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venerdì 31 maggio 2024

Il nazismo non è mai tramontato

 


di Francesco Masala

L’illusione della libertà continuerà fino a che è vantaggioso che continui. Nel momento in cui la libertà diventerà troppo costosa, tireranno giù la scenografia e il sipario, toglieranno i tavolini e le sedie e potrai vedere il muro di mattoni in fondo al teatro. (Frank Zappa)

 

Nel romanzo La svastica sul sole, a volte intitolato L’uomo nell’alto castello, Philip K. Dick racconta di un mondo nel quale, alla fine della seconda guerra mondiale, i vincitori sono stati i nazisti (qui e qui se ne parla in bottega, qui una recensione); un romanzo distopico, dicono alcuni, in realtà oggi si può leggere come un romanzo d’anticipazione.

I nazisti non se ne sono mai andati, non si sono estinti, sono in ottima salute.

E godono di ottima stampa, quanto sono simpatici i nazisti del battaglione Azov che leggono Kant, mentre “Il cancelliere tedesco Olaf Scholz si è scagliato contro il presidente russo Vladimir Putin, colpevole, secondo lui, di aver citato l’iconico filosofo tedesco Immanuel Kant”, scrive qui Declan Hayes.

Il 22 settembre del 2023 il Parlamento canadese ha celebrato Yaroslav Hunka, un combattente contro i russi, durante la seconda guerra mondiale (qui).

Tutti sanno che un combattente contro i russi, durante la seconda guerra mondiale, poteva essere solo un nazista.

 

Il nazismo non è mai tramontato

Da secoli la Gran Bretagna (e non solo) cerca di invadere la Russia, adesso per mezzo dell’Ucraina, fino all’ultimo ucraino, dicono a Londra (e a Washington).

Anche nei tre paesi baltici (i paesi chihuhua, li chiamano) non mancano quelli che vogliono invadere la Russia.

Durante la seconda guerra mondiale ci provò attraverso l’esercito nazista (un altro proxy degli anglosassoni?).

Adesso il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, senza vergogna, apre all’Europa nazista (qui)

 

 

 

 


Lo storico Ariel Umpierrez ricorda un po’ di cose poco conosciute.

Per esempio si può scoprire che bastarono qualche centinaio di migliaia di soldati Usa per sedersi al tavolo dei vincitori (fra soldati e civili in Unione Sovietica morirono fra 25 e 27 milioni durante la seconda guerra mondiale).

Il ritardo ad intervenire in guerra da parte di inglesi e Usa fu dovuto all’attesa della sconfitta sovietica?

I sovietici sconfissero i nazisti da soli.

È interessante ascoltare ¿Quién ganó la Segunda Guerra Mundial? La version de Hollywood (QUI)

 

 

Il fascismo e il nazismo sono uno strumento dell’Occidente collettivo.

Tutto parte dal Colonialismo, il peccato originale dell’Occidente collettivo.

Il Colonialismo, l’Imperialismo, il Suprematismo bianco usano il razzismo, il fascismo e il nazismo per portare avanti i disegni malati di un Occidente collettivo (che speriamo tiri le cuoia in fretta), fascismo e nazismo non sono corpi estranei, ma ben integrati, al bisogno.

Quando vediamo le foto dei presidenti dei paesi della Nato, tutti d’accordo come un sol burattino, neonazisti nell’anima, in un coro diretto dalla CIA, per distruggere con un genocidio la Palestina e per distruggere con una guerra la Russia, sembra di vedere quella conferenza di Berlino, del 1884, quando quei pochi e maledetti vampiri si dividevano il mondo.

Ma il mondo è cambiato, adesso molti resistono, per fortuna ci sono la Russia e la Cina, e i Brics.

 

 

QUI la sintesi delle guerre degli Usa, per la democrazia e la pace, naturalmente, fra il 1775 e il 2020.

 

 

Qui o qui si può leggere qualcosa sul ruolo della CIA nella nascita dell’Unione Europea.

