La Libertà Non Sta Nello Scegliere Tra Bianco E Nero, Ma Nel Sottrarsi A Questa Scelta Prescritta. (Theodor W.Adorno)
martedì 22 settembre 2026
sabato 7 febbraio 2026
mercoledì 17 dicembre 2025
venerdì 26 settembre 2025
La critica va fatta a tempo, scrive il saggio cinese
bisogna disfarsi del brutto vizio di criticare dopo, continua Mao Tse Tung (sembra che parli di chi, solo adesso, dopo il genocidio a Gaza, dice che Israele ha un pochino esagerato)
di Francesco Masala
C’era una volta un popolo eletto, non si sa bene da chi. Chi legge Mauro Biglino (1) sa che nella Bibbia non si parla mai di dio, ma di un altro soggetto (Elohim), amante del Potere, dei Sacrifici animali (e umani), e del Genocidio.
Anche i paesi occidentali si sono eletti da loro stessi (si credono superiori, ed è conseguente che gli altri popoli sono inferiori, “esportavano” la civiltà, adesso esportano la democrazia) hanno ucciso, a partire dalla “scoperta” dell’America, decine o addirittura centinaia di milioni di esseri umani in tutto il mondo, portando la (loro) civiltà, fatta di genocidi, stragi, guerre, razzismo, sfruttamento, fra l’altro. I popoli dell’America, dell’Asia, dell’Africa sono stati invasi, sterminati, colonizzati, violentati, rapinati (2).
dio ci salvi dai popoli eletti!
Il governo italiano (e molti governi europei) ha creato il reato di antifascismo (3) e quello di palestinismo (4), senza mai fare ammenda delle immani tragedie causate dal fascismo a cui s’ispirano (5 e 6).
Forse non tutti sanno che i bersaglieri del Regno di Sardegna nel 1855 combatterono in Crimea (7) e che l’Italia, dal 1902 al 1943 ebbe in concessione un pezzo di Cina (7).
Il premier Merz, senza smentita di Meloni, (quella che piange perchè la Samud Flotilla è un complotto contro di lei), dice che Israele fa il lavoro sporco per noi (8). La strana coppia Merz-Meloni vorrà fare la guerra alla Russia, ancora più che adesso. Forse non sanno, magari a scuola in storia sono arrivati al 1938, che i loro predecessori, chiamati Führer e Duce, dopo la guerra intrapresa (e persa) contro l’Urss, hanno fatto una gran brutta fine. Della loro personale fine non ci interessa molto, il dramma è che trascinano i popoli nella miseria.
Alla fine, sotto la spinta dei propri popoli, molti stati europei hanno riconosciuto (o stanno per farlo) lo stato palestinese, naturalmente dovranno essere i paesi imperialisti e colonialisti e genocidi a decidere chi governerà la Palestina, e sottointeso, ma non troppo, Hamas deve sparire. Se qualcuno si è distratto in questi anni può capire come mai Hamas no e Isis sì, basta vedere come il capo dell’Isis in Siria, Al Golani, sia osannato dall’Occidente all’ONU, e non solo. È che l’Isis (Daesh) è sempre stato agli ordini dell’Occidente, una creatura degli Usa. Anche Hamas era al soldo di Israele, ma forse (9) qualcosa è andato storto (oppure no, dipende dai punti di vista).
A proposito di ONU, il coraggio dell’ONU sarebbe quello di dire (sarebbe bello se lo facesse un paese dei Brics), a prescindere dai paesi occidentali, che i confini di Israele sono quelli definiti dall’ONU nel 1948, , tutto il resto va restituito alla Palestina, che fonderà il proprio stato. Tutti i territori occupati da Israele vanno liberati, subito, sul modello della Libia che ha espulso gli italiani e dell’Algeria che ha espulso i francesi.
