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lunedì 30 marzo 2020

La coalizione dei ripugnanti


Moltissimi lutti addusse agli umani il Covid-19 (e non ha finito).
E però diventa un’occasione per ripensare tante cose.
Primo: che idea hanno di Europa quelli che prima di lanciarti il salvagente vogliono il numero della carta di credito? - Primum vivere, deinde philosophari (qui), diciamo noi.
secondo: alla fine la coalizione dei ripugnanti farà la classifica dei buoni e dei cattivi, la faranno gli olandesi che fanno dumping fiscale, e i loro amici, "Alla Commissione – ha aggiunto Von der Leyen – è stato affidato dal Consiglio il compito di elaborare il piano di ricostruzione, e questi sono i binari su cui stiamo lavorando" (qui)
Traduzione: aspettiamo che l'epidemia faccia il lavoro di distruzione del vostro paese (come anche in Spagna e in Portogallo, la Grecia è stata una prova ben riuscita) e poi ci prenderemo tutto a prezzi di saldo (ecco il piano di ricostruzione).




già l’otto marzo una lettera dell’Associazione nazionale di Amicizia Italia-Cuba segnalava al ministro della Sanità Speranza la disponibilità a offrire medicine e personale medico per aiutare a combattere il virus (qui)

il 18 marzo arrivano i primi aiuti dalla Cina (qui)

il 22 marzo arrivano 53 medici e infermieri cubani (qui)

il 23 marzo Il governo italiano ha lanciato un appello diretto al segretario alla Difesa americano, Mark Esper, per aiuti militari nella lotta contro il coronavirus…A parte qualche tweet di solidarietà, gli Usa piuttosto hanno fatto incetta in Italia di kit per gli esami di laboratorio. La notizia aveva fatto scalpore nei giorni scorsi: mezzo milione di tamponi sono stati comprati presso un’azienda produttrice al Nord e caricati su un grande aereo militare che è poi partito da Aviano. (qui)

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il 28 marzo alle parole di Ursula Von der Leyen (Presidente della Commissione Europea) contro i coronabond: “Quella parola è solo uno slogan” replica  il presidente del consiglio Conte: "Qui c’è un appuntamento con la storia. L’Europa deve dimostrare se è all’altezza” (qui)


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il 28 marzo arriva dall’Albania un team di 30 medici e infermieri albanesi è partito per l’Italia per aiutare il nostro Paese ad affrontare l’emergenza Coronavirus.

qui

 

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il 29 marzo Boris Johnson dice: "E' importante che  io sia chiaro con voi: sappiamo che le cose peggioreranno prima che inizino a migliorare” (qui).

probabilmente la sera prima aveva guardato Oltre il giardino), prendendo spunto da Chance il giardiniere (qui)

e sempre Peter Sellers aiuta a capire la logica della coalizione dei ripugnanti (qui), quella logica schifosa per cui prima devi avere l’assicurazione medica, o una carta di credito ben piena e allora ti curiamo, se non hai quelle due caratteristiche al massimo un paio di aspirine e poi crepa a casa tua, se ce l’hai , o in strada.

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Il Dipartimento di Stato USA ha criticato Cuba mercoledì scorso per aver inviato medici in diversi paesi in crisi a causa del coronavirus. Inoltre, l'ambasciata americana a L'Avana, ha esortato i paesi che ricevono la cooperazione medica cubana a rifiutare questo aiuto, nonostante la pandemia di COVID-19.
Il ministero degli Esteri cubano, tuttavia, ha respinto questa posizione di Washington, definendola "offensiva per Cuba e il resto del mondo", mentre il mondo intero è minacciato dalla pandemia di COVID-19.
Allo stesso modo, ha sollecitato la "cessazione e sospensione di ingiusti blocchi e misure unilaterali coercitive", nonché "meschinità e ostilità", come sostenuto dalle Nazioni Unite, ha ricordato.
Inoltre, Palacios ha sottolineato la necessità di impegnarsi per "promuovere la solidarietà e aiutare coloro che ne hanno bisogno" in questi momenti critici.
Il portavoce ministeriale cubano, ha assicurato che il paese caraibico continuerà a “inviare i dottori necessari negli angoli più bui del mondo. Medici e non bombe”, ha precisato.

