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giovedì 26 maggio 2022

Gli impoveritori. Insensibili, ipocriti, cinici, vigliacchi? - Riccardo Petrella

 

La miseria storica dei gruppi sociali dominanti, arricchitisi rubando la vita a miliardi di esseri umani ed alla natura.

E’ tempo di smetterla di mantenere, anche senza volerlo, l’idea che la disuguaglianza, rispetto ai diritti alla vita, in particolare la povertà, sia un fenomeno “naturale”, inevitabile, insolubile, se non localmente e per certe categorie sociali. Dobbiamo riaffermare che la povertà è un processo, una costruzione sociale, il risultato dei processi d’impoverimento, provocati e mantenuti dai gruppi sociali dominanti, per l’appunto gli “impoveritori”.

Il più sovente, la dovizia di dati che fanno pensare, le cifre intollerabili, i rapporti annuali sulla povertà estrema, sui miliardari in continua crescita e gli impoveriti in condizioni di vita sempre più estreme, terminano con petizioni ai potenti di diminuire le ingiustizie, appelli ai governi ed agli arricchiti di essere un po’ meno egoisti , inviti generali alla solidarietà ed alla compassione.

Basta. Sono più di 50 anni che la litania si ripete, esempio: i rapporti di Oxfam, per non menzionare la moltitutidne dei rapport i delle varie agenzie dell’ONU, della Banca Mondiale e, persino, del grande tempio, il World Economic Forum, dove s’incontrano annualmente i principali impoveritori (ed arricchiti) del mondo. Nel frattempo, da due anni tutti sanno che da quando è scoppiata la pandemia Covid- 19, i miliardari sono aumentati di numero (573) mentre le persone “cadute” (sic!) in condizioni di povertà estrema, sono state 263 milioni.

E cosa sta succedendo, al di là delle meritevoli denunce di Papa Francesco e di migliaia di piccole associazioni nei vari angoli della Terra? Niente, di significativo. Proprio ciò che sarebbe dovuto “logicamente” accadere (cambiamenti di sistema) non è accaduto.

Ma dobbiamo essere riconoscenti ai milioni di semplici cittadini che con passione, volontari o remunerati, in tutti i campi (dalla salute, all’assistenza dei più deboli, degli esclusi, dei migranti; dall’infanzia all’educazione, all’alloggio, ai diritti umani e sociali…) fanno sì ché, con le loro azioni, le immense città predatrici del mondo possano essere ancora un po’ vivibili…

Gli impoveritori del mondo, però, continuano le guerre le devastazioni della vita della Terra unicamente per conservare ed accrescere la loro potenza e continuare il loro furto della vita degli altri e della natura.

Basta. Da anni, il grido planetario, ”cambiamo il sistema”, risuona su tutti i continenti ma anch’esso non sembra smuovere di un centimetro la piccola minoranza degli impoveritori e dei predatori.

Arrendersi? Abbandonare? Cercare di salvarsi? Anche queste soluzioni, oggi predominanti, non sembrano dare buoni risultati, anzi, la paura dell’estinzione di massa cresce cosi come aumenta la mancanza dii fiducia negli altri.

No, non si deve abbandonare, non dobbiamo arrendersi.

Dobbiamo denunciare, denunciare, denunciare, sempre, con forza, senza compromessi, le opere degli impoveritori, e dei seminatori di razzismo, di classismo, di xenofobia, di supremazie, in tutti i luoghi, in tutti i momenti.

Dobbiamo imprecare, imprecare, imprecare contro il cinismo, l’ipocrisia e la vigliaccheria dei potenti, degli impoveritori e dei predatori, compresa la meschineria degli opportunisti.

Dobbiamo allearci, allearci, allearci su scala mondiale perché la storia mostra che i deboli, gli esclusi, gli impoveriti possono sconfiggere le disugualianze solo quando sono uniti. Sono invece sconfitti quando, come negli ultimi quaranta anni, si sono divisi e hanno perso la fiducia nella loro capacità di cambiare il corso della storia. Vedi il caso degli operai e degli “intellettuali progressisti”.

La storia dell’Umanità e della vita della Terra resta da scrivere. In piedi, Abitanti della Terra. Uniti.

da qui

sabato 25 dicembre 2021

La moneta al servizio della vita - Riccardo Petrella

  

La moneta mondiale digitalizzata privata

 

Trovare delle soluzioni alla (quasi) ultimata mercificazione e privatizzazione della moneta in un mondo regolato in toto o parzialmente dall'economia capitalista di mercato non è cosa semplice né facile. Non si tratta di cambiare le regole dell'illuminazione pubblica a Milano o a Shanghai, né di fissare nuovi criteri relativi all’autorizzazione a produrre ed usare fertilizzanti, pesticidi… per l'agricoltura. Si tratta di modificare il sistema portante del funzionamento dell'economia mondiale. A queste parole, il virus dello scetticismo profondo sulle soluzioni si diffonde alla velocità del microsecondo. Quanto segue è un tentativo di dimostrare che la porta di un altro divenire resta aperta.

Un obiettivo di ribaltamento globale

Certo, è un obiettivo estremamente difficile da realizzare perché, anche se le soluzioni appropriate possono essere identificate, i detentori del potere non permetteranno che esse - politically uncorrect - siano adottate. Non vi sono mezzi termini. I processi conflittuali sono lunghi, incerti e vedranno coinvolte generazioni di gente e di popoli. Questo non significa che essi siano impossibili o rinunciabili.

L'obiettivo globale è liberare il divenire dell’ecologia e dell'economia da principi e processi di mercificazione, privatizzazione e monetizzazione finanziaria speculativa1. L'obiettivo specifico è concepire e costruire a livello planetario un sistema monetario e finanziario mondiale pubblico (statale e non). Un sistema di pensieri e di regole intrinsecamente funzionale ad una società politica fondata sul principo della salvaguardia, la cura e la promozione della comunità globale di vita della Terra. Per comunità globale di vita della Terra si intende l’insieme delle specie viventi del pianeta (specie microbiche, piante, animali, esseri umani) 2. Una visione della vita e del mondo liberata dai limiti e dalle derive dell’antropocentrismo.