1 https://www.maurobiglino.com/perche-la-bibbia-non-parla-di-dio/
1 https://www.youtube.com/watch?v=nBohmulHYMA
2 https://markx7.blogspot.com/2022/07/exterminate-all-brutes-raoul-peck.html
6 https://www.labottegadelbarbieri.org/debre-libanos-lo-sgozzatore-degli-etiopi-e/
6 https://www.labottegadelbarbieri.org/il-monumento-al-boia-graziani-e-ancora-li/
7 https://www.historiaregni.it/cavour-spiega-lintervento-in-crimea/
7 https://societageografica.net/wp/2020/09/16/storie-coloniali-la-concessione-italiana-di-tientsin/
martedì 16 settembre 2025
Perché la Bibbia non parla di Dio - Mauro Biglino
La questione fondamentale dell’Antico Testamento è data da questa domanda: quell’insieme di antichi testi parla veramente di Dio? Parla veramente del Dio spirituale, eterno, trascendente, onnipotente, onnisciente che la teologia ci descrive – e al quale ci chiede di credere – come se fosse una certezza assodata e documentata in quelle pagine?
I lettori
attenti del cosiddetto Testo Sacro e gli studiosi liberi dai condizionamenti
dogmatici sanno che la risposta è tutt’altro che univoca e che quel testo pone
delle domande e dei dubbi che sono ineludibili.
In questo mare di dubbi, in qualità di traduttore di ebraico biblico, affermo
con certezza che l’Antico Testamento parla degli Elohim e, in
particolare, delle vicende in cui è coinvolto uno di loro, il cui nome è Yahweh.
Devo precisare che la lingua ebraica biblica non ha un termine che significhi
Dio nel senso comunemente inteso e non ha quel termine perché non esisteva
neppure il concetto sottostante.
Innanzitutto bisogna sapere che Elohim è un termine indiscutibilmente
plurale e indica una schiera di individui a cui appartiene il
protagonista della Bibbia, Yahweh: colui che le dottrine spiritualiste hanno impropriamente
trasformato in “Dio”.
Ma chi erano questi Elohim?
Per potere
comprendere l’insieme delle vicende narrate in quei testi provo a riassumere,
nello spazio necessariamente breve degli articoli di una rivista, le
caratteristiche fondamentali di questi personaggi.
Preciso che nessuno sa con certezza cosa volesse dire il termine Elohim che le
correnti del pensiero religioso dogmatico traducono con la parola Dio. Quel
vocabolo plurale viene tradotto in tutti i modi possibili proprio a causa della
reale mancanza di conoscenza che lo circonda: i potenti, quelli dell’alto, i
luminosi, i giudici, i legislatori… ma nessuno di questi termini, usato
singolarmente, è in grado di definire con precisione questa parola.
Ancora in
qualità di traduttore ufficiale dell’ebraico posso dire subito che gli Elohim
biblici non erano Dio e tanto meno un essere unico, ma una pluralità di
individui materiali, in carne e ossa; una molteplicità chiaramente e
inequivocabilmente evidenziata in numerosissimi passi nell’Antico Testamento (Esodo
3,12 e segg.; Esodo 15,5 e segg.; Esodo 18,11 e segg.; Deuteronomio 6,14 e
segg.; Deuteronomio 13,7 e segg.; Deuteronomio 32,17 e segg.; Geremia 7,18).
Gli Elohim
rappresentavano una gerarchia militare che – su disposizioni del loro
comandante che la Bibbia chiama Elyon (Deuteronomio 32,
“quello che sta sopra, quello che comanda”) – ha suddiviso il pianeta in
sfere di influenza, in governatorati in cui i popoli sono stati assegnati a
Elohim singoli che la Bibbia chiama inequivocabilmente con il loro nome:
Yahweh, Milkom, Kamosh, Dagon, Qosh….
Questa organizzazione di militari/scienziati/colonizzatori disponeva
addirittura di accampamenti nelle zone di confine che presidiavano con le loro
schiere (Genesi 32,1 e segg.) e combattevano tra di loro per il
controllo dei territori (si vedano i libri di Giosuè, dei Giudici…).
