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lunedì 14 settembre 2020

Sorveglianza predittiva; riconoscimento facciale; elezioni Usa - Carola Frediani

 E poi censura; e trojan... what else?


Guerre di Rete - una newsletter di notizie cyber
a cura di Carola Frediani
N.80 - 13 settembre 2020

Buongiorno a tutti, eccoci qua di nuovo dopo la pausa estiva. Sono già due anni che esiste questa newsletter. Nel tempo è cresciuta (di utenti e spero anche di contenuti), ma è sempre rimasta gratuita, accessibile, priva di sponsor, pubblicità o altro. Ricordo per chi fosse nuovo che la scrivo nel mio tempo libero, con l’intento di fare informazione su questi temi.
Qui raccontavo due anni fa come era nata e il suo senso. E qui c’è una sua presentazione in un convegno sui nuovi giornalismi. La trovate anche molto citata online e da testate varie - apprezzo sempre molto quei giornalisti che decidono di citarla, anche quando potrebbero usarla in silenzio (ma va bene lo stesso, è fatta apposta per essere usata in fondo). Ah, e qua c’è l’archivio di tutti i suoi numeri (a me serve molto, magari anche a qualcuno di voi).
Bene, le presentazioni sono fatte (e per altre info pratiche, ad esempio come contattarmi, andate in fondo). Basta chiacchiere, abbiamo un periodo intenso davanti. Buona lettura.

PS: Per chi è in zona ci vediamo domenica 27 settembre al Trieste Next, dove parlerò del mio libro #Cybercrime con Sergio Maistrello

PREDICTIVE POLICING
Sorveglianza predittiva e contee di polizia
C’è una storia dalla provincia americana che racconta plasticamente i rischi e le aberrazioni del predictive policing. Con questa definizione si intende, per farla breve, l’uso di varie tecniche di analisi dei dati per prevenire il crimine, tendenzialmente individuando dei target per la polizia. Ovvero “un metodo per impiegare risorse delle forze dell’ordine sulla base di analisi guidate dai dati che dovrebbero predire colpevoli, vittime o luoghi di futuri crimini”, secondo l’associazione Electronic Frontier Foundation. Queste tecnologie sono entrate nell’uso dei dipartimenti di polizia di varie città americane (e non solo) negli ultimi anni. A produrle aziende come PredPol, HunchLab, CivicScape, Palantir ma anche università, come la Carnegie Mellon University col suo CrimeScan. Nell’estate 2020, strumenti di questo tipo sono usati in dozzine di città statunitensi, da New York a Portland, da Orlando ad Atlanta.

Il concetto è il seguente: si analizzano grandi quantità di informazioni da crimini precedenti incluse indicazioni relative all’ora, stagione, meteo, tipologia di vittime, luogo e così via, al fine di inferire quando e dove del nuovo crimine potrebbe accadere. Esiste poi un predictive policing “person based”, basato sulle persone (e non sui luoghi). Si crea un sistema di rating che assegna agli individui un valore di rischio basato su un certo numero di flussi di dati, dall’età alla sospetta affiliazione a gang ai precedenti, ma anche al fatto se il soggetto sia stato a sua volta vittima di crimini, e altro. Entrambi i sistemi sono evidentemente problematici. Il sistema di rating delle persone crea delle liste nere imperscrutabili in cui chi ci finisce diventa automaticamente un sospettato per future azioni. E anche l’individuazione di aree geografiche a rischio può gettare sulle stesse, e soprattutto su chi le frequenta, un’aura di sospetto e un eccesso di controllo da parte della polizia, specie in contesti sociali dove sono già presenti discriminazioni contro minoranze (questo aumento di controllo significa spesso anche un aumento nella rilevazione di reati minori o infrazioni, che porta a sua volta ad alzare il punteggio negativo dell’area, e a maggiore controllo, in un circolo vizioso.)

Questo per quanto riguarda, come dire, l’astratta analisi sociologica. Ma il bagno di realtà ci arriva dalla contea di Pasco, in Florida. Qui dal 2011, al momento dell’insediamento, lo sceriffo decise di creare un avanzato programma di intelligence per fermare il crimine prima che avvenisse. Il risultato però è stato di mettere in piedi un sistema per monitorare e molestare continuamente vari residenti della contea, racconta un eccezionale reportage del Tampa Bay Times. Infatti l’ufficio dello sceriffo genera liste di persone considerate a rischio di violare la legge, in virtù dei loro “precedenti, di altra non specificata intelligence, e di decisioni arbitrarie prese dagli analisti della polizia”. A quel punto sono mandati degli agenti a cercare e interrogare periodicamente quelli che sono nella lista, senza alcun indizio fondato, mandato o prova che sia stata commessa qualche violazione. A essere interrogati anche parenti e amici, anche sul luogo di lavoro. Le spedizioni della polizia potevano avvenire a qualsiasi ora, pure di notte, e se trovavano resistenza si trasformavano in multe per piccole violazioni, come l’assenza del numero sulla cassetta delle lettere o l’erba non tagliata nel prato davanti a casa. Un ragazzino di 15 anni, colpevole in passato di aver rubato una moto (e di aver scontato la relativa pena) ha avuto visite della polizia per 21 volte, tra il settembre 2019 e il gennaio 2020.
I più tartassati dal sistema sono stati quelli identificati come “delinquenti prolifici”. A definirli come tali un algoritmo inventato dal dipartimento che assegna alle persone un punteggio in base ai precedenti, ma questi includono anche arresti per cui successivamente le accuse sono cadute. Il fatto di essere stato anche solo sospettato per qualcosa ti fa guadagnare punti. Tale punteggio viene poi “migliorato” mettendo assieme altri parametri, incluso il fatto di apparire in un report della polizia come testimone. Il sistema crea quindi una lista di trasgressori ogni 90 giorni, anche se gli analisti della polizia la rivedono a mano e determinano il centinaio di persone che dovrebbero rientrarci, inclusi i Top 5, i primi cinque. Poi partono le visite.
Moltissimi in questa lista erano giovani accusati in passato di reati minori. Loro e le loro famiglie sono stati quindi molestati per anni. Alcuni se ne sono andati, altri hanno fatto causa. Il ragazzo di quindici anni si è suicidato. Non sappiamo la causa del gesto, o quanto abbiano pesato queste “attenzioni” rispetto ad altri fattori, ma dal racconto emerge che di certo la situazione non è stata d’aiuto.

Torniamo al quadro più ampio. A giugno la città di Santa Cruz, California, è stata la prima negli Usa a mettere al bando l’uso del predictive policing. Proprio la città che era stata fra le prime ad adottarlo, nel 2011 (in quel caso la modalità era quella per area geografica, e non per persona). Tuttavia, dopo nove anni, la città ha votato per un divieto a causa del timore che quello strumento perpetuasse la diseguaglianza razziale. L’ordinanza della città descrive così la tecnologia in questione: “software che è usato per predire informazioni o trend sul crimine, o la criminalità nel passato o nel futuro, includendo (ma non limitandosi) le caratteristiche, il profilo o l’identità di qualsiasi persona ritenuta più a rischio di commettere crimini, i luoghi o la frequenza del crimine, o le persone colpite dal crimine previsto”.
Una delle pecche principali del predictive policing sono i dati fallaci che nutrono lo stesso sistema, spiega in un report la Electronic Frontier Foundation. Prendiamo ad esempio i dati su reati, violazioni accadute ecc. Non tutti questi eventi finiscono registrati. Inoltre alcune comunità tenderanno ad avere un maggior tasso di segnalazioni di altri. E come dicevo prima, un aumento di controllo può portare a un aumento di segnalazioni che può rendere il predictive policing “una profezia che si autoavvera”.La tecnologia, scrive ancora l’EFF, non può predire il crimine, ma “può solo usare la prossimità all’azione di polizia da parte di una persona come un’arma contro la stessa. Un individuo non dovrebbe vedere erosa la propria presunzione di innocenza perché un contatto casuale, un famigliare o un vicino commettono un crimine”.
Come raccontavo a giugno in newsletter, il movimento americano Black Lives Matter ha contribuito a rendere più forte la critica all’uso del riconoscimento facciale nelle città. Ora è probabilmente lo stesso clima di consapevolezza degli abusi da parte della polizia nei confronti di minoranze razziali negli Usa a mettere sulla graticola il predictive policing.

RICONOSCIMENTO FACCIALE
Il doppio ban di Portland

E a proposito di riconoscimento facciale. A Portland, in Oregon, città che continua a essere attraversata da molte manifestazioni del movimento Black Lives Matter, il consiglio comunale ha unanimemente votato per adottare due tra le messe al bando più nette di tecnologie di questo tipo negli Usa. Il primo divieto proibisce l’uso pubblico del riconoscimento facciale, ovvero l’uso da parte di agenzie della città, incluso il dipartimento di polizia. L’altro proibisce l’uso privato in ambienti pubblici, come parchi ed edifici.

Dunque le due ordinanze mettono al bando l’uso del riconoscimento facciale in negozi, banche, ristoranti, trasporti pubblici, alloggi per homeless, uffici medici, immobili in affitto, Airbnb, pensionati, e una vasta gamma di altri luoghi/attività. E consente alle persone di fare causa sia ai privati sia al governo nel caso di violazione delle norme. Rimangono fuori dal ban i club privati, i luoghi di culto, le case private e i luoghi di lavoro come fabbriche e uffici (ad eccezione delle zone accessibili al pubblico). via VentureBeat - Onezero

Riassumendo: Portland è importante perché per prima ha messo al bando anche l’uso privato/corporate in ambienti pubblici.
La lista di città Usa che hanno vietato il riconoscimento facciale: San Francisco, Boston, Oakland, Berkeley, Alameda, Santa Cruz, Somerville, Brookline, Cambridge, Springfield, Northampton, Easthampton, Portland ME.

RICONOSCIMENTO FACCIALE
Sei arrabbiato? Il software della polizia lo vuole capire
A livello globale però la battaglia sul riconoscimento facciale è tutta in salita. Lo si capisce da una notizia minore che arriva dalla Gran Bretagna. La polizia del Lincolnshire (UK) vuole testare una tecnologia di riconoscimento facciale che sostiene di dedurre pure alcuni stati d’animo (in particolare rabbia e stress) dei soggetti ripresi dalle telecamere, di riconoscere persone che indossino occhiali e cappelli, e di identificare chi porti una borsa. Le proteste non sono mancate. La critica, da parte ad esempio di associazioni come Big Brother Watch, è in sostanza di buttare soldi in tecnologie invasive, prive di efficacia, che espandono però lo stato di sorveglianza. L’AI (Intelligenza Artificiale) per individuare emozioni sarebbe un mercato in crescita, ma c’è ben poca evidenza che quella tecnologia funzioni, scrive NextWeb. E tempo fa l’istituto di ricerca AI Now aveva chiesto già la sua messa al bando per decisioni importanti. E questo senza nemmeno stare a cacciarsi nel rovo etico di registrare e classificare i presunti stati d’animo di persone che transitano per qualche luogo.

