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mercoledì 27 gennaio 2021

La scuola del macchinismo – Davide Viero


Scrive Davide Viero, insegnante con la passione della filosofia, e, in quanto insegnante, persona informata dei fatti (a differenza di tanti dirigenti ministeriali e tanti soloni, che non hanno mai passato un'ora in cattedra) conclude così l’introduzione: “Individuare ogni prossimo oppresso attraverso quell’attenzione che è puro amore. Ne nascerà qualcosa”, quasi una dichiarazione d’intenti.


Il libro (edizioni Mimesis, 14 euro) segue due strade per parlare del mondo come è diventato, la parte preponderante è l’approccio filosofico (e non poteva essere diversamente, visto che la collana nella quale appare il testo si chiama Filosofie) per raccontare come siamo diventati, l’altra parte, non meno importante, guarda al discorso educativo.

 

Nell’introduzione l’autore esemplifica cos’è oggi la scuola oggi, non più il viaggio, ma il raggiungimento della meta, dell’obiettivo.

A pensarci bene è anche la differenza fra viaggiatore e turista: il primo parte, viene distratto, si incuriosisce, scopre cose che non conosceva, torna a casa più ricco dentro, il turista non si distrae, non scopre niente che non sapeva, torna a casa con migliaia di foto, quasi tutte dimenticabili, con le quali ammorberà i conoscenti.

Tornando alla scuola, per estremizzare, un istituto che esiste davvero, legalmente, per quanto strano possa essere, con il suo sito, si chiama “diploma facile”, ma senza estremizzare, quelle cose quotidiane che sono, in tutte le scuole, i test Invalsi, che misurano solo il numero di risposte esatte, rispetto alle risposte predefinite come giuste, è la dimostrazione che quello che conta è il risultato, comprare il diploma, avere il diploma, ottenere una buona performance ai test, arrivare a quei risultato, senza mai un cenno sul come: studiare, fatica, sacrificio non si usano più nel Paese dei Balocchi.*

E come non citare che anche per i dirigenti scolastici, la massima espressione della scuola, una parte importante del concorso per diventare dirigenti erano i test a crocette?

La scuola delle competenze è quasi sempre la scuola delle crocette, che progresso per l’umanità.

E chi è il più grande correttore di test a crocette? Il computer naturalmente, il docente del futuro si chiamerà Google, o qualcosa del genere. E gli insegnanti saranno degli impiegati come in Metropolis?

scrive Davide Viero: "...seguire il progresso tecnico significa immedesimarsi nel vincitore, tale perché sta al passo coi tempi...La libertà che sembra dare il progresso cela dunque la schiavitù, perché questo progresso apparente è innestato sul tronco malato di ciò che è sempre stato..."

Ritorno all’approccio filosofico del libro di Viero, ricchissimo di ispirazioni, argomentazioni, e citazioni di Carlo Michelstaedter** (morto a 23 anni), di Theodor Adorno, di Luigi Pirandello, di Walter Benjamin, fra gli altri.

L’essere umano, per aiutarsi e faticare di meno, ha sempre usato utensili, per millenni, negli ultimi due secoli ha usato macchine meccaniche, il grande problema è, negli ultimi decenni e anni (in misura esponenziale), l’utilizzo di macchine, che a volte vengono chiamate intelligenti, che spesso sostituiscono o inquinano, di sicuro influenzano, alcune facoltà mentali e relazionali dell’essere umano.

L'essere umano diventa un appendice della macchina, non si capisce più chi usa chi.

Buona lettura, certamente la fatica della lettura sarà ricompensata.

 

 

Allegati alla recensione (se si può)

Negli ultime settimane ho letto un articolo che cita Friedrich Kittler, (che non conoscevo):

“Nel suo saggio del 1992 There is no software (Il sofware non esiste), lo studioso dei mezzi di comunicazione Friedrich Kittler sosteneva che il processo della scrittura è ormai governato da aziende come la Ibm.

Acquistando computer con parti e programmi brevettati in cui il codice sorgente è nascosto alla vista ci è permesso di creare solo in modi che sono già predeterminati.

I linguaggi di programmazione non possono esistere indipendentemente dall’hardware e dai processori che li interpretano e li eseguono. E dal momento che oggi si scrive solo su computer e che l’hardware usato per scrivere è brevettato, il software e l’atto stesso della scrittura, affermava Kittler, hanno smesso di esistere. In breve, possiamo scrivere solo nei modi consentiti dalle aziende tecnologiche e dalle forze di mercato.”


(da Christina Gratorp Il peso del software, in Internazionale n.1386. p.102)


Anche questo è macchinismo, no?

