Visualizzazione post con etichetta Caparezza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Caparezza. Mostra tutti i post

sabato 2 giugno 2018

un video in cui appare il nuovo ministro della (non pubblica) istruzione



è strano che quando le scuole non pubbliche battono cassa urlano a gran voce che loro svolgono un ruolo (di interesse) pubblico.


giovedì 22 marzo 2018

Un appello a sostegno del pm Enrico Zucca


Da tempo ci occupiamo a vario titolo della tortura praticata in Italia e delle risposte offerte dallo Stato e perciò crediamo che Enrico Zucca, nel suo intervento di ieri a un convegno a Genova, abbia espresso una verità che ci trova pienamente concordi. La risposta delle istituzioni alle torture compiute su decine e decine di persone nelle giornate del G8 di Genova del 2001 è stata gravemente inadeguata e ha tradito largamente lo spirito e la lettera delle sentenze di condanna contro l’Italia inflitte dalla Corte europea per i diritti umani per i casi Diaz e Bolzaneto.
Sono state disattese sia le indicazioni sulle misure necessarie a prevenire nuovi abusi (vedi la contorta e inapplicabile legge dell’estate scorsa e la mancata introduzione dei codici di riconoscimento sulle divise), sia le prescrizioni circa la necessaria rimozione dei funzionari condannati in via definitiva (abbiamo invece avuto protezioni, promozioni, inopinati ritorni al vertice). Solo rispettando simili indicazioni è possibile tutelare la dignità e credibilità delle forze di polizia, sia sul piano interno sia su quello internazionale. Enrico Zucca ha detto una semplice quanto sacrosanta verità, che sottoscriviamo.
Enrica Bartesaghi, presidente Comitato Verità e Giustizia per Genova
Lorenzo Guadagnucci, comitato Verità e giustizia per Genova
Michele Passione, avvocato del foro di Firenze
Donatella Di Cesare, Università di Roma La Sapienza, autrice di “Tortura”
Roberto Settembre, giudice di Corte d’appello nel processo Bolzaneto
Marina Lalatta, Università di Bologna, autrice di “Il silenzio della tortura”
Marialuisa Menegatto, Università di Padova, autore di “Violenza e democrazia”
Vittorio Agnoletto, già portavoce del Genova Social Forum
Adriano Zamperini, Università di Padova, autore di “Violenza e democrazia”

Stefania Amato, avvocato del foro di Brescia
la redazione di Altreconomia
Wu Ming - scrittori

per aderire scrivere ad appellozucca@altreconomia.it
da qui



mercoledì 1 giugno 2016

quattro canzoni su Van Gogh



qui il testo in italiano:


VINCENT

Stellata notte di stelle,
il pennello intingi nel grigio e nel blu,
affacciati a un giorno d’estate
con occhi che conoscono l’oscurità della mia anima.
Ombre sulle colline
abbozzano alberi e narcisi,
rapiscono la brezza e il freddo dell’inverno
nei colori sul biancore della neve d’attorno.

Solo ora capisco cosa cercavi di dirmi
e quanto soffrivi sapendo d’aver ragione
e come cercavi di liberarli.
Ma loro non ascoltavano, non sapevano proprio come.
Forse ascolteranno ora.

Stellata notte di stelle,
fiammeggianti fiori, luccichio che sfavilla
e nubi impazzite d’una foschia violetta
si riflettono negl’occhi di cielo-china di Vincent.
Colori cangianti,
aurore nei campi di grano a maturare,
facce consunte e dal dolore segnate
si riscattano sotto l’amorosa mano del pittore.

No, non sapevano amarti loro,
nonostante il tuo amore così vero,
e quando non ci fu più ombra di speranza
in quella notte di stelle…
in quella notte di stelle
ti sei tolto la vita come spesso fanno gli amanti.
Ma avrei voluto dirti, Vincent,
che questo mondo non era adatto
a un uomo così tanto bello, come te.

Stellata notte di stelle,
ritratti appesi in stanze deserte,
volti senza cornice su anonime pareti,
coi loro occhi scrutano il mondo e non dimenticano.
Uguale agli sconosciuti che hai incontrato,
poveri vagabondi vestiti di stracci,
una spina d’argento d’una rosa insanguinata
in frantumi giace sulla vergine neve.

Solo ora credo di capire cosa cercavi di dirmi
e quanto soffrivi sapendo d’aver ragione
e come cercavi di liberarli.
Ma loro non ascoltavano, non ascoltano ancora,
e forse mai lo faranno...





sabato 11 aprile 2015

il diavolo si nasconde nei dettagli

Il 9-3-2015 appare l’Ordinanza n.7, prot.150, del Miur, a firma del ministro Giannini, che indice le elezioni del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI),ex CNPI.
Si tratta di un organismo a livello nazionale, con alcuni componenti nominati e altri eletti, da liste presentate dai vari sindacati, a livello nazionale.
All’art.29, al c.3 si legge che è consentito lo svolgimento di riunioni nelle scuole nelle ultime due ore di lezione o di servizio, e al c.4, si legge: “Le riunioni di propaganda elettorale sono riservate al corpo elettorale appartenente alle scuole ove la riunione si svolge”.
Traduzione: per delle elezioni (scolastiche) su base nazionale si possono svolgere delle assemblee elettorali nelle singole scuole, e potranno partecipare solo gli elettori di quella scuola, come se alle elezioni (politiche) nazionali ci fosse la possibilità di svolgere assemblee elettorali, destinate solo agli elettori di un seggio elettorale.
Uno si chiede chi scrive quelle porcherie e come mai un ministro firma una cosa così (un professore di diritto, o lo Snoopy del mio diario quando ero alle scuole medie, si chiederebbe: cui prodest?)
Poi, sempre a quell’uno, capita di leggere una comunicazione dell’USR della Sardegna (qui) nella quale si vieta ai Cobas di svolgere assemblee territoriali in una scuola aperta a lavoratori di altre scuole e si chiede ai dirigenti di non concedere l’uso delle scuole per finalità sovversive.
Il giorno prima delle elezioni in MIUR dirà che è stato un errore materiale, o fra qualche mese qualche giudice dirà che un’ordinanza non può andare contro le norme generali, ma tanto, come canta Caparezza, “chi se ne frega”.
Poi quell’uno si ricorda che nel gennaio del 2014 una sentenza della Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la legge elettorale che ha permesso di eleggere questo Parlamento, che ha votato questo Governo, che comprende fra i ministri quello del MIUR, che firma l’ Ordinanza n.7, prot.150, 9-3-2015.