Il percorso ‘iniziale’ da realizzare è triplice:

·         decostruire la finanza attuale per dare sicurezza al mondo, de-criminalizzare la finanza;

·         creare una moneta mondiale pubblica (propongo che essa sia nominata “Vita”);

·         demonetizzare i beni e servizi comuni pubblici mondiali essenziali e indispensabili per la vita.

Decostruire la finanza attuale, de-criminalizzare la finanza

La finanza attuale non è un buon sistema. È nociva al mondo, è nociva alla vita. Essa dice: “First money”; il resto è subordinato. Essa predica l’appropriazione e l’accumulazione private della ricchezza, della moneta. Elimina coloro che non sanno accumulare, soprattutto coloro che non sanno evadere le tasse. Agli evasori, invece, offre i paradisi fiscali. Essa è utilitarista: tutto è calcolato in termini di ROI (Return On Investment) e RONA (Return On Net Assets). La violenza è il meccanismo di base: non c’è tempo di occuparsi degli esseri umani, dei loro diritti, essi hanno il dovere di essere redditizi. Questo dovere è assoluto per quanto riguarda gli animali, le piante, le altre specie viventi. La finanza attuale alleva i giganti: occorre essere i più grossi, i più grandi, i più potenti ed alimenta la guerra, essendo il settore delle armi (produzione e commercio) diventato uno dei settori più redditizi sul piano finanziario, dopo l’informatica+robotica e l’industria farmaceutica. La finanza attuale si caratterizza per un alto livello di criminalizzazione: scandali dopo scandali, modi di funzionamento e attività illegali, riciclaggio di denaro sporco, corruzione... Essa è volatile, estremamente instabile allorché l’obiettivo principe, si dice, della politica monetaria e finanziaria è la stabilità dei prezzi, dei valori monetari, dell’economia... Il lungo termine dei valori borsistici è la settimana (al massimo). Il breve termine si misura per frazioni di secondo, al millionesimo di secondo. La finanza ad alta frequenza ha eliminato il tempo umano ed il tempo sociale. La dissociazione tra la moneta e la vita e le attività economiche è enorme. La ricchezza prodotta dalla finanza ad alta frequenza non ha alcun senso. Last but not least, le enormi disuguaglianze in termini di ricchezza monetaria rappresentano il segno esterno più visibile del fallimento del sistema attuale3.

Per questo, è urgente e improcrastinabile:

a) fermare le transazioni finanziarie ad alta frequenza
b) mettere fuori legge i paradisi fiscali
c) eliminare il segreto bancario
d) chiudere i mercati dei prodotti derivati
e) ristabilire la separazione tra le attività di risparmio e le attività di credito
f) scorporare i fondi pensione dai mercati finanziari speculativi
g) arrestare i meccanismi attuali dell’indebitamento specie pubblico
h) vietare alle società quotate in Borsa di essere proprietarie o gestionarie dei beni (e servizi) comuni pubblici mondiali essenziali per la vita.

Creare una moneta comune mondiale pubblica, “Vita”

Né il dollaro, né l’euro né lo yuan potranno salvaguardare e proteggere l’Amazzonia o le acque del Pianeta, per dare solo due esempi. Il dollaro, la moneta che addirittura afferma sulle sue banconote “In God We Trust”, la bramosia del dollaro e ciò che rappresenta, continuerà a spingere i signori della moneta a bruciare la foresta amazzonica, il polmone verde del Pianeta. Cosi avverrà anche per il Libra: i fiumi ed i laghi della Terra, le arterie vitali del Pianeta, saranno ridotti a secco o le loro acque non saranno più buone per la vita perché inquinate, contaminate. La Banca Mondiale (e filiali) non ha eliminato la povertà (come sta scritto nel suo logo). Anzi, ha contribuito a sostenere i processi di alimentazione dell’impoverimento dei più4.

Occorre inventare, concepire e promovere un nuovo sistema monetario mondiale nel quadro di un sistema economico e politico mondiale assennato, fondato su un nuovo rapporto tra giustizia sociale, economia plurale, finanza e tecnologia. Uno degli strumenti principali sarà una moneta mondiale nuova, dalle caratteritiche diverse da quelle delle monete attuali di cui la moneta mondiale digitale privata è un mezzo di accentuazione e aggravazione.

La moneta Vita sarà una moneta comune mondiale (MCM) creata da un’Assemblea Rappresentativa degli Abitanti della Terra (ARAT) e non dagli Stati, per cui essa non sarà l’espressione di un sistema di predominio di una o più potenze economiche e militari della Terra, come è oggi il caso del dollaro e/o dell’euro, né del potere economico e tecnologico di un gruppo di imprese multi-nazionali private, come sarà il caso di Libra. La moneta comune mondiale non dovrà essere la moneta imposta dai potenti, come fu il caso per il sistema monetario finanziario creato dopo la Seconda guerra mondiale o per il sistema monetario europeo che ha condotto alla nascita nel 2000 dell’euro. Le monete “comuni” dei potenti sono schiave delle lotte tra i potenti e delle crisi dei potenti. Esse non possono essere che uno strumento di sottomissione e di sfruttamento dei più deboli da parte dei più potenti.

È impossibile far creare Vita dagli Stati. Come descritto nella prima parte dell’articolo, essi sono prigionieri della loro (ambigua) sovranità nazionale. Lo stesso dicasi dell’ONU, anch’essa dipendente dalla sovranità degli Stati, come dimostra la struttura del Consiglio di Sicurezza dell’ONU il cui potere è in mano ai cinque membri permanenti dotati ciascuno del diritto di veto. La proposta che la MCM sia lanciata per iniziativa e dall’ARAT non è certamente la via più semplice, ma è una via obbligata se Vita deve esprimere la volontà comune di darsi uno strumento monetario al servizio e nell’interesse della comunità globale della vita della Terra, la cui istituzionalizzazione politico-giuridica sarà al centro delle battaglie politiche dei prossimi decenni. In assenza di uno Stato mondiale, Vita vuole essere l’espressione pubblica della comunità globale degli abitanti della Terra in costruzione. Non si tratta di continuare nella tendenza in favore di monete “senza Stato”, della privatizzazione monetaria. È però evidente che una comunità politica mondiale istituzionalizzata si tradurrà in un modello di Stato differente da quello dello Stato “nazionale”. La mondializzazione del politico e della politica inciderà molto sui concetti di potere democratico, di sovranità, di sicurezza (militare, economica, monetaria...), di responsabilità.

