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martedì 26 settembre 2017

Liceo corto, vizio lungo - Gigi Monello


Siccome mercato interno ed estero ingurgitano senza sosta diplomati e laureati, è giusto forzare il passo, non regalando a nessuno il vantaggio di fare in 4 anni, ciò che noi facciamo in 5. Problema di quantità, insomma. È l'unica ragione (discutibile) a favore del liceo breve. Ingurgita, per caso, il mercato? Ma figurarsi. Fumo negli occhi, dunque. Le ragioni del botto d'Agosto devono essere altre; più in linea con la usuale inclinazione al "machiavello".
Tira aria di resa dei conti: il Gentiloni saluta a Marzo; in primavera ci si gioca tutto: fortune personali e destino del paese (quando si dice la combinazione). O l'avventura rampantista riparte o finisce per sempre (a naso, buona la seconda). Può il ministro tacere? Non può. Deve fare notizia, metter mano alla tela di Penelope e fare anche lei quello che tutti hanno già fatto: riformare. O dire di volerlo fare.
Liceo corto, dunque: giovani più presto al lavoro; un anno risparmiato; lo fanno in Europa (falso, sono molti a non farlo); si comincia con 100 classi e, se funziona, si fa tutti così. Manca solo la lacrimuccia ipocrita sui bassi stipendi e l'accenno all'obbligo a 18 anni: che arrivano puntuali. Il piatto è servito: TG e WEB per ore 24 non smettono di macinare, dimodoché dal mare ai monti non si parla d'altro che della nuova pensata. Vantaggi? I liberisti plaudono al taglio di spesa (1.380 milioni); un certo praticismo qualunquista, alla saggezza del buon tempo antico: "a che serve studiare tanto? Andè a lavurà!" Come con la Buona Scuola, l'anima del turbo-pedagogismo di governo è ragioneria ed estetica dell'azione: la cassa e la grancassa.
Certo, a guardare il dettaglio di questo ennesimo esperimento, viene da compatire le cavie: stessi programmi, medesimi esami finali, orario potenziato da 900 a 1000 e passa ore annue; sesta ora di lezione (chi già la fa, riferisce che vale il 30/40% di un'ora normale); alternanza scuola-lavoro possibilmente tutta nelle vacanze natalizie, pasquali ed estive (ci crederò quando lo vedo); una materia tutta in inglese in terza e in quarta (servirà ad imparare la materia o ad imparare l'inglese?). L'impressione è di cosa non troppo meditata: fosse per caso "un pacco"? Niente affatto: dalle traboccanti adunate cielline (l'effimero teologico-litoraneo) scende il verbo sereno: "non ci sarà tanto una riduzione nella quantità dei contenuti, quanto una innovazione qualitativa degli stessi". Frasetta nebulosa: non serve neppure attivare le funzioni corticali superiori, bastano le sole narici per classificarla al volo nella riverita categoria del "suona bene ma non significa un fico".
Bello sarà vedere ‒ tanto per dirne una ‒ come i diretti interessati faranno entrare dentro terzo e quarto scientifico ‒ già, di loro, pienotti ‒ Induzione elettromagnetica, Equazioni di Maxwell, Relatività ristretta, Modelli atomici, Crisi della fisica classica e Meccanica quantistica; temini del 5°anno. Basteranno gli abracadabra della didattica laboratoriale e del potenziamento tecnologico? O si arriverà agli elettrodi a ventosa sul cranio prima di andare a dormire? In attesa di sapere che ne sarà di questa pubblica istruzione modello Scientology, ai prossimi fortunati l'augurio del Chiambretti: "Comunque vada, sarà un successo". Formativo.

sabato 26 agosto 2017

A Piazza Indipendenza Minniti e la sua polizia hanno fatto schifo - Giuseppe Aragno



Il ministro Minniti, che molto probabilmente ha scambiato l'Italia repubblicana per quella fascista, potrà querelare il Dizionario Garzanti o il compianto De Mauro, ma è molto difficile che trovi giudici disposti a dargli ragione, perché vocabolario alla mano, si dice così: quando vedi persone che provocano ribrezzo, disgusto e nausea, provi una sensazione di schifo.
A Piazza Indipendenza si è visto di tutto, persino un bisonte in divisa che impediva a un giornalista di fare il suo lavoro; il comportamento della polizia è stato così ripugnante moralmente e fisicamente, che in qualunque Paese democratico del mondo il Ministro dell'Interno sarebbe stato licenziato. L'Italia però non è un Paese democratico; da anni ormai le Camere sono occupate da "nominati" che non abbiamo eletto, abusivi e figli di una legge fuorilegge.
Bobbio nel suo dizionario della Politica non lascia spazio al dubbio: gli indecorosi metodi con cui Minniti impone la sua malsana idea di "decoro urbano" fanno della violenza il vero fondamento del potere di governo e tendono a quella identificazione  tra violenza e potere che non costituisce solo un esempio classico di fallimento della democrazia, ma è il primo sintomo della sua morte violenta.
Una morte violenta che nessuno pagherà, benché Daniele Napolitano abbia ripreso sia l'omicidio che gli assassini, come si vede nel filmato che segue:


sabato 19 agosto 2017

Maledico questa mia vecchiaia - Giuseppe Aragno


Undicimila, afferma il cronista indifferente. Tanti gli uomini, le donne e i bambini che hanno attraversato il Canale di Sicilia. "Successo politico" della stretta di freni, sottintende, ma nulla dice dei morti affogati, di quelli rispediti nei luoghi di tortura, consegnati ai nostri complici macellai e restituiti alla disperazione da cui speravano fuggire. Le nostre "bombe intelligenti" sono sparite dalla scena, assieme a Giorgio Napolitano, anima nera della tragedia libica e autentico killer della repubblica. Non conosciamo i "numeri" della strage, non possiamo - e in tanti purtroppo non vogliamo - fermarci sulla tragedia cui assistiamo.
Quanti sono i morti? Quante le donne stuprate? Quanti i bambini uccisi o lasciati soli in balia di criminali? Le più atroci tempeste della vicenda umana si riducono a due parole nei manuali di storia e sono binari morti, rami secchi, passato senza presente. E' anche per questo che parlamentari illegittimi - eccoli i veri e autentici clandestini - hanno potuto approvare di nuovo leggi razziali e far passare il "Codice Minniti", mentre sotto i nostri occhi ovunque si rinnova in Europa la ferocia hitleriana.
E' ferragosto. Gli "esportatori di democrazia" riposano e nessuno chiede conto delle nostre giovani generazioni rapinate del futuro, dei vecchi condannati al lavoro forzato, di una infinita barbarie che i pennivendoli chiamano civiltà.
Se mai verrà il tempo delle ricostruzioni, si vedrà che la nuova banalità del male ha causato un genocidio. Il futuro è già scritto? No, il futuro lo scriviamo noi e perciò maledico questa mia vecchiaia che mi impedisce di ribellarmi in tutti i modi possibili, armi comprese, al nuovo fascismo che dilaga.

