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martedì 18 novembre 2025

La par condicio di Valditara

 .. per la par condicio si potrà scrivere Tara Valdi?

articoli di Federico Giusti, Alex Corlazzoli e Francesco Masala. A seguire una lettera al ministro di Raffaele Mantegazza.

martedì 11 novembre 2025

Par condicio nei dibattiti, gli studenti: “Così Valditara lede la libertà di pensiero. Il 14 novembre scenderemo in piazza” - Alex Corlazzoli

 

“Ma di quale par condicio parla Valditara se i nostri professori non arrivano nemmeno ad affrontare la questione Israele-Palestina nel programma? Con questa circolare si sta colpendo solo la volontà degli studenti di affrontare questioni d’attualità scegliendo da che parte stare e si stanno intimorendo anche i docenti”. Sono le parole di Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete degli Studenti Medi. Alla ripresa della settimana scolastica ci pensano i giovani a rispondere alla nota inviata venerdì a mezzogiorno da viale Trastevere sulle “manifestazioni ed eventi pubblici all’interno delle istituzioni scolastiche”.

A firmare il documento, trasmesso ai presidi e agli uffici periferici del ministero, è il braccio destro del professore milanese ovvero il (questo è l’articolo adoperato dal Mim ndr) capo dipartimento, Carmela Palumbo. La circolare, dopo una premessa che cita per tredici righe la Legge 92 del 20 agosto 2019 ovvero l’introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica e le linee guida a firma del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, sottolinea che “l’organizzazione e lo svolgimento, all’interno delle istituzioni scolastiche, di manifestazioni ed eventi pubblici di vario tipo aventi ad oggetto tematiche spesso di ampia rilevanza politica e sociale, siano caratterizzati dalla presenza di ospiti ed esperti di specifica competenza e autorevolezza. Si ritiene, infatti, che nell’organizzazione di tali eventi, il cui valore formativo rimane indiscusso, le istituzioni scolastiche, nell’ambito dell’autonomia loro riconosciuta, debbano operare in modo da assicurare il pieno rispetto dei principi del pluralismo e della libertà di opinione e garantire, in ogni caso, il dialogo costruttivo e la formazione del pensiero critico”.

Parole che arrivano dopo il caso del convegno su Gaza al liceo romano Righi, al quale doveva prendere parte un esponente della Global Sumud Flotilla, cancellato a poche ore dall’inizio dopo che il deputato della Lega Rossano Sasso aveva fatto notare che sarebbe mancato il contraddittorio. Una nota quella di Valditara che oltre a destare la consueta polemica tra l’opposizione e la maggioranza ha smosso anche i giovani.

Nemmeno il Movimento degli studenti dell’Azione cattolica è rimasto a guardare e proprio in queste ore la segreteria nazionale si incontrerà per riflettere ed eventualmente prendere una posizione sulla nota del ministero. Intanto, è la Rete Studenti Medi a farsi sentire: “E’ dall’inizio dell’anno scolastico che Valditara con diverse dichiarazioni ha tentato di ledere la libera manifestazione del pensiero degli studenti sul conflitto in corso a Gaza. Qui non si tratta di garantire il libero confronto di posizioni diverse, a favorire una approfondita e il più possibile oggettiva conoscenza dei temi proposti ma di guardare appunto con obiettività a quanto sta accadendo: uno Stato, Israele, sta opprimendo una popolazione affamandola. La Scuola ha tutto il diritto di dire che il nostro governo ha avuto nei confronti di questa situazione una presa di posizione timida ed ipocrita”, sottolinea Verdecchia annunciando una manifestazione di tutti i movimenti studenteschi il 14 novembre.

La Rete degli Studenti Medi è preoccupata per l’atmosfera che si è creata persino attorno al convegno promosso dal Cestes (Centro studi trasformazioni economiche sociali) sulla militarizzazione nelle scuole al quale è stato impedito ai docenti di partecipare ottenendo il giorno di permesso come formazione. A prendere posizione è anche l’Unione degli studenti attraverso il coordinatore nazionale Tommaso Martelli che al Fattoquotodiano.it dice: “La circolare inviata alle scuole da parte del ministro Valditara sulla par condicio nei dibattiti scolastici è pericolosa. È perfettamente in linea con l’idea del ministro di rendere le scuole degli spazi con sempre meno autonomia di insegnamento e sempre meno possibilità di prendere iniziativa. L’idea di una par condicio, imposta arbitrariamente all’interno di ogni dibattito, solo per direttiva nazionale, se non è una disperata ricerca di imporre idee conservatrici, vecchie e di parte, vicine alle idee del ministro e del nostro governo, è quanto meno poco pensata”.

