venerdì 6 novembre 2026

Spesa militare previsionale 2027: per la prima volta superati i 40 miliardi annuali

  

Nel 2027 per la prima volta la spesa militare italiana previsionale supererà i 40 miliardi di euro (+18% sul 2026), con il bilancio della Difesa a quasi 39 miliardi e i costi per nuove armi a 17,2 miliardi, il 43% del totale. Dei circa 4,5 miliardi in più rispetto alla legislazione vigente, la gran parte va ad armamenti e amministrazione, mentre il DPP, atteso per aprile, ancora non è stato presentato al Parlamento.

Per la prima volta la spesa militare italiana previsionale supera i 40 miliardi di euro l’anno. E’ quanto emerge dall’analisi delle delle tabelle della Legge di Bilancio 2027 appena presentata al Parlamento secondo la metodologia Milex. È un nuovo record storico, con una crescita di oltre 6 miliardi (+18%) rispetto ai quasi 34 miliardi del 2026 e in deciso incremento anche rispetto al quadro tendenziale, cioè a legislazione vigente, che il Bilancio per il 2026 prevedeva per l’annata successiva.

Il dato principale è la crescita del bilancio proprio del Ministero della Difesa, che da solo sfiora i 39 miliardi, con un incremento di circa 6,5 miliardi rispetto ai 32,4 miliardi del 2026 (quasi +20%). A trainarla sono soprattutto le spese per armamenti: nel solo bilancio Difesa salgono a da 9,9 a 13,5 miliardi (+37%) e, sommando i fondi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, i costi per nuove armi fanno un salto di 4 miliardi, da 13,2 a 17,2 miliardi, arrivando a rappresentare il 43% di tutta la spesa militare. Crescono in modo marcato, oltre agli investimenti in armi, anche le spese correnti per le voci di amministrazione e funzionamento: un segnale in linea con quanto abbiamo descritto nei mesi scorsi: la Difesa fatica a gestire l’enorme quantità di risorse che continua a fluire verso nuove acquisizioni di sistemi d’arma.

Tutti i dati che seguono sono previsionali, calcolati sulle tabelle di bilancio (competenza) e quindi soggetti alle modifiche che il Parlamento potrà introdurre durante la discussione. Nel confronto con il 2026 usiamo gli stessi criteri di stima.

Il bilancio del Ministero della Difesa: oltre 38 miliardi

Come sempre la stima parte dal bilancio proprio del Ministero della Difesa. Per il 2027 le tabelle assegnano a via XX Settembre 38.823 milioni di euro, 6.425 in più (+19,8%) rispetto ai 32.398 milioni del 2026. Si supera complessivamente la soglia dei 38 miliardi, un anno dopo aver superato quella dei 32: in poco più di dieci anni il bilancio del Ministero è quasi raddoppiato, visto che per il 2017 era di 19.776 milioni.

 

Il totale comprende anche circa 8,1 miliardi di spesa dei Carabinieri per ordine pubblico e funzioni forestali, che Milex (come anche la NATO) non conteggiamo come spesa militare. La quota dei Carabinieri nelle missioni all’estero, stimata in 650 milioni, è invece inclusa nella voce del personale.
Il personale della Funzione Difesa cresce complessivamente di circa 540 milioni (+4,4%), arrivando a 12.879 milioni: 6.619 per l’Esercito, 2.560 per la Marina, 3.049 per l’Aeronautica e 650 per i Carabinieri impiegati nelle missioni militari all’estero.

Armamenti in esplosione, e un’amministrazione che non regge

Ben più consistente è l’aumento riferito all’acquisto di armamenti e alla gestione di questa enorme massa finanziaria a disposizione del procurement militare. Nel bilancio proprio della Difesa questo ambito passa da 9.891 a 13.521 milioni (+3.629 milioni, +36,7%), grazie soprattutto ai fondi assegnati alla “Pianificazione dei programmi di ammodernamento e rinnovamento degli armamenti, ricerca, innovazione tecnologica, sperimentazione e procurement militare” (gestita nella nuova configurazione ministeriale dalla Direzione Nazionale degli Armamenti) che sale da 8.760 a 12.051 milioni (+37,6%), mentre la “Pianificazione generale delle Forze Armate e degli approvvigionamenti militari infrastrutturali” coordinati dal Segretariato Generale della Difesa arrivano a 1.470 milioni (+29,9%).
A questi fondi si sommano quelli collocati presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove gli interventi in materia di difesa nazionale salgono da 3.060 a 3.278 milioni (+7,1%) e gli altri fondi per il sostegno alla produzione militare si attestano su 412 milioni, quasi il doppio dei 216 milioni del 2026. Complessivamente i costi per acquisizioni di nuove armi arriveranno ad essere nel 2027 l’enorme e storica cifra di 17.211 milioni, 4.044 milioni in più del 2026 (+30,7%): il 43% di tutta la spesa militare stimata, contro il 38,8% dell’anno scorso.

Il secondo dato da sottolineare riguarda l’amministrazione e la gestione di tutto questo flusso finanziario. Le spese per uffici e voci non operative passano da 2.760 a 4.305 milioni (+1.545, +56%). Le risorse a disposizione degli Stati maggiori della Difesa e dei comandi centrali crescono di 437 milioni (a 1.803), e soprattutto la quota per i Servizi generali di direzione amministrativa (Bilandife) passa da 802 a 1.824 milioni, più del doppio, con un incremento di oltre un miliardo.
Questo quadro è coerente con quanto abbiamo documentato nei consuntivi analizzati di recente: nell’Annuario Milex 2026 abbiamo mostrato che nel 2025 il settore investimento ha accumulato un disavanzo di cassa di quasi 2 miliardi di euro, coperto da un’integrazione straordinaria di 800 milioni dal Ministero dell’Economia e dal rinvio di circa 1,1 miliardi di residui, con una capacità di spesa di cassa scesa all’80% (era il 90% nel 2021). La Difesa fatica cioè a gestire le risorse che ha già, e le tabelle 2027 prevedono di aggiungerne molte di più sia per le armi sia per la macchina che dovrebbe spenderle. Si stanziano cifre per le armi che l’amministrazione non riesce a smaltire nello stesso esercizio: più che l’efficacia della spesa, a contare sembra essere la cifra da mettere a disposizione delle fatture di acquisto armi.

Dal bilancio della Difesa alla spesa militare reale

Per passare dal bilancio del Ministero della Difesa alla stima della spesa militare annuale (quella considerata ai fini dei parametri NATO) occorre, come sempre, togliere e aggiungere alcune voci. La sottrazione principale riguarda la parte non militare dell’impiego dei Carabinieri: 8.256 milioni per l’ordine pubblico e 513 milioni per le funzioni forestali, di cui conserviamo solo la quota relativa alle missioni militari all’estero. Poiché il DPP non esplicita più questa cifra, la stimiamo con una parametrizzazione basata sulla quota percentuale del bilancio dei Carabinieri negli anni in cui il documento la indicava: 650 milioni nel 2027 (erano 600 nel 2026).
Si aggiungono poi le voci di spesa militare che non stanno nel bilancio della Difesa: i fondi per armamenti e produzione militare del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (3.690 milioni), il Fondo del Ministero dell’Economia per le missioni internazionali, che consideriamo al 90% (1.450 milioni, +22,6% sul 2026) e la spesa pensionistica militare a carico dell’INPS, stimata in 4.200 milioni sulla base degli ultimi Rendiconti INPS e Conti annuali del MEF, al netto dei contributi previdenziali (era 4.500 nel 2026)…

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