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sabato 11 novembre 2023

LA FINE DELL’EGEMONIA STATUNITENSE: QUESTO L’OBIETTIVO CONGIUNTO DI RUSSIA E CINA - Katia Migliore


Riportandoci indietro di almeno un anno, e trattando del tema della de-dollarizzazione, è necessario ricordare cosa sia avvenuto sul fronte economico e monetario negli ultimi mesi. Va ricordato, innanzitutto, il refrain dei media occidentali sul preteso (e presunto) isolamento della Russia dovuto alle sanzioni occidentali. Ora, sappiamo bene ormai che questa disfatta economica russa, di fatto, non c’è stata.

La narrazione diffusa di tutti i media italiani di una Russia allo sbando, cioè del tutto priva di una strategia anche sul piano delle contromosse economiche e finanziarie, non aveva convinto chi guardava le sorti del conflitto in un’ottica di analisi geopolitica razionale[1]. E questo per almeno tre buoni motivi: il primo, è che sarebbe parso quantomeno bizzarro che un’azione premeditata come quella dell’attacco all’Ucraina non fosse stata valutata anche nei suoi aspetti di reazione del mondo occidentale con le relative contromosse; il secondo, perché la via d’uscita in realtà era già stata segnata attraverso gli sviluppi delle relazioni economiche tra Russia e Cina[2] in tempi non sospetti; terzo perché, va ammesso, dubitiamo di ciò che ci è stato raccontato dai media occidentali che non ci pare abbiano brillato negli ultimi anni per serietà nel dare correttamente le notizie, spesso spudoratamente di parte.

La prima domanda da porsi è se questa accelerazione verso la bipolarizzazione dei blocchi sia andata effettivamente a discapito dell’egemonia USA, sempre più schiacciata dalle iniziative congiunte di Russia e Cina, miranti ormai da anni a uscire dall’influenza finanziaria del blocco occidentale[3].

Le sanzioni a danno della Russia dimostrano al mondo che le riserve valutarie in dollari americani accumulate dalle banche centrali possono essere bloccate sulla base di iniziative politiche unilaterali. Questa situazione di fatto ha generato una perdita di fiducia nel sistema a trazione americana basato sul dollaro: il peso di questa scelta, lungi dal giudicarne qui l’efficacia nelle sorti del conflitto, rivoluziona in termini geopolitici, economici e finanziari le relazioni fra blocchi di potere, e mette in crisi la gestione economica e persino il ruolo internazionale del dollaro statunitense.

Animato dalla necessità di porre un freno all’iniziativa di Putin, e costretto a rinunciare a qualsiasi intervento diretto di tipo bellico, l’Occidente a guida USA aveva attivato le sanzioni bloccando l’accesso della banca centrale russa alla maggior parte delle sue riserve estere, ravvivando però la rilevanza tra le più grandi nazioni del mondo della domanda non nuova ma fondamentale: “quanto è alto il rischio?”. In questa situazione geopolitica, infatti, accumulare attività estere è ormai considerato potenzialmente pericoloso: i due blocchi militari ed economici, occidentale da un lato ed euroasiatico dall’altro, sembrano destinati ad allontanarsi sempre più l’uno dall’altro, con il rischio non improbabile di non comunicare tra loro, o almeno in modo non ufficiale.

Dopo che Mosca aveva attaccato l’Ucraina, gli Stati Uniti e i loro alleati per ritorsione avevano bloccato l’accesso della banca centrale russa alla maggior parte di miliardi di dollari di riserve estere[4]. Volendo semplificare la portata di questa decisione, possiamo dire che gli USA avevano deciso, unilateralmente, che tali riserve non valevano più nulla, diventando, de facto, di “qualcun altro”. E qui arriviamo al punto: i saldi in dollari americani diventavano palesemente voci di computer senza valore e non garantivano più l’acquisto di beni essenziali, di conseguenza per Mosca diventava logico smettere di accumularne.

Dal punto di vista russo, meglio investire in ricchezza fisica come grano, barili di petrolio e, naturalmente, metalli preziosi. O anche, con portata enorme sul piano geopolitico, investendo in attività manifatturiere cinesi[5]. I legami finanziari ed economici tra le due superpotenze si sono rafforzati, e con un effetto a catena anche le nazioni non sanzionate ma appartenenti all’area filorusso-cinese, o semplicemente neutrali, potrebbero voler diversificare il proprio rischio, spingendo in una direzione del tutto contraria alla globalizzazione, destinando il mondo a consolidare due blocchi separati di potere tecnologico, monetario e militare. Una realtà impensabile anche solo fino a pochi mesi fa.

La seconda domanda è se il consolidamento del rapporto tra Russia e Cina si andrà sempre più rafforzando, specie attraverso accordi commerciali di grande respiro, ciò metterà a rischio l’egemonia della valuta statunitense nel resto del mondo[6]? La politica di Biden, sempre più vicino alle prossime elezioni statunitensi, riuscirà a ricostruire la fiducia nella moneta verde fondata su un’economia reale e in salute? La sensazione è che le decisioni riguardanti le sanzioni alla Russia abbiano tracciato un percorso di declino molto lento ma inesorabile che colpisce chi le ha messe in atto, accentuando all’estero l’impressione di una Nazione (o insieme di Nazioni) non più in grado di reagire efficacemente di fronte alla crisi interna e alle spinte verso la de-dollarizzazione e la de-globalizzazione.

