lunedì 25 maggio 2026

Se Israele occupasse Linosa, che farebbe il Governo? - Domenico Gallo

 

Questa mattina alle prime luci dell’alba un commando di incursori della Marina israeliana è sbarcato nell’isola di Linosa e ha sequestrato dodici pescatori che in quel momento stavano sbarcando il pesce pescato nella notte. Nell’azione lampo durata appena quattro minuti, è stato sequestrato il pescato e le barche dei pescatori sono state affondate. Poche ore dopo Netanyahu si è recato nel bunker della Marina per complimentarsi con gli incursori e ha dichiarato che la loro sagace azione è servita a sventare un grave pericolo per la sicurezza d’Israele. Infatti, gli attivisti antisemiti, travestiti da pescatori; si preparavano a sbarcare il pesce in Palestina, imitando quell’agitatore che tanto fastidio aveva dato alle Autorità ebraiche 2000 anni fa con la sua pretesa di distribuire pani e pesci alle folle affamate di Galilea. Naturalmente quest’azione proditoria non è passata inosservata. La premier Meloni ha tuonato: noi siamo un paese sovrano, nessun può permettersi di violare la nostra sovranità e di rapire cittadini italiani, darò mandato a Tajani perché l’Europa applichi ad Israele 20 pacchetti di sanzioni come ha fatto con la Russia. Il ministro Nordio, dal canto suo, ha tuonato contro la mollezza dei magistrati e ha dichiarato che si aspetta il massimo rigore nella persecuzione dei reati commessi in territorio italiano.

Forse sta sognando, le cose non si sono svolte così. I dodici italiani sono stati sequestrati in alto mare su navi battenti bandiera italiana, quindi i reati di sequestro di persona e di rapina a mano armata comunque sono stati commessi in Italia. Dopo il sequestro dei dodici italiani, Israele ha attaccato tutte le altre imbarcazioni della Flotilla sequestrando oltre 400 persone, fra cui altri 29 italiani. Dal punto di vista del diritto non vi è nessuna differenza fra un rapimento avvenuto sulla spiaggia di Linosa e un rapimento avvenuto in alto mare su una nave italiana, né la durata del sequestro, concluso in pochi giorni, può incidere sulla sostanza del reato.

Questi fatti offendono lo stesso bene giuridico protetto dalle norme penali. Il pigolio delle autorità italiane, l’imbarazzo a reagire a un’offesa così grave portata contro lo Stato italiano, ci fanno capire quanto sia cialtronesco il nazionalismo di Meloni e compagni. Di fronte a questa scena muta, pur apprezzando l’impegno del Ministro Tajani a far rientrare subito in Italia i sequestrati, quello che viene in evidenza è la totale mancanza di dignità nazionale dei “patrioti” al governo. Soltanto dopo la diffusione del video degli ostaggi prostrati di fronte a Ben Gvir, è ritornata la parola alla Meloni, che ha qualificato come inaccettabile quello che tutti gli italiani avevano visto, senza trarne conseguenza alcuna. Il servilismo dei governi italiani (non solo la Meloni) verso l’alleato americano ci ha fatto accettare umiliazioni di ogni sorta della sovranità nazionale purché avvenissero riservatamente, si pensi al rapimento di Abu Omar effettuato da agenti della CIA a Milano il 17 febbraio 2003, ma ha anche incontrato dei limiti nel caso di violazioni commesse alla luce del sole, si pensi alla notte di Sigonella (10-11 ottobre 1985) quando i Carabinieri circondarono, armi alla mano, i militari della Delta Force per impedire l’estradizione illegale dei terroristi che avevano sequestrato la nave da crociera italiana Achille Lauro.

È curioso che da Israele, che non è nostro alleato e non fa parte della NATO, si accettino umiliazioni della nostra sovranità molto più gravi di quelle che abbiamo subito degli USA. L’unica spiegazione è la simpatia ideologica fra Fratelli d’Italia e Lega e le coordinate politiche che guidano l’azione del governo Netanyahu: disprezzo del diritto internazionale, suprematismo bianco, apartheid. Queste caratteristiche in Israele sono spinte fino all’estremo. In Italia un simile percorso non sarebbe possibile finché resiste la Costituzione, ma la Meloni appartiene alla stessa famiglia politica di Netanyahu e di Trump. Gli abbracci della Meloni a Netanyahu, i ripetuti viaggi di Salvini in Israele dove ha espresso sostegno politico incondizionato al Governo israeliano, definendo “assurda” la richiesta di arresto avanzata dalla Corte penale internazionale nei confronti di Netanyahu, testimoniano l’esistenza di uno stretto legame politico fra i due governi. Un legame che emerge con chiarezza quando il veto italiano (assieme a quello della Germania) impedisce la sospensione dell’Accordo di associazione dell’UE con Israele. Un legame che va molto oltre la simpatia politica.

L’assordante silenzio del Governo italiano verso il massacro della popolazione palestinese di Gaza, verso le stragi commesse in Libano e la criminale pulizia etnica in Cisgiordania, non esprime soltanto indifferenza alle tragedie in corso. L’espresso boicottaggio per i provvedimenti delle Corti internazionali, trasforma l’italica ignavia in complicità. Questi ultimi eventi dimostrano quanto sia indispensabile una svolta politica per restituire al nostro paese la dignità politica perduta. Le forze politiche democratiche devono unirsi in un nuovo Comitato di liberazione nazionale per liberare l’Italia dalla nuvola nera che sta intossicando la nostra vita e oscurando il nostro futuro.

da qui

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