Perché la creazione di Libra da parte di 28 potenti imprese mondiali private, di una moneta che vuole essere uno strumento di governo dell’economia mondiale senza, vuoi contro, l’intervento degli Stati, è accettata come un fatto normale, quasi inevitabile, e la creazione di Vita da parte di un centinaio o più di organizzazioni rappresentative della comunità degli abitanti della Terra sarebbe irrealista, improponibile? Forse perché nel primo caso si tratterebbe di soggetti potenti contro i quali è difficile lottare, nel mentre nel secondo si tratterebbe di soggetti senza reale potere politico economico?

L’assemblea rappresentativa degli abitanti della Terra proporrà altresì la creazione della Banca Comune Mondiale (BCM), ben diversa dall’attuale Banca Mondiale + Fondo Monetario Internazionale. La BCM sarà messa sotto l’autorità ed il controllo di un Consiglio di Sicurezza Monetario e Finanziario della Terra (COSMO-T).

L’insieme delle quattro proposte (MCM, BCM, COSMO-T e ARAT) dovrebbero fare l’oggetto di una fase definitoria preparatoria nell’ambito di una Agorà degli Abitanti della Terra sulla Moneta e la Finanza che potrebbe essere organizzata tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023 ad opera di un comitato promotore composto da alcune maggiori organizzazioni politico-istituzionali, socio-economiche e culturali (religiose, artistiche)5.

Demonetizzare i beni e servizi comuni pubblici mondiali essenziali e indispensabili per la vita

Uno dei principi fondatori del nuovo sistema monetario e finanziario mondiale deve essere l’abbandono della monetizzazione e della mercificazione dei beni comuni pubblici mondiali essenziali e indispensabili per la vita (servizi correlati inclusi). La loro definizione e selezione darà luogo ad ampie e lunghe discussioni e diatribe. L’esperienza degli ultimi 50 anni dimostra, però, che è possibile identificare un numero piuttosto ristretto di beni comuni pubblici mondiali e evitare la banalizzazione attuale della vita secondo cui tutto (o quasi tutto) può essere concepito e vissuto come un bene comune (locale e/o nazionale e/o mondiale). La mia proposta, per avviare il percorso di costruzione, è di considerare BCPM l’energia solare, l’aria, l’acqua, le sementi, le foreste, la conoscenza, la sicurezza. Si vedrà negli anni/decenni successivi cosa e come cambiare, alla luce dell’esperienza mondiale.

Come si noterà, la demonetizzazione dei BCPM menzionati è giustificata e necessaria perché detti beni sono strettamente relazionati al mondo dei diritti umani universali)6. In quanto tali, non possono essere mercificati e privatizzati, non sono oggetto di scambi commmerciali. Sia i costi che i benefici della loro disponibilità e fruizione non possono essere misurati ai prezzi di mercato. Nel loro caso, v’è l’obbligo della loro disponibilità e accessibilità universali, per tutti, che solo la collettività istituzionalizzata può garantire e di cui la collettività deve farsi carico sul piano degli oneri, grazie alla fiscalità ed alla mutualità. Certo, i diritti “costano” ma non allo stesso modo e secondo gli stessi criteri dei beni e servizi “mercanzie” non essenziali e indispensabili per la vita. Pertanto, il corollario alla base della proposta della demonetizzazione sta nel principio che - come dimostrato dal sistema del welfare scandinavo - è preferibile per la collettività fornire i beni e servizi comuni collettivi legati ai diritti umani, secondo regole chiare e giuste, che dare denaro alle persone e alle famiglie per comprare sui mercati gli stessi beni e servizi mercificati e privatizzati. Per questo, i principi e le pratiche sociali imposti dai gruppi dominanti dei paesi ad economia capitalista di mercato non sono pertinenti né accettabili. Mi riferisco al principio della monetizzazione della natura, consacrato nella risoluzione finale del Terzo Vertice Mondiale della Terra nel 2012) 7 e alle pratiche di misura dette “Environmental Costs and Benefits Assemment” applicate in particolare nel campo dell’acqua8.

Demonetizzare i beni (e servizi correlati) essenziali per la vita significa che la loro proprietà, gestione ed uso saranno messi fuori dai meccanismi di mercato e che il loro valore non sarà determinato in termini monetari dal loro valore di scambio o di uso utilitario ma fissato come valore sociale collettivo rispetto a una serie di criteri relativi al loro contributo alla vita. Esistono dei criteri che consentono, per il momento, pur nel contesto di una economia capitalista di mercato, di definire e misurare un prodotto (bene e/o servizio) in quanto bene comune9. Un grande lavoro concettuale e operativo d’innovazione politico-economica e sociale ci attende. La demonetizzazione è possibile.

Demonetizzare significa altresì che detti beni e servizi non potranno essere bancarizzati, come invece accade oramai da anni nelle società dette “sviluppate” per i beni naturali10. Significa, infine, che la loro responsabilità non può essere che pubblica (abbandono quindi dei PPP) a carico di soggetti pubblici (dal locale al mondiale). Le transazioni tra i soggetti pubblici potranno essere operate ricorrendo ad una moneta comune mondiale “interna”, VitaDue. Si trattererrebbe di una moneta “parallela “non in contanti destinata a favorire un’economia cooperativa e mutualista dei BCPM non sottomessa alle logiche finanziarie dei mercati concorrenziali.

