Visualizzazione post con etichetta Meri Lao. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Meri Lao. Mostra tutti i post

giovedì 22 settembre 2016

Todo tango – Meri Lao

storie, tanghi, disegni, aneddoti, ancora storie, miti, musica, relazioni, storia, curiosità, Buenos Aires e Montevideo, Borges e Piazzolla.
Todo Tango è un libro perfetto per avvicinarsi al tango e capirlo (almeno un po'), grazie a Meri Lao - franz





…Nata a Milano, ma in gioventù vissuta a lungo in Uruguay, Meri Lao non è solo l'autrice di Tempo di tango , Todo tango e altri libri sul tango. Musicologa esperta qual è, ha al suo attivo diversi titoli importanti, purtroppo oggi non più disponibili. D'obbligo citare almeno Basta! Storia rivoluzionaria dell'America Latina attraverso la canzone o Musica strega , quest'ultimo sulla musica delle donne. Sembra però che il meglio di sé Meri Lao l'abbia riversato proprio nello studio del tango. Al punto che, tempo addietro, Astor Piazzolla dichiarava: "In Europa c'è un vero fervore per la nostra musica, soprattutto in Italia e in Francia. In Italia c'è Meri Lao, e conosce la materia come molti di noi neppure se lo sognano, per giunta con la competenza di una pianista classica". Quanto a Umberto Eco, le sue parole non sono state meno elogiative: "Meri Lao ha dedicato una vita al tango. Forse una vita non basta, ma è certamente chi ci ha sempre raccontato meglio questa magnifica vicenda".
Leggere Todo tango significa anche ripercorrere più di un secolo di storia argentina, confrontandosi con i decenni del peronismo e con quelli dell'esilio, con le madri della Plaza de Mayo e col vuoto messianismo di Carlos Menem, con Gardel e con Borges. Come un viaggio che si avventura fra luoghi di cui si è già sentito parlare, ma che, affrontati secondo la prospettiva del tango, si illuminano di nuova luce. Il tutto senza escludere la lettura di oltre duecento testi in lingua originale con esemplare traduzione a fronte. Un vero e proprio canzoniere, dove c'è posto per titoli più e meno famosi, da A media luz a Como abrazao a un rencor , da Malena aNunca tuvo novio , da Caminito a Ventanita de arrabal . Dispiace una sola cosa. Che questa volta la casa editrice - la stessa che aveva pubblicato Tempo di tango - abbia giocato al risparmio, pubblicando il libro in una collana economica, senza particolare spicco quanto a illustrazioni e a impaginazione. Da questo punto di vista,Todo tango e Meri Lao meritavano sicuramente molto di più.


un concerto di Meri Lao (questa è la prima parte, su sei, continua su youtube):




