Non basta definire inaccettabile quel che ha detto il presidente Usa del Papa. Occorre ascoltare quelle parole, prenderne atto e prendere davvero le distanze con “signori della guerra” come Trump e Netanyahu.
Quel che ha detto Trump di Papa Leone sarà pure inaccettabile, ok. Ma ora,
per cortesia, ascoltiamo davvero quel che sta dicendo il Papa sulle guerre in
atto.
Ad esempio, ascoltiamo bene quel che il Pontefice ha detto ieri a Bamenda,
in Camerun, in un territorio devastato da una delle tante guerre civili
africane, finanziate molto spesso da grandi potenze non africane, e da cui
scappano le persone che noi poi lasciamo morire sui barconi, o che rispediamo a
morire nelle prigioni libiche.
Ha detto, il Papa, che “Il mondo è distrutto da una manciata di tiranni”, e
che questi “signori della guerra (…) fingono di non vedere che occorrono
miliardi di dollari per uccidere e devastare, ma non si trovano le risorse
necessarie a guarire, a educare, a risollevare”:
Ogni riferimento agli Stati Uniti d’America non è casuale, viste le
recentissime scelte di Trump in materia di budget – 1500 miliardi per la
difesa, niente per tutto il resto. Ma perché no anche per l’Italia, che ha
promesso a Trump, nel giro di qualche anno, che il budget per la difesa
arriverà a superare quelle per l’istruzione – 5% contro 3% del PIL – arrivando
a lambire la spesa sanitaria (6,3% del PIL).
Perché no, non bastano un paio di atti simbolici di presa di distanze
contro un paio di quella “manciata di tiranni” come Trump e Netanyahu – a
proposito: il Papa li ha chiamati proprio così, “tiranni” – per marcare una
svolta.
Occorre essere consequenziali fino in fondo, per una volta. Se davvero quel
che ha detto Trump sul Papa è inaccettabile, allora cominciamo davvero a
rimettere i soldi su suola e sanità, a ricostruire istituzioni di pace e
cooperazione anziché distruggerle, e a chiamare pure noi i tiranni col loro
nome.
Altrimenti, scusate, ma di inaccettabile c’è solo la nostra ipocrisia.
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