L’Uds entra anche nel merito dell’iniziativa al Righi: “Non sappiamo se il Ministro in questo caso avrebbe voluto la presenza di uno dei soldati dell’Idf che hanno arrestato i membri della Flotilla. È giusto, come è scritto nella circolare, che lo sviluppo del pensiero critico sia prerogativa delle scuole, ma se vogliamo individuare le cause dell’abbassamento della qualità formativa dobbiamo andare a guardare ai tagli all’istruzione continui negli anni proposti da questo governo, o nelle linee guida per l’insegnamento, autoritarie, conservatrici e nazionaliste imposte dal ministro”.

da qui

martedì 4 novembre 2025

Il ministero dell’Istruzione e della Guerra senza vergogna

articoli di Cobasscuolapalermo e Alex Corlazzoli con video di Matteo Saudino e Giuliano Marrucci e la richiesta ai rettori italiani di dimissioni da Med-Or

Il MIM annulla il Corso «La Scuola non si arruola»

Di seguito la comunicazione agli oltre 1.000 iscritti/e al corso inviata dal Centro Studi Trasformazioni Economico-Sociali – CESTES, a cui esprimiamo la nostra vicinanza e completo sostegno.

Restano confermate tutte le mobilitazioni pomeridiane. QUI l’elenco in aggiornamento.

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Siamo desolati di comunicare che il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha annullato il corso «4 novembre, la scuola non si arruola» che, infatti, non risulta più attivo sulla piattaforma Sofia. Pertanto non sarà possibile fruire del permesso per formazione che deve essere annullato da ognuno di voi.
Le motivazioni ufficiali sono che (si cita testualmente il decreto): «L’iniziativa “La scuola non si arruola” non appare coerente con le finalità di formazione professionale del personale docente presentando contenuti e finalità estranei agli ambiti formativi riconducibili alle competenze professionali dei docenti, così come definite nel CCNL scuola e nell’Allegato 1 della Direttiva 170/2016».

Il MIM sta sostanzialmente dicendo che un corso che ha come oggetto un tema estremamente attuale come la guerra e se l’educazione debba essere educazione alla pace e al rifiuto delle armi come soluzione dei conflitti non è oggetto di dibattito pedagogico, nonostante l’articolo 11 della Costituzione, per cui l’Italia ripudia la guerra.
I legali del CESTES stanno operando per restituire il diritto alla formazione libera e consapevole ad ogni docente.
Riteniamo urgente questa prima comunicazione, per consentire a ognuno di ritirare il permesso per formazione già chiesto e non incorrere in conseguenze disciplinari. Forniremo maggiori informazioni e approfondimenti successivamente in altre sedi.
Siamo certi di potere confidare nel vostro sostegno.

Cordiali saluti
Centro Studi Trasformazioni Economico-Sociali

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QUI la petizione da sottoscrivere

QUI il comunicato stampa unitario

QUI il comunicato del Movimento di Cooperazione Educativa – MCE

QUI l’articolo di Pasquale Almirante su Tecnica della Scuola

QUI l’articolo di Chiara Sgreccia su Domani

QUI l’articolo di Federico Rucco su Contropiano

da qui

 

“Non coerente con la formazione professionale”: il ministero boicotta il convegno anti riarmo dei prof. La protesta: “Limitata la nostra libertà” – Alex Corlazzoli

L’evento online era previsto per il 4 novembre: era stato organizzato dal Cestes (Centro studi trasformazioni economiche sociali, accreditato da viale Trastevere) in collaborazione con l’Osservatorio nazionale contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Più di mille insegnanti si erano già iscritti

“L’iniziativa ‘La scuola non si arruola‘ non appare coerente con le finalità di formazione professionale del personale docente presentando contenuti e finalità estranei agli ambiti formativi riconducibili alle competenze professionali dei docenti, così come definite nel Ccnl scuola e nell’Allegato 1 della Direttiva 170/2016”. Con queste quattro righe, il ministero dell’Istruzione e del Merito ha messo il bavaglio al convegno organizzato online per il 4 novembre dal Cestes (Centro studi trasformazioni economiche sociali, accreditato da viale Trastevere) in collaborazione con l’Osservatorio nazionale contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Più di mille insegnanti che si erano iscritti, godendo com’è previsto dalla Legge di un permesso giornaliero per formazione ai sensi del’ articolo 36 del Ccnl 2019/2, dovranno rinunciare a partecipare all’iniziativa.