lunedì 5 dicembre 2016

I magi alla capanna - Giuseppe Aragno


L'embargo. Quanta arrogante violenza! Mi fanno ridere gli inchini, le riverenze, gli elogi, i salamelecchi, le critiche "oggettive" dei democratici d'accatto e le feste di piazza dei "patrioti cubani". Non volle fare le "parti uguali" tra diseguali. L'avete odiato, vi ha fatto tremare e infine vi ha fregato. Ci avete messo la rabbia e l'odio, mentre era stretto tra due giganti, ma non si è fatto schiacciare. In un mondo che dimentica presto, avete fatto di tutto per cancellarlo, ma sarà ricordato.
Di voi no. Di voi non si ricorderà nessuno e non è poco.
Per voi, che avete costruito un inferno e lo chiamate vita, per voi che dite di avere una risposta per tutto, c'è ora una domanda a cui non saprete rispondere mai: Allende lo ha accompagnato e si sono dati la mano lui e il Che?
Voi, nel migliore dei casi, avete un appuntamento con Pinochet.
Buon viaggio Fidel.

martedì 15 novembre 2016

Fermiamo i terremoti usando i soldi delle Grandi Opere Inutili e Imposte

Lettera Aperta all'Arcivescovo di Norcia e Spoleto
Comitato No TAV di Sant'Ambrogio di Torino - Valle di Susa - 11-11-2016

Operazione San Benedetto, Patrono d'Europa

Caro Monsignor Renato Boccardo, Arcivescovo di Norcia e Spoleto,

A scriverTi è il Comitato Santambrogese No TAV e Vigilanza Cave di cui conosci molti da lunga data e che spesso hai incontrato in occasione dalla festa patronale di San Giovanni Vincenzo. Festa in cui ci hai abituati a temporanei ritorni nel Tuo paese di origine per presiedere con gioia l'Eucarestia per la comunità.

Abbiamo letto la tua rattristata dichiarazione rilasciata dopo il crollo della basilica di San Benedetto a Norcia provocato dalle scosse del terribile, interminabile terremoto che sta distruggendo vaste aree del centro Italia.

"La nostra gente è psicologicamente consumata...dopo questa nuova mazzata deve ricominciare da capo...abbiamo sospeso le messe; in questo momento è importante per noi non sentirci soli".

Attraverso questo messaggio vorremmo fare arrivare a Te e a tutte le persone che soffrono, affettuose parole di vicinanza e un abbraccio di amicizia che scaturisce dal nostro profondo umano sentimento.

Il settimanale diocesano La Valsusa ha opportunamente lanciato l'appello "Aiutiamo Norcia" che non abbiamo lasciato inascoltato incoraggiando i nostri simpatizzanti a provvedervi singolarmente secondo le proprie disponibilità e sensibilità.

In questa tragica circostanza, vorremmo ricordarTi che una cospicua somma di denaro, utile a far fronte a molte necessità contingenti e future, potrebbe essere dirottata dall'incredibile cifra di 2,9 miliardi di Euro corrispondente al costo stimato a carico dell'Italia per la tratta internazionale del tunnel di base - ancora da iniziare - della famigerata quanto inutile linea ferroviaria Torino-Lione (cfr. Il Sole 24 Ore del 29 giugno 2016).

Quanto preferiremmo indirizzare queste risorse a chi si trova in reale stato di bisogno piuttosto che spenderle per un'opera che la Valle e il buonsenso rigettano.

Sarà sicuramente noto anche a Te che l'insediamento del cantiere del tunnel geognostico di Chiomonte, propedeutico all'avvio dei lavori, è riuscito a procurare la distruzione della necropoli nell'area archeologica della Maddalena, di una grande porzione di territorio, la costruzione attorno ad esso di un minaccioso fortilizio costantemente vigilato da ingenti forze di polizia e militari e la esasperata criminalizzazione del dissenso.

Nei prossimi mesi è prevista la ratifica in sede parlamentare dell'ennesimo accordo Italia-Francia per l'avvio dei lavori definitivi della sezione transfrontaliera, detta tunnel di base.

Vorremmo ricordare che per questa ratifica non è mai sussistito, e non sussiste tutt'ora, il presupposto fondamentale che l'accordo Amato-Chirac di Torino del 2001 aveva fissato: la saturazione della linea esistente come prerequisito necessario all'avvio dei lavori.

"PresidioEuropa", gruppo di lavoro del Movimento No TAVcon ampio respiro internazionale, giorni addietro ha emesso un Comunicato Stampa in cui chiede al Governo Renzi, litigioso quanto mai con la Commissione europea per potere indebitare l'Italia dello 0,1% (pari a 1,6 miliardi di €) del PIL per interventi a favore di terremotati e i migranti, di lanciare l'Operazione San Benedetto Patrono d'Europa.

Energica proposta per un coraggioso piano per la messa in sicurezza e la ricostruzione post terremoto delle abitazioni civili e delle opere d'arte usando il denaro previsto per la realizzazione delle Grandi Opere Inutili e Imposte, dalla Torino-Lione al Terzo Valico fino al Ponte di Messina e molte altre.

Un caro saluto con incoraggiamento a resistere insieme nelle avversità.

10 novembre 2016, Comitato Santambrogese No TAV e Vigilanza Cave


La meglio gioventù
4 novembre 1966 – 4 novembre 2016
da Firenze a Norcia
Fermiamo i terremoti usando i soldi delle Grandi Opere Inutili e Imposte

