizzati se ne fottono, la schiavitù e lo sfruttamento non saranno messi in discussione.

Anna Seghers (qui) aveva raccontato l'eroe Toussaint da giovane, Aimé Césaire racconta la storia della rivoluzione quasi riuscita, sotto la guida di Louverture, con documenti e relazioni della guerra contro la Francia.

grazie ad Aimé Césaire possiamo leggere un libro avvincente, istruttivo e chiarissimo sulla insurrezione di Haiti, fino alla morte omicidio di Toussaint.

buona (imperdibile) lettura.





Toussaint Louverture morì prigioniero dei francesi, a Fort de Joux, il 7 aprile del 1803, pochi mesi prima che venisse proclamata l’indipendenza della prima «repubblica nera» della storia umana, Haiti, il 28 novembre «a nome dei neri e degli uomini di colore», mentre in Francia la schiavitù era stata appena reintrodotta – e sarebbe rimasta in vigore per altri quattro decenni –, alla faccia del decreto del 1794. 

Come disse in quel frangente Jacques-René Hebert, pochi giorni dopo assassinato durante il Terrore, «arriverà un giorno, spero, in cui tutti i popoli della terra, dopo aver sterminato i propri tiranni, formeranno una sola famiglia di fratelli. Forse un giorno turchi, russi, francesi, inglesi e tedeschi, riuniti nello stesso Senato, comporranno una grande Convenzione con tutte le nazioni d’Europa. Sarebbe un bel sogno che, tuttavia, potrebbe realizzarsi. Non credo però che, come profetizza Anacharsis [Cloots], dovremmo fare i don Chisciotte e intraprendere una crociata universale per convertire alla libertà coloro che ancora non sono degni di conoscerla. Sta al tempo e alla ragione un tale miracolo. Cominciamo a stabilire da noi la libertà!».

La Rivoluzione francese, «al cospetto della questione coloniale» aveva dovuto «affrontare sé stessa», e a confrontarsi «con i princìpi da cui era nata», scrive ancora Césaire: esitò, tentennò, e arrivò a fagocitare sé stessa. Ma imparò anche, grazie alla determinazione di Toussaint Louverture e del suo esercito di schiavi, che la libertà non è una forza che puoi fermare a tuo piacimento. Che gli oppressi non hanno bisogno del permesso dei tiranni, per spezzare le catene: la fronda può diventare rivolta, e la rivolta rivoluzione. 

da qui

domenica 20 aprile 2025

James – Percival Everett

solo uno scrittore poteva avere le capacità e il coraggio di confrontarsi con Mark Twain, omaggiandolo.

questo scrittore è Percival Everett e con James lo ha fatto.

James è un libro politico, avventuroso e antischiavista, appassionante e sorprendente.

Huckleberry Finn e lo schiavo James sono in fuga, Percival Everett racconta le loro avventure, con gli occhi di James, lo schiavo Jim, uno che sa leggere, come Toussaint Louverture, e non deve farlo vedere a nessuno.

anzi, deve mostrarsi ignorante e grezzo e sgrammaticato, come tutti si aspettano che uno schiavo debba essere.

la fuga di uno schiavo, dal suo punto di vista, è un'esperienza terribile, inseguito dai cacciatori di schiavi e dai cani, in pena per la sua vita e quella dei suoi cari.

un libro al quale volere bene (come pure agli eroi del romanzo).

un grazie perenne a Mark Twain e a Percival Everett.

vogliatevi bene, procuratevi James e godetene tutti.


 

 

 

Le avventure dell’inedita coppia, un ragazzo bianco che finge di possedere uno schiavo negro, sono incredibili, talvolta ironiche, più spesso tragiche, colorate quali sono da violenze, uccisioni, torture, disgrazie, incendi e naufragi. Il mitico fiume, i pesci gatto che costituiscono l’unico alimento dei due fuggiaschi, il gelo delle notti passate all’aperto protetti solo dalla vegetazione, i cattivi incontri che li dividono, la ferocia razzista dei bianchi, ricchi e poveri, sono tutte pagine interessanti della storia nella quale Percival Everett ci fa entrare consapevole di quanto dolore, ingiustizie e crudeltà sono state compiute nei confronti degli afroamericani nel suo paese per almeno tre secoli.
La storia si svolge mentre all’insaputa dei protagonisti è scoppiata la Guerra Civile, e loro non sanno bene se convenga dirigersi al sud, da dove provengono, o piuttosto al nord. La loro speranza è unica, l’affrancamento dalla schiavitù per Jim, ritrovare un “padre” per Huck.
Il romanzo ha il titolo di James, il nome che lo schiavo vorrà ottenere quando sarà un uomo finalmente libero, capace di parlare la lingua di tutti senza nascondersi più, ed è un libro scritto con grande maestria e padronanza dei diversi registri linguistici che la traduzione di Andrea Silvestri rende con abilità e immediatezza.