 

Le porte girevoli

Chissà come s’incazzerebbero De Gaulle e Pertini sapendo che Pompidou e Macron (tra gli altri) sono stati dirigenti della Banca Rothschild, e Draghi e Sunak sono stati (tra gli altri) dirigenti di Goldman Sachs.


giovedì 12 ottobre 2023

A pensar male dei Servizi Segreti si fa peccato ma spesso ci si indovina.

 di Francesco Masala – ancora troppi credono alle bugie dell’Impero, purtroppo.

I servizi segreti, Cia, Mossad, Fbi, Shin Bet  sono buoni per tutti gli usi.

Sempre ci dicono che niente sfugge ai loro occhi e orecchie, e che sono degli assassini matricolati, al servizio del Potere, lo testimoniano le Pantere Nere, Julian Assange, Leonard Peltier, Ghassan Kanafani, Wael Abdel Zuaiter, fra le loro innumerevoli vittime.

 

In certi speciali momenti ci raccontano che i Servizi Segreti sono composti da gente che non capisce niente, poveretti, e bisogna capirli, passano il tempo al bar a giocare a zecchinetta e si distraggono, e i terroristi li imbrogliano come bambini deficienti.

 

Naturalmente queste sono tutte menzogne, ma le menzogne governano il mondo, e se ben raccontate convincono tutti (o quasi).

Vorrei fare qualche esempio delle menzogne che riguardano i poveri Servizi Segreti.

 

A – Le Torri Gemelle

 È possibile che dei sauditi, conosciuti e osservati dai servizi segreti, possano aver fatto quello che hanno fatto senza che nessuno se ne sia accorto in tempo?

In realtà qualche agente se n’era accorto, ma è stato messo a tacere.

Quegli aerei avevano il pilota automatico?

Ci ricordiamo dell’esplosivo con cui avevano imbottito le Torri Gemelle, e la terza Torre (non gemella) sbriciolata anch’essa dall’esplosivo?

I servizi segreti sapevano tutto e hanno organizzato tutto, dicono i cattivi.

 

Ecco due film imperdibili, per chi dubita e vuole dubitare:

 

https://www.youtube.com/watch?v=_2bjp0FwIlg&ab_channel=OUTCINEMA   Inganno Globale, di Massimo Mazzucco

https://www.youtube.com/watch?v=yp9oaoZxTXI&ab_channel=PandoraTV   di Giulietto Chiesa e Franco Fracassi

 

 

Agli Usa in crisi serviva riaffermare il loro potere e potenza nel mondo, cosa sono 5 o 6mila morti e due grattacieli, il Potere ha le sue strategie, ben nascoste, per i troppi creduloni.

 

Vi ricordate quel pagliaccio di Colin Powell con la fialetta di antrace (forse borotalco o crema pasticciera)?

E le armi di distruzione di massa dell’Iraq?

 

A cosa serviva l’invasione dell’Iraq?

A rubare il petrolio!

A cosa serviva l’invasione dell’Afghanistan?

A rifornirsi di droga!

https://www.pressenza.com/it/2021/10/lafghanistan-la-cia-e-la-droga/

https://www.osservatorioafghanistan.org/index.php/articoli-2023/3730-chi-di-droga-ferisce-di-droga-perisce

 

 

B – L’ingresso dei russi in Ucraina.

 

A sorpresa (!) l’esercito russo è entrato in Ucraina, dopo 20-30 anni di politiche e provocazioni (5) della Nato, e di ciascuno dei suoi componenti, i Servizi Segreti non l’avevano previsto, che distratti.

 

 

C – Hamas entra in Israele e compie una strage

 

Shin Bet e Mossad, spietati e criminali esecutori della volontà dei politici nazisti israeliani, sapevano tutto, hanno collaborato, per omissione (e non solo).

Forse non tutti sanno che Hamas si sviluppa con il sostegno di Israele, in chiave anti OLP (1,2).