USA ELEZIONI 2020
Campagne presidenziali nel mirino di vari gruppi hacker (a partire dai russi)
Dopo mesi di attesa trepidante e di angosciante scrutinio di orizzonti immobili, in una sorta di riedizione digitale del Deserto dei Tartari, gli hacker russi sono tornati. Sono cioè tornati ad attaccare le campagne presidenziali americane, sostiene Microsoft. Che sul piatto aggiunge però pure Iran e Cina. “Nelle ultime settimane Microsoft ha individuato cyberattacchi contro organizzazioni e persone coinvolte nelle imminenti elezioni presidenziali”, scrive l’azienda sul suo blog, specificando che nel mirino sarebbero state sia la campagna di Trump che quella di Biden.
In particolare la multinazionale di Redmond avrebbe osservato tre distinti gruppi:
- il primo, Strontium, “che opera dalla Russia, ha attaccato più di 200 organizzazioni incluse campagne politiche, gruppi di advocacy, consulenti”. Strontium è uno dei simpatici nomignoli dati a un gruppo di hacker russi ritenuto tra i più avanzati e aggressivi, noto anche come APT28 o Sofacy o Fancy Bear. Si tratterebbe dello stesso gruppo implicato nell’attacco ai Democratici americani nelle presidenziali del 2016 che portò a vari leaks del Comitato nazionale democratico e di John Podesta, il capo della campagna di Hillary Clinton. E che il dipartimento di Giustizia Usa associò all’intelligence militare russa, GRU, incriminando alcuni suoi agenti (racconto quella vicenda nel mio ultimo libro #Cybercrime).
Rispetto al 2016 il gruppo si sarebbe però evoluto in alcune sue tattiche includendo nuovi strumenti per fare ricognizione del target e dei suoi sistemi (reconnaissance) e per offuscare le proprie attività. Inoltre mentre nel 2016 il gruppo si era affidato soprattutto all’invio di mail di spear phishing (phishing mirato) per catturare le credenziali delle persone, negli ultimi mesi si sarebbe invece impegnato in attacchi di forza bruta e di tipo “password spray”, ha usato cioè due tattiche per trovare le credenziali di un profilo in modo più o meno automatizzato.
Maggiore attenzione anche all’infrastruttura usata e all’uso di diversi indirizzi IP per rendere più difficile l’identificazione. In pratica il gruppo avrebbe migliorato un po’ la propria operational security (opsec), ovvero nel contesto specifico la propria capacità di non essere facilmente individuati (ma migliorata fino a un certo punto visto che Microsoft non si fa problemi a nominarli). C’è da dire che gli attacchi finora mostrati sembrano però sparare nel mucchio con poca strategia, se quanto meno stiamo alla parte emersa finora (e se non ci stiamo perdendo qualcosa nel mentre). Sicuramente, come avevo raccontato in newsletter mesi fa, i partiti Usa (e soprattutto i democratici) hanno rafforzato le proprie difese, specie quelle contro il phishing e questo può aver obbligato gli attaccanti a cercare strade diverse. In ogni caso APT28 o, come lo chiama Microsoft, Strontium, resta il gruppo più insidioso.
Qui un documento più tecnico rilasciato sempre da Microsoft su di loro.
- il secondo gruppo, Zirconium, “opera dalla Cina, ha attaccato individui di alto profilo associati alle elezioni, incluse persone legate alla campagna presidenziale di Joe Biden e leader di rilievo nella comunità che si occupa di relazioni internazionali”.
- il terzo, Phosphorus, “opera dall’Iran, ha continuato ad attaccare gli account personali di persone associate alla campagna presidenziale di Donald J. Trump”.
La maggior parte di questi attacchi, scrive ancora Microsoft, sarebbero però stati fermati da strumenti e sistemi di sicurezza.
Russia, Cina e Iran sono anche le tre nazioni indicate ad agosto dall’intelligence americana come i tre soggetti principali da cui aspettarsi cyber minacce in occasione delle elezioni 2020. Secondo la dichiarazione del direttore del National Counterintelligence and Security Center, la Cina avrebbe una preferenza per una non-rielezione di Trump; la Russia punterebbe a denigrare Biden e sarebbe pro-Trump; l’Iran cercherebbe di diffondere divisione e disinformazione, con particolare sfavore verso una rielezione dell’attuale presidente.

In generale il rischio sembra essere circoscritto a operazioni limitate di hacks-and-leaks su singole figure legate alle campagne presidenziali (un po’ come accadde con la vicenda di Podesta). L’infrastruttura usata per le elezioni risulta al sicuro. Almeno questo è quanto dichiarato da CISA, l’agenzia Usa per la sicurezza dei dati e delle infrastrutture, secondo la quale non ci sono segni di infiltrazione sui sistemi usati per registrare e conteggiare i voti (CNBC).

Intanto, sul fronte rischio disinformazione, Google e Twitter assicurano di essere pronti a un giro di vite su affermazioni false legate al voto di novembre, in particolare su quelle affermazioni che riporterebbero la vittoria di una parte in anticipo rispetto alle conferme ufficiali. Il timore è che l’utilizzo del voto via posta nelle elezioni americane potrebbe portare a dei ritardi significativi nel conteggio dei risultati e questo potrebbe aprire un varco per chi voglia diffondere falsità e confusione (BBC).
Tanto per non stare troppo tranquilli, alcuni esperti sul New York Times delineano alcuni degli scenari peggiori che potrebbero accadere alle elezioni, da ransomware a disinformazione fino alla debacle logistica del conteggio dei voti.

CENSURA
Dagli Usa alla Bielorussia con furore
Nelle contestate elezioni di agosto tenutesi in Bielorussia, il governo di Minsk aveva temporaneamente bloccato l’accesso a una serie di piattaforme e di siti, da Google a YouTube, da Twitter a Facebook, inclusi siti di notizie come la CNN e la BBC.
Secondo Bloomberg, il blocco sarebbe avvenuto grazie all’uso di dispositivi di Deep Packet Inspection (DPI), di ispezione profonda dei pacchetti, prodotti da una azienda americana, Sandvine, e ottenuti dal National Traffic Exchange Center, che in Bielorussia gestisce le rete del Paese, all’interno di un contratto da 2,5 milioni di dollari con un fornitore russo, Jet Infosystems. In pratica il percorso sarebbe il seguente: Usa -> Russia-> Bielorussia.
I sistemi di Deep Packet Inspection (DPI) permettono di monitorare e filtrare il traffico internet, “ispezionando i contenuti di ogni pacchetto che è trasmesso a un punto di ispezione, permettendo di filtrare malware o traffico non desiderato, ma anche di monitorare in tempo reale le comunicazioni, e di implementare blocchi mirati. Perciò la tecnologia DPI consente sia violazioni della privacy sia censura di massa”, scrive l’associazione Access Now. “Questo è stato documentato in molti Paesi, tra cui Etiopia, Kazakistan, Iran, Cina”. Sandvine è un’azienda canadese acquistata nel 2017 dalla società di private equity Francisco Partners, che l’ha poi fusa con Procera Networks. Francisco Partners era già nel mirino di associazioni di diritti digitali quando era proprietaria di NSO Group, il produttore di spyware israeliano. Così ora gruppi di attivisti come Access Now tornano all’attacco e chiedono conto a Sandvine e a Francisco Partners di queste vendite.

SORVEGLIANZA
Hotel spyware?
L’arresto di Paul Rusesabagina - l’uomo che ha ispirato il film Hotel Rwanda - da parte del governo ruandese solleva anche domande sul possibile uso di spyware da parte del Paese, scrive il Guardian. L’uomo sarebbe stato fermato mentre si trovava a Dubai e secondo i famigliari rapito dalle autorità ruandesi e fatto salire su un jet privato, con accuse legate al terrorismo. Le circostanze misteriose del suo arresto hanno indotto altri dissidenti del Paese a pensare che l’uomo sia stato sorvegliato elettronicamente. Più in generale il governo Kagame era già stato accusato di utilizzare spyware per monitorare critici e attivisti. “Nel 2019 almeno sei dissidenti connessi al Rwanda erano stati avvisati da Whatsapp di essere stati target di uno spyware prodotto dalla società israeliana NSO Group”.
Uno di questi era l’oppositore Faustin Rukundo, che vive in Uk, come avevo scritto mesi fa raccontando dell’attacco a centinaia di utenti Whatsapp (ne avevo parlato qua).

SE VE LO ERAVATE PERSO
SNOWDEN
Quel programa di sorveglianza di massa era illegale, corte Usa dà ragione a Snowden
Sette anni dopo la rivelazioni di Edward Snowden sulla stampa mondiale, una corte d’appello americana ha stabilito che il programma di sorveglianza della Nsa, l’Agenzia di sicurezza nazionale americana, era illegale (e inutile). Stiamo parlando in particolare di quel programma (fra i tanti che emersero dalle rivelazioni) che raccoglieva segretamente i metadati sulle telefonate di tutti gli americani, ovvero chi chiama chi, quando, quanto ecc. Un tipo di dato che rivela frequentazioni, grafi sociali, abitudini, e molte altre informazioni private, incluse condizioni sanitarie (ci sono degli studi al riguardo come questo). Il programma fu poi in parte riformato nel 2015, proprio a seguito del dibattito emerso, con l’USA Freedom Act. - Ars Technica.
Il tweet di Snowden.

Scrive Simone Pieranni sul manifesto: “La sentenza della corte d’appello americana, infatti, ha rafforzato e riabilitato il ruolo di Snowden: secondo i giudici, con le sue rivelazioni l’ex analista «ha provocato un dibattito pubblico significativo sull’opportunità della sorveglianza di massa da parte del governo americano» (...) E ancora: “Innanzitutto il testo della sentenza riabilita il ruolo di Snowden e sarebbe bene ricordarlo. Edward Snowden, analista della Nsa, venuto a conoscenza del piano di sorveglianza di massa da parte dell’agenzia tentò di denunciarne l’esistenza attraverso canali istituzionali. Ignorato e senza ottenere alcun riscontro, decise di passare all’azione solitaria, con l’aiuto del giornalista Glenn Greenwald, di alcuni media che pubblicarono via via parte del materiale e di WikiLeaks, senza la quale probabilmente Snowden oggi non sarebbe al sicuro, per quanto esiliato, in Russia.
Anche a questo proposito è bene ricordare che Snowden accettò la proposta russa – in mezzo ci fu una fuga a Hong Kong – dopo aver visto stracciato il proprio passaporto americano, dopo accuse di tradimento da parte di mezzo mondo politico americano e dopo il silenzio dei paesi europei che non offrirono alcun sostegno al whistleblower, tacciato anzi di essere una talpa, una spia, quando non un «amico di Putin» e come tale intenzionato a complicare la vita agli Stati uniti”.

