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domenica 15 gennaio 2023

Il paese delle armi – Giorgio Beretta

 recensione di Francesco Masala

(il libro è pubblicato da Altreconomia, ottobre 2022, 15 €)

 

Si tratta di un libro che fa il punto sull’Italia e le armi, ed è un libro che fa la radiografia delle mille contraddizioni e omissioni sia nella produzione e commercio delle armi che nelle informazioni che latitano.

“L’Italia è il Paese delle armi, ma è un Paese strano. È il Paese delle opacità e delle reticenze, dei silenzi e delle connivenze: atteggiamenti mirati soprattutto a nascondere i fatti – e i dati – ma perfettamente funzionali per alimentare la retorica.” (pag.10)

Non si conosce il numero di persone in possesso di una licenza o di un permesso per detenere armi, e i numeri ufficiali sono pochi, incompleti e contradditori e quindi inaffidabili, “soprattutto se si pensa che il ministero dei Trasporti rende noti non solo i dati sul numero di mezzi in circolazione, di nuova immatricolazione, sul numero e tipo di patenti di guida (per regione e genere), ma finanche sul numero di candidati bocciati all’esame di guida.” (p.12)

 

Giorgio Beretta ci dice che esiste una lobby delle armi, che sostiene ed è sostenuta da diversi politici, anche nel governo.

 

Viene poi fatta un’importante distinzione fra le armi “per uso civile” e quelle “per uso militare”.

Per superare l’insufficienza di dati Giorgio Beretta si serve di una ricerca dell’Università di Urbino.

 

Per le armi “per uso civile” il business principale per le impresa italiane è quello delle esportazioni, ma tutti i dati relativi sono coperti da un quasi segreto di stato, i numeri forniti dall’Istat sono parziali e incompleti, alla faccia della trasparenza. Le forniture di armi “per uso civile” sono indirizzate spesso a regimi autoritari e repressivi, con aiutini di decreti legge ad hoc, quando si scopre qualche grave problema nei comportamenti delle imprese produttrici.

 

Gli Usa sono il paese che acquista più della metà delle esportazioni “ad uso civile” dalle industrie italiane (più di 14mila persone morte per arma da fuoco nei primi otto mesi del 2022, da qui) e sono il paese nel quale “il mito del “libero possesso” delle armi permane indisturbato negli Stati Uniti soprattutto per l’influenza sul Congresso della National Rifle Association (NRA)” (p.32)

Ricorda Michael Moore:

 

La mancanza di trasparenza si ripete anche per le armi ad uso militare:

“…la comunicazione agli organi preposti, sebbene richiesta dall’adesione a trattati e alle norme comunitarie, avviene su base volontaria e non è prevista alcuna sanzione in caso di inadempienze o insufficienze…” (p.53).

 

Il concetto di responsabilità sociale d’impresa fa ridere quando si parla delle imprese che producono armi.

Lo dimostra il fatto che l’unica fiera nei Paesi dell’Unione Europea che presenta armi e materiali per diversi settori è “IWA Outdoor Classi- cs” che dal 1974 si tiene a Norimberga, in Germania21. Ma da subito si è caratterizzata per permettere l’accesso solo ad operatori professionali di settore, richiedendo di accreditarsi in anticipo e, soprattutto, vietando espressamente l’ingresso al pubblico generalista, cacciatori e tiratori sportivi compresi, oltre ovviamente ai minorenni (p.62).

