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giovedì 17 novembre 2016

Una giornata particolare


Qualche giorno fa è passato in Sardegna il presidente della Repubblica popolare cinese Xi Jinping, per incontrare (chissà) Renzi, ha dormito al Forte Village (8 alberghi, 21 ristoranti, 725 camere, il cui prezzo si misura in centinaia di euro per notte, ci sono naturalmente un po’ di ville, per chi di soldi ne ha davvero), praticamente una città per ricchi, adesso di proprietà russa, e pare che interessi ai cinesi, dice la stampa (qui).
Non mi chiedo perché a vedere un villaggio turistico debba venire un super presidente come Xi Jinping, come se da soli gli imprenditori cinesi non riescano a decidere, non mi chiedo se dopo Cina, Qatar, Russia chi arriverà in futuro, staccando assegni, o regalandogli tutto, non mi chiedo quale altro pezzo di Sardegna verrà venduto o regalato dopodomani, non mi chiedo come mai anche in Sardegna tutti amano Renzi (qui), non mi chiedo come mai certe volte non si deve andare a votare ai referendum e certe volte sì, non mi chiedo perché questi incontri non li facciano in qualche alberghetto di montagna, o su un barcone o un portaerei a qualche chilometro dalla costa.
Mi chiedo solo una cosa, perché per muoversi da Cagliari al Forte Village (40 chilometri) e viceversa, senza tenere in ostaggio migliaia di persone, non hanno usato l’elicottero? Forse per esistere un potente deve farsi vedere, disturbare, complicare la vita degli altri? Forse spera così di vincere il referendum del 4 dicembre?

Where have all the democratic voters gone?


Hillary Clinton ha preso più voti popolari di Trump, dicono in molti guardando ai numeri.
è vero, nessuno dice di no.
però ci sono due ma.
un piccolo ma: il sistema elettorale, le regole del gioco sono quelle che sono, e non le si può cambiare con effetto retroattivo;
un grande ma: nel 2008 Obama aveva preso 10 milioni di voti popolari in più dello sfidante repubblicano, nel 2012 aveva preso 5 milioni di voti popolari in più dello sfidante repubblicano, nel 2016 Hillary Clinton ha preso 200mila voti popolari in più di Trump (praticamente un fotofinish, da qui)
la domanda importante è:
Where have all the democratic voters gone? 
The answer is blowing in the wind.

mercoledì 16 novembre 2016

una proposta di fanta (mica tanto) economia

In un articolo di fine ottobre 2016 (qui) leggo i dati Inps relativi alla spesa per pensioni:
“lo scorso anno la spesa pensionistica è cresciuta dell'1,2% a 280,2 miliardi di euro, mentre i trattamenti complessivi sono calati a 23,1 milioni con una media di 1,4 assegni a pensionato. I beneficiari sono quindi 16,2 milioni, con un importo medio per trattamenti che arriva a 12.136 euro annui.”
Faccio qualche conto: dividendo l’importo totale della spesa pensionistica per il numero dei pensionati si ottiene poco più di 17mila euro lordi, che diviso 13 dà 1440 euro mensili lordi, che corrispondono a circa 1050 euro netti al mese (qui una tabella per passare dal lordo al netto).
Vale a dire che se da domani si spendesse lo stesso monte pensioni tutti i pensionati avrebbero almeno 1000 euro netti al mese, una "pensione di cittadinanza".
Chi ci guadagna: tutti quelli che oggi prendono pensioni sociali, minime, di fame, chi è stato disoccupato per molto tempo, chi ha avuto problemi nella vita.
Penso anche ai (pochi) beneficiari della legge Bacchelli, intellettuali poveri, dei migliori, ai quali, forse, prima che crepino, daranno l’elemosina prevista da quella legge.
Con la 2pensione di cittadinanza" tutti avranno una vecchiaia dignitosa, ma sento già le grida di quelli che arrivano a migliaia e migliaia di euro al mese, contro gli espropri proletari e il comunismo, li si potrebbe zittire facendogli notare che in 30-40 anni di lavoro con alti redditi avranno messo da parte qualcosa, avranno una bella casa, e se non ce la fanno a mantenere molte case potranno vendere “un bel castello, o un caseggiato, di 32 che ne ha” (da qui)

Obiezioni
Si ledono i diritti acquisiti – sarebbe un terremoto, è vero, forse che i terremoti si interessano dei diritti acquisiti?
Chi ci perde: evidentemente tutti quelli che hanno e avrebbero pensioni a quattro cifre prima della virgola, tutti gli ex parlamentari, gli ex magistrati, i dirigenti d’azienda, i funzionari pubblici., per primi, e molti altri, evidentemente.
Ci perdono anche molti che hanno pensioni fra 1000 e meno di duemila euro, in cambio per tutti i pensionati potrebbe esserci l’esenzione totale per la sanità pubblica.
Le situazioni di pensionati con figli a carico, per esempio, o alcune situazioni particolari potrebbero essere integrate e finanziate dal grande risparmio che lo stato avrebbe col taglio delle prestazioni ai patronati, oltre che con tagli all’INPS.

