NOVE TESI E UNA TRACCIA PER UN ORIENTAMENTO NONVIOLENTO DURANTE E CONTRO
L'EPIDEMIA IN CORSO
"Todo desparecio': cambio' la suerte
voces alegres en silencio mudo:
mas aun el tiempo da en estos despojos
espectaculos fieros a los ojos:
y miran tan confusos lo presente,
que voces de dolor el alma siente"
(Rodrigo Caro, Cancion a las ruinas de Italica, vv. 29-34)
1. Disinquinare il linguaggio
Dinanzi a questioni complesse occorre ragionare, non ripetere meccanicamente
motti insensati.
Chi continua a vociferare che "siamo in guerra" e che "andra'
tutto bene" con le sue parole rivela solo di essere un fascista ed un
irresponsabile, ovvero una vittima della violenza e della stupidita' dei
potenti.
Non siamo in guerra, ed anzi siamo di fronte a una tragedia che richiede
all'umanita' di cessare tutte le guerre e di unirsi in un impegno comune per il
bene comune, che richiede all'umanita' la scelta dell'universale fraternita' e
sorororita': la scelta nitida e intransigente, concreta e coerente, della
nonviolenza accudente e liberatrice.
E non andra' tutto bene se non vi sara' l'impegno persuaso ed attivo di ogni
persona, di ogni cellula sociale, di ogni struttura civile e di ogni
istituzione democratica a fare al meglio quanto possibile e necessario secondo
scienza e coscienza: a contrastare tutte le morti e tutte le iniquita', a
prendersi cura di ogni persona e dell'intero mondo vivente, unica casa comune
che abbiamo.
Abbandonare il linguaggio bellico e' uscire dall'ideologia della violenza, e'
iniziare a pensare e praticare la condivisione del bene e dei beni, la
responsabilita' nella verita', la pace con mezzi di pace, il diritto come
riconoscimento di dignita' ed eliminazione degli abusi, la solidarieta' come
liberazione comune dall'oppressione e come convivenza di tutte e tutti nel
riconoscimento dell'eguaglianza di diritti e della preziosa diversita' di ogni
persona.
Abbandonare la falsa consolazione delle ingenue illusioni e' uscire dalla
subalternita' al disordine costituito ed assumere nelle proprie mani il compito
di inverare l'umanita' dell'umanita'.
Dire la verita'.
Negare il consenso alla menzogna e all'abuso.
Opporsi a tutti i poteri oppressori.
Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
*
2. Le tre verita' del coronavirus
Ernesto Balducci ci richiamo' una volta a riconoscere "le tre verita' di
Hiroshima": che l'umanita' e' ormai unificata in un unico destino di vita
e di morte, che il dovere di fare la pace e l'istinto di conservazione ormai
coincidono, che la guerra e' uscita per sempre dalla sfera della razionalita'.
La vicenda del coronavirus conferma e rimodula quelle tre verita'.
In primo luogo ci richiama alla fragilita' costitutiva di ogni sistema vivente,
di ogni essere vivente, e quindi di ogni essere umano. Da questo riconoscimento
della nostra fragilita' costitutiva discende il primo valore morale e civile:
il dovere della comune solidarieta', il compito di prendersi cura di chi ha
bisogno di aiuto, riconoscere ed inverare il diritto di ogni essere umano alla
vita, alla dignita', alla solidarieta'.
In secondo luogo ci richiama alla fragilita' costitutiva di ogni struttura
sociale, di ogni costruzione culturale, di ogni assetto istituzionale. La
civile convivenza, il morale condursi, la democrazia come metodo e come
sistema, il nesso tra giustizia e liberta', sono impegno diuturno che richiede
vigilanza critica, comprensione e cura reciproca, generosa disposizione a
privilegiare il bene comune anziche' l'appropriazione privata e l'esaurimento
delle risorse - quelle naturali, ma anche quelle culturali, storiche, civili -
necessarie a tutte e tutti la cui preservazione e riproduzione sociale e' il
fondamento stesso della vita dell'umanita'.
In terzo luogo ci richiama alla fragilita' costitutiva del mondo vivente: da
decenni ormai l'umanita' sa che puo' distruggere se stessa e desertificare
irreversibilmente questo che a nostra conoscenza e' l'unico mondo vivente. Che
questo crimine non sia mai compiuto.
Ci convoca quindi a cogliere il nesso che lega insieme in un unico nodo guerre
e fame, armamenti e carestie, dittature e migrazioni, razzismo e schiavitu',
sfruttamento dell'uomo sull'uomo e distruzione della natura, consumismo
sfrenato e disastro climatico.
