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venerdì 26 settembre 2025

La critica va fatta a tempo, scrive il saggio cinese



bisogna disfarsi del brutto vizio di criticare dopo, continua Mao Tse Tung (sembra che parli di chi, solo adesso, dopo il genocidio a Gaza, dice che Israele ha un pochino esagerato)

di Francesco Masala

C’era una volta un popolo eletto, non si sa bene da chi. Chi legge Mauro Biglino (1) sa che nella Bibbia non si parla mai di dio, ma di un altro soggetto (Elohim), amante del Potere, dei Sacrifici animali (e umani), e del Genocidio.

 

Anche i paesi occidentali si sono eletti da loro stessi (si credono superiori, ed è conseguente che gli altri popoli sono inferiori, “esportavano” la civiltà, adesso esportano la democrazia) hanno ucciso, a partire dalla “scoperta” dell’America, decine o addirittura centinaia di milioni di esseri umani in tutto il mondo, portando la (loro) civiltà, fatta di genocidi, stragi, guerre, razzismo, sfruttamento, fra l’altro. I popoli dell’America, dell’Asia, dell’Africa sono stati invasi, sterminati, colonizzati, violentati, rapinati (2).

 

dio ci salvi dai popoli eletti!

 

Il governo italiano (e molti governi europei) ha creato il reato di antifascismo (3) e quello di palestinismo (4), senza mai fare ammenda delle immani tragedie causate dal fascismo a cui s’ispirano (5 e 6).

 

Forse non tutti sanno che i bersaglieri del Regno di Sardegna nel 1855 combatterono in Crimea (7) e che l’Italia, dal 1902 al 1943 ebbe in concessione un pezzo di Cina (7).

 

Il premier Merz, senza smentita di Meloni, (quella che piange perchè la Samud Flotilla è un complotto contro di lei), dice che Israele fa il lavoro sporco per noi (8). La strana coppia Merz-Meloni vorrà fare la guerra alla Russia, ancora più che adesso. Forse non sanno, magari a scuola in storia sono arrivati al 1938, che i loro predecessori, chiamati Führer e Duce, dopo la guerra intrapresa (e persa) contro l’Urss, hanno fatto una gran brutta fine. Della loro personale fine non ci interessa molto, il dramma è che trascinano i popoli nella miseria.

 

Alla fine, sotto la spinta dei propri popoli, molti stati europei hanno riconosciuto (o stanno per farlo) lo stato palestinese, naturalmente dovranno essere i paesi imperialisti e colonialisti e genocidi a decidere chi governerà la Palestina, e sottointeso, ma non troppo, Hamas deve sparire. Se qualcuno si è distratto in questi anni può capire come mai Hamas no e Isis sì, basta vedere come il capo dell’Isis in Siria, Al Golani, sia osannato dall’Occidente all’ONU, e non solo. È che l’Isis (Daesh) è sempre stato agli ordini dell’Occidente, una creatura degli Usa. Anche Hamas era al soldo di Israele, ma forse (9) qualcosa è andato storto (oppure no, dipende dai punti di vista).

 

A proposito di ONU, il coraggio dell’ONU sarebbe quello di dire (sarebbe bello se lo facesse un paese dei Brics), a prescindere dai paesi occidentali, che i confini di Israele sono quelli definiti dall’ONU nel 1948, , tutto il resto va restituito alla Palestina, che fonderà il proprio stato. Tutti i territori occupati da Israele vanno liberati, subito, sul modello della Libia che ha espulso gli italiani e dell’Algeria che ha espulso i francesi.

 

1 https://www.maurobiglino.com/perche-la-bibbia-non-parla-di-dio/

1 https://www.youtube.com/watch?v=nBohmulHYMA

2 https://markx7.blogspot.com/2022/07/exterminate-all-brutes-raoul-peck.html

3 https://www.lettera43.it/scala-loggionista-viva-italia-antifascista-identificato-digos-marco-vizzardelli/

4 https://www.pressenza.com/it/2025/09/arrestate-attiviste-di-ultima-generazione-in-sciopero-della-fame-per-gaza/

4 https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/09/16/foglio-di-via-agli-attivisti-puniti-per-aver-protestato-contro-i-militari-israeliani-in-sardegna-la-denuncia-di-avs/8128678/

5 https://www.labottegadelbarbieri.org/le-atrocita-di-mussolini-i-crimini-di-guerra-rimossi-dellitalia-fascista-michael-palumbo/

6 https://www.labottegadelbarbieri.org/debre-libanos-lo-sgozzatore-degli-etiopi-e/

6 https://www.labottegadelbarbieri.org/il-monumento-al-boia-graziani-e-ancora-li/

7 https://www.historiaregni.it/cavour-spiega-lintervento-in-crimea/

7 https://societageografica.net/wp/2020/09/16/storie-coloniali-la-concessione-italiana-di-tientsin/

8 https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/06/18/merz-iran-israele-lavoro-sporco-aggressore-aggredito/8031107/

9 https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-7_ottobre_2023_un_soldato_israeliano_rivela_uno_strano_ordine_per_annullare_le_pattuglie_di_confine_di_gaza/45289_62263/

martedì 16 settembre 2025

Perché la Bibbia non parla di Dio - Mauro Biglino

La questione fondamentale dell’Antico Testamento è data da questa domanda: quell’insieme di antichi testi parla veramente di Dio? Parla veramente del Dio spirituale, eterno, trascendente, onnipotente, onnisciente che la teologia ci descrive – e al quale ci chiede di credere – come se fosse una certezza assodata e documentata in quelle pagine?