Sono passati 50 anni da quando migliaia di giovani entusiasti si buttarono il 4 novembre 1966 nel fango per salvare le ricchezze artistiche della città di Firenze.
Oggi sono ancora di più i giovani e i meno giovani (molti sono ancora quelle e quelli che erano ragazze e ragazzi 50 anni fa) che proseguono idealmente quel lavoro per salvare non solo più una città e le sue ricchezze dal fango ma l’Italia intera dalla corruzione, dal malaffare, dallo spreco delle risorse pubbliche, dalla distruzione della natura.
Sono le sentinelle che danno l’allarme e lottano per la difesa del Pianeta.
Sono le cittadine e i cittadini impegnati oramai da decine di anni nella lotta alle Grandi Opere Inutili e Imposte, quelle che molti chiamano le GOII.
Il 26 ottobre 2016, solo otto giorni fa, una delegazione di cittadine e cittadini del Forum contro le GOII è entrata nel Parlamento Europeo per consegnare la Sentenza del Tribunale Permanente dei Popoli “Diritti Fondamentali, Partecipazione, delle Comunità Locali e Grandi Opere”- dal Tav Torino-Lione alla realtà globale. Questa sentenza ha condannato l’Unione europea, l’Italia e la Francia per avere aver violato i diritti fondamentali dei cittadini in numerosi progetti di Grandi Opere Inutili e Imposte (GOII).
Domenica 30 ottobre 2016 il terremoto ha fatto crollare a Norcia la Basilica di San Benedetto, patrono d’Europa, quella stessa Europa alla quale Matteo Renzi si rivolge per ottenere il via libera all’aumento del debito dell’Italia di uno 0,1% in più sul PIL, un importo di 1,6 miliardi, a copertura delle spese per la ricostruzione post terremoto.
Vogliamo dire a Matteo Renzi, che ha incontrato due giorni fa Monsignor Renato Boccardo, Vescovo di Norcia e suo consigliere spirituale, che non ha bisogno di chiedere una speciale intercessione presso il Santo Patrono d’Europa.
Chiediamo a Renzi di lanciare piuttosto l’Operazione San Benedetto – Patrono d’Europa, ossia un coraggioso piano per la messa in sicurezza e la ricostruzione post terremoto delle abitazioni civili e delle opere d’arte usando il denaro previsto per la realizzazione delle Grandi Opere Inutili e Imposte, dalla Torino-Lione al Terzo Valico fino al Ponte di Messina, invece di penalizzare ulteriormente i bilanci dello Stato.
Diciamo a Renzi che un importo molto ingente (ben 2,7 miliardi di €) lo ha già a diposizione solo se decidesse di non finanziare il costo della parte francese del tunnel di 57 km della Torino-Lione come previsto dagli Accordi tra l’Italia e la Francia, l’ultimo dei quali firmato nel 2015 a Parigi.

mercoledì 9 novembre 2016

Per i giovani un destino cinico? No, baro, anzi stupido - Mauro Artibani


Livia, 27 anni, laurea magistrale in Architettura con 110 e lode. Lo scorso anno con "garanzia giovani" lavora senza sosta per sei mesi a 500 euro/mese, 4 dei quali non ancora incassati. Quest'anno, free lance, sta in uno studio di professionale, senza sosta, per 900 euro/mese lordi.
Mia figlia, come le figlie/i di molti stanno dando tutto: dispongono di capitale umano come mai prima nella storia, hanno una disposizione alla spesa a più non posso, hanno il vigore dell'età.
Vabbè, Livia un caso; poi magari due, tre, quattro, cinque casi?
Quando il Rapporto 2016 della Caritas su povertà ed esclusione sociale fa i conti, ci resti secco.
Quelli di "Avvenire" ci guardano dentro, ne estraggono dati, fanno il titolo: "I giovani sono i nuovi poveri".
"La crisi del lavoro ha infatti penalizzato e sta ancora penalizzando soprattutto giovani e giovanissimi in cerca di occupazione e adulti rimasti senza impiego. Per la prima volta in Italia la povertà assoluta, che ha raggiunto i picchi più alti degli ultimi dieci anni, colpisce maggiormente giovani in cerca di lavoro e adulti rimasti senza impiego. E diminuisce con l'avanzare dell'età. Tra i 4,6 milioni di poveri assoluti il 10,2% sono nella fascia d'età tra i 18 e i 34 anni."
Quelli della Caritas, la misurano; quelli come Livia la vivono seppur lavorando.
Già, si può adire la malasorte, l'insipienza genitoriale; con l'etica si può moraleggiare sul destino cinico e baro ma....
Si, ma: se la crescita economica vien fatta con la spesa e se per fare quella spesa non hanno la capacità di reddito per farla, la spesa non si fa; il prodotto resta invenduto, il capitale umano svalutato. La scarsa attitudine alla spesa degli attempati, seppur corroborata da redditi alla bisogna, non compensa.
Attenzione però! Tutto questo garbuglio non è nè giusto nè sbagliato: e' stupido, economicamente stupido!
Occorre credo rammentare come la stupidità, in economia, sia da considerarsi un crimine che va perseguito: che cacchio di allocazione delle risorse di reddito è mai questa che fa mancare, a chi più fa, quel che invece resta in tasca a chi fa meno?
Se vedete in giro economisti, politici, policy maker provate a chiedere.
Loro sanno!

sabato 18 giugno 2016

Costanti scolastiche - Riccardo Ghinelli


"Una costante fisica è una grandezza fisica oppure un numero adimensionale che è universale in natura e indipendente dall'istante e dal luogo in cui viene misurata (costante di natura)".
"Ci sono molte costanti in natura, molte delle quali sono riconducibili a combinazioni della costante di Planck ħ, la costante di gravitazione universale G, la velocità della luce nel vuoto c, la costante dielettrica del vuoto ε0, e la carica elementare e".
Così Wikipedia sulle costanti fisiche.
A queste se ne dovrebbe aggiungere un'altra: le diciotto ore degli insegnanti, grandezza invariabile, indipendente da come la si misuri.
Qualche esempio.
Quanto lavora un insegnante? "Diciotto ore".
C'è pure l'ora di ricevimento settimanale.
Quanto lavora un insegnante? "Diciotto ore".
Le lezioni dovrai pure prepararle, devi aggiornarti. E poi devi anche tener dietro alle novità che vengono dal Ministero.
Quanto lavora un insegnante? "Diciotto ore".
Poi ci sono i compiti. Vanno preparati, mica posso ridargli quello dell'anno scorso, che lo hanno comprato da quelli dell'anno prima. E poi se do questo compito alla classe che ho quest'anno, sai che macello. E arrivare a scuola almeno mezz'ora prima per fotocopiarlo e magari c'è la coda. E poi correggerlo. Anzi correggerli e aumentano sempre. Perché magari hai sempre tre classi, ma quando al Ministero alzano il numero degli alunni per classe mica ci pensano che gli alunni che devi seguire piano piano sono passati da sessanta a novanta. Anzi no, visto che a inizio carriera avevi tre classi e adesso ne hai cinque, sono passati da sessanta a centocinquanta.
Quanto lavora un insegnante? "Diciotto ore".
E poi ad un certo punto con l'aumento degli alunni non ce la fai più con le verifiche orali e passi ai test. Anche quelli da preparare, fotocopiare, correggere.
Quanto lavora un insegnante? "Diciotto ore".
In qualche materia tecnica in quinta si assegna qualche compito di un certo peso, ad esempio un progetto o un bilancio. Che richiede un bell'impegno agli studenti, ma anche agli insegnanti, per entrambe a volte finisce con l'impegnare una o più notti. Anche questi compiti crescono col numero degli studenti, finché un anno con l'assegnazione delle cattedre, ci si ritrova con due quinte da trenta e i lavori raddoppiano.
Quanto lavora un insegnante? "Diciotto ore".
E poi ci sono le riunioni: collegio docenti ordinari e straordinari, consigli di classe, riunioni per materie, programmazione, commissioni varie ed eventuali. Infine gli scrutini. Lo sapevate che per gli scrutini non c'è limita di tempo?
Quanto lavora un insegnante? "Diciotto ore".
Le riunioni si portano dietro i documenti. Programmi preventivi e consuntivi, programmazione, documento del 15 maggio, relazione sulla classe, relazione sul programma. E poi PEI, POF, PTOF e CPNHPNM (1). Alla fine fare le medie e anche un giudizio per giustificare ogni voto, soprattutto quelli negativi. Dare indicazioni su cosa devono studiare i rimandati (come se non ci fosse il programma). Consegnare i compiti scritti impacchettati ed etichettati. E per ogni riunione un verbale che qualcuno dovrà pur fare.
Quanto lavora un insegnante? "Diciotto ore".
Per non parlare delle piccole cose: "Passi in segreteria" "Passi dal preside" "C'è una circolare da firmare e da leggere" "Ho bisogno di parlarti per quell'alunno di terza". E magari fare la fotocopia di un articolo interessante, sentire se il laboratorio è disponibile, concordare col tecnico un'esercitazione, prenotare gli audiovisivi (ma dov'è finita la bidella?).
Quanto lavora un insegnante? "Diciotto ore".
Se poi si parla di andare in gita siamo nel surreale. In pratica si è in servizio 24 ore su 24, gratis, con enormi responsabilità e c'è pure caso di rimetterci dei soldi.
Quanto lavora un insegnante? "Diciotto ore".
Ci sarebbe poi la questione dei tre mesi di ferie, altra costante. I quali, in alcuni casi, vanno dal 10 luglio al 20 agosto. Come questo sia possibile è tuttora oggetto di studio. In ogni caso potrebbe essere un ottimo spunto per una sceneggiatura di Christopher Nolan, autore di film di fantascienza basati sullo sfasamento temporale come "Inception" e "Interstellar"