Ci convoca a contrastare non solo un modello di sviluppo insostenibile per l'umanita'
e per la biosfera, non solo un modo di produzione iniquo e onnidistruttivo, ma
anche il consumismo illimitato delle classi proprietarie e l'accecamento e le
mutilazioni che esso impone, ma anche l'alienazione e la furia della societa'
dello spettacolo, ma anche l'ideologia e le prassi della falsa coscienza e
dell'universale mercificazione.
In breve: come ogni evento disvelatore, come ogni grande tragedia - momento di
lutto e di decisione, apokalipsis e kairos -, l'attuale frangente ci convoca a
una scelta, a una conversione, a una metanoia: ci convoca alla scelta della
nonviolenza.
*
3. Economia ed ecologia, chiudere il cerchio
Da insieme di regole per la gestione della casa l'economia nel corso della
storia si e' fatta scienza del sistematico sfruttamento dell'uomo sull'uomo e
della crescente ed illimitata rapina e devastazione di una natura invece
limitata ed esauribile; dire capitalismo e' dire universale asservimento,
progressiva ed irreversibile distruzione della biosfera e con essa dell'umanita'
intera. Al totalitarismo intrinseco ed onnidivoratore del capitale astratto
occorre opporre la gestione socialista della produzione e della riproduzione
sociale, del rapporto tra umanita' e natura, custodendo le fonti della vita,
condividendo le risorse necessarie, garantendo ad ogni persona la soddisfazione
dei suoi bisogni e ad ogni persona chiedendo di contribuire al bene comune
secondo le sue capacita'.
Economia deve divenire norma di tutela della casa comune che e' il mondo che
abitiamo, e di gestione, preservazione e riproduzione della vita, e per questo
deve essere illuminata dall'ecologia, come scienza e sapienza dei limiti e del
valore della casa comune, il mondo vivente di cui l'umanita' e' parte e
custode.
Usare dei concetti di giustizia sociale ed ecologica, di capacita' di carico e
di impronta ecologica, per ridefinire cio' che si puo' fare e cio' che non si
puo' fare; abolire alcuni consumi, ridurne drasticamente altri, ricostruire la
convivialita' su basi di uguaglianza di diritti e dignita' e di universale
accudimento.
*
4. Sapere e sapienza, techne e psiche
Molto ha da farsi perdonare la scienza che si e' prostituita alla violenza, ha
approntato risorse alla violenza, ha costruito ideologie e prassi di violenza,
ha "naturalizzato" la violenza dei potenti contro l'umanita'
facendosi merce e strumento di oppressione.
Nulla e' neutrale, nemmeno la scienza, e meno che mai la tecnologia. Ma la
scienza e' anche un bene e un valore: interrogarsi e cercare, comprendere e
comunicare, discutere e condividere, sperimentare e criticare, tramandare ed
estendere le conoscenze, tutto cio' costituisce il primo passo
dell'ominizzazione e il primo impegno della civilta'; e tecnica puo' essere
realizzare cio' che e' utile a tutte e tutti, cio' che e' buono per la vita.
Quando diciamo "in scienza e coscienza" questo intendiamo: che il
sapere va unito alla sapienza, che e' altro nome della saggezza, della
generosita', dell'universale riconoscimento e riconoscenza, dell'universale
benevolenza.
*
5. Morale e politica. Da Machiavelli al principio responsabilita'
Non tutto cio' che si puo' fare va fatto. Non tutto cio' che e' reale e'
razionale. Non tutto cio' che e' vero e' giusto.
Quello tra morale e politica e' un altro cerchio da chiudere. Machiavelli ci ha
rivelato la verita' effettuale dell'agire dei potenti, occorre che alla
violenza dei potenti il movimento delle oppresse e degli oppressi opponga la
sua verita' - la verita' di cui solo le vittime sono portatrici - e la sua
lotta, la lotta per l'universale liberazione, che coincide con l'impegno per il
bene comune dell'umanita'; la lotta nonviolenta per l'estinzione di ogni
violenza; la lotta nonviolenta che invera la democrazia che e' insieme
conflittuale e cooperativa; la lotta nonviolenta che pratica la coerenza tra i
mezzi e i fini.
Etica e politica devono ormai ricongiungersi.
*
6. Contro la solitudine
Convocano alla nonviolenza le catastrofi. Chiamano ogni persona di volonta'
buona ad un'assunzione di responsabilita'.
Alla decisione di non abbandonare nessuno alla solitudine, alla paura, al
dolore e alla morte.
Alla decisione di fare la politica dell'umanita'.
