Ursula von der Leyen il 26 maggio a Vilnius, insieme al commissario alla Difesa, il lituano Andrius Kubilius, Dopo aver incontrato i presidenti di Estonia, Lettonia e Lituania, la presidente ha dichiarato che i discussi ‘attacchi ibridi’ sui Paesi baltici sarebbero «una strategia deliberata della Russia che cerca di destabilizzare le nostre realtà democratiche». Chi sa se mentiva sapendo di mentire. O se -forse peggio-, era a sua volta vittima di una ben organizzata disinformazione occidentale.
Von der Leyen d’assalto
La presidente Ue in veste di stratega, «Mosca sta
fallendo e le persone nei Paesi Baltici stanno vivendo ciò che molti credevano
appartenesse a un’altra era». Ritrovata guerra fredda, sembra di capire.
Ursula, ex ministra della difesa tedesca insiste: «questa è una strategia
deliberata della Russia che cerca di destabilizzare le nostre società
democratiche». Una ‘quasi’ dichiarazione di guerra. E Bruxelles garantisce
‘piena solidarietà a Estonia, Lettonia e Lituania, senza però precisare con
quale esercito. Per Kubilius, il lituano ministro della difesa Ue, Putin sta
cercando di influenzare le opinioni pubbliche e politiche europee, «perché
inizino a esitare sul proseguimento del sostegno all’Ucraina». Fosse vero, ci
sta riuscendo molto bene. Intanto, Lettonia, Estonia e Lituania riceveranno
ulteriori 12 miliardi di euro dal programma europeo SAFE, avverte Von der
Leyen, e 16 nuovi progetti nella difesa cibernetica e nei sistemi anti-drone
dei tre Paesi da schiarare non si sa bene su quale fronte.
Cieli baltici invasi dai droni
ucraini
In 20 maggio la prima ministra lituana, Inga
Ruginiene, ha annunciato l’apertura 24 ore su 24 dei rifugi antiaerei del
Paese. Allarme nazionale generale così segnalato lancio dell’ANSA:
«provvedimento causato degli sconfinamenti di droni ucraini nel territorio
lituano». Droni ucraini e non russi? Ma come? Von der Leyen che ci racconta? O
greve inciampo o peggio. Sempre l’ANSA scrive che il ministero degli Esteri
ucraino si è scusato con gli Stati baltici per i ripetuti sconfinamenti di
droni e velivoli senza pilota nel loro spazio aereo. Ma spesso -scopriamo-, il
‘dettaglio’ viene omesso dalle cronache. Gli ucraini sostengono che i loro
droni sconfinano nei cieli baltici deviati dalle contromisure russe mentre,
secondo Mosca, le tre piccole repubbliche ex sovietiche hanno offerto il loro
spazio aereo ai reparti di droni ucraini che hanno colpito recentemente
installazioni petrolifere. Legittimo sospetto: molti indizi rendono credibile
la presenza di basi segrete ucraine all’estero (ad esempio in Libia). Possibile
che questo accada anche in qualche repubblica baltica (dove gli ucraini
assemblano droni) a spiegare questa improvvisa presenza di tanti droni ucraini
sul loro spazio aereo?
Imbarazzante silenzio Ue ed Europa
Forse non abbiamo sottolineato adeguatamente il
teatrino dell’assurdo. I vertici dell’UE che esprimono sostegno ai baltici
contro la minaccia russa quando i droni che minano la sicurezza delle tre
repubbliche sono ucraini. Incapacvi o collusi a Bruxelles, ma i singoli governi
dei 27? Ancopra più avvilente che nessuna nazione europea denunci una simile
politica prendendone le distanze. Il tema dei droni ucraini del resto ha
provocato la caduta del governo lettone, dopo le dimissioni del ministro della
Difesa, Andris Spruds. La premier di centro-destra Evika Silina ha rassegnato
le dimissioni sempre sulla scia di un drone, anzi due, e sempre ucraini, che
avevano colpito degli impianti petroliferi del paese baltico. Il 23 maggio un
altro incidente con protagonista un drone ucraino ha scosso la Lettonia. Il
velivolo fuori controllo è esploso schiantandosi nel lago Dridza, a 15
chilometri dal confine con la Bielorussia.
Due pesi e due misure
In evidente imbarazzo, il ministro degli Esteri
lettone, Baiba Braze, aveva affermato che i droni ucraini che hanno violato lo
spazio aereo “non costituiscono un problema militare”. Bene. Ma perché Von der
Leyen e Kubilius parlano di ‘grave minaccia russa’ se i droni sono ucraini, e
‘costituiscono un problema militare’? Eppure il drone russo caduto la notte
scorsa su un edificio in Romania ha scatenato le proteste dei vertici UE, NATO.
Strabismo politico o plateale disonestà? E la Nato. Il 10 maggio un jet F-16
rumeno schierato nelle Repubbliche Baltiche ha abbattuto un drone ucraino sopra
l’Estonia. Il portavoce del ministero degli Esteri ucraino, Heorhii Tykhyi, si
è “scusato con l’Estonia”. Il 20 maggio la violazione dello spazio aereo da
parte di un drone ha portato alla sospensione del traffico presso l’aeroporto
di Vilnius e la rete ferroviaria della capitale. Con i parlamentari fatti
rifugiare in un bunker. Allarmismo a creare panico. L’incidente è durato circa
un’ora e l’allerta aerea è stata successivamente revocata, con la ripresa del
traffico aereo e ferroviario. Il drone proveniva dalla Lettonia, ha precisato
il ministro della Difesa lituano, Robert Kaunas.
Europei strabici e politiche
claudicanti
Con tempismo perfetto, la presidente del parlamento
europeo, la maltese Metsola, il 20 maggio ha cercato di spingere il parlamento
oltre le stesse posizioni della Commissione. «La nostra piena solidarietà a
tutti in Lituania, Lettonia, Estonia e al nostro fianco orientale, che
affrontano il pericolo rappresentato da attività di droni ostili legate alla
Russia e alla Bielorussia», ed necco che i droni ritornano russi per magia.
Il presidente lituano Nauseda ora promette che la Lituania inizierà ad
abbattere ogni tipo di aereo senza pilota che varcherà il suo spazio aereo
nazionale con l’impiego di strumentazione di vario tipo, inclusi missili. «Il
costo non è la cosa più importante». Anche perché parliamo di costose armi Ue e
Nato. Poi l’immancabile Kaia Kallas, estone, commissario Ue per la politica
estera e di sicurezza, contraria di fatto a qualsiasi tentativo di aprire un
dialogo tra Ue e Mosca. Per lei ‘Sanzioni a raffica’: «Troppi paesi continuano
a far
Il ministro degli Esteri russo,
Serghei Lavrov ha replicato in modo lapidario: «Io non discuto di dichiarazioni
idiote». Noi a volte siamo invece costretti. Ponendoci per ora solo il dubbio:
com’è possibile che, con tante istituzioni coinvolte nelle sue scelte
(Consiglio europeo, Commissione, Parlamento europeo) e tante responsabilità,
l’attuale Alto rappresentante esibisca credenziali così fragili nell’esperienza
diplomatica e, più in generale, nella conoscenza della storia dell’Europa?
Sulla difficile ricerca di un mediatore europeo tra Ucraina e Russia,
l’esploit: «L’Europa non sarà mai un mediatore neutrale tra Russia e Ucraina,
perché siamo dalla parte dell’Ucraina e difendiamo i nostri interessi di
sicurezza». Un genio!


