La Libertà Non Sta Nello Scegliere Tra Bianco E Nero, Ma Nel Sottrarsi A Questa Scelta Prescritta. (Theodor W.Adorno)
martedì 10 febbraio 2026
sabato 31 gennaio 2026
venerdì 23 gennaio 2026
censurato Alessandro Barbero
“È troppo virale”: oscurato da Meta il video di Barbero - Virginia Della Sala
La
“censura”.
Nelle scorse ore, sulla piattaforma social dove prima compariva l’anteprima
dell’intervento dello storico, è apparsa una etichetta con una frase netta su
sfondo sfocato: “Informazione falsa: esaminata da fact checkers di terze
parti”. Accanto, per spiegare il motivo, il fact checking del quotidiano Open:
“Referendum Giustizia, cosa dice davvero la riforma rispetto a quanto affermato
da Barbero”. La foto del professore nell’articolo ha un’etichetta rossa, anche
qui con un perentorio “Falso”, una X sulla parola “governo” e una introduzione
meno perentoria: “Attraverso il video – si legge- si potrebbe pensare che una
vittoria del ‘Sì’ comporterebbe un aumento del potere del governo sulla
magistratura, fino a evocare scenari autoritari e un ritorno a un modello
fascista. Di fatto, contiene affermazioni che risultano fuorvianti”.
Il punto.
Sul Fatto è stato (e sarà) spiegato perché non siano così
“fuorvianti” né così “false” : dall’indebolimento del Csm che si farà in due ma
per effetto della riforma perderà il potere disciplinare in favore dell’Alta
Corte, passando dal doppio standard per quel che riguarda il sorteggio (per la
componente togata sarà secco, mentre la politica continuerà a potersi scegliere
i propri rappresentanti in una lista ristretta di prescelti), fino al punto
ritenuto “infondato” e “inesistente” dal fact checker del controllo del governo
sulla magistratura. Un ragionamento complesso, di contesto ma di pubblico dominio
che, però, Meta e i suoi fact checker sembrano non vedere, al punto di non
menzionarlo come invece fa Pagella Politica riconoscendo che
“perché il rischio descritto da Barbero si concretizzi dovrebbero verificarsi
insieme più condizioni”. È oltretutto parte fondamentale delle esplicite
motivazioni del fronte del “No”. Per avere il privilegio di rimanere pienamente
visibile sulla piattaforma, Barbero avrebbe insomma dovuto spiegare
pedissequamente la riforma punto per punto in una video-lezione che avrebbe
richiesto almeno un’ora. Che non solo non corrisponde agli standard social ma
non era evidentemente neanche l’obiettivo del video. Pure in quel caso
comunque, stando al metodo adottato da Open, non avrebbe avuto garanzia di
salvezza. La sintesi del suo pensiero (“A me però sembra che un CSM, anzi
due, anzi tre organismi dove i membri magistrati sono tirati a sorte mentre il
governo continua a scegliere quelli che nomina lui, saranno per forza di cose
organismi dove il peso della componente politica sarà molto superiore, dove di
fatto il governo potrà di nuovo, come in uno stato autoritario, dare ordini ai
magistrati e minacciarli di sanzioni”) – per Open, deve essere “verificata”
ed etichettata. Il motivo? È troppo visibile.
Perché
barbero.
Al di là del merito, infatti, il video di Barbero è stato sottoposto a verifica
perché circolava troppo, con centinaia di migliaia di visualizzazioni e
condivisioni tali da influenzare l’esito del voto. È una questione di
percezione: non esiste un dato oggettivo che certifichi la “viralità”, cioè un
numero oltre il quale un video diventa “critico”. Open decide
autonomamente quindi, come fa per altri video virali su tematiche “sensibili”,
di sottoporlo a fact checking. La testata è infatti partner di Meta.
“Collaboriamo con organizzazioni di terze parti che esaminano e classificano la
disinformazione virale – spiega la piattaforma -. I partner sono certificati da
organizzazioni indipendenti”.
Falso ma
anche meno.
