Perché se il problema non è più quello delle dimensioni dello stato, ma è quello della sua efficacia come produttore di opportunità, allora si tratta di agire con una revisione completa e radicale, certosina, dei capitoli di spesa. Il che significa pensare a una difficile transizione, in cui – per esempio - la mobilità all’interno dell’ impiego pubblico andrà sostenuta con ammortizzatori sociali costosi, e da finanziare con strumenti, anche straordinari, adatti. E si tratta di affrontare di petto la questione dell’istruzione, senza pregiudizi. Magari pensando (ma esco dal seminato) all’estensione dell’obbligo a tutto il percorso fino al diploma, e a un investimento forte sulla scuola pubblica, che deve garantire, fino al diploma appunto, l’equa distribuzione delle opportunità, senza lasciare (come negli Usa) alle sole classi meno avvantaggiate l’interesse alla sua qualità formativa. Argomenti su cui ragionare, magari per ribaltarli, ovviamente, ma a partire da una visione comune della realtà e dei problemi, meno viziata da idee a priori e dal culto di ortodossie superate.
La Libertà Non Sta Nello Scegliere Tra Bianco E Nero, Ma Nel Sottrarsi A Questa Scelta Prescritta. (Theodor W.Adorno)
venerdì 4 gennaio 2013
Se non lavora per l’eguaglianza, a che serve la politica? - Pietro Modiano
...L’Italia è e un caso a sé: ha un livello di immobilità sociale molto elevato (e questo ce lo confermava l’Istat nel suo ultimo rapporto), uguale a quello delle maglie nere, Usa e Regno Unito, mentre ha una struttura di spese, entrate pubbliche, welfare tipica dell’Europa continentale. Nel nostro continente, l’asserita pesantezza degli stati si ripaga più o meno ovunque con un sovrappiù di equità nella distribuzione delle opportunità. In Italia, lo stato è insieme pesante e incapace di creare le condizioni dell’ uguaglianza. Questo è il dramma della nostra politica. E allora l’obiettivo, il primo obiettivo da perseguire in ordine di tempo, pare essere non quello di smantellare lo stato o di ridurne il peso (un peso non diverso in Italia dalle medie dell’Europa continentale), ma quello di aumentarne l’efficacia (che è quanto ci divide dell’Europa migliore). Un obiettivo che suscita minori passioni ideologiche di quanto non sia quello della riduzione quantitativa delle spese pubbliche come strumento per ridurre le tasse, e che è anche meno facile da perseguire.
abbasso tutti i governi italiani
…La partecipazione al capitale
da parte delle fondazioni è stata fatta pagare poco, mentre, dall’altra, esse
hanno ottenuto un potere di co-decisione molto rilevante e, tra l’altro, hanno
cercato di frenare l’attività della Cassa Depositi e Prestiti nel settore dei finanziamenti agli enti
locali.
Da allora, la Cassa interviene
in maniera sempre più estesa nel sistema industriale del paese, cosa che in sè
non sarebbe necessariamente negativa. Ma in concreto essa, nella sua azione,
privilegia il sostegno al vecchio establishment,
mentre fornisce un’equivoca copertura finanziaria allo stesso Tesoro per
ridurre, ma solo formalmente, il debito pubblico.
Così essa acquisisce dal
governo delle partecipazioni di controllo in alcune grandi strutture
imprenditoriali, senza peraltro ottenere alcun potere decisionale, che viene
lasciato alle vecchie consorterie burocratico-politico-affaristiche. Per altro
verso, essa spinge in direzioni certamente poco accettabili. Valga ricordare
soltanto tre casi recenti, quello dell’intervento nel settore delle multiutility e in specifico proprio nel caso Hera;
il tentativo di sostenere finanziariamente e senza contropartite Telecom
Italia; infine l’ingresso nel capitale di Generali…
La fuga dei cervelli ci
costa quasi un miliardo di euro all'anno. E' quanto emerge incrociando i dati
sul costo sostenuto dallo Stato italiano per la formazione dei propri studenti
e quelli
pubblicati qualche giorno fa dall'Istat sulle "Migrazioni internazionali e interne della popolazione
residente", anche per scopi lavorativi. L'istituto nazionale di statistica
nel 2011 ha rilevato un vero e proprio boom di laureati con oltre 25 anni di
età in fuga verso l'estero, soprattutto in cerca di occupazione. La crisi
economica nel nostro Paese non dà ormai possibilità di lavoro neppure ai
laureati più brillanti, che cercano fortuna oltre confine.
Un'altra statistica, di Eurostat, mostra infatti che in Italia nel 2011 il tasso di disoccupazione dei laureati di età compresa fra i 30 e i 34 anni supera, seppur di poco, quello dei diplomati di pari età: 8,3 per cento contro 8,2 per cento. Una situazione che tra i Paesi più industrializzati si verifica soltanto in Italia e che giustifica la fuga dei laureati oltre i confini italiani. In Germania, tanto per rimanere in Europa, si verifica esattamente il contrario: 2,6 per cento di disoccupati tra i laureati e 6 per cento tra i diplomati. Stesso discorso in Francia dove la disoccupazione tra i laureati è metà di quella tra i diplomati.