Commenta su Twitter l’avvocato Carlo Blengino: “Sommessamente ricordo che in Italia i metadati sono raccolti per 6 (dico sei!) anni; Che non è previsto intervento giudice per loro acquisizione; Che Servizi accedono a tutti i DataBase di tutti i concessionari; Non abbiamo avuto uno #Snowden in IT, ma quanto a #sorveglianza…”

Più protezione contro sorveglianza intelligence, Consiglio d’Europa rilancia la Convenzione 108 su protezione privacy
E proprio Snowden viene citato nelle prime righe di una nuova recente dichiarazione da parte del Consiglio d’Europa (organizzazione di 47 Paesi che promuove la democrazia, da non confondere col Consiglio europeo), in particolare dal commissario per la protezione dei dati Jean-Philippe Walter, e dalla presidente della commissione sulla Convenzione 108, Alessandra Pierucci. La dichiarazione chiede una “migliore protezione per gli individui nel contesto del flusso di dati internazionali e il bisogno di un controllo efficace e democratico sui servizi di intelligence”.
Così esordisce: “Anni dopo le rivelazioni di Snowden che hanno portato alla luce l’entità della sorveglianza di massa da parte delle autorità pubbliche, la digitalizzazione delle nostre società è continuata a un ritmo veloce, tanto più accelerato dalla corrente crisi sanitaria che ha richiesto a molti di noi di lavorare, imparare e socializzare a distanza. (...). Alcune voci influenti hanno chiesto, a seguito della decisione Schrems II [presa dalla Corte di Giustizia Ue a luglio che ha riaffermato la necessità di garantire lo stesso livello di protezione ai dati trasferiti fuori dall’Unione rispetto a quella garantita dal GDPR, e ha affossato il Privacy Shield, l’accordo tra Ue e Usa, ndr), un accordo internazionale legalmente vincolante sulla protezione della privacy e dei dati personali. Questo strumento esiste: è la Convenzione 108+”. Il + sta per emendata recentemente da un protocollo (ne parlava qua il nostro Garante).

Vedi anche: Ue: cosa prevede la sentenza Schrems II che invalida il Privacy Shield - PolicyMakerMag
Intanto Facebook ha ricevuto l'ordine di non trasferire i dati degli europei negli Stati Uniti. Il Garante della privacy irlandese prova a mettere un blocco allo scambio di informazioni dopo la sentenza che interrompe lo spostamento di dati tra le due sponde dell'Atlantico.
Wired Italia

WIKILEAKS
Estradizione di Assange, la posta in gioco per il giornalismo
Il 7 settembre Julian Assange si è presentato in un tribunale britannico per opporsi all’estradizione negli Stati Uniti. Il fondatore di WikiLeaks è accusato di 18 capi d’imputazione, inclusa la violazione della legge sullo spionaggio, e se condannato rischia fino a 175 anni di carcere.
“Il tribunale esaminerà le accuse del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti secondo cui Assange avrebbe cospirato assieme all'analista dell'intelligence dell'esercito americano Chelsea Manning con l’obiettivo di violare una password che avrebbe dato loro accesso a informazioni riservate del governo”, scrive Valigia Blu, ricordando che si tratta di una password che non è mai stata violata in realtà (e i documenti erano già stati prelevati).

Ma, come scrivevo in newsletter mesi fa, nell’intenzione dell’accusa, “non conta che Assange abbia “craccato” la password o meno, che Manning – la quale già aveva i documenti - abbia usato la password o meno. Conta che ci fosse un accordo fra i due, che sarebbe testimoniato da poche frasi buttate in chat. Chat che, per l’incriminazione, rifletterebbero “il fatto che i due collaboravano sul rilascio pubblico e che Assange attivamente spingeva per più materiali”.
Dunque la storia della password è l’appiglio a cui si attacca uno specifico impianto accusatorio che presuppone un accordo tra Assange e le sue fonti per ottenere documenti riservati, un Assange che procaccia leaks, che recluta hacker. E infatti nell’incriminazione più recente, gli americani ampliano il quadro, e lo “accusano di aver proprio “reclutato” hacker di Anonymous/Lulzsec e altri ancora, con l’obiettivo di violare sistemi e ottenere documenti riservati da organizzazioni governative” (come avevo scritto anche qua). Accuse che appaiono un contorno per dare più sostanza alla vicenda della password, l’elemento evidentemente più specifico (più forte), per così dire, di tutta l’incriminazione.

L’assurdità di questo impianto è però sintetizzato dal giornalista James Ball, che pur conoscendo bene Wikileaks (per un periodo ci ha lavorato, salvo poi allontanarsi in modo molto critico) non può certo essere descritto come un suo fan.
“Le autorità americane stanno cercando di inquadrare l’incriminazione di Assange come hacking, in relazione al suo apparente stupido accordo per aiutare Manning a ottenere (senza successo) la password di un altro analista dell’intelligence, nel tentativo non di accedere a documenti extra ma di coprire le sue tracce come fonte (di nuovo, senza successo). Un giornalista con esperienza saprebbe che ciò va oltre l’etica giornalistica - e certe protezioni legali - ma punire tale violazione con decenni di prigione non sembra certo commisurato”.
Il messaggio di Ball è inequivocabile: “Ora è il momento di difendere Assange, anche se lui non ti piace”.

Il mondo dei media, accusato di essere stato indifferente sulla vicenda, sta dunque iniziando timidamente a muoversi. Julian Assange non deve essere estradato, ha dichiarato il sindacato nazionale dei giornalisti in UK e Irlanda (NUJ). “Se verrà permessa questa estradizione, si manderà un chiaro messaggio che giornalisti ed editori sono a rischio ogni volta che il loro lavoro dia fastidio al governo americano. La libertà dei media nel mondo farà un passo indietro se Assange è obbligato ad affrontate queste accuse”.
“Se la Gran Bretagna capitola all’America di Trump, il diritto di pubblicare materiali provenienti da leak nell’interesse pubblico potrebbe subire un colpo devastante”, scrive il noto giornalista britannico Peter Oborne.
“L’estradizione di Assange minerebbe alla base lo stato di diritto”, scrive un accademico inglese su The Times.
Lunedì si riprende in tribunale - Guardian

INTERCETTAZIONI ITALIA
Nuova disciplina, nuove sale, nuovi trojan, ancora pochi paletti

È in vigore la nuova disciplina sulle intercettazioni, che tra le altre cose legittima l’uso dei trojan (anche se, nota qualcuno, manca ancora il decreto per la definizione dei loro requisiti tecnici). Sono stati investiti, sulle intercettazioni in generale, 60 milioni di euro in infrastrutture, allestite 140 sale dedicate, comprati centinaia di server e pc.

Nello specifico: “Il Ministero ha allestito 140 sale Centro Intercettazioni Telecomunicazioni (CIT) con rete dedicata e cablaggio e dotazione dedicata di Pc portatili. In ogni sala CIT è stato inoltre installato il server ministeriale e realizzato il software per la gestione dell'archivio digitale multimediale e per l'archivio documentale; 60 milioni di euro sono gli investimenti già spesi per le infrastrutture tecnologiche, per le opere murarie e per gli acquisti necessari; 700 i server e i rack dedicati alle sole intercettazioni; oltre 1100 i PC dedicati e destinati alle sale d'ascolto; circa 3.500 le persone coinvolte nella formazione specifica (personale amministrativo, magistrati e polizia giudiziaria)”, scrive Il Sole 24 Ore.

Sui trojan: “Dopo 4 proroghe è in pieno vigore la legge sulle intercettazioni telefoniche (Decreto legislativo n. 216/2017, poi modificato dal Decreto Legge n. 161/2019 convertito in Legge n. 7/2020), che legittima l’uso dei trojan. Ma manca ancora (art. 2, commi 3-6) il decreto del Ministro della giustizia per la definizione dei requisiti tecnici dei programmi informatici funzionali alle intercettazioni mediante trojan, software che dovranno avere caratteristiche tali da garantire affidabilità, sicurezza ed efficacia; dei criteri cui i titolari degli uffici di procura dovranno uniformarsi per regolare l'accesso all'archivio da parte dei difensori e degli altri titolari del diritto di accesso; e delle modalità e termini di informatizzazione di tutte le attività di deposito e di trasmissione relative alle intercettazioni. Insomma, data la invasività di questo strumento di indagine, manca un tassello fondamentale per garantirne l’utilizzo pienamente legittimato”, scrive Altalex.

Molto critico sulla nuova disciplina l’avvocato Eriberto Rosso, segretario dell’Unione delle Camere penali: “In materia di intercettazioni, la partita doveva giocarsi non solo sulle modalità di gestione dei dati – è comunque inquietante che per una parte del procedimento la gestione sia in mano a società private, con ogni conseguente considerazione in materia di sicurezza e segretezza – ma sui presupposti sostanziali che autorizzano il ricorso ad uno strumento così invasivo. Su questo piano il nostro Legislatore ha perso un’importante occasione per dare un equilibrio conforme alla Costituzione ai diritti in gioco. Resta comunque inaccettabile ed incompatibile con il principio della parità delle parti nel processo che sia riservata al pubblico ministero l’individuazione del termine, previsto dall’art. 268 comma 4 c.p.p., entro il quale il difensore può esaminare le risultanze e la documentazione inerente l’attività di intercettazione” - Il Riformista

Inchiesta Lega, un trojan nel cellulare dei commercialisti
La procura di Milano ha inserito un software spia nel telefonino di Michele Scillieri, revisore del partito. Intercettando ogni incontro, anche nella sede di via Bellerio, scrive Repubblica (paywall)

APP DI TRACCIAMENTO CONTATTI
A che punto siamo in Italia con Immuni?
(Iniziamo a piccoli passi per volta….. Per i nuovi iscritti: in archivio trovate tanti numeri della newsletter dedicati a Immuni, se volete ripercorrerne la storia)
- “I download sono a quota 5,5 milioni, 9,9 per cento della popolazione (al lordo però di disinstallazioni e di installazioni da parte dello stesso utente su più cellulari)”, scrive Il Sole 24 Ore, facendo il punto sugli ultimi numeri, le luci e le ombre di Immuni, l’app italiana per il tracciamento dei contatti nel contrasto al Covid-19, e aggiungendo come sulla sua diffusione pesino diversi fattori, tra cui una sfiducia generale da parte dei cittadini nei confronti della capacità di coordinamento complessivo delle autorità sanitarie.
Anche Wired si concentra sull’analisi dei dati, e traccia pure una mappa della diffusione regionale di Immuni che, partendo dal dato del ministero della Salute, stimi quante persone mancano all’appello per tagliare il traguardo del 15% raccomandato dall’università di Oxford. I più vicini sono Valle d’Aosta, provincia di Bolzano e la vicina Trento. I più distanti sono Sicilia, Campania e, ultima, la Lombardia.
- “Immuni, cos’è e come funziona l’app italiana contro il coronavirus” - Agenda Digitale

Postilla: Forse avrete sentito che alcuni ricercatori di sicurezza “hanno scoperto un bug nel sistema Apple-Google per il tracciamento Covid-19 che potrebbe avere impatti sulla privacy degli utenti e sulla sicurezza dei loro dati. Ricordiamo che è il sistema alla base anche di Immuni”, come ricorda Cybersecurity360.
Ma il rischio per gli utenti, scrive lo stesso articolo (e vari altri esperti concordano), è piuttosto basso. Il tema è semmai qua l’apertura del codice nel caso del framework usato (Apple-Google).
Riassumendo: non è questo bug la ragione per non installare Immuni.