Esistono diverse etichette: “Falso”, “Alterato” o “Parzialmente falso” e la
distribuzione del contenuto viene limitata in base a questi criteri. “Riduciamo
drasticamente la distribuzione dei post Falsi e Alterati e in misura minore
quella dei Parzialmente Falsi” dice Meta. Ma ci sarebbe anche l’opzione “Privo
di contesto”. In quel caso il social si concentra “sul mostrare più
informazioni provenienti dai fact-checker”. Eppure, tra queste opzioni, per
Barbero è stato scelto “Falso”. In alcuni casi, il post è stato ripristinato: i
titolari dell’account che lo avevano condiviso hanno dovuto “rettificare” o
aggiungere dettagli al post per spiegare le ragioni del professore. Per fortuna
i cittadini sono più fact checker dei fact checker.
sabato 3 maggio 2025
lunedì 10 febbraio 2025
venerdì 28 giugno 2024
martedì 22 agosto 2023
La sconfitta di Pirro
articoli, video, immagini di Paolo Selmi, Alessandro Barbero, Davide Malacaria, Toni Capuozzo, Aurelio Tarquini, Nicolai Lilin, Jesús López Almejo, Ariel Umpièrrez, Nick Corbishley, José Luis Cebrián, Ezequiel Bistoletti, Diego Ruzzarin, Vladimir Volcic, Bruno Scapini, Christian Meier, Fabio Mini, Enrico Tomaselli, ANBAMED, Movimento Nonviolento, Aaron Malè, John Mearsheimer, Karen Méndez,Miguel Ruiz Calvo, Alessandro Orsini, Fulvio Bellini, Enrico Vigna, Roberto Gabriele, Andrea Puccio, Francesco Masala, Alberto Bradanini, Jacques Baud, Andrew Korybko, Alfonso Navarra, Umberto Franchi, Mauro Biani, Carlos Latuff
In esclusiva i sette punti nell’ultimatum di Pirro Zelensky e Pirro Stoltenberg per evitare di sconfiggere e umiliare la Russia:
1 – Ripristino dei confini dell’Ucraina, i sacri e intangibili confini di sempre
2 – Ingresso nell’Ucraina, con effetto immediato, nella Nato, nella Ue e nell’Ecowas
3 – Smilitarizzazione completa dell’esercito russo
4 – Vitalizio a spese della Russia per le famiglie degli eroi ucraini morti e feriti
5 – Tutte le spese di ricostruzione dell’Ucraina saranno, come da contratto, effettuate da BlackRock e saranno sostenute dalla Russia, in 48 comode rate mensili
6 – Forniture dell’energia all’Ucraina da parte della Russia (gas e petrolio) con sconto del 87,5% sui prezzi di mercato, per i prossimi cinquant’anni
7 – Pagamento delle tasse sulle case di Zelensky, all over the world
(a cura di Francesco Masala)
scrive Paolo Selmi:
…CINQUECENTOMILA
Sono i morti fra le fila ucraine che l’U-ccidente comincia ad ammettere.
https://t.me/ukraina_ru/165253
Il che ci porta a pensare che siano molti di più. Ancora una volta, comunque, un cinegiornale u-ccidentale scavalca PESSIMISTICAMENTE la propaganda del regime di Kiev. Consideriamo e annotiamo questo segnale, visto che il dato in sé era già noto, e purtroppo qualche mese fa.
Così come registriamo che la propaganda u-ccidentale e quella del regime di Kiev sono pieni di risorse. Per esempio, non stupirebbe sentire le grancasse del potere locale e atlantico risuonare a gran voce nuove arie, quali quella che il massacro attuale non sarebbe stato in realtà una kontrastup ma avrebbe costituito un tentativo di difesa contro gli attacchi russi prevenendoli con attacchi, per l’appunto, preventivi, che avrebbero in questo caso “funzionato”:
https://t.me/ukraina_ru/165232
Resterebbe da obbiettare che tale tattica difensiva ha portato, a differenza di altre, all’annientamento di un esercito e di un popolo. Che far saltare una diga non poteva rientrare in quei piani ma in ben altri piani. Eccetera…
Ma cosa c’è di razionale in un capo dei servizi segreti che oggi ammette candidamente di aver fatto saltare lui il ponte della Crimea? Svelando i dettagli, pubblicando foto dei rotoli di plastica dove dentro c’era l’esplosivo? Ammettendo, sempre candidamente, di essersi servito di civili russi ignari, fra cui un autista morto (insieme alla malcapitata famiglia in macchina che gli passava accanto)?
https://t.me/polk105/10300
Cosa c’è di razionale in uno Stato terrorista retto da un’Alleanza altrettanto terrorista?