Ciò che sembra logico aspettarsi è la possibilità per Russia e Cina di creare un sistema finanziario alternativo e competitivo. In linea con l’Euroasiatismo[7] di Aleksandr Dugin, filosofo russo e figura controversa, convinto antioccidentalista e antiglobalista, Putin si muove compiendo a pieno la volontà di fare della Russia una civiltà a sé stante, e utilizza i mezzi finanziari ed economici per arrivare al suo obiettivo. Il conflitto con l’Ucraina è solo una prima fase strategica di un progetto epocale. Se i piani russi andranno in porto, globalizzazione, atlantismo e great reset rischieranno di essere, a medio termine, parole prive di senso almeno per metà del nostro mondo.

Un fatto è certo: nel tentativo di fermare Putin, l’Occidente ha dato il via allo sganciamento della Russia dal mondo europeo. Cercando e generando soluzioni alternative in materia di valute monetarie, beni essenziali, energia, oro e criptovalute[8], la Russia, spinta dalle sanzioni occidentali, si agganciava all’area asiatica (India compresa[9]), e rilanciava in chiave totalmente indipendente e pienamente sovrana, affermando il diritto di pagare i debiti ai creditori di paesi che commettono «azioni ostili» in rubli.

Il 2022 si era rivelato come un anno di svolta per il rafforzamento delle relazioni bilaterali tra Cina e Russia sul piano commerciale e finanziario, fenomeno già avviato a seguito della crisi della Crimea nel 2014. La Borsa di Mosca, che mantiene fondi per conto delle banche del Paese e dei loro clienti, aveva visto esplodere la sua dotazione di riserve estere, che per paura di imminenti sanzioni venivano convertite in massa da dollari ed euro, incassati grazie alle esportazioni in crescita, in yuan, che viene utilizzato sempre di più in Russia tra imprese, investitori e correntisti come riserva di valore, mezzo di pagamento a discapito del dollaro.

Nell’ottica dell’obiettivo della de-dollarizzazione, a inizio settembre 2022 Gazprom aveva annunciato di aver siglato un accordo con la China National Petroleum Corporation per iniziare ad effettuare i pagamenti relativi alle forniture di gas per un 50% in rubli e l’altro 50% in yuan.

Un numero sempre più elevato di banche russe sta offrendo ai propri clienti l’opzione di aprire conti in valuta cinese. Il fatto che gli interessi maturati su questi depositi siano in alcuni casi inferiori a quelli pagati in Cina testimonia l’abbondanza della valuta cinese nelle tasche dei privati in Russia.[10]

L’esclusione del dollaro dal sistema finanziario russo ha giocato a favore di un rafforzamento della moneta cinese come alternativa valutaria, evidenziandone lo spiccato ruolo politico in una situazione in divenire nell’ambito dei precari equilibri mondiali, per i quali la de-dollarizzazione rappresenta sicuramente l’obiettivo e il punto di svolta.

 

NOTE

[1] https://www.wallstreetitalia.com/e-guerra-la-russia-e-pronta-da-anni-anche-economicamente-noi-no/

[2] https://www.internazionale.it/opinione/rana-foroohar/2022/03/03/cina-russia-guerra-dollaro

[3] https://greatpowerrelations.com/armageddon-of-us-dollar-approaching/

[4] https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/sanzioni-4-grafici-spiegare-limpatto-sulla-russia-33953

[5] https://quifinanza.it/economia/video/guerra-ucraina-conviene-cina-interessi-commercio-gas-russia/607813/

[6] https://www.teleborsa.it/Editoriali/2022/03/01/oltre-il-dollaro-next-monetary-war-1.html#.YiTMOHrMLrc

[7] https://www.treccani.it/enciclopedia/la-russia-e-i-progetti-di-integrazione-eurasiatici_%28Atlante-Geopolitico%29/

[8] https://www.criptovaluta.it/31428/ucraina-bitcoin-e-cripto-per-novogratz-avvio-della-de-dollarizzazione

[9] https://lindro.it/ucraina-per-l-india-il-non-allineamento-e-sinonimo-di-astensione/

[10] https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/mosca-prove-di-yuan-37252

da qui


mercoledì 1 febbraio 2023

La de-dollarizzazione del commercio globale in cifre - F.M. Shakil


Sul sito Strategic Culture un articolo che riporta molti dati e notizie (vedere i numerosi link) sul  processo di progressiva liberazione dall'egemonia del dollaro da parte di molte nazioni del mondo. Processo messo in moto dagli stessi USA attraverso l'abuso di sanzioni e sequestri di attività che ha minato alla radice il necessario rapporto di fiducia alla base degli scambi.


I dati suggeriscono che le riserve in dollari USA delle banche centrali stanno diminuendo, così come l'influenza degli Stati Uniti sull'economia mondiale. Ciò rappresenta per le valute regionali e i sistemi di pagamento alternativi un'opportunità unica per colmare il vuoto.