E quindi alla decisione di opporsi alla guerra e a tutte le uccisioni, al
razzismo e a tutte le persecuzioni, al maschilismo e a tutte le oppressioni.
Alla decisione di lottare in difesa dei diritti umani di tutti gli esseri
umani, in difesa dell'intero mondo vivente unica casa comune dell'umanita'
intera.
*
7. L'ora della nonviolenza. L'antibarbarie
Alla barbarie dei poteri dominanti opponiamo la scelta della nonviolenza che
convoca al primo dovere: rispettare e salvare tutte le vite.
Alla violenza dei poteri dominanti opponiamo la scelta della nonviolenza che
convoca al primo dovere: rispettare e salvare tutte le vite.
Alla stoltezza ed all'irresponsabilita' dei poteri dominanti opponiamo la
scelta della nonviolenza che convoca al primo dovere: rispettare e salvare
tutte le vite.
*
8. Che fare
Salvare le vite, prendersi cura del mondo, opporsi a tutte le violenze, porsi
dalla parte delle vittime, essere responsabili per ogni altra, per ogni altro
(poiche' l'altro di ogni altro sei tu, e la regola aurea della morale e':
agisci nei confronti delle altre persone cosi' come vorresti che le altre
persone agissero verso di te).
E' la lezione del femminismo, che e' il massimo inveramento storico e la
corrente calda della lotta nonviolenta per la liberazione e la salvezza
dell'umanita'.
E' la lezione dell'ecologia, che e' la nonviolenza nella relazione non solo tra
persona e persona ma anche tra umanita' e mondo vivente.
E' la storia e il messaggio del movimento di liberazione delle oppresse e degli
oppressi, del movimento socialista e libertario, che nella sua teoria e nella
sua prassi afferma il nesso inscindibile tra liberta', eguaglianza e
solidarieta', ovvero la responsabilita' che ogni essere umano riconosce e
raggiunge, la condivisione del bene e dei beni, l'inveramento della civilta'
nella misericordia, il riconoscimento di tutti i diritti umani a tutti gli
esseri umani.
*
9. In pratica, qui e adesso
Ragionare con la propria testa e praticare la virtu' dell'attenzione e della
benevolenza.
Il primo dovere e' salvare le vite, e quindi prendersi cura in primo luogo
delle vite delle persone piu' in pericolo.
E quindi:
a) seguire le regole di condotta personale che ragionevolmente contrastano nel
modo piu' efficace il diffondersi del contagio; ed approntare gli interventi
sociali e legislativi affinche' tutte le persone possano farlo, e nessuna
persona sia esposta al contagio perche' priva di alloggio, di cibo e degli
altri beni essenziali per la vita.
b) al livello della produzione e riproduzione sociale, delle decisioni
collettive, dei pubblici servizi, delle istituzioni democratiche: approntare
tutti gli interventi che garantiscano la vita delle persone, l'assistenza e le
cure necessarie a chi ne ha bisogno, il mantenimento dei diritti umani e dello
stato di diritto cosi' come sanciti dalla Costituzione della repubblica.
c) non delegare la riflessione e le scelte ai potenti e agli
"esperti" del principe, ogni essere umano e' un essere pensante, ogni
essere umano ha una intelligenza, una coscienza e una responsabilita'.
d) pensare seriamente i propri pensieri, ascoltare con attenzione e vagliare
criticamente le informazioni e le opinioni altri, dire la verita'.
e) e quindi anche preparare fin d'ora un'alternativa democratica, antifascista,
nonviolenta al peggior parlamento nella storia della repubblica e ad un governo
che per meta' e' composto da meta' del governo precedente, quello scellerato
che nel 2018-2019 impose mostruose antileggi razziste e commise abominevoli
crimini contro l'umanita'. Si torni al piu' presto alla legalita'
costituzionale. Si torni al piu' presto alla democrazia e alla civilta'. E
quindi preparare fin d'ora una coalizione antifascista e nonviolenta (le due
parole sono in realta' sinonime, ma e' meglio esplicitarlo) che con un
programma ecologista, femminista, socialista e libertario si proponga
l'obiettivo di ripristinare la piena vigenza della Costituzione repubblicana,
democratica ed antifascista, la piena attuazione del suo dettato, del suo
spirito, del suo programma.
f) praticare la solidarieta': chi ha qualche risorsa la condivida; chi sa
qualcosa di utile la dica; chi puo' fare qualcosa di buono lo faccia. Chi salva
una vita salva il mondo.
*
10. Alcune letture, in guisa di postilla
Cio che e' proprio dell'umanita' e' l'uso del linguaggio, e cio' che resta del
linguaggio e' la scrittura. Per questo occorre leggere i libri. Senza i libri
non vi e' memoria, senza memoria il sapere muore e l'umanita' si disumanizza.
