Nuovi
documenti ottenuti tramite FOIA rivelano che il paziente zero Ben Hu, uno dei
primi ricercatori di Wuhan ammalatisi di Covid nell’autunno 2019, era
finanziato dal USAID e dal NIAID di Anthony Fauci. L’origine del Covid
potrebbe, dunque, essere assai più vicina a dove i “complottisti” ritenevano
fosse
Se Ben Hu è il paziente zero, allora quest’indagine del WCW basata su FOIA
ci rivela l’origine del Covid.
Le autorità scientifiche e di intelligence e la maggior
parte degli americani oggi credono che il COVID sia stato causato da una fuga
dal laboratorio di Wuhan. Tuttavia, trovare il paziente zero rimane la
chiave per determinare in modo conclusivo che cosa ha provocato la pandemia.
Un’indagine del WCW basata su documenti ottenuti tramite Freedom of Information Act (FOIA)
e una causa legale del 2021 , insieme ad
altre informazioni di intelligence statunitensi appena trapelate, forniscono
ulteriori indicazioni che il laboratorio per animali di Wuhan è stato il vero
ground zero.
ECCO IL DOCUMENTO: NIAID e USAID hanno inviato porzioni di oltre $ 41
milioni in sovvenzioni finanziate dai contribuenti allo stesso laboratorio di
animali in cui il paziente zero, ora identificato come Ben Hu, era l’investigatore
capo che eseguiva pericolosi esperimenti sul guadagno di funzione. A causa
delle contrastanti informazioni fornite da EcoHealth e delle lacune nelle
segnalazioni, non è ancora chiaro esattamente quanto del denaro dei
contribuenti sia stato spedito a Hu per i suoi pericolosi esperimenti sugli
animali a Wuhan. Hu sarebbe stato finanziato dal NIH [National Institute
of Health, ndt] fino al 2024 se WCW non avesse smascherato e annullato la
sovvenzione all’inizio del 2020.
Come abbiamo già scritto in passato, nel gennaio 2021, il Dipartimento di
Stato ha riferito che i camici bianchi del laboratorio di Wuhan
che stavano lavorando agli esperimenti sugli animali con coronavirus si sono
ammalati nel novembre 2019 con sintomi simili a COVID, prima ancora che fosse
segnalato il primo caso di COVID . Pochi mesi dopo, alcuni articoli hanno illustrato in
dettaglio che nel novembre 2019 tre ricercatori del laboratorio di Wuhan si
sono ammalati al punto da dover essere ricoverati in ospedale. Un altro articolo ha indicato che
la moglie di un camice bianco di Wuhan è morta nel dicembre 2019 per una
malattia simile al COVID.
Nel gennaio 2021, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha riferito
che alcuni ricercatori che eseguivano esperimenti su animali nel laboratorio di
Wuhan sono stati ricoverati in ospedale con una malattia simile al COVID
nell’autunno 2019. Le loro identità sono rimaste classificate… fino ad ora.
L’identità del personale del laboratorio per animali di Wuhan ammalatosi è
stata tenuta segreta dalle autorità statunitensi e del PCC… fino ad ora.
Un nuova informativa basata su una
fonte del governo statunitense identifica i tre membri dello staff del
laboratorio di Wuhan ammalatisi come Ben Hu, Yu Ping e Yan Zhu. La fonte
ha confermato le loro identità con certezza del “100%”.
Un video del 2017 della TV statale
cinese mostra Ben Hu, Shi Zhengli (la famigerata “Bat Woman” del laboratorio di
Wuhan) e altri che maneggiano pipistrelli e campioni di laboratorio senza un
adeguato equipaggiamento protettivo.
Abbiamo i documenti che lo dimostrano! I registri contabili federali
recentemente ottenuti dal WCW attraverso una causa del Freedom of Information
Act del 2021 contro il NIH confermano che Ben Hu era uno sperimentatore capo
dei pericolosi esperimenti di guadagno di funzione finanziati dai contribuenti
tramite il National Institutes of Allergy and Infectious Diseases del Dr. Fauci
( NIAID) e l’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (USAID).
In base ai documenti che abbiamo ottenuto, gli esperimenti sugli animali di
Hu sono stati finanziati con i fondi dei contribuenti statunitensi provenienti
dalle sovvenzioni NIAID e USAID e hanno ricevuto oltre 41 milioni di
dollari! L’importo totale versato al laboratorio di Hu non è stato reso
noto dal governo. Il suo infido laboratorio di animali avrebbe continuato
a ricevere finanziamenti dai contribuenti dal NIAID fino al 2024 se il WCW non
avesse smascherato e annullato la sovvenzione all’inizio del 2020.
Ricapitolando: i camici bianchi di Wuhan finanziati dai contribuenti
statunitensi raccolgono coronavirus selvatici dai pipistrelli in grotte remote
in Cina senza adeguati dispositivi di protezione, trasportano i virus in un
laboratorio in una grande area metropolitana, eseguono esperimenti sugli
animali con guadagno di funzione per rendere i virus più contagiosi e letali
per gli esseri umani, poi si ammalano di sintomi simili a COVID e le loro
identità e storie mediche vengono nascoste.