Cosa c’è di razionale in uno Stato che fa saltare una diga per una kontrastup che non ha mai preso piede, solo perché nonostante i tentativi di passaggio dall’altra parte i risultati non sono mai arrivati, e i morti sono ancora sul campo, e oggi ammette che quella diga non riuscirà a ripararla?
https://t.me/ukraina_ru/165254
Chi pagherà per tutto questo? La sensazione è che sia l’alleanza atlantica, sia il regime terrorista che governano come un burattino, pensano di godere di un’IMPUNITÀ INTERNAZIONALE che consenta loro di fare ciò che vogliono. Vedremo come andrà a finire…
… DISOBBEDIENZA CIVILE E MILITARE
Due battaglioni aviotrasportati su tre oggi si sono rifiutati di andare all’assalto. Stiamo parlando di CINQUECENTO SOLDATI:
https://t.me/WarDonbass/125697
Cinquecento uomini che si sono rifiutati in blocco, categoricamente, di andare al macello. Nel mentre, è notizia recente che il piano di riforma statale della Chiesa, attuato nel silenzio generale del di U-ccidente e Vaticano, sta MISERAMENTE NAUFRAGANDO. La maggior parte dei sacerdoti ortodossi, nonostante le persecuzioni, nonostante le pressioni, nonostante la mancanza totale di appoggi esterni, si è rifiutata di passare alla chiesa fantoccio del regime di Kiev. E la maggior parte dei fedeli insieme ad essa:
https://t.me/ukraina_ru/164829…
…Sulla riva sinistra del DNEPR siamo tornati al punto di partenza, per l’ennesima volta. I parà nazifascisti nel lasciare in fretta e furia le postazioni mandate a conquistare per creare la testa di ponte in vista del D-Day, son stati costretti a svignarsela in fretta e furia lasciando ai russi molti trofei NATO, che torneranno MOLTO utili (se non altro perché prima o poi qualcuno si sveglierà nel capire l’idiozia di tutto questo gioco al massacro da parte dei padroni d’oltremanica e oltreoceano) … per combattere le forze NATO stesse!
https://t.me/RVvoenkor/51537
Sopra RABOTINO abbiamo, sempre a proposito di idiozia di questo gioco al massacro, le PRIME FOTO DEI PRIGIONIERI DELL’OTTANTADUESIMA BRIGATA, la punta di diamante della invincible armada che avrebbe dovuto portare in un sol balzo patàca e mascellone direttamente da Erdogan dall’altra parte del Mar Nero, passando di sfuggita per la Crimea…
https://t.me/RVvoenkor/51535
Pare che siano ormai in tanti a sintonizzarsi sui 149,200 e a dire “Volga”, la parola d’ordine con cui stabilire contatto coi russi e tornare a casa vivi.
Del resto, per i loro padroni la loro vita vale meno delle carcasse di Leopard che affollano i viottoli di campagna tramite cui i caporali su blindati da trasporto li sbattono in prima linea e fuggono subito indietro:
https://t.me/RVvoenkor/51530
Prigionieri di giornata nei dintorni di KRASNYJ LIMAN altro non sono risultati, al primo interrogatorio, CHE CIVILI COSCRITTI A FORZA DUE SETTIMANE ADDIETRO! NEANCHE IL CAR, NIENTE. CARNE DA CANNONE A KM ZERO!
https://t.me/rusich_army/10448
E l’U-ccidente, soprattutto le sue anime belle, così attente ai diritti civili che dicon loro, salvo poi
applaudire quando lo Stato toglie il lavoro senza pensarci due volte a chi osa obbiettare sul fatto di inocularsi obbligatoriamente qualcosa che neppure chi l’ha prodotto conosce sino in fondo, senza neppure porsi il problema del tipo di lavoro che fa quel lavoratore, lo stesso che magari nell’epoca dei codici ATECO consentiti era considerato un eroe,
lo stesso U-ccidente che, sempre per tornare a quei bei tempi andati, e neanche da molto, usava nelle cacce alle streghe immonde e indegne sui social, inizialmente anche per un bambino che giocava nel cortile, gli stessi toni che usavano gli ucraini sui loro nel processo di disumanizzazione dei russi su cui Arestovich ieri ha recitato il suo tardivo (e inutile) mea culpa,
quell’U-ccidente di fronte a questo massacro continua a girare la testa dall’altra parte.
