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mercoledì 24 giugno 2026

Vent'anni – Maria Rita Contu

Dopo Anna oltre il muro, in Vent’anni Maria Rita Contu racconta un’altra storia che inizia e finisce a Tertenia, questa volta segue le tracce di una famiglia che emigra in Lombardia e poi la storia di Arturo, un ragazzo che sceglie di diventare militare, e muore in un incidente aereo, con tanti morti, non troppo lontano dal punto in cui sono morti i passeggeri del Moby Prince, pochi decenni dopo.

La storia è raccontata con gli occhi e le parole di Marina, la sorella minore di Arturo, che spiega la gioia, per quanto possibile, di avere una nuova vita lontano da casa, e però dopo pochi anni il lutto per la morte del fratello oscura la vita della famiglia e spinge nel dolore senza vie d’uscita i suoi genitori.

Il dolore per la perdita di un genitore è poca cosa rispetto a quello di in genitore che perde un figlio, è contro la natura delle cose umane.

Maria Rita Contu ci mostra anche le fotografie di quella famiglia e del dramma di Arturo, non c’è niente d’inventato, ma non è un semplice documentario, la scrittrice entra nella storia, si immedesima in Marina, partecipa nelle vicende piene di futuro della famiglia Deiana, ma nessuno viene trascurato, neanche Giovannino Caria, il sommozzatore che muore nell’intento di recuperare dalle profondità del mare i corpi delle vittime.

E poi, come in un coro greco, silenziosa, ma presente, è la comunità di Tertenia.

Anche la seconda prova di Maria Rita Contu è positiva, col suo stile investigativo, senza effetti speciali, giustamente ritenuti non necessari.

ps: roprio in questi mesi un altro sommozzatore che cercava di recuperare cinque vittime italiane da una grotta, nelle isole Mauritius. Si chiamava Mohamed Mahudhee. La scrittrice ricorda commossa Giovannino Caria, ma nel nostro paese nessuno si ricorda di Mohamed Mahudhee.

I morti continuano a vivere finchè c'è chi li ricorda, Maria Rita Contu li ricorda e ce li fa ricordare.

martedì 7 aprile 2026

Anna oltre il muro – Maria Rita Contu

Maria Rita Contu a partire da una fotografia che ha trovato in casa, quella di una ragazza, misteriosa, amica della madre, va alla ricerca di quella ragazza, Anna.

È come un lavoro di archeologia, di ricerca di un’assenza, ricostruendo a partire da testimonianze la vita di Anna, non solo, ma anche la vita di una comunità negli anni nei quali si passa da una società immobile a una che si trasforma a velocità fino ad allora impensabili.

E tutto da una fotografia.


Mi viene in mente Eduardo Galeano:

Introduzione alla storia dell’arte

Ceno con Nicole e Adoum.

Nicole racconta di uno scultore che conosce, un uomo di grande talento e famoso. Lo scultore lavora in un atelier enorme, circondato di bambini. Tutti i bambini del quartiere sono suoi amici.

Un giorno il comune gli commissionò la scultura di un cavallo per una piazza della città. Un camion portò all’atelier un grandissimo blocco di granito. Lo scultore cominciò a lavorarlo, dall’alto di una scala, a colpi di martello e scalpello. I bambini lo guardavano lavorare. Poi i bambini partirono in vacanza, in montagna o al mare.

Quando tornarono, lo scultore mostrò loro il cavallo terminato. E uno dei bambini, con gli occhi spalancati, gli chiese:

-Ma…come sapevi che dentro quella pietra c’era un cavallo?

 

(Ceno con Nicole y con Adoum.

Nicole habla de un escultor que ella conoce, hombre de mucho talento y fama. El escultor trabaja en un taller inmenso, rodeado de niños. Todos los niños del barrio son sus amigos.

Un buen día la alcaldía le encargó un gran caballo para una plaza de la ciudad. Un camión trajo al taller el bloque gigante de granito. El escultor empezó a trabajarlo, subido a una escalera, a golpes de martillo y cincel.
Los niños lo miraban hacer.
Entonces los niños partieron, de vacaciones, rumbo a la montaña o el mar.
Cuando regresaron, el escultor les mostró el caballo terminado. Y uno de los niños, con los ojos muy abiertos, le preguntó:
-Pero... ¿cómo sabías que adentro de aquella piedra había un caballo?)

Días y noches de amor y de guerra - Eduardo Galeano

 

  

La storia di Anna, a metà tra biografia e romanzo, riporta alla luce la figura di una cugina mai conosciuta dall'autrice perché morta troppo presto e in circostanze per certi versi misteriose, che nel piccolo centro ogliastrino, in Sardegna, danno luogo a un racconto popolare appena sussurrato, ma puntualmente tramandato. Rimosso dai propri familiari, il suo ricordo riaffiora nella memoria di chi la conobbe e consente all'autrice di far pace con il proprio passato e le sue ombre, riappropriandosi di un pezzo di vita e di amore che sanno pesare sull'anima.

da qui