domenica 31 gennaio 2016

Errare humanum est, perseverare autem diabolicum

Al Ministro dell’Istruzione
Al Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Alla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici
I docenti del coordinamento nazionale A017 segnalano che per l’ennesima volta al Ministero si agisce contrariamente alle norme in vigore , per ciò che riguarda l’attribuzione delle nomine a commissari esterni per l’esame di Stato nei professionali per l’enogastronomia e l’accoglienza turistica (alberghieri).
Prendono visione in data odierna (30 gennaio, vedi qui) di un elenco delle materie e delle classi di insegnamento per l’esame di Stato 2015/16 diverso da quello pubblicato qualche giorno fa. La tabelle pubblicata il 28 gennaio era quella corretta ,e in essa veniva contemplata una sola classe di concorso la A017 , in quanto negli istituti alberghieri a norma di legge , anche con le nuove classi di concorso, i docenti A019 non hanno titolo ad insegnare la materia , dunque la loro abilitazione non consente di essere nominati commissari .
L’unico caso in cui la docenza é consentita dalle norme in vigore ai docenti abilitati A019 riguarda l’indirizzo enogastronomia nella sola opzione prodotti dolciari.
La cosa è ancora più grave dopo la sentenza del TAR del Lazio , pubblicata in data 21.12.2015 (sentenza n.14339/2015, REG.PROV.COLL.N. 11145/2014 REG.RIC), con la quale si da ragione al ricorrente professor Davide Bertolotti , difeso dall’avvocato Melis Costa del Foro di Cagliari , annullando la nota 1666 del 2014, che aveva istituito in modo fittizio l’atipicità allargando l’insegnamento della materia ai docenti A019 privi del titolo di studio richiesto per accedere all’insegnamento di questa materia.
Si informa che una ulteriore imposizione del MIUR ingiustificata e contraria alle norme sarà oggetto di esposto alla procura della repubblica per mancato rispetto delle norme in vigore e per mancato rispetto delle sentenze del TAR del Lazio , oltre che oggetto di azioni plurime di risarcimento danni da parte dei docenti A017 che non saranno nominati commissari a causa dell’allargamento ai docenti della A019 .
Si fa presente che lo scorso anno in tutta Italia furono numerose le dimissioni dei colleghi della A019 che venivano nominati commissari per la materia nelle classi quinte dei professionali per l’enogastronomia e l’accoglienza turistica

Pertanto si invita codesta amministrazione a provvedere alla correzione immediata del testo con cui ha comunicato le materie per l’esame di Stato , togliendo la A019 dai corsi ordinari Enogastronomia , Sala e vendita e Accoglienza turistica.

(anche qui)

giovedì 19 novembre 2015

Socialismo o barbarie - Lucio Garofalo

Il terrorismo islamico è solo una forma di depistaggio. È proprio una curiosa circostanza, niente affatto casuale, quella in cui uno degli attentatori di Parigi porti addosso un prezioso documento personale come il passaporto (guarda caso, di nazionalità siriana). Una strana "circostanza" che somiglia molto ad un atto di depistaggio. Siamo giunti al paradosso che chiunque si sforzi di ragionare liberamente (e criticamente) con la propria testa è accusato di "fantasticare". Ma le vere fantasie sono le narrazioni propagandistiche che negli ultimi anni hanno voluto farci credere: 1) che l'Iraq di Saddam Hussein disponesse di armi di sterminio e distruzione di massa (non si sono mai visti questi famigerati arsenali bellici dopo l'invasione del territorio iracheno); 2) che serviva "esportare la democrazia", piuttosto che la civiltà occidentale (a base di torture, violenze e massacri di ogni tipo); 3) che l'Iraq post Saddam Hussein fosse finalmente un paese "pacificato e normalizzato" dopo due guerre combattute nel Golfo Persico (rispettivamente nel 1991 e nel 2003), mentre la realtà denota rigurgiti ulteriori di fanatismo ed un'aspra recrudescenza delle guerre intestine e fratricide che ormai dilaniano il mondo musulmano: sciiti contro sunniti, sunniti contro altre disparate (e disperate) correnti e fazioni "coraniche"; e via discorrendo. Ora si pretende che si creda alle presunte "cellule islamiste impazzite", o ad una "nuova strategia" dell'ISIS. Ma chi le ha allevate tali cellule islamiste? Chi le arma e le appoggia? Chi le finanzia e le foraggia da anni? Chi ha partorito ed alimentato, negli ultimi lustri, un clima assai propizio ed un terreno fertile all'espansione del cosiddetto "integralismo islamico"? Chi ha addestrato, in Afghanistan, le prime cellule di al Qaeda in funzione anti-sovietica ed oggi le milizie dell'ISIS in funzione anti-russa? La CIA è, senza dubbio, il più sofisticato ed avanzato "cervello" strategico ed organizzativo dell'ingerenza eversiva ed imperialista statunitense. Non solo in Medio Oriente, ma in America Latina, in Africa, in Asia e pure in Europa (chi ha progettato ed applicato la "strategia della tensione", in Italia, negli anni '70?). Ma il problema è che le analisi servono a ben poco se non si prova a scardinare e sbloccare politicamente una situazione di immobilismo che pare scaturire da un senso di impotenza che attanaglia un po' tutti. In effetti, si respira un'atmosfera cupa da "fine impero". È probabile che ci troviamo in una fase di transizione storica. Rammento le illuminanti parole di Rosa Luxemburg per indicare il bivio che l'umanità rischia di imboccare in simili circostanze: "socialismo o barbarie". Con la prima e la seconda guerra mondiale e l'avvento dei regimi totalitari del nazifascismo, l'umanità ha varcato la soglia della barbarie. Dovremmo imparare da queste tragiche esperienze storiche. Gramsci diceva che la storia è maestra, ma non ha scolari. L'umanità si dimostra una pessima allieva.

