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giovedì 4 dicembre 2025

Il Nemico - Miguel Martinez


Qualcuno vuole lo sterminio degli italiani.

Non lo dico io, lo dice un ex-ministro, un consigliere del governo attuale, un laureato in fisica figlio di un docente di fisica.

Innumerevoli anni fa, restai fulminato leggendo un editoriale di Furio Colombo su La Stampa. Dove raccontava di una chiacchierata in taxi a New York con il conducente, pakistano, che gli faceva allegramente la lista dei Suoi Nemici – gli indiani e gli induisti in generale, gli afghani, gli iraniani e non mi ricordo chi altro.

Il conducente chiede a Colombo, “e voi italiani, quali sono i vostri nemici?

Colombo esita un attimo, poi dice, “ma veramente, noi italiani non abbiamo nemici!

Il conducente sorride e dice, “ma non faccia il diplomatico, tutti i popoli hanno dei nemici!

Questo dialogo mi è venuto in mente ieri, leggendo del discorso che Roberto Cingolani, amministratore delegato di Leonardo, già ministro della Transizione Ecologica, ha tenuto durante un evento dal fantastico nome di Michelangelo The Security Dome. Cinque secoli fa, l’Europa (intesa come Sacro Romano Impero e Papa nientemeno) decise di riportare la Legalità Internazionale a Firenze, e per evitare che gli Europei buttassero giù il campanile di San Miniato, Michelangelo creò una specie di impacco di balle di lana, solo che non sapeva ancora parlare in inglese e quindi non credo che l’abbia chiamato “security dome”.

Il signor Cingolani è un imprenditore di successo, in un settore di punta, quello della transizione ecologica: cioè della trasformazione di corpi sani in cadaveri, di edifici in rovine – l’unico settore dell’economia mondiale che per il Protocollo di Kyoto e l’Accordo di Parigi è esente da qualunque obbligo di salvaguardia ambientale.

Il signor Cingolani, a differenza di Furio Colombo, ha le idee chiare sui Nemici degli Italiani:

Nel suo discorso, Cingolani ha ricordato come “la pace va difesa, ma ha un costo, non è gratuita”. Se in futuro “il discorso diventasse serio, quello che temono i servizi segreti, dovremo essere pronti a proteggere i nostri paesi, lo standard della vita occidentale”, ha proseguito il manager di Leonardo. Che a un certo punto ha virato su toni apocalittici: secondo Cingolani l’Occidente dovrà unire le forze per realizzare delle tecnologie adeguate, “sennò ci sterminano”. Il motivo? L’assenza di scrupoli del nemico. “Noi abbiamo ancora dei vincoli etici che vogliamo rispettare e non sacrificheremo mai mille giovani al giorno – ha dichiarato l’amministratore delegato di Leonardo – mentre i nostri avversari se ne fregano”. Dunque, conclude Cingolani, “se noi intendiamo rispettare le regole di etica della civiltà occidentale, noi dobbiamo mettere su queste tecnologie, sennò ci sterminano“.

I Nemici dell’Italia, quindi, ci vogliono sterminare. Se non sappiamo pronunciare la لغة الضاد o dire 𝔈𝔦𝔠𝔥𝔥ö𝔯𝔫𝔠𝔥𝔢𝔫 o sapere chi fu עֲמָלֵק‎, saremo del gatto, come si dice da noi.

Perché Loro, il Nemico senza Nome, sono nati in un luogo diverso da noi e ha una genetica diversa dalla nostra.

Il signor Cingolani ha avuto la fortuna di nascere a Bari, dove c’è tutta gente perbene.

Quindi a differenza dei Nostri Nemici, nel Dna gli hanno messo i vincoli etici.

Che gli Altri, che hanno un diverso Dna, non hanno. Se ne fregano.

Per cui sarebbe ora che li sterminassimo, noi.

Così restano solo quelli che hanno i vincoli etici, no?

da qui

mercoledì 16 febbraio 2022

Draghi e Cingolani a trivellare tutta l'Italia in modo "sostenibile" con il PITESAI - Maria Rita D'Orsogna

 Che squallidi. Che schifo. Che cosa ignobile.

Il 28 Dicembre 2021 il Ministero della Transizione Ecologica Roberto Cingolani ha approvato il Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree idonee (PiTESAI), anche se la notizia arriva solo il giorno 11 Febbraio.

Cosa prevede questo PITESAI?

Trivelle dappertutto.

Transizione energetica sostenibile un paio di stivali.

A lungo ce l’hanno tirata con il “caro gas” della seconda meta’ del 2021, aggiungendo la falsa equivalenza trivelle = risparmio in bolletta. E questo per farla bere all’italiano medio che magari ci crede pure.

E cosi’ sulla scia di questo miraggio arriva il via libera all’aumento della produzione nazionale di gas e petrolio a partire dall’Adriatico, Ravenna in primis, e alla mappa in cima dei siti idonei alle trivelle.

Essenzialmente e’ la stessa mappa che esiste da sempre!


La mappa delle aree idonee allo sfruttamento “sostenibile” di petrolio e gas in Italia, grazie a Cingolani.

In mare, in terra. In Basilicata, Emilia Romagna, Abruzzo, Veneto, Molise, Lombardia, Sicilia, Calabria. E pure il Friuli Venezia Giulia, una new entry! Escluse … Valle D'Aosta, Trentino Alto Adige, Liguria, Umbria, dove trivelle non ce ne sono mai state.

E dunque tutta l’Italia dove ci sia petrolio e gas essenzialmente puo’ essere trivellata. Non e’ cambiato nulla rispetto alle mappe precedenti, se non il colore azzurrino.