Occorre leggere i libri per conoscere e interpretare, per comprendere e
valutare, per sapere di piu' e per ragionare meglio.
E tra i libri che possono essere piu' utili: Guenther Anders, L'uomo e'
antiquato; Hannah Arendt, Vita activa; Albert Camus, la peste; Ivan Illich, La
convivialita'; Hans Jonas, Il principio responsabilita'; Vandana Shiva, Il bene
comune della Terra; Susan Sontag, Malattia come metafora e Dinanzi al dolore
degli altri; Simone Weil, La prima radice; Virginia Woolf, Le tre ghinee.
Ma anche: Lucrezio e Leopardi, Diderot, i Manoscritti economico-filosofici del
1844, gli scritti e le lettere di Rosa Luxemburg, Ernst Bloch ed Herbert
Marcuse, e necessariamente: I sommersi e i salvati e tutte le altre opere di
Primo Levi, Arcipelago Gulag e i Racconti della Kolyma, Omaggio alla Catalogna
e le Memorie di un rivoluzionario, Vita e destino, e i libri di Nuto Revelli, e
tutte le opere di Franca e Franco Basaglia, i seminari di Foucault, i molti
scritti di Luce Fabbri ancora da tradurre in italiano.
Ed ancora, sul nostro esistere e consistere: tutte le tragedie greche, Don
Chisciotte, Il nipote di Rameau, Bartleby lo scrivano, Dostoevskij e Tolstoj,
Kafka.
Ed anche almeno l'antologia a cura di Adriana Cavarero e Franco Restaino sulle
filosofie femministe, e il libro di Wanda Tommasi su I filosofi e le donne.
Tra i grandi programmi politici di emancipazione dell'umanita': il discorso
della montagna, le molte decisive pagine contro la guerra di Erasmo, La
ginestra, il Manifesto del partito comunista, Le tre ghinee, Il secondo sesso,
il libro di Giuliano Pontara su Gandhi e tutti quelli di Vandana Shiva.
E vorremmo ancora aggiungere alcuni libri di Giulio A. Maccacaro, di Norberto
Bobbio, di Pietro Ingrao, di Luigi Ferrajoli; di Simone de Beauvoir, di Laura
Conti, di Carla Ravaioli, di Luce Irigaray. Ma fermiamoci qui.
E infine un solo libro che li riassume tutti: Gli ultimi giorni dell'umanita'
di Karl Kraus. Che ci parla non solo della prima guerra mondiale, ma del nostro
presente e del nostro futuro, dell'orrore del mondo e della follia di cui siamo
vittime, e ci convoca ai nostri doveri.
Ma tutti i grandi libri sono utili, sapendo che nessuno ha tutta la verita' ma
tutti ne recano una parte, e che quella parte gia' dischiude il cammino al
vero, al giusto, al bene.
Salvare le vite e' il primo dovere. Chi salva una vita salva il mondo.
Sii tu l'umanita'come dovrebbe essere. Sii tu la nonviolenza in cammino.
Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti
umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
-----
DA VICINO E DA LONTANO".
UN APPELLO ALLE PERSONE DI VOLONTA' BUONA
"Allora i passi saranno contati
da vicino e da lontano;
allora questa vita sara' raccontata
come il sogno di sempre"
(Hannah Arendt)
Scriviamo questa lettera alle persone di volonta' buona, ai
movimenti della societa' civile ed alle istituzioni democratiche nel mezzo
della "settimana d'azione contro il razzismo" ufficialmente promossa
da un organo dello stesso governo italiano (l'Unar, l'Ufficio nazionale
antidiscriminazioni razziali, che e' articolazione di un ministero).
*
Scriviamo questa lettera per chiedervi di scrivere una lettera alla Ministra
dell'Interno - e tramite essa all'intero governo - affinche' il governo prenda
tre decisioni necessarie ed urgenti.
La prima: includere - e con assoluta priorita' - tra i destinatari degli aiuti
che le istituzioni stanno approntando in questa acuta emergenza le persone che
di aiuto hanno piu' necessita', per le quali riconoscimento, rispetto,
assistenza sociale e materiali provvidenze in questa drammatica situazione
possono fare la differenza tra la vita e la morte: le persone piu' povere, piu'
sfruttate, piu' oppresse, piu' emarginate, piu' rapinate da un'organizzazione
sociale iniqua; le persone che non hanno un lavoro, che non hanno una casa, che
non hanno in concreto una protezione sociale reale; le persone che subiscono
condizioni di concreto abuso, di effettuale schiavitu', di privazione dei
diritti fondamentali, di vero e proprio apartheid; le persone piu' fragili e
piu' bisognose di aiuto; le persone piu' sole e piu' spaventate; le vittime
contro cui da anni politicanti irresponsabili e razzisti, imprenditori
schiavisti e poteri mafiosi hanno scatenato la piu' brutale, scellerata violenza.
