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lunedì 9 giugno 2025

L'Eternauta – scritto da Héctor Oesterheld e disegnato da Francisco Solano López

ho letto l'Eternauta (I) e l'Eternauta II, pubblicati da 001 Edizioni, dopo aver visto la serie con Ricardo Darin.

ero curioso e allora ho preso i volumi in biblioteca.

una grande sorpresa!

la storia è coinvolgente e non riesci a staccarti, la serie tv di Netflix è povera cosa.

 il fumetto di Héctor Oesterheld e Francisco Solano López è molto più ricco e più profondo.

chi si vuol bene lo cerchi e sarà sorpreso della grandezza di questo fumetto (in realtà letteratura e fantascienza insieme).

buona (straordinaria) lettura.

  


qui una bella (più che) recensione di Marco Sommariva.

 



In Italia è stato pubblicato nel 1977 sul numero 27, anno III, del settimanale Lanciostory e successivamente su una rivista omonima.[3] Per l'edizione pubblicata sul settimanale Lanciostory le tavole vennero rimontate con l'approvazione di López per essere adattate al formato della rivista. Si è anche intervenuto nel dare a qualche oggetto un aspetto più moderno (per esempio la radio così com'era stata disegnata da Solano López è diventata una a transistor) e a dare un'ambientazione più attuale alla vicenda (all'inizio della storia, ad esempio, il disegnatore dice a Khruner, quando gli chiede in che epoca si trova, di trovarsi verso la fine del XX secolo, anziché a metà di esso, mentre, riguardo ad una rivista sulla scrivania, dice che in copertina vi è la foto del lancio di un missile, invece di una di Chruščёv).[20]

Nel 1979 è stata pubblicata, in versione integrale, dall'editore Comic Art. Negli anni 1990 venne ristampato dalla Eura Editoriale in tre volumi nella collana Euracomix (nn. 55-56-57) e nei primi tre volumi della collana Fantacomix Day.

Nel 2003 ebbe larga diffusione, come allegato al quotidiano La Repubblica nella serie I classici del fumetto di Repubblica, la prima versione con i disegni di Solano Lopez.

In seguito, per lungo tempo non è stato possibile ristampare in Italia nuove edizioni per problemi sui diritti:[21] una nuova edizione si ebbe nel 2011 edita dalla 001 edizioni effettuando nuove scansioni dalle tavole originali recuperate. L'Eternauta II nel 2012 è stato ristampato dalla 001 con il titolo L'Eternauta - Il ritorno.[22] L'ultimo Eternauta venne pubblicato in 5 volumi da 001 Edizioni, 2016-2017[23]; noto anche come L'Eternauta, il ritorno pubblicato incompleto su i Giganti dell’Avventura n. 63, Editoriale Aurea[18].

L'Eternauta III è stato pubblicato nel 2019 da 001 Edizioni[24].

A partire da aprile 2024 Panini Comics ha iniziato a ristampare l'intera saga, in volumi cartonati di pregio:

·         L'Eternauta (aprile 2024),

·         L’Eternauta – Parte seconda (settembre 2024),

·         L'Eternauta: Il ritorno (aprile 2025)…

da qui 

 

 

…Il Narratore-scrittore: metanarrazione e memoria

Il personaggio del narratore — l’autore stesso? — introduce un livello metariflessivo. Egli è l’ascoltatore, il cronista, colui che riceve e trasmette. Rappresenta la funzione civile dello scrittore, ma anche il lettore ideale: colui che ascolta per ricordare, che ricorda per agire. Il racconto diventa così atto politico e dispositivo memoriale.

In sintesi, i personaggi de L’Eternauta non sono semplici pedine della trama, ma portatori di senso. Essi traducono, attraverso la narrazione, le grandi domande dell’umanità: come si resiste? Per cosa si lotta? Cosa significa essere comunità? La loro forza è nella semplicità apparente, nella capacità di incarnare, nel quotidiano, l’epica della dignità.

L’Eternauta: struttura narrativa, stile grafico e innovazioni formali

La struttura narrativa de L’Eternauta è uno degli elementi più distintivi dell’opera, rendendola non solo un classico del fumetto argentino ma anche un laboratorio formale di avanguardia. Il racconto, pubblicato a partire dal 1957 su Hora Cero Semanal, si articola secondo una doppia temporalità e una complessità strutturale che anticipano molte tecniche narrative della graphic novel contemporanea.

Struttura a cornice e metanarrazione

La storia si apre nel presente narrativo, con l’apparizione di Juan Salvo nello studio di un autore (alter ego di Oesterheld). Da qui si dipana il racconto principale, che è già memoria, testimonianza, documento. Questo dispositivo a cornice introduce una riflessione metanarrativa: chi racconta? Perché racconta? A chi? Il fumetto si fa così racconto del racconto, e la narrazione diventa strumento di trasmissione intergenerazionale della memoria.

