sabato 17 ottobre 2026

Leggo Joe Kent, penso a Julian Assange - Alessandro Di Battista

 

Leggo quel che continua ogni giorno a dichiarare Joe Kent e mi vengono in mente due persone: Julian Assange e Chelsea Manning.

Il primo lo conosciamo tutti quanti. Assange è il più grande giornalista vivente, un eroe moderno, l’uomo che ha fornito tonnellate di verità ai cittadini del mondo e per questo ha patito conseguenze indicibili, tra le quali anni di carcere in una cella 4x3.

Chelsea Manning è l’ex analista della CIA che, per coscienza, come disse lei, fornì a WikiLeaks documenti e informazioni che mostrarono al mondo intero la natura criminale delle decisioni statunitensi.

Joe Kent è l’ormai ex direttore del Centro nazionale antiterrorismo degli Stati Uniti d’America (nominato da Trump in persona) che ha deciso di rassegnare le dimissioni perché la sua coscienza (vedi Chelsea Manning) non gli consentiva di avallare la guerra all’Iran, una guerra (parole sue) decisa da Israele e combattuta dagli USA esclusivamente nell’interesse dello Stato ebraico.

Kent ha motivato la sua scelta mettendo nero su bianco parole e concetti dirompenti. Ricordo i principali:

“Non posso in coscienza appoggiare la guerra in corso in Iran. L’Iran non rappresentava una minaccia imminente per la nostra nazione, ed è chiaro che abbiamo iniziato questa guerra a causa delle pressioni di Israele e della sua potente lobby americana”. Cosa ci dice questo? Che la lobby più importante negli USA è l’AIPAC, l’American Israel Public Affairs Committee, un gruppo di potere e pressione potentissimo che gestisce una quantità di denaro sconvolgente grazie al quale direttamente e indirettamente finanzia le campagne elettorali dei congressisti USA (sia democratici che repubblicani) tenendoli di fatto al guinzaglio dopo la loro elezione. Rammento che l’AIPAC un tempo si chiamava American Zionist Committee for Public Affairs. Parliamo dunque di una lobby sionista, pericolosissima ed estremamente influente. E non lo dico io, lo dice il Direttore (ormai ex) del Centro nazionale antiterrorismo USA.

“All’inizio di questa amministrazione, alti funzionari israeliani e membri influenti dei media americani hanno messo in atto una campagna di disinformazione che ha completamente minato la tua piattaforma “America First” e ha seminato sentimenti bellicisti per incoraggiare una guerra con l’Iran. Questa cassa di risonanza è stata usata per ingannarti, facendoti credere che l’Iran rappresentasse una minaccia imminente per gli Stati Uniti e che, se avessi attaccato subito, ci sarebbe stata una chiara strada verso una rapida vittoria. Questa era una menzogna ed è la stessa tattica usata dagli israeliani per trascinarci nella disastrosa guerra in Iraq, che è costata alla nostra nazione la vita di migliaia dei nostri migliori uomini e donne. Non possiamo ripetere questo errore”.

Con queste parole Kent è ancora più esplicito. Ci informa dello sporco lavoro fatto anche dai media USA vicini alla lobby sionista, i quali hanno agito insieme a funzionari israeliani per realizzare una campagna di disinformazione. Ricordate quanto si è parlato delle campagne di disinformazione fatte dai russi o da Hamas? Oggi Joe Kent, il più alto funzionario antiterrorismo USA, ci informa che la guerra in Iran è frutto di una campagna di disinformazione fatta da media occidentali nella cosiddetta più grande democrazia al mondo. Non solo. Ci dice anche che oltre alla guerra all’Iran anche la guerra in Iraq l’ha voluta Israele e Israele (usando presumibilmente media sotto il proprio controllo e funzionari oltre che membri di intelligence) ha “trascinato gli Stati Uniti in una guerra disastrosa che è costata la vita di migliaia dei nostri migliori uomini e donne”.

“Come veterano che ha partecipato a 11 missioni di combattimento e come marito della mia amata moglie Shannon, morta in una guerra creata da Israele, non posso appoggiare l’invio della prossima generazione a combattere e morire in una guerra che non porta alcun beneficio al popolo americano né giustifica il costo di vite americane”.

Spieghiamo queste parole di Kent. Kent è un veterano, un berretto verde, un soldato e poi politico e funzionario straordinariamente rispettato proprio per la sua storia personale. Kent ha perso sua moglie Shannon in Siria nel 2019, uccisa durante un attentato rivendicato dall’ISIS. Ebbene Kent sostiene che anche la guerra in Siria sia stata “creata da Israele”. Ricordo che la guerra in Siria (una buona parte di essa) ha visto fronteggiarsi da una parte l’ISIS e dall’altra pasdaran iraniani ed esercito russo. Il caos che c’era in Siria venne creato da Israele, insomma: iniziamo a sospettare che segretamente (non sarebbe la prima volta) Israele stesse finanziando l’ISIS. D’altro canto chi sono stati i più acerrimi nemici dell’ISIS? Hezbollah e pasdaran iraniani. Questa è la verità.

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