Ecco perché non si farà mai:
a votare una legge sulla “pensione di cittadinanza” dovrebbe essere il ceto politico (qui un rappresentante degno di quel ceto), addio pensioni extralarge, e sarebbero contrari i sindacati che gestiscono patronati (fonte di entrate cospicue e forme di potere, in senso lato, gestiscono le pensioni, e la vita della gente), con la scusa dei diritti acquisiti (leggi qui).


Eppure sarebbe una scelta economica degna di una socialdemocrazia matura, che consentirebbe a tutti gli anziani una vecchiaia dignitosa, senza dipendere dalla carità di qualche chiesa o di qualche fondazione.

lunedì 14 novembre 2016

La vittoria di Trump vista dalla periferia dell’impero

Il sistema politico Usa è come un’aquila con due ali, entrambe destre (Gore Vidal)

Con la vittoria di Donald Trump la realtà, che per definizione esiste sempre, fa rumore.
Eppure ogni volta ci si stupisce e sembra che siano arrivati gli extraterrestri.
Mi hanno colpito alcune affermazioni che ho letto questi giorni e che appaiono infantili, come avviene da noi in casi simili.
Il primo concetto che viene ripetuto è che la colpa è (sempre) degli altri, senza autocritica.
Faccio degli esempi:
-la colpa è del FBI (qui), dice Hillary Clinton, o di Assange e Wikileaks, dicono altri; ma quello che dicono Fbi e Wikileaks sono affermazioni vere o no?
-la colpa è del sistema elettorale degli Usa, Clinton avrebbe preso la maggioranza dei voti totali di chi ha votato, ma ha perso nel conteggio dei grandi elettori; tenendo conto che il sistema elettorale degli Usa non è una novità esistono proposte di legge negli ultimi decenni per cambiare il sistema elettorale? Troppo facile dire che il sistema elettorale fa schifo, quando si perde, e se Clinton avesse vinto, lei e i suoi sostenitori avrebbero parlato di sistema elettorale iniquo?
Durante le primarie Sanders sembrava il pericolo per Clinton, non Trump.
Come Obama otto anni prima, Sanders aveva risvegliato coscienze e attirato giovani per un programma che per i suoi nemici era quasi il comunismo (come era, ed è, l’assistenza medica gratuita per tutti i cittadini, anche Obama  era una specie di comunista, all’inizio, poi tutto è andato secondo copione).
Non sappiamo se Sanders avrebbe battuto Trump, di sicuro avrebbero avuto programmi politici molto diversi, ma con i se non si cambia niente.
Viste da lontano, anche le manifestazioni contro il risultato delle elezioni appaiono infantili, il giorno dopo le elezioni in molti protestano contro il risultato, come in Gran Bretagna il giorno dopo il referendum sul Brexit si scendeva in strada per chiedere di rifare le votazioni.
Altra cosa è manifestare contro specifice decisioni o politiche che verranno adottate.
Una domanda che mi faccio è se Hillary Clinton, per il mondo, sarebbe stata meglio, credo proprio di no, più gentile, più femminile, più politically correct, di sicuro, ma quante guerre avrebbe scatenato?
È anche difficile capire la sostanza (l’apparenza si capisce) di come una donna a priori è meglio di un uomo, conta quello che si dice di fare e che si fa, non chi lo fa, ma nella società dello spettacolo ci fanno credere che quello che conta non è la sostanza.
Penso che Trump sia, per loro, fuori dal circolo buono, quello di lorsignori (come direbbe Fortebraccio), è un po’ grezzo, ma scommetto che fra un po’ andranno tutti d’amore e d’accordo. Sono ali diverse, ma entrambe destre.
(En passant, che strano leggere di Juncker, qui, che tratta Trump come fosse uno scemo, magari perché non vuole il TTIP, o perché vuole dialogare con Putin, proprio lo Juncker ex presidente di uno stato paradiso di evasori fiscali, che strano il mondo.)
La colpa di tutto è di chi non ha votato per Hillary Clinton, si sente dire in giro. Non se ne può più di questa retorica del meno peggio (se pure fosse vero).
Guardando dalla periferia dell’impero auspichiamo 10, 100, 1000 Occupy Wall Street.
E per finire, come non essere d’accordo con George Carlin?

mercoledì 24 agosto 2016

Prima vittima della chiamata diretta dei dirigenti scolastici

La prima vittima della chiamata diretta dei dirigenti scolastici è un professore di letteratura inglese, dai metodi poco ortodossi.
Pare che la rete WhatsApp dei dirigenti abbia diffuso, in maniera riservata, ad uso e consumo dei dirigenti, le informazioni sul professor Keating, gli utenti e le loro famiglie possono stare al sicuro.

Grazie ad un hacker, che vuole restare anonimo, e lo capiamo, sappiamo quello che hanno scritto e diffuso in maniera capillare i dirigenti scolastici.

Ecco il testo apparso su WhatsApp dei dirigenti:

Il professor Keating fa strappare le pagine dei libri di testo:

 


Il professor Keating fa salire gli alunni sulla cattedra:



Il professor Keating porta gli alunni in cortile a passeggiare durante le ore di lezione:



Il professor Keating dice cose strane, confonde gli alunni:



Il professor Keating insegna agli studenti a non rispettare l'autorità:



Bisogna liberarsi di gente così, come avrà fatto a passare il concorso, gente così non deve neanche entrare nelle aule.
Nessuno di noi lo chiamerà, ma non diventerà un martire, ci penserà il Miur a dargli una stanzetta, per qualche attività inutile, presso la direzione scolastica regionale, per metterlo in condizione di non nuocere.
E vai con la libertà d'insegnamento, sempre sia benedetta, bisogna dirlo sempre, non dimentichiamocelo.