I lettori attenti del cosiddetto Testo Sacro e gli studiosi liberi dai condizionamenti dogmatici sanno che la risposta è tutt’altro che univoca e che quel testo pone delle domande e dei dubbi che sono ineludibili.
In questo mare di dubbi, in qualità di traduttore di ebraico biblico, affermo con certezza che l’Antico Testamento parla degli Elohim e, in particolare, delle vicende in cui è coinvolto uno di loro, il cui nome è Yahweh.
Devo precisare che la lingua ebraica biblica non ha un termine che significhi Dio nel senso comunemente inteso e non ha quel termine perché non esisteva neppure il concetto sottostante.
Innanzitutto bisogna sapere che Elohim è un termine indiscutibilmente plurale e indica una schiera di individui a cui appartiene il protagonista della Bibbia, Yahweh: colui che le dottrine spiritualiste hanno impropriamente trasformato in “Dio”.

Ma chi erano questi Elohim?

Per potere comprendere l’insieme delle vicende narrate in quei testi provo a riassumere, nello spazio necessariamente breve degli articoli di una rivista, le caratteristiche fondamentali di questi personaggi.
Preciso che nessuno sa con certezza cosa volesse dire il termine Elohim che le correnti del pensiero religioso dogmatico traducono con la parola Dio. Quel vocabolo plurale viene tradotto in tutti i modi possibili proprio a causa della reale mancanza di conoscenza che lo circonda: i potenti, quelli dell’alto, i luminosi, i giudici, i legislatori… ma nessuno di questi termini, usato singolarmente, è in grado di definire con precisione questa parola.

Ancora in qualità di traduttore ufficiale dell’ebraico posso dire subito che gli Elohim biblici non erano Dio e tanto meno un essere unico, ma una pluralità di individui materiali, in carne e ossa; una molteplicità chiaramente e inequivocabilmente evidenziata in numerosissimi passi nell’Antico Testamento (Esodo 3,12 e segg.; Esodo 15,5 e segg.; Esodo 18,11 e segg.; Deuteronomio 6,14 e segg.; Deuteronomio 13,7 e segg.; Deuteronomio 32,17 e segg.; Geremia 7,18).

Gli Elohim rappresentavano una gerarchia militare che – su disposizioni del loro comandante che la Bibbia chiama Elyon (Deuteronomio 32, “quello che sta sopra, quello che comanda”) – ha suddiviso il pianeta in sfere di influenza, in governatorati in cui i popoli sono stati assegnati a Elohim singoli che la Bibbia chiama inequivocabilmente con il loro nome: Yahweh, Milkom, Kamosh, Dagon, Qosh….
Questa organizzazione di militari/scienziati/colonizzatori disponeva addirittura di accampamenti nelle zone di confine che presidiavano con le loro schiere (Genesi 32,1 e segg.) e combattevano tra di loro per il controllo dei territori (si vedano i libri di Giosuè, dei Giudici…).

Godevano di una vita molto lunga, molto più lunga di quella degli uomini, ma erano indubitabilmente mortali (Salmo 82), non erano eterni. Va detto che il termine “eternità” non esiste neppure nell’ebraico biblico. Il termine “olam” che viene tradotto con “eterno”, in realtà indica un “tempo di cui non si conosce la durata” per cui la vita di ciascuno di noi può essere definita con questa parola, infatti ogni nostra vita ha una durata “le-olam”, cioè dura “per un tempo che non conosciamo”.

Come molto ben descritto nei testi di Erich von Däniken, erano sul nostro pianeta per conseguire obiettivi molteplici e molto concreti: ricavarne materiali necessari al loro sviluppo tecnologico e forse anche alla sopravvivenza della loro civiltà nel pianeta di origine, intervenire nel processo evolutivo delle specie viventi (l’uomo in particolare) e controllarne periodicamente lo sviluppo. Forse questo è anche il motivo per il quale alcuni non se ne sono andati e comunque, nel passato, hanno sempre promesso che sarebbero ritornati.