Grazie alle indagini e alla difesa della WCW e al lavoro con i legislatori
tra cui Waste Warrior Sen. Roger Marshall (R-KS), ci stiamo avvicinando a trovare la
pistola fumante che stabilisce l’origine del COVID. La prossima settimana,
l’amministrazione Biden dovrebbe declassificare anche ulteriori informazioni
sulle origini di COVID.
Mentre continuiamo ad andare a fondo su ciò che è accaduto a Wuhan, stiamo
lavorando per fare in modo che i dollari dei contribuenti non vadano mai più a
pagare esperimenti sul guadagno di funzione o laboratori sugli animali in Cina.
Uno studioappena pubblicato sul New
England Journal of Medicinedocumenta e conferma il valore terapeutico
del plasma convalescente anche nelle forme più gravi di COVID-19. Medici e
ricercatori del Centre Hospitalier Universitaire (CHU) di Liegi e dell’Università
di Liegi hanno riscontrato che la somministrazione di plasma prelevato
da donatori convalescenti dopo l’infezione da SARS-CoV-2 a
pazienti affetti da distress respiratorio acuto (l’evoluzione più
seria della malattia che richiede ventilazione meccanica artificiale) ne
ha ridotto significativamente la mortalità.
Lo studio (randomizzato) ha
coinvolto 17 Unità di Terapia Intensiva negli ospedali belgi e ha
compreso un totale di 475 pazienti durante le diverse ondate di
COVID-19 da settembre 2020 a marzo 2022. Un gruppo di 237 pazienti ha ricevuto plasma convalescente, mentre
i restanti 238 pazienti hanno ricevuto cure standard. Al
ventottesimo giorno i ricercatori hanno osservato una riduzione della mortalità
di circa il 10%, dunque significativa, nel gruppo di pazienti che
hanno ricevuto plasma convalescente entro 5 giorni dall’inizio della
somministrazione della ventilazione meccanica invasiva. Nei pazienti
che hanno ricevutopiù rapidamenteil plasma
convalescente, cioè entro le prime 48 oredopo l’inizio della
ventilazione respiratoria artificiale, l’efficacia è stata osservata con ancora
maggiore evidenza.
Non è il
primo studio scientificoche dà ragione alla cura applicata dal medico Giuseppe De Donno, è, però, la prima volta
che si scrive – tra l’altro su una delle riviste mediche più
importanti al mondo – che il plasma convalescente funziona anche nei
pazienti più gravi di COVID-19 già sottoposti a ventilazione respiratoria
artificiale.
Dunque, si
può dire che è stata pienamentee ufficialmenteprovata
la validità della terapia applicata da De Donno, uomo mite e medico
coscienziosoche ha ricevuto una serie di attacchi sconsiderati
persino dopo la sua morte improvvisa e poco chiara (fu ritrovato
impiccato la sera del 27 luglio 2021 e quasi tutti i media parlarono subito, molto
frettolosamente, di suicidio).
Certo è che, se la sua terapia avesse ricevuto subito la giusta
considerazione, lui non avrebbe fatto quella fine
tragica, e farmaci poco sperimentati e troppo costosi, come i
vaccini anticovid e gli anticorpi monoclonali, non avrebbero avuto tutta quella
visibilità e quel mercato che, invece, poi hanno avuto.
Quando ancora un minimo di civiltà e di ragionevolezza si aggiravano nelle contrade di questo Paese si usava dire “Errare humanum est, perseverare autem diabolicum” [sbagliare è umano ma perseverare è diabolico].
Ora il latino non va più di moda, anzi neppure l’italiano. Parliamo solo in inglese o con gli emoticon, con la inevitabile drammatica riduzione del numero delle parole utilizzate e di conseguenza dei pensieri pensabili.
Effettivamente sbagliare poteva essere comprensibile e scusabile all’inizio della pandemenza, l’epidemia di irrazionalità che ha contagiato l’intera sfera terracquea poco più di tre anni fa, ma ben presto i dati disponibili avrebbero potuto – e dovuto – consentire a fasce sempre più ampie della popolazione di seguire i lumi della Ragione e non le tenebre della superstizione travestita da scienza.
C’erano ovviamente diverse persone che avevano da subito fiutato la truffa dietro alla vicenda pandemica, ma furono ben presto sopraffatte dalla irragionevolezza generale che costrinse (quasi) tutti ad una cieca obbedienza al principio di autorità inteso a validare l’inganno globale, la più colossale menzogna di tutti i tempi.
Per fortuna, come si dice, il tempo è galantuomo così che, a distanza di tre anni, è interessante guardare indietro a quello che abbiamo vissuto sin dall’inizio della truffa pandemica.
Ricordo che scrissi – era il 7 maggio 2020, proprio all’inizio dello show – nel mio articolo Io e il Coronavirus, che, nonostante non vi fosse ancora chiarezza sulle origini del virus, “questa emergenza è stata accolta entusiasticamente da tutti coloro che hanno afferrato al volo l’opportunità di testare una condizione di controllo letteralmente assoluto sui popoli. Controllo esercitato tramite la narrazionedell’epidemia, ma anche mediante misure di cessione delle libertà personali e di militarizzazione degli Stati, come stiamo vedendo in questi ultimi giorni nel nostro Paese”.