Più in generale, come si sono comportati i vari Stati nell’adozione di tecnologie, e in particolare di sistemi di decisioni automatizzate (ADM), per contrastare l’emergenza Covid-19?
Per una visione globale, in termini geografici e tecnologici (gli strumenti presi in considerazione vanno dalle app di tracciamento contatti ai braccialetti elettronici), rimando a questo report di Algorithm Watch & Bertelsmann Stiftung.

5G ITALIA
I Comuni continuano a bloccare il 5G anche dopo il divieto del governo

Nonostante il decreto Semplificazioni impedisca ai sindaci di vietare le reti 5G, proseguono le ordinanze contro. Con rischi sui tempi e spese legali per gli annullamenti
Wired

APPROFONDIMENTI
CYBER SPACEFORCE
L’amministrazione Trump ha rilasciato la sua quinta Space Policy Directive, con una serie di best practices per l’industria spaziale su come proteggersi da minacce cyber (sì, pure lì). Al solito, il punto è pensare a una progettazione sicura fin dall’inizio. Le aree interessate sono i canali di comunicazione, il rischio di jamming o spoofing ma anche la sicurezza di funzioni critiche dei velivoli.
(via The Verge).

CYBER COMMAND E IL PERSISTENT ENGAGEMENT

Intanto il generale Nakasone, capo della NSA e del Cyber Command, spiega su Foreign Affairs come il Cyber Command implementi la strategia detta defend forward (il contrasto proattivo di attività cyber malevole avversarie, in modo tale da interromperle o degradarle e infliggere loro costi operativi). E come parte di questa strategia sia la dottrina del persistent engagement. Ovvero l’idea che il Cyber Command non deve prepararsi per il grande attacco ipotetico del futuro, ma competere con gli avversari giorno per giorno.
Nakasone non lo dice ma l’effetto è quello di una guerriglia persistente fra avversari, una guerra di posizione che spesso appare lontana e silenziosa (salvo esplodere a tratti, e apparentemente all’improvviso).

VACCINI E HACKER
Cosa è l’operazione Warp Speed, lo sforzo del Pentagono e della Nsa per aiutare le industrie farmaceutiche a proteggersi meglio dal rischio di cyberintrusioni - Cyberscoop

FINTECH
La storia di come un giornalista finanziario ha smascherato Wirecard (in inglese)
FT

CYBERCRIME
Come Tesla ha sventato un attacco ransomware organizzato da una gang che ha cercato di entrare nei suoi sistemi corrompendo un suo dipendente (senza riuscirci) – vicenda folle, in inglese su Electrek

CYBERSPAZIO
Parlare della fine del mondo con William Gibson - Rivista Studio

AI E LINGUAGGIO
Leggete questo articolo (inglese). È stato scritto da GPT-3, un generatore di linguaggio di OpenAI. Usa machine learning, delle istruzioni e un testo introduttivo e tenta di completarlo con un testo. Il Guardian, in un’operazione un po’ furbesca a mio avviso, ha messo insieme il meglio di diversi testi generati sulla base delle stesse indicazioni nell’articolo finale che potete leggere. Ognuno può valutare quanto sia avanzato o meno.
La cosa interessante è che non solo ha fatto scaturire un dibattito sullo stato di avanzamento dell’AI ma anche sull’hype prodotta al riguardo. In pratica c’è chi ha paragonato l’operazione a qualcuno che “ritagli alcune frasi dalle ultime mail di spam ricevute, le metta assieme, e sostenga che gli spammer hanno composto l’Amleto”, come rileva Next Web in una critica al pezzo del Guardian.

DOCUMENTARI
Segnalo The Social Dilemma, il nuovo documentario Netflix sull’impatto dei social media sulla società (segnalo ma non ho ancora avuto modo di vederlo).
Qui una recensione sul NYT…

continua qui

domenica 26 aprile 2020

Tutto insieme - Miguel Martinez


Tutto va molto velocemente.
Uno
Qualche decennio fa, Internet era un luogo di simpatici sognatori, che creavano cose bellissime e teorizzavano il momento in cui  si sarebbe spezzato il monopolio di giornalisti e case editrici: tutti avremmo potuto esprimerci, finalmente alla pari.
Pochi mesi fa, negli Stati Uniti, la commissione statale che si occupa di comunicazioni ha abolito il Net Neutrality Act, che è la base fisica di questa democrazia informatica. In breve, da ora in poi, chi vorrà pagare di più, sarà più accessibile.
Potenzialmente, e considerando anche il ruolo degli Stati Uniti nel sistema globale, significherebbe la fine della “democrazia di internet”, in un momento in cui però ne siamo diventati totalmente dipendenti.

Due
Avete presente i domini .org, quelli di praticamente tutte le realtà “non profit”?
L’ICAAN, l’autorità californiana che controlla i domini “storici” (.com, .org, ecc.) e che aveva concesso a una non-profit la loro vendita per prezzi ragionevoli, ha appena venduto tutti i domini .org a una misteriosa finanziaria, la Ethos Capital, per oltre un miliardo di dollari.
Casualmente, l’ex-vicepresidente dell’ICAAN è oggi una dirigente di Ethos Capital.
Un miliardo che la Ethos Capital presumibilmente si riprenderà molte volte, imponendo prezzi insostenibili a tutte le realtà che attualmente hanno sito .org.
Ma anche la possibilità di chiudere, dietro pagamento, siti che stanno antipatici a qualcuno. Non come censura, ma come normale business.

Tre
Ascoltiamo adesso Vittorio Colao, il manager cui il governo Conte ha da poco messo in mano il cerino acceso del futuro dell’Italia.
In questo breve video, spiega a cosa servirà il 5G.
Chiaramente si concentra sui possibili utilizzi positivi (tipo, medicine che si rilasciano dentro di noi non appena servono), ma bisogna ammettere: spiega in maniera chiarissima, perché sconvolgerà il mondo. A partire dal riconoscimento facciale.
Ora, immagino che qualunque cultura, quando ci siamo dentro, ci sembri normale.
In fondo, per i miei quinquisavoli mesoamericani, allevare un prigioniero in casa per mangiarselo il giorno di festa, era una cosa piacevole e nutriente.
Però almeno cerchiamo di concederci uno sguardo da fuori anche al mondo in cui ci stanno infilando adesso.