Lo stesso U-ccidente, che oggi ha CHIUSO IL SITO SOUTHFRONT.ORG! Poco male, per chi volesse è nato SOUTHFRONT.PRESS che ha recuperato l’archivio chiuso da chi ormai ha perso completamente il controllo sulla cosiddetta “informazione”:
https://t.me/southfronteng/37843
U-ccidente che, come notato dai compagni che ringrazio per i loro interventi puntuali su queste pagine, se la ride sotto i baffi, intascando il suo complesso militare industriale ogni mese il suo dividendo…
…“MANDARE COSÌ AL MACELLO I PROPRI UOMINI PUÒ FARLO SOLO CHI LI ODIA PIÙ DI QUANTO ODIA NOI”
“Так гнать на убой своих могут только те, кто ненавидит их сильнее нашего.”
https://t.me/polk105/10201
Questa la conclusione a cui giungono i soldati del battaglione Vostok a guardia di UROZHAJNOE. Nel descrivere la cruenta battaglia di ieri, culminata con un nulla di fatto. I russi dalle loro nuove posizioni, situate a sud del paese, continuano a martellare gli attaccanti che lasciano sul campo “una parte significativa di quanto il nemico ha gettato nella mischia per prendere il paesello” (значительную часть того, что противник бросал на взятие посёлка).
Perdite inflitte tante e tali che gli stessi soldati russi scrivono, poco dopo: “c’è una parte della nostra coscienza che si rifiuta di comprendere i motivi che spingono il comando ucraino a questi ordini.” (часть нашего сознания отказывается понимать мотивы украинского командования).
E quindi il finale, messo come titolo di questo pezzo sull’assurdità di un genocidio, quello del popolo ucraino, ordinato da mesi, ormai, dalla NATO e messo in opera dal regime nazifascista di Kiev. Per la cronaca, poco più in là, sopra RABOTINO, ne sono appena morti poco meno di SETTANTA nell’ennesimo, insensato, criminale, inutile, respinto come tutti gli altri, assalto.
https://t.me/rusich_army/10391
Sempre per la cronaca, a cercare di tamponare la falla sopra KUPLJANSK sono state gettate nella mischia le riserve: come commenta il canale ucraino Legitimnyj, LA MOSSA DI SBATTERE AL FRONTE MASSE DI SOLDATI MALE ADDESTRATI E CON INSUFFICIENTE COPERTURA DI ARTIGLIERIA PER PRIVILEGIARE I LUOGHI DELLA KONTRASTUP CON IL MEGLIO DELLE TRUPPE A DISPOSIZIONE, AUMENTERÀ ULTERIORMENTE LE PERDITE!
https://t.me/legitimniy/16067
Sempre a proposito del genocidio di un popolo…
…ULTERIORI CRIMINI COMMESSI CONTRO IL POPOLO UCRAINO DAL REGIME AL POTERE
Partiamo da un’indagine statistica. Il 72% dei reduci di guerra TEME CHE LO STATO SI DIMENTICHI DI LORO.
https://t.me/rezident_ua/19238
Questo risultato, rilanciato dal canale ucraino Rezident, riflette un dato di fatto. “Teme”, infatti, è un giro di parole per esprimere neanche una convinzione soggettiva, una percezione individuale, ma la situazione attuale di chi è sopravvissuto per miracolo e si vede intorno il deserto.
La NATO e il regime da essa tenuto in piedi ha usato i cittadini maschi ucraini abili e arruolati come carne di cannone, componente organica di un territorio dove esercitare SIN DA PRIMA DELLA SVO (vedasi il caso dei biolaboratori, ma non solo) il peggior capitalismo da rapina, simile solo a quello che ha reso possibile l’accumulazione e concentrazione di capitale post-sovietica che ha generato la classe cosiddetta “degli oligarchi”.
In questo caso parliamo di invalidi, malati psichici da traumi da guerra, che sono stati e saranno lasciati in balia di loro stessi. Lasciati alle cure di genitori anziani che da soli non ce la potranno mai fare. In un unico percorso di morte, quella di un popolo intero, senza alcun futuro.