L'imposizione di restrizioni e sanzioni commerciali da parte degli USA contro un certo numero di nazioni, tra cui Russia, Iran, Cuba, Corea del Nord, Iraq e Siria, è stata politicamente inefficace e si è rivolta contro le economie occidentali. Di conseguenza, il dollaro USA sta perdendo il suo ruolo di valuta principale di riferimento per la liquidazione dei crediti commerciali internazionali.

Oltre 24 paesi sono stati oggetto di sanzioni commerciali unilaterali o parziali per il fatto che non sono allineati alle politiche degli Stati Uniti e di altre potenze occidentali. Queste limitazioni, tuttavia, si sono rivelate dannose per le economie dei paesi del Gruppo dei Sette (G7) e hanno iniziato a incidere sull'egemonia del dollaro USA nel commercio mondiale.

Nel suo ambito, è salito alla ribalta un "nuovo blocco commerciale globale", mentre sono state create anche alternative al sistema occidentale SWIFT di messaggistica bancaria per i pagamenti transfrontalieri.

L'analista geopolitico Andrew Korybko ha dichiarato a The Cradle che le sanzioni straordinarie dell'occidente e il sequestro di beni russi all'estero hanno compromesso la fiducia nel paradigma della globalizzazione incentrato sull'occidente, che era in declino da anni, ma era comunque riuscito a mantenere lo standard mondiale:

“In risposta a questi disordini economici e finanziari, i paesi multipolari in ascesa hanno accelerato i loro piani per la de-dollarizzazione e la diversificazione, allontanandosi dal modello di globalizzazione incentrato sull'Occidente, a favore di un modello di globalizzazione più democratico, egualitario e giusto, centrato su paesi non occidentali,"

 

Riserve in dollari in calo

Durante il quarto trimestre del 2020 il Fondo monetario internazionale(FMI) ha registrato un calo delle riserve in dollari statunitensi detenute dalle banche centrali, che sono passate dal 71% al 59%, riflettendo la diminuzione dell'influenza del dollaro USA sull'economia mondiale.

E la situazione continua a peggiorare: la prova può essere il fatto che le disponibilità di crediti in dollari da parte delle banche è diminuita da $ 7 trilioni nel 2021 a $ 6,4 trilioni alla fine di marzo 2022.

Secondo il rapporto Currency Composition of Official Foreign Exchange Reserves (COFER) del FMI, la percentuale di dollari USA nelle riserve delle banche centrali dal 1999 è diminuita del 12%, mentre la percentuale di altre valute, in particolare lo yuan cinese, ha mostrato un trend in aumento, con una crescita durante questo stesso periodo del 9%.

Lo studio sostiene che il ruolo del dollaro sta diminuendo a causa della concorrenza di altre valute detenute dalla banca per le transazioni internazionali, la banca delle banche  – compresa l'introduzione dell'euro – e rivela che se le riserve in dollari continueranno a ridursi ciò avrà un impatto sia sui mercati valutari che su quelli obbligazionari.

 

Valute alternative e rotte commerciali

Per incrementare il commercio globale e le esportazioni indiane, la Reserve Bank of India (RBI) ha ideato nel luglio dello scorso anno un meccanismo di regolamento in rupie per allentare la pressione sulla valuta indiana a seguito dell'invasione russa dell'Ucraina e delle sanzioni USA-UE.

L'India ha recentemente concluso accordi per scambi di valuta per 75,4 miliardi di dollari con Emirati Arabi Uniti, Giappone e varie nazioni dell'Asia meridionale. Nuova Delhi ha anche informato la Corea del Sud e la Turchia dei suoi tassi di cambio non mediati dal dollaro per la valuta di ciascun paese. Attualmente, la Turchia conduce affari utilizzando le valute nazionali della Cina (yuan) e della Russia (rublo).

L'Iran ha anche proposto all'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (SCO) una valuta SCO simile all'euro per il commercio interno al blocco eurasiatico, al fine di controllare l'utilizzo del sistema finanziario globale dominato dal dollaro USA come un'arma di offesa.

Mehdi Safari, viceministro degli esteri iraniano per la diplomazia economica, all'inizio di giugno dello scorso anno ha informato i media che la SCO aveva ricevuto la proposta quasi due mesi fa.

“Per mitigare gli effetti delle restrizioni al commercio, devono utilizzare istituzioni multilaterali come i BRICS e la SCO ed altre correlate, come i pool di valute e potenzialmente anche l'istituzione di una nuova valuta il cui tasso di cambio sia basato su un paniere delle loro valute,”, ha osservato Korybko.

Il Corridoio internazionale di trasporto nord-sud (INSTC) è stato rilanciato come progetto di "sfondamento delle sanzioni" da parte di Russia e Iran. L'INSTC ha riscosso un rinnovato interesse in seguito alle “sanzioni infernali” imposte dall'Occidente a Mosca. La Russia sta ora finalizzando i regolamenti che consentiranno alle navi iraniane la libera navigazione lungo i fiumi Volga e Don.

L'INSTC è stato progettato come una rete di trasporto multimodale lunga 7.200 km che comprende linee marittime, stradali e ferroviarie per trasportare merci tra la Russia, l'Asia centrale e le regioni del Caspio.

