domenica 26 luglio 2026

Il ministero per il futuro - Kim Stanley Robinson

le ondate di calore sono sempre più frequenti e letali, nasce il Ministero per il futuro, un organismo che si interessa dei problemi economici e tecnologici alla base delle crisi climatiche.

lo dirige, con un ampia libertà d'azione, Mary Murphy, ex ministro degli Esteri irlandese, che si avvale di validissimi collaboratori provenienti da tutto il mondo, con una strategia visibile e un'altra occulta, all'insaputa, più o meno, di Mary Murphy.

chi pensa di leggere un libro di fantascienza leggerà un libro di attualità (tranne per la parte dei rimedi, purtroppo ancora da venire, radicali, ma necessari).

Kim Stanley Robinson è davvero bravo, cinquecento pagine tutte necessarie per una storia avvincente che non annoia mai.

cercatelo e godetene tutti.

ps: i figli di Kali sembrano gli eredi dei favoriti di Mida, di Jack London



 

Il futuro non è alle porte, il futuro è adesso e qui. E non è per nulla buono. In India, in uno scenario da apocalisse biblica, muoiono a milioni per il caldo infernale. Per tutta risposta il governo ritiene di inviare aerei che diffondono anidride carbonica, confidando in questo modo nell’attenuazione del fenomeno. Parte del mondo scuote la testa e qualcuno non va tanto per le spicce: per protesta contro l’emissione di carbonio, una rete terroristica abbatte aerei carichi di passeggeri e navi porta-container. Intanto alcuni scienziati tentano tardivamente di mantenere stabile il livello del mare. Ci stiamo arrivando, ragazzi.

Tra il terrore di sempre più concrete guerre mondiali e quello pretestuoso di pericoli pandemici, il surriscaldamento globale resta per gli stati la cenerentola delle emergenze planetarie. Siamo a un soffio dalla fine, ci manca solo l’istituzione di un Ministero per il futuro – organismo per la difesa “di tutte le creature viventi presenti e future” – e le predizioni pre-apocalittiche del romanzo di Kim Stanley Robinson, Il ministero per il futuro (Fanucci 2022, trad. F. Vitellini), si avvereranno una per una. Il libro è uscito in America due anni fa, a riprova di come la science fiction rappresenti il genere verista del terzo millennio.

Attraverso le testimonianze di personaggi direttamente coinvolti negli eventi emergenziali, la trama enuclea le incidenze (politiche, sociali, esistenziali) che il cambiamento climatico sta avendo e avrà sul genere umano e sul pianeta. Per rinforzare il concetto: il presente è già cataclismatico, il futuro - se futuro ci sarà - sarà peggiore.

Il valore aggiunto e nel contempo l’aspetto più angosciante del romanzo (oltre 600 pagine) è la sua relativa adesione ai canoni post-apocalittici (no manicheismi, no sopravvissuti uniti dagli eventi cataclismatici, no scenari futuribili, no bande di disperati in cerca di razzie), privo com’è di retorica, e costruito con l’asciuttezza tipica della narrazione cronistica.

A partire dalle diverse sottotracce escatologiche, Il ministero per il futuro è insomma un romanzo destinato a lasciare traccia. Un romanzo che non si dimentica: autentica fantascienza sociale nella più potente e plausibile delle accezioni.

da qui

 

Un film apocalittico al rallentatore. In un futuro prossimo e un'ondata di caldo insopportabile uccide in una piccola città indiana quasi tutti i suoi abitanti in una sola settimana, oltre 200.000 persone. Il governo indiano invia aerei per spruzzare anidride solforosa nell'atmosfera per imitare l'effetto di attenuazione delle prime eruzioni vulcaniche. Ma questa scelta, ovviamente, non incontra l'approvazione assoluta in tutto il mondo. Un nuovo organismo internazionale per la crisi climatica è stato "incaricato di difendere tutte le creature viventi presenti e future che non possono farsi sentire" ed è stato immediatamente soprannominato il Ministero per il futuro. È guidato da Mary Murphy, ex ministro degli Esteri irlandese. Il suo lavoro può prevedere dei lati oscuri, alla fine è un lavoro politico, ma mai come l'azione di una rete terroristica chiamata "I figli di Kali" che usa sciami di droni per far schiantare aerei pieni di passeggeri e navi porta-container. Tutto questo in segno di una protesta risolutiva contro le continue emissioni di carbonio. Nel frattempo, gli scienziati ai Poli stanno cercando di pompare acqua da sotto le calotte polari per evitare che scivolino nell'oceano e innalzino catastroficamente il livello del mare. Ogni cosa sembra destinata a collassare, e mentre il mondo è in preda a una frenesia che rende le situazioni ancora più critiche, la speranza di invertire la rotta verso una sicura distruzione pare essersi sciolta come neve al sole. Ma forse, appellandosi alla scienza e al sacrificio, non tutto è perduto…

da qui

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