Nel mondo ci sono alcune migliaia di monete dette “locali”, “complementari”, volte a facilitare la gestione e l’accesso a servizi di prossimità, a bisogni comuni, alle attività dei comuni e delle amministrazioni pubbliche, alle piccole e medie imprese. Nel contesto generale di una economia capitalista di mercato competitiva, il loro sviluppo e ruolo è rimasto ed è destinato a restare marginale11. In un mondo che mira a sradicare le cause delle inuguaglianze e dell’impoverimento, a eliminare le guerre, a promuovere uno sviluppo sostenibile radicalmente diverso da quello dettato dalla crescita del PIL, le strategie interrelate di decostruzione della finanza attuale, di creazione di una nuova moneta comune mondiale al servizio della vita, di demonetizzazione dei BCPM e di diversficazione monetaria, rappresentano un insieme di percorsi di costruzione di un altro divenire del mondo ricco di prospettive incoraggianti e condivise.

Perché il mondo non può e non deve appartenere ai più forti, furbi, aggressivi, individualisti, conquistatori.

1 Ecologia, da oikos logos = discorsi/pensieri sul luogo di vita. Economia, da oikos nomos = regole del luogo di vita, della casa.
2 Il concetto di comunità globale di vita della Terra è stato ripreso ampliamente nella enciclica di Papa Fancesco Laudato si' (24 maggio 2015).
3 Questi aspetti sono trattati in maniera più estesa e complementare in Riccardo Petrella, Il diritto di sognare. Le scelte economiche e politiche per una società giusta, Sperling & Kupfer, Milano, 2004 e Nel nome dell’Umanità, Edizioni Il margine, Trento, 2017, pp.292-97.
4 Oramai, sono rimasti in pochi gli economisti ed i politici che negano l’aumento notevole delle inugliaglianze, a livelli incredibili, in seno e tra i Paesi del mondo.
5 Una prima Agorà degli Abitanti della Terra si è tenuta a Sezano/Verona nel dicembre 2018. Essa ha approvato una Carta degli Abitanti della Terra con 13 principi e 16 proposte di azioni prioritarie di cui tre, in particolare, riguardano la finanza e la moneta. Vedi figure 1 e 2 di La Carta degli Abitanti della Terra. Verso un Patto dell’Umanità. 
Rapporto finale, 2019.
6 Il legame diretto tra beni comuni pubblici mondiali e diritti umani universali costituisce, a mio avviso, una delle caratteristiche chiave della definizione dei BCPM. Tipico esempio: il bene comune pubblico mondiale acqua e il diritto universale all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari. Cfr. 
RAMPEDRE (Rapport Mondial Permanent sur le Droit à l’Eau) sezioni « Qu’est-ce que le droit à l’eau ? » e « Les obligations découlant du droit à l’eau ».
7 Cfr. il documento finale del Terzo Vertice della Terra, Rio+20, cioè la terza United Nations Conference on Sustainable Development, Rio+20, 
The future we want.
8 Mi riferisco alle azioni promosse dall’UNEP (United Nations Environment Program), l’OCSE, e la Commissione europea dell’UE fin dagli anni 2000 in materia di valutazione monetaria dei costi e benefici dell’ambiente per meglio definire sul piano finanziario le priorità dello “sviluppo sostenibile”.
9 Cfr. la matrice di 17 criteri proposta da Christian Felber in L’economia del bene comune, Edizioni Tecniche Nuove, 2015.
10 La bancarizzazione dell’acqua (tramite per esempio “la Borsa dell’acqua”) è stata sperimentata su vasta scala in California per lottare contro la penuria dell’acqua sempre più grave. I risultati non sono stati affatto all’altezza delle attese e delle promesse. La via del mercato e della finanziarizzazione non è più la via maestra per le autorità californiane, ma quella della regolazione restrittiva severa degli usi dell’acqua nell’interesse della vita di oggi e delle generazioni future.
11 Sulle monete “locali”, “complementari”, etc., indispensabile è la lettura dell’opera pionieristica del belga Bernard Lieater, in particolare, Bernard Lietaer et Margrit Kennedy, Monnaies régionales. De nouvelles voies vers une prospérité durable, éd. Charles Léopold Mayer, 2008.

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giovedì 18 novembre 2021

La nuova conquista coloniale della vita è cominciata – Riccardo Petrella

I grandi predatori finanziari, ultimo arrembaggio

Una “rivoluzione” perversa. Il 7 novembre scorso è toccato alla compagnia privata che gestisce la Borsa di Chicago di dare l’avvisaglia aprendo all’acqua in California, per la prima volta, un prodotto finanziario speculativo, un “futures”. Essendo l’acqua buona per usi umani considerata oramai un elemento naturale vitale sempre più scarso, la finanza è intervenuta allo scopo, hanno detto, di “governare “ la penuria idrica assicurando alle imprese grandi utilizzatrici d’acqua (imprese agricole, viticultori, bevande dolci/gassate…) la disponibilità d’acqua grazie alla selezione degli usi operata dal prezzo dell’acqua stabilito dalla speculazione (com’è il caso del petrolio, dell’oro, del grano….).

A metà ottobre 2021, prima della tenuta della COP15 sulla biodivesità e la conservazione della natura e pochi giorni prima dell’inizio (3 novembre) della COP26 sul clima e l’ambiente, i gestori della Borsa di Wall Street a New York hanno lanciato una nuova categoria di attivi finanziari sull’insieme degli elementi della natura. Stesso scopo, stessa pretesa: vista la degradazione della natura, la drastica riduzione della biodiversità, i rischi di ulteriore rarefazione massiccia delle “risorse” naturali per l’economia e la “crescita economica”, la finanza mondiale privata si dà il ruolo di “salvatrice” assumendo la responsabilità di regolare in maniera efficace e sostenibile, dicono, la gestione del mondo naturale attraverso la sua appropriazione/monetizzazione.