 

Così come l’Isis è un prodotto a stelle e strisce (3) e i terroristi del Sahel sono a libro paga dei francesi (4).

 

Gli assassini al potere in Israele hanno tentato il colpo grosso, definitivo.

 

Si sono detti:

“Ad Hamas facciamo fare quello che vogliono, dal 1948 insegniamo nei fatti ai palestinesi che non hanno niente da perdere, loro faranno orrende stragi, hanno i loro obiettivi, noi distruggeremo quello che resta della Palestina, e dei palestinesi non ci interessa niente, che crepino o se ne vadano, questa è tutta roba nostra, vincere e vinceremo, come i nostri padroni a stelle e strisce hanno fatto, con successo, con gli indiani che si ostinavano a esistere. Non c’è la possibilità che le cose vadano male. Dio, Patria e Colonia, i nostri valori per l’eternità, questa terra è nostra, dio ce l’ha data, si è dimenticato degli atti catastali, ci pensiamo noi, il Brasile insegna, costi quel che costi”.

 

ps: in un bel libro di Michael Chabon, Il sindacato dei poliziotti yiddish, dopo la seconda guerra mondiale Israele nasce in Alaska!

 

(1)…le prime attività di quello che sotto la guida di Yassin sarebbe diventato Hamas, risalgono agli anni ’70. All’epoca, la principale preoccupazione di Israele nei territori occupati – sia la Cisgiordania che la Striscia di Gaza – erano le organizzazioni laiche e nazionaliste, come l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP). I gruppi di natura religiosa non erano perseguitati e in alcuni casi erano anche aiutati da Israele in progetti per la costruzione di scuole e moschee. Yassin cominciò le sue attività in Palestina in questo modo, fondando la sezione palestinese dei Fratelli Musulmani…( https://www.ilpost.it/2014/07/27/hamas)

 

(2)…Haaretz ha pubblicato ieri, 9 ottobre, un tweet che recita ‘ “Chiunque voglia contrastare la creazione di uno Stato palestinese deve sostenere il rafforzamento di Hamas e il trasferimento di denaro a Hamas”, ha detto Netanyahu ai membri della Knesset del suo partito Likud nel marzo 2019. “Questo fa parte della nostra strategia” ‘ .(https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_dramma_di_gaza_israele_e_la_nascita_di_hamas/8_51192/)

 

3) https://www.wallstreetitalia.com/john-mccain-un-uomo-pericoloso-il-suo-ruolo-nel-lancio-dell-isis/

 

4) https://www.labottegadelbarbieri.org/lesodo/

 

5) https://www.serviziopubblico.it/post/922

mercoledì 6 settembre 2023

E se spuntasse un arcobaleno, senza guerre?

articoli e video di Barbara Spinelli, Enrico Tomaselli, Marco Pondrelli, Gabriel Popham, Alastair Crooke, Lucio Caracciolo, Caitlin Johnstone, Alberto Capece, Mario Di Vito, Piero Bevilacqua, Domenico Quirico, Daniela Ranieri, Luigi Lupo, Aurelien, Alessandro Orsini, Raniero La Valle, Ennio Cabiddu, Ginevra Bompiani, Luigi De Magistris, Michele Santoro, Nicola Rangeloni, Pubble, Jesús López Almejo, Giulietto Chiesa, Andrea Lucidi, Francesco Masala, Stefano Orsi, Mara Morini, Domenico Gallo, Massimo Mazzucco, Chris Hedges


E se spuntasse un arcobaleno? Un appello di Raniero La Valle – Domenico Gallo

I have a dream! A sessant’anni dallo storico discorso di Martin Luther King, il 28 agosto del 1963 a Washington, si ripresenta di nuovo la necessità di articolare un sogno che ci dia la forza di attraversare l’oscurità del tempo presente, guidati dalla visione di un tempo nuovo e di una storia nuova. A proporci questo sogno è l’intervento appassionato di Raniero La Valle convocato da Michele Santoro alla Versiliana in una calda notte di fine estate.

