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giovedì 3 marzo 2016

BDS e antisemitismo

Boicottare Israele non è anti-semita! - Ben White

Il governo conservatore sta progettando un pesante attacco alle libertà politiche in nome della protezione di chi si avvantaggia dalle violazioni dei diritti umani. In particolare, sta cercando di proteggere Israele dalla crescente pressione della campagna per il Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni (BDS).
Il governo sta apposta falsamente rappresentando il movimento BDS come antisemita, nonostante il fatto che molti ebrei in questo paese e in tutto il mondo sostengano il boicottaggio in solidarietà con i palestinesi.
La campagna è molto semplice, e rigorosamente in opposizione alle politiche illegali di Israele. Proprio come il boicottaggio del Sudafrica durante l'apartheid, si tratta di applicare una pressione non violenta e popolare per attuare un cambiamento e sfidare l'impunità.
Il caso per il boicottaggio di Israele si basa su tre elementi - nessuno dei quali ha nulla a che fare con l'antisemitismo.
Il primo è la realtà del colonialismo d’insediamento israeliano e l'occupazione. Gli insediamenti di Israele in Cisgiordaniasono stati dichiarati un crimine di guerra da Amnesty International, e successivi governi israeliani di tutte le tendenze politiche hanno promosso e ampliato un regime di apartheid applicato con tribunali militari, torture, detenzioni senza processo, e inutile violenza.
Nella Striscia di Gaza i palestinesi sono sottoposti a offensive israeliane devastanti; in luglio-agosto 2014, più di 500 bambini sono stati uccisi nelle loro case, per strada, o mentre giocavano a calcio sulla spiaggia. I cittadini palestinesi di Israele, nel frattempo, devono far fronte a provocazioni costanti e legalizzate e a leggi razziste.
Questa realtà è attestata e ben documentata da gruppi palestinesi e israeliani per i diritti umani, organismi internazionali come Amnesty e Human Rights Watch, così come da risoluzioni delle Nazioni Unite, e da parte delle agenzie delle Nazioni Unite.
In secondo luogo, gli appelli al boicottaggio sono basati sulle mobilitazioni alla solidarietà da parte degli stessi palestinesi. La campagna BDS, lanciata nel 2005 da ONG, sindacati e altri gruppi della società civile palestinesi, ha tre "richieste" di base: la fine dell'occupazione, l’uguaglianza e il riconoscimento del diritto dei rifugiati palestinesi, espulsi da Israele, di tornare.
In terzo luogo, il movimento BDS è una tattica efficace e “capacitante”. Come ogni paese, Israele è vulnerabile alla pressione. Come ha detto Nelson Mandela nel 1958, il boicottaggio non è "una questione di principio", ma "un'arma tattica", la cui applicazione è basata su "condizioni concrete prevalenti in un dato momento". Non mancano elementi per provare che Israele sta praticando l'apartheid: questo è attestato da numerose organizzazioni per i diritti umani. Pertanto, la nostra risposta deve consistere nelle stesse tattiche che hanno contribuito a liberare il Sudafrica.
Negli ultimi anni, la campagna BDS è cresciuta notevolmente, con le aziende complici di occupazione di Israele piantate in asso da tutti, dalle principali chiese a importanti fondi pensione. Il boicottaggio culturale è stato sostenuto da artisti del calibro di Henning Mankell, Roger Waters, Ken Loach, Judith Butler, Elvis Costello, e Mira Nair.
Tuttavia la domanda rimane: il movimento BDS sta prendendo di mira esclusivamente Israele? No - in questo momento ci sono decine di campagne di boicottaggio di consumatori attivi mirate a una varietà di abusi di uno Stato o del settore privato in tutto il mondo, così come numerose sanzioni e embarghi sulle armi imposti dall'Unione Europea o dal Regno Unito.
In realtà, è Israele che è fatto oggetto di attenzione esclusiva dal governo del Regno Unito per godere di impunità e protezione - e questo è un altro esempio. Questa non sarebbe la prima volta che il governo legifera al fine di proteggere Israele. Nel 2011, sono stati attuati cambiamenti nella legislazione al fine di cercare di rimuovere la possibilità di arrestoper israeliani sospettati di crimini di guerra in visita nel Regno Unito.
Anche in questo caso, tali proposte hanno implicazioni molto più ampie, dal momento che il divieto riguarda anche l'azione contro le aziende coinvolte nel commercio delle armi, combustibili fossili e tabacco.
In risposta ad un periodo di consultazione pubblica che terminerà a breve, si è raccolto un certo numero di gruppi a sostegno di una campagna “Proteggiamo la democrazia locale” e di una e-action. Secondo War on Want, circa 14.000 persone hanno espresso opposizione a questo "attacco alla democrazia locale".
Come portavoce del Comitato Nazionale Palestinese BDS, ha fatto notare Rafeef Ziadah, le nuove misure hanno scarsa probabilità di successo nel "contrastare il crescente sostegno pubblico per la lotta palestinese per la libertà, la giustizia e l'uguaglianza."
Questo nuovo attacco al BDS evidenzia, da un lato, il contrasto tra il crescente sostegno dalla base per i diritti palestinesi e, dall'altro, il supporto governativo per l'occupazione. Quest'ultimo può fare la differenza per un po', ma alla fine rischia di rivelarsi vulnerabile alla pressione di un movimento anti-apartheid.
Traduzione di Angelo Stefanini