E tornando in Italia, l'anno scorso si è registrato un forte incremento - più 29 per cento - di laureati che hanno scelto l'espatrio: oltre 10mila e 600…
Un'altra statistica, di Eurostat, mostra infatti che in Italia nel 2011 il tasso di disoccupazione dei laureati di età compresa fra i 30 e i 34 anni supera, seppur di poco, quello dei diplomati di pari età: 8,3 per cento contro 8,2 per cento. Una situazione che tra i Paesi più industrializzati si verifica soltanto in Italia e che giustifica la fuga dei laureati oltre i confini italiani. In Germania, tanto per rimanere in Europa, si verifica esattamente il contrario: 2,6 per cento di disoccupati tra i laureati e 6 per cento tra i diplomati. Stesso discorso in Francia dove la disoccupazione tra i laureati è metà di quella tra i diplomati.
E tornando in Italia, l'anno scorso si è registrato un forte incremento - più 29 per cento - di laureati che hanno scelto l'espatrio: oltre 10mila e 600…
Con il primo dell'anno scatta un
provvedimento che segnerà profondamente la vita degli italiani. La riforma
della previdenza è entrata pienamente in vigore, dato che comincia a dispiegare
concretamente i suoi effetti. Da oggi infatti si va in pensione con un'età
maggiore: gli uomini a 66 anni e 3 mesi, le donne a 62 anni e 3 mesi. Si è
passati al sistema contributivo puro, spariscono le pensioni di anzianità e le
cosiddette «finestre». Insomma: parte la nuova previdenza. Lo ha ricordato il
presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua, ai microfoni di «Start» su
RadioRai1. «L'età pensionabile è agganciata all'aspettativa di vita - ha detto
- perchè per fortuna si vive di più, quindi si lavorerà di più e si percepirà
una pensione per più tempo».
PENSIONE
COMPLEMENTARE - «La riforma è cominciata vent'anni fa con Amato, poi
con Dini e tutti i governi che si sono susseguiti. Di fatto la riforma
Monti-Fornero, chiude un ciclo di transizione molto lungo», ha aggiunto
Mastrapasqua. A chi gli chiedeva se il sistema sarà sostenibile dalle singole
persone ha poi risposto: «Serve la «seconda gamba» della pensione
complementare, che in Europa è molto diffusa ma che in Italia stenta ancora a
decollare. Su questo tutti (Inps, assicurazioni e banche) devono lavorare».
Mastrapasqua ha anche ricordato un dato «allarmante»: nel Vecchio Continente,
ha sottolineato, «la media di coloro che hanno la pensione complementare è di
circa il 91%, in Italia è il 23%. Un differenziale troppo ampio sul quale
bisogna riflettere per capire quali sono gli errori che sono stati fatti»…
…Il numero dei dipendenti
pubblici, nel 2011, si è fermato a 3 milioni 283 mila, segnando il terzo
ribasso consecutivo. Dal 2008 al 2011 i 'travet' sono diminuiti di quasi 154
mila unità, circa il 5%, l'equivalente degli abitanti di un capoluogo come
Cagliari, Foggia o Ravenna…A differenza dell'Italia nel resto d'Europa i
dipendenti pubblici aumentano, come si evince dall'ultimo rapporto Eurispes
sulla p.a. Dal 2001 al 2011, infatti, gli addetti nel pubblico impiego sono
cresciuti soprattutto in Irlanda e in Spagna, dove si è registrato un aumento
rispettivamente del 36,1 per cento e del 29,6 per cento; altri paesi mostrano
incrementi vicini al 10 per cento (Regno Unito 9,5 per cento e Belgio 12,8 per
cento); infine, un altro gruppo di paesi mostra un trend crescente ma contenuto
(in Francia del 5,1 per cento, in Germania del 2,5 per cento, nei Paesi Bassi
del 3,1 per cento). L'Italia, risulta l'unico paese in cui, nei dieci anni
considerati, il numero dei dipendenti pubblici si sia ridotto…
Cosi abbiamo smesso di essere cittadini – Andrea Bajani
Qualche settimana fa una
mamma, all' uscita da un incontro tra genitori e insegnanti in una scuola media
torinese, mi ha detto che era stretta in un dilemma che non la faceva dormire.
Come lei, le altre mamme e gli altri papà della classe. Il bivio era il seguente:
o accettare che i propri figli tornassero a casa da scuola nel caso di un' ora
buca, oppure contribuire economicamente al pagamento del supplente che quell'
ora buca avrebbe coperto. «Hanno cominciato alle elementari chiedendoci la
carta igienica - mi ha detto contrariata -, e adesso dobbiamo pagare gli
stipendi». Al tempo della carta igienica i bambini erano arrivati una mattina e
si erano messi tutti in coda, e poi uno dopo l' altro avevano fatto cadere
ciascuno il proprio rotolo dentro un cestone di vimini. Erano persino contenti,
mi ha spiegato la mamma con improvvisa tenerezza, di fare un dono alla scuola.