Le fiere che si tengono in Italia permettono l’ingresso ai minori di 14 anni, “Che i minori potessero scorrazzare indisturbati in fiera impugnando armi vere – anche se scariche – schiacciandone il grilletto e provando a sparare è stato documentato da un’ampia serie di servizi giornalistici39: un fenomeno che si reiterato anche negli anni successivi alle richieste delle due amministrazioni comunali, al netto dei divieti e delle misure – in buona parte palliative – messe in atto dagli organizzatori della fiera” (p.64)

“EOS consente l’ingresso ai minorenni, basta che siano accompagnati da un adulto. Anche in questo caso – come hanno prontamente notato l’Osservatorio OPAL e Rete italiana pace e disarmo45 l’intento propagandistico è evidente: incentivare il possesso delle armi.” (p.65)

 

“È necessario analizzare con attenzione la narrazione che viene propagandata riguardo alla crescente insicurezza in Italia, alla presunta necessità di armarsi per contrastare le rapine nelle abitazioni e negli esercizi commerciali – rapine che vengono artatamente descritte dai media e da alcuni partiti come in forte crescita e fonte di grande apprensione per i cittadini -, e soprattutto di verificare l’impatto delle armi legalmente detenute riguardo a due fenomeni di chiara rilevanza sociale: gli omicidi in famiglia e i femminicidi.” (p.66)

 

Beretta analizza come viene creata l’insicurezza, in Italia, “L’insicurezza come sentimento diffuso nella popolazione italiana trova perciò in questi programmi televisivi una cassa di risonanza e di amplificazione: crimini come gli atti di violenza e gli omicidi per furti e rapine nelle abitazioni che, come abbiamo visto, sono fenomeni gravissimi ma statisticamente marginali, vengono di conseguenza percepiti come vicini, pervasivi, continuativi. (p.82).

Eppure l’Italia è uno dei paesi più sicuri del mondo, dice il Ministero degli interni ( leggi qui)

 

Giorgio Beretta non inventa niente, la bibliografia ricchissima e le citazioni puntuali.

 

 

 

 

 

lunedì 14 novembre 2016

Cinque cose da fare dopo la vittoria di Trump - Michael Moore

1. Restituire il Partito Democratico al popolo. Ha fallito miseramente.

2. Licenziare chi ha fatto previsioni sbagliate: esperti, profeti, sondaggisti, chiunque del mondo della comunicazione si sia rifiutato di ascoltare o riconoscere cosa stava realmente accadendo. Quegli stessi parolai ora ci diranno che dobbiamo “superare le divisioni” e “unirci”. Diranno ulteriori balle nei giorni a venire. Spegneteli.

3. Ogni membro democratico del Congresso che oggi non si sia svegliato con la voglia di combattere, resistere e ostacolare come hanno fatto i repubblicani con Obama tutti i giorni degli ultimi otto anni, si faccia da parte e lasci il posto a chi è pronto ad arginare la follia che sta per cominciare.

4. Basta dire che siete “scioccati” e “sconvolti”. Dovreste piuttosto dire che avete vissuto in una bolla e non avete fatto attenzione ai vostri fratelli americani più disperati. Per anni sono stati ignorati da entrambi i partiti, la rabbia e la voglia di vendetta contro il sistema non ha fatto che aumentare. Poi è arrivata la star della tv il cui piano era distruggere i partiti, quindi la vittoria di Trump non è una sorpresa. Trattare Trump come fosse uno scherzo non ha fatto che renderlo più forte. E’ una creatura dei media, ma anche una creazione dei media.

5. Hillary ha vinto il voto popolare, ricordatelo a chiunque incontrate. La maggioranza dei votanti l’ha preferita a Trump. Punto e basta. E’ un dato di fatto. L’unico motivo per cui lui è stato eletto presidente è una folle e arcana idea datata diciottesimo secolo e chiamata Collegio elettorale. Finché non la cambiamo, continueremo ad avere presidenti che non abbiamo eletto e che non vogliamo. Viviamo in un Paese dove la maggioranza è d’accordo sul cambiamento in atto, sulla parità di salario fra uomini e donne, sull’educazione libera da debiti. Una maggioranza di cittadini che non vuole invadere altri paesi, vuole un aumento del salario minimo e un sistema sanitario che funzioni, insomma una maggioranza che ha posizioni “liberali”. Ci manca solo la leadership liberale per realizzare tutto questo.