martedì 29 settembre 2015

Animal spirits o della devastazione della scuola pubblica

Quando Schumpeter, un secolo fa, scriveva degli animal spirits pensava a imprenditori che avrebbero fatto crescere l’economia.
Gli animal spirits oggi, nella scuola pubblica sono declinati in un modo che provo a descrivere.
Già da tempo alcuni colleghi che dovrebbero entrare in ruolo nella fase C fanno visita ai DS, non in tutte le scuole, per carità, chiedendo che la loro scuola indichi per il potenziamento aree (adesso nella circolare del MIUR del 21-09-2015, qui ) nelle quali le classi di concorso dei docenti in visita possano essere comprese.
Ultimamente si sono viste anche cose di questo genere:
L’Apidge (associazione dei docenti della classe di concorso A019) fa sapere che i loro protetti devono essere (e sono, leggi qui)  privilegiati per l’immissione in ruolo nella fase C.
I docenti della A037 chiedono di essere assunti in gran numero nella fase C (qui).
Un altro gruppo di docenti della A019, classe di concorso molto attiva in questo “mercato” delle immissioni in ruolo (qui), chiede l’immissione in ruolo dei docenti della A019 (qui), pare che la ministra gliel’abbia assicurata, anzi è sicuro (qui), dicono quelli dell’ Apidge.
Addirittura il Coordinamento nazionale dei docenti della disciplina Diritti umani chiede la creazione un’autonoma classe di concorso “Diritti Umani-materia alternativa” (qui)
L’appello dei docenti della A037 è quasi folkloristico in confronto alla macchina da guerra creata dalle associazioni dei docenti della A019, e non da oggi (qui).

Ma come si fa a pensare che la materia alternativa alla religione possa essere insegnata solo dagli insegnanti di diritto?
È possibile immaginare che si possa parlare di diritti umani, universali, magari, a partire da un film, o da un libro, o da un articolo di giornale, senza usare il codice civile?
O qualcuno ha il monopolio della parola diritti?
Dopo “libro e moschetto”, “diritti umani e codice civile”?
È incredibile come qualche manina abbia introdotto un'area per il potenziamento disegnata per la 019, e che la ministra dica che ogni scuola debba avere un insegnante di diritto (alla faccia dell’autonomia delle scuole e dell’imparzialità dell’Amministrazione), sarà la potenza lobbistica trasversale di tutte quelle associazioni, e non solo, che sponsorizzano la classe si concorso della 019?
Vorrei però sfuggire dalla polemica, sapendo che chiunque, di fronte alla potenza di fuoco di quelle associazioni, si sentirebbe come quel ragazzo cinese davanti ai carri armati nel 1989, in piazza Tienanmen.

Aggiungo solo che è commovente il passaggio nel quale si perora la causa dei poveri professori della 019 che hanno il diritto di entrare a ruolo, “la meritata stabilizzazione di personale altamente specializzato, finora criminalmente penalizzato da riforme scolastiche dissennate” (sempre qui), le belle anime potrebbero commuoversi fino al pianto, lacrime di coccodrillo, naturalmente. Forse che gli insegnanti delle altre classi di concorso non meritano la stabilizzazione?
Che supponenza e razzismo!

En passant, ancora, senza nessuna polemica, per carità, a me è capitato, negli anni, di avere colleghi commercialisti, ingegneri, avvocati, e non solo, in molti casi degni e competenti insegnanti, ma anche molti colleghi commercialisti, ingegneri, avvocati, e non solo, che lasciavano la classe sola, prima sella fine dell’ora di lezione, per telefonare negli anditi con lo studio o con i clienti.
L’ultimo tipo d’insegnanti servono alla scuola a tempo pieno? O potrebbe bastare il part time?
Sento di nuovo le lacrime di coccodrillo delle anime belle, sulla perdita di professionalità, di esperienza e di competenze per la scuola, se si rinunciasse all’apporto dei professionisti iscritti agli albi professionali, o addirittura alla libertà d’insegnamento.

PS: qualcosa sa e ricorda che da qualche anno una disciplina chiamata “Diritto e Tecniche Amministrative”, negli istituti alberghieri, che la legge assegna, in due opzioni su tre, alla classe di concorso A017 e invece grazie a una Nota del Miur (qui la storia) viene insegnata anche dai docenti della A019.
Non pago di ciò il Miur ha deciso che i docenti della A019 potessero essere chiamati nelle commissioni degli Esami di Stato per quella disciplina.
A giugno di quest’anno molti colleghi commissari d’esame, della A019, una volta insediata la commissione, visti i programma ministeriali, hanno consegnato al presidente di Commissione e agli Uffici periferici del Miur una dichiarazione di non essere competenti in quella disciplina.
Come se niente fosse il Miur li ha sostituiti con commissari della classe di concorso A017, che, coincidenza, è la classe di concorso a cui la legge attribuisce l’insegnamento.
E come se niente fosse, anche quest’anno, nella loro autonomia, molti dirigenti scolastici degli alberghieri hanno nominato, in certe classi e in certe sezioni, docenti della A019, nonostante tre mesi prima i docenti della A019 si dichiarassero incompetenti.
Mistero del ministero: può un’insegnante dichiararsi incompetente a partecipare agli esami di stato, e contemporaneamente essere competente a insegnare la stessa materia per la quale si dichiara incompetente?
In un gran libro intitolato “Comma 22”, il regolamento, al comma 22, recitava: "Chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo, ma chi chiede di essere esentato dalle missioni di volo non è pazzo".
Al Miur sono più avanti: “Chi si dichiara incompetente per partecipare all’esame di stato può essere esentato dall’esaminare gli studenti in una certa disciplina, ma chi chiede di essere esentato dall’esaminare gli studenti in una certa disciplina all’esame di stato può insegnare quella disciplina”.