All' uscita non parlavano d' altro, e la scuola sembrava diventata di colpo una
cosa che gli apparteneva. Di più: si erano messi a escogitare altre maniere di
fare dono alla scuola di qualcosa di sé. «Tutto bellissimo», mi ha detto la
mamma inghiottendo la tenerezza. «Ma scusa: noi non pagavamo le tasse? Non
eravamo dei cittadini?». Di fronte alla domanda di questa donna ho pensato che
il cittadino stava poco a poco svanendo per lasciare il posto a una schiera di
donatori bambini mandati avanti dai genitori: tutti in coda per buttare in un
cestone di vimini un obolo per salvare uno stato in sfacelo. Così mi sono
venuti in mente gli istituti oncologici. Quando si entra in un Istituto
oncologico di cosiddetta eccellenza, quel che colpisce di più sono gli enormi
assegni appesi alle pareti. Hanno la dimensione dei poster, e se ne stanno lì,
incorniciati come stampe di Monet. In bella vista c' è un importo in denaro, da
qualche centinaia fino a migliaia di euro, e il nome della persona o dell' ente
che ha donato quei soldi…
giovedì 3 gennaio 2013
tutti i cittadini sono uguali, forse
Anche gli indiani
detenuti in Italia hanno famiglia – Marco Boccitto
Sia lodato Shiva. Con la brillante risoluzione natalizia del caso dei due
marò, la giustizia indiana, inaffidabile fino a ieri, è diventata
improvvisamente un modello. Per la Farnesina è tempo di rimangiarsi le
insinuazioni assai poco diplomatiche - e da che pulpito - sulla serietà e i
tempi del sistema giudiziario indiano. E la destra militarista italiana può
smorzare i toni razzisti con cui pretendeva la liberazione con tante scuse dei
«nostri ragazzi», accusati di duplice omicidio.
Giustizia è fatta, per ora. Previo deposito cauzionale di 828 mila euro, a garanzia del loro ritorno in India al termine delle festività, i nostri connazionali possono andare a casa in licenza premio. Oltre al panettone li aspetta l'affetto del presidente Napolitano, che li ha invitati al Quirinale nel caso dovessero fermarsi per qualche ora a Roma. E ideuzze niente male, come quella dell'ex ministra Adriana Poli Bortone che li vorrebbe eletti in parlamento per "scudarli" con un passaporto diplomatico. Il governo, magnanimo, ha già fatto trovare 300mila euro sotto l'albero ai parenti di Valentine Jelesine e Ajeesh Pink, le vittime, in cambio del ritiro della denuncia (altro esempio di giustizia equa e soldiale).
Ma l'operazione andata a buon fine è il capolavoro del sottosegretario Staffan de Mistura, che prima difendeva i rifugiati per conto dell'Onu e oggi per conto Terzi tira fuori dai guai i fucilieri spediti da La Russa sui mercantili, in funzione anti-pirati e accidentalmente ammazza-pescatori. Niente da dire, la dignità della persona non ha colore né rango, i bisognosi sono tutti uguali.
A tal proposito, ci sarebbero un po' di immigrati in attesa di giudizio nelle prigioni italiane che non hanno ucciso nessuno. Anche loro hanno una casa e una famiglia a cui tornare. Sarebbero ben lieti di farlo a natale, a pasqua o in un qualsiasi giorno feriale, senza aspettare (invano) il decreto svuota-carceri. Per i cittadini indiani di religione indù si potrebbe fare un bel libera-tutti nel giorno in cui si festeggia il compleanno di Ganesh, il dio della prosperità, del successo e di quella qualità che la diplomazia italiana venera solo quando gli fa comodo: la prudenza.
Giustizia è fatta, per ora. Previo deposito cauzionale di 828 mila euro, a garanzia del loro ritorno in India al termine delle festività, i nostri connazionali possono andare a casa in licenza premio. Oltre al panettone li aspetta l'affetto del presidente Napolitano, che li ha invitati al Quirinale nel caso dovessero fermarsi per qualche ora a Roma. E ideuzze niente male, come quella dell'ex ministra Adriana Poli Bortone che li vorrebbe eletti in parlamento per "scudarli" con un passaporto diplomatico. Il governo, magnanimo, ha già fatto trovare 300mila euro sotto l'albero ai parenti di Valentine Jelesine e Ajeesh Pink, le vittime, in cambio del ritiro della denuncia (altro esempio di giustizia equa e soldiale).
Ma l'operazione andata a buon fine è il capolavoro del sottosegretario Staffan de Mistura, che prima difendeva i rifugiati per conto dell'Onu e oggi per conto Terzi tira fuori dai guai i fucilieri spediti da La Russa sui mercantili, in funzione anti-pirati e accidentalmente ammazza-pescatori. Niente da dire, la dignità della persona non ha colore né rango, i bisognosi sono tutti uguali.