Noi dirigenti seguiremo sempre il fulgido esempio del grande Dirigente Vitous Gambrinus:
“Non per vantarmi, scrive il preside con orgoglio, ma il nostro è un corpo (insegnante) selezionato con cura, quanto di più spiacevole e scostante offra il mercato. Non un solo corpo simpatico, tutti corpi pedagogici, e le poche volte che mi trovo ad assumere un insegnante giovane, faccio sempre in modo che abbia una caratteristica repellente.
I nostri insegnanti sono i migliori cervelli della capitale, non ce n’è uno che abbia un’idea sua. Se solo a qualcuno dovesse venirgliene una, ci penserei io a far sloggiare l’ideatore. Sono nullità innocue, solo quello che c’è nei programmi scolastici! Nessun pericolo che gli venga un’idea originale.

Non c’è nulla di peggio di un insegnante simpatico, specie poi se provvisto di opinioni personali. Solo un professore veramente noioso è capace di instillare negli allievi una bella immaturità, quella simpatica inefficienza e inettitudine, quell'insipienza della vita tipica della gioventù, in modo che noi, veri pedagoghi per vocazione, possiamo farne il nostro campo d’azione. Solo con l’aiuto di un personale veramente adeguato possiamo riuscire a purificare il mondo.” (*)

Naturalmente siete, e siamo, tenuti al segreto professionale, nessuno deve sapere quali informazioni ci scambiamo, meglio essere prudenti, anche se comunque non ci succederà niente, statene pur certi.

Buon lavoro a tutti noi, splenda sempre il successo formativo.

(*) tratto da Ferdydurke (di Witold Gombrowicz)




martedì 23 agosto 2016

l'abito non fa il monaco

quando mia nonna andava al mare vestiva con solito abito col quale, a volte, anche si bagnava, ma nessuno si è mai sognato di dirle qualcosa.
che fortuna avere vissuto in quei tempi - fran




mercoledì 13 luglio 2016

L’avvento della Merdocrazia*


Vorrei soffermarmi su due punti: il successo formativo e il dirigente scolastico che diventa “datore” di lavoro (ma non ancora “licenziatore” di lavoratori)
Una decina d’anni fa avevo letto “Una barca nel bosco”, di Paola Mastrocola, nel quale Gaspare ogni anno era risucchiato sempre più dalla mediocrità dei suoi compagni.
Praticamente un libro dell’orrore.
Oggi sembra che quell’incubo stia diventando istituzionale.
Già da anni le campagne acquisti che si chiamano iscrizioni alle superiori sono un mercato, sono una rincorsa al ribasso, e, come spesso accade in politica e nei messaggi pubblicitari di prodotti e servizi, vince chi promette di più, qualcuno regala gadgets.
Ma è con la legge 107 del 2015, che si chiama “Buona Scuola”, che succedono alcune cose.
Adesso ogni scuola si farà “pubblicità”, in un portale dove tutti potranno confrontare tutte le scuole (c. 17, e altri)
Obiettivo della scuola sta diventando sempre più quello di dirsi quanto è brava, i piani triennali dell’offerta formativa indicano come obiettivo il successo formativo, il raggiungimento degli obiettivi diventa uno dei più importanti indicatori per attribuire i premi ai docenti migliori, il dirigente scolastico sceglie i docenti che insegneranno nella scuola (non completamente, ma inizia a farlo) e decide ed elargisce premi in denaro sostanziosi ai docenti migliori, migliori in che cosa lo decide il dirigente scolastico.
Traduzione:  le scuole più”brave” saranno quelle dove si promuove di più, i docenti migliori quelli che promuoveranno di più. Per raggiungere questo risultato si passa attraverso gli obiettivi, se l’obiettivo di un docente è 100, certamente ambizioso, magari gli studenti si fermano mediamente a 70, gli obiettivi non sono stati raggiunti, ma se un docente si pone un obiettivo di 10 o di 5, tutti gli studenti saranno bravissimi, gli obiettivi saranno raggiunti, e quindi il secondo docente sarà più bravo dell’altro.
Lo stesso avviene con i libri di testo, se un docente usa dieci pagine di appunti, e basta, gli studenti saranno bravissimi, ma un libro, non scherziamo, è troppo difficile.
Qualcuno controllerà, diranno i gentili lettori.
Il Qualcuno è Nessuno, nessuno controllerà.
L’unico problema potrebbe essere un ricorso, il resto non importa, e se si promuovono tutti, o quasi, chi farà un ricorso?
Nelle scuole appaiono circolari che ricordano che i ricorsi fioccheranno per i voti bassi (il non detto è che nessuno con 8, 9, o 10 farà ricorso).
Traduzione: meglio mettere voti alti che voti bassi, nessuno si lamenterà, e poi la scuola appare più “brava”, se molti vengono promossi, e magari con voti alti, la scuola avrà attivato una calamita per attirare i clienti.
E insieme al successo formativo appare dal cilindro il bonus.
Dice la legge 107/15, al c.18, che “Il dirigente scolastico individua il personale da assegnare ai posti dell'organico dell'autonomia”, ai c.78-79-80 . il dirigente scolastico diventa “datore di lavoro”, ai c.127-128-129 si istituisce il bonus, una somma che il dirigente concede ai docenti, secondo lui, e solo secondo lui, meritevoli dei premi in denaro.
E uno degli elementi per raggiungere il bonus è:
il raggiungimento degli obiettivi programmati per singola disciplina, per cui più bassi sono gli obiettivi, più alta è la probabilità di raggiungerli.
E il cerchio si chiude.