 

Sistema di pagamento rublo-yuan

Il 30 dicembre 2022, il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo cinese Xi Jinping hanno tenuto una videoconferenza in cui Putin ha riferito che il commercio bilaterale tra i due paesi aveva raggiunto il massimo storico, con un tasso di crescita del 25%, e che i volumi commerciali erano vicini a raggiungere i 200 miliardi di dollari entro il prossimo anno, nonostante le sanzioni occidentali e un ambiente esterno ostile.

Putin ha dichiarato che c'è stata una "crescita sostanziale dei volumi commerciali" tra gennaio e novembre 2022, con un conseguente aumento del 36% degli scambi a 6 miliardi di dollari. È probabile che l'obiettivo commerciale bilaterale di 200 miliardi di dollari, se raggiunto entro il prossimo anno, sarà condotto in rubli russi e yuan cinesi, anche se i dettagli dell'accordo commerciale bilaterale non sono stati specificati nella trasmissione della videoconferenza.

Questo perché Mosca e Pechino hanno già istituito una retedi pagamenti interbancari transfrontalieri simile a SWIFT, aumentato i loro acquisti di oro per dare maggiore stabilità alle loro valute e firmato accordi per scambiare valute nazionali in diversi incontri bilaterali a livello regionale.

Inoltre, sia la Russia che la Cina sembrano aver anticipato un potenziale sequestro da parte degli Stati Uniti delle loro attività finanziarie e nel 2014 hanno collaborato a trattati incentrati sull'energia per rafforzare i loro legami commerciali strategici.

Nel 2017, il sistema di "pagamento contro pagamento" rublo-yuan è stato implementato lungo la Belt and Road Initiative (BRI) cinese. Nel 2019, i due paesi hanno firmato un accordo per sostituire il dollaro con le valute nazionali nelle transazioni transfrontaliere e hanno convertito i loro scambi commerciali per un valore di 25 miliardi di dollari in yuan (RMB) e rubli.

 

Indipendenza dal dollaro

Questo spostamento ha ridotto la loro dipendenza dal dollaro e attualmente poco più della metà delle esportazioni russe sono regolate in dollari USA, in calo dell'80% rispetto al 2013. La maggior parte degli scambi tra Russia e Cina è ora condotta in valute locali.

Lo Xinjiang nella Cina occidentale si è anche affermato come un importante centro di regolamento transfrontaliero delle transazioni tra la Cina e l'Asia centrale, rendendolo un importante centro finanziario della regione. La liquidazione cumulativa transfrontaliera in yuan gestita nello Xinjiang già nel 2013 ha superato i 100 miliardi di yuan ($ 14 miliardi) e nel 2018 i 260 miliardi di yuan.

Secondo l'analista Korybko, sono stati compiuti progressi significativi nella riduzione della dipendenza dal dollaro USA nel commercio internazionale, ma c'è ancora molto lavoro da fare. Korybko osserva che è improbabile che gli Stati Uniti accettino semplicemente le sfide alla loro egemonia finanziaria ed è più probabile che agiscano per difenderla:

"Per questo motivo, si prevede che gli Stati Uniti cercheranno di ottenere il sostegno di attori chiave offrendo loro o promettendo accordi commerciali preferenziali, alimentando così le tensioni tra Russia, Cina, India e Iran attraverso la guerra dell'informazione e probabilmente minacciando di inasprire il regime di sanzioni secondarie a scopo di deterrenza".

 

Unione economica eurasiatica

La Russia ha lavorato per stabilire accordi di scambio di valuta con una serie di partner commerciali, tra cui l'Unione economica eurasiatica (EEU) a cinque membri, che comprende Russia, Armenia, Bielorussia, Kazakistan e Kirghizistan.

Questi accordi hanno consentito alla Federazione Russa di condurre oltre il 70% del suo commercio in rubli e altre valute regionali. Con una popolazione di 183 milioni di abitanti e un PIL superiore a 2,2 trilioni di dollari, l'UEE rappresenta una sfida formidabile all'egemonia occidentale sulle transazioni finanziarie globali.

L'Iran e l'UEE hanno recentemente concluso dei negoziati sulle condizioni di un accordo di libero scambio che copre oltre 7.500 categorie di merci. Quando, il 21 marzo 2023, inizierà il prossimo anno iraniano, i beni e servizi iraniani avranno a disposizione un mercato dalla dimensione potenziale di 700 miliardi di dollari.

 

I BRICS stanno guidando la de-dollarizzazione

La tendenza alla de-dollarizzazione nel commercio internazionale, in particolare tra le nazioni BRICS, ha acquisito uno slancio significativo negli ultimi anni: insieme queste nazioni rappresentano il 41% della popolazione, il 24% del PIL e il 16% del commercio mondiale.

Nel 2015, la BRICS New Development Bank, ha raccomandato l'uso delle valute nazionali nel commercio. Quattro anni dopo, la banca ha fornito assistenza finanziaria in valute locali per il 25% dei suoi 15 miliardi di dollari e prevede di aumentare questa percentuale al 50% nei prossimi anni.

