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venerdì 6 ottobre 2023

La sostituzione etnica a reti unificate

 

scrive Leonardo Caffo:

…Al grido di “aiutiamoli a casa loro” non sarebbero esistiti neanche la Magna Grecia o l’Impero romano, che hanno generato l’Europa. (qui)

 

Quelle bande che hanno governato l’Italia negli ultimi decenni hanno avuto tutti un nemico, i migranti, di tutti i tipi, che arrivano dal Mediterraneo.

Negli ultimi anni gli svendipatria hanno usato un concetto, quello di sostituzione etnica, si dice che gli italiani (e anche gli europei) vengono sostituiti dai migranti poveri.

Questa affermazione falsa e razzista serve solo a compattare gli italiani contro un nemico (immaginario), ma ripetendolo tutti i giorni, un ritornello senza fine, invade i cervelli dei tanti sfortunati che ascoltano la televisione, e ci credono, per sfinimento.

 

In questo discorso dell’invasione dei barconi e dei migranti poveri alla Fortezza Italia e alla Fortezza Europa restano fuori alcune cose che non si dicono, se non per sbaglio.

 

Provo a sottolineare e smontare la retorica dei senza vergogna e a mettere insieme le notizie e i numeri che non vengono considerati sistematicamente.

Dice l’Istat che “899mila Il numero di italiani trasferiti all’estero negli ultimi 10 anni Di questi, 208mila (23%) sono in possesso almeno della laurea” (qui), se ne scrive con chiarezza anche qui.

 

Leggiamo su Il Fatto Quotidiano che…”La riduzione media delle iscrizioni a Scienze Infermieristiche è del -10% rispetto allo scorso anno accademico: -12,6% al Nord, -15% al Centro e -5,7% al Sud. La Corte dei Conti ha ufficializzato in -65mila unità la carenza infermieristica; in base al Pnrr, ne servirebbero poi almeno altri 20mila per coprire la necessità di infermieri di famiglia e di comunità. Si stima che i 10mila pensionamenti annui raddoppieranno dal 2029; inoltre quasi 30mila infermieri italiani sono andati all’estero e ne continuiamo a perdere oltre 3mila ogni anno.” (qui).

 

In Italia ci sono pochi infermieri e medici per tre motivi:

i carichi di lavoro insostenibili,

le retribuzioni basse (molti infermieri e medici espatriano per migliori condizioni di lavoro e stipendi migliori),

il numero chiuso.

 

Nessuno ha il coraggio e la volontà di trovare soluzioni ai problemi, eppure è semplice, seguendo le logiche economiche di cui si riempiono la bocca i nostri governanti (da 40 anni?).

Se si vuole trattenere i lavoratori che vanno via, dice l’economia, basta ridurre i carichi di lavoro, aumentare di molto gli stipendi, abolire il numero chiuso, le leggi economiche della domanda e dell’offerta funzionano così.

 

Bisognerà togliere dalla Costituzione il pareggio di bilancio e inserire il DIRITTO A NON EMIGRARE (qui un illuminante articolo di Gerardo Lisco).

 

Ma cosa fa il governo italiano? Compra la forza lavoro di 60-70mila infermiere/i dall’India, con un accordo con il governo indiano.

Esattamente come negli anni cinquanta, quando l’Italia ha venduto esseri umani alla Francia, al Belgio, all’Europa con accordi fra governi, per fare i minatori e gli operai, trattati come non persone.

 

Provate a pensarci, tutti noi (con le nostre imposte) formiamo infermieri e medici, e poi li “doniamo” ai paesi ricchi.

 

Tanto possiamo comprare lavoratrici e lavoratori dall’India.

 

Devono essere le “compatibilità economiche” quelle che guidano i comportamenti dei nostri governanti, una nuova divisione internazionale del lavoro, la distruzione del Sistema Sanitario Nazionale a favore delle strutture private, fra le altre cose.

 

Chi sono i governanti?  Sono parlamentari nazionali e regionali (ben rappresentati da disonorevole Fassino), tutti loro hanno competenze legislative nella Sanità, e troppo spesso interessi personali e massonici guidano le loro decisioni.