E visto che la scuola è, e sarà sempre più, un luogo di cultura, questo è il libro che sta avendo un boom di vendite, fra gli aspiranti al bonus, elargito, bontà sua, dal dirigente scolastico.

Ps: intanto leggo qui che a brevissimo partirà la scelta dei dirigenti scolastici fra chi vorrà ricoprire un posto disponibile, rileggo, mi ricorda moltissimo il sistema delle preferenza abolito con referendum Segni del 1991 (ricordo per i distratti e i giovani:
"Nei sistemi elettorali precedenti la preferenza era solo una facoltà, non un obbligo: la maggioranza degli elettori votava solo la lista, e pochi prezzolati piazzavano la preferenza.
Ne derivava l'”efficienza” del voto di scambio, che consentiva al “cacciatore di voti” di guadagnarsi il seggio tramite le poche preferenze dei “clienti”. Voto, tra l’altro, anni addietro controllabilissimo date le svariate possibilità per indicare le preferenze (combinazioni di cognomi, nomi e numeri di lista)" da qui)
Vado sul sito della CGIL (che ha raccolto le firme per un referendum per l’abolizione del potere) e leggo che hanno firmato davvero una cosa così:
"Il dirigente scolastico, solo se lo ritiene opportuno (non è un obbligo), pubblica “preventivamente” (cioè prima che siano noti i nomi dei docenti che diventeranno titolari dell’ambito) un avviso per rendere noti i posti disponibili della scuola e contestualmente può esplicitare quali siano i requisiti, da individuare all’interno dell’elenco definito a livello nazionale, più funzionali all’attuazione del PTOF e in coerenza con il Piano di Miglioramento, per ciascuna tipologia di posto da coprire. Il numero di requisiti che il dirigente scolastico può indicare è rigido (4 requisiti) senza alcuna modifica. da qui)
Mentre prima il capobastone riusciva a controllare che l’elettore votasse come promesso (per soldi o per minacce), adesso i quattro requisiti dell'accordo (fra Miur e sindacati responsabili) possono benissimo (a pensare male) essere un identikit, basta solo mettere il nome giusto.

Strano che contemporaneamente, sempre lo stesso sindacato, ha raccolto le firme per un referendum per l’”abrogazione di norme sul potere discrezionale del dirigente scolastico di scegliere e di confermare i docenti nella sede”, una coincidenza imbarazzante, come un rigore di Zaza in Francia.


  
* il titolo del post si ispira a un documento di alcuni insegnanti come si deve: non siamo pronti a una scuola di merda


domenica 6 marzo 2016

In prigione, in prigione!

Venerdì sera si è tenuto un incontro presso l’università di Cagliari, dal titolo: “Libertà costituzionali – Pensiero unico – Criminalizzazione e repressione del dissenso”.



Nella locandina si informava della “partecipazione e del contributo al dibattito di gruppi e persone che sono attuale bersaglio politico della repressione”.
Non c’è stato il comunicato del Rettore che invitava a far partecipare anche i repressori, per la completezza del dibattito (vedi qui), ma in compenso c’è stato nella notte l’intervento dei carabinieri, a carico di “tre giovani antimilitaristi indagati per “rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio” e “vilipendio della Repubblica, delle istituzioni costituzionali e delle forze armate” (da qui).

(ecco il sito incriminato: https://nobordersard.wordpress.com/)

Due cose, fra le altre, nell’incontro sono state evidenziate: la persecuzione verso chi lotta per la pace e la tranquilla attività di chi produce e vende bombe, in partenza da Elmas, verso paesi che le usano in guerra (la legge lo vieterebbe, se fosse applicata) e il silenzio assordante delle istituzioni, e non solo, verso questi fatti.

Per finire, vorrei segnalare due persone, straniere, per giunta, che vilipendono le forze armate, bisogna prendere dei provvedimenti adeguati, in prigione, in prigione devono finire, questi cattivi maestri. leggete quello che scrivono:

L'intelligenza militare è una contraddizione in termini – Groucho Marx

Disprezzo dal più profondo del cuore chi può con piacere marciare in rango e formazione dietro una musica; soltanto per errore può aver ricevuto il cervello; un midollo spinale gli basterebbe ampiamente - Albert Einstein