Questo, mentre sta approdando nelle aule del parlamento farsa di Kiev un disegno di legge sulla LEGALIZZAZIONE DELLA PRODUZIONE PORNOGRAFICA.
https://t.me/yurasumy/10240
Come nota laconicamente questo canale, gli uomini sbattuti a crepare al fronte, le donne sbattute nei bordelli. Opinione condivisa da uno dei canali ucraini più letti,
https://t.me/ZeRada1/15248
Oggi la produzione di filmati pornografici, sulla scia di quanto già accade in diversi “paradisi” di carne umana a basso costo in Europa dell’Est, domani la prostituzione.
Di fatto, all’appello dello sfruttamento del materiale biologico a disposizione INTESO NON PIÙ SOLTANTO come forza lavoro, e il riferimento va peraltro a livelli di schiavismo che vanno ben oltre le fabbriche inglesi di Marx ed Engels, COME PER ESEMPIO NEL CASO DEL LAVORO MINORILE E SCHIAVIZZATO (14 ORE AL GIORNO) DELLE MINIERE DI COBALTO IN CONGO (filmato qui),
https://t.me/tsargradtv/53533
MA INTESO ANCHE COME MATERIALE BIOLOGICO DI CONSUMO PROPRIAMENTE DETTO,
– dopo la COMPONENTE MASCHILE mandata al macello,
– dopo l’avvio di un fiorente traffico di ORGANI e di MINORI come già denunciato nei lavori precedenti,
mancava ancora all’appello la COMPONENTE FEMMINILE. La mercificazione passerà dall’avviamento alla prostituzione agli uteri in affitto, secondo quanto di più criminale l’alienazione capitalistica e la conseguente reificazione del corpo umano stanno producendo nel cosiddetto, civilizzato, U-ccidente. Passo obbligato verso la cosiddetta “civiltà”. In attesa di quell’ulteriore passo verso la civiltà che distinguerà l’Ucraina come un Paese “libero”: l’immancabile articolo di denuncia fra qualche anno sul Guardian. Come il pezzo, più simile a un necrologio, pubblicato oggi.
C’È CHI DICE NO (MEGLIO, NON RISPONDE ALL’APPELLO)
Anche il Guardian, infatti, “si accorge” che la maggior parte dei giovani ucraini ancora “a piede libero” vive rinchiusa in casa per paura di essere presa e sbattuta al fronte, oppure, dissangua l’intero clan parentale per racimolare e pagare fino a cinquemila dollari in contanti ai voenkom, ai capi dei distretti militari, per vedersi stracciare la cartolina davanti ai loro occhi:
https://www.theguardian.com/world/2023/aug/15/bribes-and-hiding-at-home-the-ukrainian-men-trying-to-avoid-conscription
Notizia, non tanto quella in sé di cui parliamo da mesi, ma quella INDIRETTA di un giornale u-ccidentale che finalmente torna a fare giornalismo, distogliendo la lingua dai piedi dei suoi padroni, che ha fatto il giro dei canali russi
https://t.me/ukraina_ru/164740
e ucraini:
https://t.me/rezident_ua/19243
Un popolo intero vede ormai davanti a sé non una lotta vittoriosa, e neppure una difesa eroica, ma soltanto morte. Morte che cerca di evitare come può, INDIVIDUALMENTE, ALLA RICERCA DI UN ESPEDIENTE, “MORS TUA VITA MEA”.
In Ucraina è totalmente assente un qualsiasi soggetto organizzato, foss’anche solo un PCI clandestino, in grado di canalizzare e organizzare la lotta. Dal 2014 i nazifascisti al potere hanno fatto terra bruciata di qualsiasi opposizione che non fosse una ripetizione e una continuazione, con parole diverse, di quanto già in atto. Persino il “cambiamento” annunciato da Zelenskij e che aveva portato alla sua elezione, le sue promesse di “pace”, di “fine del conflitto”, nel 2019, son durate il tempo di un viaggio a Londra. E il popolo ucraino è rimasto nuovamente solo. Sempre più solo. E quando non riesce a racimolare cinquemila dollari chiude in casa i suoi figli….
