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mercoledì 3 aprile 2013

ricordo di P183

E’ morto l'artista di strada russo che si firmava con la sigla "P183" e di cui si conosceva solo il nome di battesimo Pavel: veniva definito il "Banksy russo" per la grafica e il messaggio politico dei suoi interventi, tutti comparsi nei dintorni di Mosca, il più celebre dei quali forse sono gli occhiali che sbucano da una piazza innevata, con un palo della luce a fare da stanghetta. Pavel non aveva più di trent'anni, si dice 29. La notizia della sua morte prematura è stata diffusa dalla sua casa di produzione senza aggiungere alcun dettaglio. "Esprimere la propria opinione è una forma di difesa civile...voglio insegnare alla gente in questo paese a distinguere le bugie dalla verità, il bene dal male, ancora non sono in grado di farlo" aveva spiegato Pavel, che respingeva il paragone con l'artista britannico sottolineando il lavoro originale che aveva svolto negli ultimi 14 anni, in una recente intervista all'emittente televisiva Rt.



mercoledì 4 aprile 2012

Pavel 183

...Moscovita di nascita, Pavel preferisce San Pietroburgo, che considera più europea. "La missione della street art è dialogare con la gente. Per farlo non c’è bisogno di una galleria. Si viene a crea­re un gioco visuale nell’ambiente cittadino: una persona anche senza entrare nei musei ha comunque la possibilità di vedere, recepire, riflettere sulla tua opera", sottolinea. E aggiunge: "Per mia natura sono un ascetico. Sono abituato al silenzio e alla solitudine. E mi piace molto il fango: d’estate guardo le mie scarpe, le suole. Il fango di per sé è semplice e naturale, in esso non vi è nulla di esagerato. Quando la gente saprà guardare a se stessa come al fango, e saprà scorgere nel piccolo il grande, raggiungeremo l’equilibrio. Senza di esso, senza questo equilibrio delle nostre anime, dei nostri pensieri e delle nostre azioni con il mondo che ci circonda, rischiamo di diventare un McDonalds con i menu e le porzioni preparati tutti con le stesse misure e proporzioni". 
da qui