Con Mauro e contro la repressione - Ilmanifestosardo

Da almeno un anno a Cagliari si respira una brutta aria, almeno da quando il questore di Cagliari ha deciso di ignorare la costituzione italiana e costruire attorno al movimento pacifista e contro le basi militari quell’atmosfera di tensione e violenza che contraddistingue ogni manifestazione e iniziativa democratica di dissenso all’occupazione militare della Sardegna.
Da oggi a farne le spese non sono solo gli attivisti antimilitaristi ma tutti coloro che frequentano la dimensione delle loro vite, familiari, amicizie e coinquilini, addirittura circoli privati. L’azione delle 6:30 di stamattina è molto lontana dai compiti delle forze dell’ordine di un Paese civile ma ricorda molto da vicino dinamiche repressive e intimidatorie utilizzate dalla polizia politica durante le dittature sudamericane.
Oggi all’alba, Mauro, attivista del movimento contro le basi è stato portato in caserma dai carabinieri con la surreale accusa di vilipendio alle forze armate. Sono stati sequestrati i suoi oggetti personali, i pc, manifesti e locandine di serate musicali ed eventi, non solo di Mauro ma anche dei suoi coinquilini che si trovavano in casa con lui. Successivamente c’è stata anche la perquisizione nel circolo ricreativo Defoult di Via Molise e altrettanti sequestri.
Le forze dell’ordine di un Paese democratico, che rispetta la sua carta costituzionale, dovrebbero prima di tutto garantire la sicurezza e dell’incolumità pubblica delle cittadine e dei cittadini, senza limitare le loro libertà e i loro diritti civili. Curioso notare come la repressione subita in queste ore da attivisti contro le basi militari accada mentre siamo di nuovo in procinto di innescare un’altra guerra in Libia.
La trasformazione di una manifestazione pacifica in un campo di battaglia con cariche e manganellate, gli episodi di oggi, sono il frutto di un clima di violenza gratuita che dovrebbe preoccupare e allarmare ogni persona sensibile all’azzeramento delle garanzie costituzionali e delle libertà individuali. Fino a quando dovrà durare questo clima?

 

«Vilipendio delle forze armate». Blitz e accuse contro gli antimilitaristi – Costantino Cossu


Ci sono notizie che quando emergono dal brusio continuo della comunicazione ti lasciano, per un attimo, un po’ sospeso. Le leggi, stai per passare alla prossima news ma ti fermi, colpito da un che di stonato. Torni indietro per vedere meglio e ti accorgi che la notizia è di quelle che non sembrerebbe possibile leggere mai e che invece è lì, autentica: un ragazzo denunciato dai carabinieri per «vilipendio delle forze armate». Un reato quasi dimenticato, che ormai il codice penale sanziona con multe di poche migliaia di euro.
È successo l’altro ieri a Cagliari quando, nel cuore della notte, i carabinieri del Nucleo di polizia militare hanno fatto irruzione nell’appartamento dove abitano tre giovani militanti di un’organizzazione antimilitarista, hanno sequestrato il loro computer, manifesti, volantini e persino magliette con slogan contro le basi militari. Al termine del blitz, i ragazzi sono stati accompagnati in caserma e interrogati. Dopo circa un’ora e mezza, sono stati rilasciati. Solo uno di loro è stato formalmente accusato, appunto, per «vilipendio della Repubblica e delle forze armate» e per «rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio».
È dalla manifestazione contro le basi militari che si è svolta a Teulada il 3 novembre delle scorso anno che la procura della Repubblica, la questura di Cagliari e i carabinieri tengono nel mirino le organizzazioni antimilitariste che, in quell’occasione, arrivarono a bloccare, con un corteo che riuscì ad entrare dentro il poligono, un’imponente esercitazione Nato in corso sulle coste sud-occidentali della Sardegna. Già prima della manifestazione ad alcuni militanti la questura aveva consegnato un foglio di via per tenerli lontani da Cagliari e da Teulada. Ora scatta un blitz che, vista l’entità delle accuse, evidentemente derivata dall’inconsistenza delle prove raccolte, ha più che altro il sapore di un’intimidazione.
«Mentre lo Stato, nel totale disprezzo delle sue stesse leggi costitutive, si prepara – scrive il Comitato studentesco contro l’occupazione militare in un documento diffuso ieri – a una nuova guerra di aggressione nei confronti della Libia, i suoi organi repressivi hanno deciso, attraverso fermi, perquisizioni e sequestro di numeroso materiale, di colpire una parte del movimento che si batte per la chiusura delle basi militari in Sardegna».
«Le accuse rivolte agli attivisti – prosegue il documento – sono ridicole: “vilipendio della Repubblica, delle istituzioni costituzionali e delle forze armate” e “rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio”. La prima si riferisce alle critiche rivolte a un ufficiale dell’esercito che, dopo la manifestazione dello scorso 3 novembre al poligono di Teulada che portò alla sospensione delle esercitazioni Nato, dichiarò che quel giorno le esercitazioni erano già terminate alle 12.30, prima dell’ingresso dei manifestanti nella base e, quindi, non per effetto della nostra azione di lotta. Su www.facebook.com/progresTV.net/videos/931917670189217/ è possibile vedere un nostro video che smaschera queste affermazioni». «La seconda accusa – prosegue il documento del Comitato studentesco contro l’occupazione militare – si riferisce invece alla pubblicazione su internet del programma delle esercitazioni in Sardegna. Basta leggere l’articolo 326 del codice penale per capire come queste accuse siano prive di ogni fondamento. Sono rilievi che possono essere mossi soltanto a un pubblico ufficiale che, violando i suoi doveri, rivela notizie d’ufficio che devono rimanere segrete. Il programma delle esercitazioni, invece, era pubblico, visibile a tutti, facilmente reperibile sul web».
«È chiaro – concludono gli antimilitaristi – che il blitz dei carabinieri non è altro che un atto intimidatorio, volto a far desistere dal proseguimento della lotta chi si batte per liberare la nostra terra dal peso delle servitù militari. Ma le accuse sono patetiche e presto o tardi cadranno. Se c’è qualcuno che vilipende non soltanto la Repubblica ma anche la dignità umana, questi sono i militari, sempre pronti a esportare morte e distruzione in giro per il mondo. Le minacce però non ci fermeranno; sono anzi la prova che siamo sulla strada giusta».