Godevano di
una vita molto lunga, molto più lunga di quella degli uomini, ma erano
indubitabilmente mortali (Salmo 82), non erano eterni. Va detto che il
termine “eternità” non esiste neppure nell’ebraico biblico. Il termine “olam”
che viene tradotto con “eterno”, in realtà indica un “tempo di cui non si
conosce la durata” per cui la vita di ciascuno di noi può essere definita con
questa parola, infatti ogni nostra vita ha una durata “le-olam”,
cioè dura “per un tempo che non conosciamo”.
Come molto
ben descritto nei testi di Erich von Däniken, erano sul nostro
pianeta per conseguire obiettivi molteplici e molto concreti: ricavarne
materiali necessari al loro sviluppo tecnologico e forse anche alla
sopravvivenza della loro civiltà nel pianeta di origine, intervenire nel
processo evolutivo delle specie viventi (l’uomo in particolare) e controllarne
periodicamente lo sviluppo. Forse questo è anche il motivo per il quale alcuni
non se ne sono andati e comunque, nel passato, hanno sempre promesso che
sarebbero ritornati.
Viaggiavano
su macchine volanti definite nella Bibbia ruach, kavod, merkavah, keruvim, alle
quali sono state dedicate attente e particolareggiate analisi in numerosi
capitoli dei libri di von Däniken e nei lavori dell’autore del presente
articolo.
Disponevano di armi di distruzione spaventose, come quelle utilizzate nella
distruzione di Sodoma e Gomorra, due città che stavano passando da una alleanza
militare ad un’altra e quindi non ubbidivano più agli ordini di Yahweh (Deuteronomio
29, 23-25).
Nella Bibbia
gli Elohim non sono mai considerati “dèi”: in origine erano oggetto di timoroso
rispetto e sottomissione a causa del loro grande potere, garantito dalla
tecnologia di cui disponevano e che incuteva terrore. Alcuni di loro erano
temuti anche per la loro crudeltà, una caratteristica di cui l’Antico
Testamento costituisce una testimonianza inequivocabile: Yahweh, definito Ish
milchama, “Il Guerriero” (Esodo 15,3), non si faceva scrupolo di
ordinare stermini veri e propri di persone inermi (si legga a questo proposito
anche solo il libro di Giosuè).
Ma, per
fortuna, nei racconti dei popoli di tutti i continenti (dall’India alla Grecia,
dalla Cina alle Americhe…) veniamo a sapere che tra di loro c’era anche chi si
occupava di arte, scrittura, musica, architettura, agricoltura, allevamento,
amministrazione. Sono inoltre gli stessi racconti che ci narrano, nella
sostanza, le vicende che coinvolgono i figli delle stelle conosciuti nelle
storie di tutti i continenti del pianeta.
Gli Elohim
biblici non si occupavano di temi quali la religione nel senso moderno del
termine: il cosiddetto Dio biblico non ha mai preso in considerazione l’idea
dell’aldilà; tutte le promesse e minacce che rivolgeva al suo popolo si
riferivano sempre ed esclusivamente a questa vita. Precisiamo che l’Antico
Testamento scrive con una chiarezza non equivocabile che Yahweh si occupava
esclusivamente della famiglia di Giacobbe e dei suoi discendenti (gli
Israeliti) mentre l’umanità non faceva parte della sua sfera di interessi anche
perché non gli era stata assegnata dal comandante Elyon (Deuteronomio 32).
Gli Elohim
avevano come obiettivo fondamentale la definizione di strutture di potere
distribuite nei vari territori sui quali poi si sono sviluppate le diverse
civiltà e, a questo scopo, si spostavano alla ricerca di terre e di genti da
cui farsi servire (Deuteronomio 32,17 e segg.).
Induisti, Greci, Cinesi, Maya… ci raccontano quelle stesse vicende e anche
Platone ricorda nei suoi Dialoghi la divisione dei popoli fatta tra i vari
cosiddetti dèi.
