Visualizzazione post con etichetta Enzo Jannacci. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Enzo Jannacci. Mostra tutti i post

mercoledì 11 maggio 2022

La nostra guerra

 

A distanza di una settimana, solo in Sardegna, leggo tre articoli inquietanti, e poiché non mi sembra che il resto d’Italia sia un paradiso forse è qui la nostra guerra, qui sono i nostri nemici.

Provate a leggerli, senza arrabbiarvi troppo, solo il giusto.

Ci sono ospedali che chiudono, rettori delinquenti, dirigenti pubblici ignoranti e corrotti.

Ecco i tre articoli:

primo, secondo e terzo.

L’istinto mi dice di imitare Michael Douglas e fare un po’ di giustizia,

come qui:


e qui:


certo, Michael Douglas doveva essere abbastanza esasperato.

poi mi ricordo che bisogna essere pacifisti (ma non fessi); 
da domani i responsabili dovrebbero essere licenziati senza passare dal via e retrocessi, fino a quando respireranno, ad avere solo il reddito di cittadinanza.

ma temo che la scamperanno come sempre, i delinquenti, loro fanno le leggi che li riguardano.

sabato 21 marzo 2020

Welfare State: una storia di civiltà


In uno Stato che si chiama Italia fino al 1982 esisteva un’imposizione fiscale sui redditi delle persone fisiche (IRPEF) che era, come sancisce la Costituzione (all’art.53), ispirato a criteri di progressività, con 32 aliquote, dal 10% (la minima) al 72% (la massima).
Dal 1982 fino ad oggi c’è stata una riduzione del numero delle aliquote, per arrivare in questi anni a 5 aliquote, dal 23% (la minima) al 43% (la massima).
Traduzione: la progressività costituzionale la stanno facendo evaporare sempre più, anno dopo anno, i redditi medio bassi pagano un po’ meno, i redditi alti pagano molto meno (in percentuale e in euro).
Le giustificazioni teoriche erano queste: se si abbassano le imposte l’economia cresce e se si riducono soprattutto le imposte dei ricchi, magari togliendo anche le imposte patrimoniali (come quelle sull’eredità) l’economia crescerà ancora di più.
Anche chi ha fatto solo le scuole elementari sa che negli anni ’60 e ’70 l’economia andava molto bene (sarà un caso, ma le aliquote per i redditi alti di quegli anni erano molto più alte di quelle degli ultimi 20 anni) e sa anche che negli ultimi 20 anni l’economia ha fatto cilecca, anche tornando indietro (sarà un caso, ma le aliquote per i redditi alti di questi anni sono molto più basse molto più alte di quelle degli anni ’60 e ’70).*

Negli ultimi 40 anni (da Thatcher e Reagan) le politiche economiche dei paesi sviluppati sono state quelle di bastonare i lavoratori, liberalizzare e deregolamentare tutto, svendere i patrimoni pubblici ai privati (pubblico è male, privato è bello), in cambio veniva (e viene) promesso il sole dell’avvenire, non il socialismo, bensì il benessere, tutti sarebbero stati meglio. Intanto tutti hanno capito e visto che in questi 40 anni che quando il settore privato era in crisi il settore pubblico lo salvava (vedi le banche).
Quindi, dal 1982, le entrate fiscali sono diminuite, la spesa pubblica è cresciuta, e il rapporto debito/Pil da “inizio Anni 80 era intorno al 60%, esplode in soli dieci anni fino ad arrivare al 100% nonostante una buona crescita economica del Paese. Nel 1994 il debito pubblico italiano raggiunge il 124% del Pil, mentre a fine 2018, secondo Eurostat era pari al 134,8% del Pil” (dice il Sole 24Ore).