COMUNICATO STAMPA COMITATO SARDO GETTIAMO LE BASI
CAGLIARI 6 MARZO 2016

RIVELAZIONE SEGRETI MILITARI, ACCUSA AI TRE GIOVANI: ANCHE CAPITANERIE ED ENAV DIFFONDONO STESSI "SEGRETI". OSCURIAMO LORO SITI? 
Sollecitiamo Procura della Repubblica e forze dell'ordine a oscurare e a sequestrare i siti delle Capitanerie di porto, le NOTAM, Notice to airmen dell'Ente aviazione civile, gli “Avvisi ai naviganti”, per violazione di segreti militari, gli stessi che avrebbero diffuso i tre giovani indagati a Cagliari. Da oltre mezzo secolo, infatti, queste fonti pubblicano e per di più diffondono a mezzo stampa, radio e Tv il calendario delle esercitazioni militari.
Gli inquirenti non sanno o fingono di non sapere che il calendario addestrativo delle forze armate è pubblico e deve essere portato a conoscenza della popolazione? Quale è l’ipotesi peggiore?
Oltre lo smaccato tentativo di reprimere l’opposizione popolare alla schiavitù militare imposta alla Sardegna, nei fatti di questi giorni legati all'accusa di rivelazione di segreti militari ai tre giovani del circolo cagliaritano, s’intravede un disegno più pericoloso e più subdolo: intimidire, imbavagliare il Comitato misto paritetico, Comipa, per erodere il diritto, di legge, della Regione Sardegna, quindi del popolo sardo, all’informazione sull’uso che le forze armate fanno della nostra isola. Un diritto inviolabile a tutela della collettività basato sulla trasparenza, prerogativa piuttosto sconosciuta nel mondo con le stellette.


mercoledì 10 febbraio 2016

Al congresso annuale dei sicari

Siamo riuniti ancora una volta per il congresso annuale dei sicari dell’economia.
Rendiamo lode alla signora Thatcher, sempre sia lodata.
Ringraziamo i sicari delle Poste e delle Ferrovie, il lavoro duro paga, i nostri colleghi sono riusciti a Prosciugare, Ridurre, Spolpare le Ferrovie e le Poste per rendere necessario l’intervento di privati che poi si mangeranno le aziende.
Adesso saranno messe sul mercato e passeranno di mano,il Pubblico è inefficiente, solo il Mercato e solo il settore Privato funzionano, la Concorrenza è il nostro dio.

Apriamo la sessione dei sicari della Scuola, mi complimento per l’ottimo lavoro che avete fatto e state facendo giorno per giorno.
Provo adesso a ricordare gli obiettivi che vi avevamo dato, e verifichiamo punto per punto se sono stati raggiunti.
Inizierei col primo grande obiettivo, scrivere una legge che cancelli tutto l’esistente, e ci traghetti verso il futuro.
Vi abbiamo mandato dentro il Ministero di viale Trastevere, dove, com’è noto, non capiscono niente di scuola. È stata la vostra palestra e con quella legge approvata con voto di fiducia (quelli non si fidano fra loro, noi non ci fidiamo di loro, meno male che ci siete voi, sicari di prima classe) abbiamo raggiunto il nostro primo obiettivo, quello di cambiare la scuola, non c’era riuscito nessuno, grazie a noi è stato fatto.
Vorrei ringraziare anche i sicari delle Parole, quella più bella e più utile l’hanno trovata loro, è il Potenziamento, non vuol dire niente, e si può fare tutto, chi dirà di essere contro il potenziamento? Nell’immaginario è una parola positiva, foriera di crescita.
E poi passare da delibera a elabora, per il collegio e il PTOF, è davvero da leccarsi i baffi.
E anche la formazione di un comitato di valutazione eletto da tutti, che dà criteri, ma non conta un cazzo, perché è il dirigente che decide, senza appello, è stato un bel colpo.
Complimenti per il PTOF (Piano Triennale dell'Offerta Formativa), lo sanno tutti che non vuol dire niente, tanto che si può riscrivere ogni anno, pieno di numeri senza senso.
I miei capi temevano che tutti si sarebbero messi a ridere, per una schifezza del genere, e avrebbe inficiato l'intera legge, io ho garantito per voi, e abbiamo avuto ragione. So che qualcuno aveva proposto il piano quinquennale, sarebbe stato un azzardo, avete fatto bene a fermarvi al triennio, ma sarebbe passato lo stesso, la maggior parte degli insegnanti sono dei polli perfetti.