Questo spostamento verso la de-dollarizzazione è un passo importante per le economie emergenti che cercano di affermare il loro ruolo nel sistema economico globale e ridurre la loro dipendenza dal dollaro USA. Sebbene la de-dollarizzazione possa presentare alcune sfide e incertezze, è un passo importante verso un'economia globale più diversificata ed equilibrata.

da qui

mercoledì 13 aprile 2022

«La moneta: da dove viene e dove va» Per chi non conosce John Kenneth Galbraith



Per chi non conosce John Kenneth Galbraith ecco tre citazioni che lo faranno diventare l’economista preferito di chi legge:

1 – Lo studio della moneta, sopra tutti gli altri settori dell’economia, è quello in cui la complessità viene usata per nascondere la verità o per evaderla, non per rivelarla.

2 – L’economia è estremamente utile come forma d’impiego per gli economisti.

3 – L’unica funzione delle previsioni economiche è quella di far apparire rispettabile l’astrologia.

Nella mia formazione di economista questo è il libro che ho letto più volte, qualche anno fa l’ho prestato, ma non ha più trovato la strada di casa.

Prima cosa importante, all’Università non lo fanno leggere, quindi vale molto, se fosse inutile sarebbe un libro di testo (scherzo, ma non troppo).

All’Università l’economia ha smesso di essere una disciplina che ha contatti e legami con la filosofia, la politica, l’etica (Adam Smith, Karl Mark e John Maynard Keynes, per dire tre nomi), da anni i professori sono sempre più cinghia di trasmissione della teoria e della pratica del neoliberismo e del capitalismo.

Torno al libro di Galbraith.

E’ uno di quei libri miracolosi che possono capire tutti senza perdere di rigore.

Ricordate quando Falcone diceva “segui i soldi e troverai la mafia”?

Leggendo Galbraith scoprirete – se non lo sapete già – che l’economia sta dietro quasi tutte le cose che succedono. il libro svela il mistero dell’economia, che è la moneta.

E capirete tante cose che sembravano arcane, per esempio l’inflazione nell’antica Roma, cosa c’entra l’oro con le banconote, magari perché tutto si compra e vende in dollari, e se non ti piace è a tuo rischio e pericolo.

Avete visto lo scandalo di questi tempi di un venditore che vuole vendere il suo gas in cambio di rubli? é un pezzo della guerra anche questo?

Troverete una risposta anche per molte cose, “La moneta” è una miniera, un libro profondo e prezioso.

Sul dollaro è scritto “In God we trust”, la moneta è una religione, ma non è God che la sostiene, ma l’esercito Usa.

Mi ricordo quando ero giovane, nell’altro secolo, quando durante il periodo universitario ho letto “Faust” di Goethe, un gran libro. E se studi economia ti colpisce il passaggio nel quale Mefistofele suggerisce all’imperatore un rimedio sicuro per risolvere i suoi problemi: stampare moneta e costringere tutti ad usarla. Il Potere ottiene beni e servizi in cambio di pezzi di carta. Diabolico e geniale.

Stampano (e a volte ristmpano) tanti libri inutili, di questo invece si sente proprio la mancanza.

Intanto, come in Fahrenheit 451, chi l’ha letto o riesce a procurarsi una copia, ne parli in giro.


da qui

sabato 25 dicembre 2021

La moneta al servizio della vita - Riccardo Petrella

  

La moneta mondiale digitalizzata privata

 

Trovare delle soluzioni alla (quasi) ultimata mercificazione e privatizzazione della moneta in un mondo regolato in toto o parzialmente dall'economia capitalista di mercato non è cosa semplice né facile. Non si tratta di cambiare le regole dell'illuminazione pubblica a Milano o a Shanghai, né di fissare nuovi criteri relativi all’autorizzazione a produrre ed usare fertilizzanti, pesticidi… per l'agricoltura. Si tratta di modificare il sistema portante del funzionamento dell'economia mondiale. A queste parole, il virus dello scetticismo profondo sulle soluzioni si diffonde alla velocità del microsecondo. Quanto segue è un tentativo di dimostrare che la porta di un altro divenire resta aperta.

Un obiettivo di ribaltamento globale

Certo, è un obiettivo estremamente difficile da realizzare perché, anche se le soluzioni appropriate possono essere identificate, i detentori del potere non permetteranno che esse - politically uncorrect - siano adottate. Non vi sono mezzi termini. I processi conflittuali sono lunghi, incerti e vedranno coinvolte generazioni di gente e di popoli. Questo non significa che essi siano impossibili o rinunciabili.

L'obiettivo globale è liberare il divenire dell’ecologia e dell'economia da principi e processi di mercificazione, privatizzazione e monetizzazione finanziaria speculativa1. L'obiettivo specifico è concepire e costruire a livello planetario un sistema monetario e finanziario mondiale pubblico (statale e non). Un sistema di pensieri e di regole intrinsecamente funzionale ad una società politica fondata sul principo della salvaguardia, la cura e la promozione della comunità globale di vita della Terra. Per comunità globale di vita della Terra si intende l’insieme delle specie viventi del pianeta (specie microbiche, piante, animali, esseri umani) 2. Una visione della vita e del mondo liberata dai limiti e dalle derive dell’antropocentrismo.

Il percorso ‘iniziale’ da realizzare è triplice:

·         decostruire la finanza attuale per dare sicurezza al mondo, de-criminalizzare la finanza;

·         creare una moneta mondiale pubblica (propongo che essa sia nominata “Vita”);

·         demonetizzare i beni e servizi comuni pubblici mondiali essenziali e indispensabili per la vita.

