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venerdì 21 gennaio 2022

The Sardinian factory of death (La fabbrica sarda della morte) - Lisa Camillo

 




The Sardinian factory of death


Esce sul canale Al Jazeera per la serie Close Up il nuovo documentario di Lisa Camillo “The Sardinian factory of death” (La fabbrica sarda della morte). Il film racconta la storia di un gruppo di coraggiosi iglesienti – Iglesias (SU) – che combatte per riconvertire una pericolosa fabbrica di armi di proprietà tedesca e trasformare la loro povera regione in una fiorente e sana terra, con il loro marchio di qualità: War_Free, liberi dalla guerra.

La regista del documentario lungometraggio, premiato ed apprezzato in tutto il mondo, “Balentes – I coraggiosi”, uscito nei cinema australiani e oggi disponibile su Prime Video, continua la sua lotta per preservare la sua amata terra, la Sardegna, divulgando l’orrore della guerra e le conseguenze socio-ambientali devastanti per il territorio sardo e per la popolazione stessa. Lisa mette in evidenza l’incredibile potere di resilienza di coraggiosi sardi che propongono una riconversione graduale della fabbrica di bombe in una industria che protegge i lavoratori e rispetta l’ambiente, costruendo un tessuto economico più sostenibile e consono al proprio territorio.

“The Sardinian factory of death” in 12 minuti ci fa sentire orgogliosi del nostro popolo e ci fa capire come organizzandosi, passo per passo, possiamo cambiare la storia ed il futuro della nostra Isola.

Lisa Camillo è una regista, scrittrice ed antropologa sardo-australiana, autrice del libro, una ferita italiana, che combatte per sensibilizzare la gente e soprattutto i giovani a proteggere la propria terra.

“I cuori dei sardi – ci confessa – dovrebbero opporsi a questo scempio, dovrebbero combattere per riappropriarsi della propria terra, dovrebbero dire basta. Io l’ho fatto, ho ricevuto diverse minacce, ma non mi sono mai fermata né mi fermo. Se vogliamo cercare di cambiare qualcosa, prima di tutto dobbiamo informarci e informare i nostri figli che sono quelli che più di tutti pagano e pagheranno il prezzo dell’inquinamento ambientale che avvelena la salute, che causa malattie, che impedisce un sano sviluppo”.

da qui

mercoledì 2 marzo 2016

Israeli Apartheid Week 2016 a Cagliari

Qualche giorno fa l’ L'Università degli Studi di Cagliari aveva rilasciato il seguente comunicato:
«L'Università degli Studi di Cagliari non ospiterà - e non ha mai inteso farlo - l'Israeli apartheid week. L'Ateneo ha tra i suoi valori fondanti il pluralismo, la libertà da ogni condizionamento ideologico, confessionale e politico e il pieno rispetto delle pari opportunità anche tra differenti posizioni culturali». La nota diffusa ieri interviene dopo le polemiche: «Per questo motivo le autorizzazioni all'utilizzo di aule, locali o spazi dell'Università di Cagliari concesse dai responsabili delle Facoltà o dei Dipartimenti a iniziative culturali presentate con titoli diversi ma rientranti in questa manifestazione devono intendersi revocate con effetto immediato» (vedi qui)
Anche a Torino succede lo stesso (qui)

L’Israeli Apatheid Week 2016 è una manifestazione che si tiene in più di 150 università e città di tutto il mondo (qui il sito), per sostenere il movimento BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni), qui il sito internazionale, qui il sito italiano.

In realtà a  Cagliari, il 29 febbraio 2016, presso la Facoltà di Scienze Economiche, Giuridiche e Politiche, per l’Israeli Apatheid Week 2016, si è tenuto l’incontro dal titolo: L’incubo militarista in Sardegna, probabilmente qualcuno ha capito quanto sarebbe stato ridicolo non far svolgere incontri di questo tipo presso l’Università.

Sono intervenuti (mi scuso in anticipo per l’estrema sintesi, e qualche imprecisione):

Massimo Coraddu, fisico, del Politecnico di Torino e consulente di parte del comitato No Muos (qui un intervento “siciliano” di Massimo Coraddu, per chi non lo conosce ancora), che ha raccontato il peso delle basi militari sul territorio e sul mare della Sardegna;

Antonio Mazzeo, (qui il suo blog), militante ecopacifista ed antimilitarista, che, via skype , ha raccontato di come la Sicilia, e Decimomannu, saranno le piste di lancio per le nuove guerre, la prossima ventura in Libia;

Pino Cabras, insieme a Giulietto Chiesa condirettore del sito www.megachip.info, (qui l’ultimo suo intervento per Pandora TV), che ha raccontato il ruolo della Sardegna nello scenario geopolitico ieri e di oggi, e ha parlato del ruolo dell’informazione, della guerra con i droni e dell’investimento israeliano contro il BDS (vedi qui);

Roberto Vacca, rappresentante degli studenti all’Università di Cagliari, che ha fatto il punto sulle iniziative (vedi qui) contro l’accordo fra l’Università e la Technion (un’importante università israeliana), impegnata in ricerche per il Ministero della difesa e l’apparato (politico-)militare israeliano.

Alcune segnalazioni
qui si spiega perché il BDS non ha niente a che vedere con l’antisemitismo
qui lo spiega Jerry Haber
qui l’autogol del viaggio premio in Israele in vista degli Oscar
qui l’appoggio di Roger Waters al BDS
qui l’appoggio di Shlomo Sand
qui la recensione a un gran libro di oggi, “Homeland”, di Cory Doctorow
qui la recensione a un libro di William Langewiesche, sui droni e non solo