Una guida pratica per docenti, ricercatori e studenti:
dalla trasparenza degli accordi alla mobilitazione, per difendere la libertà
della ricerca e un’università al servizio della pace.
Come si può contrastare la crescente militarizzazione delle università? Da
dove cominciare per conoscere gli accordi con l’industria bellica, chiedere
trasparenza e costruire alternative? A queste domande risponde il Toolkit per resistere alla militarizzazione dell’università,
realizzato dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle
università insieme a realtà impegnate nella difesa della libertà accademica e
dei diritti umani.
Il documento nasce dalla necessità di offrire strumenti concreti a chi non
accetta che la guerra venga considerata inevitabile e che gli atenei diventino
sempre più funzionali alle esigenze dell’apparato militare.
La militarizzazione non riguarda soltanto la ricerca destinata
esplicitamente a produrre armi. Si estende alle tecnologie a duplice uso (dual use), ai finanziamenti, agli accordi con aziende
della difesa, alle attività formative promosse da Forze armate e NATO e ai
rapporti con istituzioni coinvolte in gravi violazioni dei diritti umani. A
questo processo contribuiscono anche il definanziamento dell’università
pubblica e la precarietà del lavoro di ricerca, che possono rendere gli atenei
più dipendenti dai finanziamenti esterni.
Il toolkit spiega come utilizzare l’accesso civico generalizzato (FOIA) per
ottenere documenti e ricostruire gli accordi, come condurre inchieste, mappare
le collaborazioni problematiche e rendere pubblici i risultati. Indica inoltre
possibili iniziative negli organi accademici, la costituzione di comitati etici
indipendenti, la promozione di politiche di appalto e investimento responsabili
e la tutela di chi si oppone a progetti legati alla filiera bellica.
Un’attenzione specifica è dedicata alla cooperazione accademica con Israele
e al dibattito sul boicottaggio istituzionale, nel quadro della solidarietà con
il popolo palestinese e della difesa dei diritti umani.
La prospettiva è quella di costruire una rete: collegare studenti, docenti,
personale tecnico-amministrativo, ricercatori precari e associazioni,
condividendo esperienze e strumenti. Perché una questione sistemica richiede
una risposta collettiva.
Leggi il toolkit completo:
https://www.peacelink.it/disarmo/docs/5974.pdf
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