da qui


di Internet ne parla qui anche Evgeny Morozov

domenica 20 ottobre 2019

L’urlo della terra - Miguel Martinez



Sto leggendo una rivista su carta, e un dodicenne mi chiede,
“ma come mai leggi il giornale?”
Il giornale infatti è un curioso oggetto che legge solo suo nonno.
“No, non è Repubblica, è l’Urlo della terra“, spiego.
Il “giornale”, provocatoriamente su carta, me lo hanno mandato da Bergamo, dove c’è un piccolo gruppo di persone che affronta questioni di enorme importanza.
Si dichiarano anarchici, ma in Italia qualunque cosa si trasforma istantaneamente in folcloristico tifo di gruppo, con una serie di associazioni irrilevanti (“ah, anarchici, ho capito, come quello che suonava i bonghi in piazza l’altra sera”) che distruggono ogni comunicazione.
Per cui, se vi segnalo alcune loro riflessioni, vi prego di non soffermarvi su tutti i dettagli di linguaggio che possono attirare o respingere, ma di riflettere sul senso generale.
Provo a riassumere, se sbaglio qualcosa, spero che gli amici dell’Urlo della Terra mi correggeranno; comunque alla fine verrà fuori un intreccio inestricabile tra le mie riflessioni e le loro, per cui vi invito semplicemente ad acquistare una copia della rivista.
Noi stiamo vivendo un momento davvero unico nella storia del pianeta, il più significativo da quando i dinosauri furono spiaccicati da un meteorite (o qualcosa del genere).
A farlo notare al mondo è un’improbabile ragazzina svedese, che in sostanza dice,
“voi – esperti e politici – che avete creato questo disastro, dovete ripararlo”.
Questo approccio ha un enorme vantaggio –  per la prima volta pone l’intera umanità davanti al fatto che si sta andando a gran velocità verso il precipizio.
Per poter parlare, però, con l’umanità intera, si deve restare vaghi su tutto: l’unico colpevole, pare, sarebbe un misterioso Agente CO2 (in realtà, Greta non dice esattamente così, ma pensiamo a cosa arriva alla fine a giovani sommersi da messaggini su Whatsapp).
Considerando com’è fatta la nostra specie, aggiungendo com’è fatta la cultura globale oggi, e la complessità pazzesca della questione ambientale, questo già costituisce un miracolo: non mi voglio aggiungere agli innumerevoli denigratori e sghignazzatori e struzzi che ficcano la testa in mucchi di calcestruzzo.
Però è anche vero che se non capiamo come reagisce il sistema che Greta chiama in causa, non arriveremo lontano.
L’urlo della Terra nota come l’appello di Greta sia stato accolto con grandi sorrisi praticamente da tutti. Compresi ovviamente quelli che hanno creato questo disastro, e cioè i grandi imprenditori e i loro tecnici.
Gli imprenditori, a differenza dei chiacchieroni su Facebook che vivono di dispetti reciproci, sono persone pratiche e se ne fregano se qualcuno li insulta.
Hanno invitato Greta a Davos al Forum economico mondiale (1500 jet privati parcheggiati fuori) e le hanno sorriso dall’inizio alla fine mentre diceva,
“Se tutti sono colpevoli, allora nessuno è colpevole, ma qualcuno è colpevole… Alcune persone, alcune aziende, alcune persone in grado di prendere decisioni, in particolare, sanno esattamente quali valori senza prezzo hanno sacrificato pur di continuare a fare quantità inimmaginabili di denaro e penso che molti di voi che siete qui oggi appartenete a quel gruppo di persone.”
Se avete mai avuto la sfortuna di assistere a discorsi aziendali-motivazionali, vi ricorderete l’immancabile momento in cui  lo scaricamiracoli di turno vi informa che “in cinese, lo stesso ideogramma significa crisi e opportunità”. Che in cinese è più o meno falso, ma nella storia no.
Le crisi accelerano incredibilmente l’inventiva, fanno strage degli incompetenti, affinano le possibilità di nuovi saccheggi.
Pensate agli occhi felici degli imprenditori edili che si aggiravano tra i ruderi delle città bombardate alla fine dell’ultima guerra.
Ogni impresa del nord del mondo, e ognuna del sud che esporta verso il nord, sta affinando mille nuovi trucchi per sembrare verde – e farti sentire figo se compri il loro prodotto ecobio, e far vergognare la plebaglia di non essere alla moda.
E questo è già un immenso problema, perché tra poco, parole come ambiente saranno percepite come sinonimi di truffa.
Ma soprattutto stanno pensando a nuovi rimedi per salvare il pianeta.
Futurism.com è un sito dedicato a esaltare ogni nuova frontiera tecnologica, ricco di titoli che mettono alla prova anche il mio inglese, come questo:
“Rogue Bitcoin-Funded Biohacker Wants to Gene-Hack Designer Babies”
Il sito elenca una serie di soluzioni finali al “cambiamento climatico”; la mia preferita è uno specchio, delle dimensioni della Groenlandia, da piazzare da qualche parte tra la Terra e il Sole.
L’appalto di tutti i tempi, per chi lo vincerà; e se si risbatte nello spazio l’Agente CO2, non ci saranno più limiti alla possibilità di saccheggiare la Terra.
Ma ben più preoccupante di queste fantasie, e molto più vicina a realizzarsi, c’è l’opportunità che la crisi offre per distruggere non solo la natura, ma anche l’uomo.
Dino Giagtzoglou è un anarchico greco, in carcere per motivi che non mi interessano qui, che ha scritto un saggio molto lucido, pubblicato sul sito di “Resistenze al Nanomondo”.
Qualcuno troverà da eccepire alla sua critica radicale ai “tecnici”: in fondo, se sappiamo che esiste una catastrofe ambientale, è grazie al lavoro paziente di decine di migliaia di ricercatori universitari; ma è anche vero che esiste un numero molto maggiore di tecnici del dominio che lavorano per agevolare il saccheggio del mondo (ma il ruolo della ragione scientifica è il tema di un altro articolo sull’Urlo della Terra, che meriterebbe un’analisi a sé).
E molti, moltissimi di questi stanno lavorando incessantemente per accelerare quello che i futuristi chiamano il momento della Singolarità, cioè
“il momento nello spazio-tempo terrestre in cui l’Intelligenza Artificiale raggiungerà un livello di trascendenza maggiore della più alta intelligenza umana, e dopo il quale nessuna previsione sul futuro dell’umanità avrà più senso”
Già si stanno gettando le basi fisiche per questa singolarità con la Rete 5G, un sistema interamente nuovo di connessione, molte volte più potente di qualunque altro che conosciamo, che tra poco dovrebbe contare – in Italia – “un milione di dispositivi connessi per Km2“.
Di 5G si parla soprattutto in termini di rischi per la salute, un campo controverso, visto che non è semplice capire se qualcosa che non è mai stato sperimentato e improvvisamente viene applicato a ogni essere vivente del pianeta provocherà a lungo termine tumori.
Più sicuro è che lo scopo è di trasformare radicalmente la vita, e non solo perché dovrete buttare i vostri vecchi iPhone, con buona pace dei minatori congolesi morti per darvi il coltan. Anzi, l’iPhone diventerà soltanto un elemento di qualcosa di molto più vasto.
Un entusiasta descrive così il mondo 5G:
“Immagina di giocare a una sparatoria cooperativa, come Fortnite Battle Royale o PUBG con un visore VR — in tempo reale, con zero ritardo — attraverso il tuo telefono, mentre viaggi in una flotta di auto senza guidatore che vanno a 300 chilometri l’ora. Tieniti stretto, perché il futuro del gaming, e di tutto il resto, sta per cambiare per sempre”.
Un brano che rende l’idea dell’umanità ideale dei nostri tempi…
L’approdo finale è una rete unica, a cui nulla sfugge, e a lavorarci non è qualche scienziato pazzo: i  singoli tasselli li stanno mettendo a milioni (forse anch’io, con qualche traduzione che faccio).
Facebook è quella cosa che gli amici ti dicono, “ma è uno strumento neutrale, dipende da come lo usi!“
Bene, lo strumento neutrale sta mettendo insieme i dati di tutti i suoi 2,4 miliardi di lavoratori non pagati, per realizzare un visore in grado di collegarsi direttamente al cervello.
La Royal Society – che svolse un tempo un ruolo fondamentale nella creazione del mondo in cui viviamo – in un rapporto recente, parla di come saremmo vicini all’inserimento della mente umana stessa nella Rete. Mentre il 5G viene venduto con l’idea del gaming, qui la nostra fine viene associata alla vacanza:
“Si potrebbero trasmettere non solo pensieri, ma anche esperienze sensorie, di cervello in cervello. Qualcuno in vacanza potrebbe indirizzare una ‘cartolina neuronale‘ di ciò che vedono, sentono o assaporano al cervello di un amico a casa”.
Mi immagino una cartolina che mi arriva dicendo, “Sei stato appena scelto per un premio da cinque milioni di dollari, pensami intensamente e avrai una sorpresa!”
Un mio amico informatico (che tra l’altro è pagato per stare otto ore al giorno solo a cercare come far restare più a lungo sulla smartphone i visitatori a un sito) mi racconta di qualcosa che, con il 5G, diventerà subito possibile:
“Io lascio il lavoro a un orario sempre diverso… Google, che traccia la mia posizione, ordina l’accensione del riscaldamento. Sa che vado innanzitutto nel salotto, per cui l’accensione parte da lì; e per ultimo nella camera da letto; un sensore che porto sa quando i miei battiti cardiaci indicano che mi sto addormentando, e spegne il riscaldamento”.
L’esempio è certamente meno terrificante delle cartoline neuronali, ma fa parte dello stesso identico percorso. E come tutti ai nostri tempi, passa attraverso tre chiavi molto seducenti: il comfort, il risparmio economico e il risparmio ambientale. Potremmo definirlo un ecocontrollo.
Infine, un brano della lettera di Dino Giagtzoglou. Lui parla dei transumanisti, gli intellettuali che si entusiasmano per queste prospettive futuristiche; ma in realtà il loro modo di pensare, con parole meno alate, anima tutte le grandi imprese della “quarta rivoluzione industriale”:
La redenzione della natura umana (e non solo) viene portata avanti attraverso il nuovo “deus ex-machina” dei transumanisti: il Dio-uomo Cyborg.
Così girano per il mondo indisturbati esibendo la propria mercanzia come soluzione a tutti i problemi del mondo.
Per cui, sentiamo parlare di varie inconcepibili “toppe” da mettere sui vari buchi che la civilizzazione ha aperto nei corpi di tutti gli animali e nel corpo della Terra. Dalle interfacce cervello-computer per superare i naturali limiti umani agli “ecosistemi” statali digitali automatizzati come “soluzioni” per il cambiamento climatico, ai “trattamenti” per le malattie provocate dall’esistenza della civiltà industriale, fino all’immortalità.
I transumanisti hanno una “soluzione” artificiale o robotica per ogni cosa, come hanno escogitato un’ideologia metafisica assolutista che detta la causalità della trasformazione degli esseri umani in trans-umani e poi in post-umani o il loro declino a sub-umani.
In breve, essi affermano che i “difetti” fisici, i processi emotivi e biologici “superflui”, i problemi genetici e riproduttivi e le deficienze cognitive possono e devono essere eliminate attraverso l’intervento e letteralmente l’integrazione della tecnologia nel corpo umano, incluso il cervello. In un simile contesto la naturale procreazione umana diviene obsoleta o persino inutile, dal momento che i nuovi tecno-bambini con un’intelligenza tecnologicamente aumentata saranno in grado di riprodurre e pianificare la propria evoluzione.
I figli e le figlie non apparterranno più alle proprie famiglie, comunità o ambienti naturali, ma saranno di proprietà di quelli che possiedono i laboratori in cui verranno costruiti o replicati.
Di conseguenza, l’ideologia trans-umanista abbraccia con reverenza religiosa la fusione uomo-macchina.”
Alla ricerca di un frammento d’aria dopo queste riflessioni, penso alle parole dell’Incredible String Band, in Maya:
“The book, man, bird, woman, serpent, sea, sun
Blessed O blessed are they of the air
Your eyes are the eyes
Of the glad land
Ye twelve that will enter the seasons”


da qui

lunedì 21 gennaio 2019

Peggio del sito per le scorie nucleari. Cagliari sperimenta la rete 5G - Claudia Zuncheddu