lunedì 30 marzo 2015

Michael Moore for president

Vorrei annunciare la formazione di una commissione incaricata di studiare l'eventualità di istituire una commissione esplorativa con il compito di valutare le potenzialità di una candidatura di Michael Moore alla presidenza degli Stati Uniti nel 2016. Per essere chiaro: non sto dichiarando ufficialmente che voglio candidarmi: sto solo dicendo che, se dovessi decidere di scendere in campo con tutta la mia possente stazza, questo è quanto proporrei di fare qualora venissi eletto.
1. Un caricabatterie solo per qualsiasi dispositivo digitale. Già solo questo punto basterebbe a farmi eleggere, ma voglio comunque fare un altro po' di promesse.
2. Firmerò una legge per abbassare l'età del voto a 16 anni. Un adolescente che a 18 anni può morire per il proprio Paese deve poter dire la sua su chi lo manderà in guerra.
3. Se ci sarà una chiamata alle armi, dichiarerò, come comandante in capo, che i primi a essere reclutati e spediti al fronte dovranno essere i pargoli maggiorenni di tutti i membri del Congresso, del presidente e dei ministri (e poi, in ordine, i figli degli ad delle aziende del Fortune 5-00 , degli appaltatori militari e dei dirigenti dei media). Questa misura dovrebbe ridurre il numero delle guerre.
4. Condonerò a tutti gli studenti universitari i debiti che hanno contratto per studiare. Torneremo a un sistema di borse di studio con lavoro part-time, sovvenzioni e prestiti minimi a interessi zero. Il college dovrebbe essere gratuito.
5. Ridurrei del 75 per cento i fondi per la difesa. Con i soldi risparmiati pagherei il college gratuito e buona parte delle proposte che seguono. Avremmo comunque uno dei più grandi eserciti del mondo e la capacità militare per distruggere il mondo ripetute volte, solo un po' meno di prima.
6. Tutti gli americani avranno gli stessi piani sanitari gratuiti a cui hanno accesso i membri del Congresso.
7. Il suddetto piano sanitario includerà cure mentali e odontoiatriche gratuite: se gli americani avessero la possibilità di farsi mettere a posto denti e testa quando necessario, il costo e la necessità di andare da un medico si ridurrebbe.
8. I ricchi pagherebbero la stessa percentuale di contributi previdenziali, su tutto il loro reddito, che paga ogni americano di classe media. Ora come ora, chi guadagna più di 118.500 dollari paga zero contributi sulla parte eccedente quella cifra. Per converso, ogni lavoratore che guadagna meno di 118.500 dollari paga i contributi sul suo intero reddito. Se i ricchi fossero obbligati a pagare i contributi su tutto quello che guadagnano, nelle casse della previdenza pubblica ci sarebbe denaro a sufficienza per andare avanti quasi fino al prossimo secolo.
9. Torneremo alle aliquote sul reddito che esistevano quando era presidente quel grande repubblicano che era Gerald Ford. Non c'è bisogno di tornare ai tempi di Eisenhower, quando i ricchi pagavano un'aliquota superiore al 90 per cento. Mi accontento di tornare all'ultimo repubblicano prima di Reagan, quando le élite pagavano intorno al 70 per cento.
10. Treni ad alta velocità. Non aggiungo altro.
11. Messa al bando dello sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio. Questo veleno a buon mercato è di difficile reperibilità nel resto del mondo civilizzato per una serie di ragioni che potrebbero avere a che fare col fatto che quasi tutti i Paesi in questione hanno un'incidenza di diabete più bassa degli Stati Uniti.
12. Chiunque usi il proprio cellulare dentro a un cinema sarà soggetto a "reidratazione retta- le" (ringrazio la Cia per questo spunto!).
13. Bando pressoché totale per pistole e armi semiautomatiche, campagne elettorali di otto settimane, ritorno alle schede elettorali cartacee, divieto di spot di farmaci in tv, regole stringenti per il settore bancario e finanziario, rifiuto di sopprimere le libertà civili dopo attentati terroristici, rapporti commerciali con Cuba e una versione del football americano con i tentativi di meta ridotti a tre.
14. Tutte le scuole torneranno a insegnare educazione civica: se i giovani possono votare a 16 anni devono sapere cosa possono fare per votare e rivoltare il Paese.
15. Tutti gli studenti dovranno imparare a scrivere in corsivo. Non ci togliete l'unica cosa che tutti siamo in grado di fare ed è unica per ciascuno di noi. Il corsivo è l'impronta digitale della nostra creatività. Scrivere a mano consente alla nostra anima di venir fuori. Il mondo è già abbastanza freddo e aspro: perché toglierci questo piccolo, personale pezzo di umanità?
16. Non sosterremo teocrazie. E cominceremo da noi stessi: sono 35 anni che sono costretto a rispettare leggi istigate dalla destra cristiana e mi sono stufato. Per fare la mia parte, unirò in matrimonio gay chiunque voglia.
17. Tutti gli americani avranno quattro settimane obbligatorie di ferie retribuite. Ai datori di lavoro spedirò gli studi che dimostrano che così aumenta la produttività.
18. Le prigioni non saranno possedute o gestite da aziende private, ma dalla collettività. Non saranno più luoghi di punizione, ma centri di formazione. Non esisteranno per incarcerare le razze o le etnie che non hanno potere. Gli individui non violenti non verranno messi dietro le sbarre. Chi ha rubato, dovrà restituire il maltolto. Criminali delle grandi imprese, sto parlando di voi.
19. Ci sforzeremo di essere gentili: fra di noi, con il mondo e con noi stessi. Come presidente, mi proporrò l'estirpazione dell'ignoranza come più alto scopo. L'ignoranza porta alla paura, la paura porta all'odio e l'odio porta alla violenza. Per troppo tempo questa equazione ha dominato l'America. La strada verso la sua rimozione comincia con la mia elezione. (Copyright The Nation.
Traduzione di Fabio Galimberti)