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"Questo discorso è ripugnante nel quadro dell'Unione europea. Questa è la parola giusta: ripugnante, perché noi non siamo pronti per ascoltare ancora una volta ministri dell'Economia olandesi". Così il premier portoghese Antonio Costa attacca il ministro olandese Wopke Hoekstra, ricordando le parole che il suo predecessore Jeroen Dijsselbloem aveva durante la crisi economica. Lo scontro è ancora una volta di natura economica: il Portogallo è schierato con i Paesi Ue che sostengono la necessità degli eurobond, su tutti Italia e Spagna. Un'ipotesi che non piace, tra gli altri, all'Olanda e che avrebbe spinto Hoekstra a chiedere alla Commissione Ue di avviare un'indagine sui bilanci dei Paesi che vorrebbero gli eurobond per far fronte all'emergenza coronavirus.


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Il governo del Portogallo ha deciso di concedere il permesso di soggiorno a tutti gli immigrati che ne hanno già fatto richiesta, almeno fino al primo luglio, per garantirgli di affrontare al meglio l'emergenza coronavirus. Il governo di Antonio Costa ha approvato la sanatoria per i richiedenti asilo e per tutti gli stranieri senza permesso di soggiorno che abbiano chiesto di accedere ai servizi sanitari.

martedì 17 marzo 2020

Sono pazzi questi inglesi, direbbero Asterix e Obelix


Il virus e il cinismo di Johnson. Ma gli scienziati non si parlano? – Andrea Satta

Le parole di Boris Johnson sono la cosa più spudorata pronunciata da un capo di stato occidentale in Europa dal dopoguerra a oggi. “Abituatevi a perdere prematuramente i vostri cari”. E’ una frase cinematografica che sa di catastrofe. Cioè, molti moriranno, lo sappiamo, ma è l’unico modo per non riscrivere la storia del nostro paese, quindi abbracciate per l’ultima volta i vostri bambini, cari nonni un po’ malandati, stringete i vostri nipotini, vi di do qualche giorno, non più di quattordici, però, sapete, l’incubazione … poi non li rivedrete più. Siccome, però, i bambini è meglio non soffrano, non gli dite proprio tutto, anzi accompagnateli a scuola, in palestra, alle feste, così, mentre voi vi ammalate, per loro tutto scorrerà normale.
A questi livelli, a livello di premier di una delle nazioni più potenti del mondo, non si possono prendere posizioni da bar, quindi, dietro le parole di Boris, c’è per forza un pensiero scientifico, un sapere virologico, un idea epidemiologico-statistica, un modello matematico, una ultra professionale previsione del futuro, una solida e riprovata consapevolezza delle proprie attuali forze e di quelle che si potranno mettere in campo. Si può essere messi al corrente di tutto questo modo di pensare? Necessariamente ci saranno accanto a Boris uomini di prestigio e credito scientifico internazionale e allora altre domande: com’è possibile che la comunità scientifica non si parli?
Se i riferimenti scientifici di Boris Johnson premier inglese, mica sindaco di Roccacannuccia, sono eminentissimi scienziati internazionali (e non può che essere così), come mai nella comunità scientifica non ci si parla? La OMS di questa posizione non sapeva nulla in anticipo? Abbiamo fatto un disastro, cari giornalisti per rubare qualche ora alla proclamazione dei decreti legge con la fuga di notizie in Italia e qui, cari giornalisti, non avete avuto la curiosità di conoscere in anticipo la maturazione di una posizione così estrema e controcorrente “mischiatevi, contagiatevi e quelli che restano saranno immuni”. Stiamo mettendo in ginocchio il nostro Paese con decisioni che riteniamo inderogabili (e io con voi, mi lascio guidare e per quel che capisco, sono un pediatra di base, non un virologo o un epidemiologo) e non siete riusciti a carpire un po’ prima come la pensino i vostri colleghi inglesi? Questi Inglesi sono solo superficiali e distratti o la vedono strategicamente in un altro modo? Stanno giocando a golf e a bridge o hanno scelto un’altra strada per affrontare la cosa?
E torno lì: ma la comunità scientifica non si parla? Cari nostri virologi di chiara fama internazionale che siete, e sicuramente con merito, divenuti le facce più popolari e attese di questi nostri giorni, vi siete persi gli scienziati inglesi? Non vi scrivete? Non vengono ai congressi? Non fanno pubblicazioni? Ci spiegate? Nelle vostre innumerevoli ospitate radiotelevisive, mai una volta vi è venuto di dire, alla domanda “Come si risolve questa brutta storia?” mai vi è scappato “Noi la pensiamo così, ma sappiamo che in Inghilterra faranno in un altro modo”, mai? Mai vi è stata fatta questa domanda? E in assenza di questa, mai vi è venuta in mente, fra mille risposte che vi avranno portato allo stremo, del tipo “è meglio stare distanti un metro o un metro e mezzo, è meglio lavarsi le mani 40 o 50 secondi”, non vi è venuto in mente, dico, di fare un break e dicendo “vorrei dirvi che abbiamo ispirato al governo italiano questa linea drammatica, il blocco del Paese, con ripristino delle normalità a data da destinarsi e sicuramente a tappe, secondo noi è l’unico modo, ma ci sono altre teorie scientifiche che portano ad altre strategie che noi non condividiamo e consideriamo assurde, anche se sappiamo che un Paese importantissimo nel mondo, come l’Inghilterra, le seguirà”.
Tutto questo vostro non sapere, o peggio non dire, non me lo spiego.
da qui