da qui

 

…Parto dalla lingua, uno degli aspetti più interessanti del romanzo e dalle molteplici implicazioni: l’intreccio di black speech e inglese normativo è la cifra stilistica della versione originale di James, richiamo al romanzo di Twain ma caricato di nuove sfumature. Uno degli aspetti più innovativi de Le avventure di Huckleberry Finn sono infatti le scelte linguistiche di Twain e i diversi registri adoperati, in particolare l’uso peculiare del black speech utilizzato da Jim, ma come anche l’inglese non proprio normativo del suo compagno di avventure. Everett riprende il black speech ma caricandolo di un significato nuovo: Jim, infatti, utilizza quel linguaggio solo in presenza dei bianchi, indossando una maschera per rispondere alle aspettative degli schiavisti e, in questo modo, proteggere se stesso. Perché Jim in realtà – e qui il primo, fondamentale scarto con il testo di Twain – non corrisponde affatto all’immagine dello schiavo voluta dai bianchi: anni prima, di nascosto, ha imparato a leggere, attingendo alla fornita biblioteca del giudice Thatcher e, a sua volta, ha insegnato a leggere agli altri schiavi della zona…

da qui

mercoledì 16 aprile 2025

Nozze a Haiti - Anna Seghers

la storia di Toussaint Louverture, nelle parole del suo scrivano.

allo schiavo Toussaint avevano insegnato a scrivere e leggere, e furono problemi per i francesi (che poi si vendicarono, maledetti, e fu la fame per gli haitiani, per l'eternità).

il racconto del rivoluzionario da giovane, bravissima Anna Seghers, come sempre.

difficile trovare il libro, ma provateci, nessuno se ne pentirà.

buona (rivoluzionaria) lettura.


QUI (da wikipedia) e QUI (da marxists.org) due schede su Toussaint Louverture


QUI una biografia su Anna Seghers, di Davide Rossi


https://annaseghers.wordpress.com/ Centro Studi Anna Seghers, diretto da Davide Rossi


QUI si può vedere Toussaint Louverture, diretta da Philippe Niang

 

 

 

Sul finire del '700 la rivoluzione francese, per opera dei giacobini, stabilisce l'effettiva uguaglianza tra tutti gli esseri umani, ponendo fine alla schiavitù e introducendo il suffragio universale maschile e femminile senza distinzioni di reddito e cultura. Napoleone abolirà entrambi i provvedimenti. La grande scrittrice tedesca Anna Seghers negli anni '40 del Novecento, lungo il percorso dell'esilio che la porta dalla Francia al Messico, soggiorna qualche tempo nei Caraibi raccogliendo materiali e informazioni sulla storia di Toussaint Louverture, lo schiavo che guidò le donne e gli uomini dell'isola di Haiti verso una indipendenza a lungo agognata. Ne nasce un romanzo in cui il protagonista è lo scrivano di Louverture, Michael Nathan, giovane orafo ebreo arrivato da Parigi e trovatosi nel cuore di contese ancestrali, tra dominio e pratica del potere, pregiudizio e sete di libertà. Passioni civili e diritti umani, desiderio d'uguaglianza e amore.

da qui

 

La figura di Toussaint Louverture, il giacobino nero reso noto al grande pubblico dal logo della rivista The Jacobin, ha suscitato grande interesse nel secondo Novecento, come icona antirazzista e anticolonialista; è proprio lui il grande protagonista di Nozze a Haiti. In questo breve romanzo, la scrittrice tedesca Anna Seghers ripercorre le vicende della rivoluzione di Haiti attraverso lo sguardo di Michel Nathan, scrivano di Louverture. Il tema di tutto il romanzo è l’intersezionalità delle oppressioni e delle lotte: i ricchi bianchi, proprietari delle piantagioni di Haiti, si rifiutano di adottare i provvedimenti delle assemblee rivoluzionarie francesi che garantiscono l’uguaglianza tra tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro etnia, anche nelle colonie. Saranno i neri, schiavi ed ex schiavi, ad organizzarsi, rivendicando libertà e uguaglianza, anche attraverso la lotta armata e la violenza. Questi rivoluzionari troveranno come oppositori non solo i bianchi, ma soprattutto i creoli, che hanno paura di perdere la loro posizione nella scala sociale.

Nozze ad Haiti è una lettura molto attuale, che fa riflettere sulla problematicità di certe lotte e su come i principi nati dalla Rivoluzione Francese non siano affatto scontati.

da qui