Come nel caso della quotazione dell’acqua in Borsa, dietro la decisione di promuovere/imporre la totale monetizzazione della natura c’è il fondo d’investimento privato più potente al mondo il BlackRock del presidente Larry Fink. Oggi il BlackRock gestisce 9,5 mila miliardi di dollari, è diventata la terza potenza finanziaria al mondo dopo gli Stati Uniti e la Cina. Insieme, Il BlackRock, il Vanguard (di cui BlackRock è il principale azionista) e lo State Street i tre più potenti fondi d’investimento al mondo, potrebbero, se lasciati fare, diventare i principali proprietari del mondo o rafforzare la loro posizione attuale di “signori” della Terra.

La monetizzazione della natura, concretamente

Il BlackRock ha proposto di trasformare per il 2030 il 30% del mondo naturale in “zone naturali protette” cioé acquistate e gestite dal capitale finanziario. Una colossale campagna legalizzata di accaparramento delle terre del pianeta. In qualche decennio, il Grande Denaro potrebbe ridurre l’intero mondo naturale in capitale finanziario. Le imprese che gestiranno le “zone naturali protette” si chiameranno NAC (Natural Asset Company). Il loro scopo è di estrarre profitti in maniera illimitata dai processi naturali che monetizzeranno. Le prime e principali vittime sarebbero i popoli indigeni le cui terre sono considerate da loro patrimonio ancestrale non cedibile. I diritti alla e della vita individuali e collettivi sarebbero calpestati senza limit dappertutto.

La monetizzazione della natura è uno scandalo perché essa permetterà al Grande Denaro (le grandi banche e, soprattutto, i fondi d’investimento citati)  a) di trasformare l’insieme del mondo naturale in una gigantesca miniera di estrazione e di accumulazione distruttrice della”ricchezza” della vita del pianeta, e b) di estendere la loro potenza di dominio e di violenza sull’economia degli umani (un’economia sempre più artificiale e dominata dalla logica dell’arricchimento ineguale e dell’esclusione), a quella dell’insieme dell’economia del mondo naturale.

Quelli del BlackRock hanno stimato che il mondo naturale vale 4 quadrilioni di dollari, cioé 4 mila trilioni di dollari. Si pensi che il prodotto mondiale annuo è valutato a circa 125 trilioni di dollari, cioé 125 mila miliardi. Il prodotto nazionale dell’Italia è stato nel 2020 pari e 2,400 miliardi (da comparare al valore monetizzato del mondo naturale pari a 4 miliardi di miliardi).

La complicità dei poteri pubblici

I poteri pubblici sono complici. La stragrande maggioranza dei parlamenti democraticamente eletti e dei governi oligarchici dei gruppi sociali dominanti crede nei padroni della finanza. Né nel caso specifico ma determinante dell’acqua, né nel caso della bancarizzazione e fnanziarizzazione speculativa a tappeto della natura, essi non hanno reagito. In realtà, hanno confermato la loro approvazione.

L’accettazione della monetizzazione della natura – approvata dagli Stati al Terzo Vertice Mondiale della Terra dell’ONU nel 2012 – è stata finora uno dei fattori principali che ha impedito le COP sul clima e l’ambiente (inclusa la COP26 in corso) di trovare una soluzione negli interessi di tutti gli abitanti della terra (tutte specie viventi). Si tratta da parte dei rappresentanti eletti dei popoli, di una posizione politicamente e eticamente inammissibile, indecente. .

L’Altra Agenda

Sapevamo che il discorso dei dominanti sullo “sviluppo durevole, sostenbile” è stato fin dal 1987 (data del comprosmesso sul rapporto della Commissione Brutlandt dell’ONU) una impostura senza vergogna. Ora ne abbiamo una conferma incontestabile.

La sfida lanciata dai predatori alla comunità globale di vita del Pianeta è totale, immensa. I dominanti non scherzano e non promettono bla bla. Agiscono, colonizzano, sottomettono, distruggono. Il “grande denaro” è criminale. Le esperienze di questi ultimi venti anni mostrano che i popoli non possono limitarsi a continuare a fare petizioni. Devono battersi per capovolgere la storia per ”Un’Altra Agenda” per il mondo, in nome dell’Umanità e della Vita della Terra.

Per alcune proposte in questa direzione, vedasi il mio articolo La moneta al servizio della vita, del 29 ottobre 2019, in particolare la sezione “demonetizzare i beni e i servizi comuni essenziali per la vita” (https://wsimag.com/it/economia-e-politica/57278-la-moneta-al-servizio-della-vita).

Gli operai hanno inventato lo sciopero generale e ce l’hanno fatta piuttosto bene che male. È tempo per gli abitanti della terra di trovare gli strumenti adatti.

PS Alla fonte delle informazioni contenute nel testo ci sono gli articoli di Ellen Brown, Wall Street’s Latest Scheme Is Monetizing Nature Itsefl, Nov. 4, 2021, https://scheerpost.com/2021/11/04/wall-streets-latest-scheme-is-monetizing-nature-itself/ 21, di Whitney Webb, Wall Street’s Takeover of Nature Adavances with Launch of New Asset Class, Oct.13,2021, https://unlimitedhangout.com/2021/10/investigative-reports/wall-streets-takeover-of-nature-advances-with-launch-of-new-asset-class/ e https://www.lindipendente.online/2021/08/22/big-three-i-fondi-dinvestimento-che-comandano-il-mondo/.


da qui

mercoledì 8 settembre 2021

Basta, predatori, andate via! - Riccardo Petrella

 

 

Basta, con le vostre conferenze, i vostri vertici, i vostri poteri, i vostri programmi mistificatori, il vostro operato impunito. Il sistema che avete imposto ai popoli della Terra con la violenza, le guerre, gli accaparramenti delle terre e delle acque, i mercati competitivi, la finanza globale coloniale, il dominio delle imprese GAFAM e BIG PHARMA…. è fallito.

Siete dei predatori. Avete dimostrato, a partire dello sfacelo agli inizi degli anni ‘70 del vostro sistema finanziario internazionale, di essere incapaci di risolvere i problemi “mondiali”, da voi stessi creati, nell’interesse di tutti, dei diritti umani e sociali universali, della salvaguarda della vita del Pianeta. Siete stati e restate dei predatori.