Quello che ci illustra La Valle non è il suo sogno, ma il nostro sogno, per cui alla fine della serata possiamo tutti dire: we have a dream. Il tema è quello dell’aspettativa che spunti un arcobaleno. «Un arcobaleno – argomenta La Valle – è un simbolo potente (perché) riunisce la terra col cielo». Il sogno è di chiedere che l’arcobaleno porti sulla Terra tre cose: la pace, la salvaguardia della Terra e della dignità umana. «Prima di tutto la pace, la pace […] è la condizione di tutto e quella per la quale viviamo speriamo e amiamo. La seconda cosa è proprio la terra […] questa terra che è la nostra madre la dobbiamo recuperare difendere salvare. La terza cosa è la dignità, la dignità delle persone».

Da questo sogno nasce un appello che non è rivolto ai pacifisti, ma a tutti, perché si dia rappresentanza a questi tre beni che stiamo perdendo. Non si può neanche pensare alla pace se non si pone fine alla guerra in Ucraina. La pace si costruisce nell’ordinamento politico, e perciò è sempre imperfetta e sempre a rischio. L’antagonista della pace non è semplicemente la guerra ma è il sistema di guerra, che ormai è diventato il vero sovrano. La pace implica «assenza di violenza delle armi e di pratiche di guerra, vuol dire che non devono esserci rapporti antagonistici né sfide militari o sanzioni genocide tra gli Stati».

Questo sogno per prendere piede sulla terra deve incontrarsi con la politica e con i partiti…

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Maui, nelle Hawaii, come l’Ucraina – Massimo Mazzucco


Pensando a Giulietto Chiesa, ricordando una storiella ebraica – Francesco Masala

I Padroni Universali (mascherati nella Nato) chiamarono uno ad uno gli Stati Europei e dissero loro: “di quello che darò a te, al tuo nemico darò il doppio”.

Ciascuno Stato, debitamente istruito, nelle persone dei suoi governanti, liberamente scelse il nemico (la Russia), e disse ai Padroni Universali (che parlano inglese) cosa voleva avere, purché il nemico avesse il doppio: “Cavami un occhio!”.

I Padroni Universali, per la prima volta nella storia, non poterono dare il doppio al nemico.

ps: pare che stasera, in una località segreta, i Padroni Universali, nella loro riunione periodica, festeggeranno l’omicidio di Nicola Calipari, a 18 anni e sei mesi dal fatto.



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martedì 21 febbraio 2023

Fuori l’Italia dalla Nato

articoli, video, disegni di Barbara Spinelli, Andrea Puccio, Stefano Orsi, Giacomo Gabellini, Irina Alksnis, Piero Orteca, Turi Palidda, Gloria Ferrari, Piero Pagliani, Marco Ghisetti, Demostenes Floros, Stefania Maurizi, Seymour Hersh, Mao Valpiana, Giovanni Punzo, Andrew Napolitano, Paul Schreyer, Carlo Bellisai, Fabio Mini, Alessandro Di Battista, Pepe Escobar, Thierry Meyssan, Gianandrea Gaiani, Manlio Dinucci, Alfredo Tocchi, Patrick Boylan, Sergei Lavrov, Peppe Sini, Fabrizio Verde, Giulietto Chiesa, Carlos Latuff

Strage di Brescia : il Comando Nato (prima puntata)

Strage di Brescia :

  • Primo livello: gli esecutori, due nuovi nomi
  • Secondo livello: confidenti, infiltrati, servizi segreti, generali e forze dell’ordine.
  • Terzo livello: il Comando Nato.

…Di seguito la prima parte dell’articolo di Carlo Bonini e Massimo Pisa apparsa su la Repubblica del 27 gennaio 2022.

Terzo livello ( 1a puntata)

La nuova inchiesta sulla strage neofascista di Brescia porta lì dove nessuno poteva immaginare. Il comando Nato di Verona.