Paventai da subito il colpo di mano della politica che stava occupando militarmente la scienza – come è emerso con chiarezza indubitabile solo in questi ultimi mesi – e aggiungevo che: “In tal modo la politica è di fatto un esecutore dei dettami della scienza – o degli interessi delle case farmaceutiche? – agendo semplicemente come “braccio armato” della stessa, come in un passato non troppo remoto avveniva con il braccio secolare che eseguiva le condanne decretate dalla Santa Inquisizione. I media essendo il trait d’union dei due, indispensabili alla diffusione e alla codificazione della narrazione ufficiale“.
E ancora: A questo punto non sembra così peregrino domandarsi se l’efficacia di questa operazione di monitoraggio capillare delle popolazioni, testata grazie al Coronavirus, non sia una occasione preziosissima per il controllo globale delle popolazioni, ormai divenuto un’idea fissa negli ambienti mondialisti. Come già accaduto ripetutamente in passato, anche per situazioni ben meno pericolose, è perfettamente immaginabile con quale entusiasmo le popolazioni cederanno aree sempre maggiori di libertà e di privacy a fronte di una maggiore sicurezza. Le élite hanno imparato la lezione: non c’è nulla di meglio che far sì che gli schiavi amino le proprie catene.
Ripeto: era il marzo del 2020 e già era possibile intuire il disegno che i concitati eventi di quei giorni rivelavano a chi avesse avuto il coraggio di guardare la luna e non il dito.
Ma sappiamo bene che nella stragrande maggioranza delle persone ciò non è avvenuto.
Così sono seguite la tragedia e l’operetta.
12 marzo 2023
La tragedia dei morti – ammazzati o lasciati morire con la “Tachipirina e vigile attesa” – e l’operetta delle limitazioni e imposizioni – a passeggio solo col cane, o con un figlio ma un genitore solo, uscire solo per necessità, regioni rosse, arancioni e gialle, al bar solo seduti, no, solo in piedi, solo col lasciapassare, solo se sierati, al lavoro sierati anche lavorando da remoto, con le autocertificazioni, correre ma solo entro 200 metri dall’abitazione, ecc.; qualcuno dovrebbe stilare un elenco delle demenziali e contraddittorie disposizioni di quel delirio collettivo.
Non posso fare a meno di vergognarmi per i cantanti da balcone che – con supina sottomissione – intonavano il mantra dell’“andrà tutto bene” o dell’“io resto a casa” e l’ignobile delazione di chi segnalava una festa tra amici nel vicinato o qualcuno che faceva jogging a più di 200 metri da casa.
Non dimenticate queste perle, sono la cifra della stupidità umana. Mi dispiace, ma io non dimentico. Oggi dovremmo – dovrebbero – capirlo tutti.
E invece no. Perlomeno la maggior parte delle persone ancora non coglie l’enormità dell’ipnosi collettiva che si è manifestata in questi tre anni.
Nonostante danni – anche irreparabili – causati dall’immorale obbligo al siero inutile, illegale e venefico, dobbiamo ancora assistere al coro del “avevamo paura, non sapevamo, non capivamo, non avevamo notizie certe” e non solo da parte dei comuni cittadini ma anche di medici, scienziati, intellettuali, per non parlare di giornalisti e politici.
22 marzo 2023
Eppure – come ho mostrato più sopra con i brani di quel mio primo ‘pezzo’ sulla pandemenza – era perfettamente possibile intuire quanto si stava manifestando ancor prima dell’introduzione della salvifica punturina.
Con quest’ultima si è poi scatenato l’inferno: la propaganda, l’intimidazione, la caccia alle streghe, la violenza delle istituzioni, la becera sottomissione dei servi e la viltà dei delatori.
Con essa tutte le istituzioni, Stato e Chiesa, Scienza e Medicina, Politica e Informazione hanno intonato una sola canzone “Non ti vaccini e muori e fai morire anche gli altri”.
Ma nonostante anche le virostar – gli ignobili odiatori da prima serata – ora inizino a ammettere quanto avevano pervicacemente negato sino a ieri, non si sente ancora pronunciare da nessuno la parolina magica:
ESSE-CI-U-ESSE-A-TI-E Scusate. Scusate, ci eravamo sbagliati.
Ora che il perverso disegno della paura e della manipolazione delle coscienze emerge alla luce del sole non c’è ancora verso di sentirla, la parolina magica: Scusate, ci siamo sbagliati.
Nonostante ogni evidenza, nonostante le migliaia di morti, nonostante la pubblicazione delle loro intercettazioni e delle email intercorse, nonostante le inchieste della magistratura, i criminali che hanno gestito questa vergognosa messa in scena tacciono.
Si arrampicano sugli specchi pur di non riconoscere le loro colossali menzogne.
Personalmente ho avuto la ventura di lavorare direttamente per cercare di ripristinare un minimo di verità sin dall’inizio della pandemenza.
Scambio di email del 20 marzo 2020
Insieme al compianto Giulietto Chiesa e a due illustri medici, il dottor Fabio Burigana e il prof. Mariano Bizzarri, ho redatto – eravamo ancora all’inizio della follia, nel luglio 2020 – un documento che è stato poi trasmesso ai politici, il Piano di Chiarezza Scientifica, che avrebbe dovuto essere preso in considerazione dal neo-costituito gruppo di esperti, il famigerato Comitato Tecnico Scientifico.