Non avete garantito la sicurezza di vita (del lavoro, alimentare, sanitaria, idrica, energetica, civica…) per tutti gli abitanti della Terra, ma avete pensato solo alla vostra sicurezza. In particolare, attribuendo nel 1990 ai soggetti privati il diritto di proprietà intellettuale privata a scopo di lucro sul vivente e, pari yempo, sull’Intelligenza Artificiale avete stravolto il divenire della vita e privatizzato la conoscenza, lo spirito della vita. Avete commesso uno dei più nefasti errori della storia.

Siete degli irresponsabili. Avete abbandonato i principi fondatori del costituzionalismo politico, sociale ed umano centrati su libertà, giustizia, uguaglianza, solidarietà, fraternità, democrazia ed avete condannato il futuro della comunità di vita della Terra all’arbitrio senza limiti dei gruppi sociali dominanti, cui avete svenduto il potere sulla vita.

Avevate promesso solennemente, con l’Agenda ONU 2000-2015 (Gli Obiettivi dello Sviluppo del Millennio) e poi l’Agenda ONU 2015-2030 (Gli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile), che “nessuno sarebbe stato lasciato da parte”. Ebbene, con grande ipocrisia e cinismo

§  avete continuato a spendere centinaia di miliiardi di dollari l’anno nel settore militare(nel 2020 avete raggiunto il record di due trilioni);

§  quasi tre miliardi di esseri umani sono ancora senza copertura sanitaria di base e rischiano (secondo l’OMS) di diventare cinque miliardi nel 2030;

§  solo il 2% della popolazione dei Paesi detti poveri, cioé impoveriti, sono stati ad oggi vaccinati nel mentre la percentuale supera il 60% nei Paesi detti ricchi, cioé arricchitisi con la predazione delle risorse del pianeta;

§  si stima che le popolazioni dei Paesi impoveriti potranno raggiungere il livello minimo di immunità di gregge contro il Covid-19 verso la fine del 2024-2025l allorché i profitti delle imprese farmaceutiche private detentrici dei brevetti superano già 50 miliardi di dollari;

§  più di 2 miliardi sono senza accesso all’acqua potabile e 4,2 miliardi non hanno accesso regolare, continuo e sicuro all’acqua buona pe usi umani. Inoltre più di 4 miliardi non dispongono di alcun servizio igienico sicuro, individuale e/o pubblico (secondo l’ONU-Acqua).

Invece, siete stati molto bravi, grazie alle vostre guerre nel mondo, a distruggere Stati o ‘comunità di popoli” come l’Irak, la Siria, lo Yemen, la Libia, Il Sudan, il Libano, l’Afghanistan, la Palestina e a destabilizzare la maggioranza degli Stati africani sud-Sahara, a ricolonizzare Paesi dell’America Latina, a mantenere focolai maggiori di conflitti in Asia.

Vergognatevi. Avete promosso un sistema mondiale dove otto miliardari posseggono una ricchezza monetaria uguale a quella di 3,6 miliardi di persone (corrispondente alla popolazione mondiale più povera). Avete continuato imperterriti e prepotenti, malgrado le continue allerte (fin dal ’72) e le schiaccianti evidenze (fin dal primo vertice della Terra del 1992 sul clima e l’ambiente),nella vostra opera di distruzione delle risorse vitali del Pianeta nel nome di una sciagurata “crescita” delle vostre economie. Oggi, a causa del vostro piratesco modello capitalista di economia “sociale” di mercato, la Terra brucia, le calotte polari ed i ghiacciai si sciolgono, il livello dei mari è aumentato più di un metro, l’acqua buona per usi umani è sempre più scarsa, la siccità e la desertificazione si estendono sul globo, i migranti ambientali si contano per decine di milioni, le pandemie esplodono.

Risultato gravissimo: avete mercificato tutto, privatizzato tutto, svuotato di senso la “res publica”, il pubblico, la gioia del vivere insieme, i beni comuni mondiali, lo Stato,la bellezza della giustizia, la bontà della democrazia.

Le nostre proposte. Basta, dovete andarvene prima di essere cacciati via in malo modo. È inaccettabile continuare ad affidare il destino della vita del Pianeta e dei suoi abitanti a degli irresponsabili. Occorre “Liberare l’umanità e la vita del Pianeta dalla nuova predazione coloniale ” A tal fine, proponiamo di procedere alla messa in moto di processi di elaborazione e proposta di un nuovo contratto sociale mondiale. Passare ad una nuova fase costituente di pensamento e di organizzazione degli abitanti della Terra. Molteplici sono le proposte concrete possibili da promuovere in tutti i campi specie quello del lavoro (tecnologia e finanza), della salute e della sicurezza e salvaguardia della vita della Terra. Un obiettivo maggiore è giungere, sotto una forte pressione da parte dei Paesi del Sud del mondo e delle migliaia di associazioni progressiste del mondo alla autoconvocazione, dai Paesi che lo desiderano, di un’Assemblea speciale dell’ONU, l’Assemblea degli Abitanti della Terra, con i seguenti quattro punti all’ordine del giorno: la Nuova Dichiarazione Universale dei Diritti e delle Responsabilità degli Abitanti della Terra. La sovranità appartiene al popolo/l’umanità, a tutti i popoli della Terra insieme (e non ai popoli più forti); l’abolizione dei brevetti (proprietà intellettuale) privati sul vivente e sull’Intelligenza Artificiale. La conoscenza è un bene comune universale non appropriabile; la ratificazione del Trattato d’interdizione delle armi nucleari (concezione, produzione, uso e commercio); la messa fuorilegge della finanza globale speculativa predatrice.

(*) Link all’articolo originale: https://transform-italia.it/basta-predatori-andate-via/

 

https://www.labottegadelbarbieri.org/basta-predatori-andate-via/

domenica 23 maggio 2021

G20, la dichiarazione di Roma sulla salute: un miscuglio di ipocrisia, cinismo ed indecenza - Riccardo Petrella

 

Non ci aspettavamo proposte innovative ma un po’ più di soffio di cambiamento sì. Ebbene… il soffio non c’è stato. Peggio ancora, al suo posto si sono manifestati forti brutti venti.