Più sono i governanti meno sono responsabili, uno dei difetti della democrazia, io ho alzato una mano, io ho schiacciato un bottone, io ho messo una firma, io ho eseguito gli ordini, io non sapevo, io non capivo.

 

Quando gli stolti parlano di Sostituzione Etnica, i poveracci guardano i barconi dei migranti a reti unificate, non i milioni di italiani che lasciano l’Italia.

 

Dovremmo riuscire a costringere le migliaia di governanti a passare una settimana in un barcone, alla deriva, senza sapere se e quando arrivano, con un litro d’acqua calda da bere, e due merendine.

E se riescono ad arrivare sulla terraferma direi che sia giusto che trascorrano due mesi in un CPR, senza documenti, e come ciliegina sulla torta, quando escono, stiano 18 ore in un pronto soccorso, aspettando il loro turno.

Ma è solo un sogno, per loro un incubo.

 

Allora, che fare? E come?

 

 

Per approfondire:

 

https://nursetimes.org/infermieri-indiani-in-arrivo-nursing-up-e-davvero-questa-la-soluzione-al-problema-della-carenza-di-personale/163620

https://www.nurse24.it/infermiere/ordine/infermieri-dall-india-fnopi-valorizzare-chi-ha-studiato-in-italia.html

https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/09/27/caro-ministro-schillaci-dallindia-importiamo-le-leggi-sui-brevetti-farmaceutici-non-gli-infermieri/7304272/

https://www.dimensioneinfermiere.it/infermieri-dallindia-ministro-provi-a-proporre-la-stessa-strategia-per-i-medici/

https://www.dimensioneinfermiere.it/infermieri-italiani-indiani/

https://www.labottegadelbarbieri.org/la-fuga-dei-cervelli-italiani/

https://www.labottegadelbarbieri.org/a-cosa-serve-il-numero-chiuso/

https://www.agoravox.it/Il-diritto-a-non-emigrare-come.html


mercoledì 26 luglio 2023

De Luca: L’iscrizione a Medicina è un marchettificio, una porcheria - Angelo Vitolo


 “Oggi l’iscrizione alle facoltà di Medicina è diventata un marchettificio, è una porcheria. Non solo per i test, i quiz e le palle. Abbiamo ragazze e ragazzi che, per affrontare i test di accesso, vanno a fare i corsi di formazione a 5mila euro l’uno. E’ una vergogna. I figli della povera gente non possono più andare a Medicina, non va bene”. A dirlo il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, incontrando il personale dell’Asl Napoli 3.

 

Il governatore, ribadendo la sua idea che occorra abolire il numero chiuso per accedere al corso di laurea, ha aggiunto: “Preferisco ingolfare la facoltà di Medicina, poi la selezione si fa sul campo se il ragazzo ha voglia di studiare, ha passione, allora andrà avanti. Ogni volta abbiamo una motivazione demenziale. Ma come è possibile? Un povero cristo di ragazzo che viene da una famiglia di povera gente, ma dove li trova i 5mila euro per fare il corso per partecipare ai quiz? E poi ne facciamo due l’anno, ti dicono il risultato dopo sei mesi. Ma questo è un manicomio, non è un Paese civile”.

 

E ancora, con dichiarazioni che non mancheranno di sollevare polemiche: “Preferisco fare la selezione sul merito e non sulla condizione economica dei ragazzi perché, tra l’altro, avere migliaia di ragazze e di ragazzi che vanno a fare i test e non li superano sta determinando una valanga di ragazzi depressi, frustrati, in crisi perché quando vai a fare il test una volta, due volte e non lo superi, cominci ad avere problemi psicologici, senso di inferiorità e questo non è vero, non è così”, ha concluso De Luca.

da qui

martedì 26 marzo 2019

a cosa serve il numero chiuso?