Naturalmente non ricevemmo mai risposta. Oggi se ne comprende il motivo.
Non c’era la minima volontà di risolvere il problema da un punto di vista medico; la politica aveva completamente sottomesso la scienza.
Scambio di email del 7 aprile 2020
La cosa fu evidente quando la magica punturina divenne l’unico passe-partout per condurre una vita normale.
La scienza comprata dalle Case farmaceutiche era stata lottizzata dalla politica e svilita dall’informazione.
Dunque non ricevemmo risposta dai politici con la nostra proposta – proposta che qualunque istituzione seriamente interessata a trovare una via d’uscita da quella che veniva definita la peste del secolo avrebbe avuto il dovere quantomeno di esaminare – solo un silenzio assordante.
Fu subito evidente che non interessava minimamente salvare delle vite.
Anzi solo un cospicuo numero di decessi avrebbe terrorizzato sufficientemente la popolazione per indurla a farsi iniettare qualsiasi veleno nel corpo, ormai consegnato supinamente allo Stato.
Così cercai di utilizzare anche altri canali.
Avendo da anni un rapporto diretto di frequentazione con un altro personaggio che in quel periodo era tra i protagonisti della truffa del secolo – e che tra l’altro abita a due passi da me – gli inviai una email – era il 12 giugno 2020 – per chiedergli ragione di quelle che mi apparivano decisioni irragionevoli e perniciose.
Si trattava di Agostino Miozzo, dal 5 febbraio 2020 al 15 marzo 2021 coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico.
Caro Agostino, ci conosciamo da oltre vent’anni e, avendo sempre avuto la massima stima nei tuoi confronti, resto davvero basito nel leggere disposizioni da te diramate che annunciano, per il prossimo anno scolastico, “un distanziamento non inferiore ad un metro, utilizzo della mascherina dai sette anni in poi”.
Si tratta di misure la cui applicazione è non solo irrealistica ma anche del tutto inutile e dannosa, visto che non solo abbiamo studi scientifici accreditati che dimostrano come l’uso delle mascherine nei bambini sia, invece che un presidio di sicurezza, un pericoloso veicolo di contagio, ma stiamo altresì sperimentando il declino della forza del virus a livello globale.
Io sono totalmente e radicalmente contrario a questa ennesima violenza sui bambini, che mi appare come una volontà perversa di piegare le coscienze della popolazione ai voleri di un potere che ha fatto di un malinteso spirito scientifico la nuova religione dogmatica e incontestabile.
Farò quanto nelle mie possibilità come giornalista e come cittadino per combattere in ogni modo ed in ogni sede queste disposizioni.
Personalmente faccio parte di un gruppo di medici, scienziati, economisti, giuristi e giornalisti che si è costituito a febbraio a Roma per iniziativa del compianto Giulietto Chiesa con il nome Centro di Gravità, con l’obiettivo di esaminare il momento di estrema crisi che il mondo sta vivendo.
Sulla base di quanto avvenuto in questi due mesi – suffragato dalle esperienze di medici e scienziati in prima linea – abbiamo stilato il documento che ti allego, per tua conoscenza, il Piano di Chiarezza Scientifica, che evidenzia alcuni punti, secondo noi fondamentali. Il Piano è già stato sottoscritto da oltre 1.000 medici ed è sul tavolo di alcuni parlamentari.
Un cordiale saluto, nella speranza che le misure sopra citate vengano presto revocate per il bene dei nostri figli e nipoti.
Piero Cammerinesi
Inutile dire che non ho ricevuto neppure da lui risposta alcuna e che, incontrandolo per strada e chiedendogli ragione del suo maleducato silenzio, ho ricevuto l’algida risposta che… “forse l’email è finita nello spam”.
Ma Miozzo e gli altri artefici della catastrofe sanitaria che abbiamo sotto gli occhi non sono gli unici che dovrebbero scusarsi, riconoscendo i loro errori alla luce di quanto sta emergendo ormai a ritmo quotidiano.
Mi auguro solo che pagheranno a caro prezzo il male che hanno provocato. Anche se ci credo poco, considerando le protezioni di cui godono.
Non dimentichiamo infatti che la follia del siero magico è stata validata da tutti i vertici istituzionali – da quello politico con il presidente Mattarella a quello religioso con Papa Francesco – e, pertanto, una condanna degli ignobili esecutori dovrebbe essere estesa anche ai sommi vertici, il che è naturalmente impensabile visto che costoro sono in grado di controllare la filiera del potere, non solo politico ma anche giuridico e religioso.
Cosa è successo veramente con l’introduzione del magico siero? Si è fatto strame del pensiero razionale istituendo di fatto una nuova religione pagana.
Gli uomini, già svuotati degli ideali e della dimensione autenticamente religiosa e spirituale a causa di decenni di materialismo e liberismo sfrenato, sono stati riempiti da nuove forme di culto, come nella narrazione biblica del vitello d’oro.
La nuova religione è diventata la scienza.
I sacerdoti sono diventati “gli esperti”.
I culti sono mascherine, libertà concesse e vaccini .
I riti sono le inoculazioni.
I luoghi di culto sono gli hub vaccinali.
I profeti sono i portavoce del World Economic Forum.
Opinioni diverse vengono considerate eresie condannate come ai tempi della Santa Inquisizione.