Quando l’hanno battuta le agenzie, poco prima di Natale, la notizia ha faticato a conquistarsi una breve. Due chiusure indagini per la strage di piazza della Loggia e due nuovi e semisconosciuti estremisti di destra accusati di aver messo la bomba che dilaniò Brescia alla fine del maggio di 48 anni fa, uccise otto persone, ne ferì un centinaio, inaugurò l’ennesima stagione dello stragismo di mano neonazista con la complicità di pezzi dello Stato. Già perché ha già due colpevoli, quell’attentato, arrivati però soltanto con la sentenza di Cassazione del 2017. Uno, Carlo Maria Maggi, ex capo dell’organizzazione neofascista “Ordine Nuovo” nel Triveneto, è morto l’anno dopo. L’altro, Maurizio Tramonte, la fonte “Tritone” del Sid (l’allora servizio segreto militare), sta ancora combattendo la sua battaglia per la revisione del processo. Per questo, le storie di Marco Toffaloni e Roberto Zorzi – che sono appunto i due accusati dell’ennesima indagine della Procura di Brescia – potrebbero benissimo essere due note a margine della storia nera d’Italia. Invece, nelle 280mila pagine (mal contate) di atti depositati in altro. C’è la consueta ricerca documentale del “secondo livello” (quello degli uomini incardinati nelle istituzioni italiane) e ci sono nomi e cognomi di ufficiali degli apparati: Sid, Carabinieri, Polizia. Ma c’è, soprattutto, l’indicazione di un inedito terzo livello. Parliamo del Comando Forze Terrestri Alleate per il Sud Europa – leggi: Nato – il cui cuore sarebbe stato a Palazzo Carli, a Verona, la città di Toffaloni e Zorzi. Qui, con la copertura di generali dei paracadutisti italiani e statunitensi, si sarebbero svolte le riunioni preparatorie di un progetto stragista che avrebbe dovuto sovvertire la democrazia italiana e rinsaldare lo scricchiolante fronte dei regimi del Mediterraneo. Quello che, all’epoca, teneva insieme il Portogallo salazarista, la Grecia dei colonnelli e la Spagna franchista.

D’istinto, lo si direbbe un romanzo fantasy costruito su migliaia di informative, verbali, intercettazioni, pedinamenti e vecchi faldoni, recuperati dalla magistratura negli archivi dei nostri Servizi e in quelli degli Stati Maggiori dei nostri apparati militari e della sicurezza a forza di decreti di esibizione, e in cui si dipana anche la storia di un pugno di ragazzi figli di quel tempo. Con la passione per il calcio, le moto, i giochi da adulti, l’esoterismo. Un mondo popolato da donne bellissime e attori, svastiche e orge, agenti doppi e vendette. Per una vicenda tragica che ha fatto morti prima di quel terribile 28 maggio 1974, e forse continua a farne. Già, perché chi indaga sulla strage di Brescia si è sempre trovato di fronte a due nodi da sciogliere. A due bombe. La prima, esplosa nove giorni prima, alle 3 di notte, falciò un ragazzo di vent’anni in Vespa. Si chiamava Silvio Ferrari, era un neofascista che aveva già commesso attentati e andava a far saltare l’uscio della sede della Cisl. Ma non fece in tempo. Saltò in aria all’imbocco di piazza Mercato. Fatalità, errore umano o trappola? Uno dei migliori amici di Ferrari, Arturo Gussago, finì a processo accusato di strage, e come tutti i coimputati fu assolto. Faceva l’avvocato. Il 24 dicembre, quattro giorni dopo la chiusura di questa inchiesta, un infarto lo ha stroncato. Il supertestimone che ha guidato gli investigatori tra i segreti bresciani e fino al comando Nato di Verona (lo chiameremo “Alfa”, per motivi di sicurezza, e sarà l’unico nome che non faremo) ha fatto tanti nomi di persone coinvolte nella strage.Quello di Gussago è stato l’ultimo, pochi mesi fa…

continua qui

 

 

qui la seconda parte dell’articolo di Carlo Bonini e Massimo Pisa.