In Sardegna nei prossimi sei anni potrebbero mancare 1154 medici (1)
In Molise si richiamano a lavorare i medici in pensione (2)
In Italia i medici che potrebbero andare in pensione nei prossimi tre anni sono 23000 (3)
E intanto migliaia di medici (e infermiere/i) abbandonano l’Italia per andare e lavorare in Europa, e non solo (4)
Il rettore dell’università di Ferrara propone l’abolizione de numero chiuso (5)

Anche Salvini è d’accordo, contro il numero chiuso, strano, ma anche un orologio rotto segna due volte al giorno l’ora giusta, diceva Groucho Marx; il ministro non sempre dice cazzate, ma fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, le priorità sono altre; a proposito di mare, i porti devono restare chiusi, Riace viene chiuso, i centri di accoglienza per i migranti vengono chiusi, c’è, nel governo molto interesse per le case chiuse (6)
Sul numero chiuso i governi non decidono di cambiare, e quindi sostengono il numero chiuso.

Il numero chiuso è un imbroglio, un dogma, solo ideologia,  è diventato un tabù, lo si associa al concetto di meritocrazia, altro imbroglio, e allora tutti si inchinano davanti alle parole dell’imperatore, per quanto possano essere castronerie (7).

C’è bisogno di un certo numero di medici, e infermieri, ogni anno.
Ma se questo bisogno non riesce a essere soddisfatto, possibile che nessuno dei gestori della cosa pubblica, e della sanità, abbia pensato all’abolizione del numero chiuso o di un raddoppio dei posti della lotteria del numero chiuso?
Dicono, se accogliamo più studentesse e studenti cala la qualità.
Certo, se le strutture restano le stesse, sia nelle facoltà che nei corsi di specializzazione, si impara male.
Se un ristoratore ha molti clienti e pochi tavoli, fa sedere le persone strette strette? Se non è deficiente comprerà qualche tavolo in più, se serve prenderà qualche cameriere e personale di cucina in più.
Anche chi ha un bar in spiaggia lo capisce.
Allo stesso modo le facoltà di medicina dovrebbero aumentare aule e professori, mancano i soldi, si dirà. Si trovano per la tav, per il reddito di cittadinanza, per pagare l’abbonamento Twitter a Salvini, per aspettare 80 anni per la restituzione di 49 milioni rubati dal partito più amato dagli italiani (8) ,e per mille altre cose.

Oppure mettiamo un ristoratore al MIUR.

Ps: succede anche cose strane, meglio, non strane, sono la normalità, in questo piccolo mondo antico che fa schifo, gestito da corrotti, incapaci o peggio.
A chi conviene il dissanguamento della sanità pubblica?
Come in tutti i delitti seguire l’odore dei soldi aiuta.
E la puzza fa vomitare.
“…Qui da noi, nel sassarese intendo, si chiude una struttura di eccellenza, leggi Policlinico Sassarese (ma potremmo citare altre realtà locali che erano dei veri gioielli del territorio), e se ne apre miracolosamente un'altra, sempre privata, ad Olbia sulla quale brilla il Santo Sigillo del Vaticano (Deus bò s'appada in sos bratzòs suos pro bòs traghettare in su chelu celeste...) e del Qatar insieme. Amorevolmente e fraternamente uniti dall' amore per la Sanità Privata a spese di quella Pubblica. Il Popolo bue può aspettare e, a questo punto, può benissimo mettersi in macchina e recarsi, per alcune visite specialistiche convenzionate, ad Olbia che potrà sostituire, con merito e titolo questa volta, il Villaggio di Sassari come Città Capoluogo nonché come punto di riferimento certo per l' intera economia del territorio…“




mercoledì 19 settembre 2018

Test Medicina/Sanità. Venti neoliberisti dal Ministero M5S/Lega - Claudia Zuncheddu