Decostruire la finanza attuale, de-criminalizzare la finanza

La finanza attuale non è un buon sistema. È nociva al mondo, è nociva alla vita. Essa dice: “First money”; il resto è subordinato. Essa predica l’appropriazione e l’accumulazione private della ricchezza, della moneta. Elimina coloro che non sanno accumulare, soprattutto coloro che non sanno evadere le tasse. Agli evasori, invece, offre i paradisi fiscali. Essa è utilitarista: tutto è calcolato in termini di ROI (Return On Investment) e RONA (Return On Net Assets). La violenza è il meccanismo di base: non c’è tempo di occuparsi degli esseri umani, dei loro diritti, essi hanno il dovere di essere redditizi. Questo dovere è assoluto per quanto riguarda gli animali, le piante, le altre specie viventi. La finanza attuale alleva i giganti: occorre essere i più grossi, i più grandi, i più potenti ed alimenta la guerra, essendo il settore delle armi (produzione e commercio) diventato uno dei settori più redditizi sul piano finanziario, dopo l’informatica+robotica e l’industria farmaceutica. La finanza attuale si caratterizza per un alto livello di criminalizzazione: scandali dopo scandali, modi di funzionamento e attività illegali, riciclaggio di denaro sporco, corruzione... Essa è volatile, estremamente instabile allorché l’obiettivo principe, si dice, della politica monetaria e finanziaria è la stabilità dei prezzi, dei valori monetari, dell’economia... Il lungo termine dei valori borsistici è la settimana (al massimo). Il breve termine si misura per frazioni di secondo, al millionesimo di secondo. La finanza ad alta frequenza ha eliminato il tempo umano ed il tempo sociale. La dissociazione tra la moneta e la vita e le attività economiche è enorme. La ricchezza prodotta dalla finanza ad alta frequenza non ha alcun senso. Last but not least, le enormi disuguaglianze in termini di ricchezza monetaria rappresentano il segno esterno più visibile del fallimento del sistema attuale3.

Per questo, è urgente e improcrastinabile:

a) fermare le transazioni finanziarie ad alta frequenza
b) mettere fuori legge i paradisi fiscali
c) eliminare il segreto bancario
d) chiudere i mercati dei prodotti derivati
e) ristabilire la separazione tra le attività di risparmio e le attività di credito
f) scorporare i fondi pensione dai mercati finanziari speculativi
g) arrestare i meccanismi attuali dell’indebitamento specie pubblico
h) vietare alle società quotate in Borsa di essere proprietarie o gestionarie dei beni (e servizi) comuni pubblici mondiali essenziali per la vita.

Creare una moneta comune mondiale pubblica, “Vita”

Né il dollaro, né l’euro né lo yuan potranno salvaguardare e proteggere l’Amazzonia o le acque del Pianeta, per dare solo due esempi. Il dollaro, la moneta che addirittura afferma sulle sue banconote “In God We Trust”, la bramosia del dollaro e ciò che rappresenta, continuerà a spingere i signori della moneta a bruciare la foresta amazzonica, il polmone verde del Pianeta. Cosi avverrà anche per il Libra: i fiumi ed i laghi della Terra, le arterie vitali del Pianeta, saranno ridotti a secco o le loro acque non saranno più buone per la vita perché inquinate, contaminate. La Banca Mondiale (e filiali) non ha eliminato la povertà (come sta scritto nel suo logo). Anzi, ha contribuito a sostenere i processi di alimentazione dell’impoverimento dei più4.

Occorre inventare, concepire e promovere un nuovo sistema monetario mondiale nel quadro di un sistema economico e politico mondiale assennato, fondato su un nuovo rapporto tra giustizia sociale, economia plurale, finanza e tecnologia. Uno degli strumenti principali sarà una moneta mondiale nuova, dalle caratteritiche diverse da quelle delle monete attuali di cui la moneta mondiale digitale privata è un mezzo di accentuazione e aggravazione.

La moneta Vita sarà una moneta comune mondiale (MCM) creata da un’Assemblea Rappresentativa degli Abitanti della Terra (ARAT) e non dagli Stati, per cui essa non sarà l’espressione di un sistema di predominio di una o più potenze economiche e militari della Terra, come è oggi il caso del dollaro e/o dell’euro, né del potere economico e tecnologico di un gruppo di imprese multi-nazionali private, come sarà il caso di Libra. La moneta comune mondiale non dovrà essere la moneta imposta dai potenti, come fu il caso per il sistema monetario finanziario creato dopo la Seconda guerra mondiale o per il sistema monetario europeo che ha condotto alla nascita nel 2000 dell’euro. Le monete “comuni” dei potenti sono schiave delle lotte tra i potenti e delle crisi dei potenti. Esse non possono essere che uno strumento di sottomissione e di sfruttamento dei più deboli da parte dei più potenti.

