Forse sarà un’eresia, ma a volte viene da
chiedersi se i musicisti virtuosi, quei mostri di bravura capaci di infilare le
acrobazie più spericolate, di innalzarsi al di sopra della mischia col sorriso
sulle labbra e una folla osannante ai loro piedi, facciano davvero bene alla
musica. Talvolta infatti ho come la sensazione che in giro ci siano troppi
musicisti bravissimi e troppo poca musica bellissima, quasi che i primi
togliessero l’ossigeno alla seconda. Ai concerti, nonostante la Banda Bassotti che ci governa, qualcuno ancora
ci va. Non importa se pop, classica, jazz, opera; il fatto è che quando si
riaccendono le luci e sento il pubblico che dice: «Dio com’è bravo!», divento
triste. Perché la frase che vorrei sentire non è quella. «Dio che bella musica!»
Quella è la frase che vorrei sentire. Ma capita di rado…