Conoscevano
le leggi della natura, del cosmo e le trasmettevano soltanto ai loro fedeli
seguaci, dando così avvio alle caste dei re/governatori/sacerdoti, i
cosiddetti “iniziati” alla conoscenza. Questo sapere era però squisitamente
scientifico, concreto, tecnologico, medico, materiale, ossia utile alla quotidianità
dei loro governati o alle loro specifiche esigenze di viaggiatori dello spazio
e colonizzatori.
Gli Elohim
erano al contempo legislatori (dettavano regole e norme in piena autonomia
decisionale); erano governanti, ministri che curavano i molteplici aspetti del
potere (facevano applicare le leggi direttamente o attraverso loro delegati,
come i biblici Mosè, Jetro, suo suocero, Aronne, Giosuè, Davide, Salomone
ecc.); erano giudici (verificavano il rispetto delle leggi, comminavano ed
esegui-vano, o facevano eseguire, pene e punizioni).
Erano
nettamente distinti dagli Adam e la distinzione netta e chiara è documentata,
tra i tanti, da elementi come i seguenti:
1
Gli Elohim
“fecero” gli Adam (Genesi 1) attraverso interventi di ingegneria
genetica finalizzati a produrre esseri capaci di capire ed eseguire ordini e
lavorare, per loro, nella ricerca e scavo di minerali di cui il pianeta Terra
è ricco e nella conduzione dei loro laboratori (Gan-Eden: sempre
erroneamente tradotto come Paradiso terrestre ma che significa “territorio
recintato e protetto posto in Eden”) in cui effettuavano esperimenti e
studi per la produzione di cibo sia vegetale che animale (Genesi 2).
A proposito del verbo che abbiamo qui usato, “fecero”, bisogna ricordare che
nell’ebraico biblico non esiste il verbo che indica il “creare” inteso come
creare dal nulla: “bara” significa semplicemente intervenire in una situazione
già presente per modificarla ed è proprio ciò che fecero con l’ingegneria
genetica e la clonazione, come è chiaramente descritto nelle modalità con cui
produssero Eva: anestesia, prelievo di cellule, sutura della ferita chirurgica
sul lato (non costola) del corpo di Adamo e generazione di Eva, la femmina
adatta a lui (Genesi 2).
2
Gli Elohim
“si unirono” con le femmine Adam (Genesi 6) allo scopo di avere una
progenie che poi scatenò le ire dei comandanti che si videro costretti ad
eliminarla. I rapporti sessuali erano possibili proprio perché gli adamiti
erano stati “fatti” utilizzando DNA degli Elohim che nella Bibbia è indicato
con il termine “tzelem” (elemento materiale che contiene
l’immagine e che può essere prelevato dal corpo: come dicono i dizionari di
ebraico biblico).
La teologia da secoli ci dice che Yahweh è il Dio padre onnipotente, creatore
dei cieli e della terra, ma questa affermazione è in totale contrasto con
quanto scritto nell’Antico Testamento.
Il presunto Dio della Bibbia.
Yahweh,
lungi dall’essere il “Dio” unico e trascendente, era semplicemente uno degli
Elohim: quello a
cui, come già accennato sopra, era stato affidato il compito di governare su un
territorio definito e su una porzione di una famiglia, quella di Giacobbe (Deuteronomio
32,8), mentre altre parti della stessa famiglia abramitica furono affidate
ai suoi colleghi/rivali che la Bibbia conosce e nomina: in particolare Kamosh e
Milkom (Giudici 11,24; 1 Re 11,7) che errano due suoi diretti avversari
che si occupavano di altre famiglie, sempre discendenti da Abramo, Moabiti e
Ammoniti.
Yahweh aveva
costantemente timore che il suo popolo si rivolgesse ad altri Elohim (si
possono vedere a questo proposito gli innumerevoli capitoli presenti in molti
dei libri dell’Antico Testamento (Genesi 31, Esodo 15, Esodo 18, Esodo 20,
Deuteronomio 6, Deuteronomio 7, Deute- ronomio 13, Deuteronomio 32, ecc.) e
si presentava sempre come un Elohim (EL al singolare) “geloso” dei suoi
avversari.