A tal proposito, ci sarebbero un po' di immigrati in attesa di giudizio nelle prigioni italiane che non hanno ucciso nessuno. Anche loro hanno una casa e una famiglia a cui tornare. Sarebbero ben lieti di farlo a natale, a pasqua o in un qualsiasi giorno feriale, senza aspettare (invano) il decreto svuota-carceri. Per i cittadini indiani di religione indù si potrebbe fare un bel libera-tutti nel giorno in cui si festeggia il compleanno di Ganesh, il dio della prosperità, del successo e di quella qualità che la diplomazia italiana venera solo quando gli fa comodo: la prudenza.
mercoledì 2 gennaio 2013
I libri che mi sono piaciuti di più nel 2012
ho creato una piccola lista di libri, in ordine casuale, tra quelli che ho letto nel 2012, che spaziano dal bellissimo all'eccezionale. Fatene buon uso - franz
Il viaggiatore - Stig Dagerman
Gatto Tigrato e Miss Rondinella - Jorge Amado
a volte capitano dei libri che ti stupisci, non lo hai letto da bambino, non lo hai letto da grande, non lo leggerai mai.
ma questo cercalo e leggilo, almeno due volte, per non dimenticarlo.
non te ne pentirai, promesso.
se ti lascia indifferente, forse sei già morto, cerca il numero di un'agenzia di onoranze funebri, provvederanno a tutto loro
ma questo cercalo e leggilo, almeno due volte, per non dimenticarlo.
non te ne pentirai, promesso.
se ti lascia indifferente, forse sei già morto, cerca il numero di un'agenzia di onoranze funebri, provvederanno a tutto loro
Il viaggiatore - Stig Dagerman
uno scrittore da leggere e rileggere, "Il viaggiatore" è un libro
di racconti, alcuni sono solo bellissimi, gli altri immensi.
"solo" una raccolta di racconti (fra i quali “Uccidere un bambino”, qui)
qui ci sono solo cose che non si dimenticano, non te ne pentirai, promesso
"solo" una raccolta di racconti (fra i quali “Uccidere un bambino”, qui)
qui ci sono solo cose che non si dimenticano, non te ne pentirai, promesso
Il campione – David
Storey
un gran libro, l'ho letto senza saperne niente prima ed è stata una bellissima
sorpresa.
so che Lindsay Anderson ne ha tratto un gran film.
una cosa curiosa, quando lo leggevo vedevo una storia in bianco e nero, senza colori, triste.
lo si legga, nessuno se ne pentirà, promesso
so che Lindsay Anderson ne ha tratto un gran film.
una cosa curiosa, quando lo leggevo vedevo una storia in bianco e nero, senza colori, triste.
lo si legga, nessuno se ne pentirà, promesso
Amras - Thomas
Bernhard
di Thomas Bernhard non ho letto moltissimo, ma ogni volta mi sembra di
ascoltare qualcosa di già conosciuto, qui Kristof e Kafka, ma è Bernhard, ai
piani alti della letteratura, lassù si parla di cose davvero serie, e mai
noiose.
non è mai tempo perso, leggerlo o rileggerlo, promesso
non è mai tempo perso, leggerlo o rileggerlo, promesso
Lelio Luttazzi - L'
erotismo di Oberdan Baciro
ironia, erotismo, comicità slapstick (basta pensare per immagini), e
tragicità dei tempi e della vita, coesistono in un equilibrio davvero di alto
livello.
per me un libro bellissima, che non delude per nulla.
astenersi bacchettoni
per me un libro bellissima, che non delude per nulla.
astenersi bacchettoni
Prestiti scaduti -
Petros Markaris
con Markaris non si sbaglia, racconta quello che succede, realtà e fantasia
si rincorrono, alla fine non resti deluso (e qualcuno potrebbe dire "la
Grecia c'est moi")
La badante di Bucarest
- Gianni Caria
la prima cosa che impressiona è che qui le italiane vanno in Romania a far
le badanti, e questo per chi legge è un elemento di coscienza e di conoscenza.
vedere le cose con un altro occhio (l'occhio dell'altro) stupisce e lascia senza fiato.
vedere le cose con un altro occhio (l'occhio dell'altro) stupisce e lascia senza fiato.
Il Terzo Reich -
Roberto Bolaño
un libro che avvince, dove molto non viene detto, la fine è precipitosa,
non c'era tempo.
mi ha ricordato questo.
è un libro imperfetto, ma non ti stacchi.
essercene libri così imperfetti
mi ha ricordato questo.
è un libro imperfetto, ma non ti stacchi.
essercene libri così imperfetti
Cancellazione -
Percival Everett
un libro formidabile, ricco, profondo e leggibile.
io me lo leggerei, se non l'avessi appena letto, Percival Everett è un fuoriclasse
io me lo leggerei, se non l'avessi appena letto, Percival Everett è un fuoriclasse
Dakota delle bianche
dimore - Philip Ridley
Philip Ridley ti cattura senza pietà.
anche Dakota è una ragazzina che vive in un mondo in
rovina e riesce a trovare la sua strada, un po' investigatrice un po'
sognatrice.
fino alla fine non ti fermi, bello
La palla innamorata -
Jorge Amado
per bambini piccoli, ma è una storia bellissima per
tutti.
e non dite che non ve l'avevo detto
Lilus Kikus - Elena
Poniatowska
una ragazzina a metà strada fra Pippi Calzelunghe e un cronopio (e molto
messicana).
come privarsene?
come privarsene?