un’intervista:
Meri, leggendo il tuo ultimo libro "Todo tango", ho scoperto che questa musica, che può "anche" essere ballata, è in realtà "anche" una lingua, un sentimento, una storia, una terra. Anzi, una striscia di terra. Quella dove tu approdasti, assieme ai tuoi, ragazzina di due anni...
Dalle parti nostre si dice: i peruviani discendono dagli incas, i messicani discendono dai maya, gli argentini e gli uruguaiani discendono dalle navi. Ecco, la nostra storia inizia così, da quella discesa dalle navi su cui avevamo attraversato per trenta giorni l'Oceano, quasi tutti in terza classe, nella pancia della nave, vomitando l'anima. Poi ho aperto gli occhi, e intorno a me c'era il tango...
Ma da dove era venuto, di chi erano figli quei suoni e perché avevano tanta importanza?
Il tango passa per essere argentino e io non mi stancherò mai di dire quanto questa attribuzione sia falsa, o almeno incompleta. Il tango nasce su una striscia di terra che appartiene parte all'Argentina (le città di Buenos Aires, La Plata, Rosario) e parte all'Uruguay (Colonia, Montevideo). E' figlio di quelle terre (io lo definirei principalmente rioplatense) e con origini multietniche. Fortissime ovviamente sia l'influenza africana, negli strumenti e nei ritmi, che quella italiana.
Già, gli italiani. Che ora ballano il tango in massa pensando sia un prodotto d'esportazione, esotico. Quasi rinnegandone la paternità...
Esatto. Dimenticando che gli italiani sono stati tra i suoi fondatori. Al tango, l'Italia ha regalato la lingua, quel lunfardo talmente zeppo di termini dialettali veneti, piemontesi, liguri, che molti spagnoli non lo capiscono. In lunfardo, il "gringo" delle canzoni, privo di intenti dispregiativi, non indica lo yankee ma l'italiano. Che può essere anche chiamato: tano (da napoli-tano), manyapulenta, tallarìn (spaghetti), manache (mannaggia), vichenzo, bachica, geneise (genovese). Del lunfardo è tipico il "vesre", ovvero il parlare invertendo le sillabe. Per cui gringo diventa "gongri", macho diventa "choma", cabeza è "zabeca" e tango, "gotàn".
Tornando a te. Hai iniziato a suonare e a ballare il tango a Buenos Aires e a Montevideo nella sua epoca d'oro, il decennio dei Quaranta.
L'unico momento in cui musica, parole, orchestra e cantante formano un connubio ai massimi livelli. Quando io ero appena ragazzina, quattordicenne, e mi muovevo assieme ai miei compagni tranquillamente tra Buenos Aires e Montevideo, il tango era ovunque. Alla radio, al ristorante, nei bar, nelle latterie. Ovunque, meno che nei bordelli, che con il tango non c'entrano nulla.
Come? E tutta la simbologia delle coreografie del ballo, i vestiti, lo spacco di lei, il tirabusciò e il neo, le calze a rete strappate, il disprezzo di lui....
Mio dio, che orrore! Tutta roba inventata per Rodolfo Valentino. Invenzioni per turisti in cui siete caduti con tutte le scarpe. Con tutti questi orpelli il tango musica non c'entra nulla, e nemmeno quello ballato. E' per questo che non vado più volentieri nelle milongas, con tutti quei ganchi, quelle gambe di lei che mettono costantemente a rischio i testicoli di lui, e lei che si appiccica come una biscia. E lui che fa il cabeceo...
Sarebbe a dire?
Quel gioco d'occhi leggermente accentuato con la testa che serve ad invitare la donna a ballare. Se un uomo lo fa a me, lo butto giù dal letto!
Bene, ma non negherai almeno la sensualità...
Una sensualità data dall'assoluta parità tra uomo e donna. E' vero che lui conduce, ma se lei non capisce i segnali di lui o non vuole fare ciò che viene invitata a fare, il ballo non c'è. Al contrario del waltzer dove lui porta e lei esegue. Una sensualità che è data dall'imprevisto, dal non sapere, ogni volta, cosa accadrà. Se sarà finalmente un tango perfetto, come da sempre lo avevi sognato...
Allontaniamoci dal ballo e torniamo alla musica. Nel tuo libro dedichi un intero capitolo al "fratello jazz". I due sono parenti così stretti?
Sono entrambi tributari di una emigrazione interna e di una esterna. Registrano il primo disco tutti e due nel 1917. Vengono diffusi principalmente per radio. Hanno la stessa importante presenza di donne cantanti e nelle stesse proporzioni. Sono stati innumerevoli volte soggetti per il cinema. Sono arrivati insieme in Europa. Solo che nel Vecchio continente il jazz ha finito per godere di assai maggiore fortuna per il semplice fatto che Argentina e Uruguay non hanno vinto la guerra. Da allora siamo in mano all'industria discografica anglosassone.
Parlami della sua musica.
Melodie, accordi imprevedibili, combinazioni ogni volta diverse. E sopra se vuoi ci puoi cantare a squarciagola o sussurrare. Per me è come ascoltare Chopin, Wagner, List. Altro che bordelli...
Le parole chiave.
La nostalgia, il viaggio, "volver", tornare, "es un soflo la vida", vent'anni è nulla. L'infinita richiesta "Donde estas? Donde te ha sido? " (Dove sei? Dove sei andato?). E soprattutto l'assenza... Per questo nel libro mi sono permessa di fare quel terribile accostamento tra tango e le madri di Plaza de Mayo, con i loro cartelli "Donde estan? " e le foto dei dispersi. Volevo solo sottolineare quanto sia insito in quella identità domandare degli assenti.
Hai tradotto migliaia di tanghi, e altrettanti ne hai ballati, composti, cantati. Oggi, se dovessi cantare il tango in un verso solo, come suonerebbe?
C'è già, ed è una mia traduzione in italiano di una strofa di Borges: "La morte mi prenderà/ tu costeggerai la vita/ tu sei memoria infinita/ tango che fosti e sarai".
Intervista di Sabina Morandi – LIBERAZIONE – 03/05/2005
da qui

lunedì 19 settembre 2016

Una donna senza uomo - Meri Lao




Una donna senza uomo  è un tango congo, parole e musica di Meri Lao, per il film di Federico Fellini La città delle donne (1980). Le parole le ha tradotte, anzi, le ha riscritte, nelle quattro lingue neolatine familiari e, col prezioso aiuto delle amiche Susan Zerad e Elfriede Pexa, nelle due anglosassoni

.
UNA DONNA SENZA UOMO
Una donna senza uomo è
è come un naso senza officina
un capitombolo senza la mitria
un dizionario senza benzina
un parafulmine senza la cipria.
Una donna senza uomo è
un perizoma senza pignatta
un pipistrello senza culatta
un pomodoro senza ciabatta
un purosangue senza cravatta.
Una donna senza uomo è
un paralume senza bagnino
un palissandro senza orecchino
un palinsesto senza zerbino
un partigiano senza girino.
Una parentesi senza diuretico
donna è
Una pellicola senza capezzolo
c’est une femme
Una piramide senza solletico
woman is
Una polemica senza corbezzolo
es mujer
mentre un uomo senza donna
mentre un uomo senza donna
che cazz’è?


