domenica 16 giugno 2013

Grillo e i miserabili - Jack Folla (Diego Cugia)

La più nutrita corporazione italiana è quella dei miserabili. Gente che come vede passare un’idea deve sbatterla dentro. Mediocri di tutti i ceti e di tutte le età che hanno occupato tutto (politica, televisioni, perfino i social network) ma invece di far quadrato intorno all’originalità, all’intelligenza e all’eccellenza, sbavano d’invidia e fanno carte false per dimostrare il teorema della mediocrità: più sei grande e più fai schifo. Perché quello è il loro livello, l’habitat in cui anche un idiota può governare.

In queste ore il formicaio dei miserabili è in gran fermento, devono abbassare al loro livello Beppe Grillo, colpevole di essere l’unico ad avere avuto una grande idea negli ultimi vent’anni. Ad aver amato l’Italia con una generosità commovente. Ad aver creato dal nulla un movimento spettacolare che ha dato una “tumpulata” in faccia, come dicono i siciliani, ai mediocri che ci opprimono (rendendoci la vita tanto amara) e ai farlocchi che li votano.
Dico subito che Grillo fa di tutto per assecondarli. Come ogni grande timido mostra il ghigno feroce, e così quelli che tirannici lo sono per natura, gridano “Che vi avevamo detto? È un dittatore!”. Fa sbagli da grande goleador, di quelli che tirano un rigore alla luna alla finale della coppa del mondo; epurazioni e altre sciocchezze.

Ma porca pupazza a nessuno viene in mente quanto debba sentirsi solo questo povero cristo che si è rovesciato sulle spalle il destino di milioni di disoccupati, giovani senza futuro, pensionati alla fame, e con questa spaventosa responsabilità, invece di essere difeso, si vede attaccato persino da ragazzini ciucci e presuntuosi che ha miracolato facendoli diventare senatori? Hanno ragione? Può darsi, ma chi se ne frega. Prima deve venire il Paese. E no, non ci sto a mettere il Grillo alla griglia. E io non l’ho votato, voi si!

Quando tutto il cucuzzaro, da Eugenio Scalfari a Fiorello, sparava a palle incatenate contro il papà dei 5 Stelle, osai scrivere (e lo ripeto) che in un discorso politico di Beppe Grillo c’è più estro, creatività, fantasia, conoscenza, intelligenza e percezione del mondo di mille comizi dei nostri onorevoli professionisti. Sono sempre più convinto che avrebbe dovuto trovare tre o quattro punti di convergenza col Pd (sempre e solo per il bene del Paese) perché, quanto meno, non avremmo avuto un presidente che, come il postino, torna sempre due volte. Avrebbe perso il consenso del 5% di duri e puri (quelli è meglio perderli che trovarli) ma un piccolo compromesso ci avrebbe risparmiato la cloaca massima. Questo Pd di democristiana memoria alleato con Berlusconi.
Non l’ha fatto, pazienza. Ma risparmiatemi questa Cosetta dei Miserabili dell’onorevole grillina Paola Pinna (laureata disoccupata che viveva con i genitori a Quartucciu, Cagliari, e con cento voti cento è diventata deputata al Parlamento) che invece di spargere petali di rosa dove Grillo cammina, sorge in difesa di una certa Gambaro, un’altra miracolata che si crede Che Guevara. Questa cosetta dei miserabili, intervistata da “La Stampa” che le domanda “Se la Gambaro venisse espulsa se ne andrebbe anche lei?” dichiara: “Se la scelta fosse tra Grillo e la Gambaro per me sarebbe una scelta tra schiavitù e libertà. Io scelgo la libertà.”
No, bambina, tu scegli di far parte di quella casta di paraculi che il tuo Paese, votandoti, ti aveva supplicato di togliergli dai piedi.

Lo ripeto, le epurazioni non mi piacciono, ma dare dello schiavista a Grillo, al quale dovete tutto, ma proprio tutto, fa veramente vomitare, tanto quanto chi dice che Grillo si è inventato il Movimento per fare i soldi col suo blog.
Miserabili, e non c’è altro da aggiungere.


11 commenti:

  1. a me, personalmente, pare vi sia molto poco da abbassare in Grillo.
    direi che ha già dato abbondante prova della propria bassezza da solo.
    l'unico con una grande idea da vent'anni? in termini di dimensioni, quella di Berlusconi non era da meno!

    così, non ho particolare simpatia per la solitudine di Grillo, che si è scavato da solo.
    rifiutando il compromesso, per esempio.

    e questa logica del "debito" verso Grillo (guarda caso la stessa che reclamava Berlusconi), francamente mi pare un ricatto becero e ben più miserabile di chi invece reclama libertà d'opinione

    (se fosse vero, siccome mio padre mi ha pagato tutto da quando sono nato, non potrei mai dirgli che sbaglia. neppure se dovesse picchiare mia madre! - ti prego...)

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  2. tutti contro tutti non conviene a nessuno, lo capiranno, meglio tardi che mai, prima è meglio.