Il vecchio pozzo -
Magda Szabó
il mondo dell'infanzia di Magda, con le sue parole e i suoi ricordi.
un mondo magico, per molti, se si ricordano.
un libro da leggere lentamente, col dispiacere che finisca
un mondo magico, per molti, se si ricordano.
un libro da leggere lentamente, col dispiacere che finisca
Gli Uomini dimenticati
da Dio - Albert Cossery
Un piccolo libro composto da cinque racconti, e per
ognuno si capisce che li ha scritti Albert Cossery, ha un tocco
unico.
Ha scritto poco, ma tutto merita, promesso e garantito
I compagni sconosciuti
– Franco Lucentini
un racconto che è vivo, nelle macerie di Vienna e dell'Europa, nel
dopoguerra, con umanità viva.
echi de "La tregua", se non fosse che il libro di Levi è posteriore.
un piccolo grande racconto, non deluderà
echi de "La tregua", se non fosse che il libro di Levi è posteriore.
un piccolo grande racconto, non deluderà
Il mio amico pittore -
Lygia Bojunga Nunes
un bambino scopre la politica e il suicidio.
l'amico pittore gli lascia un'eredità importante a partire dai colori.
chi cerca questo piccolo grande libro lo trova solo nei remainders
l'amico pittore gli lascia un'eredità importante a partire dai colori.
chi cerca questo piccolo grande libro lo trova solo nei remainders
Il viaggio di Ibn
Fattouma – Nagib Mahfuz
un libro di domande e di conoscenza, curiosità, libertà e
amore, e poi capisci perché qualcuno voleva ammazzarlo.
bello davvero
bello davvero
Cento giorni - Bärfuss
Lukas
è un libro che inquieta, coma la storia che racconta (Ruanda, in
contemporanea con Sarajevo).
un piccolo svizzero si trova dentro una macchina che uccide, e con molta fortuna ne esce fuori, non senza aver visto e vissuto quasi tutto.
riesce a far star male quanto basta
un piccolo svizzero si trova dentro una macchina che uccide, e con molta fortuna ne esce fuori, non senza aver visto e vissuto quasi tutto.
riesce a far star male quanto basta
Lo specchio di
Sarajevo – Adriano Sofri
ti chiedi dov'eri, non sentivi, non leggevi, cosa facevi…
Una volta l'Argentina
- Andrés Neuman
si legge bene, una cavalcata di un secolo in Argentina, avanti e indietro,
con gli occhi di un bambino.
una saga familiare con personaggi davvero argentini, niente realismo magico, ma la realtà e la fantasia si incrociano a più riprese
una saga familiare con personaggi davvero argentini, niente realismo magico, ma la realtà e la fantasia si incrociano a più riprese
La danza degli schiavi
- Paula Fox
la tratta degli schiavi vista dagli occhi di un bambino, che tutto vede e
tutto capisce.
un libro che (non) fa male
un libro che (non) fa male
La grande avventura -
Robert Westall
un bambino perde i genitori in un bombardamento e con un cane cerca di
sopravvivere.
sembra una storiella come tante, in realtà è un libro davvero vivo, che non annoia mai.
peggio per chi non ha tempo e voglia di leggere questo piccolo grande libro
sembra una storiella come tante, in realtà è un libro davvero vivo, che non annoia mai.
peggio per chi non ha tempo e voglia di leggere questo piccolo grande libro
Terracarne - Franco
Arminio
Arminio racconta di un mondo che sta morendo, fa delle fotografie
dell'esistente, con poesie, racconti, cronache, istantanee.
ogni tanto qualche raggio di luce e un venticello di speranza allontana gli odori (anche) di morte e di rovine, fisiche e morali, che ammorbano l'aria, che respiriamo tutti i giorni.
un libro necessario
ogni tanto qualche raggio di luce e un venticello di speranza allontana gli odori (anche) di morte e di rovine, fisiche e morali, che ammorbano l'aria, che respiriamo tutti i giorni.
un libro necessario
Mendel dei libri -
Stefan Zweig
un libro che non dimentichi più, il posto nella biblioteca è a fianco di
Bartleby, secondo me se si conoscessero scambierebbero lunghi silenzi pieni di significati,
che noi non potremmo capire.
cercate di conoscere Mandel, diventerà un amico
La trappola - Emmanuel
Bove
all'inizio non capivo dove andasse a parare, poi pian piano mi ha preso, e
davvero è un gran libro, dalle atmosfere che mi hanno ricordato Josef K.
un crescendo di attese, inganni, sollievo e nuovi incubi
un crescendo di attese, inganni, sollievo e nuovi incubi
Il re bianco – Davide Toffolo
un racconto a fumetti di un gorilla
uguale a noi, un animale che capisce, noi no.
bello davvero
Gaza 1956 - Joe Sacco
chiamarlo fumetto è poco, graphic novel ancora poco, è grande giornalismo e
una storia sottratta all'oblio.