scrive Nicola Legrottaglie


Tanta roba l’Inghilterra. Invidiabile nella Premier league o nel rugby, incantevole sugli autobus doppi o no i taxi neri, amabile negli scritti di Shakespeare o Dickens, superlativa nella musica dei Beatles e dei Rolling Stones, ammirevole nelle menti di Newton o Darwin. Il vecchio Darwin, quello nuovo un po’ meno, il suo primo ministro, che propone la selezione naturale come soluzione al corona virus.
Immunità di gregge, ordina. Il 60% della popolazione si ammalerà. Chi avrà l’età e la forza per sopravvivere andrà avanti; gli anziani, gli affetti da altre patologie, i deboli...e vabbè, pazienza, se ne farà a meno.
Un paese che abbandona i deboli è come un medico che cura solo i sani, praticamente inutile.
L’Italia avrà tanti difetti. Fatichiamo a stare in fila, magari buttiamo qualche cartaccia per strada, ma non affidiamo a un virus la selezione della nostra popolazione. Non deleghiamo alla malattia il compito di curarla. Lo facciamo noi, con i nostri medici, i nostri infermieri, le nostre regole, ma, soprattutto, con la nostra umanità. Uniti. Con la teoria del gregge, sì, anche noi, ma secondo la nostra interpretazione: “Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti e andrà a cercare quella che è smarrita?”
Buona domenica, a casa
da qui

mercoledì 24 luglio 2019

Può ancora l’Europa convincere gli inglesi a non scegliere la Brexit?



Una strategia che non è stata ancora esplorata è la seguente:
dal momento in cui la Gran Bretagna scegliesse l’uscita dall’Europa, automaticamente, la lingua inglese diventerebbe una lingua non comunitaria. 
Le lingue comunitarie, quelle che si potranno scegliere di studiare a scuola, in tutte le scuole della UE, saranno quelle dei paesi più popolosi, il tedesco, il francese, l’italiano e lo spagnolo, una quinta opzione sarebbe il polacco.
La GB è il paese europeo nel quale lo studio della lingua e il turismo “linguistico” incide, di gran lunga, di più sul Pil nazionale.
L’Europa metta sul piatto la minaccia della esclusione dell’inglese dalle lingue comunitarie e vedremo l’effetto che fa su Boris Johnson, quello dell’aringa nel sacchetto (vedi qui), e sull’esercito dei suoi seguaci per la Brexit.