Passo successivo: per anni si racconta che il debito è insostenibile, e anziché far crescere le imposte, che continuano a diminuire, o a non crescere, con interessi sul debito in salita, si decide (tutti insieme, appassionatamente, nessuno escluso) di diminuire la spesa pubblica, e di coprire i buchi derivanti da imposte insufficienti vendendo banche e imprese dell’IRI (che producevano ricchezza collettiva, per l’erario, e per tutti noi), pezzo dopo pezzo, e anche quotandole in Borsa (mutatis mutandis lo stesso è successo in Russia dopo la caduta del muro di Berlino, venivanoo vendute, per pochi rubli, o regalate, le imprese pubbliche, nascono gli oligarchi, e crescono i ricconi, i furbetti e i mafiosi, come da noi).
Contemporaneamente vengono indeboliti i diritti dei lavoratori, addio scala mobile, vengono usate con sempre più frequenza le parole liberalizzazione e deregolamentazione, che fanno rima con precarizzazione, anno dopo anno, si continuano a diminuire, in maniera continua, gli investimenti e le spese per le strutture pubbliche, per gli investimenti pubblici, per gli organismi per il controllo della sicurezza sul lavoro, si pompa la sanità privata indebolendo la sanità pubblica, si fa il numero chiuso per medici e infermieri, per risparmiare sulla formazione (leggi qui), si tagliano gli investimenti per l’università, la ricerca, la scuola pubblica.
Invece crescono inquinamento e spese militari, si sostengono con un po’ di milioni (corruzione e vendita di armi) regimi terribili per i nostri standard europei, ma tanto molte di quelle risorse economiche che ci servono (petrolio e gas) stanno in Africa e nel Vicino Oriente, chi se ne frega.
Ormai è da troppi gli anni che lo Stato diventa più “leggero”.
I tagli alla sanità sono paragonabili a quello che accade a chi non paga ’assicurazione, fino a che va tutto bene se la gode, quando va male e ci sono danni enormi causati da qualche incidente piange miseria, e chiede la carità, la solidarietà, col cappello in mano, dopo aver venduto (a poco prezzo) i gioielli di famiglia.
E la carità arriva, appaiono i benefattori, che sono pieni di soldi, aspettavano di essere interpellati e pregati e ringraziati con tanti inchini.
Se lo Stato (cioè noi) avesse preteso aliquote più alte sui redditi e imposte patrimoniali non avrebbe avuto bisogno di quei soldi.
Come dice Marta Fana (qui) anche noi diciamo: Beato il popolo che non ha bisogno di mecenati.
Dice Nouriel Roubini, economista: Dal punto di vista dell’economia, questa è la peggior crisi della storia. E quindi bisogna avere il coraggio di lanciare misure assolutamente eccezionali. È il momento dell’helicopter money: semplicemente distribuire a tutti i cittadini, indipendentemente dall’età e dalla condizione sociale, una somma di denaro per far fronte almeno in parte alle esigenze immediate e tentare di rilanciare i consumi. (qui)
Gli effetti di questa crisi mondiale saranno gravissimi sull’economia, sul lavoro, sulla vita di chi sopravviverà...

mercoledì 10 dicembre 2014

Dead teachers talking

(da leggere sullo stile di "Quelli che", di Enzo Jannacci)

Bisogna abbassare il livello.
Tanto il diploma è solo un pezzo di carta.
Il materiale umano è quello che è.
Io voto sempre come dice il Preside (Dirigente scolastico), non si sa mai.
Pensa ai posti di lavoro.
Bisogna stare attenti ai ricorsi.
Vado a scuola, firmo, e poi, tanto gli studenti non ci sono, vengo alla manifestazione.
Ma che cosa ti costa promuoverlo?
Il cliente ha sempre ragione.
Bisogna venirsi incontro.
Ma lei cosa ha fatto per farli recuperare?
Non bisogna mettere brutti voti, altrimenti si uccide la motivazione.
Ma io apprezzo la buona volontà!
Se lo dice il Preside (Dirigente scolastico) sarà così.
Gli alunni bisogna accontentarli...

martedì 2 aprile 2013

ricordo di Enzo Jannacci

l'ho visto e ascoltato qualche anno fa in un teatro, indimenticabile, da ascoltare e riascoltare - franz



qui protagonista de "L'udienza", grandissimo film di Marco Ferreri


dal minuto 21





mercoledì 6 marzo 2013

"Se me lo dicevi prima", canta Enzo Jannacci

prima domanda: gli otto punti di Bersani ci sarebbero stati senza il M5S al 25%?
seconda domanda: se gli otto punti, nella loro formulazione completa, c’erano anche prima, perché non li ho letti in campagna elettorale? - franz




gli otto punti di Bersani (e del PD):
1) Fuori dalla gabbia dell'austerità. 
Il Governo italiano si fa protagonista attivo di una correzione delle politiche europee di stabilità. Una correzione irrinunciabile dato che dopo 5 anni di austerità e di svalutazione del lavoro i debiti pubblici aumentano ovunque nell'eurozona. Si tratta di conciliare la disciplina di bilancio con investimenti pubblici produttivi e di ottenere maggiore elasticità negli obiettivi di medio termine della finanza pubblica. L'avvitamento fra austerità e recessione mette a rischio la democrazia rappresentativa e le leve della governabilità. L'aggiustamento di debito e deficit sono obiettivi di medio termine. L'immediata emergenza sta nell'economia reale e nell'occupazione. 