L’idea, secondo Cingolani e Draghi, e’ che con trivelle nuove e vecchie (che chiamano revamping!) si possa arrivare ad una sorta di indipendenza energetica che ci porti .. udite udite … alla transizione energetica “sostenibile”.

Ha ha.

Cioe’ vogliono farci credere che per avere meno fossili ci vogliono piu’ fossili!

Sono davvero inqualificabili, e davvero meritano oblio e compassione per la loro piccolezza mentale.

Lo chiamano revamping, e’ invece distruzione, bruttezza, inquinamento e morte.

Ed e’ pure un cane che si morde la coda.

Perche’?

Perche’ piu’ gas e petrolio cerchiamo, piu’ infrastruttura viene costruita, e piu’ i costi di tale infrastruttura per essere ammortizzati abbisognano di maggiore gas e petrolio.

Cioe’ non ne usciamo piu’.

Hanno costruito ed approvato nuove centrali a gas in tutta la nazione, inclusi terminali GPL per l’arrivo di gas liquefatto dall’estero. E certo che di conseguenza continuteranno a trivellare, ed ad alimentare il mercato del gas, come altro saranno alimentate tali centrali?

E ovviamente l’ENI ride in tutto cio’.


E com’era la storia che l’Italia e’ amica di BOGA?

Com’e’ che si presentano a Parigi e a Glasgow a sparare balle sulla salvaguardia dell’ambiente?

Veramente questa gente e’ inqualificabile.

Ma non ci si poteva aspettare niente altro. Cingolani amico di ENI era, e amico di ENI resta.

Cosa resta da fare? Protestare, mettere pressioni tutti i santi giorni a tutti i politici a livello locale, e nazionale. Organizzare eventi, svegognarli, ricordargli tutti i santi giorni che la vera politica e’ una cosa diversa dal cercare di imbambolare la gente e che il pianeta e’ sulla via del collasso.

Roberto Cingolani e’ una vergogna nazionale.


da qui

mercoledì 19 maggio 2021

La trappola delle multinazionali - Marco Bersani

  

Speriamo che il Ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, fra una conta delle trivelle autorizzate prima di addormentarsi e un sogno sulla fusione nucleare durante il sonno, trovi al risveglio il tempo – e la volontà politica – di occuparsi del Trattato sulla Carta dell’Energia (ECT-Energy Charter Treaty), che rischia di pregiudicare qualsiasi tentativo di trasformazione della produzione energetica in direzione del superamento dell’energia fossile.

Di cosa si tratta?

É un accordo internazionale sugli investimenti, sottoscritto nel 1994 ed entrato in vigore nel 1998, che stabilisce le regole transfrontaliere di mercato nel settore dell’energia.

Nato alla fine della guerra fredda con l’idea di inglobare la produzione energetica dell’ex Unione Sovietica e dei paesi dell’est nel mercato europeo, il trattato prevede strumenti giuridici vincolanti, arbitrati internazionali per dirimere le controversie, sentenze e sanzioni.

É un trattato quasi sconosciuto (alla faccia della democrazia), del quale l’Italia si è accorta nel 2013, quando, in seguito a proteste popolari continuative, il governo italiano decise di ritirare la concessione per la piattaforma petrolifera Ombrina Mare sulle coste abruzzesi alla multinazionale inglese Rockhopper.

In seguito a questa decisione, la compagnia petrolifera sporse denuncia contro l’Italia chiedendo pesanti risarcimenti per le perdite sugli investimenti (23 milioni) e per i mancati profitti futuri (102 milioni).

La denuncia fu presentata per violazione dell’Energy Charter Treaty, che l’Italia aveva sottoscritto, insieme a 50 altri Paesi dell’Europa e dell’Asia centrale fino al Giappone.

 

L’esempio italiano è ovviamente in buona compagnia, tanto che sono 136 le cause legali avviate dalle multinazionali contro i governi e depositate presso i tribunali arbitrali a L’Aia, Stoccolma e Washington. Cause coperte da assoluta segretezza fino all’arrivo della procedura in tribunale.

Come si può intuire, si tratta di una vera trappola climatica che può impedire a qualsiasi governo di intraprendere scelte di trasformazione ecologica della produzione di energia, per evitare il rischio di essere chiamato a risponderne nei tribunali arbitrali e di dover risarcire con cifre esorbitanti le multinazionali del fossile.

Per avere un’idea dei soldi che ballano, basti ricordare che gli attuali investimenti in produzioni energetiche da energie fossili muovono quasi 350 miliardi di euro,

L’apparente buona notizia è che nel 2016 l’Italia è uscita dal trattato.

 

Tutto risolto, dunque? No, perché il trattato, all’articolo 47, prevede che, anche in caso di recesso, i paesi sottoscrittori si impegnino a rispettarlo per ulteriori 20 anni per tutti gli investimenti energetici fatti entro la data di interruzione.

Questo significa che per tutti gli investimenti effettuati dalle multinazionali del fossile in Italia fino al 2016, le clausole dell’Energy Charter Treaty resteranno in vigore fino al 2036!

Nel novembre 2021 si terrà a Glasgow in Scozia la 26esima conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP 26) e potrebbe essere il luogo adatto per chiedere l’abolizione senza se  e senza ma di un trattato doppiamente vergognoso perché, da una parte, impedisce di fare scelte necessarie per contrastare i cambiamenti climatici e tutelare la vita e l’ambiente, dall’altra espropria le istituzioni pubbliche, permettendo alle multinazionali di governare territori e popolazioni secondo i propri interessi.

Sono già centinaia le realtà ecologiste, climatiche, sociali, giovanili, sindacali e di consumatori che in tutta Europa chiedono una drastica inversione di rotta.

Che ne dice Ministro Cingolani?

https://comune-info.net/la-trappola-delle-multinazionali/