È impossibile far creare Vita dagli Stati. Come descritto nella prima parte dell’articolo, essi sono prigionieri della loro (ambigua) sovranità nazionale. Lo stesso dicasi dell’ONU, anch’essa dipendente dalla sovranità degli Stati, come dimostra la struttura del Consiglio di Sicurezza dell’ONU il cui potere è in mano ai cinque membri permanenti dotati ciascuno del diritto di veto. La proposta che la MCM sia lanciata per iniziativa e dall’ARAT non è certamente la via più semplice, ma è una via obbligata se Vita deve esprimere la volontà comune di darsi uno strumento monetario al servizio e nell’interesse della comunità globale della vita della Terra, la cui istituzionalizzazione politico-giuridica sarà al centro delle battaglie politiche dei prossimi decenni. In assenza di uno Stato mondiale, Vita vuole essere l’espressione pubblica della comunità globale degli abitanti della Terra in costruzione. Non si tratta di continuare nella tendenza in favore di monete “senza Stato”, della privatizzazione monetaria. È però evidente che una comunità politica mondiale istituzionalizzata si tradurrà in un modello di Stato differente da quello dello Stato “nazionale”. La mondializzazione del politico e della politica inciderà molto sui concetti di potere democratico, di sovranità, di sicurezza (militare, economica, monetaria...), di responsabilità.

Perché la creazione di Libra da parte di 28 potenti imprese mondiali private, di una moneta che vuole essere uno strumento di governo dell’economia mondiale senza, vuoi contro, l’intervento degli Stati, è accettata come un fatto normale, quasi inevitabile, e la creazione di Vita da parte di un centinaio o più di organizzazioni rappresentative della comunità degli abitanti della Terra sarebbe irrealista, improponibile? Forse perché nel primo caso si tratterebbe di soggetti potenti contro i quali è difficile lottare, nel mentre nel secondo si tratterebbe di soggetti senza reale potere politico economico?

L’assemblea rappresentativa degli abitanti della Terra proporrà altresì la creazione della Banca Comune Mondiale (BCM), ben diversa dall’attuale Banca Mondiale + Fondo Monetario Internazionale. La BCM sarà messa sotto l’autorità ed il controllo di un Consiglio di Sicurezza Monetario e Finanziario della Terra (COSMO-T).

L’insieme delle quattro proposte (MCM, BCM, COSMO-T e ARAT) dovrebbero fare l’oggetto di una fase definitoria preparatoria nell’ambito di una Agorà degli Abitanti della Terra sulla Moneta e la Finanza che potrebbe essere organizzata tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023 ad opera di un comitato promotore composto da alcune maggiori organizzazioni politico-istituzionali, socio-economiche e culturali (religiose, artistiche)5.

Demonetizzare i beni e servizi comuni pubblici mondiali essenziali e indispensabili per la vita

Uno dei principi fondatori del nuovo sistema monetario e finanziario mondiale deve essere l’abbandono della monetizzazione e della mercificazione dei beni comuni pubblici mondiali essenziali e indispensabili per la vita (servizi correlati inclusi). La loro definizione e selezione darà luogo ad ampie e lunghe discussioni e diatribe. L’esperienza degli ultimi 50 anni dimostra, però, che è possibile identificare un numero piuttosto ristretto di beni comuni pubblici mondiali e evitare la banalizzazione attuale della vita secondo cui tutto (o quasi tutto) può essere concepito e vissuto come un bene comune (locale e/o nazionale e/o mondiale). La mia proposta, per avviare il percorso di costruzione, è di considerare BCPM l’energia solare, l’aria, l’acqua, le sementi, le foreste, la conoscenza, la sicurezza. Si vedrà negli anni/decenni successivi cosa e come cambiare, alla luce dell’esperienza mondiale.

Come si noterà, la demonetizzazione dei BCPM menzionati è giustificata e necessaria perché detti beni sono strettamente relazionati al mondo dei diritti umani universali)6. In quanto tali, non possono essere mercificati e privatizzati, non sono oggetto di scambi commmerciali. Sia i costi che i benefici della loro disponibilità e fruizione non possono essere misurati ai prezzi di mercato. Nel loro caso, v’è l’obbligo della loro disponibilità e accessibilità universali, per tutti, che solo la collettività istituzionalizzata può garantire e di cui la collettività deve farsi carico sul piano degli oneri, grazie alla fiscalità ed alla mutualità. Certo, i diritti “costano” ma non allo stesso modo e secondo gli stessi criteri dei beni e servizi “mercanzie” non essenziali e indispensabili per la vita. Pertanto, il corollario alla base della proposta della demonetizzazione sta nel principio che - come dimostrato dal sistema del welfare scandinavo - è preferibile per la collettività fornire i beni e servizi comuni collettivi legati ai diritti umani, secondo regole chiare e giuste, che dare denaro alle persone e alle famiglie per comprare sui mercati gli stessi beni e servizi mercificati e privatizzati. Per questo, i principi e le pratiche sociali imposti dai gruppi dominanti dei paesi ad economia capitalista di mercato non sono pertinenti né accettabili. Mi riferisco al principio della monetizzazione della natura, consacrato nella risoluzione finale del Terzo Vertice Mondiale della Terra nel 2012) 7 e alle pratiche di misura dette “Environmental Costs and Benefits Assemment” applicate in particolare nel campo dell’acqua8.

