Trump e la mossa su Intel
Un’immagine generata con l’IA e
pubblicata sui social che lo ritrae mentre fa trading sulle azioni Intel ottenendo guadagni per “centinaia di
miliardi di dollari” in borsa. È questa l’ultima trovata di Donald Trump per pubblicizzare l’azienda, la
seconda dopo quanto fatto già a settembre 2025 dopo che il governo aveva
acquistato una quota del 9,9% del produttore di chip.
Nell’immagine su Truth Social, il tycoon
mostra il prezzo d’acquisto del titolo Intel, pari a 20 dollari,
contrapponendolo ai 95 dollari della chiusura di venerdì scorso, seguendo così
lo stesso schema comunicativo del post dello scorso anno in cui venivano
indicato i 30 dollari della quotazione di allora successivi all’acquisto della
quota da parte del governo statunitense.
Con Wall Street oggi chiusa per il
Labor Day, gli effetti della mossa di Trump si vedranno con la
prossima seduta.
Gli investimenti del Presidente
Il trading di Trump su Intel non
rappresenta l’unico suo investimento in Borsa: ai presidenti USA non è vietato
fare trading durante il loro mandato, a differenza della maggior parte degli
altri funzionari federali.
Un’indagine condotta dalla CNN ha
scoperto che Trump ha acquistato azioni di 21 aziende poco prima di pubblicare su Truth Social messaggi a loro favore.
Dai documenti depositati presso l’U.S.
Office of Government Ethics (OGE) emerge che account collegati a Trump hanno
aperto posizioni su Intel e Dell Technologies prima che lui elogiasse
pubblicamente entrambe le aziende. Il titolo Dell, da allora, è salito di oltre
il 300% quest’anno.
Un post simile su SpaceX pubblicato in
agosto aveva suscitato un’attenzione analoga, anche se dati successivi hanno
mostrato che il rialzo del titolo era iniziato nel pre market USA , prima del
post di Trump, indebolendo così il collegamento diretto.
Dubbi di conflitto di interesse
Trump inoltre non ha inserito i suoi
asset in un blind trust, potendo così vedere direttamente cosa comprano o
vendono i suoi gestori. Secondo gli esperti, questa configurazione lascia
spazio a conflitti di interesse che altri funzionari
non possono avere.
Il senatore repubblicano Josh Hawley si è unito ai democratici lo scorso
anno per una proposta di legge per vietare il trading azionario sia ai membri
del Congresso che ai presidenti. Trump ha risposto duramente, presentandolo
come un attacco da parte di un senatore junior più che come una vera riforma
etica.
Una analisi CNN ha però rilevato che il
comportamento opposto è raro. La maggioranza delle migliaia di operazioni di
Trump dichiarate non è mai stata seguita da un post correlato su Truth Social.
Inoltre, non ci sono prove dirette che colleghino i suoi post alle decisioni di
trading.
La quota del 9,9% di Intel detenuta dal
governo, acquistata a 20,47 per azione nell’agosto 2025, oggi vale teoricamente
molte volte la cifra iniziale. Intanto, la tendenza dei post presidenziali in
prossimità dei rialzi sui titoli continua a suscitare l’attenzione delle
organizzazioni che monitorano l’etica pubblica.
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