1.Anzitutto mai, nemmeno una sola volta, la Dichiarazione fa riferimento al “diritto universale alla salute”. Non ne parla, confermando quanto i dominanti stanno facendo da anni: cancellarlo dall’agenda politica mondiale e con esso il principio che garantire universalmente la salute, cioè a tutti, è un obbligo istituzionale per i poteri pubblici, gli Stati, e non un’opzione politica di magnanimità o di compassione verso “i poveri” da parte dei dirigenti mondiali. La Dichiarazione parla, invece, più di venti volte, di “accesso equo e a prezzo abbordabile” agli strumenti di lotta contro la pandemia di Covid-19 (vaccini, trattamenti medici, diagnostica e strumenti di protezione individuale). Cioè, un principio ed un obiettivo tipicamente mercantili, di scambio monetizzato (vendita ed acquisto), secondo regole del mercato che nulla hanno a vedere con il diritto alla salute in uguaglianza e nella giustizia. Nel mercato non ci sono diritti, salvo quelli sulla proprietà privata, né uguaglianza né giustizia sociale. Dimenticare il diritto universale alla salute è un atto d’indecenza politica.

2. Non a caso – altro aspetto fondamentale – la Dichiarazione insiste sul fatto che le misure necessarie che saranno prese nei prossimi mesi per favorire l’accesso per tutti ai vaccini, devono essere definite e prese nel quadro dei Trattati OMC ( Organizzazione Mondiale del Commercio, organismo indipendente dall’ONU) ed, in particolare dei Trattati OMC-ADPIC (Accordo sui Diritti di Proprietà Intellettuale in relazione al Commercio) . E non nel quadro generale del’ONU e specifico dell’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS, agenzia dell’ONU).

La Dichiarazione di Roma resta arroccata al primato dato, anche nel campo della salute, alla regolazione “mondiale” fissata nelle logiche del commercio inter-nazionale (dominata dai mercanti e dai finanziari dei paesi più potenti al mondo). La Dichiarazione di Roma resta sulla posizione di rifiutare di attribuire detto primato all’ONU, in generale, e all’OMS in particolare, come domandato, specie in questi ultimi anni, da 100 e più Stati, da centinaia di Premi Nobel, scienziati, personalità del mondo della cultura e da migliaia di associazioni ed organizzazioni, sindacati compresi. Il primato all’ONU e all’OMS implicherebbe che le regole in materia fossero fissate nel rispetto della Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948 dei Trattati internazionali sui diritti civili, sociali, politici degli anni ’70. .La scelta operata dal G20 a Roma è un atto di cinismo. I firmatari sanno bene che dal 1994, anno della sua creazione, l’OMC è stata teatro continuo di dure lotte da parte della stragrande maggioranza degli Stati membri contro gli Stati più potenti al fine di difendere i loro diritti alla vita e la loro sovranità economica e sociale, sistematicamente sminuiti e non rispettati nei Trattati OMC imposti dai gruppi sociali dominanti degli Stati più forti.

3. Pertanto, pretendere che l’obiettivo della lotta mondiale contro la pandemia perseguito dagi Stati più potenti del G20 resta quello di non lasciare nessuno da parte è un atto d’ipocrisia. La realtà mostra che la strategia di lotta contro la pandemia, adottata da un anno e mezzo nel nome dell’accesso equo e a prezzo abbordabile ai vaccini e nel rispetto dei Trattati OMC/ADPIC – ha contribuito a mettere da parte centinaia di milioni di persone, ancora escluse al 21 maggio 2021 dai vaccini (solo l’1% della popolazione africana è stato vaccinato) e, soprattutto, dalle cure di salute in generale. Secondo l’OMS, nel 2020 più della metà della popolazione mondiale é ancora senza copertura sanitaria di base, e la pandemia ha peggiorato la situazione.

4. La Dichiarazione conferma che, oggi, la soluzione-chiave scelta dai potenti è centrata sull’aumento della produzione dei vaccini e la loro distribuzione e somministrazione la più larga possible in tempi rapidi e su basi eque, sicure e efficienti , a favore delle popolazioni dei paesi più poveri a basso reddito (92 paesi al mondo ) e a medio reddito (più di una trentina).

Questa scelta assume come postulato di base il mantenimento delle ineguaglianze e del fossato tra i paesi ricchi e “sviluppati” del Nord, in particolare “occidentali”, e i paesi poveri, sotto o poco sviluppati. I primi mantengono la loro supremazia e potenza nel campo finanziario , tecnoscientifico, produttivo e commerciale. Le loro imprese, private, restano i proprietari assoluti delle conoscenze sulla vita, i proprietari dei brevetti, i produttori padroni dei vaccini, i dominatori del commercio internazionali, i fornitori dei servizi medico-sanitari, i controllori dei mercati della salute, i signori della digitalizzazione dei sistemi sanitari. Cosi, a loro spetta di aiutare i paesi poveri ad avere accesso a prezzo abbordabile ai vaccini, beninteso dopo aver assicurato, come dichiarato dallo stesso Biden , l’accesso pieno ai vaccini ai loro cittadini, surplus di sicurezza compreso. Ai secondi, i paesi poveri, resta solo la possibilità di ricevere i vaccini e l’accesso agli altri strumenti medico-sanitari offerti dai paesi ricchi. E di essere riconosciuti eleggibili dal COVAX all’assistenza dei ricchi. I vaccini sono trasferiti sotto forma di aiuto, gratuito, alle popolazioni dei paesi a basso reddito, e sotto forma di aiuto a prezzo ridotto per quelle dei paesi a medio reddito. A tal fine i paesi “donatori”/benefattori del “Nord” hanno messo in piedi il cosidetto meccanismo COVAX (gestito da due importanti organizzazioni pubblico-private(quali il CEPI e la GAVI), il cui scopo è di favorire la condivisione delle attività di ricerca e di sviluppo e l’acquisto/distribuzione dei vaccini a favore dei paesi poveri.