2)  Misure urgenti sul fronte sociale e del lavoro.
-  Pagamenti della Pubblica Amministrazione alle imprese con emissione di titoli del tesoro dedicati e potenziamento a trecentosessanta gradi degli strumenti di Cassa Depositi e Prestiti per la finanza d'impresa.
-  Allentamento del Patto di stabilità degli Enti locali per rafforzare gli sportelli sociali e per un piano di piccole opere a cominciare da scuole e strutture sanitarie.
-  Programma per la banda larga e lo sviluppi dell'ICT.
-  Riduzione del costo del lavoro stabile per eliminare i vantaggi di costo del lavoro precario e superamento degli automatismi della legge Fornero.
-  Salario o compenso minimo per chi non ha copertura contrattuale.
-  Avvio della universalizzazione delle indennità di disoccupazione e introduzione di un reddito minimo d'inserimento.
-  Salvaguardia esodati.
-  Avvio della spending review con il sistema delle autonomie e definizione di piani di riorganizzazione di ogni Pubblica Amministrazione.
-  Riduzione e redistribuzione dell'IMU secondo le proposte già avanzate dal PD.
-  Misure per la tracciabilità e la fedeltà fiscale, blocco dei condoni e rivisitazione delle procedure di Equitalia.
Ciascun intervento sugli investimenti e il lavoro sarà rafforzato al Sud, anche in coordinamento con i fondi comunitari.

3) Riforma della politica e della vita pubblica. 
-  Norme costituzionali per il dimezzamento dei Parlamentari e per la cancellazione in Costituzione delle Province.
-  Revisione degli emolumenti di Parlamentari e Consiglieri Regionali con riferimento al trattamento economico dei Sindaci.
-  Norme per il disboscamento di società pubbliche e miste pubblico-private.
-  Riduzione costi della burocrazia con revisione dei compensi per doppie funzioni e incarichi professionali.
-  Legge sui Partiti con riferimento alla democrazia interna, ai codici etici, all'accesso alle candidature e al finanziamento.
-  Legge elettorale con riproposizione della proposta PD sul doppio turno di collegio.

4) Voltare pagina sulla giustizia e sull'equità.
-    Legge sulla corruzione, sulla revisione della prescrizione, sul reato di autoriciclaggio.
-    Norme efficaci sul falso in bilancio, sul voto di scambio e sul voto di scambio mafioso.
-    Nuove norme sulle frodi fiscali. 

5) Legge sui conflitti di interesse, sull'incandidabilità, l'ineleggibilità e sui doppi incarichi. 
Le norme sui conflitti di interesse si propongono sulla falsariga del progetto approvato dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera nella XV Legislatura che fa largamente riferimento alla proposta Elia-Onida-Cheli-Bassanini.

6) Economia verde e sviluppo sostenibile.
-    Estensione del 55% per le ristrutturazioni edilizie a fini di efficienza energetica.
-    Programma pubblico-privato per la riqualificazione del costruito e norme a favore del recupero delle aree dismesse e degradate e contro il consumo del suolo.
-    Piano bonifiche.
-    Piano per  lo sviluppo delle smart grid.
-    Rivisitazione e ottimizzazione del ciclo rifiuti (da costo a risorsa economica). Conferenza nazionale in autunno.

7) Prime norme sui diritti.
-    Norme sull'acquisto della cittadinanza per chi nasce in Italia da genitori stranieri e per minori nati in Italia.
-    Norme sulle unioni civili di coppie omosessuali secondo i principi della legge tedesca che fa discendere effetti analoghi a quelli discendenti dal matrimonio e regola in modo specifico le responsabilità genitoriali.
- Legge contro il femminicidio.

8) Istruzione e ricerca.
-    Contrasto all'abbandono scolastico e potenziamento del diritto allo studio con risorse nazionali e comunitarie.
-    Adeguamento e messa in sicurezza delle strutture scolastiche nel programma per le piccole opere.
-    Organico funzionale stabile, piano per esaurimento graduatorie dei precari della scuola e reclutamento dei ricercatori.