imperdibile
imperdibile
Blankets - Craig
Thompson
all'inizio un po' mi faceva arrabbiare, quel ragazzino timido e
inconcludente, poi pian piano ho provato a immedesimarmi e allora la storia mi
ha preso, e molto.
un gran bel libro
Habibi - Craig
Thompson
una storia che non lasci più, e Dodola e Zam non ti lasciano più.
ci vuole tempo per arrivare alla fine, ma dopo sai che non hai perso neanche un minuto
leggilo!
non è un ordine, ma un consiglio robusto
ci vuole tempo per arrivare alla fine, ma dopo sai che non hai perso neanche un minuto
leggilo!
non è un ordine, ma un consiglio robusto
Astarte - Andrea
Pazienza
davvero bello e anche emozionante.
Astarte è un grande personaggio, pazienza se la storia non è completa, ogni
tavola è un quadro.
indimenticabile
Storia popolare
dell’impero americano - Howard Zinn, Mike Konopacki, Paul Buhle
uno può dire che 729 pagine dell’edizione inglese sono troppe (qui), che sono troppe
anche 510 pagine dell’edizione italiana (qui), che non ha soldi da
spendere (ma può leggerlo qui), ma cosa può dire
davanti all’edizione a fumetti in italiano? Costa solo 10 euro ed è un libro
terribile e bellissimo.
non privatevene
ai figli
“E quando vorrai distrarre tua madre dalla pena che le stravolge l'anima,
portala a camminare nel silenzio della campagna, raccogliendo fiori e riposando
all'ombra degli alberi, accanto alla musica delle acque. La pace della natura
le darà piacere, e lo darà anche a te. Ma ricordati, figlio, non tenerlo tutto
per te, ma chinati anche tu per aiutare i deboli che ti sono vicini, i
perseguitati, le vittime, i compagni che lottano e a volte cadono come tuo
padre e come Bartolo. Nella lotta per la vita troverai più amore, e nella lotta
anche tu sarai amato.” (Nicola Sacco)
"...soprattutto
siate sempre capaci di sentire nel profondo di voi stessi ogni ingiustizia
commessa contro chiunque in qualsiasi parte del mondo." (Ernesto Che Guevara)
martedì 1 gennaio 2013
Things I'll Not Do (Nostalgias) - Allen Ginsberg
…Allen Ginsberg è morto il 5 Aprile del 1997, aveva 71 anni e una
settimana prima gli avevano diagnosticato un cancro al fegato. Forse l'epatite
C presa nel '60 in Sudamerica era degenerata in cirrosi e poi in cancro. Il 31
Marzo subito dopo aver ricevuto la notizia Ginsberg scrisse l'ultima poesia
della sua vita: "Cose che non farò" ("Nostalgie"). E' un
elenco di tutti gli impegni, gli incontri, i piaceri che non vivrà più…
Things I'll Not Do (Nostalgias)
Never go to Bulgaria,
had a booklet & invitation
Same Albania,
invited last year, privately by Lottery scammers or
recovering alcoholics,
Or enlightened poets of the antique land of Hades Gates
Nor visit Lhasa live in Hilton or Ngawang Gelek's household & weary
ascend Potala
Nor ever return to Kashi "oldest continuously habited city in the world"
bathe in Ganges & sit again at Manikarnika ghat with Peter,
visit Lord Jagganath again in Puri, never back to Bibhum take
notes tales of Khaki B Baba
Or hear music festivals in Madras with Philip
Or enter to have Chai with older Sunil & Young coffeeshop poets,
Tie my head on a block in the Chinatown opium den, pass by Moslem
Hotel, its rooftop Tinsmith Street Choudui Chowh Nimtallah
Burning ground nor smoke ganja on the Hooghly
Nor the alleyways of Achmed's Fez, nevermore drink mint tea at Soco
Chico, visit Paul B. in Tangiers
Or see the Sphinx in Desert at Sunrise or sunset, morn & dusk in the
desert
Ancient sollapsed Beirut, sad bombed Babylon & Ur of old, Syria's
grim mysteries all Araby & Saudi Deserts, Yemen's sprightly
folk,
Old opium tribal Afghanistan, Tibet - Templed Beluchistan
See Shangha again, nor cares of Dunhuang
Nor climb E. 12th Street's stairway 3 flights again,
Nor go to literary Argentina, accompany Glass to Sao Paolo & live a
month in a flat Rio's beaches and favella boys, Bahia's great
Carnival
Nor more daydream of Bali, too far Adelaide's festival to get new scent
sticks
Not see the new slums of Jakarta, mysterious Borneo forests & painted
men and women
Nor mor Sunset Boulevard, Melrose Avenue, Oz on Ocean Way
Old cousin Danny Leegant, memories of Aunt Edith in Santa Monica
No mor sweet summers with lovers, teaching Blake at naropa,
Mind Writing Slogans, new modern American Poetics, Williams
Kerouac Reznikoff Rakosi Corso Creely Orlovsky
Any visits to B'nai Israel graves of Buda, Aunt Rose, Harry Meltzer and
Aunt Clara, Father Louis
Not myself except in an urn of ashes
March 30, 1997, A.M.