Viaggiavano su macchine volanti definite nella Bibbia ruach, kavod, merkavah, keruvim, alle quali sono state dedicate attente e particolareggiate analisi in numerosi capitoli dei libri di von Däniken e nei lavori dell’autore del presente articolo.
Disponevano di armi di distruzione spaventose, come quelle utilizzate nella distruzione di Sodoma e Gomorra, due città che stavano passando da una alleanza militare ad un’altra e quindi non ubbidivano più agli ordini di Yahweh (Deuteronomio 29, 23-25).

 

Nella Bibbia gli Elohim non sono mai considerati “dèi”: in origine erano oggetto di timoroso rispetto e sottomissione a causa del loro grande potere, garantito dalla tecnologia di cui disponevano e che incuteva terrore. Alcuni di loro erano temuti anche per la loro crudeltà, una caratteristica di cui l’Antico Testamento costituisce una testimonianza inequivocabile: Yahweh, definito Ish milchama, “Il Guerriero” (Esodo 15,3), non si faceva scrupolo di ordinare stermini veri e propri di persone inermi (si legga a questo proposito anche solo il libro di Giosuè).

Ma, per fortuna, nei racconti dei popoli di tutti i continenti (dall’India alla Grecia, dalla Cina alle Americhe…) veniamo a sapere che tra di loro c’era anche chi si occupava di arte, scrittura, musica, architettura, agricoltura, allevamento, amministrazione. Sono inoltre gli stessi racconti che ci narrano, nella sostanza, le vicende che coinvolgono i figli delle stelle conosciuti nelle storie di tutti i continenti del pianeta.

Gli Elohim biblici non si occupavano di temi quali la religione nel senso moderno del termine: il cosiddetto Dio biblico non ha mai preso in considerazione l’idea dell’aldilà; tutte le promesse e minacce che rivolgeva al suo popolo si riferivano sempre ed esclusivamente a questa vita. Precisiamo che l’Antico Testamento scrive con una chiarezza non equivocabile che Yahweh si occupava esclusivamente della famiglia di Giacobbe e dei suoi discendenti (gli Israeliti) mentre l’umanità non faceva parte della sua sfera di interessi anche perché non gli era stata assegnata dal comandante Elyon (Deuteronomio 32).

Gli Elohim avevano come obiettivo fondamentale la definizione di strutture di potere distribuite nei vari territori sui quali poi si sono sviluppate le diverse civiltà e, a questo scopo, si spostavano alla ricerca di terre e di genti da cui farsi servire (Deuteronomio 32,17 e segg.).
Induisti, Greci, Cinesi, Maya… ci raccontano quelle stesse vicende e anche Platone ricorda nei suoi Dialoghi la divisione dei popoli fatta tra i vari cosiddetti dèi.

Conoscevano le leggi della natura, del cosmo e le trasmettevano soltanto ai loro fedeli seguaci, dando così avvio alle caste dei re/governatori/sacerdoti, i cosiddetti “iniziati” alla conoscenza. Questo sapere era però squisitamente scientifico, concreto, tecnologico, medico, materiale, ossia utile alla quotidianità dei loro governati o alle loro specifiche esigenze di viaggiatori dello spazio e colonizzatori.

Gli Elohim erano al contempo legislatori (dettavano regole e norme in piena autonomia decisionale); erano governanti, ministri che curavano i molteplici aspetti del potere (facevano applicare le leggi direttamente o attraverso loro delegati, come i biblici Mosè, Jetro, suo suocero, Aronne, Giosuè, Davide, Salomone ecc.); erano giudici (verificavano il rispetto delle leggi, comminavano ed esegui-vano, o facevano eseguire, pene e punizioni).

Erano nettamente distinti dagli Adam e la distinzione netta e chiara è documentata, tra i tanti, da elementi come i seguenti:

1

Gli Elohim “fecero” gli Adam (Genesi 1) attraverso interventi di ingegneria genetica finalizzati a produrre esseri capaci di capire ed eseguire ordini e lavorare, per loro, nella ricerca e scavo di minerali di cui il pianeta Terra è ricco e nella conduzione dei loro laboratori (Gan-Eden: sempre erroneamente tradotto come Paradiso terrestre ma che significa “territorio recintato e protetto posto in Eden”) in cui effettuavano esperimenti e studi per la produzione di cibo sia vegetale che animale (Genesi 2).
A proposito del verbo che abbiamo qui usato, “fecero”, bisogna ricordare che nell’ebraico biblico non esiste il verbo che indica il “creare” inteso come creare dal nulla: “bara” significa semplicemente intervenire in una situazione già presente per modificarla ed è proprio ciò che fecero con l’ingegneria genetica e la clonazione, come è chiaramente descritto nelle modalità con cui produssero Eva: anestesia, prelievo di cellule, sutura della ferita chirurgica sul lato (non costola) del corpo di Adamo e generazione di Eva, la femmina adatta a lui (Genesi 2).