"Queste proposte, che non sono ovviamente esaustive di un programma di governo e di legislatura, ma che segnano un primo passo concreto di cambiamento - precisa il segretario del Pd - vengono sottoposte a una consultazione sia riferita alle priorità sia ai singoli contenuti. A questo fine verranno messi in rete l'elenco delle proposte e, via via per ogni singolo punto, i relativi progetti di legge o le specificazioni di dettaglio in modo da consentire una partecipazione attiva alla elaborazione e all'arricchimento dei contenuti".

martedì 18 dicembre 2012

Beppe Viola, uno che il calcio

Sono intatti i ricordi, non hanno perso forza le parole, quella metrica tutta sua, scandita dai punti, i due punti. Truman Capote e Damon Runyon nell'ispirazione; Milano, il porfido, il dialetto nella dizione. Una traccia che resta, ripassata dalla malinconia per vent'anni: 17 ottobre 1982. L'ultima cronaca, l'ultimo foglio nell'Olivetti, l'ultimo giorno di Beppe Viola. 
Per ritrovarlo, ritrovare il suo scrivere che era poi il suo dire, serve uno sforzo, bisogna andare più indietro, cacciar via quella stanza lassù al Fatebenefratelli, quella finestra col serramento in alluminio con Franca e le sue lacrime trattenute essendo le figlie quattro, da avvisare in qualche modo, a casa.
Ecco, prima. Bastano poche ore. C'era la sua stanza alla Rai e un ufficio in una villetta, viale Arbe. «Magazine» si chiamava, per metterla giù un po' dura con il solito anticipo, «un marchettificio» dove si scriveva attorno a lui, che dava multe se in un pezzo mettevi dentro «sfrecciano», lire 5 mila; «ginocchio in disordine», 10 mila; «il centrocampista va a battere» 20 mila, carta straccia, rifare per favore, dai, su. Insegnava davvero, anche se non lo ammetterebbe nemmeno adesso…