Uso del tempo e ritmo narrativo

Oesterheld e Solano López manipolano il tempo con grande consapevolezza: alternano ellissi, flashback, tempi lenti e accelerazioni drammatiche. La sequenza della nevicata letale è esemplare nella sua dilatazione temporale, che permette al lettore di interiorizzare la catastrofe. Il ritmo, modulato anche dalla disposizione delle vignette, costruisce una suspense che deriva più dalla costruzione formale che dal colpo di scena.

Stile grafico e composizione della tavola

Il disegno di Francisco Solano López è parte integrante della narrazione. Il suo realismo non è mai neutrale: è selettivo, espressivo, drammatico. Gli ambienti domestici, le strade deserte, i dettagli urbani di Buenos Aires sono resi con precisione documentaria, ma sempre carichi di tensione. Le tavole alternano griglie regolari a soluzioni dinamiche, sfruttando lo spazio bianco come elemento drammaturgico.

Inquadrature e linguaggio cinematografico

Le scelte di inquadratura ricordano lo storyboard cinematografico. Plongée, contre-plongée, dettagli ravvicinati e campi lunghi si susseguono in funzione della tensione emotiva. Questo linguaggio visivo permette al lettore di muoversi nello spazio del racconto come se fosse un osservatore in soggettiva. L’effetto è una lettura immersiva, quasi sensoriale…

da qui

 

…La forza e il coraggio di L’Eternauta non sono solo narrativi: sono anche esistenziali. Héctor Oesterheld pagò con la vita il suo impegno politico e umano. Negli anni ’70, l’autore si avvicinò sempre più alla sinistra rivoluzionaria e aderì al movimento dei Montoneros. Questo lo rese un bersaglio della giunta militare argentina, che prese il potere con il golpe del 1976 e instaurò un regime di terrore.

Nel 1977 Oesterheld fu rapito dalla polizia militare. Morì torturato in un centro clandestino di detenzione. Non fu mai ritrovato il suo corpo. Ma la tragedia non finì con lui.

Anche le sue quattro figlie, Estrela Ines, Diana, Marina e Beatriz, furono rapite e uccise. Estrela Ines fu uccisa con il marito. Una di loro, Marina, era incina di 8 mesi. Come molte delle vittime del regime, anche lei è oggi considerata tra i cosiddetti “desaparecidos“, le decine di migliaia di persone scomparse sotto la dittatura.

L’Eternauta, dunque, non è solo una grande storia: è una testimonianza, una denuncia, un atto di resistenza. L’opera e la biografia del suo autore si intrecciano in un nodo inseparabile, che trasforma il fumetto in memoria viva, necessaria.

Il segno di Solano López

I disegni di Francisco Solano López contribuiscono in modo essenziale all’atmosfera del fumetto. Il suo tratto realistico, espressivo e dettagliato immerge il lettore in una Buenos Aires cupa, paralizzata dal silenzio e dalla paura. Non si tratta di un mondo astratto, ma di una città reale: le strade esistono davvero, gli edifici sono riconoscibili, le espressioni dei personaggi sono quelle di persone comuni, sopraffatte dalla tragedia.

Il bianco e nero, lontano da ogni effetto spettacolare, amplifica il senso di isolamento e di imminente catastrofe. Ogni vignetta è carica di tensione, e il ritmo visivo accompagna perfettamente la narrazione incalzante di Oesterheld.

Eredità e attualità

L’Eternauta è stato ripubblicato più volte, tradotto in numerose lingue e reinterpretato da vari artisti. In Italia uscì per la prima volta nel 1977 su Lanciostory. Nel 1976 Oesterheld ne scrisse una seconda versione, più apertamente politica, che fu pubblicata postuma. L’opera è diventata simbolo della memoria collettiva argentina, ed è oggi studiata nelle scuole, oggetto di mostre e omaggi, nonché riferimento per riflessioni sulla storia e sui diritti umani.

Nel suo viaggio senza fine, Juan Salvo, l’Eternauta, continua a camminare nel tempo, portando con sé la voce di chi non c’è più, e quella di chi continua a lottare per ricordare.