Un altro obiettivo è quello di completare il processo iniziato con l’autonomia, ogni insegnante si deve sentire solo, insicuro, precario, un IO, mai più un NOI, uno che esisterà fino a che qualcuno lo farà esistere.
Con la nuova legge ogni insegnante dipenderà dai dirigenti scolastici, non esisteranno più sindacati e ministero a cui appoggiarsi, mancano un paio di norme e il docente sarà inoffensivo
Baciare la mano che chiama a lavorare, ecco una tradizione che si era dimenticata negli ultimi 60-70 anni, occorrono rispetto, devozione e sottomissione, ci siamo quasi.

Intanto la selezione dei dirigenti scolastici sarà gestita dal preside Vitous Gambrinus, ecco cosa dice nella presentazione del suo libro di testo, unico e obbligatorio per tutti gli aspiranti dirigenti scolastici:
“Non per vantarmi, scrive il preside con orgoglio, ma il nostro è un corpo (insegnante) selezionato con cura, quanto di più spiacevole e scostante offra il mercato. Non un solo corpo simpatico, tutti corpi pedagogici, e le poche volte che mi trovo ad assumere un insegnante giovane, faccio sempre in modo che abbia una caratteristica repellente.
I nostri insegnanti sono i migliori cervelli della capitale, non ce n’è uno che abbia un’idea sua. Se solo a qualcuno dovesse venirgliene una, ci penserei io a far sloggiare l’ideatore. Sono nullità innocue, solo quello che c’è nei programmi scolastici! Nessun pericolo che gli venga un’idea originale.
Non c’è nulla di peggio di un insegnante simpatico, specie poi se provvisto di opinioni personali. Solo un professore veramente noioso è capace di instillare negli allievi una bella immaturità, quella simpatica inefficienza e inettitudine, quell’insipienza della vita tipica della gioventù, in modo che noi, veri pedagoghi per vocazione, possiamo farne il nostro campo d’azione. Solo con l’aiuto di un personale veramente adeguato possiamo riuscire a purificare il mondo.”

Vorrei anche complimentarmi con voi che avete creato le fasce per le assunzioni, soprattutto la fase B e la fase C. Con nuova legge siamo riusciti a differenziare tutti i docenti, e varrà anche per assunzioni, trasferimenti e chiamate del dirigente, saranno totalmente arbitrarie.
Ancora, vedo che siete avanti nella eliminazione del CCNL della scuola, meglio, nello svuotamento. Anche i sindacati diventeranno uffici per le pratiche burocratiche, il Miur come l’abbiamo conosciuto sparirà, solo coordinerà il lavoro delle sedi sindacali, patronati e fondi pensione. Ormai, e sempre più, li terremo per le palle.
Grazie, ancora, a voi e ai sicari delle Parole spariranno le parole Lotta e Conflitto, non politicamente corrette.
Chi le usasse sarebbe obsoleto, diranno i dizionari, una sacca residuale che ci sarà utile, per spaventare tutti gli altri.

Ancora un obiettivo centrato: nessun insegnante alzerà più la testa, e se l’alza non troverà niente. Il suo nemico non saranno più l’Europa, lo Stato, il Miur, gli uffici scolastici regionali e provinciali, destinati a dimagrire sempre più. Il potere dato ai dirigenti sul personale diventerà sempre più ampio, e con l’intromissione delle famiglie nel giudizio degli insegnanti il percorso sarà completo.
Il suo nemico saranno i suoi colleghi, cioè se stesso, e forse il Dirigente Scolastico, bisognerà intervenire con una norma che li liberi da qualsiasi responsabilità.
Manca l’ultimo capitolo: i finanziamenti; già oggi lo Stato interviene sempre di meno, tranne che le scuole paritarie e le scuole private. Oggi le scuole riescono ad andare avanti con i contributi delle famiglie, non tasse, no, una colletta come in chiesa, ogni famiglia, se vuole e se può, getta qualcosa in un cestino, senza sapere quanto mettono gli altri. Chiamala, se vuoi trasparenza, potrebbe essere il titolo di una canzone che canteremo alla riunione dl prossimo anno.
Piano piano sopravviveranno le scuole adatte, come Darwin insegna, le altre diventeranno differenziali, avviamento al lavoro, ritorno al futuro. insomma, e non dimenticate per il futuro lo strumento della Affondazioni, daranno un contributo decisivo al nostro e al vostro lavoro.


Buon lavoro a tutti i sicari!

martedì 29 dicembre 2015

Esercizi di immaginazione

1) Immaginate che un bel giorno i Carabinieri siano diventati una società per azioni e che in un secondo momento lo Stato abbia dismesso più del 90% delle azioni, che vengono acquisite da alcuni soci, chiamati partecipanti.
I Carabinieri hanno vari compiti, tra cui quello della Vigilanza su persone fisiche e giuridiche che hanno sede in Italia, tra cui i soci.
Pare che, a volte, alcune indagini su soggetti che sono partecipanti non vadano avanti, e che la Vigilanza in generale non riesca a ottenere dei risultati in fase ex-ante, quando i danni si possono evitare, ma solo ex-post, quando i danni sono avvenuti e sono già di dominio pubblico, i danneggiati non avranno giustizia e i colpevoli non verranno perseguiti.
Una sentenza ha deciso che i Carabinieri sono un servizio pubblico, anche se le assunzioni avvengono per chiamata diretta o attraverso commissioni concorsuali gestite dai soci. A qualcuno sorge il dubbio che il carattere pubblico dei Carabinieri stia nel fatto che gli stipendi dei dipendenti e tutte le altre spese gravano sul bilancio pubblico.