1. Domenico Calabrò è fatto così: altezza m 1,58, peso 65 chili comprese le calze, torace in dilatazione 114, in regressione 14, vita senza pensieri cioè serena, occhi intensamente privi di significato, piedi due....
2. Ecco alcuni motivi che possono spingere un bravo disegnatore tecnico a compiere una rapina. Perché tutti dicono che è facile. Per far vedere che anch'io ho il coraggio di farlo. Per conquistare il cuore di un'entreneuse. Perché i soldi non sono tutto nella vita. Perché non si sa mai nella vita cosa può capitarti. Per vedere se è vero che i giornali raccontano un sacco di balle. Per provare se il passamontagna ti va ancora bene...
3. A Toronto si mangia benissimo, tant'è vero che Bologna è chiamata la Toronto del nord.
4. "Lei è mai stato innamorato?". "No, ho sempre fatto il benzinaio".
5. Sarei disposto ad avere 37 e 2 tutta la vita in cambio della seconda palla di servizio di McEnroe.
6. Quelli che credono che di fianco al vagone letto ci sia il vagone comodino.
7. Pecché mi sunt nu bello sciuretto. T'è capit? Mi tengo i soldi e la macchina con le ruote in lega leggera, mi sunt vegniù a Milan cunt una partida de limon e ho fatto i soldi pecché mi sunt viun che laura e mi sunt fa un kiù accussì.
8. Quando vengono al mondo i bambini ricchi parlano già quattro lingue, sono abbronzati e hanno le mèche.
9. Con i soldi si può fare di tutto, anche il marinaio. Ai tempi di Melville, Conrad o Jack London, tutta gente che col mare s'è piazzata e ha fatto i soldi, si credeva che il marinaio tipo fosse un uomo in cerca di avventure, un personaggio romantico e soprattutto molto abbronzato.
10. Gli uomini più ricchi del mondo sono sette, come settimo non rubare: Paul Getty, Paul Getty I, Paul Getty II, Paul Getty III, Paul Getty IV, tutti con lo stesso numero di giri; seguono, distanziati di quattromila lire, Massimo Boldi (e signora) e Giorgino Armani.
11. Le vacanze estive sono il periodo più bello del mese di febbraio; sono i giorni più spensierati del mese di novembre perché comprendono le feste più importanti: i giorni della merla, sant'Omobono e tutti i week-end; per non parlare di ferragosto, che è il giorno di settembre più freddo dell'anno (con questo, non è che si voglia parlare male degli stranieri).
12. C'è stato qualche scienziato che ha cercato di sostituire il calcio con la pallacanestro, ma i risultati non sono stati molto soddisfacenti.
13. La carenza di calcio provoca dei fenomeni curiosi, tipo richiamo verso la lettura, la meditazione, incupimento del tono psichico generale, alcolismo, gioco del tennis, aeromodellismo.
14. Professione: uomo più bello del mondo. Indirizzo: St. Tropez. Orario di lavoro: dall'una (di notte) alle sei (del mattino). Hobby: famiglia tipo. Segni particolari: straordinari attributi fisici dalla vita in giù. Frase preferita: ne ammazza più l'orgasmo che il disarmo.
15. Perdonami se t'ho fatto piangere / perdonami non lo farò più. / Siamo fratelli, alcune sorelle / diamoci un bacio e ancora del tu.
16. L'Everest è un paese bellissimo, pieno di verde e di sherpa in attesa del permesso di ritornare giù, almeno a 7000 metri, per respirare una boccata d'aria un po' meno pura.
17. La televisiun la gha una forsa de leun. / La televisiun la gha paura de nessun. / La televisiun la te indurmenta 'me un cujun.
18. Maria Cortinovis, in Pedelupo, ha avuto tutto dalla vita: un paio di scarpe da uomo, quattro morbilli che le hanno rovinato la reputazione, il numero 48 alla catena fusibili della Dalmine, un matrimonio senza fiori.
19. Una cosa che mi sono sempre domandato è perché se tu una volta mandi a fare in culo un camionista, ti devi trovare di fronte per forza uno che mentre ti dice: parlava con me capo?, ti solleva te e la Giulia.
20. Da vent'anni dipendente della Rai-Tv, passaporto italiano, militesente, presunto capo di famiglia numerosa, non soltanto ignoravo le regole del football americano, ma non mi era mai passato per la testa di assistere a una partita.
21. Ma come, è morto l'Oscar? Porca troia... Aveva soltanto cinquant'anni, non ha mai fumato una sigaretta, non beveva, sempre all'aria aperta perché lui era qui a San Siro anche la mattina per vedere gli allenamenti, non ha mai lavorato perché in queste cose l'Oscar è sempre stato coerente, eppure l'hanno "fatto" anche lui.
22. Appena il professor Rescalli entrava in aula, apriva il registro e controllava i presenti dicendo: "Oltre a Mazzarella e Viola chi manca oggi?". Mazzarella era precipitato giù dal tram numero 24 insieme col sottoscritto, facendosi regolarmente pizzicare dal sempre vigile occhio di quel nasone del "prof". E gli studi dei compagni di scuola cominciavano senza il calore della nostra partecipazione, mentre Mazzarella e io, tolto il grande lenzuolo del biliardo, ne ripulivamo il tappeto verde con sapienti spazzolate.
23. Sport è... credere che la palla sia davvero rotonda.
24. Ci ho via una gamba da quando ho fermato il tram in viale Porpora. Il pallone però l'ho salvato anche se adesso non mi serve. Potrei giocare in porta, ma nessuno mi dà fiducia. Dicono che se ogni volta che devo prendere il pallone mi salta una gamba, non vale la pena.
25. Il significato delle cartoline è plurimo, ma soprattutto postale, nel senso che basta scrivere una cartolina per sapere chi l'ha mandata.

…Per concludere questo piccolo ricordo, propongo alcune righe di un commosso articolo di Gianni Brera, pubblicato su LA REPUBBLICA del 19 ottobre 1982:
 (…) Era nato per sentire gli angeli e invece doveva, oh porca vita, frequentare i bordelli. (…) Povero vecchio Pepinoeu! Batteva con impegno la carta in osteria e delirava per un cavallo modicamente impostato sulla corsa; tirava mezzo litro e improvvisava battute che sovente esprimevano il sale della vita. Aveva un humournaturale e beffardo: una innata onestà gli vietava smancerie in qualsiasi campo si trovasse a produrre parole e pensiero. Lavorò duro, forsennatamente, per aver chiesto alla vita quello che ad altri sarebbe bastato per venirne schiantato in poco tempo. Lui le ha rubato quanti giorni ha potuto senza mai cedere al presago timore di perderla troppo presto. La sua romantica incontinenza era di una patetica follia. Ed io, che soprattutto per questo lo amavo, ora ne provo un rimorso che rende persino goffo il mio dolore... »