La vera realtà diventa quella virtuale come nella Caverna di Platone.
Il transumanesimo è il futuro fine della Storia.
La fede ha di fatto sostituito la scienza. Fede, manipolazione, paura e principio d’autorità: un mix diabolico in grado di prendere possesso delle menti di milioni di persone.
Tutti ne siamo stati testimoni e chi si è reso conto dell’inganno globale è stato ostracizzato, aggredito, insultato.
Che dire di tutte le persone – famigliari, amici, conoscenti – che ci hanno deriso, prevaricato, censurato quando non addirittura danneggiato consapevolmente solo perché volevamo pensare con la nostra testa e non con il pensiero unico imposto dall’alto?
E quante tra queste erano persone che avrebbero dovuto praticare un pensiero libero in quanto seguivano una ricerca spirituale?
Spesso proprio da costoro sono venuti gli attacchi più biechi e le risibili accuse di “complottismo“.
Proprio da chi avrebbe potuto – e dovuto – svegliarsi, vincere la paura e esercitare la spregiudicatezza ed il rispetto per le altrui opinioni.
I miei articoli – e quelli di molti altri coraggiosi colleghi – sono stati censurati non solo dai social – vero e proprio braccio armato del Leviatano criminale – ma anche denunciati alla psicopolizia transumana a guardia del pensiero unico, proprio dalle persone che avrebbero avuto il dovere di rispettare opinioni diverse per il solo fatto di seguire una via spirituale fondata sull’imprescindibile valore della libertà.
Questa è stata forse la cosa più spiacevole, più dolorosa di tutta la vicenda disumana che abbiamo vissuto in questi tre anni.
Allora non dovrebbero essere solo coloro che – magari irrimediabilmente danneggiati dall’inoculazione criminale – rendendosi conto – troppo tardi – dell’inganno ora dicono “avevate ragione voi”, ma dovrebbero essere anche quelli che hanno sbraitato, insultato, irriso chi semplicemente voleva mettere in guardia da errori irreparabili a dire:
“Scusate, ci siamo sbagliati”.
In fondo scusarsi non costa nulla, sapete? E già avremmo fatto un bel passo avanti.
Una versione
ibrida del coronavirus, che fonde una versione Omicron con un virus del ceppo
Wuhan, è stata sviluppata dai ricercatori dell'Università di Boston in ottobre,
ha dichiarato il tenente generale Igor Kirillov, capo delle truppe di
protezione nucleare, biologica e chimica, in un briefing sabato prima di la
nona conferenza di revisione della convenzione sulle armi biologiche (BWC).
"A
ottobre, l'Università di Boston ha sviluppato un coronavirus chimerico basato
sulla variante Omicron e sul ceppo originale 'Wuhan'. Il virus ibrido
sviluppato dagli americani ha ucciso l'80% degli animali da laboratorio infetti
causando sintomi neurologici atipici e lesioni polmonari significative",
ha affermato Kirillov. .
Il Dipartimento della salute e dei servizi umani degli Stati Uniti ha deciso di
indagare sulle attività della direzione dell'università. Tuttavia, secondo
Kirillov, "l'esperimento di Boston" dimostra che agli Stati Uniti
manca il controllo del governo sull'ingegneria genetica e sulla ricerca di
biologia sintetica.
"Nonostante gli elevati rischi biologici, la ricerca è stata condotta con
i fondi del governo degli Stati Uniti, ma senza un'adeguata autorizzazione da
parte dell'organismo nazionale di controllo della biosicurezza e della
biosicurezza",
L’assenza di protocolli di cura è stata la precondizione affinché farmaci
sperimentali fossero approvati in via emergenziale. In più, averli nomenclati
sotto la dicitura vaccini ha ulteriormente evitato il percorso di approvazione
di una tecnologia mRna che, altrimenti, avrebbe richiesto una sperimentazione
obbligata in merito a sicurezza, posologia e utilità clinica, inclusi i
presunti vantaggi rispetto ad eventuali farmaci già in commercio.
Con disinvoltura si è dato anche il via libera al mix and match di
vaccini differenti, alla somministrazione in gravidanza, all’abbassamento delle
fasce di età, rendendo questo trattamento sanitario, di fatto, un vincolo per
l’accesso al lavoro.
Oggi, a distanza di 2 anni, uno studio
pubblicato su The Lancetafferma che l’uso di
antinfiammatori alla comparsa dei primi sintomi dati dal Covid riduce
dell’85-90% il rischio di ricovero.
Una notizia tale da far saltare sulla sedia i tanti responsabili di
omissione di soccorso.
Ma siamo in Italia, dove la vergogna istituzionale si declina solo al
condizionale. Quindi, restiamo in attesa che la macchina della giustizia faccia
il suo corso, sperando nel decadimento urgente di qualsiasi obbligo rispetto ad
un vaccino non immunizzante e con efficacia minore rispetto alle cure e ai
rischi ancora in fase di studio.
Ricordiamo che le direttive del Ministero della Salute prevedono la “vigile
attesa” e la somministrazione di paracetamolo per l’infezione da Sars-CoV-2. E
ricordiamo anche che ci sono stati medici i quali – in coerenza con la
professionalità e il titolo specialistico acquisito – si sono coraggiosamente
assunti la responsabilità circa l’esito di terapie diverse dal protocollo
ufficiale, con cui hanno salvato vite e ridotto le ospedalizzazioni. Nel
biasimo e nella foga persecutoria del governo e dell’Ordine.