Ad ulteriore conferma di quanto detto, la Bibbia afferma chiaramente che il
popolo poteva “scegliere” tra Yahweh e altri Elohim (Giosuè 24 e
molti altri passi).
Il termine Yahweh, inoltre, compare nella Bibbia in un periodo storico in cui
non esisteva ancora alcuna traccia scritta di quella che sarà poi la lingua
ebraica, quindi non sappiamo in che lingua sia stato pronunciato in origine
quel nome. Le consonanti che lo compongono (iod, he, vav, he) sono state
messe per iscritto circa 3-4 secoli dopo essere state pronunciate e i suoni
vocalici sono stati inseriti nei testi circa 1600-1700 anni dopo: quindi è
pressoché impossibile attribuirgli un significato coerente e documentato.
Inoltre quel nome è stato vocalizzato centinaia di volte anche come Yehowah
dagli stessi redattori ebrei della Bibbia.
Questi sono
solo alcuni degli aspetti che emergono da una traduzione letterale dell’Antico
Testamento e da una lettura attenta: li abbiamo trattati in una sintesi estrema
al solo scopo di evidenziare come le certezze dottrinarie che sono state
tramandate non siano assolutamente tali.
Precisiamo
infine che, quando diciamo che l’Antico Testamento non parla di Dio, non
intendo affermare che Dio non esiste ma solo che quel libro non ne parla in
quanto ci racconta della storia concreta del rapporto tra il popolo di Israele
e il suo governatore: Yahweh, uno dei tanti Elohim.
venerdì 17 gennaio 2025
Il numero degli uccisi - Giorgio Agamben
Sempre di nuovo occorre meditare il passo dell’Apocalisse
(6,9-11) in cui si legge: «E quando (l’agnello) aprì il quinto sigillo, vidi
sotto l’altare le anime degli sgozzati a causa della parola di Dio e della
testimonianza che avevano reso. E gridarono a gran voce dicendo: “fino a
quando, o signore santo e verace, non compi il giudizio e non vendichi il
nostro sangue su coloro che abitano sulla terra?” E fu data a ciascuno di loro
una veste bianca e fu detto loro che avrebbero indugiato ancora per poco tempo,
fino a che non fosse completato il numero dei loro conservi e fratelli, che
debbono essere uccisi come loro».
La storia non finirà e il giudizio finale non sarà pronunciato finché non sarà
completato il numero dei giusti uccisi. È forse questo che sta avvenendo
intorno a noi? E quanto altri giusti dovranno essere uccisi, come ogni giorno
li vediamo morire? Certo la storia è storia di guerre, morti e uccisioni. Ma il
senso dell’apertura del quinto sigillo non è che, nel tempo che stiamo vivendo,
noi dobbiamo aspettare inerti che sia completato il numero degli uccisi. Anche
se i giornali non fanno che contarli ogni giorno, noi ignoriamo quale sia
questo numero, come ignoriamo quando avverrà il giudizio e se mai avverrà. Noi
viviamo in un tempo intermedio e, come coloro che sono stati sgozzati, dobbiamo
testimoniare di quello che vediamo e di quello in cui crediamo. Non altro è il
nostro compito prima che sia completato il numero degli uccisi.
lunedì 7 ottobre 2024
martedì 24 settembre 2024
giovedì 7 dicembre 2023
La Bibbia è un libro dell’orrore?
Francesco Masala vi invita a leggere ed ascoltare Mauro Biglino
Quando l’assassino primo ministro israeliano Netanyahu giustifica le sue decisioni, quelle dell’esercito (e dei coloni) con le parole scritte in un libro di tremila anni fa ti viene la curiosità di capire qualcosa in più, Mauro Biglino spiega che quel libro è un libro pieno di violenza senza pietà (ed è tutto scritto).
In realtà l’Impero del Bene e l’afflato messianico del blocco occidentale hanno le stesse radici. Uccidere, violentare, rapinare, sterminare, colonizzare, terrorizzare sono strumenti del Bene, a qualsiasi prezzo.
