La più nutrita corporazione italiana è quella dei miserabili. Gente che come vede passare un’idea deve sbatterla dentro. Mediocri di tutti i ceti e di tutte le età che hanno occupato tutto (politica, televisioni, perfino i social network) ma invece di far quadrato intorno all’originalità, all’intelligenza e all’eccellenza, sbavano d’invidia e fanno carte false per dimostrare il teorema della mediocrità: più sei grande e più fai schifo. Perché quello è il loro livello, l’habitat in cui anche un idiota può governare.
In queste ore il formicaio dei miserabili è in gran fermento, devono abbassare al loro livello Beppe Grillo, colpevole di essere l’unico ad avere avuto una grande idea negli ultimi vent’anni. Ad aver amato l’Italia con una generosità commovente. Ad aver creato dal nulla un movimento spettacolare che ha dato una “tumpulata” in faccia, come dicono i siciliani, ai mediocri che ci opprimono (rendendoci la vita tanto amara) e ai farlocchi che li votano.
Dico subito che Grillo fa di tutto per assecondarli. Come ogni grande timido mostra il ghigno feroce, e così quelli che tirannici lo sono per natura, gridano “Che vi avevamo detto? È un dittatore!”. Fa sbagli da grande goleador, di quelli che tirano un rigore alla luna alla finale della coppa del mondo; epurazioni e altre sciocchezze.
Ma porca pupazza a nessuno viene in mente quanto debba sentirsi solo questo povero cristo che si è rovesciato sulle spalle il destino di milioni di disoccupati, giovani senza futuro, pensionati alla fame, e con questa spaventosa responsabilità, invece di essere difeso, si vede attaccato persino da ragazzini ciucci e presuntuosi che ha miracolato facendoli diventare senatori? Hanno ragione? Può darsi, ma chi se ne frega. Prima deve venire il Paese. E no, non ci sto a mettere il Grillo alla griglia. E io non l’ho votato, voi si!
Quando tutto il cucuzzaro, da Eugenio Scalfari a Fiorello, sparava a palle incatenate contro il papà dei 5 Stelle, osai scrivere (e lo ripeto) che in un discorso politico di Beppe Grillo c’è più estro, creatività, fantasia, conoscenza, intelligenza e percezione del mondo di mille comizi dei nostri onorevoli professionisti. Sono sempre più convinto che avrebbe dovuto trovare tre o quattro punti di convergenza col Pd (sempre e solo per il bene del Paese) perché, quanto meno, non avremmo avuto un presidente che, come il postino, torna sempre due volte. Avrebbe perso il consenso del 5% di duri e puri (quelli è meglio perderli che trovarli) ma un piccolo compromesso ci avrebbe risparmiato la cloaca massima. Questo Pd di democristiana memoria alleato con Berlusconi.
Non l’ha fatto, pazienza. Ma risparmiatemi questa Cosetta dei Miserabili dell’onorevole grillina Paola Pinna (laureata disoccupata che viveva con i genitori a Quartucciu, Cagliari, e con cento voti cento è diventata deputata al Parlamento) che invece di spargere petali di rosa dove Grillo cammina, sorge in difesa di una certa Gambaro, un’altra miracolata che si crede Che Guevara. Questa cosetta dei miserabili, intervistata da “La Stampa” che le domanda “Se la Gambaro venisse espulsa se ne andrebbe anche lei?” dichiara: “Se la scelta fosse tra Grillo e la Gambaro per me sarebbe una scelta tra schiavitù e libertà. Io scelgo la libertà.”
No, bambina, tu scegli di far parte di quella casta di paraculi che il tuo Paese, votandoti, ti aveva supplicato di togliergli dai piedi.
Lo ripeto, le epurazioni non mi piacciono, ma dare dello schiavista a Grillo, al quale dovete tutto, ma proprio tutto, fa veramente vomitare, tanto quanto chi dice che Grillo si è inventato il Movimento per fare i soldi col suo blog.
Miserabili, e non c’è altro da aggiungere.
La Libertà Non Sta Nello Scegliere Tra Bianco E Nero, Ma Nel Sottrarsi A Questa Scelta Prescritta. (Theodor W.Adorno)
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domenica 16 giugno 2013
venerdì 19 aprile 2013
Andatevene, dice Diego Cugia - Jack Folla
Il potere rimbecillisce e
la presunzione dà il colpo di grazia anche ai mediocri di successo, politici
per grazia ricevuta, come Pier Luigi Bersani. Non votare Stefano Rodotà
presidente della Repubblica, candidando una polverosa tapira democristiana come
Marini per non urtare la suscettibilità di Berlusconi (e farsi pure fotografare
abbracciato al rivoltante Alfano come una biscia a un'anguilla) è stata la
consacrazione di un inetto, la sua patente di cretinità. Ma come? Dopo aver tampinato Grillo quasi sessualmente,
come i fratelli Kennedy con Marylin Monroe, fai tu la diva e ti suicidi
rifiutando l'offerta di votare insieme Stefano Rodotà? Uno dei migliori
democratici su piazza? Bersani è un Savoia qualsiasi, come quello che fece
liberare l'Italia a Garibaldi e poi gli fece sparare alle gambe all'Aspromonte,
non sia mai avesse dovuto prendere Roma e cacciare il Papa. E il Papa di questo
centrosinistra è Berlusconi. Bersani, un baciapile. Maledetto il giorno che, per
disperazione, l'ho votato. Se ne vada, lui, D'Alema, la loro arroganza, la loro
guittezza, il loro disamore assoluto per un popolo che sta soffrendo le pene
dell'inferno. Abbiamo bisogno di un fronte popolare e di gente che si batta con
noi contro l'ingiustizia sociale. Andatevene.
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