Maria Rita Contu a partire da una fotografia che ha trovato in casa, quella di una ragazza, misteriosa, amica della madre, va alla ricerca di quella ragazza, Anna.
È
come un lavoro di archeologia, di ricerca di un’assenza, ricostruendo a partire
da testimonianze la vita di Anna, non solo, ma anche la vita di una comunità
negli anni nei quali si passa da una società immobile a una che si trasforma a velocità fino
ad allora impensabili.
E tutto
da una fotografia.
Mi
viene in mente Eduardo Galeano:
Introduzione alla storia dell’arte
Ceno con
Nicole e Adoum.
Nicole
racconta di uno scultore che conosce, un uomo di grande talento e famoso. Lo
scultore lavora in un atelier enorme, circondato di bambini. Tutti i bambini
del quartiere sono suoi amici.
Un giorno il
comune gli commissionò la scultura di un cavallo per una piazza della città. Un
camion portò all’atelier un grandissimo blocco di granito. Lo scultore cominciò
a lavorarlo, dall’alto di una scala, a colpi di martello e scalpello. I bambini
lo guardavano lavorare. Poi i bambini partirono in vacanza, in montagna o al
mare.
Quando
tornarono, lo scultore mostrò loro il cavallo terminato. E uno dei bambini, con
gli occhi spalancati, gli chiese:
-Ma…come
sapevi che dentro quella pietra c’era un cavallo?
(Ceno con
Nicole y con Adoum.
Nicole habla
de un escultor que ella conoce, hombre de mucho talento y fama. El escultor
trabaja en un taller inmenso, rodeado de niños. Todos los niños del barrio son
sus amigos.
Un buen día
la alcaldía le encargó un gran caballo para una plaza de la ciudad. Un camión
trajo al taller el bloque gigante de granito. El escultor empezó a trabajarlo,
subido a una escalera, a golpes de martillo y cincel.
Los niños lo miraban hacer.
Entonces los niños partieron, de vacaciones, rumbo a la montaña o el mar.
Cuando regresaron, el escultor les mostró el caballo terminado. Y uno de los
niños, con los ojos muy abiertos, le preguntó:
-Pero... ¿cómo sabías que adentro de aquella piedra había un caballo?)
Días y noches de amor y de guerra - Eduardo Galeano
La storia di Anna, a metà tra biografia e
romanzo, riporta alla luce la figura di una cugina mai conosciuta dall'autrice
perché morta troppo presto e in circostanze per certi versi misteriose, che nel
piccolo centro ogliastrino, in Sardegna, danno luogo a un racconto popolare
appena sussurrato, ma puntualmente tramandato. Rimosso dai propri familiari, il
suo ricordo riaffiora nella memoria di chi la conobbe e consente all'autrice di
far pace con il proprio passato e le sue ombre, riappropriandosi di un pezzo di
vita e di amore che sanno pesare sull'anima.
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