in una lottizzazione chiamata Getsemani, praticamente un paesetto, tutti si conoscono e sono spesso brutte persone, la vita normale, insomma.
Fabrizio De André già cantava Qualche assassinio senza pretese lo abbiamo anche noi qui in paese, anche se non conosceva Getsemani la conosceva comunque.
Francesco Abate ci fa conoscere tutti gli abitanti, o quasi, e tutto quello che c'è sotto la superficie.
il libro è come un puzzle, dove pagina dopo pagina il disegno diventa chiaro, tragico e anche squallido, così è la vita, così è Getsemani.
se qualcuno si ispirasse al libro per un film credo che i fratelli D'Innocenzo sarebbero i candidati più titolati.
buona (tragicomica) lettura.
In una città del Mediterraneo, nel luogo dove un tempo sorgeva un
uliveto secolare, una lottizzazione selvaggia ha creato un quartiere
residenziale, chiamato Getsemani: villette, prati all’inglese, qualche piscina,
macchine vistose, un centro commerciale e, ovviamente, una minuscola banca. Ed
è proprio qui che inizia il romanzo: con un tentativo di rapina e una donna
armata che tiene sotto tiro tre ostaggi. Ma se esiste un posto in cui
l’apparenza non risponde mai alla realtà quello è Getsemani: la scena della
rapina rappresenta infatti, emblematicamente, la “vocazione” del quartiere,
dove il tradimento è la norma. Con un gioco di flash back, l’autore
ricostruisce le vicende dei vari personaggi: chi ha fatto fortuna ma rischia di
perdere tutto, chi ha cercato di riscattarsi da una gioventù ai limiti della
legalità ma che alla fine ci ricasca, chi per amore accetta l’inaccettabile
Vite che s’incontrano e si scontrano, offrendoci uno spaccato di un dolente
realismo: il ritratto di una società senza ideali o incapace di perseguirli,
votata al compromesso, destinata comunque a perdere o a perdersi. Quasi una
discesa agli inferi in un quartiere che già dal nome non può promettere niente
di buono: ”Sul Monte degli Ulivi, nell’orto del Getsemani, un angelo offre a
Gesù l’amaro calice della Passione”.
Dopo aver letto Getsemani ho pensato a tutte le persone che
incontro ogni giorno. I loro vizi e le loro debolezze sono disegnate in questo
libro con un accurato cinismo e colorate da un ironia esaltante Bellissimo!
Se volete un consiglio, compratelo. Compratelo perché: 1) è
un ritratto impietoso della nostra realtà. C'è un po' di ognuno di noi in tutti
i personaggi, perfino nei più biechi, è inutile nasconderlo. 2) è scritto molto
bene, incalzante, non ti lascia un attimo di respiro. Anche il più innocuo dei
protagonisti, quello più sfigato, è raccontato con un ritmo serrato. 3) perché
dopo il cattivo cronista abate è tornato alla suo cinismo ironico
Sconvolgente. Si può dire così di un romanzo? per me è stato
così: all'inizio confesso di aver perso la bussola e di essere tornato indietro
più volte. poi l'illuminazione, tutto al posto giusto. E bravo l'autore che mi
ha fregato e mi ha lasciato due notti con gli ochi aperti sul suo libro. Compratelo
e poi mi direte
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