Visti però gli incombenti “ Venti di Guerra” in Ucraina, ci piace aprire questo post con una foto che sintetizza il ruolo della NATO oggi, quella stessa alleanza atlantica che con il proprio comando supremo sembra aver ispirato lo stragismo di Ordine Nuovo in Italia.

(Ucraina: membri del Battaglione Azov espongono la propria bandiera unitamente a quelle nazista e della NATO)

 

A PROPOSITO DI NATO: IL RUOLO DEL COMANDO DI VERONA NELLA STRAGE DI PIAZZA LOGGIA – BORTOCAL

…una nuova inchiesta sulla strage porta infatti al comando NATO di Verona: il giovane neofascista Silvio Ferrari, dilaniato da un ordigno che trasportava nella notte il 19 maggio 1974, era un informatore del vicequestore Lamanna della questura di Brescia, e aveva partecipato, assieme a Delfino, a riunioni a Verona a Palazzo Carli, sede del Comando Forze Terrestri Alleate per il Sud Europa, quindi anche con ufficiali americani; lì si sarebbe preparata la strategia stragista.

Carlo Digilio era l’esperto di armi ed esplosivi dell’organizzazione fascista “Ordine nuovo”  che preparò e mise in sicurezza la bomba che poi arrivò a Brescia ed esplose in Piazza Loggia, ma nello stesso tempo era un agente informatore al servizio delle basi nato del Veneto, così come Maurizio Tramonte, condannato per la strage insieme al leader di Ordine Nuovo veneto Carlo Maria Maggi, era un informatore del Sid (servizio segreto militare del tempo) con il nome in codice di “Fonte Tritone”.

“Viene accertato lo stesso meccanismo socio-politico che abbiamo già visto operante anche a Piazza Fontana, cioè gruppi neofascisti che vengono inquadrati da frange istituzionali, militari e non, e ritenuti utilizzabili, utili per compiere quelle operazioni sporche che talvolta sono necessarie al potere“…

da qui

 

 

Chi ha ucciso la pace in 12 mesi di guerra – Barbara Spinelli

Invece di insistere come ebeti su una distinzione del tutto scontata – il 24 febbraio 2022 ci fu un aggressore e un aggredito in Ucraina – converrebbe cominciare a porsi qualche domanda magari scomoda ma utile.

La più ovvia concerne l’opportunità di inviare a Kiev armi sempre più offensive, che troncano ogni trattativa. La risposta a questa domanda è negativa: è ormai evidente che accrescere l’armamento ucraino non genera tregue, ma aumenta il numero di morti e la possibilità di un conflitto nucleare. Per le industrie belliche occidentali è una manna, ma non per i cittadini, né aggrediti ucraini né europei, che pagano il prezzo della guerra.

La seconda domanda riguarda le ragioni del conflitto. Dopo i negoziati con Gorbaciov del 1991 e negli anni che vanno dalla Rivoluzione delle Rose in Georgia nel 2003 a quella Arancione in Ucraina del 2014, è stato fatto tutto il necessario, per rassicurare Mosca che pure aveva sciolto l’Urss aprendosi all’Occidente? Niente affatto, visto che dopo poco tempo l’Occidente decise, per volontà degli Stati Uniti e dell’Est europeo, di espandere la zona di influenza Usa-Nato fino alle porte russe. La menzogna più dura a morire è quella che ritrae Vladimir Putin nelle vesti di zar imperiale. I veri imperiali sono gli occidentali, guidati da Washington. È ormai palese che l’ottocentesca dottrina Monroe (nessuna interferenza è tollerata nelle aree attorno agli Usa) si applica oggi all’Europa sino alle frontiere russe. Non aver capito che tale estensione ha non solo infranto le promesse fatte a Gorbaciov nel ’91, ma ha rappresentato una micidiale provocazione è il peccato originale dell’Occidente. Mosca è l’aggressore e Kiev l’aggredito, ma questo non implica che la guerra fosse “non-provocata” e inevitabile.