Netanyahu sarà un bastardo, ma è il nostro bastardo – Francesco Masala
Bibbia e Sangue – Mauro Biglino
I SALMI SONO CANTI DI GUERRA – MAURO BIGLINO
La guerra santa
Gaza e il ritorno degli Elohim
Gaza ai tempi della bibbia
domenica 9 gennaio 2022
lunedì 2 agosto 2021
mercoledì 23 giugno 2021
il Vaticano e Sodoma – bortocal
non è soltanto vero che si deve parlare come si
mangia; come si parla rivela anche come si mangia.
e come si mangia allora in Vaticano? come si parla…
porge distinti ossequi, all’Ecc.ma Ambasciata, ha
l’onore di fare riferimento, si avvale della circostanza per
rinnovare i sensi della sua alta considerazione.
ma come osano parlare di sensi costoro
che hanno giurato di essere casti?
lo spagnolesco fra noi.
il testo della lettera del Vaticano sul Disegno di
Legge Zan è questo e fa rabbrividire.
. . .
La Segreteria di Stato, sezione per i Rapporti con gli
Stati, porge distinti ossequi all’Ecc.ma Ambasciata d’Italia e ha l’onore di
fare riferimento al disegno di legge N.2005, recante «misure di prevenzione e
contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso,
sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla
disabilità», il cui testo è stato già approvato dalla Camera dei Deputati il 4
novembre 2020 ed è attualmente all’esame del Senato della Repubblica.
Al riguardo la Segreteria di Stato rileva che alcuni
contenuti dell’iniziativa legislativa — particolarmente nella parte in cui si
stabilisce la criminalizzazione delle condotte discriminatorie per motivi
«fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di
genere» — avrebbero l’effetto di incidere negativamente sulle libertà
assicurate alla Chiesa cattolica e ai suoi fedeli dal vigente regime
concordatario. Ci sono espressioni della Sacra Scrittura e delle tradizioni
ecclesiastiche del magistero autentico del Papa e dei vescovi, che considerano
la differenza sessuale, secondo una prospettiva antropologica che la Chiesa
cattolica non ritiene disponibile perché derivata dalla stessa Rivelazione
divina.
Tale prospettiva è infatti garantita dall’Accordo tra
la Santa Sede e la Repubblica italiana di Revisione del concordato lateranense,
sottoscritto il 18 febbraio 1984. Nello specifico, all’articolo 2, comma 1, si
afferma che «la Repubblica italiana riconosce alla Chiesa cattolica la piena
libertà di svolgere la sua missione pastorale, educativa e caritativa, di
evangelizzazione e di santificazione. In particolare è assicurata alla Chiesa
la libertà di organizzazione, di pubblico esercizio del culto, di esercizio del
magistero e del ministero spirituale, nonché della giurisdizione in materia
ecclesiastica». All’articolo 2, comma 3, si afferma ancora che «è garantita ai
cattolici e alle loro associazioni e organizzazioni la piena libertà di
riunione e di manifestazione del pensiero, con la parola, lo scritto e ogni
altro mezzo di diffusione».
La Segreteria di Stato auspica pertanto che la Parte
italiana possa tenere in debita considerazione le suddette argomentazioni e
trovare una diversa modulazione del testo normativo in base agli accordi che
regolano i rapporti tra Stato e Chiesa e ai quali la stessa Costituzione
Repubblicana riserva una speciale menzione.
La Segreteria di Stato, Sezione per i Rapporti con gli Stati, si avvale della
circostanza per rinnovare all’Ecc.ma Ambasciata d’Italia i sensi della sua alta
considerazione.
Dal Vaticano, 17 giugno 2021.
