mercoledì 17 aprile 2019

Trump usa il 9/11 per aizzare l’America contro Ilhan Omar




Stati uniti. Minacce di morte in aumento per la deputata dem dopo i tweet del presidente e una prima pagina del «New York Post». Anche la «terrorista interna» Ocasio-Cortez nel mirino

La congresswoman di origine somala Ilha Omar a Washington - Marina Catucci

Ilhan Omar, deputata di sinistra, musulmana di origine somala, ha denunciato un aumento delle minacce di morte da quando Donald Trump ha postato un video su Twitter con immagini degli attentati del 9/11 montati con stralci di un discorso dove Omar ha detto che il Consiglio sulle relazioni islamo-americane «è stato fondato dopo l’11 settembre perché hanno riconosciuto che alcune persone hanno fatto qualcosa e che tutti noi abbiamo iniziato ad accedere alle libertà civili», accusandola cosí di minimizzare gli attacchi terroristici.
OMAR, CHE RICEVE MINACCE di morte sin dalla campagna elettorale per le elezioni di midterm, ha accusato Trump di incoraggiare la violenza della destra estrema e, su Twitter, ha ringraziato la speaker della Camera, Nancy Pelosi, per aver dato maggior protezione a lei, alla sua famiglia e ai suoi collaboratori, da parte di polizia e Fbi. Ciò che si teme sono attacchi da parte di attivisti di estrema destra, o di gruppi islamofobi fedeli a Trump e che da tempo l’hanno giurata alla deputata musulmana, o il gesto di uno squilibrato armato.
I primi a dare solidarietà a Omar sono stati Bernie Sanders ed Elizabeth Warren, poi a uno a uno tutti i rappresentanti dei democratici, la Women’s March e le organizzazioni che si oppongono a questo regime politico razzista.
Il giorno seguente il tweet di Trump il New York Post, unico giornale ad aver dato l’endorsement al tycoon, ha pubblicato in prima pagina una fotografia delle Twin Towers in fiamme e il titolo: «Ecco il tuo “qualcosa”. 2.977 morti per terrorismo», provocando reazioni su i social e nei gruppi WhatsApp per gli yemeniti americani a New York, preoccupati che la copertina del giornale incitasse alla violenza anti-musulmana.
SABATO MATTINA, i più importanti proprietari di alimentari tradizionalmente gestiti da yemeniti newyorkesi hanno smesso di vendere il giornale, e i tassisti yemeniti hanno distribuito volantini per spiegare le ragioni del boicottaggio agli altri negozi. Domenica, la Yemeni American Merchant Association ha annunciato il boicottaggio formale durante una conferenza stampa fuori dell’edificio della News Corporation a Midtown Manhattan, che ospita il New York Post.
TRUMP, INCURANTE delle polemiche, è tornato ad attaccare Omar, e lo ha fatto nuovamente con un tweet in cui definisce la deputata «antisemita», «fuori controllo» e animata da uno spirito di «odio irriconoscente verso gli Usa», ha poi attaccato Nancy Pelosi rea di proteggere l’incolumità di Omar.
La mossa di Trump non ha entusiasmato il Partito repubblicano, indignato più che altro per la strumentalizzazione del 9/11, mentre Omar ha scritto su i social: «Non mi sono candidata per rimanere in silenzio e nessuno per quanto corrotto, incapace o vizioso che sia potrà mai minacciare l’amore che ho per l’America. Resto qui, inamovibile, e continuerò a lottare per pari opportunità, diritti e felicità per tutti gli americani». Omar sta vivendo gli attacchi peggiori, ma minacce di morte sono arrivate anche ad Alexandria Ocasio-Cortez, uno dei target preferiti dei repubblicani, definita «un terrorista interno».
«OGNI VOLTA che questa retorica dei conservatori si manifesta – ha detto Ocasio-Cortez – abbiamo un picco di minacce di morte da riferire alla polizia del Congresso. Diverse persone sono già state arrestate per aver cercato di fare del del male a me o a Ilhan».

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