sabato 31 ottobre 2026

Una guida per resistere alla militarizzazione nelle università

 

Una guida pratica per docenti, ricercatori e studenti: dalla trasparenza degli accordi alla mobilitazione, per difendere la libertà della ricerca e un’università al servizio della pace.

 

Come si può contrastare la crescente militarizzazione delle università? Da dove cominciare per conoscere gli accordi con l’industria bellica, chiedere trasparenza e costruire alternative? A queste domande risponde il Toolkit per resistere alla militarizzazione dell’università, realizzato dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università insieme a realtà impegnate nella difesa della libertà accademica e dei diritti umani.

Il documento nasce dalla necessità di offrire strumenti concreti a chi non accetta che la guerra venga considerata inevitabile e che gli atenei diventino sempre più funzionali alle esigenze dell’apparato militare.

La militarizzazione non riguarda soltanto la ricerca destinata esplicitamente a produrre armi. Si estende alle tecnologie a duplice uso (dual use), ai finanziamenti, agli accordi con aziende della difesa, alle attività formative promosse da Forze armate e NATO e ai rapporti con istituzioni coinvolte in gravi violazioni dei diritti umani. A questo processo contribuiscono anche il definanziamento dell’università pubblica e la precarietà del lavoro di ricerca, che possono rendere gli atenei più dipendenti dai finanziamenti esterni.

Il toolkit spiega come utilizzare l’accesso civico generalizzato (FOIA) per ottenere documenti e ricostruire gli accordi, come condurre inchieste, mappare le collaborazioni problematiche e rendere pubblici i risultati. Indica inoltre possibili iniziative negli organi accademici, la costituzione di comitati etici indipendenti, la promozione di politiche di appalto e investimento responsabili e la tutela di chi si oppone a progetti legati alla filiera bellica.

Un’attenzione specifica è dedicata alla cooperazione accademica con Israele e al dibattito sul boicottaggio istituzionale, nel quadro della solidarietà con il popolo palestinese e della difesa dei diritti umani.

La prospettiva è quella di costruire una rete: collegare studenti, docenti, personale tecnico-amministrativo, ricercatori precari e associazioni, condividendo esperienze e strumenti. Perché una questione sistemica richiede una risposta collettiva.

Leggi il toolkit completo:

https://www.peacelink.it/disarmo/docs/5974.pdf

 

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