recovering alcoholics,
Or enlightened poets of the antique land of Hades Gates
Nor visit Lhasa live in Hilton or Ngawang Gelek's household & weary
ascend Potala
Nor ever return to Kashi "oldest continuously habited city in the world"
bathe in Ganges & sit again at Manikarnika ghat with Peter,
visit Lord Jagganath again in Puri, never back to Bibhum take
notes tales of Khaki B Baba
Or hear music festivals in Madras with Philip
Or enter to have Chai with older Sunil & Young coffeeshop poets,
Tie my head on a block in the Chinatown opium den, pass by Moslem
Hotel, its rooftop Tinsmith Street Choudui Chowh Nimtallah
Burning ground nor smoke ganja on the Hooghly
Nor the alleyways of Achmed's Fez, nevermore drink mint tea at Soco
Chico, visit Paul B. in Tangiers
Or see the Sphinx in Desert at Sunrise or sunset, morn & dusk in the
desert
Ancient sollapsed Beirut, sad bombed Babylon & Ur of old, Syria's
grim mysteries all Araby & Saudi Deserts, Yemen's sprightly
folk,
Old opium tribal Afghanistan, Tibet - Templed Beluchistan
See Shangha again, nor cares of Dunhuang
Nor climb E. 12th Street's stairway 3 flights again,
Nor go to literary Argentina, accompany Glass to Sao Paolo & live a
month in a flat Rio's beaches and favella boys, Bahia's great
Carnival
Nor more daydream of Bali, too far Adelaide's festival to get new scent
sticks
Not see the new slums of Jakarta, mysterious Borneo forests & painted
men and women
Nor mor Sunset Boulevard, Melrose Avenue, Oz on Ocean Way
Old cousin Danny Leegant, memories of Aunt Edith in Santa Monica
No mor sweet summers with lovers, teaching Blake at naropa,
Mind Writing Slogans, new modern American Poetics, Williams
Kerouac Reznikoff Rakosi Corso Creely Orlovsky
Any visits to B'nai Israel graves of Buda, Aunt Rose, Harry Meltzer and
Aunt Clara, Father Louis
Not myself except in an urn of ashes
March 30, 1997, A.M.
somos los zapatistas
...HERMANOS Y HERMANAS:
COMPAÑEROS Y COMPAÑERAS:
ANTES TUVIMOS LA BUENAVENTURA DE UNA ATENCIÓN HONESTA Y NOBLE DE DISTINTOS MEDIOS DE COMUNICACIÓN. LO AGRADECIMOS ENTONCES. PERO ESO FUE COMPLETAMENTE BORRADO CON SU ACTITUD POSTERIOR.
QUIENES APOSTARON A QUE SÓLO EXISTÍAMOS MEDIÁTICAMENTE Y QUE, CON EL CERCO DE MENTIRAS Y SILENCIO, DESAPARECERÍAMOS, SE EQUIVOCARON.
CUANDO NO HABÍAN CÁMARAS, MICRÓFONOS, PLUMAS, OÍDOS Y MIRADAS, EXISTÍAMOS.
CUANDO NOS CALUMNIARON, EXISTÍAMOS.
CUANDO NOS SILENCIARON, EXISTÍAMOS.
Y AQUÍ ESTAMOS, EXISTIENDO.
NUESTRO ANDAR, COMO HA QUEDADO DEMOSTRADO, NO DEPENDE DEL IMPACTO MEDIÁTICO, SINO DE LA COMPRENSIÓN DEL MUNDO Y DE SUS PARTES, DE LA SABIDURÍA INDÍGENA QUE RIGE NUESTROS PASOS, DE LA DECISIÓN INQUEBRANTABLE QUE DA LA DIGNIDAD DE ABAJO Y A LA IZQUIERDA.
A PARTIR DE AHORA, NUESTRA PALABRA EMPEZARÁ A SER SELECTIVA EN SU DESTINATARIO Y, SALVO EN CONTADAS OCASIONES, SÓLO PODRÁ SER COMPRENDIDA POR QUIENES CON NOSOTROS HAN CAMINADO Y CAMINAN, SIN RENDIRSE A LAS MODAS MEDIÁTICAS Y COYUNTURALES.
ACÁ, CON NO POCOS ERRORES Y MUCHAS DIFICULTADES, ES YA UNA REALIDAD OTRA FORMA DE HACER POLÍTICA.
POCOS, MUY POCOS, TENDRÁN EL PRIVILEGIO DE CONOCERLA Y APRENDER DE ELLA DIRECTAMENTE.
HACE 19 AÑOS LOS SORPRENDIMOS TOMANDO CON FUEGO Y SANGRE SUS CIUDADES. AHORA LO HEMOS HECHO DE NUEVO, SIN ARMAS, SIN MUERTE, SIN DESTRUCCIÓN.
NOS DIFERENCIAMOS ASÍ DE QUIENES, DURANTE SUS GOBIERNOS, REPARTIERON Y REPARTEN LA MUERTE ENTRE SUS GOBERNADOS.