Quanti morti servono ancora? – Toni Capuozzo
F16 all’Ucraina, titolano i giornali: sembra la discesa in campo di armi in grado di ribaltare l’esito di un conflitto nel quale la superiorità aerea della Russia è insidiata solo dall’efficacia della contraerea ucraina. Ma poi leggi che oi primi sei caccia arriveranno solo entro la fine dell’anno, e che i piloti ucraini pronti per l’addestramento sono meno di dieci. Insomma è una mossa che non cambia le sorti della guerra, ma piuttosto disegna il futuro prossimo: un’Ucraina mutilata del Donbass e della Crimea, ma rassicurata da una partnership con la Nato, e da un’integrazione della sua Difesa con quella atlantica. E non è impossibile che si arrivi a un negoziato prima della fine dell’anno. La controffensiva ucraina segna il passo e anzi sono i russi ad attaccare, a nord. E, impietosa, la radiografia di un duello impari. Non tra gli armamenti, ma tra le risorse umane. Noi siamo stati intontiti dalla propaganda, e vedevamo ovunque sconfitte russe, in questo anno e mezzo. Ma il prezzo sono state il sacrificio dei reparti ucraini più esperti. Ora è la volta di reclute troppo giovani o troppo anziane, e tutte reclutate a forza, senza nessuna voglia di morire per le terre irredente. Hanno perso molti uomini anche i russi ? Certo, ma la loro riserva demografica di carne da cannone è molto più vasta. All’Ucraina, da qui al generale inverno, sembra non restare altro che punzecchiare l’invasore alle spalle: droni su Mosca, barchini esplosivi: uno sberleffo al nemico che non richiede sacrificio di uomini ma solo tecnologia e inventiva, e però non è così che si conquistano territori, né si vincono le guerre. Zelenskji è molto meno di moda, sui media occidentali, come se ci si stesse preparando all’ora della verità: il leader gladiatorio di un paese attaccato, che ne ha guidato la resistenza, sarà in grado di essere il leader della mediazione, capace di inghiottire bocconi amari, e di farli inghiottire ai suoi ? L’Occidente questo gli chiede in silenzio: nulla sull’Ucraina senza l’ucraina, come hanno sempre detto. Dovrà essere l’Ucraina a mostrarsi rassegnata e ragionevole, e impossibilitata a vincere sul campo. L’Occidente, dopo averne fatto una trincea del diritto internazionale e della democrazia, dopo aver accarezzato l’idea di una sconfitta strategica della Russia, e addirittura di un cambio di regime a Mosca, può ammettere il topolino di un negoziato? No, l’ingrato compito spetta a Kiev. Ci vogliono ancora un po’ di morti, lasciamoli fare, tutti eroi e tutti accoppati, anche se lo sanno tutti che si va a negoziare. Di paci giuste sono piene le trincee. Sono le paci possibili, con vittorie mutilate e premi di consolazione, quelle che fermano i conflitti. Le elezioni americane premono, gli F16 sì, ma dopo. Se il realismo si fa strada là dove si decide, a restare con un insignificante cerino in mano siamo noi, l’Italia delle armi senza fine, l’informazione di guerra che ha cercato di farci diventare patrioti ucraini, lasciando che a morire, però, fossero loro.
sabato 18 marzo 2023
venerdì 24 febbraio 2023
E allora le foibe?
Le foibe sono state davvero il nostro "olocausto"? - Giuliano Marrucci
E allora le FOIBE? - Alessandro Barbero
lunedì 13 febbraio 2023
Berlusconi sta con la maggioranza degli italiani
articoli, video, disegni di Vittorio Rangeloni, Nouriel Roubini, Stefano Orsi, Chappatte, Mirko Campochiari, Alessandro Barbero, Giuseppe Masala, Fabrizio Poggi, Clara Statello, Caitlin Johnstone, Giampaolo Cadalanu, Enrico Tomaselli, Enrico Tomaselli, Piccole Note, Giuseppe Germinario, Max Bonelli, Clara Statello, Seymour Hersh, Gilberto Trombetta, Calp, Giacomo Gabellini, Donatella di Cesare, Francesco Masala, Domenico Gallo, Guido Salerno Aletta, Lucio Caracciolo, Andrea Zhok, Nicolai Lilin
Come gli Stati Uniti hanno fatto saltare i gasdotti Nord Stream – Seymour Hersh
Chi ha fatto saltare il gasdotto Nord Stream? Incredibilmente, stampa e politici europei sembrano non interessati a conoscere la verità su questo grave attentato, che ha fatto saltare in aria un’infrastruttura energetica di livello strategico per la Germania in primis, ma anche per l’intera Europea.