il BDS non è antisemitismo - Jerry Haber

Molte persone hanno posizioni diverse sulla saggezza  e legittimità, delle tattiche che coinvolgono  il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS),ma  tutti dovrebbero condannare i recenti tentativi di certi ambienti ben definiti nel  giudicarlo "antisemita".  Il BDS non è motivato dall'antisemtismo  ne è antisemita La carica  dell' "anti-semitismo" contro il  BDS è falsa, intellettualmente pigra e moralmente ripugnante. 
1 Il movimento BDS non  equivale all'antisemitismo : l' 'antisemitismo è definito come "un pregiudizio contro gli ebrei come gruppo etnico, religioso o razziale". L'antisemitismo è comunemente considerato una forma di razzismo, nel senso più ampio. Per contro, il movimento BDS è un movimento iniziato dalla  società palestinese civile  e dai suoi  sostenitori per promuovere e  per difendere l'umanità ,la cultura e i  diritti politici del popolo palestinese in Israele, nei Territori Occupati e nella diaspora palestinese  e  in particolare  i diritti di libertà, uguaglianza e autodeterminazione. Il movimento comprende persone di diverse fedi e nazionalità,  israeliani ed ebrei e condanna esplicitamente ogni forma di razzismo, compreso l'antisemitismo. Il movimento BDS è nella sua essenza un movimento per i diritti umani, si appella  al  diritto internazionale  
2  Chi è contro il  BDS è intellettualmente pigro   Secondo i critici  il  BDS  nel vituperare  Israele rivela la sua vera motivazione: l'odio verso lo Stato ebraico, ergo  verso  gli ebrei .Questo è l'argomento di tutti coloro che vogliono distogliere l'attenzione  sulle violazioni dei diritti umani. Argomenti simili sono stati elaborati in Sud Africa in risposta  al boicottaggio contro l'apartheid; dall' 'Unione Sovietica in risposta alle richieste di sanzioni durante la lotta per i diritti degli ebrei sovietici; da parte di alcuni stati americani del sud, in risposta alle richieste di integrazione . Accusare i palestinesi e i  loro sostenitori  di dedicare le loro energie soprattutto  per  gli abusi dei diritti umani   che avvengono in Israele , è moralmente irragionevole ed è anche ipocrita, in quanto coloro che criticano il movimento BDS dedicano le loro energie per sostenere Israele piuttosto che combattere le violazioni dei diritti umani in altre parti del mondo. Con il loro esempio minano la loro tesi. 
Un altro argomento è che il movimento globale BDS, nella misura in cui si tratta non solo di violazioni dei diritti umani palestinesi nei Territori Occupati, ma chiede anche la piena uguaglianza dei cittadini palestinesi di Israele e il riconoscimento del diritto al ritorno dei palestinesi, vuole delegittimare e distruggere lo Stato di Israele. Dalmomento che lo Stato di Israele   è visto come l'espressione ebraica  all'autodeterminazione, il movimento BDS è contrario all'autodeterminazione, ergo antisemita. Eppure questa tesi poggia su una serie di ipotesi discutibili. Essa ammette, in realtà , che lo Stato di Israele, può sopravvivere solo se discrimina i suoi cittadini non ebrei  o sfida il riconoscimento internazionale del diritto al ritorno dei profughi. Si confonde la critica Israele su questi punti con l'antisionismo, l' antisionismo con l'antisemitismo  che sono posizioni distinte. 
Per quanto riguarda l'accusa  di  "delegittimazione": Israele è un membro delle Nazioni Unite e riconosciuto  da molti paesi. La sua legittimità politica è né più né meno di quello degli Stati Uniti, Germania, Russia, Corea del Nord e Repubblica islamica dell'Iran,ma  la sua legittimità morale, come quella di tutti gli stati, si basa sulla sua adesione agli standard dei diritti umani 
L'ultimo argomento è che il movimento BDS  di per sè  non  è  antisemita, ma ha attirato persone che lo sono  o che fanno uso di stereotipi antisemiti ,ma  anche ammettendo questo punto,  ciò è vero anche per il movimento  filo-israeliana che  ha attratto sostenitori  islamofobi, anti-Palestinianist, sostenitori della superiorità spirituale e metafisica ebraica .Il bigottismo è, purtroppo, un vizio comune e le sue manifestazioni sono da condannare.ma  come non tutti gli  oppositori del BDS sono necessariamente  bigotti anti-palestinesi,  così  i fautori della BDS non sono necessariamente  bigotti anti-israeliani  e  tanto meno antisemiti. 
3 la campagna contro il BDS è moralmente ripugnante. L'antisemitismo, come il razzismo, sono  "peccati mortali". . Accusare un movimento di antisemitismo  è immorale. Il movimento BDS è stata accolto , in tutto o in parte,dalla maggioranza del popolo palestinese e dalla sua leadership. Etichettare come "antisemita" i palestinesi ei loro sostenitori che si battono per i loro diritti utilizzando   tattiche non violente è moralmente ripugnante e rappresenta una sorta di bigottismo. Inoltre  sostenere l'accusa con prove insufficienti e argomenti sciatti ,banalizza e svilisce il vero  antisemitismo. 
In breve, l accusa di "antisemitismo" contro BDS è non solo offensiva per i palestinesi; è offensiva  per tutti coloro che rifiutano l'antisemitismo.Questa questione dovrebbe essere posta nel dibattito serio sul BDS

