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mercoledì 5 aprile 2017

Uomini – Evgenij Evtušenko


Non esistono al mondo uomini non interessanti.
I loro destini sono come le storie dei pianeti.
Ognuno ha la sua particolarità
e non ha un pianeta che gli sia simile.
E se uno viveva inosservato 
e amava questa sua insignificanza,
proprio per la sua insignificanza 
egli era interessante tra gli uomini.
Ognuno ha il suo segreto mondo personale.
In quel mondo c’è l’attimo felice.
C’è in quel mondo l’ora più terribile,
ma tutto ci resta sconosciuto.
Quando un uomo muore,
muore con lui la sua prima neve,
e il primo bacio e la prima battaglia…
Tutto questo egli porta con sé.
Rimangono certo i libri, i ponti,
le macchine, le tele dei pittori.
Certo, molto è destinato a restare,
eppur sempre qualcosa se ne va.
È la legge di un gioco spietato.
Non sono uomini che muoiono, ma mondi.
Ricordiamo gli uomini, terrestri e peccatori,
ma che sapevamo in fondo di loro?
Che sappiamo dei fratelli nostri, degli amici?
Di colei che sola ci appartiene?
E del nostro stesso padre
tutto sapendo non sappiamo nulla.
Gli uomini se ne vanno… e non tornano più.
Non risorgono i loro mondi segreti.
E ogni volta vorrei gridare ancora
contro questo irrevocabile destino.
Evgenij Evtušenko
1961
(Traduzione di Sandra Grotoff)
da qui

(poesia segnalata da Santa)

domenica 2 aprile 2017

ricordo di Evgenij Evtushenko





l’Orlo sottile della storia, In memoria di Umberto Eco
Da fedele lettore di Umberto Eco,
ho perduto qualcuno di famiglia.
Era la mia guida di tanti misteri
che non racconterò a chi non ne è degno.
Lasciano il nostro pianeta gli ultimi geni,
anche le loro vite sembrano attimi.
Ci sono uomini nei cui occhi tiepidi, in punto di morte s’intravvede
l’orlo sottile della storia.
Ci hanno mostrato soltanto quest’orlo sottile,
senza dirci altro, ed esso si consuma folgorante assieme ai tanti occhi che si spengono sul rogo.
Ma portando a misteri non decifrati, quest’orlo sottile diventerà infinito?
Tulsa, Oklahoma, 22 febbraio 2016
(Traduzione di Rayna Castoldi)