In realtà ormai è ben chiaro chi ci sia dietro l’attacco e chi aveva l’interesse nel far saltare i gasdotti. I governanti europei preferiscono glissare sulla questione perché non hanno alcuna possibilità di protestare o di giustificarsi davanti ai propri popoli. L’Europa è ormai ridotta a un protettorato di Washington.
In ogni caso, una nuova conferma arriva dal giornalista statunitense premio Pulitzer Seymour Hersh: gli esplosivi sotto i gasdotti Nord Stream e Nord Stream 2 sono stati piazzati da sommozzatori statunitensi durante una presunta esercitazione della NATO e attivati dai norvegesi.
“L’estate scorsa, i sommozzatori della Marina, sotto la copertura di un’esercitazione NATO nota come Baltops 22, hanno piazzato degli ordigni esplosivi ad attivazione remota che tre mesi dopo hanno distrutto tre dei quattro gasdotti di Nord Stream”, ha scritto sulla piattaforma Substack.
Secondo il giornalista, il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha deciso di realizzare questo atto di sabotaggio dopo nove mesi di discussioni segrete con il suo team di sicurezza nazionale. Il problema principale era sbarazzarsi delle prove.
“Per gran parte di quel periodo, il problema non era se portare a termine la missione”, ma come portarla a termine senza lasciare prove evidenti “di chi fosse il responsabile”, ha scritto Hersh. Dato che le esplosioni si sono verificate nel bel mezzo delle ostilità tra Mosca e Kiev, qualsiasi “azione che potrebbe essere attribuita all’amministrazione violerebbe le promesse degli Stati Uniti di ridurre al minimo il conflitto diretto con la Russia”. La segretezza era essenziale per Washington.
Hersh sostiene inoltre che Jake Sullivan, consigliere per la sicurezza nazionale del leader statunitense, è stato coinvolto nella preparazione del piano di sabotaggio.
Con l’acuirsi delle tensioni tra Ucraina e Mosca, l’amministrazione Biden si è concentrata anche su Nord Stream. “Finché l’Europa continuerà a dipendere dai gasdotti per l’approvvigionamento di gas naturale a basso costo, Washington temeva che Paesi come la Germania sarebbero stati riluttanti a fornire all’Ucraina il denaro e le armi necessarie per sconfiggere la Russia”, ha scritto il giornalista, sottolineando che “è stato in quel momento di incertezza che Biden ha autorizzato (il consigliere per la sicurezza nazionale) Jake Sullivan a convocare un gruppo inter-agenzie per elaborare un piano”.
“Ciò che è apparso chiaro ai partecipanti, secondo la fonte con conoscenza diretta del caso, è che Sullivan intendeva che il gruppo elaborasse un piano per distruggere i due gasdotti Nord Stream, e che stava assecondando i desideri del presidente”, si legge nell’articolo.
Allo stesso tempo, scrive il giornalista, la Casa Bianca e la CIA hanno definito le notizie sul coinvolgimento di Washington nel sabotaggio del gasdotto una menzogna e una montatura.
Adrienne Watson, portavoce della Casa Bianca, ha definito tali ipotesi “una finzione completamente falsa”, mentre Tammy Thorp, portavoce della Central Intelligence Agency, ha commentato i fatti in modo analogo, affermando che “questa affermazione è completamente e totalmente falsa”, ricorda il giornalista.
Seymour Hersh è un giornalista investigativo statunitense. Ha vinto il Premio Pulitzer nel 1970 per il suo reportage sul massacro di Songmi durante la guerra del Vietnam. È stato anche il primo a raccontare il brutale trattamento dei prigionieri iracheni da parte dell’esercito USA nella prigione di Abu Ghraib.
Risulta utile rammentare gli avvenimenti per avere un quadro più chiaro della situazione: il 26 settembre 2022, sono state scoperte delle perdite nei gasdotti Nord Stream e Nord Stream 2. Il giorno successivo, il servizio di sicurezza svedese ha confermato la presenza di esplosioni nei pressi degli oleodotti. Sulla scena sono state trovate tracce di esplosivo.
Il Presidente russo Vladimir Putin, rispondendo alla domanda del corrispondente di Izvestia il 22 dicembre scorso, ha dichiarato che il sabotaggio del Nord Stream è stato un atto di terrorismo di Stato. Ha sottolineato che singoli individui o organizzazioni non avrebbero potuto organizzare da soli un sabotaggio di questo livello.