qui l’originale


qui il punto 3 come l’avevo scritto io.

giovedì 1 agosto 2013

Ciò che la condanna di Bradley Manning ci dirà sul nostro sistema di giustizia militare - Michael Moore



Ieri Bradley Manning è stato giudicato colpevole per 20 dei 22 capi d'accusa per cui era stato incriminato, inclusa la violazione della Legge sullo spionaggio del 1917, avendo rilasciato informazioni segrete e avendo disobbedito agli ordini. Questa è la cattiva notizia. Quella buona è che è stato giudicato non colpevole per il reato di "aiuto al nemico". Questo perché quelli che stava aiutando eravamo noi, il popolo americano. E noi non siamo il nemico. Giusto?
Manning potenzialmente rischia 136 anni di prigione. Quando la sentenza verrà annunciata, tutti noi ci faremo una buona idea di quanto seriamente le Forze armate statunitensi prendono i diversi crimini. Quando sentite di quanto Manning - ora 25enne - dovrà stare in prigione, paragonatelo alle condanne ricevute da altri soldati:
Il colonnello Thomas M. Pappas, l'alto ufficiale dell'Intelligence militare ad Abu Ghraib presente la notte dell'omicidio del prigioniero iracheno Manadel Al-Jamadi, non aveva ricevuto alcuna pena detentiva. Ma era stato ammonito e multato per 8000 dollari. (Pappasavrebbe affermato a proposito di Al-Jamadi, "Non cadrò solo per questa storia").
La sergente Sabrina Harman, la donna divenuta famosa per aver fatto il segno del pollice in su accanto al corpo di Al-Jamadi e ritratta in un'altra foto sorridente accanto a prigionieri iracheni nudi incappucciati e accatastati l'uno sull'altro, era stata condannata a sei mesi per maltrattamento dei detenuti.
Lo specialista Armin Cruz era stato condannato a otto mesi per aver abusato di iracheni ad Abu Ghraib e aver occultato il reato…