Demonetizzare i beni (e servizi correlati) essenziali per la vita significa che la loro proprietà, gestione ed uso saranno messi fuori dai meccanismi di mercato e che il loro valore non sarà determinato in termini monetari dal loro valore di scambio o di uso utilitario ma fissato come valore sociale collettivo rispetto a una serie di criteri relativi al loro contributo alla vita. Esistono dei criteri che consentono, per il momento, pur nel contesto di una economia capitalista di mercato, di definire e misurare un prodotto (bene e/o servizio) in quanto bene comune9. Un grande lavoro concettuale e operativo d’innovazione politico-economica e sociale ci attende. La demonetizzazione è possibile.

Demonetizzare significa altresì che detti beni e servizi non potranno essere bancarizzati, come invece accade oramai da anni nelle società dette “sviluppate” per i beni naturali10. Significa, infine, che la loro responsabilità non può essere che pubblica (abbandono quindi dei PPP) a carico di soggetti pubblici (dal locale al mondiale). Le transazioni tra i soggetti pubblici potranno essere operate ricorrendo ad una moneta comune mondiale “interna”, VitaDue. Si trattererrebbe di una moneta “parallela “non in contanti destinata a favorire un’economia cooperativa e mutualista dei BCPM non sottomessa alle logiche finanziarie dei mercati concorrenziali.

Nel mondo ci sono alcune migliaia di monete dette “locali”, “complementari”, volte a facilitare la gestione e l’accesso a servizi di prossimità, a bisogni comuni, alle attività dei comuni e delle amministrazioni pubbliche, alle piccole e medie imprese. Nel contesto generale di una economia capitalista di mercato competitiva, il loro sviluppo e ruolo è rimasto ed è destinato a restare marginale11. In un mondo che mira a sradicare le cause delle inuguaglianze e dell’impoverimento, a eliminare le guerre, a promuovere uno sviluppo sostenibile radicalmente diverso da quello dettato dalla crescita del PIL, le strategie interrelate di decostruzione della finanza attuale, di creazione di una nuova moneta comune mondiale al servizio della vita, di demonetizzazione dei BCPM e di diversficazione monetaria, rappresentano un insieme di percorsi di costruzione di un altro divenire del mondo ricco di prospettive incoraggianti e condivise.

Perché il mondo non può e non deve appartenere ai più forti, furbi, aggressivi, individualisti, conquistatori.

1 Ecologia, da oikos logos = discorsi/pensieri sul luogo di vita. Economia, da oikos nomos = regole del luogo di vita, della casa.
2 Il concetto di comunità globale di vita della Terra è stato ripreso ampliamente nella enciclica di Papa Fancesco Laudato si' (24 maggio 2015).
3 Questi aspetti sono trattati in maniera più estesa e complementare in Riccardo Petrella, Il diritto di sognare. Le scelte economiche e politiche per una società giusta, Sperling & Kupfer, Milano, 2004 e Nel nome dell’Umanità, Edizioni Il margine, Trento, 2017, pp.292-97.
4 Oramai, sono rimasti in pochi gli economisti ed i politici che negano l’aumento notevole delle inugliaglianze, a livelli incredibili, in seno e tra i Paesi del mondo.
5 Una prima Agorà degli Abitanti della Terra si è tenuta a Sezano/Verona nel dicembre 2018. Essa ha approvato una Carta degli Abitanti della Terra con 13 principi e 16 proposte di azioni prioritarie di cui tre, in particolare, riguardano la finanza e la moneta. Vedi figure 1 e 2 di La Carta degli Abitanti della Terra. Verso un Patto dell’Umanità. 
Rapporto finale, 2019.
6 Il legame diretto tra beni comuni pubblici mondiali e diritti umani universali costituisce, a mio avviso, una delle caratteristiche chiave della definizione dei BCPM. Tipico esempio: il bene comune pubblico mondiale acqua e il diritto universale all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari. Cfr. 
RAMPEDRE (Rapport Mondial Permanent sur le Droit à l’Eau) sezioni « Qu’est-ce que le droit à l’eau ? » e « Les obligations découlant du droit à l’eau ».
7 Cfr. il documento finale del Terzo Vertice della Terra, Rio+20, cioè la terza United Nations Conference on Sustainable Development, Rio+20, 
The future we want.
8 Mi riferisco alle azioni promosse dall’UNEP (United Nations Environment Program), l’OCSE, e la Commissione europea dell’UE fin dagli anni 2000 in materia di valutazione monetaria dei costi e benefici dell’ambiente per meglio definire sul piano finanziario le priorità dello “sviluppo sostenibile”.
9 Cfr. la matrice di 17 criteri proposta da Christian Felber in L’economia del bene comune, Edizioni Tecniche Nuove, 2015.
10 La bancarizzazione dell’acqua (tramite per esempio “la Borsa dell’acqua”) è stata sperimentata su vasta scala in California per lottare contro la penuria dell’acqua sempre più grave. I risultati non sono stati affatto all’altezza delle attese e delle promesse. La via del mercato e della finanziarizzazione non è più la via maestra per le autorità californiane, ma quella della regolazione restrittiva severa degli usi dell’acqua nell’interesse della vita di oggi e delle generazioni future.
11 Sulle monete “locali”, “complementari”, etc., indispensabile è la lettura dell’opera pionieristica del belga Bernard Lieater, in particolare, Bernard Lietaer et Margrit Kennedy, Monnaies régionales. De nouvelles voies vers une prospérité durable, éd. Charles Léopold Mayer, 2008.

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