In tanti siamo venuti a conoscenza di protocolli di profilassi e cura noti
come “terapia domiciliare precoce” grazie alla divulgazione dei canali di
informazione alternativa, mentre per due lunghi anni i canali principali di
informazione esercitavano la loro “libertà”, senza doveri e responsabilità,
partecipando ad un’azione nociva rispetto alla pubblica sicurezza, alla
protezione della salute, della morale, della reputazione e dei diritti altrui.
Nell’articolo 21 della nostra Costituzione è stabilito il diritto di
informazione che, per essere esercitato concretamente, presuppone il pluralismo
delle opinioni e la verifica accurata, senza pregiudizi ideologici, delle
notizie, dove la presenza di più fonti di informazione, anche contrapposte,
consente al destinatario di formulare un ragionamento critico e un’idea
autonoma.
Ciò nonostante, il World Economic Forum è interessato a trovare “soluzioni
a monte”‘ ,” per il controllo delle informazioni sgradite alla linea di pensiero
dominante, prima ancora che queste arrivino e possano diffondersi nel web. Il
blocco di profili e canali non basta più. La censura è ora preventiva:
un’intelligenza artificiale diventerà polizia e tribunale del pensiero,
sdoganando di fatto il reato d’opinione.
Siamo all’inizio di una nuova epoca di poteri centralizzati, che lavorano
di concerto soverchiando ogni libertà, ogni diritto, ogni sovranità.
Nel maggio scorso, durante la 75ª Assemblea mondiale dell’Oms, i
rappresentanti di tutti i 194 stati membri e diversi capi di Stato hanno messo
a punto l’agenda dei prossimi due anni, volta ad adottare un’unica risposta
centralizzata e coordinata alle future pandemie.
In sostanza, si legge che “in un mondo minacciato da conflitti,
iniquità, crisi climatica e pandemie, l’Assemblea mondiale della sanità
sottolineerà l’importanza di costruire un pianeta sano e pacifico sfruttando
scienza, dati, tecnologia e innovazione”.[1]
Interessante è anche il titolo del documento: “Salute per la pace,
pace per la salute”. Un’astuta combinazione di parole, che dietro termini
evocativi e dal forte impatto emotivo, nascondo l’intenzione di legittimare il
controllo più invasivo, antidemocratico, irrimediabile, totalizzante e
totalitario mai attuato sui popoli.
COVID 19. Notizie sulla sua origine. Jeffrey Sachs, presidente del "Comitato
COVID-19" del giornale di medicina "The Lancet" ora ammette che
la pandemia di COVID-19 è iniziata in laboratorio. Ancora più
sorprendentemente, ora ammette anche che il virus è stato creato con la
biotecnologia statunitense.
La notizia è stata riportata dal progetto Truth Over News del quotidiano
The Epoch Times.
Jeffrey Sachs, che è anche professore della Columbia University afferma che
il virus è stato creato in laboratorio, l'annuncio è stato fatto in una
conferenza in Spagna, alla quale è stato invitato dall'ex primo ministro José
Luis Zapatero.
E non solo, Sachs riconosce pienamente che per creare il virus è stata
utilizzata la biotecnologia americana
L'incredibile scoperta di Sacks era stata messa in ombra dal direttore
dell'OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus quando aveva detto a un alto politico
europeo che il coronavirus è stato molto probabilmente creato in un laboratorio
di Wuhan.
In precedenza, la comunità dell'intelligence statunitense ha pubblicato
estratti declassificati da un rapporto al presidente Joe Biden sull'origine del
Coronavirus, secondo cui le autorità cinesi non fossero a conoscenza del
COVID-19 prima dell'epidemia.
Inoltre, l'intelligence statunitense afferma che il virus non è stato
sviluppato come arma biologica.
Comunque, i servizi di intelligence non sono giunti a una conclusione
unificata sull'origine del COVID-19. Ritengono plausibili due ipotesi: il
contatto naturale con un animale infetto e un incidente in laboratorio.
Il 23 luglio 2021 l'ONU aveva invitato tutti i paesi, inclusa la Cina, a
collaborare con l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per indagare sulle
cause dell'infezione da coronavirus.
Certo, c'erano pochi dubbi sulla responsabilità degli Stati Uniti
sull'apparizione della pandemia Covid-19, data la loro attività in 400
laboratori chimici che hanno sparso per il mondo. Ora la domanda è un'altra:
pagheranno per tutto il male che hanno causato al mondo intero? Qualcuno
chiederà un'indagine finalmente sui crimini degli americani? O la passeranno
sempre liscia da padroni quali sono...
Quello che sta accadendo
al dottore e professore Giuseppe Barbaro, cardiologo dell’Umberto I di Roma, è
davvero assurdo. Il 9 giugno dovrà infatti difendersi davanti all’Ordine dei
medici. Come per molti suoi colleghi è scattata la scure dell’Ordine, pronto a
eseguire i dettami del ministero della Salute e di Speranza. Dettami che, via
via, si sta scoprendo essere stati non solo sbagliati ma anche pericolosi.