SOMOS LOS MISMOS DE HACE 500 AÑOS, DE HACE 44 AÑOS, DE HACE 30 AÑOS, DE HACE 20 AÑOS, DE HACE APENAS UNOS DÍAS.
SOMOS LOS ZAPATISTAS, LOS MÁS PEQUEÑOS, LOS QUE VIVEN, LUCHAN Y MUEREN EN EL ÚLTIMO RINCÓN DE LA PATRIA, LOS QUE NO CLAUDICAN, LOS QUE NO SE VENDEN, LOS QUE NO SE RINDEN.
HERMANOS Y HERMANAS:
COMPAÑERAS Y COMPAÑEROS:
.SOMOS L@S ZAPATISTAS, RECIBAN NUESTRO ABRAZO.
¡DEMOCRACIA!
¡LIBERTAD!
¡JUSTICIA!
Desde las montañas del Sureste Mexicano.
Por el Comité Clandestino Revolucionario Indígena – Comandancia General del Ejército Zapatista de Liberación Nacional.
Subcomandante Insurgente Marcos.
México. Diciembre del 2012 – Enero del 2013.
COMPAÑEROS Y COMPAÑERAS:
ANTES TUVIMOS LA BUENAVENTURA DE UNA ATENCIÓN HONESTA Y NOBLE DE DISTINTOS MEDIOS DE COMUNICACIÓN. LO AGRADECIMOS ENTONCES. PERO ESO FUE COMPLETAMENTE BORRADO CON SU ACTITUD POSTERIOR.
QUIENES APOSTARON A QUE SÓLO EXISTÍAMOS MEDIÁTICAMENTE Y QUE, CON EL CERCO DE MENTIRAS Y SILENCIO, DESAPARECERÍAMOS, SE EQUIVOCARON.
CUANDO NO HABÍAN CÁMARAS, MICRÓFONOS, PLUMAS, OÍDOS Y MIRADAS, EXISTÍAMOS.
CUANDO NOS CALUMNIARON, EXISTÍAMOS.
CUANDO NOS SILENCIARON, EXISTÍAMOS.
Y AQUÍ ESTAMOS, EXISTIENDO.
NUESTRO ANDAR, COMO HA QUEDADO DEMOSTRADO, NO DEPENDE DEL IMPACTO MEDIÁTICO, SINO DE LA COMPRENSIÓN DEL MUNDO Y DE SUS PARTES, DE LA SABIDURÍA INDÍGENA QUE RIGE NUESTROS PASOS, DE LA DECISIÓN INQUEBRANTABLE QUE DA LA DIGNIDAD DE ABAJO Y A LA IZQUIERDA.
A PARTIR DE AHORA, NUESTRA PALABRA EMPEZARÁ A SER SELECTIVA EN SU DESTINATARIO Y, SALVO EN CONTADAS OCASIONES, SÓLO PODRÁ SER COMPRENDIDA POR QUIENES CON NOSOTROS HAN CAMINADO Y CAMINAN, SIN RENDIRSE A LAS MODAS MEDIÁTICAS Y COYUNTURALES.
ACÁ, CON NO POCOS ERRORES Y MUCHAS DIFICULTADES, ES YA UNA REALIDAD OTRA FORMA DE HACER POLÍTICA.
POCOS, MUY POCOS, TENDRÁN EL PRIVILEGIO DE CONOCERLA Y APRENDER DE ELLA DIRECTAMENTE.
HACE 19 AÑOS LOS SORPRENDIMOS TOMANDO CON FUEGO Y SANGRE SUS CIUDADES. AHORA LO HEMOS HECHO DE NUEVO, SIN ARMAS, SIN MUERTE, SIN DESTRUCCIÓN.
NOS DIFERENCIAMOS ASÍ DE QUIENES, DURANTE SUS GOBIERNOS, REPARTIERON Y REPARTEN LA MUERTE ENTRE SUS GOBERNADOS.
SOMOS LOS MISMOS DE HACE 500 AÑOS, DE HACE 44 AÑOS, DE HACE 30 AÑOS, DE HACE 20 AÑOS, DE HACE APENAS UNOS DÍAS.
SOMOS LOS ZAPATISTAS, LOS MÁS PEQUEÑOS, LOS QUE VIVEN, LUCHAN Y MUEREN EN EL ÚLTIMO RINCÓN DE LA PATRIA, LOS QUE NO CLAUDICAN, LOS QUE NO SE VENDEN, LOS QUE NO SE RINDEN.
HERMANOS Y HERMANAS:
COMPAÑERAS Y COMPAÑEROS:
.SOMOS L@S ZAPATISTAS, RECIBAN NUESTRO ABRAZO.
¡DEMOCRACIA!
¡LIBERTAD!
¡JUSTICIA!
Desde las montañas del Sureste Mexicano.
Por el Comité Clandestino Revolucionario Indígena – Comandancia General del Ejército Zapatista de Liberación Nacional.
Subcomandante Insurgente Marcos.
México. Diciembre del 2012 – Enero del 2013.
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