La seconda: abrogare immediatamente le mostruose misure razziste contenute nei
due abominevoli "decreti sicurezza della razza" imposti dal folle
feroce governo che nel 2018-2019 ha fatto strame della Costituzione della
Repubblica italiana, del diritto internazionale e dello stesso senso di
umanita', giungendo all'abominio di cercar di impedire che i naufraghi in
pericolo di morte in mare venissero soccorsi e recati in salvo nel nostro
paese.
La terza: decidere finalmente di far cessare il regime di vero e proprio
apartheid che nega ad oltre cinque milioni di persone che in Italia vivono ed
arricchiscono materialmente, culturalmente e valorialmente il nostro paese con
il loro lavoro e la loro presenza, pienezza di diritti sociali, civili,
politici: il fondamento della democrazia e' il principio "una persona, un
voto": e' tempo che questo principio valga anche per tutte le persone che
vivono in Italia.
*
Come tutte le catastrofi la tragedia dell'epidemia di Coronavirus disvela
ineludibili verita': che siamo un'unica umana famiglia in un unico mondo
vivente di cui siamo insieme parte e custodi; che norma dell'umanita' e' il
prestarsi reciproco aiuto; che siamo esseri fragili e perituri, come fragile e
perituro e' il mondo vivente, la biosfera; che umanita' significa non solo
l'insieme degli esseri umani, ma il loro agire umanamente gli uni verso gli
altri, applicando la "regola aurea" attestata da tutte le grandi
tradizioni culturali: "agisci nei confronti delle altre persone cosi' come
vorresti che le altre persone agissero verso di te"; che occorre - come
scrisse memorabilmente don Milani - che ogni persona si senta responsabile di
tutto.
L'epidemia in corso ci convoca alla responsabilita', alla solidarieta', alla
misericordia, alla condivisione del bene e dei beni: ci convoca a una condotta
morale e civile coerente con i principi fondamentali della Costituzione della
Repubblica italiana, una condotta morale e civile che inveri i valori supremi e
il nitido dettato del fondamento del nostro ordinamento giuridico democratico.
Dovessero essere per alcuni di noi gli ultimi giorni della propria esistenza,
ebbene, che le ultime nostre parole ed azioni siano veritiere, giuste, intese
al recare soccorso a chi di soccorso ha bisogno, intese al bene comune
dell'umanita'.
*
Pertanto vi proponiamo di voler scrivere alla Ministra dell'Interno, e tramite
essa all'intero Consiglio dei Ministri, una lettera del seguente tenore:
Gentilissima Ministra dell'Interno,
vorremmo sollecitare tramite lei il governo ad adottare con la massima
tempestivita' le seguenti misure:
a) garantire immediati aiuti in primo luogo alle persone che piu' ne hanno
urgente bisogno, e che invece vengono sovente scandalosamente dimenticate
perche' emarginate ed abbandonate alla violenza, al dolore e alla morte, quando
non addirittura perseguitate;
b) abrogare immediatamente le scellerate misure razziste contenute nei due
cosiddetti "decreti sicurezza della razza" imposti dal precedente
governo nel 2018-2019, scellerate misure razziste che violano i diritti umani e
mettono in ancor piu' grave pericolo la vita di tanti esseri umani;
c) riconoscere a tutte le persone che vivono in Italia tutti i diritti che ad
esse in quanto esseri umani sono inerenti, facendo cessare un effettuale regime
di apartheid che confligge con il rispetto dei diritti umani, con la
democrazia, con i principi fondamentali e i valori supremi della Costituzione
della Repubblica italiana.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.
Occorre soccorrere, accogliere e assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Ringraziandola per l'attenzione ed augurandole ogni bene,
Firma, luogo e data, indirizzo del mittente
*
Gli indirizzi di posta elettronica cui inviare la lettera sono i seguenti:
segreteriatecnica.ministro@interno.it
caposegreteria.ministro@interno.it
Vi preghiamo altresi' di diffondere questo appello nei modi che riterrete
opportuni.
*
Grazie a tutte e a tutti di quanto vorrete fare. Chi salva una vita salva il
mondo.
il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la
difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo,
19 marzo 2020, nel cuore esatto della "Settimana d'azione contro il
razzismo