Eppure sono ancora lì, a fare legge. Cosa ha fatto il dottor Barbaro per
meritarsi tale onta? Ha curato male i suoi pazienti? Ne ha mandato qualcuno al
Creatore? Macché, il contrario! Come racconta La
Verità, “il prof prescriveva esami per valutare i rischi
del vaccino anti Covid a pazienti esposti alle trombosi e ha consentito così ad
alcuni di ottenere delle esenzioni”, probabilmente salvando loro la vita.
Un suo collega, però, lo
ha trascinato alla commissione disciplinare. E così ci ritroviamo di fronte
all’ennesimo caso di un medico che viene sottoposto a procedimento disciplinare
perché ha fatto, appunto, il medico, in scienza e coscienza, esercitando con
scrupolo la sua professione in maniera indipendente rispetto ai dìktat delle
autorità sanitarie, spesso assai distanti dalle evidenze scientifiche.
“Giuseppe Barbaro, 64 anni, specializzato anche in medicina interna nonché
dirigente medico (quello che un tempo si chiamava aiuto primario) presso uno
dei più importanti ospedali pubblici della capitale, il Policlinico Umberto I,
dopo 30 anni di esperienza alle spalle, dovrà comparire di fronte alla
commissione disciplinare dell’Ordine dei medici di Roma per difendersi
dall’accusa di aver prescritto ai suoi pazienti una serie di esami volti a
valutare i rischi connessi alla vaccinazione anti Covid in rapporto ai reali
benefici”.
Ad accusarlo, in primis,
un medico vaccinatore della As1 Roma 2, “che ha mal gradito il fatto che i
pazienti del dottor Barbaro, proprio alla luce degli esami prescritti dal
suddetto, avessero ottenuto dai propri medici di base un’esenzione cartacea
dalla vaccinazione o un differimento della stessa. Si tratta dunque
dell’ennesima azione punitiva nei confronti di un medico che in realtà ha
applicato in maniera rigorosa il codice deontologico e che ha agito in nome del
principio di precauzione, che è parte integrante della buona pratica clinica.
L’applicazione di questo principio è stato in questo caso considerato,
incredibilmente, una violazione dello stesso codice deontologico, che invece
recita (articolo 48) che il medico ha il dovere di informare il paziente sui
rischi che corre assumendo un farmaco (o un vaccino) sperimentale”.
Secondo l’ordine dei medici di Roma il
dottor Barbaro “non doveva dunque rendere informati i suoi pazienti dei rischi
connessi alla vaccinazione e dunque non doveva preservarli dall’eventualità di
reazioni avverse. Gli esami prescritti dal dottor Barbaro erano appunto volti a
prevenire questi effetti avversi, ma secondo l’Ordine dei medici il cardiologo
avrebbe dovuto non prescriverli. Stiamo parlando di test di screening per
valutare la predisposizione a trombosi o eventi emorragici, infarti e altri
problemi cardiaci, nonché di analisi finalizzate a prevenire gravi reazioni
allergiche, oppure di esami del sangue per chi aveva già ricevuto la prima dose
come quelli volti a conoscere il valore del D-dimero, che è un parametro
predittivo di eventi trombotici”. Solidarietà al dottor Barbaro. Sotto
“processo” dovrebbero finirci altri, non di certo lui.
«La terapia con il plasma costa poco, funziona benissimo, non rende
miliardari. E io sono un medico di campagna, non un azionista di Big Pharma»
disse nel giugno 2020 in un’intervista al quotidiano La Verità il dottor
Giuseppe De Donno, allora primario di Pneumologia dell’ospedale Carlo Poma di
Mantova,
Durante il primo lockdown, due ospedali, il Carlo Poma di Mantova e il San
Matteo di Pavia, sperimentarono la somministrazione di plasma a malati appena
contagiati. Lo studio, iniziato il 17 marzo e concluso l’8 maggio 2020, aveva coinvolto
46 pazienti ricoverati nei due ospedali con difficoltà di respirazione tali da
necessitare supporto di ossigeno o intubazione. I medici notarono che,
trattandoli con plasma di pazienti guariti, aggiungendolo a colture cellulari,
lo sviluppo del virus veniva progressivamente annientato. Un segno che lasciava
ben sperare e dimostrava la presenza di anticorpi neutralizzanti.
Quando è cominciata la sperimentazione, sulla base dei dati ministeriali,
la mortalità dei pazienti in terapia intensiva era tra il 13 e il 20%.
Utilizzando questa tecnica, si leggeva sulla rivista scientifica Haematologica,
«la mortalità si è ridotta al 6%. In altre parole, da 1 decesso atteso ogni 6
pazienti, se n’è verificato 1 ogni 16. Contemporaneamente, si è constatato che
anche gli altri parametri subivano miglioramenti considerevoli: i valori del
distress respiratorio miglioravano entro la prima settimana e i tre parametri
fissati per l’infezione diminuivano in maniera altrettanto importante. Il
risultato più rilevante è stato quello di una riduzione della mortalità
assoluta del 9%».
De Donno, in sostanza, utilizzò la terapia con il plasma iperimmune
“convalescente” per trattare i malati di Covid, che guarirono nel 90% dei casi.
Si è trattato di un successo che tutto il mondo gli stava riconoscendo, a tal
punto da diventare esempio di protocollo per molti Stati europei e americani.