. . .
il testo originale è molto peggiore delle
anticipazioni circolate ieri sulla stampa: non ci sono riserve sulla
Giornata contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia (discutibile,
ma per diversi, anzi opposti motivi) né un tentativo di tutela delle cosiddette
scuole cattoliche.
peggio, molto peggio, e inevitabilmente peggio: è il
concetto di base del disegno di legge Zan che non può essere accettato, proprio
quello che comunque lo giustifica, aldilà degli errori evidenti che contiene (a
mio giudizio).
qualcuno che si ricorda che papa Bergoglio è un
gesuita arriva a supporre che questa lettera sconsiderata è in realtà una mossa
ben calcolata a favore di una levata di scudi che porti all’approvazione della
legge; ma io non ci credo.
la Chiesa pensa davvero che coloro che esercitano
comportamenti sessuali non allineati con le prescrizioni della Chiesa devono
continuare ad essere discriminati, additati al pubblico disprezzo e
maltrattati, per non dire puniti.
perché ci sono espressioni della Sacra Scrittura e
delle tradizioni ecclesiastiche del magistero autentico del Papa e dei vescovi,
che considerano la differenza sessuale, secondo una prospettiva antropologica
che la Chiesa cattolica non ritiene disponibile perché derivata dalla stessa
Rivelazione divina.
. . .
ovviamente, al momento, nessuno di noi ritiene che
tali espressioni ricadano nei comportamenti puniti dalla legge, perché sono
semplicemente punti di vista, non istigazioni dirette alla violenza capaci di
produrre effetti concreti (e la legge si occupa soltanto di punire questi).
anzi, la loro divulgazione non può che far bene,
perché in realtà sono poco conosciuti, ed è bene che si senta la puzza di
retrivo e di marcio che esce da queste vetuste parole putrefatte.
perché come negare che la Chiesa considera Rivelazione
divina frasi come quelle che ora citerò? come negare la costante linea
di negazione di ogni sessualità non finalizzata alla procreazione che
attraversa la Bibbia ebraica?
la parola stessa sodomia nasce dalla
Bibbia ebraica e dalla distruzione della città in punizione dei comportamenti
di alcuni abitanti, là dove il pio e santo seguace di Jahvé, Lot, offre agli
infoiati concittadini le due figlie vergini, purché risparmino gli ospiti (Genesi,
19) – che sono poi angeli mandati da Jahvé, giusto per avere un pretesto
per la distruzione della città i cui abitanti peccavano molto (Genesi,
13).
20 Disse allora il Signore: «Il grido di Sòdoma e
Gomorra è troppo grande e il loro peccato è molto grave. 21 Voglio scendere a
vedere se proprio hanno fatto tutto il male di cui è giunto il grido fino a me;
lo voglio sapere!».
e lo sa bene, perché dopo che Lot è fuggito dalla
città, messo in guardia dagli angeli, 24 […] il
Signore fece piovere dal cielo sopra Sòdoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco
provenienti dal Signore. 25Distrusse queste città e tutta la
valle con tutti gli abitanti delle città e la vegetazione del suolo. 26Ora
la moglie di Lot guardò indietro e divenne una statua di sale. 27Abramo
andò di buon mattino al luogo dove si era fermato alla presenza del
Signore; 28contemplò dall’alto Sòdoma e Gomorra e tutta la
distesa della valle e vide che un fumo saliva dalla terra, come il fumo di una
fornace.
. . .
ma fino a qui siamo ad un racconto mitico; ma che dire
delle prescrizioni legali e religiose assieme contenute nel libro Levitico?
“Se un uomo giace con un maschio come fa con una
donna, hanno commesso tutti e due un abominio: saranno messi a morte entrambi.
Il loro sangue ricadrà su di loro” 20, 13.
non c’è discussione possibile.
15L’uomo che si accoppia con una bestia dovrà essere
messo a morte; dovrete uccidere anche la bestia. 16Se una donna
si accosta a una bestia per accoppiarsi con essa, ucciderai la donna e la
bestia; tutte e due dovranno essere messe a morte: il loro sangue ricadrà su di
loro.
ma neppure questo basta; in questo stesso libro, che
rappresenta una specie di codice penale per estratto, sta scritto:
10 Se uno commette adulterio con la moglie del suo
prossimo, l’adultero e l’adultera dovranno esser messi a morte.