LA MUJER QUE NO TIENE HOMBRE
La mujer que no tiene hombre es
una pelota sin orificio
una pirueta sin edificio
una pared sin padre nutricio
una postal sin muela del juicio.
La mujer que no tiene hombre es
una palanca sin maquillaje
una petunia sin equipaje
una pregunta sin tonelaje
una puntada sin porcentaje.
La mujer que no tiene hombre es
una pianola sin alpargatas
una parótida sin culata
una promesa sin garrapata
una pestaña sin fe de erratas.
Una parálisis sin pentatlón
es mujer
Una parábola sin ventanilla
donna è
Una política sin pantorrilla
c’est une femme
Una pirámide sin sabañón
woman is
pero un hombre sin mujer
pero un hombre sin mujer
¿qué mierda es? (o bien: ¿qué coño es?)
¿qué mierda es?
¿qué mierda es?

A MULHER QUE NÃO TEM HOMEM
A mulher que não tem homem é
uma panela sem lanifício
uma película sem solstício
uma pelota sem orifício
uma pestana sem edifício.
A mulher que não tem homem é
uma parentese sem rengueira
uma patrulha sem mamadeira
uma pleurite sem focinheira
uma política sem coceira.
A mulher que não tem homem é
uma palanca sem maquilagem
uma pergunta sem tonelagem
uma pianola sem cartilagem
uma pulseira sem sabotagem.
Uma peninsula sem crise de ánsia
é mulher
Uma presilha sem beligeráncia
donna è
Uma piramide sem ambuláncia
c’est une femme
Uma piranha sem protuberáncia
woman is
mas um homem sem mulher
mas um homem sem mulher
que porra é?
que porra é?
que porra é?

UNE FEMME SANS UN HOMME
Une femme sans un homme c’est
comm’un’ paupière sans porte-bagages
un périodique sans Moyen-Âge
un pomplemousse sans sarcophage
un parafoudre sans maquillage.
Une femme sans un homme c’est
un’ péninsule sans muselière
un paradoxe sans jarretière
un patenôtre sans moustiquaire
un palmipèd’ sans prothès’ dentaire.
Une femme sans un homme c’est
une passoir’ sans adolescence
un pneumatique sans effervescence
un’ parenthèse sans ambulance
un’ polémique sans protubérance.
Un palafitte sans péritonite
c’est une femme
Un pédicure sans sa partiture
donna è
Un’ politique sans son diurétique
es mujer
Une patouille sans plus de chatouille
woman is
mais un homme sans un’ femme
mais un homme sans un’ femme
c’est un con
oui c’est con
l’homme est con.

WOMAN WITH NO MAN
(traduzione di Susan Zerad)
Woman with no man is like this
she’s like a powderpuff with not zipper
she’s like a pyramid with no flipper
she’s like a parliament with no dipper
she’s like a pachyderm with no slipper.
Woman with no man is like this
a possibility with no monorail
a Paganini with no nightingale
a preposition with no chippendale
a panorama with no coat of mail.
Woman with no man is like this
she’s like a pigtail with no marmalade
she’s like a puzzle with no promenade
she’s like a pocket with no colonnade
she’s like a passport with no centigrade.
She’s a petunia with no pronunciation
woman is
She’s a pagoda with no perspiration
donna è
She’s a performance with no navigation
c’est une femme
She’s a potato with no vaccination
es mujer
but a man without a woman
but a man without a woman
is a prick
just a prick
only a prick. (Or cock or fuck or I do not)
EINE FRAU OHNE MANN
(traduzione di Elfriede Pexa)
Was ist eine Frau denn ohne Mann?
Sie ist wie ein Presslufthammer ohne Bierbauch
ein Papagei ohne Zigarettenrauch
ein Pyjama ohne viel Knoblauch
eine Posaune ohne Wasserschlauch.
Was ist eine Frau denn ohne Mann?
eine Polemik ohne Puderdose
wie ein Parkwächter ohne Lotterielose
ein Stück Papier ohne gekünstelte Pose
ein Panorama ohne lange Unterhose.
Was ist eine Frau denn ohne Mann?
wie ein Politiker ohne Haselnuss
eine Pupille ohne Abschiedsgruss
wie eine Pfeffermühle ohne Leben auf grossen Fuss
‘ne Pyramide ohne Zippverschluss.
‘ne Pampelmuse ohne Schraube
ist ‘ne Frau
‘ne Parodie ohne Ringe unterm Auge
donna è
Ein partisan ohne Gartenlaube
woman is
Ein Protokoll ohne Turteltaube
c’est une femme
was aber ist ein Mann ohne Frau?
eine Mann ohne, ganz ohne Frau
was ist denn der?
was ist denn der?
was ist denn der?
da qui