2

Gli Elohim “si unirono” con le femmine Adam (Genesi 6) allo scopo di avere una progenie che poi scatenò le ire dei comandanti che si videro costretti ad eliminarla. I rapporti sessuali erano possibili proprio perché gli adamiti erano stati “fatti” utilizzando DNA degli Elohim che nella Bibbia è indicato con il termine “tzelem” (elemento materiale che contiene l’immagine e che può essere prelevato dal corpo: come dicono i dizionari di ebraico biblico).
La teologia da secoli ci dice che Yahweh è il Dio padre onnipotente, creatore dei cieli e della terra, ma questa affermazione è in totale contrasto con quanto scritto nell’Antico Testamento.

Il presunto Dio della Bibbia.

Yahweh, lungi dall’essere il “Dio” unico e trascendente, era semplicemente uno degli Elohim: quello a cui, come già accennato sopra, era stato affidato il compito di governare su un territorio definito e su una porzione di una famiglia, quella di Giacobbe (Deuteronomio 32,8), mentre altre parti della stessa famiglia abramitica furono affidate ai suoi colleghi/rivali che la Bibbia conosce e nomina: in particolare Kamosh e Milkom (Giudici 11,24; 1 Re 11,7) che errano due suoi diretti avversari che si occupavano di altre famiglie, sempre discendenti da Abramo, Moabiti e Ammoniti.

Yahweh aveva costantemente timore che il suo popolo si rivolgesse ad altri Elohim (si possono vedere a questo proposito gli innumerevoli capitoli presenti in molti dei libri dell’Antico Testamento (Genesi 31, Esodo 15, Esodo 18, Esodo 20, Deuteronomio 6, Deuteronomio 7, Deute- ronomio 13, Deuteronomio 32, ecc.) e si presentava sempre come un Elohim (EL al singolare) “geloso” dei suoi avversari.
Ad ulteriore conferma di quanto detto, la Bibbia afferma chiaramente che il popolo poteva “scegliere” tra Yahweh e altri Elohim (Giosuè 24 e molti altri passi).
Il termine Yahweh, inoltre, compare nella Bibbia in un periodo storico in cui non esisteva ancora alcuna traccia scritta di quella che sarà poi la lingua ebraica, quindi non sappiamo in che lingua sia stato pronunciato in origine quel nome. Le consonanti che lo compongono (iod, he, vav, he) sono state messe per iscritto circa 3-4 secoli dopo essere state pronunciate e i suoni vocalici sono stati inseriti nei testi circa 1600-1700 anni dopo: quindi è pressoché impossibile attribuirgli un significato coerente e documentato. Inoltre quel nome è stato vocalizzato centinaia di volte anche come Yehowah dagli stessi redattori ebrei della Bibbia.

Questi sono solo alcuni degli aspetti che emergono da una traduzione letterale dell’Antico Testamento e da una lettura attenta: li abbiamo trattati in una sintesi estrema al solo scopo di evidenziare come le certezze dottrinarie che sono state tramandate non siano assolutamente tali.

Precisiamo infine che, quando diciamo che l’Antico Testamento non parla di Dio, non intendo affermare che Dio non esiste ma solo che quel libro non ne parla in quanto ci racconta della storia concreta del rapporto tra il popolo di Israele e il suo governatore: Yahweh, uno dei tanti Elohim.

da qui



venerdì 17 gennaio 2025

Il numero degli uccisi - Giorgio Agamben

 

Sempre di nuovo occorre meditare il passo dell’Apocalisse (6,9-11) in cui si legge: «E quando (l’agnello) aprì il quinto sigillo, vidi sotto l’altare le anime degli sgozzati a causa della parola di Dio e della testimonianza che avevano reso. E gridarono a gran voce dicendo: “fino a quando, o signore santo e verace, non compi il giudizio e non vendichi il nostro sangue su coloro che abitano sulla terra?” E fu data a ciascuno di loro una veste bianca e fu detto loro che avrebbero indugiato ancora per poco tempo, fino a che non fosse completato il numero dei loro conservi e fratelli, che debbono essere uccisi come loro».
La storia non finirà e il giudizio finale non sarà pronunciato finché non sarà completato il numero dei giusti uccisi. È forse questo che sta avvenendo intorno a noi? E quanto altri giusti dovranno essere uccisi, come ogni giorno li vediamo morire? Certo la storia è storia di guerre, morti e uccisioni. Ma il senso dell’apertura del quinto sigillo non è che, nel tempo che stiamo vivendo, noi dobbiamo aspettare inerti che sia completato il numero degli uccisi. Anche se i giornali non fanno che contarli ogni giorno, noi ignoriamo quale sia questo numero, come ignoriamo quando avverrà il giudizio e se mai avverrà. Noi viviamo in un tempo intermedio e, come coloro che sono stati sgozzati, dobbiamo testimoniare di quello che vediamo e di quello in cui crediamo. Non altro è il nostro compito prima che sia completato il numero degli uccisi.

da qui

giovedì 7 dicembre 2023

La Bibbia è un libro dell’orrore?