“Si tratta – spiega a ilfattoquotidiano.it Silvia Bisagna che ha seguito l’organizzazione – di una grave limitazione alla nostra libertà di formazione. A questo punto vien da pensare che i nostri docenti non possano più parlare di violenza, guerra, Palestina?”. Il convegno non dev’essere piaciuto ai piani alti del ministero. Il programma prevedeva gli interventi di Roberta Leoni, docente e presidente dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sul tema della “Cultura della difesa e militarizzazione dell’istruzione”; Luciano Vasapollo, direttore Cestes dell’Università La Sapienza di Roma che avrebbe parlato di “Una politica culturale del sociale per il mondo multipolare della pace”. A seguire Antonio Mazzeo, docente e giornalista su “Rearm Europe e militarizzazione del sapere” e poi Marco Meotto, docente e ricercatore sugli “Sguardi coloniali. Il genocidio nella didattica della storia: dall’inizio del Novecento alla Palestina odierna”. Tra gli invitati anche Mjriam Abu Samra, ricercatrice e attivista italo-palestinese pronta a spiegare la “Critica decoloniale dell’accademia neoliberale”. Infine, Raffaele Spiga, di Bds Italia su “Boicottare il pensiero unico militare” e Tommaso Marcon, studente, Osa che aveva come tema “La militarizzazione della formazione, tra scuola gabbia e Valditara”.

Una giornata ricca di interventi che ora sarà probabilmente rinviata. Nei giorni scorsi il Cestes aveva già ricevuto dal ministero una diffida ove lamentava la presenza dell’Osservatorio tra gli organizzatori ma l’ente accreditato aveva fatto sapere che la regia era in mano loro. Inutile la risposta. Venerdì mattina alle otto è arrivato lo stop. Ora i legali del Cestes stanno operando per restituire il diritto alla formazione libera e consapevole ad ogni docente. “Il ministero – spiega Michele Lucivero dell’Osservatorio – sta sostanzialmente dicendo che un corso che ha come oggetto un tema estremamente attuale come la guerra e se l’educazione debba essere educazione alla pace e al rifiuto delle armi come soluzione dei conflitti non è oggetto di dibattito pedagogico, nonostante l’articolo 11 della Costituzione, per cui l’Italia ripudia la guerra”.

da qui




Un nuovo Convegno per il 4 novembre «La scuola non va alla guerra. L’educazione alla pace risponde alla repressione»

Dopo che il MIM ha annullato il corso di formazione e aggiornamento «La scuola non si arruola», che il CESTES-PROTEO [ente accreditato] aveva organizzato per il 4 novembre 2025, l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ha deciso di confermare ugualmente la data con un nuovo Convegno che – però – non ha l’accreditamento del MIM, per cui non è possibile chiedere un esonero per formazione per il personale scolastico.

Di seguito il programma e le indicazioni per seguire il Convegno:

La scuola non va alla guerra.
L’educazione alla pace risponde alla repressione

Convegno online 4 novembre, ore 9.00 – 13.00

Modera Serena Tusini

RELAZIONI

Militarizzazione e repressione nella scuola
Roberta Leoni, Presidente Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università

Sguardi coloniali. Il genocidio nella didattica della storia
Marco Meotto, Docente e ricercatore

Genocidio crimine collettivo. Verso l’israelizzazione della società italiana?
Antonio Mazzeo, Insegnante e giornalista

Critica decoloniale dell’accademia neoliberale: La Conoscenza non marcia
Mjriam Abu Samra, Ricercatrice e attivista italopalestinese

La scuola per la Palestina: il racconto degli ultimi mesi di lotta
Caterina Donattini, BDS Italia

La libertà delle coscienze e il significato della disobbedienza
Don Andrea Bigalli,  Facoltà Teologica dell’Italia Centrale

La militarizzazione della formazione, tra scuola gabbia e Valditara
Tommaso Marcon, Studente OSA

L’Università ai tempi della crisi tra militarizzazione, repressione e riforme
Leonardo Cusmai, Studente universitario – Cambiare Rotta

Conclusioni: Roberta Leoni, Il 4 novembre non è la nostra festa!