Il sistema COVAX si è dimostrato inadeguato per due ragioni principali. In primo luogo, perché i paesi ricchi e gli organismi di filantropia privata quali le fondazioni alla Gates, non hanno alimentato come previsto le finanze del COVAX. Per ben fare, Covax dovrebbe disporre di più di 40 miliardi di $. Allo stato attuale  le sue disponibilità finanziarie non superano i 12 miliardi. In secondo luogo, il sistema COVAX non mette in discussione il sistema dei brevetti che fa dei vaccini e degli strumenti di cura una proprietà privata assoluta per 20 anni, dando cosi il potere politico decisionale e operativo sulla vita, in particolare sulla salute, alle imprese private, per di più multinazionali.

5. Veniamo cosi al punto controverso relativo alla sospensione provvisoria dei brevetti. Questo era il punto più atteso del Global Health Summit del G20. Il G20 ha optato formalmente in favore di non decidere e di rimandare il dibattito alla riunione del 7-9 giugno prossimo del Consiglio generale dell’OMC. In realtà, il rinvio è stato necessario non a causa del disaccordo tra alcuni Stati (quali l’Africa del Sud, l’India, la Russia, l’Indonesia e la Cina..) da un lato, e l’UE, Il Regno Unito, gli Stati Uniti, il Giappone, dall’altro. Ma, per dare tempo all’UE e agli Stati Uniti di mettersi d’accordo su una posizione comune fondata, come proposto dall’UE, su una terza soluzione, al di là del rifiuto o dell’approvazione della sospensione. L’UE attuale è maggioritariamente opposta alla sospensione del regime dei brevetti e ancor più alla sua abolizione. Pertanto, cerca di superare le difficoltà spostando il dibattito sulla definizione di un nuovo trattato globale mirante a rafforzare l’attuale sistema (poco) comune mondiale di monitoraggio e di risposta alle pandemie presenti e future. A tal fine, sembra che l’UE pensi di proporre il modello di coordinazione intra-europea messo in piedi nel contesto dell’Unione europea della salute, recentemente entrata in vigore..

Su questa posizione sembra orientarsi anche Mario Draghi, il quale nel corso del suo intervento iniziale al Summit ha espresso il suo favore per una sospensione dei brevetti ” a condizione che sia mirata e limitata nel tempo”. Lo stesso dicasi della posizione USA, quale espressa a Roma da Kamala Harris, vicepresidente americana (il cui intervento ha un po’ deluso ). Fra i membri del G20, solo l’Africa del Sud ha una posizione chiaramente rivolta a assicurare la salute dei propri cittadini e degli altri paesi africani. L’india è piuttosto ambigua . Nella strategia ultranazionalista e competitiva di Narendra Modi, la sospensione serve piuttosto l’obiettivo di rinforzare il ruolo crescente dell’India come principale paese produttore di vaccini “low cost” al mondo grazie all’impresa privata Serum Institute of India. Ciò con il sostegno anche dell’Università di Oxford e di Astra Zeneca che ha firmato lo scorso anno un accordo per più di 1,2 miliardo di dosi del suo vaccino da produrre dal Serum Institute of India. L’India ha una strategia di espansione economica nel settore in competizione con la Cina. Da parte sua l’Indonesia, altro membro del G20, ha espresso chiaramente nel corso del Summit il suo desiderio, grazie alla diminuzione dei vincoli imposti dai brevetti, di diventare il principale hub dell’Asia meridionale orientale e cio’ in concorrenza alla Cina ed all’India.

Per farla breve, non tutto è d’oro quel che luccica anche in seno ai paesi non occidentali in materia di strategia economica nell’industria farmaceutica mondiale.

6. E ciò si perpetuerà fintantoché i paesi più potenti del mondo non avranno dissociato e liberato la politica pubblica della salute dallo stato attuale di sudditanza dei poteri pubblici nei confronti delle loro grandi imprese farmaceutiche e chimiche multinazionali, a seguito della massiccia e generale privatizzazione dei sistemi sanitari nazionali e della legalizzazione della brevettabilità privata a scopo di lucro. La Dichiarazione di Roma non ha scritto una riga sulla sudditanza dei poteri pubblici. E pour cause. Come tutti sappiamo, i poteri pubblici hanno praticamente finanziato in toto (caso del vaccino di Astra Zeneca,) ed in larga parte (caso dei vaccini di Pfizer di Moderna, di Johnsson&Johnsson, …) la concezione, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione dei vaccini. Se ci sono i vaccini, questo non è grazie alle imprese menzionate ma alle ingenti somme di denaro pubblico iniettato dagli Stati nel settore (si parla di decine e decine di miliardi di $), attraverso numerosi modi, compreso quello decisivo degli “Advanced Market Committemnts” cioè gli impegni garantiti di acquisto pubblico di miliardi di dosi prodotte dalle imprese.

Lo scandalo in questo è che le imprese hanno tutto intascato e senza grandi investimenti hanno già incassato miliardi di profitti da distribuire ai loro azionisti, senza pero’ che gli Stati, i cittadini il cui denaro pubblico è stato versato a colate nelle casse delle imprese multinalzionali, abbiano ottenuto in compenso alcun beneficio finanziario diretto. Gli Stati hanno speso e continuano a spendere e le imprese continuano a ricavare profitti.

In questo contesto, la sovranità del popolo, dei cittadini è ridotta a zero. Quella delle imprese è schizzata a livelli alti. Ipocrisia, cinismo e indecenza predominano.

In conclusione, dopo il Global Health Summit del G20, è evidente che il divenire della concretizzazione del diritto universale alla salute non è ancora messo sui binari giusti nell’interesse di tutti gli abitanti della Terra e in sintonia con il rispetto dei diritti della natura. L’abolizione dei brevetti è il primo lucchetto di bloccaggio da far saltare.

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