2) Immaginate che un bel giorno la Banca d’Italia sia diventata una società per azioni e che in un secondo momento lo Stato abbia dismesso più del 90% delle azioni, che vengono acquisite da alcuni soci, chiamati partecipanti.
La Banca d’Italia ha vari compiti, tra cui quello della Vigilanza su persone fisiche e giuridiche che hanno sede in Italia, tra cui i soci.
Pare che, a volte, alcune indagini su soggetti che sono partecipanti non vadano avanti, e che la Vigilanza in generale non riesca a ottenere dei risultati in fase ex-ante, quando i danni si possono evitare, ma solo ex-post, quando i danni sono avvenuti e sono già di dominio pubblico, i danneggiati non avranno giustizia e i colpevoli non verranno perseguiti.
Una sentenza ha deciso che la Banca d’Italia è un servizio pubblico. A qualcuno sorge il dubbio che il carattere pubblico della Banca d’Italia stia nel fatto che gli stipendi dei dipendenti e tutte le altre spese gravano sul bilancio pubblico, mentre gli utili vanno ai soci partecipanti.

Uno dei due esercizi di immaginazione è già realtà, leggi qui e qui (dove si potrà leggere che “tra i sottoscrittori della BCE, tre stati, Svezia, Danimarca ed Inghilterra, che non hanno adottato come moneta l’euro, ma che, in virtù delle loro quote, più del 20% del totale, possono influire sulla politica monetaria dei paesi dell’euro”, ma questo è un altro discorso, o forse no)

Qualcuno pensa che l’Arma dei Carabinieri, scusate, la Banca d’Italia si possa rinazionalizzare in modo semplice, chiedendo ai partecipanti al capitale sociale se preferiscono cedere gratuitamente le loro quote al Tesoro, farebbero una bella figura se scegliessero quest’opzione, oppure se preferiscono che le loro quote siano espropriate (per un interesse pubblico superiore), o ricomprate dal Tesoro, attraverso l’imposizione di una tassa sulle transazioni finanziarie a carico delle banche.

Chissà se una piccola proposta come questa è nell’agenda politica di qualche gruppo politico.

lunedì 14 dicembre 2015

I soldi sono finiti

Nell’ultimo consiglio dei Ministri è stata presentato il primo articolo di una legge che dovrà entrare in vigore il primo del mese di aprile del 2016.

“Art.1
In tutte i consigli di amministrazione (cda) di aziende pubbliche (statali, regionali, comunali, consortili, e così via) saranno ridotti della metà il numero dei consiglieri e saranno ridotti della metà gli emolumenti di ciascuno di loro.
Altrettanto avverrà per tutte le aziende nei cui cda sieda almeno un consigliere di parte pubblica.”

Il panico si è diffuso fra i ministri e i sottosegretari, ma il presidente ha zittito tutti ed è stato inflessibile:
“In un momento difficile, nel quale salviamo le banche dal fallimento a spese dei risparmiatori, non è più possibile stare in silenzio, sappiamo che i consiglieri dei cda li abbiamo messi noi, sono quelli come noi, e siamo legione, sappiamo che gli avidi risparmiatori adesso piangono miseria, qualcuno arriva addirittura a suicidarsi (si legga qui la difesa e l’attacco del fornitore di strumenti finanziari tossici), qualcuno ricorda gli emolumenti che scorrono nelle vene dei cda (si legga qui), qualcuno a cui viene tolta la casa si suicida (si legga qui), e notate che ho citato solo articoli di un giornale non pregiudizialmente avverso all’operato del governo.

È necessario contrattaccare e introdurre qualche misura forte che nessuno ha il coraggio di proporre, e neanche di pensare. Noi tutti dovremmo sapere che gli strumenti finanziari introdotti negli ultimi 50 anni sono criminali e criminogeni, nessuno lo dice a voce alta, non lo faremo noi, facciamo finta, come tutti, che sia il mercato, gioie e dolori.

È un sacrificio per tutti noi, ma non possiamo toccare la finanza, chi paga tutte le nostre fondazioni? Qualcuno parla adesso di conflitto d’interessi, noi insisteremo sulla temporanea coincidenza d’interessi. Le parole lotta e conflitto devono essere bandite dal lessico corrente, e dai dizionari, sono parole da gufi.

La mossa sui cda, che approveremo oggi, il tempismo è tutto, ci darà respiro, e vi assicuro che la decisione di cambiare tutto è il miglior modo per non cambiare niente, e immaginate la potenza del fare finta, abbiate fiducia, siete qui a questo tavolo solo perché l’ho deciso io, non eravate nessuno, adesso siete qualcuno, ricordatevene.”

Dopo il discorso del presidente, senza nessun altro intervento, l’articolo è stato approvato all’unanimità.