Per pubblicizzare l’adattamento teatrale di Una stanza tutta per sé
di Virginia Woolf, il Teatre Raval di
Barcellona (un piccolo teatro con 193 posti a sedere, riaperto di recente), ha
ovviamente pensato di promuovere l’annuncio dello spettacolo su Facebook e
Instagram. Con grande sorpresa, però, ha subito ricevuto un messaggio di Meta:
“il tuo annuncio è stato rifiutato”. Questa la motivazione: «qualsiasi menzione di diritti civili, femminismo o riforma sociale viene
solitamente classificata dal nostro sistema automatico come “temi sociali” e
quindi filtrata». Per risolvere la situazione, Meta ha consigliato al
teatro di eliminare dall’annuncio le “parole
chiave”, in modo che il testo non sembrasse «incoraggiare l’attivismo».
Senza dirlo chiaramente, insomma, Meta suggeriva di rimuovere la parola
“femminista”, usata per descrivere lo spettacolo.
Giustamente
sconcertati, i lavoratori del teatro hanno pubblicato sui loro social un
comunicato, con tanto di screenshot della surreale conversazione avuta con
Meta, in cui si legge: «Ci sentiamo in
dovere di denunciare l’ingiustizia e la violazione dei nostri diritti nel non
poterci essere permesso di promuovere un’opera femminista, in particolare
un’opera di Virginia Woolf, nata nel 1882. Cosa possiamo fare? Come
teatro dobbiamo pubblicizzare le nostre attività … e dobbiamo servirci dei
social media affinché le persone siano informate sulle attività culturali». Il
caso è stato ripreso e raccontato anche dal Guardian.
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