Nessuno si offenderà, spero, per la satira di Mel Brooks:

giovedì 12 marzo 2015

Cari studenti, sono un'insegnante e vi chiedo scusa - Lizanne Foster, insegnante

(Lizanne Foster è un'insegnante canadese. Ha scritto questo articolo sul suo blog)
Cari studenti delle superiori del ventunesimo secolo,
la settimana prossima comincerà un nuovo semestre e mi sento costretta a chiedervi scusa. Nonostante tutti i nostri sforzi, noi insegnanti non siamo riusciti a persuadere quelli che hanno il potere politico a cambiare il nostro sistema educativo. A quanto sembra, non siamo capaci di convincere il nostro premier che investire sulla vostra istruzione andrebbe a vantaggio di tutti noi e non inquinerebbe né l'acqua né l'aria.
Perciò, finché i vostri bisogni educativi non prevarranno su quelli delle multinazionali straniere, vi prego di accettare le mie scuse.
Mi dispiace che dobbiate venire a scuola così presto la mattina, anche se varie ricerche nel campo delle neuroscienze hanno appurato che il cervello degli adolescenti non funziona in modo ottimale prima delle 
dieci.
Mi dispiace che dobbiate chiedermi il permesso di uscire dalla classe per andare a fare pipì anche se avete già la patente, un lavoro part-time e state prendendo decisioni importanti per il vostro futuro dopo la scuola.
Mi dispiace che ogni giorno siate costretti a stare seduti per sei ore anche se molti studi hanno dimostrato che stare seduti troppo a lungo danneggia sia le capacità cognitive sia la 
salute.
Mi dispiace che siate divisi per età e costretti a procedere attraverso il sistema scolastico con i vostri coetanei come se l'età anagrafica avesse qualcosa a che vedere con l'intelletto, la maturità, le competenze o l'abilità.
Mi dispiace che quelli di voi che incontrano difficoltà a scuola non ricevano il giusto sostegno perché finanziare i vostri bisogni non è tra le priorità dell'attuale politica 
economica.
Mi dispiace che dobbiate studiare materie che non vi interessano in un'epoca in cui la somma totale delle conoscenze umane raddoppia ogni dodici 
mesi.
Mi dispiace che vi facciano credere che per ottenere il massimo dei voti dovete competere tra voi, quando i progressi umani sono sempre stati frutto di una
 collaborazione che spesso a scuola viene considerata "imbrogliare".
Mi dispiace che siate costretti a usare dei libri di testo che contengono informazioni superate e troviate a scuola tecnologie obsolete della cui manutenzione nessuno si occupa.
Mi dispiace che quello che chiamano insegnamento personalizzato in realtà non lo sia 
affatto. L'insegnamento veramente personalizzato costa troppo, lo capite?
Mi dispiace che sia improbabile che la 
Strategia innovativa, la riforma scolastica della British Columbia tanto strombazzata dal governo attuale, produca cambiamenti significativi a parte un nuovo modo per calcolare quello che si fa a scuola.
Ma, soprattutto, mi dispiace che il sistema educativo vi costringa a far parte di un'economia 
estrattiva quando il nostro ambiente, senza il quale non ci sarebbe nessuna economia, sta subendo una crisi climatica che ci imporrà una rapida riconfigurazione di tutto quello che stiamo facendo in campo sociale, politico ed economico, e per la quale siamo del tutto impreparati.
Mi dispiace moltissimo.
Vorrei che la vostra curiosità non fosse soffocata dal conformismo scolastico.
Vorrei avere una bacchetta magica per darvi il tipo di scuola in cui ci sono spazi per analizzare ed esplorare, sperimentare e apprendere in modo diverso.
Vorrei avere il potere di riaccendere la passione e il desiderio di imparare che leggo nei vostri occhi prima che entriate a scuola.
Vorrei potervi aiutare a ricordare che prima di essere studenti eravate scienziati che 
sperimentavano, scoprivano, si ponevano domande e facevano collegamenti.
Eravate anche poeti... vi ricordate quanto divertiva e sorprendeva gli adulti intorno a voi il modo in cui descrivevate le cose?
Siete nati per imparare. Non potete non imparare.
Mi dispiace che vi facciano credere che l'unico apprendimento che conta sia quello che avviene a scuola. Anzi, poi, solo quello che avviene in classe. E nemmeno conta tutto quello che si impara in classe: alla fine conta solo quello che troverete nei test.
Vorrei potervi portare in altri posti dove il sistema educativo pubblico è una priorità di politici convinti che la futura società del loro paese dipenderà dalle caratteristiche del sistema educativo.
In un'epoca in cui la nostra vita dipende dall'ingegnosità nel risolvere i problemi più difficili, sprechiamo le potenzialità che ha la nostra mente di 
trovare soluzioni creative. L'adolescenza è il periodo in cui gli esseri umani raggiungono il culmine del loro sviluppo cognitivo. Le prove della vostra capacità di pensare "fuori degli schemi" e di trovare soluzioni creative sono ovunque intorno a noi.
Vorrei poter mostrare alle autorità ciò che dovrebbero vedere per rendersi conto di quello che siete capaci di fare, se solo ve ne dessero la possibilità.
Se solo...
Con sincero affetto.
Un'insegnante
(Traduzione di Bruna Tortorella

mercoledì 10 dicembre 2014

Dead teachers talking

(da leggere sullo stile di "Quelli che", di Enzo Jannacci)

Bisogna abbassare il livello.
Tanto il diploma è solo un pezzo di carta.
Il materiale umano è quello che è.
Io voto sempre come dice il Preside (Dirigente scolastico), non si sa mai.
Pensa ai posti di lavoro.
Bisogna stare attenti ai ricorsi.
Vado a scuola, firmo, e poi, tanto gli studenti non ci sono, vengo alla manifestazione.
Ma che cosa ti costa promuoverlo?
Il cliente ha sempre ragione.
Bisogna venirsi incontro.
Ma lei cosa ha fatto per farli recuperare?
Non bisogna mettere brutti voti, altrimenti si uccide la motivazione.
Ma io apprezzo la buona volontà!
Se lo dice il Preside (Dirigente scolastico) sarà così.
Gli alunni bisogna accontentarli...

domenica 5 ottobre 2014

“La buona scuola”: traduzione e qualche considerazione

L’aspetto colpisce subito, i caratteri ricordano tanto il MinCulPop.

La sostanza del documento è una ristrutturazione del potere, e dei poteri, nella scuola, meno agli insegnanti e al collegio dei docenti, più al Dirigente e ai privati, finanziatori.

