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sabato 11 ottobre 2014

De vita beata - Jaime Gil de Biedma

De vita beata
En un viejo país ineficiente,
algo así como España entre dos guerras
civiles, en un pueblo junto al mar,
poseer una casa y poca hacienda
y memoria ninguna. No leer,
no sufrir, no escribir, no pagar cuentas,
y vivir como un noble arruinado
entre las ruinas de mi inteligencia.

De vita beata
In un vecchio paese inefficiente,
un po' come la Spagna tra due guerre
civili, in un paesino sul mare,
possedere una casa e pochi beni
e memoria nessuna. Non leggere,
non soffrire, non scrivere, non pagare conti,
e vivere come un nobile decaduto
fra le rovine della mia intelligenza.

sabato 24 agosto 2013

Seconda origine - Manuel de Pedrolo

preso per caso in biblioteca, non ne sapevo niente, è davvero un libro bellissimo.
la storia è quella della distruzione della popolazione terrestre, restano in due, che novelli Adamo ed Eva faranno rivivere il pianeta per gli umani.
merita davvero - franz





Unica e riuscitissima incursione dell’autore nel territorio della fantascienza, Seconda origine, pubblicato per la prima volta nel 1974, vanta ormai oltre un milione di copie vendute nella sola Spagna. Ristampato decine di volte, tradotto in molte lingue, è considerato da Antoni Munné-Jordà, esperto di storia dell’arte e stimato critico letterario, «alla stregua dei maggiori titoli di fantascienza a livello mondiale»…

Seconda origine è un inno alla vita, all'amore e alla natura. A livello tematico, infatti, l'autore realizza una prospettiva tanto cara a Rousseau, un ritorno a quello stato di natura, tanto auspicato dal filosofo francese, per dar vita ad un nuovo mondo. E in questa nuova realtà la natura diventa il fulcro principale di una rigenerazione universale. Non a casa i due protagonisti penseranno a coltivare la terra per riuscire a sopravvivere. Ma la natura non viene vista solo come fonte si sopravvivenza; l'esaltazione delle bellezze naturalistiche di Capri o la vista estasiata della sommità dell'Etna, sono un messaggio chiaro dell'autore per valorizzare quando di più bello la natura ci regala.
Non è un caso nemmeno la scelta di protagonisti provenienti da etnie diverse; Alba è bianca mentre Didac è un bambino di colore. Il nuovo mondo ha bisogno di una fratellanza tra gli uomini e di un superamenteodi meri limiti mentali e culturali.
Ed infine la vita: la nascita di Mar significa speranza, futuro, prosperità.
Un romanzo breve ma intenso, capace di coinvolgere il lettore e di tenerlo incollato fino alla fine.
La struttura utilizzata, sotto forma di diario, rende la lettura scorrevole, favorita anche da un linguaggio semplice e, per questo, molto adatto alle nuove generazioni (da sottolineare anche una buona traduzione)…
da qui

giovedì 15 agosto 2013

La magnitudo della tragedia - Quim Monzó

un libro divertente e paradossale (?), con un buon ritmo e molti colpi di scena.
Quim Monzó sa catturare e poi intrattenere chi legge.

non un capolavoro, certo, ma non dispiace - franz



una bella intervista a Quim Monzò sulla traduzione:


intervista a Quim Monzò
(a cura di Gina Maneri)
Noto scrittore tradotto in tutto il mondo, giornalista, sceneggiatore, conduttore di programmi radiofonici, Quim Monzó (Barcellona, 1952) è stato anche traduttore.
Lo abbiamo incontrato nel suo studio di Barcellona lo scorso febbraio per fare una chiacchierata proprio sulla traduzione.
Quim, oltre a tutti i libri che hai scritto ne hai anche tradotti diversi. A proposito, quanti?
Non lo so, ora non me lo ricordo. La mia esperienza come traduttore si limita agli anni ‘80. Poi, a partire dagli anni ’90, ho fatto solo qualcosa per il teatro, perché mi divertiva. Negli anni ’80 vivevo a New York e in quella città ho tradotto Frankenstein di Mary Shelley e Jude l’oscuro di Thomas Hardy: un libro deprimente, per poco mi taglio le vene, un romanzo con un ragazzo che fa il muratore e vorrebbe studiare. Una volta tornato a Barcellona ho tradotto cose di Hemingway, Salinger, Truman Capote…
Come hai cominciato?
A tradurre? Non so… con molta faccia tosta, a tradimento. La mia padronanza delle lingue non è che sia poi eccellente… Ho smesso di tradurre regolarmente negli anni ’90, perché è un lavoro pagato malissimo, qui in Spagna almeno è un’ingiustizia, non so come sia nel resto d’Europa…