La scienza dice no. Città in tutto il mondo insorgono e Cagliari dorme. La distrazione del sindaco della città mi ricorda un passo della Storia della Rivoluzione Russa di Trotsky, mentre la rivoluzione bussava alle porte di Mosca, lo zar Nicola II annotava nel suo diario: “…Passeggiato con una camicia leggera e ripreso il canottaggio. Preso il tè sulla terrazza… cenato da Olga e Petjia. Letto tutta la sera”.
I colossi delle telecomunicazioni, con la complicità dei governi, promuovono l’implementazione della rete wireless di quinta generazione a livello globale. Mentre si assiste ad una ribellione mondiale per la difesa della vita, a Roma la Regione Sardegna firma l’accordo con il colosso cinese Huawei. Il Ministero dello sviluppo economico ha scelto, bontà sua, la Sardegna come luogo di sperimentazione di una tecnologia contrastata dalla scienza indipendente in tutto il mondo per la sua incompatibilità con ogni forma di vita.
Ma per la classe politica sarda la scelta del Ministero italiano, oggi con Conte e ieri con Renzi, è un privilegio da onorare. Esulta il governo Pigliaru per quella “tecnologia in forte discontinuità con il passato… e perché la Sardegna deve divenire un luogo di innovazione…”. Cagliari è tra le città promosse per la sperimentazione del 5G, la rete che impatterà sulla nostra vita nell’inconsapevolezza del suo sindaco su cui gravano responsabilità penali in materia di salute ambientale e della comunità.
La diffusione del 5G a livello globale implicherà uno stravolgimento ambientale e dell’umanità tale da essere considerato dal diritto internazionale un crimine. Le radiazioni a radiofrequenza stravolgeranno ogni forma di vita nel pianeta. Sono previste milioni di nuove stazioni base 5G sulla Terra, 20.000 nuovi satelliti nello spazio e di 200 miliardi di oggetti trasmittenti (dai lampioni ai semafori). Per l’enorme quantità di dati da trasmettere ad internet gli operatori dovranno installare una rete fittissima di stazioni-base in tutti i centri urbani del mondo.
E’ inimmaginabile la vita del pianeta tra massicce e costanti radiazioni dirette dallo spazio verso la Terra e quelle emesse dalle antenne terrestri. A differenza delle generazioni dal 2G al 4G, il 5G va ben oltre la comune telefonia. Esso è in grado di controllare i cervelli e i comportamenti della gente. Ogni oggetto dalla TV, all’auto, sarà connesso in modalità wireless a internet. Tutto sarà “intelligente”. Le auto non avranno necessità del guidatore. Ma a quali costi? I livelli di radiazioni RF sulla Terra saranno così elevati da costringere ogni forma di vita a subirne l’esposizione costante ed ovunque senza possibilità di fuga.
Dal punto di vista del rapporto costi/benefici per la vita del pianeta c’è da chiedersi se valga la pena tanto scempio in nome di un affare che ha fruttato allo Stato 6,5 miliardi. Fastweb, TIM, Vodaphone, Wind Tre e LLiad si sono accaparrati le frequenze nella nuova tecnologia 5G con la benedizione di Luigi Di Maio che nel corso di un convegno di Huawei, si complimenta con gli operatori per l’affare e promette di sostenere lo sviluppo della tecnologia 5G.
Intanto scienziati di tutto il mondo sostengono, secondo i dati emersi dalle sperimentazioni del 5G in corso, che le irradiazioni di onde millimetriche interferiscono sul DNA, producono effetti sulla cute, sulla proliferazione cellulare, sulla sintesi delle proteine e sui processi infiammatori. “Le onde elettromagnetiche ad alta frequenza causano effetti biologici in termini di plesso ossidativo, alla base di numerose malattie croniche e dello stesso cancro”.
Inutile è stato l’appello di Isde Medici per l’Ambiente al governo Conte con cui chiedeva una moratoria per l’Italia. Il governo M5S/Lega deve garantire continuità al precedente governo, quello che rievoca a noi sardi, l’incontro in Sardegna tra Renzi e Xi Jinping, l’uomo più potente della Terra con il suo miliardo e mezzo di cinesi e le inestimabili ricchezze.
Il mistero di quell’incontro, a cui a nessun sardo è stato dato conoscere, forse oggi è svelato, dall’accordo firmato a Roma dalla Regione Sardegna, Crs4 e dal colosso cinese Huawei. Il Ministero per lo sviluppo economico sceglie anche la Sardegna per la sperimentazione della rete 5G. L’assessore al Bilancio Paci, ossequioso, interpreta la scelta del Ministro, come un’opportunità di sviluppo economico per l’Isola.
Il gestore Fastweb utilizzerà a Cagliari 3 aree ed 1 a Is Molas per il trasferimento dei dati ad alta velocità, il tutto in relazione al progetto del Joint Innovation Center portato avanti da Crs4, dalla Regione Sardegna e dal colosso cinese della telefonia Huawei. Per l’inadeguatezza della classe politica sarda e l’inesistenza del sindaco di Cagliari, la Sardegna è al centro di strategie inimmaginabili, tra fantascienza e storie di spionaggio.
La notizia dell’arresto in Polonia del cinese della Huawei accusato di spionaggio e del suo collaboratore, ex membro dei servizi segreti polacchi, con il quale lo scorso anno hanno collaborato sulla nuova rete di telefonia mobile 5G, nonché l’arresto della figlia del fondatore di Huawei in Canada su mandato di cattura americano, per violazione sulle sanzioni americane contro l’Iran, ci induce a inquadrare la Sardegna in contesti lontani dalla nostra visione del mondo. Quale sarà il ruolo di questa tecnologia criminale sul pianeta e sulla vita nel pianeta.
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Qui l’appello internazionale con le fonti 
All’ONU, all’OMS, all’UE, al Consiglio d’Europa e ai governi di tutte le nazioni, Noi sottoscritti scienziati, medici, e organizzazioni ambientaliste e cittadini provenienti da ( ) paesi, chiediamo urgentemente l’arresto della diffusione della rete wireless 5G (quinta generazione), incluso il 5G dai satelliti spaziali. Il 5G aumenterà in modo massiccio l’esposizione alle radiazioni a radiofrequenza (RF) sulle reti 2G, 3G e 4G per le telecomunicazioni già installate. E’ dimostrato che le radiazioni RF sono dannose per l’uomo e l’ambiente. Lo spiegamento del 5G costituisce un esperimento sull’umanità e sull’ambiente, definito come un crimine secondo il diritto internazionale. Sintesi Le società di telecomunicazioni di tutto il mondo, con il supporto dei governi, sono in procinto di implementare la rete wireless di quinta generazione (5G) entro i prossimi due anni. Questo è destinato a rappresentare un cambiamento sociale senza precedenti su scala globale. Avremo case “intelligenti”, imprese “intelligenti”, autostrade “intelligenti”, città “intelligenti” e auto a guida autonoma. Praticamente tutto ciò che possediamo e compriamo, dai frigoriferi alle lavatrici, dai cartoni per il latte, dalle spazzole per i capelli e dai pannolini per bambini, conterrà antenne e microchip e sarà connesso in modalità wireless a Internet. Ogni persona sulla Terra avrà accesso immediato alle comunicazioni wireless ad altissima velocità e a bassa latenza da qualsiasi punto del pianeta, anche nelle foreste pluviali, nel mezzo oceano e nell’Antartico. Ciò che non è sufficientemente conosciuto è che questo comporterà anche cambiamenti ambientali senza precedenti su scala globale. E’ impossibile prevedere quale sarà la densità pianificata per i trasmettitori di radiofrequenza. Oltre a milioni di nuove stazioni base 5G sulla Terra e 20.000 nuovi satelliti nello spazio, 200 miliardi di oggetti trasmittenti, secondo le stime, faranno parte dell’”Internet delle cose” entro il 2020, e un trilione di oggetti solo pochi anni dopo. A metà del 2018, il 5G commerciale a frequenze più basse e velocità più basse è stato utilizzato in Qatar, Finlandia ed Estonia. La distribuzione del 5G a frequenze estremamente elevate (onde millimetriche) è prevista per la fine del 2018. Nonostante il diffuso negazionismo, l’evidenza che le radiazioni a radiofrequenza (RF) siano dannose per la vita è già lampante. L’evidenza clinica di esseri umani malati, prove sperimentali di danni a DNA, cellule e sistemi di organi in un’ampia varietà di piante e animali, e prove epidemiologiche che le principali malattie della civiltà moderna – cancro, malattie cardiache e diabete – sono in gran parte causate da inquinamento elettromagnetico, costituiscono una base di letteratura di oltre 10.000 studi peer-reviewed. Se i piani del settore delle telecomunicazioni per il 5G si realizzeranno, nessuna persona, nessun animale, nessun uccello, nessun insetto e nessuna pianta sulla Terra sarà in grado di evitare l’esposizione, 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno, a livelli di radiazione a RF che sono Appello internazionale: stop al 5G sulla terra e nello spazio 2 decine o centinaia di volte più grandi di quelli esistenti oggi, senza alcuna possibilità di fuga in nessun luogo sul pianeta. Questi piani per il 5G minacciano di provocare effetti gravi e irreversibili sugli esseri umani e danni permanenti a tutti gli ecosistemi della Terra. Devono essere adottate misure immediate per proteggere l’umanità e l’ambiente, nel rispetto degli imperativi etici e degli accordi internazionali. (Nota: I riferimenti sono forniti come collegamenti ipertestuali e note di chiusura.) Il 5G coinciderà con un massiccio aumento dell’inevitabile ed involontaria esposizione alle radiazioni wireless 5G a terra Al fine di trasmettere l’enorme quantità di dati richiesti per l’Internet delle Cose (in inglese Internet of Things (IoT)), la tecnologia 5G, quando completamente implementata, utilizzerà onde millimetriche, che vengono trasmesse con difficoltà attraverso il materiale solido. Ciò richiederà ad ogni gestore di installare stazioni base ogni 100 metri1 in ogni area urbana del mondo. A differenza delle precedenti generazioni di tecnologia wireless, in cui una singola antenna si diffonde su una vasta area, le stazioni base 5G ed i dispositivi 5G avranno più antenne disposte in “array a fasi”2,3 che lavorano insieme per emettere fasci focalizzati, orientabili e laser-simili che si rintracciano a vicenda. Ogni telefono 5G conterrà dozzine di minuscole antenne, tutte funzionanti insieme per tracciare e puntare un fascio focalizzato sulla torre più vicina. La Federal Communications Commission (FCC) degli Stati Uniti ha adottato regole4 che consentono alla potenza effettiva di tali fasci di essere pari a 20 watt, dieci volte più potenti dei livelli consentiti per i telefoni attuali. Ciascuna stazione base 5G conterrà centinaia o migliaia di antenne che puntano più raggi laser-simili a tutti i telefoni cellulari e dispositivi utente nell’area di servizio. Questa tecnologia è chiamata “multiple input multiple output” o MIMO. Le regole FCC consentono che la potenza irradiata effettiva dei fasci di una stazione base 5G sia pari a 30.000 watt per 100 MHz di spettro2 o, equivalentemente, 300.000 watt per GHz di spettro, da decine a centinaia di volte più potente dei livelli consentiti per le attuali stazioni radiobase. 