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    1. questa mi pare una semplificazione eccessiva.
      allora allo stesso modo, meglio mettersi tutti compatti dietro Hitler.

      no, la diversità, la dialettica, il pluralismo restano valori.
      se poi non si è in grado di gestirli, è un problema di leadership, non del pluralismo.

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    2. certo che massacrarsi un giorno sì e uno no non li porta molto lontano.

      ti segnalo un post interessante:
      http://giuseppearagno.wordpress.com/2013/06/13/ma-a-che-serve-questo-schifo-di-stampa/

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  3. cito questo post di Cugia (non le tue parole, ovviamente) in senso critico in un mio post.
    spero la cosa non ti dispiaccia, altrimenti fammi sapere...

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    1. le parole di Cugia sono pubbliche, nessun problema

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  4. bhè, è netiquette. thanks.

    lo trovi on line a breve

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  5. Come sottolinea lo scritto, anch'io al Movimento 5 Stelle non perdono di non aver voluto "trovare tre o quattro punti di convergenza col Pd (sempre e solo per il bene del Paese) (...). Avrebbero perso il consenso del 5% di duri e puri (quelli è meglio perderli che trovarli) ma un piccolo compromesso ci avrebbe risparmiato la cloaca massima. Questo Pd di democristiana memoria alleato con Berlusconi."
    Al Pd non perdono l'alleanza col PDL.
    Ai disoccupati, ai giovani senza futuro, agli onesti, agli ecologisti auguro di trovare un movimento politico, a 5 stelle o a 3 stelle, verde o blu che sia, che sappia rappresentare le loro istanze e i loro bisogni.

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  6. tempi difficili per perdonare:)

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  7. D'accordo sulla premessa. Che Grillo abbia avuto una grande idea lo dimostrano anche i fatti. Quella grande idea è stata accompagnata da molte idee meno grandi. L' aggressività del suo linguaggio e dei suoi atteggiamenti, col tempo, e con le ultime vicende si è rivelata non essere solamente un espediente per attirare consensi ma un atteggiamento naturale nei confronti di tutto ciò che lo circonda, sistemi e persone, dunque. Non vorrei mai avere un capo, un dirigente, un "superiore", gerarchicamente, fatto come lui. Il modo stesso di esprimere se stesso entrerebbe in conflitto con chiunque avesse a cuore la propria indipendenza di giudizio e di azione. Miserabili per questo? Non credo proprio. Anzi, credo che il coraggio di affermare un'idea vera, anche in solitudine, sia una caratteristica di cui l'italiano medio è privo.
    Con Berlusconi, Grillo, mi pare abbia in comune la convinzione di essere il numero uno e, forse, purtroppo, lo è, nel suo gruppo. Ma che orrore, doverci sempre e solamente affidare ad un capo, padre che decide e seglie per tutti. Perché quel capo o padre può sbagliare e lo si è visto e nell'articolo è anche segnalato. La "laureata disoccupata che viveva a Quartucciu", no, scusate, è stato Grillo ad avere permesso che venisse eletta e questa, fra l'altro è una cosa che riguarda la bella e grande idea avuta da Grillo stesso, i cittadini al governo del paese, fra i cittadini ci stanno milioni di disocuppati e milioni che vivono in periferie e altri milioni che se non avessero i genitori non saprebbero come campare. Queste persone fanno parte dei cittadini d'Italia. Grillo ha creato un movimento che dava la possibilità a coloro che avessero creduto nella politica finalmente aperta all "gente" non alle elites, non agli appartenenti alle "caste" varie, di accedere alla vita pubblica del paese, di contare qualcosa, per sé e per quelli che, come loro, non avevano contato nulla sino all'avvento del M5S. Ora non li si può disprezzare per questa loro provenienza, mi sembra scorretto, quanto meno. Mi sembra, soprattutto che si avvalori l'idea che proprio la provenienza ti debba impedire di parlare ed esprimere la tua opinione. Miserabile perché non hai mai contato nulla prima che Grillo nascesse? Più che non democratico mi appare un poco razzista o forse, classista, con una parola antica. No, non ho apprezzato per nulla il tono dello scritto, così come non ho apprezzato mai l'idea di essere obbediente e sottomessa ad un capo, qualunque esso sia. Il cambiamento nasce dal confronto. Dalla lealtà, dal rispetto, prima di tutto verso se stessi, chiaro!
    Come spendere in politica questi valori? Sta diventando difficile anche spenderli nella vita privata!!!!
    E questi grillini, dissidenti e non, sono gli unici che ancora tengono in vita un minimo di discussione in questo paese che più immobile non si può.

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  8. anche ha me danno fastidio i modi, si possono raggiungere gli obiettivi in modi diversi, e purtroppo non sempre scelgono i modi migliori.

    intanto accadono cose così:
    http://stanlec.blogspot.it/2013/07/la-resistibile-ascesa-del-dottor-de.html

    e così

    http://www.sardiniapost.it/politica/parisi-denuncia-le-oligarchie/

    senza fine:(

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