A pag.5-6 parte una gragnuola di colpi da lasciarti steso, se non sei allenato bene, una serie di slogan e luoghi comuni come “innovazione, sviluppo, e qualità, investimento, potenzialità rivoluzione, avanguardia, rimettersi in cammino, motivare e rendere orgogliosi, rinnovare e rendere più sicure e belle le nostre scuole, intervenire in maniera radicale, scommettere su di voi, la modernità”.

Non fai in tempo respirare che a p.7 si parla di “rinverdire la platea degli insegnanti” e occorre iniziare a restituire i colpi.

L’anno scorso ho fatto la media delle età degli insegnanti (una ottantina) della scuola dove ho lavorato, ottenendo 57 anni!, il più anziano aveva 62 anni. Andando in pensione a 67 anni (provvedimento preso per i giovani, secondo la neolingua di tutti i giorni, come fare le guerre chiamandole missioni di pace) per circa 6 anni nessuno in quella scuola andrà in pensione (magari qualcuno muore prima, è la statistica), e l’età media salirà.
Leggevo l’altro giorno un’intervista a Giovanni Gerbino, professore di Musicologia alla Columbia University:
“Negli Usa le Università richiedono un corpo docente equamente composto da nuove leve, insegnanti a metà carriera  e senior. Questo intreccio di competenze unisce esperienza a freschezza creativa.”(Giornale della musica, n.317-settembre 2014).

Lascio a voi le considerazioni sui nonni insegnanti. Alcuni alunni conoscono solo insegnanti con l’età da nonno.

Segnalo il trucchetto degli stipendi dei lavoratori della scuola al lordo dei contributi (p.49), non si fa mai per nessuna categoria, neanche i peggiori giornali scrivono così. Chi crederà che non siamo tutti dei privilegiati?

A pag.50 si buttano lì alcune frasi banali che (non) hanno bisogno di traduzione: occorre riscrivere il Testo Unico e il CCNL, come piace a loro.

a p.51 si dice che “I crediti riconosciuti durante la carriera e il curriculum personale del docente arricchiscono poi il suo portfolio e sono inseriti in un registro pubblico, consultabile dai dirigenti scolastici (vedi Capitolo 3), che a certe condizioni e nel rispetto della continuità didattica, possono scegliere le migliori professionalità per potenziare la propria scuola”.
Traduzione: si aprirà la campagna acquisti (ma evitano di parlare delle cessioni, che saranno solo rottamazioni)

La governance interna della scuola va ripensata: collegialità non può più essere sinonimo di immobilismo, di veto, di impossibilità di decidere alcunché. Vanno ridisegnati al meglio gli organi collegiali della scuola, distinguendo tra potere di indirizzo e potere di gestione. Il Consiglio dell’Istituzione scolastica diventerà il titolare dell’indirizzo generale e strategico dell’Istituzione; il Collegio docenti avrà l’esclusiva della programmazione didattica; e il Dirigente scolastico sarà pienamente responsabile della gestione generale (coadiuvato dal Direttore Servizi Generali e Amministrativi) e alla realizzazione del progetto di miglioramento definito sulla base della valutazione.(p-71).
Traduzione: il Dirigente scolastico sarà il deus ex machina (come diceva sinteticamente ma inequivocabilmente il Marchese del Grillo “Io sono io e voi non siete un c….”)

Il processo di digitalizzazione della scuola è stato troppo lento, non solo per mancanza di risorse pubbliche. Abbiamo anche investito in tecnologie troppo “pesanti”, come le Lavagne Interattive Multimediali (le famose “LIM”), che hanno da una parte ipotecato l’uso delle nostre risorse per innovare la didattica, dall’altra parzialmente “ingombrato” le nostre classi, spaventando alcuni docenti. (p.74).
Traduzione: fra un po’ rottamiamo anche le LIM oltre che i docenti

Non saremo soddisfatti fino a quando l’ultima scuola dell’ultimo comune d’Italia non avrà banda larga veloce, wi-fi programmabile per classe (con possibilità di disattivazione quando necessario) e un numero sufficiente di dispositivi mobili per la didattica, anche secondo la modalità sempre più adottata del BYOD (Bring Your Own Device, “porta il tuo dispositivo”, per cui la didattica viene fatta sui dispositivi di proprietà degli studenti, e le istituzioni intervengono solo per fornirle a chi non se lo può permettere). (p.76)
Traduzione: tutti gli alunni saranno uguali, qualcuno più uguale degli altri, qualcuno, a cui daremo qualche fondo di magazzino, un po’ meno

A mano a mano che la digitalizzazione delle scuole diventerà più capillare, la smaterializzazione e l’efficientamento dei processi amministrativi potranno
portare ad una considerevole riduzione del peso sugli assistenti amministrativi, ad un ridimensionamento progressivo del loro numero, e pertanto ad un possibile risparmio di risorse che potranno essere reinvestite nella scuola, proprio – ad esempio – per migliorarne ulteriormente i servizi. (p.83)
Traduzione: per ridurre il numero degli assistenti amministrativi metteremo dei computer come nelle ferrovie e aeroporti (alla fine come assistenti amministrativi lavoreranno solo gli Umpa Lumpa, come nella fabbrica di cioccolato di Roald Dahl.)

Con musica e storia dell’arte riportiamo la creatività in classe. (p.91) 
Questa è un offesa che grida vendetta, tutte le altre materie insegnate a scuola abbrutiscono lo studente, dicono a tutti

un bambino su tre tra i 5 e i 17 anni è in sovrappeso o obeso, con picchi che raggiungono anche il 40% in alcune regioni. Un dato preoccupante, che dobbiamo contrastare. L’educazione alimentare resta cruciale, ma cominciare dall’attività fisica è una componente fondamentale.
La soluzione è ripartire dai luoghi in cui i bambini e i giovani passano la gran parte del proprio tempo. L’attuazione a livello nazionale di un grande progetto per l’educazione motoria e lo sport a scuola richiede di investire in docenti specializzati in educazione fisica. Attraverso le nuove assunzioni introdotte in questo
Piano beneficeremo di un’ulteriore sinergia di costo: gli oltre 5.300 soggetti iscritti nelle GAE per le classi di concorso “educazione fisica” (nelle scuole medie e nelle scuole secondarie) ci permetteranno di inserire 1 ora a settimana di educazione fisica nelle classi dalla II alla V della scuola primaria.(p-92)
Mai pensato a far sparire le ”macchinette” a scuola, mettere quelle che danno succhi di frutta (quelle vera), e frutta? la logica è ti faccio mangiare cose dannose e ingrassanti,ti faccio sentire in colpa che sei grasso e ti faccio fare un’ora di educazione fisica. (faccio classi da 30, pianti greci sulla dispersione, e la soluzione è: progetti anti-dispersione)