5G nello spazio Almeno cinque compagnie5 stanno proponendo di fornire 5G dallo spazio, da un totale di 20.000 satelliti in orbita bassa e media della Terra che copriranno la Terra con fasci potenti, focalizzati e orientabili. Ogni satellite emetterà onde millimetriche con una potenza effettiva irradiata di fino a 5 milioni di watt6 da migliaia di antenne disposte in un array a fasi. Sebbene l’energia che raggiunge il suolo dai satelliti sarà inferiore a quella delle antenne a terra, essa irradierà le aree della Terra non raggiunte dai trasmettitori e sarà aggiuntiva alle trasmissioni 5G di miliardi di oggetti IoT a terra. Inoltre, i satelliti saranno localizzati nella magnetosfera terrestre, che esercita un’influenza significativa sulle proprietà elettriche dell’atmosfera. L’alterazione dell’ambiente elettromagnetico della Terra può essere una minaccia alla vita ancora più grande dalla radiazione delle antenne a terra (vedi sotto). Appello internazionale: stop al 5G sulla terra e nello spazio 3 Il danno agli esseri umani e all’ambiente è già stato provato Ancor prima che venisse proposta la rete 5G, decine di petizioni e appelli7 da parte di scienziati internazionali, tra cui l’Appello di Friburgo firmato da oltre 3.000 medici, hanno provocato una sospensione dell’espansione della tecnologia wireless e una moratoria sulle nuove stazioni base.8 Nel 2015, 215 scienziati di 41 paesi hanno comunicato il loro allarme alle Nazioni Unite (ONU) e all’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).9 Hanno affermato che “numerose pubblicazioni scientifiche recenti hanno dimostrato che i campi elettromagnetici [EMF] colpiscono organismi viventi a livelli ben al di sotto dei livelli limite indicati dalla maggior parte delle linee guida internazionali e nazionali “. Più di 10.000 studi scientifici sottoposti a peer review dimostrano danni alla salute umana derivanti dalle radiazioni RF.10,11 Gli effetti includono: 12 • Alterazione del ritmo cardiaco13 • Modificazione dell’espressione genica14 • Alterazione del metabolismo15 • Sviluppo alterato delle cellule staminali16 • Cancro17 • Patologie cardiovascolari18 • Compromissione cognitiva19 • Danno del DNA20 • Impatti sul benessere generale21 • Aumento dei radicali liberi22 • Deficit di apprendimento e memoria23 • Alterazione della funzionalità e della qualità degli spermatozoi24 • Aborto spontaneo25 • Danno neurologico26 • Obesità e diabete27 • Stress ossidativo28 Gli effetti nei bambini comprendono l’autismo, 29 disturbi da deficit dell’attenzione, iperattività (ADHD)30,31 e asma. 32 I danni vanno ben oltre la razza umana, poiché vi sono abbondanti prove di danni a diverse piante e animali selvatici33,34 e da laboratorio, tra cui: • Formiche35 • Uccelli36,37 • Foresta38 • Rane39 • Moscerini della frutta40 • Api41 • Insetti42 • Mammiferi43 • Topi44,45 • Piante46 • Ratti47 • Alberi48 Sono stati riportati effetti dannosi anche a livello microbiologico. 49 L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) dell’OMS ha concluso nel 2011 che le radiazioni RF di frequenze da 30 kHz a 300 GHz sono potenzialmente cancerogeni per l’uomo (Gruppo 2B). 50 Tuttavia, studi recenti che includono la relazione fra l’uso del telefono cellulare e il rischio di cancro al cervello, indicano che le radiazioni RF sono cancerogene per l’uomo51 e dovrebbero essere ora classificate come “cancerogeno di gruppo 1” insieme al fumo di tabacco e all’amianto. Appello internazionale: stop al 5G sulla terra e nello spazio 4 Attualmente, la maggior parte dei segnali wireless è modulata ad impulsi. Il pericolo è correlato sia dall’onda portante ad alta frequenza che alle pulsazioni a bassa frequenza.52 I satelliti 5G devono essere proibiti La Terra, la ionosfera e l’atmosfera inferiore formano il circuito elettrico globale53 in cui viviamo. È ben noto che i ritmi biologici—di umani,54,55 uccelli,56 criceti,57 e ragni58,59—sono controllati dall’ambiente elettromagnetico naturale della Terra, e che il benessere di tutti gli organismi dipende dalla stabilità di questo ambiente, incluse le proprietà elettriche dell’atmosfera. 60,61,62,63 Cherry, in un’innovativa pubblicazione,64 ha spiegato l’importanza delle risonanze di Schumann65 e i motivi per cui i disturbi ionosferici possano alterare la pressione sanguigna, i livelli di melatonina, e causare “cancro, malattie riproduttive, cardiache, neurologiche e morte”. Questi elementi del nostro ambiente elettromagnetico sono già stati alterati dalle radiazioni delle linee elettriche. La radiazione armonica della linea elettrica66 raggiunge la ionosfera terrestre e la magnetosfera, dove è amplificata dalle interazioni delle particelle d’onda. 67,68 Nel 1985, il Dott. Robert O. Becker avvertì che la radiazione armonica della linea elettrica aveva già cambiato la struttura della magnetosfera, e che la continua espansione di questo effetto “minaccia la certezza di tutta la vita sulla Terra”.69 Il posizionamento di decine di migliaia di satelliti sia nella ionosfera che nella magnetosfera, emettendo segnali modulati a milioni di watt e milioni di frequenze, è capace di alterare il nostro ambiente elettromagnetico oltre alla nostra capacità di adattamento allo stesso.70 Il monitoraggio informale ha già fornito prove che indicano effetti gravi su esseri umani e animali dai circa 100 satelliti che hanno fornito il servizio telefonico 2G e 3G dall’orbita bassa dal 1998. Tali effetti non possono essere spiegati solo dai bassi livelli di radiazioni a terra. La conoscenza di altre discipline scientifiche pertinenti deve essere presa in considerazione, compresi i campi della fisica dell’atmosfera e dell’agopuntura.71,72,73,74 L’aggiunta di 20.000 satelliti 5G inquinerà ulteriormente il circuito elettrico globale75,76 e potrebbe alterare le risonanze di Schumann, 77 che si è evoluta con tutta la vita sulla Terra. Gli effetti saranno universali e potrebbero essere profondamente dannosi. Il 5G è qualitativamente e quantitativamente differente dal 4G L’idea che tollereremo decine o centinaia di volte più radiazioni a lunghezze d’onda millimetriche si basa sull’errato concetto del corpo umano che viene considerato come un guscio riempito con un liquido omogeneo. 78,79 L’ipotesi che le onde millimetriche non penetrino oltre la pelle ignora completamente nervi,80 vasi sanguigni81,82 e altre strutture conduttrici elettricamente che possono trasportare correnti indotte dalle radiazioni nel corpo.83,84,85 Un altro errore anche potenzialmente più grave è che gli array a fasi non siano antenne ordinarie. Quando un normale campo elettromagnetico entra nel corpo, fa muovere le cariche e le correnti fluiscono. Ma quando gli impulsi elettromagnetici estremamente brevi entrano nel corpo, succede qualcos’altro: le stesse cariche in movimento diventano piccole antenne che rilanciano il campo elettromagnetico e lo mandano più in profondità nel corpo. Queste onde nuovamente irradiate sono chiamate precursori di Brillouin. 86 Diventano significative quando la potenza o la fase delle onde cambiano abbastanza rapidamente. 87 Il 5G probabilmente soddisferà entrambi i criteri. Appello internazionale: stop al 5G sulla terra e nello spazio 5 Inoltre, la penetrazione superficiale di per sé pone un pericolo unico per gli occhi e per l’organo più diffuso del corpo, la pelle, così come per le creature molto piccole. Recentemente sono stati pubblicati studi peer-reviewed, che riportano ustioni cutanee termali88 da radiazione 5G nell’uomo e assorbimento risonante da parte di insetti, 89 che assorbono fino a 100 volte più radiazioni a lunghezze d’onda millimetriche rispetto alle lunghezze d’onda attualmente in uso. Dal momento che le popolazioni di insetti volanti sono diminuite del 75-80% dal 1989 anche nelle aree naturali protette,90 le radiazioni 5G potrebbero avere effetti catastrofici sulle popolazioni di insetti in tutto il mondo. Uno studio del 1986 di Om Gandhi avvertiva che le onde millimetriche sono fortemente assorbite dalla cornea dell’occhio e che l’abbigliamento ordinario, essendo di dimensioni millimetriche, aumenta l’assorbimento di energia da parte della pelle con un effetto di tipo risonanza.91 Russell (2018) esamina gli effetti noti delle onde millimetriche su pelle, occhi (inclusi cataratta), frequenza cardiaca, sistema immunitario e DNA.92 I regolatori hanno deliberatamente escluso la prova scientifica del danno Le parti interessate finora nello sviluppo del 5G sono state l’industria e i governi, mentre i rinomati scienziati internazionali che studiano le radiazioni elettromagnetiche e che hanno documentato effetti biologici su esseri umani, animali, insetti e piante e gli effetti allarmanti sulla salute e sull’ambiente in migliaia di studi peer-reviewed sono stati ignorati. La ragione dell’attuale inadeguatezza delle linee guida sulla sicurezza è che i conflitti d’interesse degli enti regolatori “a causa dei loro rapporti con le telecomunicazioni o le società elettriche minano l’imparzialità che dovrebbe governare la regolamentazione degli standard di esposizione pubblica per le radiazioni non ionizzanti”.93 Nella sua review, il Professore emerito Martin L. Pall espone dettagliatamente i conflitti d’interesse e gli elenchi di importanti studi che sono stati esclusi.94 L’ipotesi termica è obsoleta – sono necessari nuovi standard di sicurezza Le attuali linee guida sulla sicurezza si basano sull’ipotesi obsoleta secondo cui il riscaldamento è l’unico effetto dannoso dei campi elettromagnetici. Come hanno affermato Markov e Grigoriev, “oggi gli standard non considerano il vero inquinamento dell’ambiente con radiazioni non ionizzanti”.95 Centinaia di scienziati, tra cui molti firmatari di questo appello, hanno dimostrato che molti diversi tipi di malattie e danni alla salute acuti e cronici sono causati senza riscaldamento (“effetto non termico”) da livelli di radiazioni molto al di sotto delle linee guida internazionali.9 Gli effetti biologici si verificano anche a livelli di potenza vicini allo zero. Gli effetti trovati a 0,02 picowatt (trilioni di watt) per centimetro quadrato o meno includono l’alterazione della struttura genetica di E. coli96 e dei ratti, 97 elettroencefalogramma alterato negli esseri umani,98 una stimolazione della crescita nelle piante di fagioli99 e una stimolazione dell’ovulazione nei polli.100 Per proteggersi dagli effetti non termici, è necessario prendere in considerazione la durata dell’esposizione. Il 5G esporrà tutti a molte più trasmissioni simultaneamente e continuamente, giorno e notte senza interruzione. Sono necessari nuovi standard di sicurezza che dovrebbero basarsi sull’esposizione cumulativa e non solo sui livelli di potenza, ma anche sulla frequenza, larghezza di banda, modulazione, forma d’onda, ampiezza dell’impulso e altre proprietà che sono biologicamente importanti. Le antenne devono essere limitate a luoghi specifici e identificati. Per proteggere gli esseri umani, le antenne devono essere situate lontano da dove le persone vivono e Appello internazionale: stop al 5G sulla terra e nello spazio 6 lavorano, ed escluse dai diritti di passaggio pubblici in cui le persone camminano. Per proteggere la fauna selvatica, devono essere esclusi dai santuari naturali e ridotti rigorosamente al minimo nelle aree remote della Terra. Per proteggere la vita, i satelliti per le comunicazioni commerciali devono essere limitati e vietati nelle orbite basse e medie della Terra. Gli array in fase devono essere proibiti sulla Terra e nello spazio. Le radiazioni RF hanno effetti sia acuti che cronici Le radiazioie RF hanno effetti sia immediati che a lungo termine. Il cancro e le malattie cardiache sono esempi di effetti a lungo termine. Alterazioni del ritmo cardiaco101 e cambiamenti nella funzione cerebrale (EEG)102 sono esempi di effetti immediati. Una sindrome che è stata chiamata malattia da onde radio103 nell’ex Unione Sovietica e che oggi104 nel mondo si chiama ipersensibilità elettromagnetica (EHS) può essere acuta o cronica. Il professor Dr. Karl Hecht ha pubblicato una storia dettagliata di queste sindromi, con una review di oltre 1.500 articoli scientifici russi e le storie cliniche di oltre 1.000 dei suoi pazienti in Germania. I risultati oggettivi comprendono disturbi del sonno, pressione arteriosa e frequenza cardiaca alterate, disturbi digestivi, perdita di capelli, tinnito e rash cutaneo. I sintomi soggettivi comprendono vertigini, nausea, mal di testa, perdita di memoria, incapacità di concentrazione, affaticamento, sintomi simil-influenzali e dolore cardiaco.105 La linea guida EUROPAEM EMF afferma che l’EHS si sviluppa