L’Eternauta è un’opera imprescindibile. È fumetto, sì, ma anche romanzo filosofico, manifesto politico e tragedia esistenziale. È una storia di fantascienza che diventa cronaca della realtà. È l’urlo silenzioso di un’intera generazione, inghiottita dalla dittatura, ma che ha lasciato dietro di sé una scintilla di speranza e dignità.

da qui

lunedì 24 febbraio 2014

L'Ucraina oggi, vista da Igort

Igort ha scritto diversi libri a fumetti molto belli, ne ho letto diversi, graphic novels che sono romanzi, uno è "Quaderni ucraini". 
qui scrive di quello che sa e capisce di cosa avviene in Ucraina:

Le notizie sono che si sta vivendo, anche lontano da Kiev, un clima di terrore e di preparazione alla guerra civile. I treni dalla parte occidentale, e dalla Polonia, non hanno più il permesso di circolare. I trasporti sono precari. Una amica, ieri, è stata fermata nell’autobus che la portava dal suo villaggio a Melitopol (una piccola cittadina limitrofa), fatta scendere insieme a tutti gli occupanti, perquisita da militari in assetto da guerra, così pure il piccolo pullman (sono i mashrut, che portano al massimo 12 persone) e poi fatta ripartire. Si cerca di bloccare l’accesso verso la capitale, chiudendo le frontiere tra regione e regione. Un’impresa disperata, ma tenacemente perseguita dal ministero dell’interno Zakharchenko, oggi cacciato. Sono giunti da Leopoli a Kiev i poliziotti che si sono schierati dalla parte dei rivoltosi, dicendo che “non si può combattere il proprio popolo”.
“C’è un clima sempre pericoloso e ostile. A Kiev le metro sono chiuse e i cittadini invitati a stare in casa e a non usare le auto. Il giornalista ucciso, come si sa, è stato fatto scendere dal taxi nel quale viaggiava e freddato sulla strada; un’esecuzione. Altri attivisti sono stati torturati…

venerdì 25 maggio 2012

Quaderni russi. La guerra dimenticata nel Caucaso - Igort

Cecenia e Anna Politkovskaja, a fumetti. 
graphic novel che vale.
da non perdere - franz



Quaderni russi racconta tutto questo. Igort parte da un ascensore, quello che avrebbe portato al piano del suo appartamento Anna Politkovskaja, al numero 6 di Lesnaja Uliza di Mosca. Lì fu trovata assassinata il 7 ottobre 2006. Tre anni dopo Igort entra in quell’ascensore, oggi rozzamente dipinto alle pareti di fregi natalizi – e non si può far a meno di pensare alle macchie di sangue che nasconde.
Da lì nasce quel racconto che è più d’un reportage. Igort ha passato quasi due anni fra Ucraina, Russia e Siberia per capire cos’era stata l’Unione Sovietica e cosa, oggi, è diventata quella terra. E lo ha capito sin troppo bene. Si è scontrato con tutto quanto ci racconta: ha incontrato gente, ha inseguito storie, con la stessa attitudine che era stata, appunto, quella della Politkovskaja, ovvero non un cinico distacco da giornalista che deve semplicemente e solo raccontare ciò che vede e sa. No: il racconto è un’umanissima partecipazione a ciò che è, un voler stare da una parte, dalla parte di coloro che non si accontentano delle verità preconfezionate distribuite come veline d’apparato…

Un percorso a ritroso nel tempo, raccontato magnificamente dalle tavole di Igort: stile realistico quanto crudo e toccante il suo. La forma diario viene rispettata completamente: pagine ingiallite ed invecchiate, testimoni del tempo trascorso, e vignette tracciate a mano, espressione di momenti fortuiti strappati alla fatica del viaggio.
Il tratto si mantiene semplice, deciso ed essenziale attraverso un gioco di colori terracei e chine, a sfumare e riempire i disegni per marcarne l’efficacia espressiva, il realismo, la drammaticità. Ambienti, personaggi e situazioni sono definiti con intensità, attraverso la contestualizzazione, la cura di particolari essenziali e la caratterizzazione dei soggetti. Non stereotipizzazioni di ciò che è bene o male, giusto o sbagliato, ma persone reali che vivono un vuoto storico-culturale tragico…

…Il dramma dei kulaki, già affrontato nel precedente Quaderno, quello ucraino, torna nelle pagine finali del libro dedicate alla Siberia, “deserto di nevi e ghiacci”, sin dall’epoca degli zar luogo di deportazioni, torture e morte. In perfetta coerenza stilistica con le lugubri storie dell’epoca staliniana che hanno come teatro questi luoghi dal “freddo inumano”, qui la matita di Igort predilige i toni del bianco e nero.
Altrove, nella rappresentazione dell’orrore provato da una donna cecena di fronte alla visione del corpo mutilato del proprio figlio, il geniale fumettista abbandona per un istante la lezione del maestro Rodčenko e il suo amore per le scritte in cirillico, citando con rigore filologico quel terribile affresco di guerra che è la Guernica di Pablo Picasso.