da non perdere, promesso - franz
…Dopo il rientro, Franco incontra Fulvio Ervas che
passeggia per le strade di Treviso. Fulvio è uno scrittore e Franco lo sa, ma
predilige i gialli. Mediatore dell’approccio è un dentista: non proprio il
massimo ma i due non stanno a sottilizzare. «Tu scrivi?» chiede Franco. Fulvio
annuisce. «Allora ascoltami,
perché la storia che voglio raccontare ha la forza della vita vera».
Ervas ascolta per più di un anno. Fino a quando Franco gli ricorda una verità,
banale ma triste: «io e la mamma di Andrea un giorno ce ne andremo. E questo
produrrà un’altra conseguenza ovvia: Andrea rimarrà solo per una trentina
d’anni. Su questa terra. Dentro la sua nazione indiana, la sua riserva». Ma tra
questo schiaffo finale e la prima volta seduti l’uno di fronte al'’altro,
Franco rovescia addosso a Fulvio la vicenda da urlo vissuta col figlio.
Ne viene fuori questo libro. A Fulvio Ervas il merito
di avere impresso con la forza di una narrativa tracimante un on the road a detta di troppi impossibile e
che invece si è tradotto in best seller…
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