Nonostante arrivassero richieste forti dall’estero per l’approvazione di questa
cura, l’Italia non ha colto l’opportunità, omettendo il fatto che dopo le prime
ricerche cliniche sono partiti centinaia di studi controllati sul plasma.
La paternità del primo studio certificata da una registrazione importante
nel mondo occidentale è stata di Mantova e di Pavia e questo ha aperto l’era
del “plasma convalescente”. Nonostante le evidenze cliniche fossero state
importantissime, la plasmaterapia in funzione anti-Covid ideata da De Donno
venne messa all’angolo. Il Ministero ha concesso un’altra sperimentazione
all’Ospedale di Pisa. Come disse De Donno, i motivi non sono mai stati
scientifici, ma erano da ricercare in altro ambito.
L’Aifa promosse uno studio nazionale denominato Tsunami, con l’obiettivo di
«valutare con opportuno rigore metodologico l’efficacia e la sicurezza della
terapia». Secondo un comunicato dell’Agenzia del Farmaco dell’8 aprile 2021
«non è stata riscontrata una differenza statisticamente significativa
dell’end-point– ovvero della “necessità di ventilazione meccanica invasiva o
decesso entro 30 giorni dalla data di randomizzazione1” – tra il gruppo trattato con
plasma e quello trattato con terapia standard».
Nel complesso TSUNAMI non ha quindi evidenziato un beneficio del plasma in
termini di riduzione del rischio di peggioramento respiratorio o morte nei
primi trenta giorni2. Gli esperti aggiunsero che i
risultati erano in linea con quelli della «letteratura internazionale,
prevalentemente negativa, fatta eccezione per casistiche di pazienti trattati
molto precocemente con plasma ad alto titolo».
Nel frattempo la cura al plasma iperimmune veniva attaccata violentemente
in TV da molti esperti ed esponenti della comunità scientifica che
delegittimavano la terapia di De Donno (da Burioni a Ricciardi), mentre
altrettanti esperti non invitati in TV avallavano le ricerche di De Donno e
affermavano il contrario.
Eppure la pratica medica e clinica diceva altro; grazie alla plasmaterapia,
De Donno è riuscito a salvare tante vite. Essendo convito della validità di
questa cura, stava lavorando per un centro ricerca.
Giuseppe De Donno, pioniere della terapia con il plasma iperimmune, fu
osteggiato e si ritirò a fare il medico di base, per poi togliersi la vita il
27 luglio del 2021.
Ora uno studio finanziato dal Dipartimento della Difesa americano e dai
National Institutes of Health (Nih), l’agenzia governativa che si occupa di
ricerca medica, conferma che aveva ragione.
Le principali conclusioni dello studio appena pubblicato su The New England
Journal of Medicine (Nejm), tra le riviste mediche più autorevoli al mondo,
sono:
·«Nei partecipanti, pazienti affetti da Covid-19, la maggior parte dei quali
non vaccinati, la somministrazione di plasma convalescente entro 9 giorni
dall’insorgenza dei sintomi ha ridotto il rischio di progressione della
malattia che porta al ricovero in ospedale».
·I monoclonali «sono costosi da produrre, richiedono tempo per
l’approvazione e potrebbero non essere ampiamente disponibili durante le
condizioni di picco di Covid-19».
·Il plasma convalescente Covid-19 «non ha limiti di brevetto ed è
relativamente poco costoso da produrre, poiché molti singoli donatori possono
fornire più unità»,
Questo ciò che hanno sottolineato i ricercatori, primo fra tutti David J.
Sullivan della Bloomberg School of Public Health di Baltimora.
Infatti, per stessa ammissione di De Donno, il plasma iperimmune costava 80
euro a sacca e il rischio di contaminazione è di 1 a 20.000.000, ovvero
inesistente.
Nello studio si legge che il plasma convalescente di Covid-19 svolge un
ruolo fondamentale nel ridurre l’infiammazione polmonare in risposta
all’infezione da Sars-CoV-2, che è il «motivo più comune per
l’ospedalizzazione». In ospedale furono registrati tre soli decessi in
partecipanti trattati con il plasma di controllo. Gli autori dello studio sottolineano
che «il siero o il plasma immunitario sono stati usati in modo sicuro per il
trattamento di malattie infettive per più di cento anni» e che risultati
contrastanti «potrebbero essere dovuti alla mancanza di moderni progetti di
studio, a piccole dimensioni del campione» così pure a una «somministrazione
avvenuta troppo tempo dopo l’inizio della malattia».
A tal riguardo sembra che fin da subito il governo italiano abbia avuto
l’intenzione di censurare la cura al plasma e abbia usato un doppio standard
con la sperimentazione del plasma e con la sperimentazione di farmaci, i quali
nella maggior parte dei casi sono stati usati silentemente anche laddove erano
presenti gravissimi effetti collaterali. Ciò che sempre più sta emergendo è che
le cure del Covid sono state impedite in tutti i modi, anche quando erano
possibili.
1[1] la randomizzazione consiste
nell’attribuzione casuale di ogni paziente che man mano viene ammesso al gruppo
dei casi in trattamento sperimentale oppure al gruppo di controllo (trattamento
standard, placebo o altro trattamento di confronto).