 Francesco Masala vi invita a leggere ed ascoltare Mauro Biglino

Quando l’assassino primo ministro israeliano Netanyahu giustifica le sue decisioni, quelle dell’esercito (e dei coloni) con le parole scritte in un libro di tremila anni fa ti viene la curiosità di capire qualcosa in più, Mauro Biglino spiega che quel libro è un libro pieno di violenza senza pietà (ed è tutto scritto).

In realtà l’Impero del Bene e l’afflato messianico del blocco occidentale hanno le stesse radici. Uccidere, violentare, rapinare, sterminare, colonizzare, terrorizzare sono strumenti del Bene, a qualsiasi prezzo. 

Netanyahu sarà un bastardo, ma è il nostro bastardo – Francesco Masala

 

 

Bibbia e Sangue – Mauro Biglino


 

 I SALMI SONO CANTI DI GUERRA – MAURO BIGLINO

 


 

La guerra santa


 

Gaza e il ritorno degli Elohim


 

Gaza ai tempi della bibbia


 

mercoledì 23 giugno 2021

il Vaticano e Sodoma – bortocal


non è soltanto vero che si deve parlare come si mangia; come si parla rivela anche come si mangia.

e come si mangia allora in Vaticano? come si parla…

porge distinti ossequi, all’Ecc.ma Ambasciata, ha l’onore di fare riferimento, si avvale della circostanza per rinnovare i sensi della sua alta considerazione.

ma come osano parlare di sensi costoro che hanno giurato di essere casti?

lo spagnolesco fra noi.

il testo della lettera del Vaticano sul Disegno di Legge Zan è questo e fa rabbrividire.

. . .

La Segreteria di Stato, sezione per i Rapporti con gli Stati, porge distinti ossequi all’Ecc.ma Ambasciata d’Italia e ha l’onore di fare riferimento al disegno di legge N.2005, recante «misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità», il cui testo è stato già approvato dalla Camera dei Deputati il 4 novembre 2020 ed è attualmente all’esame del Senato della Repubblica.

Al riguardo la Segreteria di Stato rileva che alcuni contenuti dell’iniziativa legislativa — particolarmente nella parte in cui si stabilisce la criminalizzazione delle condotte discriminatorie per motivi «fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere» — avrebbero l’effetto di incidere negativamente sulle libertà assicurate alla Chiesa cattolica e ai suoi fedeli dal vigente regime concordatario. Ci sono espressioni della Sacra Scrittura e delle tradizioni ecclesiastiche del magistero autentico del Papa e dei vescovi, che considerano la differenza sessuale, secondo una prospettiva antropologica che la Chiesa cattolica non ritiene disponibile perché derivata dalla stessa Rivelazione divina.

Tale prospettiva è infatti garantita dall’Accordo tra la Santa Sede e la Repubblica italiana di Revisione del concordato lateranense, sottoscritto il 18 febbraio 1984. Nello specifico, all’articolo 2, comma 1, si afferma che «la Repubblica italiana riconosce alla Chiesa cattolica la piena libertà di svolgere la sua missione pastorale, educativa e caritativa, di evangelizzazione e di santificazione. In particolare è assicurata alla Chiesa la libertà di organizzazione, di pubblico esercizio del culto, di esercizio del magistero e del ministero spirituale, nonché della giurisdizione in materia ecclesiastica». All’articolo 2, comma 3, si afferma ancora che «è garantita ai cattolici e alle loro associazioni e organizzazioni la piena libertà di riunione e di manifestazione del pensiero, con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione».

La Segreteria di Stato auspica pertanto che la Parte italiana possa tenere in debita considerazione le suddette argomentazioni e trovare una diversa modulazione del testo normativo in base agli accordi che regolano i rapporti tra Stato e Chiesa e ai quali la stessa Costituzione Repubblicana riserva una speciale menzione.
La Segreteria di Stato, Sezione per i Rapporti con gli Stati, si avvale della circostanza per rinnovare all’Ecc.ma Ambasciata d’Italia i sensi della sua alta considerazione.

Dal Vaticano, 17 giugno 2021.

. . .

il testo originale è molto peggiore delle anticipazioni circolate ieri sulla stampa: non ci sono riserve sulla Giornata contro l’o­mofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia (discutibile, ma per diversi, anzi opposti motivi) né un tentativo di tutela delle cosiddette scuole cattoliche.

peggio, molto peggio, e inevitabilmente peggio: è il concetto di base del disegno di legge Zan che non può essere accettato, proprio quello che comunque lo giustifica, aldilà degli errori evidenti che contiene (a mio giudizio).

qualcuno che si ricorda che papa Bergoglio è un gesuita arriva a supporre che questa lettera sconsiderata è in realtà una mossa ben calcolata a favore di una levata di scudi che porti all’approvazione della legge; ma io non ci credo.

la Chiesa pensa davvero che coloro che esercitano comportamenti sessuali non allineati con le prescrizioni della Chiesa devono continuare ad essere discriminati, additati al pubblico disprezzo e maltrattati, per non dire puniti.

perché ci sono espressioni della Sacra Scrittura e delle tradizioni ecclesiastiche del magistero autentico del Papa e dei vescovi, che considerano la differenza sessuale, secondo una prospettiva antropologica che la Chiesa cattolica non ritiene disponibile perché derivata dalla stessa Rivelazione divina.