Terza domanda, legata alla seconda: i giornali europei mainstream hanno fatto abbastanza per capire le radici della guerra cominciata nel 2014 in Donbass, ben prima del febbraio 2022? La risposta è no. I media scritti e parlati non fanno il loro mestiere di cani da guardia. Non sono al servizio dei cittadini-lettori, ma degli interessi geostrategici Nato. Esercitandosi in censura e autocensura giungono sino ad accusare di disinformazione uno dei massimi giornalisti occidentali – Seymour Hersh, premio Pulitzer, noto per aver rivelato la strage di My Lay del 1968, i retroscena dell’assassinio nel 2011 di Bin Laden, le torture nelle carceri di Abu Ghraib nella guerra in Iraq – che l’8 febbraio ha svelato con dovizia di fonti gli autori – governo Usa, aiutato da Norvegia e Svezia – del sabotaggio che nel giugno scorso ha distrutto i due gasdotti Nord Stream.

Fu un atto di guerra preparato molti mesi prima del 24 febbraio ’22, e scatenato non solo contro Mosca, ma anche contro la Germania e contro i rapporti energetici Europa-Russia (uno degli obiettivi è facilitare la dipendenza Ue dal gas liquefatto Usa).

Le rivelazioni sono occultate non solo da giornali e Tv, ma anche da Facebook, dove la notizia viene segnalata come fake news (segnaliamo che il fact checker di Facebook per l’Italia è Open di Enrico Mentana).

Hersh è accusato di nascondere le fonti. Sappiamo che fine farebbero queste ultime, se rivelate: la fine di Snowden e Assange.

La domanda da porsi dentro questa terza domanda è se i cittadini siano pronti a proteste massicce, come fecero per il Vietnam e un po’ per l’Iraq (non per le guerre di Corea o Afghanistan)...

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Adesso Stoltenberg ammette che la guerra in Ucraina è iniziata nel 2014 – Andrea Puccio

Il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ha detto oggi a Bruxelles che il conflitto tra Ucraina e Russia non è iniziato nel 2022, ma nove anni fa.
“La guerra non è iniziata nel febbraio dell’anno scorso, la guerra è iniziata nel 2014. E dal 2014 che gli alleati della NATO stanno fornendo sostegno all’Ucraina con addestramento e attrezzature, quindi le forze ucraine sono state molto più forti nel 2022 di quanto non fossero nel 2014”, ha detto il capo dell’Alleanza Atlantica prima della riunione dei ministri della difesa del blocco.

Allo stesso tempo, Stoltenberg ha detto che né la Nato né i suoi alleati fanno parte del conflitto, tuttavia, ha notato che continueranno a fornire armi più avanzate e moderne, assicurando che la consegna di carri armati, veicoli da combattimento di fanteria e munizioni sono ora una priorità della NATO.
“Il tipo di sostegno che abbiamo, che stiamo fornendo all’Ucraina, è cambiato e si è evoluto nel tempo. E continuerà a cambiare ed evolversi”, ha aggiunto, riporta RT.

Credo che ogni commento sia superfluo ma la domanda che mi faccio è perché solo adesso, ad un anno dall’inizio dell’operazione speciale in Ucraina da parte della Russia, i vertici della Nato hanno deciso di gettare la maschera e riferire quanto molti di noi dicono da tempo.

Inoltre mi chiedo, dopo aver ascoltato queste parole, come è possibile che i nostri mezzi di informazioni continuino a propagandare la retorica che è stata la Russia ad iniziare il conflitto? Se la guerra è iniziata nel 2014 chi è stato ad iniziarla la Nato o la Russia che si è trovata nella condizione di difendersi?

Aprite gli occhi per favore prima che la spregiudicatezza di questa classe politica non ci porti davvero alla terza guerra mondiale.

da qui



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