Link del convegno clicca qui
Per le piazze del 4 novembre clicca qui

Invitiamo tutti e tutte, personale della scuola e dell’università, studenti e studentesse, genitori e genitrici a seguire il convegno

Ricordiamo che il corso di formazione non è coperto dall’esonero per i/le docenti

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QUI la locandina del Convegno

da qui




Appello urgente ai Rettori italiani: richiesta di Dimissioni da Med-Or

Pubblichiamo la Lettera che come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università abbiamo inviato agli/alle otto Rettori/Rettrici delle università pubbliche che siedono ancora nel Consiglio di amministrazione della Fondazione Med-Or, legata a Leonardo SpA, azienda produttrice di armi esportate e vendute anche a Israele.

Con la presente desideriamo portare un contributo di riflessione rispetto alla Sua partecipazione al Comitato Scientifico della Fondazione Med-Or, in modo da consentirLe di valutare in modo più approfondito l’opportunità di tale scelta, sia individualmente che come rappresentante del Suo Ateneo.

Questo appello viene inviato in questi giorni anche agli altri Rettori delle Università statali presenti ad oggi nel Comitato di Med-Or (siete rimasti in otto dagli iniziali tredici) e, sull’onda delle imponenti proteste del 22 settembre e del 3 e 4 ottobre che hanno attraversato l’Italia, rinnoviamo l’appello alle dimissioni dalla Fondazione controllata da Leonardo, incriminata per complicità nel genocidio a Gaza.

Riteniamo sia indispensabile prendere le distanze, come singolo e come rappresentante del Suo Ateneo, da una realtà come Med-Or, che porta avanti attività di lobbying in Medio Oriente rispetto ad una serie di interessi legati direttamente all’economia del genocidio.

Nella primavera del 2024, sull’ondata delle proteste studentesche e delle oltre 5 mila firme raccolte nella ns. petizione (vedere link in fondo), avevamo scritto a tutti i Rettori ed a tutte le Rettrici per chiedere di rassegnare le dimissioni e soltanto alcuni hanno proceduto da allora.

Adesso, considerato come nel frattempo sia mutato il contesto dei conflitti in corso producendo una percezione più diffusa di gravità delle situazioni che evidenziavamo un anno fa, abbiamo deciso di ribadire la necessità di tale gesto e Le reiteriamo quindi la richiesta di dimettersi dal Comitato Scientifico di Med-Or per lanciare un segnale di dissociazione del mondo accademico dalle strategie e dalle logiche belliche che il Gruppo Leonardo SpA  porta avanti anche attraverso le sue Fondazioni, cercando di coprire le sue mani sporche di sangue indossando l’abito prestigioso e rispettabile del mondo accademico. Non si presti anche Lei al gioco di accreditare i mercanti di morte del settore bellico! Si dimetta da Med-Or e condivida nella CRUI con gli altri colleghi Rettori questa eventuale scelta.

Fiduciosi nella comprensione della situazione che Le rappresentiamo, restiamo in attesa di un Suo gesto o di una Sua gradita risposta.

Di seguito troverà alcuni link utili. Ci auguriamo che i nostri spunti siano occasione di una riflessione sulle dimissioni da Med.Or, che riteniamo sempre più urgenti.

Il Progetto MedOr rinsalda il legame tra Italia e Israele. Dalle armi al gas.
Leonardo e la militarizzazione della ricerca accademica | il manifesto.
Fuori le università dalla Fondazione Med-or/Leonardo, produttrice di armi e di morte. Change.org.
La Fondazione | Med-Or
Fondazione Med-Or: riunito il Consiglio di Amministrazione.
Responsabilità di Leonardo SpA davanti a Corte Penale Internazionale.

Ringraziandola in anticipo per la cortese attenzione, Le porgiamo i nostri distinti saluti

Roberta Leoni, Presidente Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università

da qui