. . .

ovviamente, al momento, nessuno di noi ritiene che tali espressioni ricadano nei comportamenti puniti dalla legge, perché sono semplicemente punti di vista, non istigazioni dirette alla violenza capaci di produrre effetti concreti (e la legge si occupa soltanto di punire questi).

anzi, la loro divulgazione non può che far bene, perché in realtà sono poco conosciuti, ed è bene che si senta la puzza di retrivo e di marcio che esce da queste vetuste parole putrefatte.

perché come negare che la Chiesa considera Rivelazione divina frasi come quelle che ora citerò? come negare la costante linea di negazione di ogni sessualità non finalizzata alla procreazione che attraversa la Bibbia ebraica?

la parola stessa sodomia nasce dalla Bibbia ebraica e dalla distruzione della città in punizione dei comportamenti di alcuni abitanti, là dove il pio e santo seguace di Jahvé, Lot, offre agli infoiati concittadini le due figlie vergini, purché risparmino gli ospiti (Genesi, 19) – che sono poi angeli mandati da Jahvé, giusto per avere un pretesto per la distruzione della città i cui abitanti peccavano molto (Genesi, 13).

20 Disse allora il Signore: «Il grido di Sòdoma e Gomorra è troppo grande e il loro peccato è molto grave. 21 Voglio scendere a vedere se proprio hanno fatto tutto il male di cui è giunto il grido fino a me; lo voglio sapere!».

e lo sa bene, perché dopo che Lot è fuggito dalla città, messo in guardia dagli angeli, 24 […] il Signore fece piovere dal cielo sopra Sòdoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco provenienti dal Signore. 25Distrusse queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti delle città e la vegetazione del suolo. 26Ora la moglie di Lot guardò indietro e divenne una statua di sale. 27Abramo andò di buon mattino al luogo dove si era fermato alla presenza del Signore; 28contemplò dall’alto Sòdoma e Gomorra e tutta la distesa della valle e vide che un fumo saliva dalla terra, come il fumo di una fornace.

. . .

ma fino a qui siamo ad un racconto mitico; ma che dire delle prescrizioni legali e religiose assieme contenute nel libro Levitico?

“Se un uomo giace con un maschio come fa con una donna, hanno commesso tutti e due un abominio: saranno messi a morte entrambi. Il loro sangue ricadrà su di loro” 20, 13.

non c’è discussione possibile.

15L’uomo che si accoppia con una bestia dovrà essere messo a morte; dovrete uccidere anche la bestia. 16Se una donna si accosta a una bestia per accoppiarsi con essa, ucciderai la donna e la bestia; tutte e due dovranno essere messe a morte: il loro sangue ricadrà su di loro.

ma neppure questo basta; in questo stesso libro, che rappresenta una specie di codice penale per estratto, sta scritto:

10 Se uno commette adulterio con la moglie del suo prossimo, l’adultero e l’adultera dovranno esser messi a morte.

18Se uno ha un rapporto con una donna durante le sue mestruazioni e ne scopre la nudità, quel tale ha scoperto il flusso di lei e lei ha scoperto il flusso del proprio sangue; perciò tutti e due saranno eliminati dal loro popolo.

ma il vero problema sta nel fatto che la chiesa non pensa certo più di punire l’adulterio con l’uccisione degli adulteri, da sempre, direi; e addirittura oggi consiglia i rapporti sessuali durante le mestruazioni, come forma di controllo delle nascite; ma allora perché non ha trovato assurdo punire col rogo i sodomiti scoperti sul fatto, per secoli e secoli?

e ancora oggi sente di non poter abbandonare l’orrore per i comportamenti sessuali non conformi alle sue norme morali, che è diventato poi, semplicemente, orrore per il sesso e per le emozioni sessuali?