18Se uno ha un rapporto con una donna durante le sue
mestruazioni e ne scopre la nudità, quel tale ha scoperto il flusso di lei e
lei ha scoperto il flusso del proprio sangue; perciò tutti e due saranno
eliminati dal loro popolo.
ma il vero problema sta nel fatto che la chiesa non
pensa certo più di punire l’adulterio con l’uccisione degli adulteri, da
sempre, direi; e addirittura oggi consiglia i rapporti sessuali durante le
mestruazioni, come forma di controllo delle nascite; ma allora perché non ha
trovato assurdo punire col rogo i sodomiti scoperti sul fatto, per secoli e
secoli?
e ancora oggi sente di non poter abbandonare l’orrore
per i comportamenti sessuali non conformi alle sue norme morali, che è
diventato poi, semplicemente, orrore per il sesso e per le emozioni sessuali?
. . .
per la verità, lasciatemelo dire da persona che studia
da qualche tempo questi testi, non pare che questo riguardi direttamente la
figura di quel Jeshuu che salvò dalla morte come suo secondo miracolo il servo
molto amato da un centurione romano e che si preparò alla morte cenando col
discepolo che amava di più (Lazzaro!) mentre questo teneva la testa appoggiata
sul suo petto; per non dire che con lui, secondo un passo del Vangelo
secondo Marco che fu poi eliminato, aveva trascorso poco prima una
notte nudo con nudo, orribile a dirsi!
ma il passo è riportato, tra molte perplessità, da un
illustre cristiano del secondo secolo, e c’erano allora correnti cristiane che
giustificavano l’omosessualità, poi diventata di nuovo un abominio.
e, nella tradizione alla fine vincente del
cristianesimo, questo stesso orrore, che era degli ebrei, entrò a
caratterizzare la nuova religione: del resto di se stessi gli ebrei
raccontavano che, quando occuparono la Palestina, distrussero i templi pagani
dove donne e uomini esercitavano la prostituzione sacra come forma di onore
dedicata ai loro dei.
. . .
basterà un esempio solo fra i tanti:
7Così Sòdoma e Gomorra e le città vicine, che alla
stessa maniera si abbandonarono all’immoralità e seguirono vizi contro natura,
stanno subendo esemplarmente le pene di un fuoco eterno. 8Ugualmente
anche costoro, indotti dai loro sogni, contaminano il proprio corpo,
disprezzano il Signore e insultano gli angeli. Lettera di Giuda.
il cristianesimo stesso nasce dall’orrore per
l’omosessualità e per ogni altra forma di sessualità non destinata alla
procreazione matrimoniale.
forse è proprio questo l’elemento fondamentale e
veramente irriducibile che lo distingue dal paganesimo, che invece la
accettava, sia nel mondo greco, sia in quello latino, ma perfino nel mondo
germanico.
. . .
quindi, quando parliamo delle radici ebraico-cristiane
della cultura europea, di che cosa stiamo parlando se non dell’orrore per
l’omosessualità e ogni altra manifestazione sessuale, anche fra i due sessi,
che non serva a procreare?
e, allora, la chiesa cattolica sta lottando per se
stessa e per la sua stessa storia (rinunciando a storicizzarla e a
reinterpretarla, se possibile – ma non ne sono sicuro).
la sua è davvero una lotta per la vita: per la sua
vita.
compatiamola.
però leggete bene il titolo: non ho scritto Il
Vaticano è Sodoma; perché, sapete, la vita è beffarda e se una proibizione
diventa un’ossessione, è poi facile cascarci dentro.
ho avuto un amico, anni dopo, che a vent’anni andava
con una banda a picchiare i gay nei loro luoghi di ritrovo ed
è morto a cinquant’anni di aids dopo avere convissuto per
vent’anni col suo amante, che fece la stessa fine, ma almeno era sempre stato
buddista.
. . .
apprendo, a post finito, che Draghi ha detto alla
Camera che il nostro è uno stato laico, non è uno stato confessionale.
Quindi il Parlamento è libero di discutere”.
posso dirgli bravo, almeno, questa volta?