A vent’anni non si può negare a nessuno la libertà di scegliere per il proprio futuro. Difficile spiegare ai giovani che il diritto al sogno gli è stato sottratto e che le grandi praterie dove costruire i propri percorsi di vita sono scomparse. E’ paradossale che il libero arbitrio come libertà individuale di pensiero, di azione e di scelta sia a discrezione altrui.
Questo è ciò che sta succedendo nell’università ed in particolare nella facoltà di Medicina. In quest’era buia è possibile ipotecare il futuro di un giovane aspirante medico nel tempo di un quiz. Non è questo il metodo migliore per selezionare le capacità, i meriti e le attitudini di chi ambisce. I test per l’accesso a Medicina e Chirurgia sono discriminazioni e non selezioni, che rientrano nel complesso progetto della privatizzazione del sistema sanitario pubblico.
Con i test per l’ammissione alla “graduatoria nazionale” gli studenti sardi rischiano di essere schiacciati numericamente da quelli delle altre regioni. I pochi sardi che superano i test, possono essere destinati ad altre facoltà italiane ed eccezionalmente possono sostenere i costi di un mantenimento agli studi fuori dall’Isola.
Il fenomeno della migrazione universitaria, dovuta all’esistenza di una “graduatoria nazionale” aumenterà i dislivelli tra gli atenei del nord e quelli del sud. Un grande capitale umano del sud andrà ad accrescere il prestigio di atenei d’èlite come Milano, Pavia, Padova, Bologna.
In Sardegna non si formerà più una classe medica propria. Che un sistema sanitario pubblico necessiti di più medici si rileva dalla mancanza della staffetta generazionale nella Medicina di Base. In 5 anni 45mila medici di famiglia in Italia andranno in pensione e 14 milioni di cittadini resteranno senza medico. In Sardegna la stima minima per l’anno in corso va oltre i 200. Con la Legge 264/99 sul numero chiuso non sono stati formati medici in numero equo per un sistema pubblico.
Per i tagli alle borse di studio numerosi laureati in medicina non possono accedere ai percorsi post-laurea. Non viene messo a bando un numero adeguato di posti nelle scuole di specializzazione che non riescono a soddisfare la richiesta sociale di assistenza medica specializzata.
Se la Sanità torna ad essere un diritto di casta e l’Università non più un ascensore sociale, necessitano meno medici e si risparmia sulla formazione ancor più importando professionisti dall’estero a costi concorrenziali ed irrisori. Il governo di oggi e quelli di ieri sono accomunati da una visione neoliberista della Sanità per cui tutto deve essere monetizzato.
Su come privatizzare i sistemi sanitari pubblici ci pensarono gli anglosassoni sotto Thatcher. Basta allungare le liste d’attesa, imporre ticket sempre più elevati, esasperare i cittadini inducendo chi può pagare a rivolgersi ai servizi privati e chi non può ad affidarsi alla sorte. Era questa la formula della Thatcher oggi più che mai di attualità.
Che i sardi debbano affidarsi alla sorte lo dicono i tristi primati sulla mortalità e sulla riduzione dell’aspettativa di vita in questi ultimi anni. Come tutti quelli che hanno governato a Roma e in Via Roma, anche il “governo del cambiamento”, nella migliore tradizione coloniale, sta ratificando e decretando la morte e l’estinzione dei nostri ospedali, dei nostri medici, delle nostre eccellenze scientifiche. Chiudono importanti scuole di Specializzazione, si declassano e si abbandonano le nostre Università.
Quando alla povertà economica si aggiunge quella culturale e scientifica si condanna a morte un popolo. Ma ci vogliono intelligenze politiche e culturali anche per comprendere questi processi.
da qui


il numero chiuso è un imbroglio.

da molti anni il numero dei medici e delle infermiere necessario alla sanità pubblica è di molto superiore agli ammessi, col numero chiuso, alla facoltà di Medicina e a quella di Scienze infermieristiche.

il numero chiuso è lo strumento con il quale si ammazza la sanità pubblica (tranne i posti di primario, strano, ma vero), quando i nostri medici andranno in pensione nessuno li sostituirà, e tutti a dire che la sanità pubblica non funziona, quando starai male andrai dal medico privato, a pagamento, e verrai ricoverato in un ospedale del Qatar.

alla maggior parte di noi hanno ripetuto il mantra che il numero chiuso è giusto ed efficiente (forse per i business di chi fa i corsi per fare quiz).

è solo la scure nelle mani del boia, ma pochi si rendono conto.

quel ceppo di legno affianco a noi sembra sia per altri, per chi non merita, per chi non potrà pagare, per i colpevoli.