. . .

per la verità, lasciatemelo dire da persona che studia da qualche tempo questi testi, non pare che questo riguardi direttamente la figura di quel Jeshuu che salvò dalla morte come suo secondo miracolo il servo molto amato da un centurione romano e che si preparò alla morte cenando col discepolo che amava di più (Lazzaro!) mentre questo teneva la testa appoggiata sul suo petto; per non dire che con lui, secondo un passo del Vangelo secondo Marco che fu poi eliminato, aveva trascorso poco prima una notte nudo con nudo, orribile a dirsi!

ma il passo è riportato, tra molte perplessità, da un illustre cristiano del secondo secolo, e c’erano allora correnti cristiane che giustificavano l’omosessualità, poi diventata di nuovo un abominio.

e, nella tradizione alla fine vincente del cristianesimo, questo stesso orrore, che era degli ebrei, entrò a caratterizzare la nuova religione: del resto di se stessi gli ebrei raccontavano che, quando occuparono la Palestina, distrussero i templi pagani dove donne e uomini esercitavano la prostituzione sacra come forma di onore dedicata ai loro dei.

. . .

basterà un esempio solo fra i tanti:

7Così Sòdoma e Gomorra e le città vicine, che alla stessa maniera si abbandonarono all’immoralità e seguirono vizi contro natura, stanno subendo esemplarmente le pene di un fuoco eterno. 8Ugualmente anche costoro, indotti dai loro sogni, contaminano il proprio corpo, disprezzano il Signore e insultano gli angeli. Lettera di Giuda.

il cristianesimo stesso nasce dall’orrore per l’omosessualità e per ogni altra forma di sessualità non destinata alla procreazione matrimoniale.

forse è proprio questo l’elemento fondamentale e veramente irriducibile che lo distingue dal paganesimo, che invece la accettava, sia nel mondo greco, sia in quello latino, ma perfino nel mondo germanico.

. . .

quindi, quando parliamo delle radici ebraico-cristiane della cultura europea, di che cosa stiamo parlando se non dell’orrore per l’omosessualità e ogni altra manifestazione sessuale, anche fra i due sessi, che non serva a procreare?

e, allora, la chiesa cattolica sta lottando per se stessa e per la sua stessa storia (rinunciando a storicizzarla e a reinterpretarla, se possibile – ma non ne sono sicuro).

la sua è davvero una lotta per la vita: per la sua vita.

compatiamola.

però leggete bene il titolo: non ho scritto Il Vaticano è Sodoma; perché, sapete, la vita è beffarda e se una proibizione diventa un’ossessione, è poi facile cascarci dentro.

ho avuto un amico, anni dopo, che a vent’anni andava con una banda a picchiare i gay nei loro luoghi di ritrovo ed è morto a cinquant’anni di aids dopo avere convissuto per vent’anni col suo amante, che fece la stessa fine, ma almeno era sempre stato buddista.

. . .

apprendo, a post finito, che Draghi ha detto alla Camera che il nostro è uno stato laico, non è uno stato confessionale. Quindi il Parlamento è libero di discutere”.

posso dirgli bravo, almeno, questa volta?