mercoledì 2 marzo 2016

Israeli Apartheid Week 2016 a Cagliari

Qualche giorno fa l’ L'Università degli Studi di Cagliari aveva rilasciato il seguente comunicato:
«L'Università degli Studi di Cagliari non ospiterà - e non ha mai inteso farlo - l'Israeli apartheid week. L'Ateneo ha tra i suoi valori fondanti il pluralismo, la libertà da ogni condizionamento ideologico, confessionale e politico e il pieno rispetto delle pari opportunità anche tra differenti posizioni culturali». La nota diffusa ieri interviene dopo le polemiche: «Per questo motivo le autorizzazioni all'utilizzo di aule, locali o spazi dell'Università di Cagliari concesse dai responsabili delle Facoltà o dei Dipartimenti a iniziative culturali presentate con titoli diversi ma rientranti in questa manifestazione devono intendersi revocate con effetto immediato» (vedi qui)
Anche a Torino succede lo stesso (qui)

L’Israeli Apatheid Week 2016 è una manifestazione che si tiene in più di 150 università e città di tutto il mondo (qui il sito), per sostenere il movimento BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni), qui il sito internazionale, qui il sito italiano.

In realtà a  Cagliari, il 29 febbraio 2016, presso la Facoltà di Scienze Economiche, Giuridiche e Politiche, per l’Israeli Apatheid Week 2016, si è tenuto l’incontro dal titolo: L’incubo militarista in Sardegna, probabilmente qualcuno ha capito quanto sarebbe stato ridicolo non far svolgere incontri di questo tipo presso l’Università.

Sono intervenuti (mi scuso in anticipo per l’estrema sintesi, e qualche imprecisione):

Massimo Coraddu, fisico, del Politecnico di Torino e consulente di parte del comitato No Muos (qui un intervento “siciliano” di Massimo Coraddu, per chi non lo conosce ancora), che ha raccontato il peso delle basi militari sul territorio e sul mare della Sardegna;

Antonio Mazzeo, (qui il suo blog), militante ecopacifista ed antimilitarista, che, via skype , ha raccontato di come la Sicilia, e Decimomannu, saranno le piste di lancio per le nuove guerre, la prossima ventura in Libia;

Pino Cabras, insieme a Giulietto Chiesa condirettore del sito www.megachip.info, (qui l’ultimo suo intervento per Pandora TV), che ha raccontato il ruolo della Sardegna nello scenario geopolitico ieri e di oggi, e ha parlato del ruolo dell’informazione, della guerra con i droni e dell’investimento israeliano contro il BDS (vedi qui);

Roberto Vacca, rappresentante degli studenti all’Università di Cagliari, che ha fatto il punto sulle iniziative (vedi qui) contro l’accordo fra l’Università e la Technion (un’importante università israeliana), impegnata in ricerche per il Ministero della difesa e l’apparato (politico-)militare israeliano.

Alcune segnalazioni
qui si spiega perché il BDS non ha niente a che vedere con l’antisemitismo
qui lo spiega Jerry Haber
qui l’autogol del viaggio premio in Israele in vista degli Oscar
qui l’appoggio di Roger Waters al BDS
qui l’appoggio di Shlomo Sand
qui la recensione a un gran libro di oggi, “Homeland”, di Cory Doctorow
qui la recensione a un libro di William Langewiesche, sui droni e non solo