Il 26 gennaio, durante un discorso al Senato, il vicesegretario di Stato USA Victoria Nuland ha osservato che “l’amministrazione è molto felice di apprendere che Nord Stream 2 è ora un pezzo di metallo in fondo al mare”.
Il 4 febbraio, il procuratore generale tedesco Peter Frank ha ammesso che la Germania non ha prove del coinvolgimento russo negli attacchi agli oleodotti. Nel frattempo, l’indagine continua. Secondo il procuratore, i materiali raccolti sulla scena del crimine saranno consegnati per l’esame forense.
La portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha risposto sottolineando la posizione ambivalente della Germania. Da un lato, Berlino sottolinea costantemente il suo interesse a indagare sulle circostanze del sabotaggio, mentre dall’altro le dichiarazioni del Cancelliere Olaf Scholz, così come altre azioni delle autorità tedesche, suggeriscono il contrario.
La notizia che non c’è. Oggi si celebra la morte del giornalismo – Gilberto Trombetta
“ATTO DI GUERRA”.
“TERRORISMO A STELLE E STRISCE”.
“GLI STATI UNITI DICHIARANO GUERRA ALL’EUROPA”.
“GLI USA HANNO FATTO SALTARE IL NORD STREAM”.
Sarebbero dovuti essere questi i titoli di apertura dei maggiori quotidiani italiani. E dei telegiornali.
E sì perché poche ore fa Seymour Hersh in un lungo e dettagliato report¹ ha rivelato che l’esplosione dei gasdotti sottomarini Nord Stream dello scorso 22 settembre è stata frutto di un’operazione segreta ordinata dalla Casa Bianca e portata avanti dalla Cia in collaborazione con la Norvegia.
Per chi non lo sapesse fa Seymour Hersh è un giornalista investigativo statunitense. Forse il giornalista investigativo statunitense per eccellenza.
Nella sua lunga carriera (oggi ha 85 anni), Hersh ha raccontato storie come l’omicidio di massa di 500 civili a My Lai in Vietnam (indagine che lo portò a ricevere il prestigioso premio Pulitzer), ha seguito lo scandalo Watergate per il New York Times, ha rivelato il bombardamento clandestino della Cambogia da parte degli Stati Uniti (sempre loro…) e la tortura dei prigionieri nella prigione di Abu Ghraib in Iraq.
Oltre al premio Pulitzer, ha ricevuto anche due National Magazine Awards, cinque George Polk Awards e, nel 2004, il George Orwell Award.
Insomma, non è un Gianni Riotta qualsiasi. È il simbolo del giornalismo investigativo. Esperto di tematiche militari e governative.
Nel suo lungo report, Hersh rivela come lo scorso giugno sommozzatori della marina americana, utilizzando un’esercitazione militare della Nato come copertura, abbiano piazzato esplosivi lungo i due gasdotti Nord Stream che sono poi stati fatti detonare tre mesi dopo.
L’esercitazione usata come copertura è stata la Baltic Operations 22 o BALTOPS 22 dell’estate scorsa.
I sommozzatori del Diving and Salvage Center della Marina degli Stati Uniti a Panama City, in Florida, avrebbero piazzato esplosivi C4 lungo il gasdotto.
Esplosivi che sono poi stati attivati da una boa sonar lanciata da un aereo (un P8 della marina norvegese) il 26 settembre.
Una notizia che avrebbe dovuto occupare l’apertura di tutte le testate italiane.
Invece niente. Zero assoluto. Un silenzio assordante…
Fake news? – Francesco Masala
Gli Usa, paladini della pace, abbattono un pallone sonda cinese, messaggio: tutti sono autorizzati ad abbattere qualsiasi oggetto volante che sorvola il proprio territorio senza autorizzazione?
I russi hanno fatto saltare il Nord Stream 1 e 2, nonostante tutte le prove contrarie.
I russi non vogliono la pace, lo dice Zelensky, dopo aver fatto la spesa con la moglie.
L’Iraq di Saddam Hussein, come la Libia di Gheddafi, stavano per lanciare una moneta alternativa al dollaro (e al franco francese). Poi, elezioni segrete presso la Nato hanno deciso la loro democratica rimozione di Saddam Hussein e Gheddafi.
Il dollaro Usa è la valuta più solida del mondo.
La tentazione di non pagare il debito estero Usa, verso la Cina, per esempio, val bene una guerra.