da qui

martedì 14 maggio 2019

Ubuntu. Io sono perché noi siamo - Alex Zanotelli



Pochi libri ci aiutano a leggere la realtà come il libro dell’Apocalisse, un libro che non ha nulla a che fare con la fine del mondo, come purtroppo è stata interpretata attraverso i secoli. Il libro dell’Apocalisse è stato scritto da un profeta cristiano alla fine del primo secolo, per aiutare le comunità cristiane dell’Asia Minore a leggere con occhi critici l’Impero Romano, nel suo momento di massima gloria e potenza. Il profeta invita le piccole comunità cristiane a non lasciarsi affascinare dallo splendore dell’Impero, ma a leggerlo criticamente.
Il profeta può fare questa lettura critica perché lo legge, partendo da Gesù, crocifisso dall’Impero e da tutte le persone crocifisse nell’Impero Romano. Un Impero, quello romano che permetteva a pochi romani (5%) di calpestare il 95% della popolazione, in buona parte costituita da schiavi o ex-schiavi. Il profeta fa questa critica utilizzando l’immaginario dei quattro cavalieri dell’Apocalisse che rappresentano le forze oppressive all’interno dell’Impero. Il cavallo bianco rappresenta un Impero vittorioso nelle sue guerre. La sua vittoria però è la vittoria della violenza politica (cavallo rosso), dell’oppressione economica (cavallo nero) e della morte (cavallo verdastro). Chi fa quest’analisi è un esiliato nell’isola di Patmos a causa della ‘Parola di Dio’ e della ‘testimonianza di Gesù’! Per fare questa analisi il profeta ha dovuto utilizzare il ‘codice’: un linguaggio che solo la comunità a cui si rivolgeva poteva capire.
Se l’Apocalisse fosse caduta nelle mani dei servizi segreti romani non avrebbero capito nulla. La letteratura apocalittica è sovversiva ma in ‘codice’. E’ incredibile come un profeta abbia letto l’Impero Romano in maniera così dura. Lo ha potuto fare perché ha letto l’Impero partendo dagli impoveriti, dai vinti, dai crocifissi.
Dobbiamo sempre chiederci da dove leggiamo i sistemi entro cui viviamo. Se oggi leggiamo il nostro Sistema da Manhattan, non possiamo che rimanerne ammirati. Ma se lo leggiamo da una baraccopoli africana come Korogocho, dove sono vissuto per 12 anni, la leggeranno in ben altra maniera: e cioè, come un Impero mondiale vittorioso che impoverisce i più e affama, uccide con guerre sanguinose e violenta il Pianeta Terra (Gaia).
Oggi viviamo dentro un Impero economico-finanziario, anzi più finanziario che economico: infatti sono le banche a governare il mondo. Questo poi permette a sempre meno persone di possedere ricchezze. OXFAM afferma che gli otto uomini più ricchi al mondo hanno tanto quanto 3.6 miliardi di persone più povere. E l’1% della popolazione mondiale ha più del 99% della stessa.
Questo Sistema economico-finanziario permette poi al 10% della popolazione mondiale di consumare il 90% dei beni prodotti. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: tre miliardi di persone costrette a vivere con due dollari al giorno, e un miliardo che soffre la fame e trenta milioni di morti per fame all’anno. “Questa economia uccide”, afferma Papa Francesco nell’enciclica Evangelii Gaudium.
Tutto questo Sistema regge perché chi ha e sta bene, e per chi è armato fino ai denti. le armi proteggono i privilegi e  lo sfruttamento. Ogni giorno infatti ben 4.5 miliardi di dollari vengono spesi in armi. Gli USA da soli spenderanno nei prossimi anni mille miliardi di dollari per rinnovare il proprio armamentario nucleare: la bomba atomica è la Regina del terrore.
Il problema è che questo sistema economico-finanziario militarizzato sta talmente depredando le risorse del Pianeta che ci sta saltando l’Eco-sistema. Questo Sistema infatti emette nell’atmosfera trenta miliardi di tonnellate di anidride carbonica che creano l’effetto serra con il conseguente surriscaldamento. Se continueremo su questa strada, gli scienziati dell’ONU ci dicono che rischiamo a fine secolo dai 3,5° ai 5,5° gradi centigradi in più.
Sarebbe una catastrofe per il Pianeta e per l’Homo Sapiens, che purtroppo è diventato Homo demens,come dice lo psichiatra Vittorino Andreoli che nel suo ultimo libro denuncia l’attuale involuzione della civiltà, da “homo sapiens sapiens ad homo demens demens”. Il nostro infatti è un Sistema che ammazza per fame, ammazza per guerre e uccide il Pianeta vivente (Gaia), rivelandosi  un Sistema di morte.

Se il profeta dell’Apocalisse aveva definito l’Impero Romano una Bestia orrenda, un mostro, non so come descriverebbe un Sistema come il nostro, ben più bestiale di quello di Roma. Un grande profeta del nostro tempo, il vescovo brasiliano Pedro Casaldaliga così descrive il nostro Sistema: “La blasfemia dei nostri giorni, l’eresia suprema, che finisce per essere  la macroidolatria del mercato globale e del dio denaro. L’insensibilità delle religioni di fronte alla macro-ingiustizia istituzionalizzata oggi nel neoliberismo, che è peccato mortale, omicida e suicida. Perché il neoliberismo esclude e discrimina l’immensa maggioranza dell’umanità. Questo è il peccato del mondo e può essere il peccato della Chiesa.”
L’analisi che fa il vescovo Pedro Casaldaliga, è simile a quella del profeta dell’Apocalisse per le prime comunità cristiane: ci fa leggere la realtà del nostro sistema economico-finanziario con altri occhi. E’ quello che ci aiutano a fare gli autori di questo volume, a leggere la realtà con altri occhi. Un noto scrittore keniano Ngugi O’ Thiongo chiama questo percorso “decolonizzare la mente.”Significa mettere in crisi la maniera in cui abbiamo continuato a guardare al Continente Africa.
Trovo questo libro molto bello, in particolare lo sono due capitoli: ”I mali dell’Africa” e “Aiutiamoli a casa loro: la menzogna più ipocrita e crudele” .Per me questo libro è stato una boccata d’ossigeno in questo momento di razzismo e xenofobia rampante in Europa e in Italia, così ben espressa dall’attuale ministro degli Interni Salvini e da molti dei suoi omologhi europei. E’ una sfida enorme quella che ci sta davanti: o riusciremo a riconoscere l’Altro come una ricchezza, proprio perché diverso da me o saremo destinati a sbranarci vicendevolmente: e questo inizio di cambiamento evolutivo ed etico è quello studiato dagli Autori.
E’ quello che in Africa chiamiamo Ubuntu: io sono perché noi siamo. Un concetto così ben espresso dal vescovo di Oran (Algeria) Pierre Claverie , ucciso nel 1996 :”Non c’è umanità se non al plurale e quando pretendiamo di possedere la verità o di parlare a nome dell’umanità, cadiamo nel totalitarismo o nell’esclusione.”