 

E poi segnalo anche un piccolo (e grandissimo) racconto di Julio Cortazar, che faccio leggere ai miei alunni da qualche anno, con la seguente raccomandazione: Provate a sostituire smartphone a orologio

 

Preambolo alle istruzioni per caricare l’orologio - Julio Cortázar

“Pensa a questo: quando ti regalano un orologio, ti regalano un piccolo inferno fiorito, una catena di rose, una cella d’aria. Non ti danno soltanto l’orologio, tanti, tanti auguri e speriamo che duri perché è di buona marca, svizzero con àncora di rubini; non ti regalano soltanto questo minuscolo scalpellino che ti legherai al polso e che andrà a spasso con te. Ti regalano – non lo sanno, il terribile è che non lo sanno -, ti regalano un altro frammento fragile e precario di te stesso, qualcosa che è tuo ma che non è il tuo corpo, che devi legare al tuo corpo con il suo cinghino simile a un braccetto disperatamente aggrappato al tuo polso. Ti regalano la necessità di continuare a caricarlo tutti i giorni, l’obbligo di caricarlo se vuoi che continui ad essere un orologio; ti regalano l’ossessione di controllare l’ora esatta nelle vetrine dei gioiellieri, alla radio, al telefono. Ti regalano la paura di perderlo, che te lo rubino, che ti cada per terra e che si rompa. Ti regalano la sua marca, e la certezza che è una marca migliore delle altre, ti regalano la tendenza a fare il confronto fra il tuo orologio e gli altri orologi. Non ti regalano un orologio, sei tu che sei regalato, sei il regalo per il compleanno dell’orologio”.

 

da Historias de Cronopios y de Famas, Storie di cronopios e di famas, Einaudi, traduzione di Flaviarosa Nicoletti Rossini

 

sui danni e i pericoli degli oggetti a cui veniamo regalati si possono leggere “Confessioni di un eretico hi-tech”, di Clifford Stoll e “Demenza digitale”, di Manfred Spitzer.

qui (una conferenza di Manfred Spitzer)

e

qui (un articolo sugli idioti digitali)


*"Occorre persuadere molta gente che anche lo studio è un mestiere, e molto faticoso, con un suo speciale tirocinio, oltre che intellettuale, anche muscolare-nervoso: è un processo di adattamento, è un abito acquisito con lo sforzo, la noia e anche la sofferenza" (Antonio Gramsci)

 

**si possono leggere le poesie di Carlo Michelstaedter (ha scritto anche poesie):

https://www.liberliber.it/online/autori/autori-m/carlo-michelstaedter

 

in bottega spesso si parla di scuola, ecco qualche link:

http://www.labottegadelbarbieri.org/104346-2/

http://www.labottegadelbarbieri.org/scuola-pesanti-nebbie-sul-futuro/

http://www.labottegadelbarbieri.org/abbasso-la-scuola-della-mediocrazia/

http://www.labottegadelbarbieri.org/a-scuola-non-suona-piu-la-campanella/

venerdì 26 agosto 2016

Il prossimo presidente degli Stati Uniti d’America

potrebbe essere Jill Stein, candidata presidente per il Green Party (qui).

Gore Vidal descriveva il sistema politico Usa come un’aquila con due ali, entrambe destre.
Secondo i sondaggi Jill Stein potrebbe prendere il 13% dei voti dei sostenitori di Bernie Sanders, che evidentemente non vogliono scegliere fra due terribili candidati presidenti che sono Donald Trump e Hillary Clinton, ma preferiscono Jill Stein, e potrebbe raggiungere il 5% dei voti.
La pubblicazione di altre mail di Hillary Clinton da parte di Wikileaks (come dice Julian Assange) potrebbe creare seri problemi alla candidata Clinton.
Se potesse la Clinton farebbe ad Assange, quello che hanno fatto a Osama Bin Laden (secondo Zero Dark Thirty), ma andare a Londra, in un ambasciata straniera, con i Navy Seals non dev’essere facile (chissà un caffè come per Sindona), o almeno gli farebbe subire quello che subisce Chelsea Manning.
Jill Stein ha sostenuto OccupyWallStreet, e nel 2012, erano con lei Noam Chomsky e Clifford Stoll, fra gli altri.
Dimenticavo di aggiungere che Jill Stein dice che se diventasse presidente Edward Snowden lo nominerebbe ministro e secondo Jill Julian Assange è un eroe.
Io la voterei, sicuro (l'ottimismo della volontà).


ecco cosa dice Jill Stein (la traduzione è la mia, perdonate le imperfezioni):

George Orwell ha detto: "Nel tempo della menzogna universale, dire la verità è un atto rivoluzionario". Grazie a Wikileaks, sappiamo che istituzioni potenti hanno abusato del loro potere, e mentito alla gente. Ad esempio,  le comunicazioni del Dipartimento di Stato pubblicati da Wikileaks hanno rivelato che il Segretario Clinton ha identificato l'Arabia Saudita come la prima fonte di finanziamento per i gruppi terroristici proprio nel periodo nel quale che (la Clinton) ha approvato un enorme  contratto di 29 miliardi di dollari per la fornitura di armi alla dittatura saudita.