Per creare una nuova generazione di italiani che conoscono bene le lingue, a partire dall’inglese, dobbiamo fare in modo che l’apprendimento sia precoce, attivando percorsi fin dalla scuola dell’infanzia, come già accade in alcuni territori. Ed è fondamentale che una parte di ciò che i bambini imparano sia veicolato direttamente in lingua straniera, potenziandone l’apprendimento nella scuola primaria. Esiste una metodologia sperimentata con successo, si chiama CLIL (Content and Language Integrated Learning). L’uso del CLIL, già obbligatorio per il quinto anno dei licei e degli istituti tecnici dal prossimo anno scolastico (norme transitorie, a.s. 2014-2015), va esteso significativamente anche nella scuola primaria e nella scuola secondaria di primo grado. (p.94)
Qui e là usano don Milani, che non c’è più, e non si può difendere (e attaccare, soprattutto), basta leggere le lettere dei suoi alunni, le lingue non le imparavano con CLIL, ma andavano a lavorare all’estero d’estate, si imparano così le lingue.

Se il secolo scorso è stato quello dell’alfabetizzazione di massa, durante il quale gli italiani hanno imparato a leggere, scrivere e fare di conto, il nostro è il secolo dell’alfabetizzazione digitale: la scuola ha il dovere di stimolare i ragazzi a capire il digitale oltre la superficie. A non limitarsi ad essere “consumatori di digitale”. A non accontentarsi di utilizzare un sito web, una app, un videogioco, ma a progettarne uno.
Perché programmare non serve solo agli informatici. Serve a tutti, e serve al nostro Paese per tornare a crescere, aiutando i nostri giovani a trovare lavoro e a crearlo per sé e per gli altri. Pensare in termini computazionali significa applicare la logica per capire, controllare, sviluppare contenuti e metodi per risolvere i problemi e cogliere le opportunità che la società già oggi ci offre. (p.95)
Traduzione: tutti devono programmare, tutti devono fare un po’ di tutto, e niente bene, evidentemente, ognuno si aggiusta un po’la macchina, ma non va dal meccanico, si aggiusta un po’ il computer, ma non va dal tecnico, tutti sapranno poco di tutto, e niente bene.


la presenza negli organici funzionali di docenti di classi di concorso affini all’economia (e, allo stesso modo, al diritto) permetterà di estendere la progettualità sui temi economici. (p.97).
evitano di dire che nelle scuole dove si faceva economia (aziendale) il numero delle ore è stato ridotto.
  
Innanzitutto il complessivo ripensamento della carriera dei docenti (vedi capitolo 2) consentirà di riallocare le risorse attualmente assegnate sulla base all’anzianità secondo criteri di premialità e di valorizzazione delle competenze. Ciò implica un più efficiente utilizzo delle stesse sia a favore dei docenti, sia a favore del miglioramento dell’offerta formativa, collegata al sistema di valutazione. (p.121)
Traduzione: il buon padre di famiglia riunisce tutti e comunica che da domani si mangerà di più, solo che qualcuno troverà un po’ di più nel piatto, altri di meno, la quantità totale di cibo non è aumentata, anzi, il risultato è una parte dei docenti avrà solo un salario di sussistenza.

Contestualmente, una percentuale delle risorse del Fondo, una volta allocata ai singoli istituti, sarà utilizzabile in almeno due modi innovativi: il 10% delle risorse sarà nella piena disponibilità del Dirigente, per remunerare docenti per attività gestionali e di didattica di particolare rilievo per il Piano di miglioramento. (p.121)
Traduzione: il feudalesimo che avanza

finanziamento con School Bonus   School Guarantee   crowdfunding (qui, bontà sua, 1 a 1 o 1 a 2, interverrà, dice il documento, anche il governo)
ci si guarda intorno ecco quattro esempi di imprese che fanno profitti e potranno finanziare le scuole:
Eni , il cui presidente è (o è stato) indagato per corruzione internazionale: in quelle scuole sarà bandita dai programmi, per opportunità e perché lo dice il padrone, la parte di etica applicata all’economia;
Gioco e scommesse: nelle scuole saranno introdotti i videopoker e si potranno fare le scommesse sulle promozioni e le bocciature, in quelle scuole sarà bandita la statistica, materia che potrebbe insinuare dubbi sulla probabilità di vittoria.
Compro oro: ogni istituto sponsorizzato avrà un piccolo negozietto., e si insegnerà l’importanza di aiutare la scuola (e quindi la Patria) vendendo un po’ di oro preso a casa, propria o altrui, non importa.
Telefonia: in quelle scuole, in cambio del finanziamento, tutti gli utenti, alunni, genitori e lavoratori, dovranno avere almeno un telefono cellulare di un certo gestore o di una certa marca.

Per concludere segnalo alcuni concetti tratti da un libro intitolato “Demenza Digitale“, di Manfred Spitzer, un libro che dovrebbe far riflettere sui computer (e non solo) a scuola (e non solo):
 “chi è favorevole all’introduzione dei media digitali nelle scuole usando soldi pubblici, deve prima dimostrare l’effetto positivo di questa misura. Gli studi a disposizione ci inducono a pensare che portatili e lavagne interattive nelle scuole ostacolino il processo di apprendimento e quindi danneggino gli alunni”
” i computer elaborano informazioni. Da qui si deduce erroneamente che i computer siano strumenti ideali di apprendimento. Invece, proprio il fatto di sottrarci il lavoro mentale, i computer non sono adatti per imparare meglio. L’apprendimento presuppone una lavoro mentale autonomo: più a lungo, e sopratutto in modo più approfondito, si elabora un contenuto, meglio lo si impara”
“il cervello di un adulto è sostanzialmente diverso da quello ancora in via di sviluppo di un bambino. Questo semplice fatto viene praticamente ignorato da tutti gli esperti che si occupano del tema dei media digitali in ambito educativo”
 “l’aspetto più ingannevole nel concetto di competenza mediatica è che per utilizzare internet non è necessaria alcuna capacità specifica. Ciò che serve è invece una solida cultura di base o generale. Chi già ne dispone potrà trovare molti contenuti su internet e informarsi in maniera approfondita. Chi invece non conosce (ancora) niente non diventerà più colto tramite i media digitali. Perché è necessario avere conoscenze preliminari di un determinato contenuto per poterlo approfondire. Chi non è convinto può provare a inserire in un motore di ricerca un contenuto di cui non sa assolutamente nulla. Si accorgerà ben presto che Google non è in grado aiutarlo. Vale invece il contrario: più so, prima trovo in rete i dettagli che mi erano sconosciuti.”


Buona fortuna a tutti noi!

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