quando le persone sono “continuamente esposte nella loro vita quotidiana” a livelli crescenti di campi elettromagnetici e che “la riduzione e la prevenzione dell’esposizione a campi elettromagnetici” è necessaria per ripristinare la salute di questi pazienti.106 L’EHS non dovrebbe più essere considerata una malattia, ma un danno causato da un ambiente tossico che colpisce una parte sempre più grande della popolazione, stimata già in 100 milioni di persone in tutto il mondo,107,108 e che potrebbe presto interessare tutti109 se sarà consentita l’introduzione in tutto il mondo del 5G. La Dichiarazione Scientifica Internazionale sull’EHS e la sensibilità chimica multipla (MCS), a Bruxelles, ha dichiarato nel 2015 che “l’inattività è un costo per la società e non è più un’opzione … noi unanimemente riconosciamo questo grave pericolo per la salute pubblica … chiedendo con urgenza che le principali misure di prevenzione primaria siano adottate per affrontare questa panepidemia che si prospetta in tutto il mondo”.110 I governi mondiali stanno fallendo nel loro dovere di cautela nei confronti delle popolazioni che governano Nella loro fretta di implementare il 5G e incoraggiare l’uso non vincolato dello spazio esterno, l’Unione Europea, gli Stati Uniti e i governi nazionali di tutto il mondo stanno adottando misure per garantire un ambiente normativo “senza barriere”.111 Stanno impedendo alle autorità locali di far rispettare le leggi ambientali112 e “nell’interesse di uno spiegamento rapido ed economico”, stanno eliminando “oneri superflui … come le procedure di pianificazione locale [e] la varietà di limiti specifici sulle emissioni dei campi elettromagnetici (EMF) e dei metodi necessari per aggregarli”.113 Appello internazionale: stop al 5G sulla terra e nello spazio 7 I governi stanno anche promulgando leggi per permettere un uso delle strutture wireless in tutti i diritti di passaggio pubblici.114 Ad oggi, la maggior parte delle strutture wireless sono state collocate in una proprietà privata a una certa distanza da case e aziende. Affinché siano distanziati a meno di 100 metri di distanza come richiesto dalla tecnologia 5G, tuttavia, ora saranno posizionati sul marciapiede direttamente di fronte a case e aziende e vicino alle teste dei pedoni, comprese le madri con bambini. I requisiti di preavviso pubblici e le udienze pubbliche sono stati eliminati. Anche se ci fosse un’audizione e 100 esperti scientifici dovessero testimoniare contro il 5G, sono state approvate leggi che rendono illegale per le autorità locali prendere in considerazione la loro testimonianza. La legge statunitense, ad esempio, proibisce ai governi locali di regolamentare la tecnologia wireless “sulla base degli effetti ambientali delle radiazioni a radiofrequenza”,115 e le corti hanno invertito le decisioni normative in merito al posizionamento delle torri cellulari semplicemente perché la maggior parte delle testimonianze pubbliche riguardava la salute.116 Gli assicuratori non forniranno copertura contro i rischi alle EMF,117 e non vi è chiarezza su quale entità si assumerà la responsabilità legale per i danni alla vita, agli arti e alle proprietà derivanti dall’esposizione al 5G, sia a terra che nello spazio.118 In assenza di un regime giuridico completo concordato che disciplini le attività nello spazio, la responsabilità legale per tali attività è inesistente, nonostante la prospettiva che interi continenti, l’atmosfera e gli oceani vengano messi a rischio. Gli accordi internazionali sono stati violati Bambini e dovere di cura La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia: gli Stati devono “impegnarsi a garantire al minore protezione e cura tali da garantire il suo benessere” (Articolo 3), “assicurare … la sopravvivenza e lo sviluppo del bambino” (Articolo 6) e “adottare misure adeguate per combattere le malattie … tenendo conto dei pericoli e dei rischi dell’inquinamento ambientale” (articolo 24, lettera (c)). Il Codice di Norimberga (1949) si applica a tutti gli esperimenti sugli esseri umani, includendo in tal modo il dispiegamento del 5G con una nuova e più potente esposizione alle radiazioni RF mai testata per la sicurezza prima della commercializzazione. “Il consenso volontario del soggetto umano è assolutamente essenziale” (articolo 1). L’esposizione al 5G sarà involontaria. “Nessun esperimento dovrebbe essere condotto, dove ci sia una ragione a priori per credere che si verificherà la morte o la lesione invalidante” (articolo 5). I risultati di oltre 10.000 studi scientifici e le voci di centinaia di organizzazioni internazionali che rappresentano centinaia di migliaia di membri che hanno subito lesioni invalidanti e sono stati sfollati dalle loro case dalle strutture per le telecomunicazioni wireless già esistenti, costituiscono “ragioni a priori per credere che si verificherà una lesione invalidante o la morte”. Dovere di informare ed EMFs La World Telecommunication Standardization Assembly (2012) dell’International Telecommunication Union (ITU) afferma che “c’è il bisogno di informare il pubblico dei potenziali Appello internazionale: stop al 5G sulla terra e nello spazio 8 effetti dell’esposizione ai campi elettromagnetici (CEM)” e invita gli Stati membri ad “adottare misure adeguate per garantire la conformità con le raccomandazioni internazionali pertinenti per proteggere la salute dagli effetti negativi dei campi elettromagnetici “. Valutazione intermedia del piano d’azione europeo per l’ambiente e la salute 2004-2010 (2008) riporta: “Il Parlamento europeo … constata che i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici fissati per il pubblico sono obsoleti,… non tengono evidentemente conto dell’evoluzione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, né delle raccomandazioni formulate dall’Agenzia europea per l’ambiente o delle norme di emissioni più esigenti adottate, ad esempio, da Belgio, Italia o Austria e non affrontano la questione dei gruppi vulnerabili, come le donne incinte, i neonati e i bambini”. (paragrafo 22) La Risoluzione 1815 (Consiglio d’Europa, 2011) riporta: “Prendere tutte le misure ragionevoli per ridurre l’esposizione ai campi elettromagnetici, in particolare alle radiofrequenze dai telefoni cellulari, e in particolare l’esposizione di bambini e giovani.” Ambiente La Dichiarazione delle Nazioni Unite sull’ambiente umano (STOCCOLMA 1972): ” Lo scarico di sostanze tossiche … in quantità o in concentrazioni tali che l’ambiente non sia in grado di neutralizzarne gli effetti devono essere arrestati in modo da evitare che gli ecosistemi subiscano danni gravi o irreversibili.” (principio 6). La Carta mondiale per la natura (1982): “Le attività che possono causare danni irreversibili alla natura devono essere evitate … laddove i potenziali effetti avversi non sono completamente compresi, le attività non dovrebbero procedere” (articolo 11). Dichiarazione di Rio sull’ambiente e sullo sviluppo (1992): “Gli Stati hanno … il dovere di assicurare che le attività sottoposte alla loro giurisdizione o al loro controllo non causino danni all’ambiente di altri Stati o di zone situate oltre i limiti della giurisdizione nazionale” (principio 2). Il Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (2002): C’è un urgente bisogno di … “Lanciare iniziative internazionali di capacity-building, come appropriato, che valutino i legami fra salute e ambiente e utilizzino le conoscenze acquisite per creare risposte politiche nazionali e regionali più efficaci alle minacce ambientali alla salute umana”. (paragrafo 47 (k)). La convenzione africana per la conservazione della natura e delle risorse naturali (2017): “Le parti devono … adottare tutte le misure appropriate per prevenire, mitigare ed eliminare nella misura massima possibile gli effetti nocivi sull’ambiente, in particolare da radioattivi, tossici e altre sostanze pericolose e rifiuti” (articolo 13). Salute e diritti umani La Dichiarazione universale dei diritti umani: “Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.” (articolo 3). Appello internazionale: stop al 5G sulla terra e nello spazio 9 La Strategia globale per la salute delle donne, dei bambini e degli adolescenti delle nazioni unite (2016-2030) ha come obiettivo la “trasformazione”, attraverso l’espansione degli ambienti Appello internazionale: stop al 5G sulla terra e nello spazio 10 (e) Nominare immediatamente—senza influenze da parte dell’industria—gruppi internazionali di scienziati con esperienza in campi elettromagnetici, indipendenti e veramente imparziali, senza conflitti di interesse,121 allo scopo di stabilire nuovi standard di sicurezza internazionali per le radiazioni RF, che non si basino solo sui livelli di potenza, ma che considerino l’esposizione cumulativa, e che proteggano da tutti gli effetti sulla salute e sull’ambiente, non solo effetti termici e non solo sugli esseri umani; (f) Nominare immediatamente, senza influenze da parte dell’industria, gruppi internazionali di scienziati con esperienza in campi elettromagnetici, salute, biologia e fisica dell’atmosfera, allo scopo di sviluppare un quadro normativo completo che garantisca che gli usi dello spazio esterno siano sicuri per gli esseri umani e l’ambiente, tenendo conto delle radiazioni RF, dei gas di scarico dei razzi, della fuliggine nera e dei detriti spaziali e dei loro impatti sull’ozono, 122 sul riscaldamento globale, 123 sull’atmosfera e sulla conservazione della vita sulla Terra. Non solo la tecnologia a terra ma anche quella spaziale deve essere sostenibile per adulti e bambini, animali e piante. Si prega di rispondere all’Amministratore del Appello elencati di seguito, dettagliare le misure che si intendono adottare al fine di proteggere la popolazione globale contro l’esposizione alle radiazioni RF, in particolare 5G radiazioni. Questo appello e la vostra risposta sarà a disposizione del pubblico sul www.5gSpaceAppeal.org. Rispettosamente inviato, Arthur Firstenberg, Amministratore del Appello, info@5gSpaceAppeal.org
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1 Commento a “Peggio del sito per le scorie nucleari. Cagliari sperimenta la rete 5G”
  1. DOMENICO SCANU scrive:16 Gennaio 2019 alle 16:04
In qualità di presidente ISDE Sardegna, ad integrazione scientifica di quanto esposto dalla Drssa Claudia Zuncheddu sulla sperimentazione 5G, preciso la posizione di ISDE Italia che afferma che su tutto il territorio nazionale, milioni di residenti saranno esposti durante la “sperimentazione” a campi elettromagnetici ad alta frequenza con densità espositive e frequenze sino ad ora inesplorate su così ampia scala. Indipendentemente dagli effetti biologici più noti e generali dell’elettromagnetismo ad alta frequenza (IARC l’ha definito nel 2011 “possibile cancerogeno”) e quelli successivi al 2011 (dubbi residui ridotti al lumicino sulla cancerogenicità e quelli sui possibili effetti riproduttivi, neurologici e metabolici), specifiche evidenze scientifiche preliminari hanno mostrato come l’esposizione a frequenze superiori ai 30 GHz possa alterare l’espressione genica cellulare, possa aumentare la temperatura della cute, stimolare la proliferazione delle cellule, alterare le proprietà delle membrane citoplasmatiche e la funzionalità dei sistemi neuro-muscolari e modulare la sintesi di proteine coinvolte in processi infiammatori e immunologici, con potenziali effetti sistemici. Attualmente le evidenze già esistenti, seppur preliminari, giustifichino la possibilità di effetti sanitari sugli esposti (soprattutto sulle fasce più vulnerabili, donne in gravidanza e bambini) successivi alla realizzazione di una “sperimentazione” tecnologica ideata per fini commerciali. Domenico Scanu
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