Le rivelazioni stupefacenti di WikiLeaks su come alti ufficiali del Comitato Nazionale Democratico abbiano cospirato per sabotare la campagna presidenziale di Bernie Sanders, in collusione con i media, ha mandato in frantumi l'illusione di un processo elettorale equo, e  hanno confermato ciò che milioni di americani già sapevano nel loro intimo: viviamo sotto un truccato sistema politico.
Quello che WikiLeaks fa-in realtà - ai partiti politici, ai militari, e  ad altri potenti-è tirare indietro la tenda della censura, della cospitazione, e dell'inganno per mostrare al pubblico ciò che sta realmente accadendo. A differenza degli esperti dei media mainstream, Wikileaks non ci dice cosa pensare. Ci invitano a leggere le e-mail, guardare i filmati, e decidere noi stessi.

Mentre innumerevoli servizi dei media  mettono in evidenza le accuse contro Assange, la maggior parte delle persone non hanno mai sentito che un rapporto ufficiale delle Nazioni Unite ha dichiarato che le accuse contro Assange sono infondate. Tre indagini sono state portate a termine  senza aver mai portato ad accuse. E il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria ha dichiarato che Assange è stato arrestato illegalmente e dovrebbe essere rilasciato. Alla luce di questi fatti, sembra che le accuse contro Assange siano un falso pretesto usato da chi vuole dargli il trattamento, o Bradley Manning peggio.
Come candidato presidenziale di un partito che ha mantenuto le critiche di principio nei confronti di potenti istituzioni politiche, militari e aziendali, ho potuto toccare con mano come l’Establishment  attacca le persone che sfidano lo status quo. Questi attacchi sono destinati a marchiare i loro obiettivi come paria e stigmatizzare chiunque osi sfidare lo status quo. La verità è una vittima frequente di vendette politiche…


…la Stein attinge a piene mani da coloro che si autodefiniscono i Never-Hillary, ovvero da una parte minoritaria del movimento di Bernie Sanders rimasta orfana dopo la sconfitta alle primarie e il successivo endorsement del senatore del Vermont alla Clinton.
Al grido di “Jill not Hill”, molti di loro si sono ritrovati alla Convention di Houston a supportare la nominata dei verdi. Ad abbandonare il campo sanderiano sono stati anche personaggi di un certo rilievo fino a poco fa nel team di Bernie, come Cornel West, intellettuale afroamericano e personalità rispettata tra i progressisti americani.
A sintetizzare il sentimento imperante di una parte dell’universo della sinistra a stelle e strisce ci ha pensato proprio West, nella dichiarazione a con cui a metà luglio ha reso ufficialmente noto il proprio appoggio alla Stein: “A novembre abbiamo bisogno di cambiare. Eppure siamo legati a una scelta tra Trump, che sarebbe una catastrofe neofascista, e Clinton, un disastro neoliberista. Ecco perché sto sostenendo Jill Stein. Sono con lei – l’unica donna progressista in gara – perché abbiamo dobbiamo uscire da questo vicolo cieco. Nutro un profondo amore per il ‘fratello’ Bernie Sanders , ma non sono d’accordo con lui su Hillary Clinton. Non credo che sarebbe un ‘presidente eccezionale’ (come affermato da Bernie ndr)”.
A sentire le parole di West e le opinioni dei suoi emuli, il voto alla Stein è giustificato da una presunta equivalenza tra il tycoon e la ex Segretaria di Stato, dipinti (seppure con parole diverse) come incorreggibili reazionari.
Ma per quale motivo una frazione dei fan di Sanders è migrata proprio nel partito della Stein? È presto detto. Il Green Party of the United States ha un programma politico vicino alle posizioni del movimento di Bernie. I punti programmatici su cui batte Jill sono identici a quelli che hanno caratterizzato la campagna del senatore del Vermont: il contrasto al cambiamento climatico attraverso una conversione delle fonti energetiche, l’avversione allo strapotere della finanza e delle grandi banche, la riforma del finanziamento ai partiti, l’appoggio a politiche ultra-liberal su temi come aborto e diritti dei gay, l’espansione dello stato sociale, tanto per citare i più noti. Sull’economia, i verdi hanno coniato l’espressione “Green New Deal” (un richiamo al grande programma riformatore di Franklin Delano Roosevelt) per riassumere massicce politiche pubbliche di investimento basate su nuovi sistemi energetici “puliti”.
Se i temi sono gli stessi, le soluzioni proposte dal Green Party sono sicuramente molto più radicali. In materia di istruzione, ad esempio, i verdi chiedono la cancellazione di tutti i debiti studenteschi tout court; in politica estera e di difesa propongono un taglio drastico delle spese militari pari al 50% e la chiusura delle basi statunitensi nel mondo, mentre sulla questione palestinese si attestano su posizioni ferocemente ostili a Israele, mettendo in aperta discussione la storica alleanza tra Washington e Tel Aviv…
da qui